Informazione promozionale / Il 9 febbraio 2020 si è tenuta, al Dolby Theatre di Los Angeles, la 92ª edizione degli Oscar. Le candidature erano state già annunciate a gennaio da John Cho e da Issa Rae. Ma, tra i tanti film che hanno vinto diversi Oscar nel 2020, ne consigliamo due in particolare: Joker, che è stato il film a ricevere più candidature; e Parasite, che è stato invece il più premiato.
Se siete interessati anche ad altri film, per le classifiche visitate questa pagina e scegliete quello che più vi ispira.
Parasite: miglior film
Film del 2019 diretto da Bong Joon-ho vincitore della Palma d’Oro a Cannes e di 4 Premi Oscar.
I protagonisti sono una coppia con due figli: una ragazza di 20 anni ed un ragazzo di 18 anni. Abitano in un seminterrato, i loro coinquilini sono degli scarafaggi e le finestre affacciano su una strada dove orinano gli ubriachi. Ma la famiglia ha un piano per uscire dalla miseria.
Esiste un mondo speculare a quello rappresentato dalla città umida e putrescente ed è rappresentato dalla casa dei ricchi. Quest’ultima si contrappone alla precedente mediante linee, pareti levigate e perfette. È un luogo dove regnano il comfort ed il silenzio e la finestra, come a voler dividere ricchi e poveri, si affaccia su un parco perfetto.
La famiglia di ricchi vede un marito assente, una moglie che con i soldi compra l’innocenza, una figlia vittima delle tempeste ormonali adolescenziali ed un bambino colpito da un trauma infantile.
Parasite racconta l’infiltrarsi dei poveri nella vita dei ricchi, come fanno gli scarafaggi nelle case, e lo fa con classe, attraversando tematiche politiche e tragiche ma aggiungendo il giusto humor per vivere al meglio quei momenti assurdi.

Joker: miglior attore protagonista
Joaquin Phoenix veste i panni del protagonista e si presenta sin da subito accompagnato da una risata inquietante che risuonerà nella vostra testa fino alla fine del film.
Il personaggio di Joker non è mai stato così umano e reale, tanto da far dimenticare il personaggio interpretato da Jack Nicholson, e Gotham City è un luogo dove si lotta per sopravvivere.
Arthur è un uomo, un comico mancato che porta con sé un bagaglio di problemi neurologici, psicologici, ma soprattutto, sociali. Vine spinto da sua madre, sin dall’infanzia, ad indossare un sorriso, anche quando non esistono motivi per essere felici, tanto che la sua risata somiglia più ad un pianto disperato. Ed infatti Arthur ride quando vi sono motivi contrari per farlo.
Ma il momento che segna l’inesorabile trasformazione è quando vengono tagliati i fondi ai servizi sociali ed ad Arthur viene sospesa la terapia psichiatrica. Da qui inizia ad emergere Joker, un personaggio che matura la sua identità ed il suo pensiero che, fino a quel momento, erano rimasti segregati negli angoli bui della mente grazie alla terapia psichiatrica.
E ci fa molto riflettere quel che dice Arthur: “Cosa ottieni se metti insieme un malato di mente solitario con una società che lo abbandona e poi lo tratta come immondizia? Te lo dico io cosa ottieni: ottieni quel cazzo che ti meriti”.
Aldo Moro cautamente possibilista. Voleva sbloccare la situazione politica. Berlinguer ha dedicato gli ultimi suoi anni a due obiettivi. PrimO andare al governo per realizzare delle riforme, come diceva, strutturali. Secondo liberare il PCI dal giogo mortale dei comunisti russi. Alberto Franceschini fondatore delle Br , ex giovane comunista di Reggio Emilia ha sostenuto che le Br erano indecise tra, appunto, Berlinguer e Moro. Optarono per il secondo perché Berlinguer era troppo protetto dal servizio d’ordine del PCI. Indicativo, no? L’ obiettivo terroristico era ben chiaro: impedire l’alleanza tra i due partiti. Ed è altresì vero che i servizi segreti di mezzo mondo erano entusiasti che il lavoro sporco lo facessero loro. Dai russi agli statunitensi, dagli inglesi ai australiani qualcuno ha brindato quando fu ucciso Moro ed i nostri servizi segreti fecero di tutto per far sì che Moro venisse liberato incolume. Consumato il dramma l’ Italia protestò. Il rispetto che dovevamo ai democratici si concretizzò nel chieder loro di sfilare per primi. E cambiava anche la mia percezione della DC come partito. I nemici erano i terroristi rossi, gli avversari i dc. C’e’ una radicale differenza, prima di tutto il rispetto per l’avversario. Anni in cui conobbi i giovani democratici. Donatella Genisio, figlia d’arte con il padre sindacalista della CISL. Sposata con Paolo Girola allora giornalista del Tg 3, in anni successivi impegnato nel sindacato subalpino dei giornalisti. Piero Damosso, che partito dal giornalismo piemontese è approdato alla testata nazionale. Tra i più ” interessanti” era Giampiero Leo.
La ratio di questa multa non c’è perché il barista vendeva due caffè da asporto sulla strada. Ma c’è un episodio ancora più grave che lede l’articolo Costituzionale di manifestare.