«Chiedere a Icardi quali siano gli intoppi che penalizzano il Piemonte nella sua campagna vaccinale è esercizio inutile, risponderà sempre che tutto va bene. Ma basta ascoltare e leggere le numerose lamentele dei piemontesi riguardo ai disservizi della macchina vaccinale per sbugiardare questa retorica:
le vaccinazioni piemontesi seguono un criterio randomico, ci sono sessantenni vaccinati prima dei settantenni o dei fragili e dei loro caregiver (solo il 48% è stato vaccinato), e mariti e mogli nella medesima condizione di età e salute che sono vaccinati a giorni di distanza e – talvolta – mandati in città diverse. Ma soprattutto ci sono almeno 17 mila over 80 che attendono ancora la prima dose, a due mesi dall’inizio della vaccinazione della categoria dei più anziani: Cirio, Icardi e Rinaudo hanno toppato tutte le scadenze e i Piemontesi più fragili non sono ancora protetti» – è il commento di Marco Grimaldi, capogruppo di Liberi Uguali Verdi in Regione.
«Ma non solo è una questione di numeri deficitari – prosegue Grimaldi – c’è anche la percezione di una campagna vaccinale che prosegue per caso, più che di programmazione si può parlare di casualità nell’essere o meno chiamati tempestivamente a fare il vaccino, a seconda dell’Asl di riferimento, della città di residenza o di un medico di famiglia invece di un altro, tutti criteri che accrescono le diseguaglianze di trattamento senza un valido motivo. A questo proposito – conclude Grimaldi – la scelta della nostra Regione di dotarsi di una piattaforma informatica autonoma non pare essere stata una grande idea: per un utente che chiede di essere vaccinato è spesso impossibile sapere se la propria adesione sia andata a buon fine e conoscere per tempo la data della propria prima dose di vaccino. Dopo aver aderito i piemontesi attendono, spesso invano, il buon esito della procedura, ed entrano in un limbo in cui rimangono per giorni o settimane: era proprio necessario inventarsi una piattaforma web quando ne esiste una nazionale che funziona molto bene ed è adottata da quasi tutte le Regioni?».
L’appuntamento è venerdì mattina, 30 aprile, nel giardino della Biblioteca in via Cavour 31, quando sarà possibile, acquistando una pianta, contribuire a coltivare il seme della speranza, donandola di nuovo a tutti quei bambini e adolescenti che in questo periodo di incertezza e difficoltà l’hanno persa. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra Biblioteca e UNADV.
Purtroppo molti fatti di cronaca dimostrano che il suicidio dei piccoli imprenditori in difficoltà non è un’eventualità remota. Tanto più in questo periodo di pandemia, con le chiusure forzate, le spese che corrono e i fatturati praticamente azzerati. “Auspicando che non si arrivi a questi gesti estremi – spiega Beba Pucciatti, presidente di Fipi-Futuro Italiano Partite Iva – chiediamo però con forza l’istituzione di un Fondo di Sicurezza che tuteli le famiglie delle partite Iva in crisi da questo e da altri eventi, e che dia supporto economico in caso di malattia e infortuni. Per farlo, basta attingere dalle accise”.