A dire stop al sogno olimpico di Torino e’ Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti: “ritengo che una cosa così importante come la candidatura olimpica deve prevedere uno spirito di condivisione che non ho rintracciato tra le tre città”. E il riferimento chiaro va ai sindaci Appendino e Sala. “Per questo il governo non ritiene che una candidatura così come formulata possa avere ulteriore corso. Questo tipo di proposta non ha sostegno del governo, è morta”. Le parole del sottosegretario con delega allo sport sono state pronunciate durante una comunicazione alla commissione Istruzione del Senato. Per Torino non ci sono più speranze, ma potrebbe profilarsi un tandem Milano-Cortina. Opposizioni all’attacco contro la giunta grillina torinese. Il presidente della Regione Sergio Chiamparino: “Non mi risulta che il Cio possa accettare candidature che non abbiano l’esplicito sostegno del Governo, ma se dovesse andare avanti una candidatura Veneto-Lombardia con il sostegno del Governo, saremmo di fronte a una manovra per tagliare fuori il Piemonte. Una manovra che la componente pentastellata non ha saputo fermare, neanche per difendere gli interessi di una città la cui sindaca è una esponente di primo piano del M5s”.
È finita come temevamo: la candidatura italiana per le Olimpiadi 2026 è morta. Un fallimento del Governo che non è stato in grado di fare gioco di squadra con i territori interessati, neppure con quelli governati da forze politiche amiche dell’esecutivo. Un fallimento dell’amministrazione comunale che non è riuscita a ritagliare per Torino un ruolo da protagonista, valorizzando l’esperienza e le competenze del 2006. Sono sempre stato convinto che Torino avesse le carte in regola per tornare ad ospitare i Giochi invernali e
che un’Olimpiade alpina spalmata su tre località distanti 500 km non avesse senso: l’esito fallimentare è anche frutto di quella astrusa formula a tre. Perdiamo un’importante occasione di rilancio che avrebbe restituito passione e visibilità alla nostra città.
Nino BOETI
Presidente Consiglio Regionale del Piemonte
Metro in tilt per un guasto
Il guasto a un convoglio della metropolitana ha interrotto il servizio dei treni da Lingotto a Porta Nuova. Verso le 12 un treno si è fermato poco dopo essere partito dalla stazione Nizza. Si sono accese le luci di emergenza e i passeggeri sono rimasti all’interno. Per “liberarli” e’ stato necessario bloccare tutto il traffico, che è tornato regolare solo verso le 13,30. (Foto: il Torinese)
Tir contro ponte, autostrada chiusa
Il raccordo autostradale Ivrea Santhia’ e’rimasto chiuso tutta la notte per un incidente avvenuto alle 2 in direzione di Ivrea a Settimo Rottaro. Un tir guidato da un autista di 54 anni, slovacco, e’ finito per cause in fase di accertamento, contro il pilone di un ponte. Ferito ma non grave il camionista è stato soccorso e trasferito all’ospedale di Ivrea. Gli uomini di Ativa hanno lavorato tutta la notte per verificare le condizioni di sicurezza del viadotto e non e’ stata rilevata la presenza di danni rilevanti. Ora la bretella autostradale è riaperta in entrambe le direzioni.
Gioco lecito, Tronzano (FI): “Tutelare i lavoratori”
L’esasperazione del politicamente corretto può nuocere gravemente, anche all’economia e alla crescita di una regione. Pur partendo da premesse condivisibili, ovvero il contrasto alla ludopatia e ai danni che il gioco d’azzardo può creare, chi sostiene misure draconiane nei confronti delle aziende e dei lavoratori legali di un importante settore economico, si comporta da integralista. Cosa sta succedendo in Piemonte? Mentre la regione Liguria ha posticipato l’entrata in vigore della sua legge e l’Abruzzo ha prorogato di due anni il termine previsto nella legge n 40 del 29 ottobre 2013 che sanciva il Game over (applicazione del distanziometro) a partire dal quinto anno (20 novembre 2018), qui da noi si corre il rischio di uccidere il gioco legale, e con esso migliaia di posti di lavoro. Bisogna certamente prevenire il gioco patologico ma al tempo stesso sarebbe illiberale e dannoso per tanti lavoratori, aziende e famiglie proibire il gioco lecito. Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici e la sua associata Sistema Gioco Italia hanno annunciato lo stato di crisi delle aziende nel territorio piemontese per gli effetti della legge regionale “Norme per la prevenzione e il contrasto al la diffusione del gioco d’azzardo patologico”. Pochi giorni fa ho avuto direttamente notizia di un’azienda del settore che sarà costretta a lasciare a casa 79 dipendenti dislocati sul territorio
regionale. E non sarà purtroppo il solo caso. La legge così come si presenta esercita sul tessuto imprenditoriale legale un effetto estremamente negativo. E c’è anche un’aggravante: indebolendo il gioco lecito, quello illegale si diffonde e si rafforza a macchia d’olio. Lo stato di crisi, già oggetto di un’attivazione di procedura di crisi al Ministero dello Sviluppo Economico, richiede una legge più equilibrata ed equa, che accolga emendamenti di buon senso, nel rispetto per il diritto alla salute e per il diritto al lavoro di chi opera correttamente nel gioco legale. E’ opportuno accogliere, ad esempio, la richiesta degli operatori del settore di sospendere anche in via temporanea l’obbligo di rimozione degli apparecchi da intrattenimento negli esercizi generalisti, già soggetti a un taglio del 35%. Occorre inoltre fare in modo che le norme regionali in materia non siano in contrasto con le nuove norme nazionali: in caso contrario è facile intuire il caos che ne deriverebbe. Anzi, personalmente vorrei che la legge regionale fosse sospesa in attesa della redazione della normativa nazionale. Sarò quindi presente con convinzione alla manifestazione degli operatori del settore il 18 settembre. Se non si cambieranno le regole nel rispetto di chi opera onestamente, qui a giocare d’azzardo, sulla pelle di imprese e lavoratori, sarà solo la Regione Piemonte.Villa della Regina, si vendemmia
Turista solitario in Via Po
Anche i turisti solitari, come dimostra la foto di Vincenzo Maiorano, non vogliono perdersi le bellezze di Torino.
Bimbo senza vaccino in stanza a parte
Non sarebbe in regola con i vaccini e per questo è stato isolato dal resto dei compagni di classe per iniziativa della dirigente scolastica, alla scuola dell’infanzia Camelot di Banchette di Ivrea. Il bambino sarebbe in realtà vaccinato per le profilassi obbligatorie, tranne quelle contro morbillo, rosolia e parotite per il quale, però, la famiglia avrebbe una già la prenotazione per il 26 settembre. Non sarebbe stato quindi accettato in classe e ha trascorso la mattinata di ieri in una stanza della scuola con la mamma. La dirigente scolastica ha chiamato carabinieri, dopo le lamentele dei genitori. la situazione è simile al caso verificatosi all’ asilo di Settimo Torinese alcuni giorni fa.
Il sito del Dipartimento della Gioventù e del Servizio civile nazionale della Presidenza del Consiglio dei ministri ha pubblicato il bando per la selezione dei giovani tra i 18 e 28 anni che presteranno servizio civile il prossimo anno. Sono disponibili per il Piemonte 1169 posti, distribuiti tra i 313 progetti approvati e presentati dagli enti accreditati dall’albo nazionale. La parte del leone la fanno Torino e la provincia, che da sole vedono a disposizione il 50% dei posti, seguono Cuneo (circa 17%) e Asti (16%), mentre il resto è distribuito tra le restanti province. In tutto in Italia sono 53.363 i posti disponibili. “A ricevere i maggiori numeri di adesioni – informa una nota della regione Piemonte – sono l’assistenza rivolta a disabili, minori in difficoltà, vittime di violenza e migranti. Seguono l’educazione e la promozione rivolta a tutte le fasce di età e quindi la lotta alla dispersione scolastica”. Quest’anno per facilitare la partecipazione al bando è stato realizzato il sito dedicato www.scelgoilserviziocivile.gov.it, che grazie al linguaggio più semplice, rivolto ai ragazzi, potrà meglio orientarli tra le tante informazioni e aiutarli e compiere la scelta migliore. Sarà possibile rispondere al bando entro e non oltre il 28 settembre 2018, collegandosi alla sezione “Selezione”, nella quale è possibile trovare tutte le informazioni utili e scaricare i bandi.
Ercole e il suo mito
Eroe greco dalla forza prodigiosa e sovrannaturale, semidio nell’antichità – il primo mortale a diventarlo – figlio di Giove e della regina Alcmena, e ancora eroe romano e poi cristiano nel Medioevo, fino a diventare possente icona dell’arte del Rinascimento e del Barocco via via fino ai giorni nostri, con le fantastiche imprese raccontate dal cinema negli anni a metà del secolo scorso: a Eracle – l’Ercole latino – e al suo mito che, inossidabile, ha resistito all’urto dei tempi e delle civiltà, la Reggia di Venaria dedica un’importante mostra ospitata nella “Sala delle Arti” e visitabile fino al 10 marzo dell’anno prossimo. Curata da un comitato scientifico presieduto da Friedrich-Wilhelm von Hase e organizzata dalla “Swiss Lab for Culture Projects” (sapientemente guidata da Paolo e Lidia
Carrion), la rassegna acquista un particolare significato alla luce dei lavori di restauro, attualmente in corso, della “Fontana d’Ercole”, fulcro del progetto secentesco dei Giardini della Reggia, un tempo dominata proprio dalla Statua dell’ “Ercole Colosso” (tre metri e 37 centimetri d’altezza in marmo bianco di Frabosa) voluta da Carlo Emanuele II di Savoia e realizzata da Bernardo Falconi intorno al 1670 su progetto di Amedeo di Castellamonte. E proprio di qui può idealmente partire un percorso espositivo che, intorno alla figura del grande eroe mitologico, mette insieme, attraversando oltre 2500 anni di storia, una settantina di opere, fra reperti archeologici, gioielli, opere d’arte applicata, dipinti e sculture e manifesti e filmati e tant’altro ancora. Al periodo compreso fra il 560 ed il 480 a. C. (siamo all’origine del mito in epoca pagana) può farsi risalire una serie di ritrovamenti archeologici di notevole raffinatezza come vasi, anfore e coppe realizzate nella regione greca dell’Attica, provenienti dall’”Antikenmuseum” di Basilea e
raffiguranti le imprese canoniche dell’eroe; a spiccare la monumentale anfora del Pittore di Berlino – fra le massime espressioni della ceramica ateniese – e l’hydria attribuita al Gruppo dei Pionieri. Alcune statuette in bronzo o in terracotta, così come una testa colossale di Ercole in riposo – copia della seconda metà del I secolo a. C. di un’opera di Lisippo risalente al 320-310 a. C.– o ancora il calco in gesso del gruppo bronzeo di “Ercole con la cerva di Cerinea” di Lisippo (dalla “Skulpturhalle” di Basilea) testimoniano invece la diffusione della leggenda erculea in ambito romano. A chiudere la sezione due coppe in oro e argento del grande Gianmaria Buccellati, sbalzate e cesellate con le “fatiche” dell’eroe. Di particolare interesse anche gli spazi dedicati al recupero del mito di Ercole da parte del Cristianesimo medievale, quando la figura del semidio viene associata a quella del Salvatore e la discesa, ad esempio, agli inferi per strappare Alcesti a Thanatos prefigura la discesa di Cristo nel Limbo, così come le sue vittorie contro gli animali mitologici annunciano la vittoria del Redentore sul demonio. Qui si ammira anche un prezioso cofanetto in avorio dell’XI secolo raffigurante l’eroe che strangola il leone e solleva Anteo, proveniente dal “Museo Archeologico Nazionale” di Cividale del Friuli. L’epoca moderna è contraddistinta in particolare dai dipinti e dalle sculture del Rinascimento (esemplare “L’Apoteosi di Ercole” del Garofalo); ben rappresentati anche il Seicento (con la
scultura di scuola romana “Ercole fanciullo con il serpente”) e il Settecento, con due preziosi manufatti in terracotta dorata di Lorenzo Vaccaro, oggi custoditi nel “Museo Filangieri” di Napoli. Imperdibili per la potenza dell’impronta narrativa tutte le cinque grandi tele realizzate da Gregorio De Ferrari, eccelso pittore del barocco genovese, raffiguranti le più celebri fatiche di Ercole e provenienti dalla “Galleria Nazionale” di Palazzo Spinola di Genova. Infine Ercole al cinema. A chiudere la rassegna è infatti una curiosa sezione che ricostruisce un ambiente di foyer cinematografico anni ’50-’60, con i grandi film, cosiddetti del “peplo”, prodotti a Cinecittà in quegli anni e ancora recentemente a Hollywood, che videro impegnati attori quali Giuliano Gemma o Arnold Schwarzenegger, oltre alla trasposizione in disegni animati di Walt Disney.
Gianni Milani
Reggia di Venaria – Sala delle Arti, piazza della Repubblica 4, Venaria Reale (Torino), tel. 011/4992333 – www.lavenariareale.it
Fino al 10 marzo 2019
Orari: fino al 14 ottobre, mart. ven. 10/18; sab., dom. e festivi 10/19,30; chiuso il lunedì. Dal 15 ottobre, mart. – ven. 9/17; sab., dom. e festivi 9/18,30; chiuso il lunedì
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