Domenica 23 settembre è il giorno della Sagra del Tomino, appuntamento che quest’anno compie trent’anni. Cifra tonda, a testimonianza di come proprio il tomino, con la sua tradizione ultracentenaria, rappresenti un’eccellenza del territorio e un pezzo della storia di Rivalta.

L’edizione 2018 sarà all’insegna delle conferme e delle novità, grazie a un programma di appuntamenti che, come sempre, non si limita alla sola giornata di domenica. Da giovedì a sabato la consueta tre giorni di “Aspettando la Sagra” propone -tra gli altri l’Aperitomino, i laboratori didattici tenuti da esperti caseari, le degustazioni di formaggi guidate da assaggiatori dell’Onaf (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Formaggio) e la cena itinerante del sabato sera, accompagnata dallo street magic di Marco Berry. «Il tomino è una storica eccellenza rivaltese –ha detto l’assessore al Commercio di Rivalta Nicola Lentini-, iscritto al registro DECO ed è incluso tra i Prodotti Agroalimentari Tradizionali. La sagra è un’occasione per far conoscere a tutti, e per far
riscoprire a noi, un pezzo delle nostre radici e della nostra storia, che qui passa anche attraverso il “saper fare” degli artigiani caseari». Domenica, dalle 9 del mattino alle 7 di sera eventi, mostre e conferenze faranno da contorno alla mostra-mercato casearia che animerà le vie del centro storico. Spazio anche alle rievocazioni storiche, con visite animate al giardino del Castello e quadri di vita medievale lungo le mura. Per tutta la giornata negozi e attività commerciali rimarranno aperti per offrire specialità e prodotti tradizionali.













E’ stato eretto anche un bel monumento al personaggio di legno, opera degli artigiani locali fratelli Bertaina. Nella pace del cimitero comunale, l’artistica tomba dello “zio di Pinocchio” è vegliata dal burattino che piange
Il grande disegnatore scelse a Vernante la seconda compagna della sua vita, la signora Martini Margherita, ed il luogo in cui dedicarsi al lavoro artistico e trascorrere gli ultimi anni della sua vita, dal 1944 al 1954. Formatosi all’Accademia Albertina di Torino, già da studente Mussino collaborò con alcuni giornali satirici come La Luna e Il Fischietto. Lungo quasi mezzo secolo fu il rapporto con il Corriere dei Piccoli : a partire dal primo numero, pubblicato nel dicembre del 1908, fino al 1954 (anno della sua morte). Il suo lavoro più celebre, tuttavia, è rappresentato dalle illustrazioni delle collodiane “Avventure di Pinocchio”nell’edizione del 1911 edita dalla fiorentina Bemporad . Con i disegni di Attilio, come usava firmarsi, Pinocchio affrontò per la prima volta il colore e andò ben oltre i limiti in cui l’avevano confinato i primi due illustratori, Enrico Mazzanti e Carlo Chiostri. Mussino portò il burattino di Carlo Collodi dentro la grande illustrazione europea del Novecento, al punto che la sua edizione sarà la più ristampata e venduta in assoluto e, per molti versi, resterà ineguagliata. Vernante, dove è stato eretto anche un bel monumento a Pinocchio, opera degli artigiani locali fratelli Bertaina, gli ha intitolato – oltre al museo – anche la Scuola Elementare e i giardinetti pubblici. Non a caso, nella pace del cimitero comunale, l’artistica tomba dello “zio di Pinocchio” è vegliata dal burattino che piange.
