Ridurre il divario di genere nel mondo del lavoro. L’impegno dei giovani imprenditori torinesi

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EMPOWERMENT FEMMINILE

Al Campus Onu l’assemblea del Gruppo Giovani Imprenditori dell’Unione Industriali Torino dedicata alle buone pratiche in tema di Diversity, Equity & Inclusion e al ruolo dell’imprenditoria femminile nelle discipline Stem. Sandrone: “Dobbiamo promuovere una cultura fondata su inclusione, responsabilità e impatto”.

Ridurre il divario di genere nel mondo del lavoro torinese richiede un’azione condivisa, continua e ben strutturata. È questo il messaggio emerso durante l’assemblea annuale del Gruppo Giovani Imprenditori dell’Unione Industriali Torino, intitolata Tides. New Leadership Standards, ospitata negli spazi del Campus Onu del capoluogo piemontese.

“Scegliendo la parola tides, che vuol dire maree in inglese, abbiamo voluto riassumere l’insieme di esperienze, modelli, buone pratiche e persone che stanno già forgiando una generazione di giovani leader in tutto il mondo che supererà le attuali diseguaglianze tra uomini e donne: per loro questo cambiamento non è una probabilità ma una certezza. A noi giovani di Confindustria spetta la responsabilità di realizzare quell’orizzonte nel tempo più breve. Dobbiamo avere il coraggio di esprimere una leadership che non replica i modelli del passato, ma che include, innova, investe: nelle persone, nel merito, nella qualità e nella volontà. Nella determinazione e nella passione”, ha dichiarato Federico Sandrone, presidente del Gruppo Giovani Imprenditori dell’Unione Industriali Torino, nel corso della sua relazione.

Alla sessione pomeridiana hanno preso parte Marie-Christine Oghly, presidente di Fcem (Les Femmes Chefs d’Entreprise Mondiales), Elena Lavezzi, ceo di ZNext, Cristina Tumiatti, Business Development Chief di Sea Marconi e referente del Tavolo Diversity, Equity & Inclusion dell’Unione Industriali Torino, Martina Di Gioia, Managing Director e responsabile degli investimenti privati diretti di Samhita, e Paola Babos, direttrice aggiunta dell’International Training Center dell’Ilo.

Durante l’evento è stata inoltre illustrata una ricerca realizzata dal Centro per l’Imprenditorialità e l’Innovazione (EIC), in collaborazione con il Centro Studi di Genere del Politecnico di Torino. Lo studio, basato sui dati della survey internazionale Guesss (Global University Entrepreneurial Spirit Students’ Survey), ha esaminato le aspirazioni imprenditoriali degli studenti universitari torinesi.

Dall’analisi emerge che soltanto il 29,3% delle donne coinvolte frequenta corsi Stem, a fronte del 60,4% degli uomini. Una differenza che si riflette anche nelle prospettive professionali: il 26,4% delle studentesse manifesta l’intenzione di fondare un’impresa, contro il 40,4% degli studenti. Il gap risulta ancora più marcato nelle discipline Stem, dove solo il 23,2% delle donne immagina di diventare founder, rispetto al 39,4% degli uomini.

Anche tra coloro che stanno già lavorando alla creazione di una nuova attività imprenditoriale permane una significativa disparità: le imprenditrici nascenti rappresentano il 5,9% del campione femminile, mentre tra gli uomini la quota sale al 14%.

Lo studio evidenzia però un dato particolarmente interessante: le studentesse Stem dichiarano livelli di fiducia superiori rispetto ai colleghi maschi in attività quali l’individuazione di opportunità di business, lo sviluppo di nuovi prodotti, la gestione dell’innovazione, la costruzione di reti professionali e la guida di team di lavoro. A frenare le donne non sembrano quindi essere competenze o motivazioni personali, bensì la percezione di un ambiente meno favorevole, meno accessibile e meno inclusivo.

Una problematica che va oltre i confini torinesi e assume una dimensione internazionale. Le barriere culturali e sistemiche continuano infatti a rappresentare un ostacolo diffuso a livello globale. I Giovani Imprenditori hanno scelto di riportare il tema al centro del dibattito anche perché proprio a Torino sono stati sviluppati strumenti e iniziative concrete per affrontarlo. All’interno del sistema Confindustria sono oggi attivi oltre venti progetti dedicati a questi temi, promossi dalle associazioni territoriali e di categoria lungo tutta la penisola e realizzati anche in collaborazione con l’Unione Industriali Torino, in particolare attraverso il Tavolo Diversity, Equity & Inclusion.

“Non credo sia un elemento di debolezza parlare di questo tema, trattarlo è fondamentale per riguarda l’intera società. Pensiamo vada raccontato a tutti i livelli, partendo dalla scuola fino ad arrivare nelle imprese. Il nostro vuole essere un racconto del possibile, portando esempi positivi come quelli che hanno partecipato a Tides, ma anche lavorando a stretto contatto con le istituzioni e con le altre associazioni datoriali, e più in generale con il mondo dell’associazioni e del Terzo Settore – spiega ancora Sandrone – per realizzare concretamente, promuovere una cultura della leadership fondata su inclusione, responsabilità e impatto”.

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