ilTorinese

Mondiale 2026: equilibrio, sorprese e grandi conferme!

 

A una settimana dal via del Mondiale 2026, il torneo che si sta disputando tra Stati Uniti, Canada e Messico sta già regalando emozioni e risultati inattesi. La nuova formula a 48 squadre ha ampliato la partecipazione e reso la fase a gironi più ricca di sfide equilibrate.
Tra le nazionali che hanno impressionato maggiormente spiccano Germania, Inghilterra, Francia e Argentina. I tedeschi hanno lanciato un segnale forte con il netto 7-1 contro Curaçao, mentre l’Inghilterra ha superato la Croazia in una delle partite più spettacolari di questa prima fase. Anche Francia e Argentina hanno iniziato con vittorie convincenti, confermando il loro ruolo tra le favorite.
Non sono mancate le sorprese. Il Brasile è stato fermato sull’1-1 dal Marocco, l’Olanda ha pareggiato contro il Giappone e la Spagna non è andata oltre lo 0-0 contro Capo Verde. Risultati che dimostrano come il livello medio del torneo sia cresciuto e come nessuna partita possa essere considerata scontata.
Anche le nazionali ospitanti stanno vivendo un buon momento: il Messico ha inaugurato il torneo con una vittoria sul Sudafrica, mentre gli Stati Uniti hanno battuto nettamente il Paraguay mostrando un calcio offensivo e spettacolare.
Con la seconda giornata dei gironi appena iniziata il 18 giugno, molti verdetti sono ancora da scrivere. L’impressione generale è quella di un Mondiale aperto, combattuto e ricco di equilibrio, dove le grandi favorite restano tali ma devono fare i conti con avversari sempre più competitivi. Le prossime partite saranno decisive per capire quali squadre potranno davvero puntare al titolo mondiale.

Enzo Grassano

Salute dei reni, Torino risponde: la tappa di CL3AR conquista Piazza Arbarello

PUBBLIREDAZIONALE — in collaborazione con Sobi Italia

Il roadshow di sensibilizzazione promosso da Sobi Italia ha fatto tappa il 10 giugno nel cuore della città. Il bilancio della giornata, raccontato dai partecipanti, conferma quanto sia ancora necessario parlare di reni e di malattie renali rare.

Dopo le tappe di Milano e Bari, lo scorso 10 giugno la campagna itinerante “CL3AR: obiettivi chiari per la salute dei tuoi reni” ha animato Piazza Vincenzo Arbarello. Il progetto, promosso da Sobi Italia con il patrocinio dell’associazione pazienti Progetto DDD ETS e delle Società Scientifiche FIR, SINEPE e SIP, ha portato in piazza un gazebo informativo pensato per avvicinare il pubblico a un tema importante quanto sottovalutato: la salute dei reni e, in particolare, le malattie renali croniche rare come la glomerulopatia da C3 (C3G) e la glomerulonefrite membranoproliferativa da immunocomplessi (IC-MPGN) primaria.

Si tratta di patologie che, pur rappresentando meno del 5% delle malattie renali croniche complessive, sono responsabili di oltre la metà dei casi di insufficienza renale in età pediatrica e di circa un quarto di quelli negli adulti. Una prognosi spesso severa – circa un paziente adulto su due e un bambino su cinque arriva all’insufficienza renale entro dieci anni dalla diagnosi – rende cruciale il riconoscimento precoce dei segnali d’allarme, oggi possibile anche attraverso semplici esami di sangue e urine.

Per tutta la giornata, installazioni interattive, materiali informativi e il confronto diretto con i professionisti sanitari presenti nel gazebo hanno permesso ai cittadini torinesi di scoprire più a fondo il funzionamento dei reni e l’importanza di una diagnosi tempestiva. Non un semplice banchetto informativo, dunque, ma un vero momento di ascolto e dialogo con la comunità.

A raccontare l’efficacia dell’iniziativa sono soprattutto le voci di chi ha partecipato. Ai visitatori del gazebo è stato infatti proposto di rispondere a qualche semplice domanda su quanto conoscessero il ruolo dei reni e su quali fossero le proprie abitudini di prevenzione: un piccolo termometro della consapevolezza, raccolto su oltre 100 persone, che restituisce un quadro tanto interessante quanto significativo.

La voce del pubblico: cosa è emerso a Torino

Più della metà di chi ha risposto (55,4%) ritiene di conoscere abbastanza bene il ruolo dei reni nel proprio corpo, ma quasi un partecipante su tre ammette di saperne poco. Il dato si fa più netto quando si parla dei segnali d’allarme delle patologie renali: solo il 16,8% dichiara di conoscerli davvero, mentre oltre la metà ne ha sentito parlare senza saperne il reale significato.

Ancora più eloquente il responso sulle malattie renali rare protagoniste della campagna: tre persone su quattro (76,2%) non avevano mai sentito parlare di C3G o IC-MPGN prima di quella mattina in piazza, e solo una minima parte (6,9%) dichiara di conoscerle davvero. Un’evidenza che racconta, meglio di ogni numero, perché iniziative come CL3AR siano necessarie.

Interessante anche il confronto con organi più “noti” come cuore e polmoni: quasi 4 partecipanti su 10 considerano i reni altrettanto importanti, e circa 1 su 10 li ritiene persino più rilevanti. Resta tuttavia una quota – oltre un terzo del campione – che attribuisce loro ancora oggi un ruolo secondario.

Sul fronte della prevenzione, il quadro invita a una riflessione: oltre la metà dei partecipanti (52,5%) non ha mai effettuato esami specifici per controllare la funzione renale, mentre appena l’8,9% lo fa con regolarità. Una distanza tra consapevolezza e azione che la campagna punta proprio a colmare.

Il dato più incoraggiante arriva proprio dal confronto diretto in piazza: oltre 8 partecipanti su 10 (81,2%, di cui il 21,8% “molto di più”) dichiarano di sentirsi più consapevoli dell’importanza di proteggere la salute dei propri reni dopo l’esperienza vissuta al gazebo. Un riscontro che, secondo gli organizzatori, è risultato persino superiore rispetto alle precedenti tappe del roadshow, confermando Torino come una delle piazze più ricettive del tour.

Un entusiasmo che conferma quanto ricordato dal Prof. Luigi Biancone, Responsabile della Struttura Complessa di Nefrologia, Dialisi e Trapianto della Città della Salute di Torino: riconoscere precocemente i campanelli d’allarme attraverso semplici esami di laboratorio e indirizzare tempestivamente i pazienti verso centri specialistici resta fondamentale per intervenire in modo appropriato e preservare la qualità di vita.

Il viaggio di CL3AR non si ferma qui: dopo l’estate, il roadshow proseguirà a Bologna, Palermo e Roma, portando in altre piazze italiane lo stesso obiettivo, dare alla salute dei reni l’attenzione che merita. Per restare aggiornati su date e iniziative è possibile seguire i canali social di Sobi Italia su Instagram, Facebook e LinkedIn.

Il concerto “Ribellione” inaugura Rosso Beethoven

Zając debutta sul podio dell’Orchestra del Teatro Regio di Torino

Nella Corte d’Onore di Palazzo Reale, martedì 30 giugno e mercoledì 1⁰ luglio, alle ore 21, prenderà il via Rosso Beethoven, la stagione estiva del Teatro Regio. A inaugurare il cartellone sarà Agata Zając alla direzione dell’Orchestra del Teatro Regio, in un programma dedicato a uno dei momenti più significativi della parabola creativa del compositore: gli anni in cui il Beethoven trentenne cominciò a liberarsi dai modelli del passato per affermare una voce del tutto personale. Sono in programma la suite dal balletto “Le creature di Prometeo” e la “Seconda Sinfonia”.

“Beethoven era un uomo che credeva nella libertà e nell’umanità, ed è ancora molto attuale – ha affermato il Sovrintendente del Teatro Regio, Mathieu Jouvin”

È proprio questa tensione ideale ad attraversare ‘Ribellione’. Dal mito di Prometeo, simbolo della conoscenza donata agli uomini, l’energia della Seconda Sinfonia emerge una concezione dell’arte come strumento di crescita, consapevolezza e libertà. Le due opere condividono una forte spinta verso il rinnovamento. Nel titano che dona agli uomini il fuoco della conoscenza, si riflette un ideale vicino alla sensibilità del musicista, una forza capace di trasformare l’individuo e aprire nuovi orizzonti. Non è un caso che in queste pagine affiorino intuizioni destinate a trovare pieno sviluppo nei capolavori della maturità.

La Seconda Sinfonia segna un passaggio decisivo di questo percorso. Pur mantenendo un dialogo con la tradizione classica, manifesta quella libertà inventiva e quella fiducia nella forza creatrice dell’individuo che caratterizzeranno gli anni eroici. Fu composta tra il 1800 e il 1802, ed eseguita il 5 aprile 1803 al Theater Anderwien di Vienna, diretta dallo stesso compositore, e fu portata a termine a Heiligenstadt, oggi uno dei quartieri settentrionali di Vienna, ma all’epoca un’amena località di campagna in cui Beethoven si recava per la villeggiatura. Nel periodo di Heiligenstadt, il musicista prendeva dolorosamente coscienza dell’avanzare della sordità. La Sinfonia sorprende però ancora oggi per la sua luminosità e per la determinazione e con cui affermarlo primato dell’arte sulle avversità della vita.

Tutti i concerti inizieranno alle ore 21, e prevedono la nuova formula “All Inclusive – Emozione Reale”; grazie all’apertura straordinaria delle 19.30, si potrà visitare l’appartamento della Regina Elena a Palazzo Reale, concedersi una passeggiata al fresco del Giardino Ducale e godersi un aperitivo alla Caffetteria Reale prima di assistere al concerto. La Caffetteria Reale resterà aperta per le consumazioni prima degli spettacoli, e ai possessori dei biglietti per il concerto è consentito l’ingresso a partire dalle ore 20. Prenotazioni: info@caffetteriareale.it.

In caso di annullamento per maltempo, il teatro ha previsto date di recupero per i concerti “Ribellione”, il 2 luglio, “Tensione” 9 luglio e “Luce” il 23 luglio.

Info e biglietti: in vendita presso la biglietteria del Teatro Regio e online su www.teatroregio.torino.it – biglietteria Teatro Regio – piazza Castello 215, Torino – 011 8815241/242 – orario: da lunedì a sabato ore 11-19/ domenica ore 10.30-15.30 – nei giorni di concerto la biglietteria si sposterà alla Golden Box, in piazzetta Reale, a partire dalle 19.30.

Mara Martellotta

“Menopausa in salute”, per affrontare serenamente una fase delicata nella vita di ogni donna

Il libro della Dottoressa Raffaela Di Pace

“Menopausa in salute – Le strategie per risolvere ogni sintomo, dalle vampate alla caduta dei capelli” è il titolo del libro della Dottoressa Raffaela Di Pace, ostetrica, ginecologa, con un dottorato di ricerca in Fisiopatologia della Menopausa, pubblicato dalla casa editrice Sonzogno nel gennaio 2026.

In una società che, per molteplici cause, è caratterizzata da una crescente disattenzione verso “l’altro”, con il conseguente allontanamento dalla comprensione dei suoi bisogni e necessità, anche a fronte di sintomatologie cliniche importanti che interferiscono con la qualità della vita, il libro della Dottoressa Di Pace si configura come uno strumento utile non solo alle donne, ma anche agli uomini, per conoscere, riconoscere e affrontare nel migliore dei modi i disagi legati alla menopausa. Gli strumenti pratici, l’approccio medico e uno sguardo olistico vanno a unirsi al fine di sensibilizzare e rendere consapevoli verso una fase delicata nella vita di ogni donna.

“Menopausa in salute” nasce proprio con l’intento di sfatare tabù e fornire informazioni chiare per vivere il cambiamento fisico ed emotivo in serenità, curando l’alimentazione e il benessere personale attraverso pratiche atte al mantenimento dell’energia, dell’autostima e della qualità della vita.

“Prendersi cura di sé – scrive la Dottoressa Raffaela Di Pace – non significa rifiutare un fenomeno naturale, ma usare gli strumenti del progresso per vivere meglio. Non c’è motivo di subire malesseri quando se ne può fare a meno”.

Nel 2030 più di un ottavo della popolazione della Terra sarà formato da donne in menopausa, 1 miliardo e 200 milioni. È un fatto nuovo per l’umanità. Fino ai primi del Novecento solo una minoranza di Sapiens sopravviveva così a lungo. Oggi invece una larga schiera di persone si trova ad affrontare i cambiamenti del corpo e la necessità di adattarsi a un equilibrio diverso. La ginecologa Raffaela Di Pace invita le donne a non subire i disturbi che conseguono alla caduta dei livelli ormonali: aumento di peso, insonnia, vampate, capelli che si diradano, vuoti di memoria, sbalzi d’umore e secchezza vaginale. Ci sono rimedi che vanno dalla terapia ormonale sostitutiva ad alcuni tipi di farmaci e integratori non ormonali per ridurre i fastidi ma anche i rischi di osteoporosi, di disturbi cardiovascolari e di obesità. Ancora troppe donne rinunciano a curarsi e si intristiscono, perché percepiscono la fine dell’età fertile come la fine della piena salute e della femminilità. Eppure, è probabile che abbiano dinanzi a loro una trentina e passa di anni di vita ed è giusto che li attraversino con pienezza e senza acciacchi, che stiano bene sempre. La rivoluzione femminile non può non abbracciare questo aspetto dell’esistenza: la metà dell’umanità ha il diritto di conoscere i trattamenti contro la sofferenza e i sintomi spiacevoli. Di Pace risponde in maniera puntuale agli interrogativi più comuni e propone un piano settimanale, dal movimento alla dieta, per restare in forma e in salute.

“Menopausa in salute – Le strategie per risolvere ogni sintomo, dalle vampate alla caduta dei capelli” (Sonzogno, 2026) – pagine 160.

Gian Giacomo Della Porta

Borello Supermercati apre a Venaria Reale

IMPRESE E TERRITORIO/ LA FORZA DI UNA FAMIGLIA

La tradizione si rinnova con l’impegno di Gianluca e Aurora, figli del fondatore Fiorenzo

Oggi, 18 giugno 2026, si è aperto un nuovo capitolo nella storia della famiglia Borello con l’inaugurazione del nuovo punto vendita di Venaria Reale, in piazza Michelangelo Buonarroti 1. Un traguardo significativo per Gianluca e Aurora Borello, che danno avvio alla loro prima esperienza imprenditoriale diretta nel settore della distribuzione alimentare, nel segno dei valori trasmessi dal padre Fiorenzo Borello. All’inaugurazione erano presenti, tra le autorità,  il sindaco Fabio Giulivi, l’assessore regionale Andrea Tronzano, la presidente ASCOM Maria Luisa Coppa.

Il nuovo supermercato dispone di una superficie di vendita di circa 320 metri quadrati e propone oltre 3.000 referenze, con un’offerta costruita attorno a qualità, convenienza, servizio al cliente e valorizzazione delle produzioni locali, elementi che da sempre contraddistinguono il marchio Borello.

L’apertura assume un significato che va oltre quello commerciale. Rappresenta infatti la prosecuzione di una storia imprenditoriale profondamente radicata nel territorio piemontese, costruita negli anni da Fiorenzo Borello e portata avanti oggi dai figli insieme a una squadra di collaboratori che continua a condividere gli stessi principi di serietà, affidabilità e attenzione alle persone.

Tra i punti di forza del nuovo negozio figurano i reparti dedicati ai prodotti freschi e freschissimi. La macelleria, disponibile sia con servizio assistito sia in modalità self-service, si affianca a una gastronomia ricca di specialità piemontesi, salumi, formaggi e piatti pronti. Completano l’offerta panetteria, pasticceria e ortofrutta con una particolare attenzione ai prodotti del territorio, alle filiere locali e alle produzioni biologiche.

Sugli scaffali trovano inoltre spazio le principali linee a marchio del gruppo, pensate per soddisfare le diverse esigenze dei consumatori e garantire un elevato rapporto tra qualità e prezzo.

Per la famiglia Borello questa inaugurazione è soprattutto il simbolo di una continuità generazionale che guarda al futuro senza dimenticare le proprie origini. Gianluca e Aurora raccolgono l’esperienza e gli insegnamenti del padre Fiorenzo, contribuendo a mantenere vivo un marchio che nel tempo ha saputo conquistare la fiducia di migliaia di clienti.

In un mercato in continua evoluzione, con la nuova realtà societaria di MiTo e l’alleanza con Unes, il nome Borello continua infatti a rappresentare una garanzia di qualità, attenzione alla clientela e legame con il territorio. Valori che restano il punto di riferimento di questa nuova avventura imprenditoriale e che costituiscono il vero patrimonio lasciato da Fiorenzo Borello alle nuove generazioni.

(Servizio fotografico: il Torinese)

Summer Solstice III – Luce suono

L’ “Arena Paolini” e lo “Spazio del Contemporaneo” della “GAM” di Torino ospitano anche quest’anno l’evento conclusivo di “Accademia della Luce”

Domenica 21 giugno, dalle 18,30

Promessa! Sarà una grande serata di musicaricerca sonora e sperimentazione vocale. All’insegna del tema “Luce e Suono”, l’edizione 2025/’26 di “Summer Solstice”, l’evento conclusivo di “Accademia della Luce”, il “public program” della 28^ edizione di “Luci d’Artista” ( a cura di Antonio Grulli), ci dà anche quest’anno appuntamento alla “GAM – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea” (via Magenta 31, a Torino), nella serata di domenica 21 giugno (a partire dalle 18,30), con ingresso gratuito e negli spazi esterni ed interni del Museo, inclusa l’“Arena Paolini – Anni Luce”, installazione pavimentale “en plein air” dell’artista concettuale di origini genovesi, perfettamente inserita in quella sorta di “Sculpture Garden” che sono i Giardini all’aperto della “GAM” e concepita come “spazio espositivo di performance e meditazione”.

Ad animare la serata, secondo visioni d’arte assolutamente singolari, saranno tre artisti e “performer”, invitati a concepire lavori atti ad esplorare “le affinità fisiche, percettive ed intellettuali tra luce e suono: fenomeni inafferrabili, capaci di attraversare i corpi e trasformare gli spazi”. I loro nomi: Luciano Chessa (Sassari, 1971), artista audiovisivo e performativo, compositore e storico dell’arte, attivo tra Europa e Stati Uniti; Nina Baietta (Padova, 1997), ricercatrice vocale con base a Venezia ed Enrico Malatesta (Cesena, 1985) attivo in ambiti sperimentali posti tra musica, performance ed indagine territoriale.

“Accademia della Luce” – progetto della “Città di Torino” in gestione a “Fondazione Torino Musei” – dopo il grande successo degli scorsi anni, arriva così all’ultimo appuntamento della sua terza edizione. Il progetto si collega simbolicamente alle tradizioni del “solstizio estivo” (per l’appunto, domenica prossima 21 giugno, ore 10,24) legate alla luce, al sole e al fuoco, e alle celebrazioni torinesi dedicate a San Giovanni Battista, patrono della città.

L’evento vedrà anche la presenza di un “angolo bar” e “food truck” organizzato e gestito da “Bar Baglio”, la nuova caffetteria della “GAM”.

Le mostre e la collezione resteranno chiuse al pubblico per tutta la durata dell’evento.

 

I tre protagonisti

Luciano Chessa sarà presente allo “Spazio del Contemporaneo” ( piano -1, ore 19) con “Trasmissioni Plastiche”, lavoro che deriva da un’esperienza sviluppata durante recenti “residenze” dell’artista presso la “Lou Harrison House” di Joshua Tree, in California, e la “Direction des Affaires Culturelles” del Principato di Monaco. Attraverso “corde elastiche” che attivano dispositivi sonori collocati a distanze inconsuete, questa scultura “diffonde meccanicamente il suono in contrappunto con una corda eccitata da un motore elettrico che danza investita da un fascio di luce, rivelando nodi e antinodi d’onda”. La proiezione congiunta di “luce” e “suono” svela la natura “scultoreo-plastica” di questi corpi vibranti, simultaneamente relativizzando le nozioni di prossimità e lontananza.

Nina Baietta presenta (con Paola MichelettiLiliana Sommarriva e Denise Tosato“Oscillo”, nell’“Arena Paolini” (ore 20). Si tratta di un lavoro per “quattro voci” e “quattro speaker” basato su una “drammaturgia dell’assenza in cui lo spettatore viene guidato da una dimensione acustica e corporea ad una dimensione amplificata e invisibile”. La performance “esplicita il passaggio di stato insito nella pratica stessa, reso manifesto dalla dissoluzione del corpo in un altro spazio-tempo e dalla massima esasperazione della voce in una dimensione particellare, ingigantita all’interno degli speaker”. L’utilizzo della “quadrifonia” conduce performer e spettatore verso un altrove condiviso in uno spazio di “risonanza totalizzante” in cui il corpo, scomparendo, si fa ovunque.

“Circolo del sorgere e del dissolversi” è infine il titolo del progetto di Enrico Malatesta presentato nello “Spazio del Contemporaneo” (piano -1, ore 21), in cui l’artista propone una “rilettura artistica” del potenziale sonico  delle “Campane Tibetane”, creando “una risonanza che sovrasta la visione e innesta screpolature nella relazione tra ascolto e spazio”. Gli oggetti sonori – oltre alle campane, altoparlanti, pietre, walkman, tessuti – vengono presentati come agenti capaci di modificare concretamente l’ambiente acustico: “la loro risonanza diventa un campo di relazione in cui emergono tensioni, attriti e densità materiche, tanto armoniche quanto dissonanti”.

Visionarietà, ardite sperimentazioni e ricerche accompagnate sempre dalla meticolosità dello studio e dalla meraviglia di musica, suoni e voci composte in atmosfere surreali dove proprio “luce” e “suono” paiono voler simboleggiare l’abbondanza creativa di un tempo “minimo” che si fa “solstitium – sole fermo” per un giorno solo. Ma il giorno più lungo dell’anno.

Per infowww.gamtorino.it

g.m.

Nelle foto: Immagine guida; Luciano Chessa; Nina Baietta ed Enrico Malatesta

Regione Piemonte e Prefettura di Torino fanno squadra contro gli illeciti ambientali

Nasce il primo Osservatorio regionale in Italia dedicato al monitoraggio e al contrasto dei reati ambientali. Presentati anche i nuovi mezzi acquistati grazie al Patto per la Sicurezza Urbana finanziato dalla Regione con 2,3 milioni di euro.

Un nuovo strumento per rafforzare la tutela del territorio e rendere più efficace la lotta agli illeciti ambientali. È questo l’obiettivo del protocollo d’intesa sottoscritto oggi al Grattacielo Piemonte dal presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e dal prefetto di Torino Donato Giovanni Cafagna.

L’accordo dà vita all’Osservatorio regionale per il monitoraggio e la prevenzione degli illeciti ambientali, una struttura permanente che opererà attraverso un Tavolo interistituzionale coordinato dalla Prefettura di Torino. Si tratta della prima esperienza di questo tipo a livello regionale in Italia.

Negli ultimi anni i reati legati all’ambiente hanno mostrato una crescita significativa, in particolare nei settori della gestione dei rifiuti, delle bonifiche, dell’edilizia e dei siti contaminati. Da qui la scelta di mettere in rete istituzioni, forze dell’ordine ed enti tecnici per migliorare la capacità di prevenzione, controllo e intervento.

«Con la firma di questo protocollo – hanno sottolineato il presidente Cirio, il vicepresidente Marrone e l’assessore Marnati – Regione Piemonte e Prefettura di Torino hanno deciso di rafforzare l’impegno per la tutela dell’ambiente e la promozione della legalità ricorrendo a un’azione coordinata, basata su dati, prevenzione e collaborazione istituzionale. Riservare particolare attenzione ai settori più a rischio, quali gestione dei rifiuti, bonifiche e siti contaminati, edilizia, terre e rocce da scavo, significa accrescere la sicurezza dei cittadini e del territorio e contrastare sempre più l’illegalità e le organizzazioni criminali».

«L’Osservatorio regionale sugli illeciti ambientali in Piemonte nasce dalla volontà di realizzare, su un tema così cruciale come la tutela dell’ambiente, un approccio multifattoriale – ha affermato il prefetto Cafagna – Unisce le forti competenze acquisite dalla Direzione Ambiente della Regione, da Arpa Piemonte e dall’Asl con quelle di chi, a partire dalle Forze dell’Ordine, opera quotidianamente sul fronte della sicurezza e del contrasto ai reati. Un modello che consentirà di affrontare in modo più efficace problematiche complesse come il ciclo dei rifiuti, l’abusivismo edilizio, la tutela del patrimonio boschivo e le infiltrazioni della criminalità organizzata».

Tra i compiti dell’Osservatorio figurano la raccolta e l’analisi dei dati sugli illeciti ambientali, l’individuazione delle aree maggiormente esposte ai rischi, la pianificazione di attività coordinate di controllo, la promozione di percorsi formativi comuni e il coinvolgimento delle associazioni impegnate sui temi della legalità e della difesa dell’ambiente. È inoltre prevista la pubblicazione di rapporti periodici sull’attività svolta.

La firma del protocollo è stata anche l’occasione per presentare i nuovi veicoli destinati alle Forze dell’Ordine e alla Polizia Locale nell’ambito del Patto per la Sicurezza Urbana siglato da Regione Piemonte, Prefettura e Comune di Torino.

Grazie a un primo finanziamento di un milione di euro sono stati acquistati nove autovetture e tre motocicli destinati a Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza e Polizia Locale. Complessivamente il Patto è sostenuto dalla Regione con uno stanziamento di 2,3 milioni di euro.

È già allo studio una seconda fase dell’iniziativa che prevede il rafforzamento della videosorveglianza cittadina attraverso nuove telecamere e tecnologie di controllo, l’acquisto di ulteriori mezzi operativi, incentivi a favore delle attività commerciali e maggiori risorse per incrementare i controlli, compresi quelli sui mezzi del trasporto pubblico.

«Con la seconda fase del Patto per la Sicurezza Urbana vogliamo compiere un ulteriore passo avanti nel rafforzamento della sicurezza a Torino – hanno dichiarato il presidente Cirio, il vicepresidente Marrone e l’assessore Bussalino -. Oltre all’investimento per acquisire ulteriori mezzi, l’attenzione sarà rivolta al potenziamento delle tecnologie per il controllo del territorio, all’ampliamento e all’integrazione dei sistemi di videosorveglianza e al rafforzamento della collaborazione tra tutti i soggetti impegnati nella tutela della sicurezza pubblica».

«Proseguiamo in un lavoro di rafforzamento del presidio del territorio – ha concluso il prefetto Cafagna – dando priorità alle zone rosse e alle aree che esprimono una maggiore domanda di sicurezza. Agli interventi delle Forze di Polizia si affiancheranno ulteriori investimenti nella videosorveglianza a beneficio dei cittadini e delle attività economiche».

Al via la terza edizione di “Sotto i portici del Risorgimento!”

Un’estate di giochi, cultura, letture, performance e musica per ragazzi e famiglie al Museo Nazionale del Risorgimento Italiano

Torino, 18 giugno 2026 – Torna per l’estate 2026 Sotto i portici del Risorgimento (giugno–settembre 2026), la rassegna di giochi estivi, iniziative culturali e didattiche giunta alla sua terza edizione, ideata dal Museo Nazionale del Risorgimento Italiano per coinvolgere ragazzi e famiglie. Forte delle oltre 19.000 presenze registrate nel 2025, il programma si arricchisce e si consolida come punto di riferimento culturale dell’estate torinese.
L’iniziativa si apre il 18 giugno in occasione della Giornata degli Scacchi: tornei simultanei, lezioni ed esibizioni animeranno i portici di Palazzo Carignano, grazie alla collaborazione con l’Associazione Scacchistica di Torino.

Il portico e l’atrio di Palazzo Carignano si trasformano ancora una volta in uno spazio temporaneo dedicato al gioco, alla lettura, alla socialità e alla partecipazione culturale, accessibile dal martedì alla domenica dalle 10.15 alle 18.00. Tra le novità di questa edizione, le sale del Museo saranno animate da una mostra dedicata al tema del gioco: “In gioco. Arte e gioco dal Risorgimento a oggi”, che rafforzerà la dimensione ludica e pedagogica dell’offerta estiva del Museo. Saranno inoltre predisposti spazi ludici permanenti con giochi storici e contemporanei — tra cui un nuovo gioco dell’Oca del Risorgimento realizzato appositamente per questa edizione —, scacchi, rubabandiera e giochi pavimentali per bambini, oltre ad aree di sosta per il relax e la lettura.

Il Museo organizzerà inoltre attività didattiche e di animazione a cura del proprio personale, con proposte di lettura rivolte al pubblico dei più piccini, e fungerà da snodo di partenza per le attività dell’estate ragazzi della Bella Stagione di Fondazione Compagnia di San Paolo.

Sotto i portici del Risorgimento è resa possibile grazie al contributo di BPER Banca, main sponsor dell’iniziativa, al patrocinio della Città di Torino, alla partnership con Biraghi e alla collaborazione con importanti realtà culturali e istituzionali: Residenze Reali Sabaude, Direzione Regionale Musei Nazionali Piemonte, Associazione Scacchistica Torinese, Balletto Teatro di Torino, Circolo dei Lettori, Contrametric Ensemble, Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, Libreria Internazionale Luxemburg, MITO SettembreMusica, MUSLI – Museo della Scuola, Sotto18+ Film Festival, Unione Culturale Franco Antonicelli, Teatro e Società.

«Con Sotto i portici del Risorgimento vogliamo continuare a rafforzare l’idea del museo come spazio vivo e aperto, capace di offrire occasioni di incontro, apprendimento e condivisione. Crediamo che sia fondamentale creare luoghi culturali che siano anche spazi di comunità, dove bambini, famiglie, residenti e turisti possano ritrovarsi e riscoprire la storia come esperienza attuale e partecipata», hanno dichiarato Luisa Papotti, presidente del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano e il direttore, Alessandro Bollo.

Gli appuntamenti in programma:

Si comincia il 18 giugno con una giornata doppiamente speciale: i portici di Palazzo Carignano si trasformano già da subito in un grande scacchiere a cielo aperto. La Giornata degli scacchi,

 organizzata con l’Associazione Scacchistica di Torino, porta in scena tornei simultanei, lezioni e sfide aperte a tutti — principianti compresi — e dà il via alla rassegna nel segno del gioco, della strategia e della condivisione.

Il 24 giugno — Festa di San Giovanni, patrono di Torino — il Museo ricorda il 24 giugno 1859, giorno della battaglia di Solferino e San Martino che ispirò la nascita della Croce Rossa. Il personale del Corpo Militare Volontario della CRI guiderà il pubblico in visite tematiche alle ore 11.00 e alle ore 16.00, in un dialogo inedito tra storia e presente.

Il cuore dell’estate batte il 2 luglio, con la Maratona di lettura – Pinocchio: nel bicentenario della nascita di Carlo Collodi. Dalle 10.15 alle 20.00, lettori di ogni età si passano il testimone nella lettura ad alta voce dell’intero romanzo, in un’esperienza corale e trascinante che invade portici e diverse realtà torinesi. Un’iniziativa realizzata insieme al Circolo dei Lettori, Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, Sotto18+ Film Festival, Libreria Internazionale Luxemburg e MUSLI.

Il 9 luglio la parola si fa musica con Musicante: Federico Sirianni porta in scena un reading autorale intimo e potente, in collaborazione con la Circoscrizione 1 del Comune di Torino.

Il programma continua il 19 luglio con una serata dedicata alla grande lirica: Opera in Poche Parole presenta la Tosca di Giacomo Puccini nell’ambito della stagione “Ri-Generazione” di Contrametric Ensemble. Gabriele Colombo sarà narratore e interprete in una trascrizione cameristica per oboe/corno inglese e quartetto d’archi. Un’occasione per avvicinarsi all’opera lirica senza barriere, lasciandosi trasportare dalla forza delle sue emozioni.  E mentre la città si svuota per le vacanze, il 15 agosto il Museo è uno dei pochi luoghi dove vale la pena restare: le visite guidate teatralizzate “Liberi tutti!”, a cura di Teatro e Società e dei Servizi Educativi, trasformano il Ferragosto in una piccola festa collettiva.

Con settembre arriva la musica d’autore: l’11 settembre il Trio 2 giugno ’46 porta in scena Musica al Femminile, nell’ambito del prestigioso festival MITO SettembreMusica. A chiudere la rassegna, il 22 settembre, è la danza: Gioco di Corpi, spettacolo del BTT – Balletto Teatro di Torino con Bailey Kager, Noa Chatton e Noa Van Tichel, porta nell’Aula della Camera un’ultima, sorprendente trasformazione dello spazio.

Borgo Vittoria: sorpreso con attrezzi da scasso, arrestato

La Polizia di Stato ha arrestato in flagranza, nel quartiere Borgo Vittoria di Torino, un cittadino portoghese di 31 anni per tentato furto aggravato. L’uomo è stato anche denunciato per porto abusivo di armi od oggetti atti ad offendere.
L’intervento è scattato a seguito di una segnalazione pervenuta alla locale Centrale Operativa da parte di un cittadino che riferiva della presenza di un individuo intento a infrangere la finestra di un prefabbricato destinato a futura abitazione.
Gli agenti del Commissariato di P.S. Mirafiori, inviati dalla Centrale Operativa sul posto, hanno sorpreso e fermato l’uomo mentre cercava di allargare il foro sul vetro utilizzando una tenaglia.
I successivi accertamenti hanno consentito di rinvenire e sequestrare a carico del trentunenne, oltre alla tenaglia che impugnava, anche una chiave esagonale, un grosso bullone e un pezzo di ferro, strumenti presumibilmente utilizzati per forzare gli accessi e infrangere le vetrate dell’autorimessa sottostante.
Secondo quanto ricostruito, l’uomo avrebbe colpito ripetutamente le finestre sia del prefabbricato sia dell’autorimessa sottostante, dove erano custoditi materiali e attrezzature edili.
Al termine degli accertamenti di rito, il trentunenne è stato condotto, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, presso la Casa Circondariale Lorusso e Cutugno.

Mille marchi storici di interesse nazionale: durare a lungo è anche una responsabilità

Informazione promozionale

 

Il 15 aprile 2026, a Roma, nella sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, è stato presentato un rapporto con un numero tondo in copertina.

Il Registro speciale dei marchi storici di interesse nazionale ha appena tagliato il traguardo dei mille marchi iscritti: stando ai dati diffusi dal Ministero, si tratta di circa 780 imprese titolari, per un fatturato complessivo di 93,6 miliardi di euro e oltre 363.000 addetti.

Dietro la cifra c’è uno strumento poco conosciuto fuori dagli addetti ai lavori. Il registro, istituito nel 2019 e gestito dall’Ufficio italiano brevetti e marchi, raccoglie i marchi registrati o usati senza interruzioni da almeno cinquant’anni da imprese produttive radicate nel territorio nazionale. Una volta iscritte, queste aziende possono fregiarsi del logo “Marchio storico”. Sulla carta è un riconoscimento di longevità. A guardarlo meglio, dice qualcosa anche su come quelle imprese stanno al mondo.

Più di una targa celebrativa

La legge che ha creato il marchio storico non lo tratta come un fregio decorativo. Lo lega in modo esplicito alla responsabilità verso chi lavora e verso il territorio. Un’impresa iscritta che intenda chiudere o spostare all’estero la propria produzione è tenuta a informarne in anticipo il Ministero, che può attivarsi per salvaguardare i livelli occupazionali e la continuità dell’attività in Italia.

È una clausola che racconta lo spirito dell’istituto. La storicità di un marchio non si esaurisce nei decenni accumulati: quei decenni hanno tenuto insieme un’azienda, le sue maestranze e un pezzo di comunità. Riconoscere il valore del primo significa farsi carico anche del secondo.

La responsabilità ha allargato il campo

Negli ultimi anni, del resto, l’idea stessa di responsabilità d’impresa si è allargata. Accanto alla tenuta economica e occupazionale sono entrati l’impatto ambientale, la sicurezza di chi sta in reparto, l’equilibrio tra uomini e donne in organico.

Il marchio storico fotografa il passato di un’azienda, la sua capacità di durare. Per misurare la condotta del presente servono altri strumenti, costruiti per essere verificati da un soggetto esterno: le certificazioni ambientali e sulla sicurezza, e di recente quelle dedicate alla parità di genere. Sono questi a dire, indicatori alla mano, come un’impresa tratta oggi le persone che ha dentro, al di là di quanto a lungo è esistita.

Quando le due cose si incontrano

Un caso in cui storia e condotta presente si saldano arriva dal Piemonte. Tra i mille marchi del registro figura anche Zeca, iscritta nel 2022. Produce avvolgicavo, avvolgitubo, lampade da lavoro e bilanciatori per chi opera in officina, è arrivata alla quarta generazione della stessa famiglia e lavora in un comparto, la metalmeccanica, tra i più maschili dell’industria italiana.

Sul fronte della responsabilità l’azienda non si è fermata all’eredità ricevuta. Ha coperto i propri stabilimenti di Feletto con un impianto fotovoltaico, si è data un codice etico e ha scelto di sottoporre a misura anche l’equità interna. Nel 2025 quel terreno ha affrontato una verifica esterna: un organismo accreditato ne ha esaminato le prassi su carriere, retribuzioni e conciliazione, riconoscendole la UNI/PdR 125, la prassi italiana che attesta la parità di genere.

Letti insieme, l’ingresso tra i marchi storici e una certificazione del 2025 dicono due cose distinte sullo stesso soggetto: che è durato a lungo, e che di quella durata oggi prova a essere all’altezza.

La storia non basta da sola

Per chi compra, seleziona fornitori o cerca un datore di lavoro, qui sta l’informazione utile. Un marchio storico attesta che un’azienda ha attraversato le epoche senza sparire, un risultato che il tessuto produttivo italiano, fatto di imprese spesso piccole e familiari, conosce bene. Da solo, però, racconta metà della storia.

L’altra metà è ciò che quell’azienda fa adesso: come tratta l’ambiente, come protegge chi lavora, quanto è equa al proprio interno. Le radici dicono da quanto tempo si è lì; i frutti dicono se vale la pena restarci. Il primo dato lo certifica un registro nazionale, il secondo se lo guadagna ogni anno chi continua a meritarselo.