redazione il torinese

Una finestra Liberty sul Canavese

liberty

Tour guidato attraverso le ville storiche del paese con merenda a base di dolci liberty

 

Prosegue sino al prossimo 11 ottobre l’interessante mostra “Una finestra sul Canavese del primo Novecento” che si tiene presso il Comune di Parella, organizzata in collaborazione con l’associazione Pedaneus, e orario di visita dalle ore 10 alle 18. Domenica 4 ottobre sarà riproposto il già sperimentato, con successo, tour guidato attraverso le ville storiche di Parella, con merenda a base di dolci liberty, serviti secondo i riti di un secolo fa, nel magico scenario di un parco tra i più suggestivi. Il ritrovo è alle ore 15 davanti al Municipio di Parella.

 

Massimo Iaretti

A due o quattro ruote il mercato italiano dei motori non sente l'effetto Volkswagen

fiat lingotto

500x fiatA settembre sono state immatricolate, comunica il  ministero dei Trasporti , ben 130.071 vetture, con una crescita del 17,2% sullo stesso mese dell’anno prima

 

In attesa che – Dio non voglia – l’ effetto Volkswagen si faccia sentire anche sul mercato auto in Italia, al momento il comparto va a gonfie vele.  A settembre sono state immatricolate, comunica il  ministero dei Trasporti , ben 130.071 vetture, con una crescita del 17,2% sullo stesso mese dell’anno prima.

 

Nei primi tre trimestri 2015 le consegne sono state 1.196.270: crescita del 15,3%. Alla grande Fca che ottiene riscontri persino migliori. Infatti  con 36.888 vetture immatricolate registra una crescita del 20.34%, ovvero per il nono mese consecutivo superiore a quella del mercato. Sale ancheJeep (+251,1%), Alfa +11%.

 

Crescita a due cifre anche per i veicoli a due ruote a motore. I dati diffusi da Confindustria Ancma,indicano che le immatricolazioni sono state 17.190, cioè  il 12,5% in più rispetto a settembre 2014. A partire dallo scorso gennaio fino a settembre, invece, le immatricolazioni sono state 167.172: si tratta del 6,4% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. “La ripresa è robusta”, commenta all’Ansa Corrado Capelli, presidente di Confindustria Ancma.

 

(Foto: il Torinese)

Carlin in versione papa Francesco predica ai contadini

gusto terra

“Per l’economia abbiamo sacrificato tutto, e ora ci ritroviamo la Terra che soffre. I migranti sono il frutto della nostra politica scellerata”

 

Stessa la filosofia pauperistica di condanna allo sviluppo e alla ricchezza più o meno sfrenati; stesso l’appello a salvare la terra che soffre. Carlin Petrini, il Guru piemontese di Bra di Slow Food e inventore del Salone del Gusto ha predicato sulle orme di papa Francesco il proprio verbo ai contadini di tutto il mondo dal pulpito di Expo 2015. “Ridare valore al cibo è la grande scommessa che avete tra le mani. Parlate tra di voi. Anche con lingue diverse”: Così ha arringato le centinaia di contadini giunti a Milano da ogni angolo del globo per Terra Madre Giovani. “Vincerete la scommessa solo se riuscirete a non commettere gli errori della mia generazione. Per l’economia abbiamo sacrificato tutto, e ora ci ritroviamo la Terra che soffre. I migranti sono il frutto della nostra politica scellerata”.

 

(Foto: il Torinese)

Da McDonald's la qualità è piemontese

MC DONALD'S

La catena americana pensa di distribuire in Italia più di 1,6 milioni di McItaly Piemontese.

 

Per un mese in tutti i ristoranti McDonald’s italiani, grazie a un accordo con il consorzio di allevatori Coalvi, verrà servito un hamburger realizzato carne al 100% di razza Piemontese certificata, il McItaly Piemontese. La notizxia è stata data alla Casa della Piemontese di Carrù (Cuneo), l’unico museo italiano dedicato a una razza bovina. Scopo dell’iniziativa è la valorizzazione della carne made in Piemonte, autentica eccellenza gastronomica italiana. McDonald’s pensa di distribuire più di 1,6 milioni di McItaly Piemontese.

MORRI (PD): “NON CONTIAMO PIÙ LE AGGRESSIONI, I RESPONSABILI NON RESTINO IMPUNITI”

pd manifesto

Solidarietà della Federazione metropolitana del Partito Democratico di Torino ai segretari e ai militanti dei Circoli di via Colautti e di via Cervino, che sono stati fatti oggetto di atti teppistici

 

Desidero esprimere la solidarietà della Federazione metropolitana del Partito Democratico di Torino ai segretari e ai militanti dei Circoli di via Colautti e di via Cervino, che sono stati fatti oggetto di atti teppistici. Oramai abbiamo perso il conto degli episodi di vandalismo che da troppi mesi colpiscono le nostre sedi: che sia la Tav, il tema dei profughi o quello degli alloggi occupati, le solite schegge anarcoidi ed antagoniste, armate di vernice, trovano sempre una qualche motivazione pseudo-ideologica per venire ad imbrattare i nostri muri, illudendosi in questo modo di intimidirci ed ostacolare la nostra azione di governo. Anche questa volta i nostri militanti ripuliranno le scritte ingiuriose e minacciose e si adopereranno affinché i loro circoli continuino ad essere importanti punti di riferimento per i cittadini di Borgo Vittoria e Barriera di Milano. L’auspicio è che gli autori di tali aggressioni non restino impuniti ed anonimi, ma si riesca una volta per tutte ad impedire a gruppi ben noti alle cronache di continuare a recare offesa alle ‘case’ del nostro partito.
Fabrizio MORRI

Segretario PD Torino

"L'Albania sia ospite di Librolandia"

SALONE 111

salone 483

 

 

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 La proposta dopo l’esclusione dell’Arabia Saudita per il mancato rispetto dei diritti umani

 

Invece dell’Arabia Saudita, come ospite d’onore al Salone del Libro 2016, ci sia l’Albania. La proposta è dell’Associazione radicale torinese Adelaide Aglietta. “Il ‘no’ all’Arabia – dicono Igor Boni, Silvja Manzi e Marco del Ciello – può essere l’occasione per voltare pagina, dopo una realpolitik perdente.Sui diritti umani non si fanno sconti. Esiste vicino a noi uno Stato a prevalenza musulmano laico, l’Albania, che ha alzato la testa dopo mezzo secolo di dittatura feroce. Un esempio virtuoso da valorizzare”.

Ancora qualche riflessione sul caso del tragico Tso di Andrea Soldi

soldi andrea

Imperizia? Inefficienza? Poco coordinamento? Probabilmente tutte e tre le cose, come hanno dichiarato anche gli ispettori inviati dal Ministro della salute Beatrice Lorenzin. Se il TSO, previsto per legge dal 1978, sia una pratica adeguata ed efficiente per soccorrere chi soffre di malattie mentali non spetta sicuramente a noi giudicarlo. Quello che possiamo constatare è che Andrea Soldi, afflitto da tempo dal suo disturbo, negli ultimi sette mesi era stato totalmente abbandonato a se stesso e alla sua famiglia


Nonostante le pagine dei quotidiani abbiano smesso di parlarne, il caso di Andrea Soldi e del suo TSO dal finale tragico e inconcepibile, continua a creare polemiche e a rappresentare un’enorme cicatrice all’interno del corpo della polizia municipale.
In questi giorni infatti il Nucleo Servizi Mirati è stato protagonista di un forse prevedibile ma nello stesso tempo inaspettato cambio della guardia: il commissario Elisabetta Ferraresi, responsabile del “reparto speciale” a cui appartengono i tre vigili urbani accusati di aver causato, il 5 agosto scorso, la morte di Andrea Soldi, ha abbandonato il timone per fare posto ad Alessandro Parigini, attuale capo del Nucleo di prossimità.

 

Dal Comune di Torino non smettono di affermare il “non intento punitivo” di questa scelta: nessuno vuole compiere una crociata contro un intero reparto di vigili urbani, anche perché, come prevede la nostra giustizia, le responsabilità penali dei singoli sono personali e devono essere giudicate e sentenziate solo dalla magistratura. E’ certo però che dopo le accese polemiche scaturite dal tragico e terribile episodio, il trasferimento del commissario Ferraresi e la nomina di Parigini ai “Mirati”, lascino intendere la volontà da parte del Comune di intervenire, provando ad imporre ed imprimere un approccio di vicinanza e di ascolto; stesso approccio che da anni contraddistingue l’operato di Parigini. Lo slogan “meno manette, più ascolto” e la riorganizzazione degli incarichi di responsabilità messa a punto in questi giorni dal Comando di via Bologna, sono il segnale che le varie polemiche e le rumorose proteste insorte dopo il tragico episodio, abbiano per lo meno smosso le troppo spesso dormienti, poltrone istituzionali.

 

La domanda che però adesso sorge spontanea, è se questo primo cambiamento basterà a placare gli animi di quella parte di opinione pubblica che negli ultimi due mesi si è scagliata contro le istituzioni pretendendo chiarezza e soprattutto giustizia. Il problema sono le nostre forze dell’ordine male istruite a gestire casi delicati e particolari così com’era quello di Andrea, oppure il vero problema è proprio l’esistenza di un provvedimento come il TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio)?

 

Andrea Soldi era un uomo di 45 anni che viveva a Torino con la sua famiglia. Era da molti anni malato di schizofrenia, una malattia psichiatrica che danneggia molto duramente le capacità cognitive e razionali del soggetto che ne soffre. Negli ultimi anni aveva spesso interrotto le cure, peggiorando così le sue condizioni. Soldi, a quanto riportano familiari e alcuni testimoni, non era una persona violenta; i suoi problemi dati dal peggioramento della malattia, riguardavano – sempre attenendoci a quello che raccontano alcuni testimoni – la sua scarsa igiene personale e la sua apatia nei confronti della vita. Un nuovo intervento di TSO (ricordiamo che egli era già stato interessato da altri interventi di Trattamento Sanitario Obbligatorio) era stato richiesto dal padre ottantenne che, a detta della sorella Maria Cristina Soldi, aveva grosse difficoltà a gestire la condizione del figlio dato anche il rifiuto di quest’ultimo nel sottoporsi alle cure. Il 5 agosto 2015 tre vigili urbani del Nucleo dei Progetti e Servizi Mirati di Torino, uno psichiatra e un infermiere, sono intervenuti per eseguire un TSO su Soldi; quel pomeriggio Andrea, seduto sulla panchina del parco di piazza Umbria dove era solito stare, ha perso la vita.

 

Imperizia? Inefficienza? Poco coordinamento? Probabilmente tutte e tre le cose, come hanno dichiarato anche gli ispettori inviati dal Ministro della salute Beatrice Lorenzin. Se il TSO, previsto per legge dal 1978, sia una pratica adeguata ed efficiente per soccorrere chi soffre di malattie mentali non spetta sicuramente a noi giudicarlo. Quello che possiamo constatare è che Andrea Soldi, afflitto da tempo dal suo disturbo, negli ultimi sette mesi era stato totalmente abbandonato a se stesso e alla sua famiglia. Aveva saltato i controlli imposti dai protocolli e dalle linee guida della Regione per verificare l’efficacia della terapia e la corretta assunzione dei farmaci, ma nessuno né dall’Asl né dai Servizi Sociali, si era mosso per capire il perché e per controllare le sue condizioni (i protocolli impongono, in caso di diagnosi simili, il controllo del paziente almeno una volta al mese). Nonostante il TSO per essere attivato richieda l’intervento di due medici, del Sindaco e dell’assessore comunale competente, in questo caso si può constatare che sia mancata totalmente la presa in carica del paziente. Il quarantacinquenne torinese, chiamato da chi lo conosceva il “gigante buono” a causa dei suoi 120 kg di peso, doveva essere aiutato – come chiedeva la famiglia – a curarsi; il 5 agosto scorso quell’aiuto si è trasformato nella sua condanna a morte.

 

Simona Pili Stella

Lavia apre con Brecht la stagione dello Stabile

“Vita di Galileo” di Brecht diretta e interpretata dall’attore e regista. Il continuo anelito dell’autore nel ricercare la verità,  alla luce del dramma della seconda guerra mondiale e delle bombe atomiche in Giappone

 

teatriSarà una celebre opera di Bertold Brecht, “Vita di Galileo” a inaugurare la stagione 2015-2016 del Teatro Stabile di Torino, al teatro Carignano di Torino, martedì 6 ottobre prossimo, alle 19.30. Con questo grandioso affresco, composto di ventisei interpreti e tre musicisti dal vivo, Lavia affronta per la prima volta, come regista e interprete, questo dramma di Brecht in uno spettacolo che debutta in prima nazionale. “Vita di Galileo” si apre a Padova nel 1609, dove lo scienziato detiene la cattedra di matematica dal 1592. Proprio qui Galileo viene in contatto con il canocchiale,  inventato l’anno precedente in Olanda, e lo perfeziona,  giungendo alla sua prima grande scoperta, l’esistenza dei quattro satelliti di Giove. Come pone in evidenza il drammaturgo tedesco nella scena III, si tratta della prima grande prova capace di mettere in crisi il sistema tolemaico, secondo cui il Sole e tutti gli altri pianeti ruotano intorno alla Terra, centro immobile di tutto l’universo.

 

Giunto a Firenze alla corte di Cosimo de’ Medici, Galileo è desideroso di presentare al granduca il canocchiale, ma gli aristotelici con cui si scontra spostano la disputa su di un piano puramente filosofico, mostrando tutto il loro disprezzo per le prove sperimentali. Il Collegio romano, invece, grazie alla curiosità del futuro Papa Urbano VIII,  conferma le scoperte di Galileo.  Proprio Urbano VIII, una volta divenuto Papa, proverà avversione a opporsi ai risultati filosofici galileiani, che costituiscono, tuttavia, per la loro tendenza a rimettere sempre tutto in discussione, un serio pericolo per l’ordine su cui si fonda la Chiesa.

 

Nella seconda versione, scritta da Brecht in lingua inglese, fra il 1944 e il 1947, la figura di Galileo subì una profonda revisione. Dopo lo scoppio della bomba atomica a Hiroshima e Nagasaki, Galileo non verrà, infatti, più considerato dal drammaturgo di Augusta l’abile scienziato con il vizio della verità,  ma colui il quale, con l’abiura,  aveva rinunciato a scardinare il potere costituito, incarnato dall’autorità ecclesiastica. Aveva svuotato la nuova scienza delle potenzialità utili per la trasformazione della società.  Secondo Brecht il “crimine” di Galileo può essere considerato alla stregua del “peccato originale delle moderne scienze naturali” , mentre la bomba atomica è il prodotto finale della sua omissione verso la società. La prima versione della “Vita di Galileo” venne completata da Brecht in Danimarca tra la fine del 1939 e l’inizio del ’39, per venire rappresentata, per la prima volta,  a Zurigo nel 1943.

 

In questa prima stesura Brecht aveva già mutato idea su Galileo, che veniva presentato in modo ambiguo, non più in forma eroica,  ma come colui il quale aveva effettivamente paura della morte, nel sostenere le proprie argomentazioni scientifiche di fronte all’Inquisizione, motivo che lo spinse a ritrattare le sue convinzioni copernicane. Vita di Galileo approdò in Italia al Piccolo di Milano nel 1963, con la magnifica regia di Giorgio Strehler,  con Tino Buzzetti nel ruolo di Galileo. Si trattò di uno spettacolo che cambiò la vita di Gabriele Lavia, facendogli prendere la decisione di fare teatro, di dare un indirizzo alla sua vita e di entrare all’Accademia d’Arte drammatica Silvio D’Amico.

 

“Brecht – afferma Lavia, che è regista e interprete del dramma –  pone una domanda: che cos’è la verità?  La risposta è che l’essenza ( la possibilità) della verità è la libertà.  Non si può trovare la verità,  se non a costo duro, difficile e doloroso della libertà.  La libertà non è fare quello che si vuole, ma è la limitatezza della conoscenza.  Brecht è un politico e parla della verità della polis,  dello stare al mondo insieme agli altri. Il grande insegnamento che ci dà il drammaturgo tedesco è che l’uomo ha il diritto di sapere e di capire,  in uno scambio costante”

 

 

Mara Martellotta

Forse 5 ufficiali responsabili dello scontro tra Tornado

tornado

Il 19 agosto 2014 sui cieli di Ascoli l’incidente costò la vita a quattro piloti, due dei quali piemontesi

 

Potrebbero essere cinque i possibili responsabili, tutti ufficiali delle Forze Armate, dello scontro fra Tornado del 19 agosto 2014 sui cieli di Ascoli. L’incidente costò la vita a quattro piloti, due dei quali piemontesi. Lo sostengono i consulenti della procura, i comandanti Mario Pica e Giuliano Currado: hanno segnalato i nomi di 5 ufficiali al pm. I comandanti  affermano – riporta l’Ansa – che la collisione è “riconducibile a carenze organizzative” che hanno creato le premesse per una situazione di “estremo pericolo”.
   

Vivicittà vicino ai detenuti

Lunedì 5 ottobre alle ore 15 si correrà l’ultima tappa

 

VIVICITTA' PARTENZA CORSApromossa dalla Uisp, lunedì 5 ottobre alle ore 15 si correrà l’ultima tappa  italiana di Vivicittà 2015, all’interno della Casa Circondariale Lorusso e Cutugno di Torino. L’appuntamento con la quinta edizione è sulla distanza di 5 km. e vedrà al via un centinaio di atleti provenienti dalle diverse società podistiche Uisp a fianco di detenuti.