Un anello di 600 km da scoprire in lentezza, tra capolavori di arte e natura. Tra il 24 e il 27 settembre il test di lancio con conclusione a Biella. Sarà una vera e propria sperimentazione su due ruote quella prevista tra il 24 e il 27 settembre da Torino a Biella per la presentazione del Grand Tour Unesco del Piemonte in bicicletta.
In quelle giornate, rappresentanti istituzionali, con il Segretario Generale Unesco Enrico Vicenti ed un gruppo di selezionati giornalisti, proveranno “sul campo” un primo tratto dell’anello UNESCO oggetto di valorizzazione turistica: progetto sviluppato a cura di VisitPiemonte Regional Marketing and Promotion – su mandato di Regione e Unioncamere Piemonte – frutto della collaborazione con il prof. Andrea Rolando dell’Osservatorio E-Scapes-Politecnico di Milano. Il Grand Tour Unesco del Piemonte in bicicletta permetterà di sviluppare veri e propri prodotti turistici insieme con le singole Agenzie Turistiche Locali.
Le varie tappe di questo giro inaugurale sono state realizzate con il supporto di Turismo Torino e Provincia e con l’ATL Biella-Valsesia-Vercelli. L’itinerario si snoda su circa 165 km. con alcune visite guidate e rappresenta solo un assaggio di quello che attenderà i visitatori sull’anello completo: 600 km tra le regge e i paesaggi Patrimonio dell’Umanità, le Riserve Man and the Biosphere, le Città Creative e i Geoparchi. Un patrimonio dove natura, storia e architettura si fondono in armonia, componendo un paesaggio di straordinaria varietà, bellezza e valore da scoprire con lentezza, a piedi e in bicicletta su strade bianche, argini di fiumi e canali. L’evento inaugurale si aprirà al Parco del Castello del Valentino (sede del Dipartimento di Architettura del Politecnico di Torino), alla presenza del Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio. Il tour attraverserà la città toccando siti Patrimonio Unesco torinesi, i Giardini Reali per poi proseguire verso la Reggia di Venaria, il Castello di Aglié, Ivrea, il Santuario di Oropa e si concluderà con una conferenza a Biella lunedì 27 settembre, ospiti della Fondazione Sella. La conferenza che si potrà seguire in collegamento streaming e vede la presenza dell’Assessore Poggio e dei rappresentanti della Città di Biella e altri ospiti istituzionali. L’itinerario completo sarà disponibile sul sito turistico regionale www.visitpiemonte.com e i dettagli cartografici sulla sezione Piemontescape, dedicata alle proposte di turismo outdoor.
Rubrica settimanale a cura di Laura Goria
In oltre 600 pagine – scorrono via che è un piacere, ma anche un peccato quando si arriva alle ultime righe- riviviamo la parabola discendente e tristissima di questa famiglia di aromatari che, partita dalla povertà del paesino calabrese di Bagnara Calabra a fine 700, aveva edificato un impero gigantesco grazie a tonnellate di intraprendenza, coraggio, intelligenza, lungimiranza e una chiara visione imprenditoriale catapultata nel futuro.
Questa biografia della regina di Palermo nella Belle Époque, Franca Florio, è stata scritta e pubblicata dalla scrittrice e giornalista palermitana Anna Pomar nel 1985. Documento prezioso perchè si era avvalsa anche della testimonianza diretta della marchesa Giulia Afan de Rivera, (una delle figlie di Franca e l’ultima discendente della casata).
Questo corposo studio del funzionario di Dogana, saggista esperto di economia e storia, Simone Candela, è la prima completa e particolareggiata storia dell’ascesa, fortuna, ricchezza e decadenza economica dei Florio.
L’autore di questo libriccino era un avvocato nato nel 1903, amico e compagno di avventure di Ignazio Florio. Marasà diede alle stampe questo libro nel 1975 (2 anni prima della morte), quando ormai i protagonisti non c’erano più; e non nasconde il tono nostalgico per una fase storica e sociale che ha ormai perso l’allure in concomitanza con il franare della fortuna dei Florio.
E’ tenerissimo questo omaggio che la figlia minore di Giulia Florio, Costanza, tributa alla madre ma anche alla nonna Franca che in famiglia chiamavano Greny. Una testimonianza importante e privilegiata perché ci giunge dalla prospettiva intima di una componente della famiglia.