È il 5 dicembre del 2000 quando il talentuoso regista belga di origini italiane Vincenzo Scifo lascia il calcio annunciando la sua decisione in una conferenza stampa.
Ha troppi guai fisici che non gli consentono di andare avanti e quindi all’età di 34 anni sceglie di appendere le scarpe al chiodo. Nato da una famiglia originaria della provincia di Agrigento emigrata in Belgio, Scifo si mette in luce nell’Anderlecht come centrocampista elegante, dotato di un’ ottima visione di gioco.Arriva in Italia per la prima volta all’Inter, nell’87-88 Torna poi nel nostro campionato nell’anno 1991-92 al Torino dove lascia un’impronta indelebile raggiungendo con la maglia granata la finale di Coppa Uefa nel ’92, persa con l’Ajax e vincendo la Coppa Italia l’anno successivo contro la Roma.Grandi doti di palleggiatore,ottimo regista con una super visione di gioco,incantata il popolo granata con delle giocate strabilianti in un centrocampo del Toro che vanta giocatori come Martin Vazquez strappato nientemeno che al Real Madrid,Luca Fusi un muro difficile d’abbattere in coppia con Venturin.
Vincenzo Grassano
Dopo il punto vendita di Chieri, quello storico, la scommessa del pasticcere per decidere sull’apertura di un altro proprio a Torino, è avvenuta pensando “ in grande “ a questo Natale: noi de “ Il torinese” abbiamo quindi voluto scoprire un po’ di più sulla sua nuova linea di panettoni e di dolci pensati per queste festività che ci si augura possano essere davvero un volano in dolcezza per la ripartenza tanto desiderata.
Un dolce veramente dedicato alla mia nuova apertura non l’ho pensato, bensì uno che, oltre ad averlo realizzato sia come semifreddo che come pasticcino, rappresenta un omaggio a Torino e che ho intitolato L219 proprio a dare una forte connotazione cittadina al dolce. E’ realizzato a partire dai tre ingredienti del bicerin, bevanda tipica di Torino, composto da crema di latte, cacao e caffè: la rivisitazione è stata così realizzata in un dolce con alla base un disco di pasta frolla al cioccolato, sulla quale viene posato un cremoso alla panna con al centro una mousse di caffè. Il bicerin in versione “ mangereccia”!
Facciamo un breve passo indietro con la memoria e torniamo al periodo peggiore della pandemia: le attività sono chiuse e le persone confinate all’interno delle loro abitazioni; alcuni si disperano per ciò che non possono più fare mentre altri, come Maura e
Ecco che il tempo trascorso a casa diventa fruttifero per coltivare sogni
oltre ad accompagnare le dure giornate di lockdown, riesce ad entusiasmare
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