DISNEY ITALIA CELEBRA IL 90° ANNIVERSARIO DI TOPOLINO E CONQUISTA IL GUINNESS WORLD RECORD
Il 3 novembre a Lucca Comics & Games, l’artista Disney Claudio Sciarrone ha conquistato il Guinness World Record disegnando la striscia a fumetti più lunga del mondo realizzata da un singolo disegnatore.
A Lucca Comics & Games The Walt Disney Company Italia in collaborazione con i forni Kinder ha celebrato il 90° anniversario di Topolino conquistando il Guinness World Recordper la striscia a fumetti più lunga del mondo ad opera di un singolo artista. Una straordinaria impresa realizzata da Claudio Sciarrone, uno dei più rilevanti disegnatori Disney.
La striscia, lunga ben 297,50 metri, vede Topolino protagonista di una storia inedita ideata per l’occasione e che ha visto lo stesso Sciarrone nella duplice veste di disegnatore e sceneggiatore.
Partner unico di questa straordinaria iniziativa è Ferrero con i Forni Kinder che ha accompagnato l’artista con la bontà dei suoi prodotti.
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO Il Paper Lab è un laboratorio di fabbricazione di materiali editoriali interattivi cartacei, nato all’interno del più grande Fortino Open Lab che include anche la progettazione multimediale
Il Fortino ospita uno spazio dove produrre, giocare e imparare insieme, utilizzando le nuove tecnologie. L’obiettivo principale del progetto è dotare il quartiere Aurora di uno spazio tecnologicamente all’avanguardia e aperto alla comunità che offra servizi digitali per la creazione e fruizione di contenuti e rafforzi identità e coesione sociale, intergenerazionale e interetnica. Si tratta di un centro culturale e di produzione legato alle esigenze di comunicazione del quotidiano: l’educazione dei figli, il recupero delle storie familiari e del territorio, il divertimento, l’apprendimento e l’utilizzo di tecnologie professionali e professionalizzanti. Questo laboratorio sarà focalizzato sulle tematiche attinenti la narrazione e l’editoria interattive, sia digitali, sia cartacee. Sono in atto e in programma corsi, laboratori, iniziative ludiche, percorsi di approfondimento, attività associative. Tra questi ci sono la bottega di sperimentazione per la realizzazione di prototipi, gli incontri per le scuole con l’utilizzo di strumenti interattivi, gli open lab per famiglie in cui genitori e figli possono costruire insieme, la formazione per professionisti in nuove competenze in editoria multimediale. Il progetto segue la logica di una start up di innovazione sociale, rendendosi quindi sostenibile dal punto di vista economico. Centrale è l’integrazione con le altre attività della Bocciofila del Fortino (sportiva, commerciale, culturale legata alla danza), nell’ottica di un generale percorso di rigenerazione urbana intrapreso dai diversi partner che animano e animeranno la struttura.
Non mancate all’inaugurazione!
Elsa di Torino è la migliore ginecologa d’Italia
Premiata unica italiana tra le migliori ginecologhe donne nel mondo
La dottoressa Elsa Viora (Direttore del servizio Ecografia ostetrica ginecologica e diagnosi prenatale dell’ospedale Sant’Anna della Città della Salute di Torino) è stata appena insignita del Premio mondiale “Award in recognition of Women Obstetrician / Gynecologists” dalla FIGO (Federazione Internazionale dei Ginecologi ed Ostetrici), in occasione del recente XXII Congresso mondiale FIGO a Rio de Janeiro. Il Premio è stato assegnato alle migliori ginecologhe donne a livello mondiale. La dottoressa Viora è stata l’unica italiana. FIGO è la sigla di International Federation of Gynecology and Obstetrics, una Federazione che raggruppa le Società nazionali di Ginecologia e Ostetricia. E’ stata fondata a Ginevra nel 1954. Ora la sua sede è a Londra e vi aderiscono 132 Paesi. Una ventina di donne sono insignite di questo riconoscimento onorifico che si chiama “FIGO Award in Recognition of Women ostetricians/gynecologists”. Ogni Società nazionale può proporre una candidata ed il curriculum, scritto molto dettagliato secondo uno schema preciso, viene valutato da una Commissione internazionale. Il Premio viene assegnato alla ginecologa donna che ha contribuito, attraverso la sua carriera, al miglioramento della salute per le donne, le madri ed i loro figli, ed al ruolo della donne nella ginecologia ed ostetricia nel suo Paese.
Dopo il giornalista cattolico Maurizio Scandurra, anche il noto studioso sottolinea il valore della Processione Eucaristica. E plaude alla missione di fede di Don Adriano Gennari
A seguito del varo nel settembre scorso del discusso documento dal titolo ‘Disposizioni disciplinari circa le cosiddette messe di guarigione’ singolarmente sentito come un’esigenza primaria (soltanto in queste due regioni, fatto a dir poco curioso) esclusivamente dalla Chiesa Piemontese e Valdostana, (porta infatti la firma, a nome della C.E.P., di Cesare Nosiglia e Franco Lovignana, rispettivamente Vescovi di Torino e Aosta), dopo il giornalista cattolico e saggista Maurizio Scandurra – in prima linea sui media locali e nazionali per aver ben chiarito anche alle Curie locali la differenza abissale che passa tra ‘preghiere di domanda e intercessione’ e ‘messe di guarigione’ – sul tema del passaggio in processione del Santissimo Sacramento tra i fedeli raccolti in composta preghiera interviene significativamente anche Alessandro Meluzzi, stimato accademico e teologo, psichiatra, sociologo, saggista e criminologo di fama. Autore altresì di una serie di significative, argomentate e complesse dichiarazioni a favore di uno dei sacerdoti più esemplari, amati e seguiti del Nord Ovest (Piemonte, Lombardia, Liguria e Valle D’Aosta), noto per l’esempio caritatevole giornaliero al fianco di poveri, malati e sofferenti da 40 anni a questa parte, sulla scia del carisma di San Giuseppe Benedetto Cottolengo del cui Ordine fa parte.
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“Ritengo che Don Adriano Gennari abbia con il Santissimo lo stesso rapporto di fede eucaristica profonda che aveva un grande santo, Giovanni Maria Vianney, il Santo Curato D’Ars, il quale teneva nella sua parrocchia permanentemente esposto l’ostensorio con Gesù Eucaristia“, esordisce Meluzzi. Che riprende nello specifico: “E racconta che un contadino rustico e analfabeta tutti i giorni, finito il lavoro nei campi, lasciati gli attrezzi fuori dalla porta, entrava nella chiesa e si sedeva sulla prima panca davanti a Gesù Eucaristia in silenzio, senza pregare né fare niente. A un certo punto, un giorno, il Santo, incuriosito da quell’atteggiamento e dalla medesima scena, gli si para innanzi per chiedergli: “Lei cosa fa?”. Risponde lui: “Niente, io guardo Lui e lui guarda me”. E questo mistero d’incontro nell’Eucaristia e che l’Eucaristia propone è un approccio teologico, orante e mistico tipicamente cattolico“. Per poi proseguire “Io sono ortodosso, e nell’Ortodossia l’esposizione delle specie come devozione a sé stante non è stata mai introdotta nella liturgia: ma io credo che sia una carenza, e questo lo coglie bene una donna ebrea cresciuta in ambiente protestante che era Edith Stein, diventata la monaca carmelitana Teresa Benedetta delle Croce morta martire nel campo di Auschwitz e patrona d’Europa, Dottore della Chiesa e grande filosofa, femminista, allieva di Husserl formatasi in un ambiente ebreo e luterano a Tubinga. Ma quando va a Monaco ed entra in una chiesa cattolica, vede con stupore questa dimensione della presenza di Dio tangibile nell’Eucaristia esposta nel tabernacolo. E quindi comprende e fa suo quel Mistero, e sarà proprio questo che la spingerà a farsi non luterana, avendo un’indole cristiana, ma cattolica: cioè la fisicità dell’Eucaristia che irradia una fede che, evidentemente, soltanto un atteggiamento iper razionalista può negare, vuole ridurre o limitare”. E conclude: “Bene fa Don Adriano a fare la processione eucaristica, a lasciare che le persone si avvicinino al Santissimo, e credo che la Chiesa cattolica locale non dovrebbe impensierirsi per questo. Anzi, dovrebbe impensierirsi del contrario“.
È’ ufficiale: anche le associazioni delle imprese e i sindacati saranno in piazza sabato 10 novembre a Torino per dire con forza sì alla Tav. Ciascuna associazione deciderà “con proprie modalità d’invitare gli associati alla manifestazione della società civile a favore della Tav”. Sarà una partecipazione -dicono i promotori- senza etichette, senza bandiere, senza simboli. Inoltre, nelle prossime settimane le organizzazioni d’impresa organizzeranno proprio a Torino i Consigli generali nazionali su infrastrutture e Torino-Lione. “Noi non siamo contro qualcuno, ma contro una politica che non dà futuro alle imprese, al lavoro e ai nostri figli“.LA SALA ROSSA ESPRIME SOLIDARIETA’ ALLA SINDACA
In relazione alla lettera di minacce ricevuta nei giorni scorsi dalla sindaca Chiara Appendino, il Consiglio comunale di Torino, attraverso le parole del presidente Fabio Versaci, ha espresso solidarietà alla prima cittadina.“Come sempre il Consiglio comunale esprime ferma condanna contro ogni forma di violenza, ha esordito Versaci, e invita tutti ad abbassare i toni e a rimanere nella normale dialettica politica”.
DALLE MARCHE La vittima è un 71enne di Macerata, che è stato investito e ucciso sui binari nei pressi della stazione di Macerata da un treno regionale con 100 passeggeri a bordo sulla Fabriano-Civitanova Marche. L’incidente mortale è avvenuto stamane e il traffico ferroviario sulla linea è stato sospeso e poi riattivato solo alle 10. Da una prima ricostruzione, l’anziano avrebbe attraversato i binari nell’imminenza dell’arrivo del convoglio e il macchinista non avrebbe così avuto il tempo di fare nulla per evitarlo. Si ipotizza un probabile suicidio.
(foto archivio)
Per offrire più di uno spunto di riflessione sul ruolo che l’Ateneo ha svolto, svolge e potrà ancora svolgere nei processi di costruzione della città di Torino, tra XX e XXI secolo
Il Politecnico di Torino ha celebrato il 60°anniversario dell’inaugurazione della sede di Corso Duca degli Abruzzi 24, avvenuta il 5 novembre 1958 alla presenza del Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi, attraverso una serie di eventi dove centrale è stata la ricostruzione delle vicende progettuali e costruttive di un’architettura spesso trascurata dalla storiografia, frutto di un lavoro di ricerca capillare svolto in archivi pubblici e privati, soprattutto dell’Ateneo. Le vicende che hanno portato alla costruzione dell’edificio originario, così come i futuri progetti di sviluppo, sono stati oggetto di un incontro intitolato “Il Politecnico di Torino e la costruzione della città nel Novecento: la sede di corso Duca degli Abruzzi nel sessantesimo anniversario della sua inaugurazione”, cui hanno partecipato il professor Carlo Olmo, storico e Professore Emerito del Dipartimento di Architettura e Design, il professor Rodolfo Zich, già Rettore del Politecnico di Torino e artefice del cosiddetto raddoppio del Politecnico sull’asse di corso Castefidardo e il professor Antonio De Rossi, coordinatore del gruppo Masterplan. Ha moderato il professor Sergio Pace, referente del Rettore per i Servizi Bibliotecari, Archivistici e Museali e ha chiuso i lavori il professor Juan Carlos De Martin, delegato del Rettore per la Cultura e la Comunicazione. Sono intervenuti il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino, la Sindaca Chiara Appendino e il vicesindaco della Città di Torino Guido Montanari. Una storia, quella della sede centrale di Ingegneria, che inizia il 16-18 maggio 1939, quando Benito Mussolini, in visita a Torino, approva il «modernissimo» progetto di massima per il nuovo Politecnico di Torino in un’area nei pressi delle Molinette. Comincia così una storia difficile, fatta di decisioni e ripensamenti, che passa attraverso i bombardamenti del 1942 dell’ex
Museo Industriale, in Via dell’Ospedale, e arriva irrisolta al secondo dopoguerra. Nella seconda metà degli anni quaranta, quando lezioni e laboratori si concentrano al Castello del Valentino, l’idea di una nuova sede non è abbandonata: dopo qualche incertezza, l’area è definitivamente individuata in quella dell’ex Stadium comunale, tra i corsi Peschiera, Castelfidardo, Montevecchio e Duca degli Abruzzi. Qui sorgerà il complesso di edifici, inaugurato nel 1958, destinato a essere ampliato negli ultimi decenni del Novecento con la costruzione della Cittadella Politecnica e, ancora oggi, oggetto di ulteriori progetti di sviluppo da realizzarsi nei prossimi anni. Una parte rilevante della documentazione ha dato vita anche a una mostra, allestita negli spazi della sede stessa: attraverso una serie di disegni e fotografie è dipanato il filo conduttore che collega i primi progetti di trasformazione dell’area ai grandi piani di sviluppo previsti nei prossimi anni grazie al progetto Masterplan, destinato a coinvolgere l’intero sistema socio-economico della città, con una valenza strategica rispetto all’intero territorio urbano. Grazie a tale iniziativa, infatti, l’area compresa tra Corso Castelfidardo, Via Paolo Borsellino, Corso Ferrucci e Corso Peschiera sarà ancora una volta oggetto di una trasformazione i cui effetti andranno ben oltre la vita dell’Ateneo. Tra i progetti più innovativi, si stanno immaginando una Casa del Welfare, aperta alla comunità universitaria, un Learning Center, rivolto alla didattica innovativa e realizzato in collaborazione con la Fondazione Cottino, e una Digital Revolution House, dedicata alla rivoluzione digitale; un centro culturale e una grande biblioteca diverranno il fulcro dell’intervento, centri propulsori e aggregatori della città. Al tempo stesso, peraltro, anche lungo l’asse del Po è previsto l’ampliamento della Scuola di Architettura, attraverso il recupero di una parte importante del complesso di Torino Esposizioni.
La sindaca Appendino parla di Tav alla conferenza stampa di Cioccolatò: “Il governo sta facendo l’analisi costi benefici e una volta chiusa ci sarà un confronto col territorio. Il ministro Toninelli – queste le parole della prima cittadina riportate dall’Ansa – mi ha assicurato che, ultimata l’analisi, non ci sarà una scelta calata dall’alto ma un confronto col territorio che, legittimamente, sta facendo sentire la sua voce. Il mio appello è per fare in fretta: nel rispetto degli interlocutori serve una decisione. La posizione dell’amministrazione comunale di Torino, come quella dei 5 Stelle e la mia personale, è nota. Ci sono però persone che stanno legittimamente esprimendo un dissenso e un sindaco ha il dovere di ascoltare2”.








