ilTorinese

L’eclissi liberale

IL COMMENTO  di Pier Franco Quaglieni / Valerio  Zanone nel dicembre 2015, poco tempo prima di morire, mi scrisse una mail in cui mi diceva che il nostro mondo liberale forse era finito. Una confessione quasi incredibile per uno che aveva dedicato la vita al liberalismo. C’era chi esagerando e, forse, ironizzando lo chiamava il nuovo Benedetto Croce, come il mio amico Mario Altamura.

Non era Croce, ma sicuramente era un uomo di rara sensibilità intellettuale e culturale. A cinque anni di distanza quella conclusione amara di Valerio, forse anche anche condizionata dalla grave malattia che lo porterà alla morte, si rivela più attuale che mai 

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Il Governo Conte è quanto di più illiberale ci possa essere. E nessuno esprime più una linea liberale autentica e dal vocabolario politico è scomparso l’aggettivo liberale. Forse è rimasto qualche cattolico liberale che non è certo Renzi. I grillini nelle loro diverse versioni sono illiberali per definizione, in particolare sulla Giustizia. Il PD si è spostato verso una sinistra che vorrebbe allearsi stabilmente con i grillini. L’opposizione è egemonizzata da forze sovraniste e populiste che hanno un retrogusto profondamente illiberale.  Forse con qualche reminiscenza liberale è rimasta Emma Bonino che pure ha abbandonato la lezione liberale di Pannella. Invecchiando, come il vino, migliora ogni giorno. Qualche volta in Senato Emma fa sentire la sua voce, ma è isolata. Un’altra voce, in questo caso istituzionale , è il Presidente del Senato Elisabetta Casellati, donna davvero super partes che difende i princìpi dello Stato liberale. La “terza forza” laica, liberale, socialista della Prima Repubblica si è totalmente dissolta. E anche il centro è totalmente scomparso. E’ ricomparso un bipolarismo zoppo in cui il centro non c’è più. E questo è un male grave perché le democrazie liberali hanno il loro baricentro -scusate il bisticcio – proprio al centro. Vent’anni fa anche gli ex comunisti si dichiaravano liberali . Oggi nessuno usa più quell’aggettivo che storicamente è anche un sostantivo. E’ davvero morta l’idea liberale ? Io non lo penso. Lo dico da storico e non da liberale. L’idea liberale è destinata a risorgere dopo le confusioni dei tempi calamitosi che viviamo. Lo stesso periodo della pandemia ci ha mostrato il valore della libertà e i limiti illiberali di una decretazione d’urgenza che scavalca il Parlamento e che, rara avis, l’ex presidente del Senato Pera ha colto con un suo intervento molto autorevole. La rivista “Libro aperto” fondata da Giovanni Malagodi e diretta magistralmente  da Antonio Patuelli rappresenta il presidio più importante della cultura liberale intesa crocianamente come pre-partito. Patuelli è il garante di una continuità liberale che fa ritrovare insieme  donne e uomini che vivono il liberalismo in modo diverso. La sua rivista ripercorre con fedeltà la storia del pensiero liberale e dei suoi esponenti più importanti . Senza questa rivista i liberali si sarebbero dispersi in mille rivoli. Rappresenta qualcosa di simile a ciò che fu “ Il Mondo” di Mario Pannunzio. A tenere viva la fiaccola sotto il moggio sono le Scuole di liberalismo di un liberale duro e puro come Enrico Morbelli.  Molti giovani le frequentano e i liberali superstiti dai cinquanta in giù quasi sempre provengono dalle Scuole di Morbelli,come ad esempio, Nicola Porro. Persino le due Fondazioni intitolate ad Einaudi non seguono da tempo le “prediche inutili” del Maestro di Carru’. Ma l’idea liberale non può morire. Non saranno due o tre untorelli di sinistra e di destra a farla dissolvere. E’ la storia stessa dell’Europa e dell’Occidente a dircelo, al di là delle sbandate sciovinistiche e di un’economia finanziaria attualmente egemone che è la rovina dell’Europa. L’idea insopprimibile della libertà – diceva Croce durante il fascismo – è destinata a vincere. Era per Croce la religione della libertà.
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L’isola del libro

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Rubrica settimanale a cura di Laura Goria

Natasha Solomons  “Casa Tyneford”    -Neri Pozza –  euro 18,00

Se avete amato il precedente “I Goldbaum” della scrittrice inglese, non perdetevi questo romanzo che vi trascina nelle vicende agrodolci della giovane protagonista, sullo sfondo di un’incantevole campagna inglese, con il rimbombo della Seconda Guerra Mondiale.

Lei è la 19enne Elise Landau, vive a Vienna in una famiglia dell’alta borghesia ebraica, coccolata figlia della stella dell’Opera Anna e del noto scrittore Julian. A incombere sulle loro esistenze ci sono l’antisemitismo e il presagio del conflitto. Siamo nel 1938 all’indomani dell’Anschluss, l’annessione tedesca dell’Austria, che non promette niente di buono.

Per metterla in salvo i genitori la mandano in Inghilterra, dove lavorerà come cameriera nella splendida dimora, affacciata sul mare, del signore del luogo Mr. Rivers.

Gli inizi sono difficili, lei non è abituata a servire, semmai il contrario e, soprattutto, patisce la solitudine e la lontananza dalla famiglia il cui destino è incerto, in attesa di fantomatici visti per l’America.

Poi le cose cambieranno.

C’è molto di Dowton Abbey in queste pagine sospese tra, da un lato, la vita della nobiltà inglese con i suoi rigidi ruoli e riti e, dall’altro, le giornate faticose della numerosa servitù ai comandi di rigorosi maggiordomo e governante.

Un ritratto storico-romanzato dell’Inghilterra prima, durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale che spariglierà le carte e finirà per decretare i destini dei protagonisti e della splendida Tyneford. Centrali sono le figure del riservato padrone di casa Mr. Rivers e dell’esuberante figlio Kit, entrambi consapevoli che Elise, per nascita ed educazione, è molto più di una domestica.

Nel romanzo ci sono l’amore, la tragedia e soprattutto la narrazione del viale del tramonto di uno stile di vita che perde smalto e patrimoni. E vi entrerà nel cuore Elise, giovanissima ebrea viennese trasportata oltre la Manica, vista con sospetto dal governo britannico al deflagrare del conflitto. Un’eroina piena di sentimento e coraggio, romantica, forte, coraggiosa tenace e leale. E a Tyneford l’attende un futuro di cui non anticipo nulla, ma state pur certi che vi sorprenderà…

 

David Grossman  “La vita gioca con me”    -Mondadori –    euro 21,00

In questo romanzo lo scrittore israeliano travalica il confine tra vita vera e finzione letteraria. Si ispira all’esperienza di Eva Panic Nahir, personaggio importante nell’ex Jugoslavia. Partigiana comunista, croata ed ebrea, che sotto Tito fu rinchiusa nel buco nero della prigione di Goli Otok, poi emigrò in un kibbutz israeliano. Morta qualche anno fa, è la protagonista di un documentario israeliano del 2003.

Grossman l’ha conosciuta, ha raccolto la sua storia, poi l’ha romanzata in un affresco familiare attraverso tre generazioni di donne.

Sono Vera (Eva), Nina e Ghili che si ritrovano nel kibbutz per festeggiare i 90 anni di Vera. E’ l’inizio di una drammatica resa dei conti che affonda gli artigli nelle vite delle protagoniste e transita nelle immagini di un documentario che Ghili – cineasta mancata e figlia abbandonata di Nina- gira sulla complicata storia della famiglia: intrisa di scelte drammatiche, distacchi, dolorose assenze e ritorni… che scoprirete strada facendo.

E sullo sfondo c’è l’ispirazione continua a Eva (nel romanzo è Vera) che ha davvero vissuto una storia d’amore come ce ne sono poche. Il suo primo marito, Rade, si suicidò nel 1951, mentre era prigioniero dei servizi segreti di Tito, accusato di tradimento. Un gesto sul quale Eva s’interrogherà tutta la vita, rimproverandogli di non essere stato in grado di sopportare le torture come aveva fatto lei. Per difenderlo, era stata condannata ai lavori forzati e costretta ad abbandonare la figlia di soli 6 anni. Una forzata rinuncia al ruolo materno che Grossman racconta intrecciandola al travagliato vissuto delle altre donne e degli uomini che animano questo romanzo.

 

Candice Fox   “Il buio non fa rumore”    -Piemme-    euro   17,90

Candice Fox è una delle gialliste di maggior successo in Australia. Ha 39 anni, vive a Sydney, ha esordito nel 2014 e vinto per ben due volte un prestigioso premio per la narrativa gialla. Da allora è sempre in vetta alle classifiche.

Molteplici le ragioni del suo successo e ve ne accorgerete leggendo questa storia ambientata in un’Australia dove non si avverte l’eco del turismo; ma siamo tra oceano e paludi nella costa orientale a nord di Sydney, insidiose e infestate dai coccodrilli. E’ Crimson Lake, lontano da tutto, dove è possibile raccogliere i cocci del passato e ricominciare lontano dal clamore di scandali e aule giudiziarie.

Due sono i protagonisti principali. Ted Conkaffey, con un passato da semplice poliziotto a Sydney e una famiglia che amava; poi il destino si è messo per traverso e lui nel giro di un attimo è stato accusato di aver rapito e abusato di una 13enne. E’ libero per mancanza di prove, ma la sua vita è andata in pezzi ed è inseguito da sospetti e ignominia.

Amanda Pharrell è un personaggio un po’ borderline, tatuaggi spalmati su tutto il corpo, piena di tic e manie strane. Lei in carcere c’è stata per 10 lunghi anni, accusata di avere pugnalato a morte una compagna di liceo. Scontata la pena è ripartita da zero aprendo un’agenzia investigativa.

Due anime tanto inquiete e travagliate non possono che trovarsi, riconoscersi e unire le loro forze per risolvere l’intricato caso della scomparsa di uno scrittore.

Ed ecco la formula vincente di una coppia di investigatori fuori dagli schemi, abilmente miscelati  nella trama con adolescenti rabbiosi, tipi loschi di vario genere, poliziotti che travalicano la legge e un’anatomopatologa dal fiuto infallibile. Preparatevi a uno psico-thriller con continui colpi di scena e un finale mozzafiato.

 

Al Respiro è dedicata la 16^ edizione di Torino Spiritualità

Torino Spiritualità 16. edizione | 24-27 settembre 2020

È liberazione, sollievo, tregua. È vita. È profondo, è ampio, è lungo. È da riprendere, da trattenere, da regolare. È corto per un’improvvisa emozione. Può mancare. Può essere l’ultimo, e il primo. È il respiro. E il ritmo del respiro è quello della nostra libertà.

  Al Respiro è dedicata la 16. edizione di Torino Spiritualità, che torna dal 24 al 27 settembre 2020 per quattro giorni di riflessione attraverso l’incrocio di fedi, culture e religioni.

Un tema che si immerge nell’oggi, nel presente segnato dall’emergenza Covid-19, per un festival che diventa occasione di approfondimento e incontro, crescita personale e scambio di idee mai alieno al mondo, mai slegato dalla vita e dalle esigenze delle persone. Anche per questo il festival cambierà forma: la situazione attuale impone regole che possono e devono diventare un’occasione per vivere la cultura in modo diverso, ma ugualmente profondo e coinvolgente. Incontri diffusi in spazi non convenzionali per vivere la città; itinerari urbani da fare insieme, alla scoperta di se stessi come parte di ciò che ci circonda; eventi online per coinvolgere il territorio nazionale, per un festival sempre più inclusivo: Torino Spiritualità cambia ma rimane se stesso, si adatta alla situazione attuale ma soprattutto la interpreta. Al centro degli incontri con filosofi, storici, sociologi, rappresentanti delle fedi e delle culture del mondo, il respiro, che abbiamo scoperto e riscoperto durante l’emergenza.

È nei mesi del lockdown che abbiamo capito che cosa significhi davvero respirare: la più automatica delle azioni è uscita dal cono d’ombra dell’abitudine. Abbiamo dovuto imparare a studiare il nostro respiro, a sorvegliarlo, a temere quello degli altri. E ancora, pensarci incapaci di respirare ha significato immaginarci privati di noi stessi, perché dal primo vagito all’ultimo fiato la nostra esistenza è il nostro respiro.

Respirare infatti svela ogni piega del sentire umano: il respiro mozzato della paura, quello trattenuto dell’attesa, l’inspirazione rapida e secca della sorpresa, il fiato grosso della fatica, il soffio profondo del raccoglimento e della preghiera. E non è un caso se il respiro innerva tutte le tradizioni filosofiche e spirituali: è pneuma della grecità classica, è l’alito vitale che Dio insuffla nell’uomo, è il prana della tradizione indiana. Ma gemello del respiro è anche il passo duplice con cui conosciamo il mondo e lo elaboriamo: un’inspirazione, per portare il fuori dentro di noi, e un’espirazione, per restituire in visioni, parole e pensieri ciò che abbiamo preso.

Aspettando il festival: nei due weekend che precedono l’avvio della manifestazione tornano le Camminate spirituali, per ossigenare cuore e mente tra valli e boschi. Ma quest’anno le mete non saranno solo montane, perché anche in città, con le giuste guide, è possibile godere della bellezza della natura.

 Anteprima di Torino Spiritualità onlinevenerdì 19 giugnoore 18.30 in diretta sulla pagina Facebook del Circolo dei lettori, su quella di Torino Spiritualità e su circololettori.it Vito Mancuso, scrittore e teologo, presenterà il suo ultimo libro in anteprima con Armando Buonaiuto, curatore del festival.

È Il coraggio e la paura in uscita per Garzanti, in cui la paura è la forza che toglie il respiro e costringe alla difensiva. Un’esperienza non soltanto negativa perché capace di fare emergere la verità su noi stessi: è solo infatti quando realizziamo di essere incatenati che possiamo intraprendere il percorso verso l’autentica libertà.

 

«È per me motivo di grande soddisfazione vedere la costante, se pur graduale, saggiamente lenta e costellata di mille difficoltà, ripresa di tutte le attività e di tutti gli eventi culturali piemontesi, che illustrano nel migliore dei modi la nostra realtà regionale e, in questo preciso caso, la nostra tenacia e capacità di rimetterci in moto con sempre maggior determinazione ed entusiasmo. In ossequio al tema di quest’anno, potrei dire di aver “tirato un sospiro di sollievo”».

Vittoria Poggio, Assessore alla Cultura, al Turismo e al Commercio della Regione Piemonte

 

«Tornare a respirare e re-imparare a farlo: a fine settembre torna Torino Spiritualità e ci interroga sull’oggi e su quanto vissuto anche durante l’emergenza sanitaria con incontri, passeggiate e come ogni anno occasioni di riflessione e confronto, online e in presenza. Auguro al festival e al suo pubblico di goderne come di un’occasione di “normalità”, di vita e pensieri condivisi in un momento in cui tutto ciò è più necessario del solito. Buon lavoro».

Francesca Leon, Assessora alla Cultura della Città di Torino

 

«Il respiro è il segno della vita. Torino Spiritualità vuole quest’anno raccontare la vita, e l’infinita gamma di emozioni, pensieri e gesti che sono il respiro del mondo. Sarà un’edizione del festival diversa, ma fatta apposta per ridare largo respiro alla nostra vita».

Elena Loewenthal, direttore della Fondazione Circolo dei lettori

 

«Sembra passato ben più di un anno dalla scorsa edizione. Mesi trascorsi sospendendo il fiato, per proteggere un respiro che abbiamo scoperto più labile di quanto immaginassimo, ma anche più prezioso. Adesso il tempo riprende a scorrere, le manifestazioni ritornano, si tonifica il pensiero, ma questa consapevolezza non va sciupata. Proveremo, a settembre, a fare la nostra parte».

Armando Buonaiuto, curatore di Torino Spiritualità

 

>  Torino Spiritualità è un progetto di Fondazione Circolo dei lettori, con il sostegno di Regione PiemonteCittà di TorinoCompagnia di San PaoloFondazione CRTTeatro Stabile Torino – Teatro Nazionale.

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SalTo Notte, il giro d’Italia del Salone nei luoghi della cultura

Dal 23 giugno sei puntate, ogni martedì, alle ore 22:30, su salonelibro.it

Dopo il grande successo di SalTo Extra, il Salone Internazionale del Libro di Torino torna per l’estate con SalTo Notte: un nuovo format sperimentale che darà voce a editori, autori italiani e stranieri, e abiterà in tarda serata alcuni spazi simbolici della cultura italiana che, tra fatica e incertezza, stanno ripartendo.

 

SalTo Notte sarà un vero e proprio viaggio in Italia, guidato dal filo rosso della letteratura e della cultura, in un momento storico in cui nel mondo sta tornando la possibilità di movimento, ma non è chiara la direzione da prendere. Un esperimento nuovo, a tarda sera, perché “la notte porta consiglio” e offre un modo diverso di stare insieme: concede maggiore libertà, intimità e possibilità di approfondire, lontano dal trambusto del giorno. A partire dal 23 giugno, dunque, saranno sei gli appuntamenti – tutti i martedì dalle ore 22.30 – trasmessi in streaming su salonelibro.it, sul canale YouTube e sulla pagina Facebook del Salone. I video degli incontri rimarranno disponibili sul sito e sul canale YouTube anche dopo la messa in onda.

 

Torino, Napoli, Milano e Roma, il Salone entrerà in musei, biblioteche, librerie e spazi di produzione culturale, intervistando le persone e gli artisti che quei luoghi li hanno sempre vissuti e che ora stanno immaginando nuove forme e nuovi scenari di condivisione e di incontro.

 

Ogni puntata sarà un susseguirsi di incontri, animati da voci del mondo della cultura, della letteratura, della musica, delle arti, dell’editoria che si incroceranno per approfondire, analizzare e commentare – con Nicola Lagioia, il gruppo dei curatori editoriali e tutta la squadra che lavora al Salone – il mondo che si è trasformato intorno a noi. Interviste esclusive; nuove uscite editoriali; la rubrica “Dall’oggi al domani, le parole per dirlo” condotta da Loredana Lipperini per raccontare autori e temi che attraversano le nostre giornate e le nostre notti; un focus dedicato alla narrativa per ragazzi; alla fine di ogni puntata, un momento di poesia e una canzone d’autore, che sarà reinterpretata e suonata dal vivo per accompagnare gli ascoltatori verso la notte. Gli incontri di tutte le puntate saranno commentati a “Casa Buendía”, con Francesco Pacifico e ospiti di volta in volta diversi. SalTo Notte vuole essere anche una finestra aperta sulla “macchina” del Salone, il dietro le quinte della squadra che lavora tutto l’anno e che vuole mantenere saldi i contatti con la Comunità di lettori e pubblico, in attesa di darsi di nuovo appuntamento dal vivo.

 

Si parte martedì 23 giugno da Torino da La Centrale – Nuvola Lavazza e si prosegue: il 30 giugno a Napoli, alle Gallerie d’Italia – Palazzo Zevallos Stigliano di Intesa Sanpaolo; il 7 luglio a Roma, al Teatro India; il 14 luglio a Milano, alle Gallerie d’Italia – Piazza Scala di Intesa Sanpaolo; il 21 luglio di nuovo a Roma, alla Libreria Tuba; per finire dove si è partiti, a Torino, il 28 luglio alla Biblioteca civica Villa Amoretti.

 

La prima puntata

La prima puntata, martedì 23 giugno, fa base a La Centrale – Nuvola Lavazza di Torino. Tra i tanti ospiti in collegamento: Ilaria Capua, protagonista di un incontro intitolato “Ogni nuvola ha una cornice d’argento” a partire dal suo libro “Il Dopo” edito da Mondadori; per la rubrica “Dall’oggi al domani, le parole per dirlo” la filosofa Donatella Di Cesare, autrice di “Virus sovrano?” (Bollati Boringhieri), analizza insieme a Loredana Lipperini quanto sta venendo alla luce in termini di disuguaglianze in questi ultimi mesi e il generale smarrimento sociale e politico; in collaborazione con Gallucci, Valerio Berruti racconta e disegna “L’abbraccio più forte”, un flipbook che racconta com’è cambiato l’abbraccio durante i mesi di lockdown e che ha raccolto fondi per il Covid Hospital di Verduno; “Storia di un sacerdote tra Vangelo e Costituzione” è il titolo dell’incontro tra Luigi Ciotti e Fabio Geda, a partire da “L’amore non basta” (Giunti Editore); in collaborazione con Adelphi, Vanni Santoni intervista Michael Pollan, uno dei saggisti e giornalisti più noti a livello internazionale, per raccontare attraverso il suo ultimo libro un viaggio ai confini della mente umana, seguendo il filo della cultura pisichedelica, analizzata sul piano storico, medico, sociale; per le pillole “I Libri della Notte”: Ritanna Armeni racconta “Mara. Una donna del novecento” (Ponte alle Grazie) e Il Terzo segreto di Satira racconta “La paranza dei buonisti” (Longanesi); non può mancare un incontro dedicato alle librerie di quartiere, messe a dura prova da questi mesi: ne parlano Beatrice Dorigo (La Gang del Pensiero), Sara Lanfranco (Libreria Therese) e Rocco Pinto (Il ponte sulla Dora); la serata si chiude con un momento di poesia, con una lettura di Marco Pautasso. Da “Casa Buendía” interverranno Claudia Durastanti, Francesco Pacifico, Giordano Meacci.

 

Tra gli ospiti già confermati per le puntate successive: Javier Cercas con Giancarlo De CataldoBret Easton EllisEsther Safran FoerThomas PikettyIgiaba ScegoNino D’AngeloThe Jackal, Pop XGipi.

Digitalizzazione, l’Italia arretra nella classifica europea

L’indice Desi 2020 (Digital Economy and Society Index) è la fotografia delle nostre potenzialità e lo specchio delle nostre difficoltà circa le competenze digitali del nostro Paese.

L’Italia ha perso due posizioni in classifica Desi della Commissione europea, siamo 25esimi in digitalizzazione in UE, contro la 23esima posizione del 2019.

Sostanzialmente ci meritiamo questa posizione a causa di competenze digitali basse e per l’esiguo numero di specialisti e laureati nel settore dell’innovazione. La Commissione rileva come queste carenze in termini di competenze digitali si riflettano sulla nostra burocrazia. Queste carenze si ripercuotono su un modesto utilizzo dei servizi online, compresi i servizi pubblici digitali. L’utilizzo dei servizi pubblici digitali risulta scarso perché solo il 74% degli italiani utilizza internet. Di pari passo le imprese italiane presentano ritardi nell’utilizzo di tecnologie con il cloud o il big data e non adottano il commercio elettronico…

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L’Italia arretra ancora (ed è quartultima) nella classifica della digitalizzazione europea

 

Una nuova forza politica per la borghesia italiana

Forza politica cercasi.

Non è un cartello o un’inserzione pubblicitaria. È l’appello rivolto, non si sa a chi, da Gabriele Adinolfi, tra i fondatori di Terza Posizione (bisogna chiarirlo per evitare che a Report facciano l’ennesima confusione). In realtà c’è poco da cercare e molto, se non tutto, da inventare, da creare.

Esiste una consistente parte del popolo italiano che è politicamente orfana. Non ha punti di riferimento solidi nei partiti e movimenti esistenti. Perché la logica del “meno peggio”, del “meno lontano”, pare non funzionare più. Le percentuali che emergono dai sondaggi non sono reali poiché trascurano non la quota di indecisi ma la parte di disgustati che rifiutano l’idea stessa del voto per le attuali formazioni…

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Una nuova forza politica per la borghesia italiana

Lite in strada con aggressione, i carabinieri arrestano due persone

Una lite per futili motivi è terminata in un’aggressione. È successo sabato  pomeriggio alle 18 in corso Belgio.

Sono arrivate decine di chiamate al 112 che segnalavano due uomini, probabilmente armate di cocci bottiglia, che seguivano un uomo in corso Belgio. I Carabinieri della compagnia Torino San Carlo sono andati immediatamente sul posto e hanno notato le due persone che inseguivano un uomo che per sfuggire ai suoi inseguitori si è rifugiato in una tabaccheria. I militari dell’Arma hanno poi visto che le due persone sono entrare anche loro nell’esercizio commerciale e subito dopo hanno udito delle urla .  Entrati nel negozio, i carabinieri hanno visto due persone che aggredivano un uomo al volto con calci, pugni e un manico di scopa, trovata all’interno del negozio. I carabinieri hanno arrestato due italiani, di 29 e di 43 anni, residenti a Torino, per lesioni.
La vittima, un italiano di 33 anni, è stata medicata al pronto soccorso dell’ospedale Sani Giovanni Bosco per un ferita al capo e policontusione, con prognosi di giorni 5.  Gli arrestati sono stati collocati ai domiciliari

Tornano i No-Tav. Presidio permanente al cantiere

Decine di persone si sono radunate ieri pomeriggio in Val Susa per una passeggiata no Tav fino al cantiere della Torino-Lione,  partendo da Giaglione

E’ stato indetto dagli attivisti un presidio permanente dei Mulini: “Proprio perché sappiamo che fermare il Tav è possibile e oggi come ieri tocca a noi – scrivono su notav.info, il sito web del movimento – abbiamo lanciato un appello per un’estate che ci vedrà mobilitati sul territorio valsusino in un’attenta opera di monitoraggio e Resistenza ad ogni tentativo da parte del sistema Tav di distruggere ed attaccare il nostro territorio”

Locatelli (Prc-Se): “Basta prendere in giro i lavoratori dell’ex Embraco”

“Dopo la megatruffa di Ventures intervenga direttamente lo Stato”

“Una operazione delinquenziale quella condotta da Ventures srl, la società che doveva subentrare nell’attività produttiva all’ex Embraco di Chieri garantendo l’occupazione ai 400 lavoratori dipendenti”, così la definisce Ezio Locatelli, segretario provinciale Prc-Se di Torino. Una volta intascati 12 milioni di euro dall’ex Embraco, a seguito dell’accordo intervenuto l’11 luglio 2018 in sede di Ministero per lo Sviluppo Economico, la Ventures srl ha provveduto a stornare o a far sparire il denaro stesso in compensi per gli amministratori, in auto di lusso, in operazioni personali, in conti israeliani, in giroconti vari all’estero. Questo è quanto è stato rilevato nell’inchiesta svolta dalla Guardia di Finanza avviata su sollecitazione di lavoratori insospettiti dalla mancanza di qualsiasi azione finalizzata alla ripresa produttiva. Una megatruffa accertata troppo tardi che ha indotto la Procura della Repubblica di Torino a depositare istanza di fallimento della Ventures.  Continua Locatelli:”evidentemente chi doveva garantire l’attuazione corretta del passaggio di consegne tra ex Embraco e Ventures non ha svolto per tempo i necessari controlli. Ora non c’è più tempo da perdere. Nel chiedere che gli autori della megatruffa siano perseguiti dalla legge chiediamo anche che sia lo Stato con un intervento pubblico a garantire la ripresa dell’attività produttiva e la tenuta occupazionale dell’azienda. Il Ministero per lo sviluppo economico che si è fatto garante dell’accordo si assuma le sue responsabilità”.

Il Premio Andersen riapre palazzo Barolo

Dal 21 al 28 giugno nel Museo della Scuola e del Libro per l’Infanzia sarà allestita una piccola esposizione di edizioni ottocentesche italiane delle fiabe del grande scrittore danese. Domenica 28 la consegna del prestigioso riconoscimento celebrata con testimonianze e musiche.

 

Il Museo della Scuola e del Libro per l’Infanzia e la Fondazione Tancredi di Barolo di Torino (Palazzo Barolo, via Corte d’Appello, 20/C) festeggeranno l’assegnazione del Premio Andersen 2020 con una settimana di apertura straordinaria. Dal 21 giugno vi sarà un allestimento di edizioni storiche e letture dedicate alle fiabe di Andersen, che si concluderà domenica 28 giugno con un momento di festa nel cortile di Palazzo Barolo.

Il premio – promosso dalla rivista mensile Andersen, è il più importante premio italiano assegnato ogni anno ai libri per ragazzi e ai loro autori, illustratori, editori e alle più interessanti realtà che promuovono la lettura e la cultura per l’infanzia – è stato attribuito al MUSLI e alla Fondazione Tancredi di Barolo “Per rappresentare un’eccellenza nazionale nel testimoniare storia e attualità della cultura per l’infanzia: grazie a collezioni importanti e uniche di materiali scolastici, di oggetti ludici e di volumi per bambini e ragazzi e attraverso iniziative e percorsi espositivi puntuali e moderni. Per l’impegno a custodire fondamentali patrimoni del passato valorizzandone sempre il portato per la ricerca presente e la riflessione futura”.

Il Premio è stato annunciato oggi, venerdì 19 giugno, durante la 39ma edizione del Premio Andersen, trasmessa sulla pagina Facebook e canale Youtube della rivista Andersen alle ore 12.00, con gli interventi dei vincitori italiani e stranieri: un’occasione per evidenziare le eccellenze del panorama editoriale per ragazzi dell’anno e le realtà che si impegnano per la promozione della lettura e della cultura dell’infanzia in Italia. La Giuria del Premio Andersen 2020 è composta dalla direzione della rivista ANDERSEN – Barbara Schiaffino, Walter Fochesato, Anselmo Roveda – ; lo staff redazionale di ANDERSEN coordinato da Martina Russo e Mara Pace (giornalista, responsabile web e social); Pino Boero (Università di Genova); Enrico Macchiavello (illustratore e fumettista); Anna Parola (Libreria dei Ragazzi di Torino); Caterina Ramonda (blog Le Letture di Biblioragazzi); Vera Salton (Libreria Il Treno di Bogotà di Vittorio Veneto); Carla Ida Salviati (studiosa di storia dell’editoria e letteratura per l’infanzia).

“L’assegnazione del premio – afferma Pompeo Vagliani, presidente della Fondazione Tancredi di Barolo – costituisce un importante riconoscimento, specie dopo questo periodo di difficoltà e un’ulteriore spinta a procedere nelle nostre attività.

La rassegna bibliografica di edizioni italiane ottocentesche, a cui la Fondazione ha dedicato già una mostra nel 2005 in occasione del bicentenario della nascita dell’autore, sarà allestita nella sala del Museo dedicata alla Tipografia Editrice Eredi Botta, che nel 1873 stampò proprio a Palazzo Barolo una rarissima edizione di alcune sue fiabe. Ogni visita guidata si concluderà con la lettura di alcune fiabe di Andersen.

La “Giornata di festa al MUSLI” (cortile di Palazzo Barolo, Piazza Savoia 6 – Torino) si aprirà alle 15,15 di domenica 28 con la consegna del Premio Andersen, accompagnato da testimonianze che ne sottolineano il significato e il valore per la Fondazione.

Per la Giuria del Premio Andersen saranno presenti Carla Ida Salviati, studiosa di storia dell’editoria e letteratura per l’infanzia; Barbara Schiaffino, direttrice della rivista ANDERSEN; Anselmo Roveda, coordinatore redazionale della rivista ANDERSEN.

Intervengono: Pompeo Vagliani, presidente della Fondazione Tancredi di Barolo; Luciano Marocco, vicepresidente dell’Opera Barolo; Barbara Bruschi, Renato Grimaldi e Mariarosa Masoero, Università di Torino; Gianfranco Crupi, Sapienza Università di Roma; Massimo Missiroli, pop-up designer.

Saranno presenti l’Assessore alla Cultura della Città di Torino, Francesca Paola Leon, e la Dirigente dell’Area Cultura-Servizi Biblioteche, Monica Sciajno.

In omaggio al grande scrittore danese, Pompeo Vagliani e Luciana Pasino ricorderanno la storia editoriale delle fiabe di Andersen in Italia. L’incontro si concluderà all’insegna della “musica bambina”, con l’intervento del trio del gruppo Lastanzadigreta con strumenti musicali e suoni insoliti.

Questi ultimi interventi saranno replicati alle 16.30 e alle 17.30.