redazione il torinese

Direttrici ciclabili, ci sono i fondi per il turismo verde

Nell’autunno sarà aperto un bando apposito dedicato alle piccole e medie imprese, imprese individuali e società cooperative che abbiano la loro attività principale nei Comuni limitrofi alle grandi direttrici ciclabili

 

BICICLAmmonta a due milioni di euro la dotazione finanziaria della misura per la creazione di microimprese finalizzate all’attivazione di servizi turistico-culturali lungo le direttrici delle piste ciclabili che la Giunta regionale ha deciso su proposta degli assessori al Lavoro, Gianna Pentenero, e al Turismo, Antonella Parigi. Nell’autunno sarà aperto un bando apposito dedicato alle piccole e medie imprese, imprese individuali e società cooperative che abbiano la loro attività principale nei Comuni limitrofi alle grandi direttrici ciclabili. Attenzione infatti sarà data a quei progetti che intendano investire nel settore del turismo “verde”, con particolare attenzione alle zone attraversate dalle direttrici esistenti o in fase di realizzazione (VenTo, Svizzera-Mare, Via Francigena, Pedemontana alpina). Per ogni progetto ritenuto ammissibile è previsto un contributo per la fase di avvio dell’impresa di circa 10mila euro fino a esaurimento delle risorse disponibili e non oltre il 31 dicembre 2017.

 

La misura intende sostenere progetti con finalità di accoglienza turistica connessi con l’avvio di nuove attività imprenditoriali che sviluppino servizi nel maggior numero di ambiti possibili: promozione turistica, promozione dell’enogastronomia del territorio, progettazione e organizzazione di eventi, promozione sportiva, noleggio e riparazione biciclette, attività innovative legate all’offerta turistica, digitalizzazione e riorganizzazione sistemica dell’offerta turistica territoriale, attività di turismo esperienziale, turismo accessibile per tutti. Inoltre, nei progetti dovrà essere rispettata la sostenibilità ambientale, dovranno essere comprese attività di valorizzazione culturale e dovrà essere descritta la promozione dell’attività imprenditoriale anche mediante il web e le modalità di intercettazione dei flussi turistici in arrivo sul territorio.

 

“Vogliamo incrementare l’offerta turistica coinvolgendo gli attori locali nella costruzione del prodotto turistico stesso e promuovendo la sinergia tra tutte le realtà culturali, ambientali e produttive di cui il territorio dispone. La Regione sta investendo molto nello sviluppo del turismo green e sulla ciclabilità, elementi in grande espansione – rileva l’assessore Parigi – La Regione ha stimato che negli ultimi anni il numero delle imprese riconducibili al comparto culturale e creativo è in crescita: nel 2012 se ne contavano già 33mila a cui vanno aggiunte le associazioni culturali no profit. Credo che questa misura sia importante per costruire una rete di operatori che lavorino mettendo a confronto le diverse esperienze e competenze, con il fine ultimo di migliorare la qualità dei servizi offerti e per favorire la nascita di nuove professionalità”.

 

“La Regione – aggiuge Pentenero – ha avuto nell’ultimo periodo un ruolo fondamentale nella creazione di nuovi soggetti imprenditoriali. Scopo di questa misura è cercare di aiutare le tante associazioni ed enti turistico-culturali a diventare imprese, all’interno delle azioni di accompagnamento all’autoimpiego che la Regione da sempre mette in atto. In concreto, intendiamo offrire un sistema di supporto operativo all’attività turistico-culturale attraverso i nostri sportelli di creazione d’impresa, i servizi degli incubatori, i laboratori esperienzali. E ora anche con un sostegno economico. Penso ai giovani, a quei soggetti che vogliono riqualificarsi… questa Misura è dedicata a loro”.

 

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La bella Miss Torino 1957 fu aggredita a morsi da un'amica per 10 mila lire

COSA SUCCESSE IN CITTA’  / di Simona Pili Stella

 

pili simonaSecondo una ricerca condotta presso l’ University College di Londra dalla neuroscienziata Eleanor Maguire, il passato è strettamente connesso al futuro, tanto che chi soffre di amnesia e quindi dimentica il passato, non riesce più nemmeno ad immaginare e a prospettarsi un futuro. Ebbene, forse per attenerci un po’ alle recenti scoperte, o forse perché in fondo il mondo e nello specifico la città in cui viviamo è fatta di storia e di aneddoti passati,  Il Torinese ha deciso di dedicare una rubrica a Torino e agli avvenimenti più curiosi e che più l’hanno segnata nel corso degli anni, se non addirittura dei secoli precedenti

 

Erano le ore 14.00 del 24 settembre 1947 quando Giovanni Musso, uomo di 34 anni, biondo e dall’aria patita, si gettò sulle rotaie di Corso Statipiazza castello vecchia Uniti, all’angolo con Via Sacchi, proprio dove stava passando il tram della linea 9 sbarrato. Fortunatamente il manovratore, accortosi in tempo dell’insano gesto dell’uomo, riuscì ad evitare la tragedia; stordito ma incolume, Giovanni si rialzò tra le urla spaventate dei passanti e si allontanò velocemente. Due ore più tardi l’uomo venne fermato dagli agenti del commissariato di San Salvario, allertati da alcuni passanti che avevano visto il giovane uomo tentare di strangolarsi nei pressi di Ponte Isabella. Una volta condotto al commissariato, Giovanni confessò agli agenti di aver tentato più volte il suicidio in quel giorno: la prima volta gettandosi sulle rotaie del tram, la seconda volta supplicando un giardiniere (che lavorava al Valentino) di mozzargli la testa con il falcetto, e la terza, appunto, tentando di strangolarsi con un “fazzoletto” mentre si trovava sul Ponte Isabella. L’uomo, residente in provincia di Cuneo, non fu in grado di motivare agli agenti le cause degli insani gesti; l’unica cosa che continuò a ripetere fu la volontà di andare in carcere piuttosto che ritornare a casa. Venne richiesto immediatamente l’intervento del medico che lo fece ricoverare in osservazione all’ospedale psichiatrico.

 

[ La Gazzetta del Popolo]

 

Era il 7 settembre del 1957 quando una donna di 39 anni, Rosanna Gallano, dopo essere entrata in un caffè del centro di Torino, si tolse la vita ingerendo dell’acido muriatico. Quella mattina Rosanna, impiegata da molti anni come contabile presso l’amministrazione postale, invece di recarsi presso il suo ufficio in via Amendola 9, si fermò al caffè “Stadio” di corso Vittorio, all’angolo con corso Vinzaglio. La donna, dopo essersi seduta ad un tavolino e avere ordinato, come una normale cliente, un cappuccino, cominciò a sentirsi male, accasciandosi al suolo e contorcendosi lamentando forti dolori. La povera donna venne immediatamente soccorsa dal proprietario del bar e da alcuni avventori, che notarono subito uno strano segno bluastro intorno alla bocca della sventurata. Ormai agonizzante e con un filo di voce, Rosanna confessò di aver ingerito pochi minuti prima dell’acido muriatico, così, non appena giunsero i soccorsi, venne trasportata d’urgenza all’ospedale Mauriziano. Purtroppo a causa della gravità dell’avvelenamento, la donna morì qualche ora più tardi. Secondo le indagini della polizia, la signora Gallano compì il tragico gesto per la paura (infondata) di essere sottoposta ad un’ inchiesta per il suo operato in ambito lavorativo.

[La Gazzetta del Popolo]

 

ACCADDE MISSEra invece la sera del 14 settembre sempre del 1957, quando l’ospedale Martini ospitò la donna che al tempo venne considerata la più bella della città. Quella sera infatti, giunse al Pronto Soccorso, in seguito ad una violenta aggressione subita da una sua amica, Mira Pillon, la diciannovenne eletta (qualche mese prima) “Miss Torino”. Poco tempo prima che venisse eletta “Miss”, Mira, abitante in via Vittoria 32, aveva cucito un paio di vestiti per la sua amica e coetanea Carmen Palletti. Dopo aver consegnato i vestiti all’amica, la giovane pretese il pagamento di diecimila lire per il lavoro effettuato, ma la cliente invece di ricompensare l’amica non si fece più vedere, negandosi più volte sia al telefono che a casa. Passarono i mesi, Mira venne eletta “Miss Torino” e partecipò al concorso di Miss Piemonte, ma di quelle diecimila lire non ci fu più traccia. In seguito, finita l’estasi e la popolarità dei concorsi, la giovane si recò nuovamente dall’amica per riscuotere ormai quel vecchio pagamento. La bella “Miss” citofonò a casa di Carmen, ma appena la porta si aprì la ragazza venne aggredita dalla stessa Palletti che avventatasi su di lei, cominciò a colpirla con calci pugni e addirittura morsi. La povera Mira, spaventata e dolorante, si recò immediatamente al commissariato Borgo Dora dove sporse denuncia per l’aggressione subita e anche per il mancato pagamento delle diecimila lire. Una volta giunta al Pronto Soccorso la ragazza scherzò sul fatto che quei lunghi capelli che le erano valsi il tanto ambito e desiderato scettro, erano stati il suo punto debole durante l’inaspettato “incontro”.

[La Gazzetta del Popolo]

 

Erano le ore 19.00 del 5 settembre 1966 quando Domenico Corati, commerciante di 41 anni, abitante in strada Settimo 45, venne arrestato perACCADDE VECCHIO aver aggredito e minacciato con una pistola il benzinaio di 28 anni, Eugenio Campia. L’episodio avvenne davanti al chiosco di benzina di Strada Settimo 14, di proprietà del signor Campia. Domenico Corati giunto al chiosco per fare benzina, chiese al benzinaio 1000 lire di “normale” ma, al momento di pagare, il conto risultò essere di 2865 lire poiché gli era stato fatto il pieno. Domenico cominciò a protestare e a rifiutarsi di pagare e quando il proprietario del chiosco minacciò di chiamare la polizia, il commerciante tirò fuori una pistola da sotto il sedile della sua macchina. Il benzinaio, senza farsi intimidire, cercò di strappare l’arma dalle mani dell’uomo e tra i due iniziò una violenta lotta che terminò con il sopraggiungere della polizia avvisata da alcuni passanti. Il signor Corati venne portato al commissariato Barriera di Milano dove venne arrestato con l’accusa di tentata rapina e porto abusivo d’armi. Al benzinaio non venne mai pagato il pieno.

[La Gazzetta del Popolo]

 

Il 20 settembre 1980 un tragico episodio sconvolse la città. Lo studente universitario Carlo Bertolo di 21 anni e una sua amica, la diciassettenne Paola Narciso, precipitarono dal tetto dell’abitazione del loro amico Francesco Rovere. Il terribile episodio avvenne poco dopo la mezzanotte quando i due giovani, alla fine di una festicciola data dal ventiquattrenne Francesco, nella sua mansarda in via Saluzzo, decisero (forse dopo aver bevuto qualche bicchiere di troppo), di uscire fuori sulla piccola terrazza e di salire sul tetto. La tragedia avvenne in pochi secondi: mentre stavano tornando indietro per far rientro in casa, i due ragazzi scivolarono improvvisamente, precipitando spaventosamente nel vuoto dal tetto della palazzina di cinque piani. I due corpi precipitarono tra le urla degli altri ragazzi che assistettero impotenti alla terribile scena. Vennero immediatamente chiamati i soccorsi ma mentre la prima ambulanza che soccorse Carlo, arrivò quasi subito, l’altra ambulanza destinata a soccorrere Paola, ritardò inspiegabilmente di quasi quindici minuti. Entrambi i ragazzi dopo essere stati soccorsi sul posto vennero immediatamente trasportati alle Molinette in condizioni gravissime.

[La Stampa]

 

torino 70Il 23 settembre 1992 una macabra storia interessò le pagine di cronaca della città. Il pomeriggio di quel giorno venne ritrovato, all’interno di un congelatore, situato in una cascina di None, il corpo senza vita di Graziano Bausa, un quarantacinquenne residente in quella cascina con la sua famiglia. L’uomo venne ucciso tredici mesi prima dalla moglie Grazia Fichera, 43 anni, dal figlio Vito di 18 anni, dalla figlia Maria Franca di 20 anni e da una sua amica, la ventiquattrenne Romilda Odin. I quattro addormentarono l’uomo facendogli ingerire un potente sonnifero sciolto nella minestra, poi una volta che l’uomo si fu addormentato, gli somministrarono tramite una siringa, una dose letale di eroina. Dopo averne constatato la morte, misero il corpo dell’uomo all’interno di un congelatore, immergendolo completamente in una soluzione di acido muriatico così da accelerarne i tempi di decomposizione. Il corpo senza vita dell’uomo rimase nel congelatore (posto tra l’altro tranquillamente contro una parete della cucina), per ben tredici mesi, fino a quando i carabinieri non intercettarono (per caso) una telefonata tra Grazia Fichera e un tossico dipendente, Marcello Fornerone, un uomo che gli agenti stavano da tempo tenendo d’occhio per altri motivi. Durante la chiamata, la donna offriva dei soldi a Fornerone (venuto a conoscenza del fatto poiché amico intimo di Romilda Odin), affinché si liberasse del congelatore con dentro il cadavere di suo marito. Quando i carabinieri giunsero sul posto trovarono i resti dell’uomo all’interno del congelatore; la madre ed i figli dichiararono di aver compiuto il folle gesto poiché non sopportavano più il comportamento violento dell’uomo e confessarono inoltre, di aver mascherato la sua sparizione dicendo a parenti e amici che Graziano era scappato in Brasile con l’amante.

[La Stampa]

 

 

Simona Pili Stella

Profughi "fai da te" respinti a Settimo: non hanno il permesso del ministero dell'Interno

MIGRANTI MARE

Di recente 44 profughi sono invece stati respinti  e rientrati nel Vco da cui tentavano di varcare il confine e altri 55 migranti sono stati fatti rientrare in Italia  dalla polizia di frontiera francese

 

Il campo profughi di Settimo torinese non ha ancora raggiunto la capienza nella trentina di tende dstinate ai  transiti dei migranti. Gli ultimi arrivi di pochi giorni fa hanno fatto registrare quasi 500 persone. La scorsa notte una ventina di migranti, giunti però autonomamente da chissà dove e non sbarcati sulle nostre coste, si sono presentati ai cancelli della tendopoli. I responsabili non hanno potuto farli entrare: gli ingressi nel centro sono sotto l’esclusivo controllo del ministero dell’Interno, che deve sapere dove sono stati sbarcati e  dove hanno trovato rifugio. Insomma, un’emergenza nell’emergenza, poichè si prevede che questo tipo di arrivi aumenti di giorno in giorno.

 

Di recente 44 profughi sono invece stati respinti  e rientrati nel Vco da cui tentavano di varcare il confine e altri 55 migranti sono stati fatti rientrare in Italia  dalla polizia di frontiera francese di Vallorbe, al confine tra Svizzera e Francia. Anche la Confederazione elvetica ne ha già rimandati in Piemonte parecchi.  Il  nuovo gruppo di migranti respinti è stato consegnato dalle autorità svizzere alla polizia di Domodossola da dove avevano cercato di superare il confine in treno. Nel gruppo anche alcune famiglie siriane e un cittadino armeno che ha chiesto asilo politico.

 

La situazione dell’accoglienza dei migranti nella nostra regione aggiornata a inizio settembre settembre indica che in Piemonte ne erano presenti 6.873. Poi è stato richiesto alle Prefetture di provvedere all’accoglienza di ulteriori 1.781, secondo le quote spettanti ad ogni provincia, in base ai criteri definiti dal Tavolo di coordinamento regionale. Questi prevedevano la distribuzione del 40% su Torino e provincia e del restante 60% sul resto del Piemonte. Dunque, a Torino ne spetterebbero 712, ad Alessandria 217, a Cuneo 296, a Vercelli 88, a Novara 186, ad Asti 110, a Biella 91, al VCO 81. 

 

L’assessore regionale all’Immigrazione Monica Cerutti, commenta  : “L’incremento degli arrivi, come spesso abbiamo ripetuto, deve tenere conto della differenza tra il numero di persone che viene assegnato al nostro territorio e il numero di persone che effettivamente si ferma”, ha puntualizzato Cerutti, che ha poi chiarito che esistono dei criteri numerici sia per quanto riguarda la ripartizione dei migranti, secondo i quali il Piemonte deve accogliere circa il 7% degli arrivi sul suolo nazionale.Il numero di richiedenti asilo coinvolge anche il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar) che è gestito direttamente dai Comuni: in Piemonte sono titolari di strutture Sprar 25 Comuni delle province di Torino, Alessandria, Asti e Biella, che ospitano complessivamente 831 persone per lo più di una forma di “accoglienza diffusa”, organizzata in piccoli nuclei in appartamento.

Un Piemonte tutto da leggere

LIBRO SALONE

Presentati i tre romanzi storici “L’incantesimo e la spada” di Alessandro Cerutti (Riccadonna editore), “Tre giorni a luglio: un’amicizia nei giorni della Repubblica Astense” di Livio Musso (Tipografia Astese) e “Un gatto sul sabotino” di Simonetta Satragni Petruzzi(T-Art)

La Biblioteca della Regione ha ospitato il primo incontro dell’iniziativa “Piemonte da leggere”, dedicata alla presentazione di volumi di diversi autori ed editori, accomunati da un unico filo conduttore. I tre romanzi storici “L’incantesimo e la spada” di Alessandro Cerutti (Riccadonna editore), “Tre giorni a luglio: un’amicizia nei giorni della Repubblica Astense” di Livio Musso (Tipografia Astese) e “Un gatto sul sabotino” di Simonetta Satragni Petruzzi(T-Art), hanno raccontato curiosità e aneddoti, in un insolito viaggio nei meandri del passato.

 

I prossimi incontri, con ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili, sono previsti per mercoledì 7 ottobre, 11 e 18 novembre, alle 17 in via Confienza 14 a Torino.In particolare, l’appuntamento del 7 ottobre ruoterà intorno al tema “Storie di Torino nelle sue vie”, con le opere: “Sei itinerari liberty” di Miranda Fontana (Neos edizioni), “Porta Palazzo” di Giorgio Balocco (Graphot editrice) e “Torino edizione straordinaria: briciole di storia, vicende e intrecci segreti” di Katia Bernacci eFrancesco Cordero di Pamparato (Yume edizioni).

 

La Biblioteca della Regione vanta, inoltre, un patrimonio di circa 53mila libri, con caratterizzazione giuridico-amministrativa, e mette a disposizione degli utenti volumi, periodici, banche dati e opere di consultazione dedicate al diritto, all’economia, alle scienze sociali e in particolare alle questioni regionali e delle autonomie locali. Tra le novità di quest’anno, l’attivazione di MediaLibraryOnline (Mlol), la prima rete in Italia dedicata al prestito digitale gratuito, consultabile all’indirizzo Internet http://crp.medialibrary.it/home/home.aspx.

 

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Almese va a teatro con "Fabula rasa"

almese

Titoli inossidabili e qualche novità. Dalla comicità più graffiante al coraggio di affrontare temi importanti

 

Parte sabato 3 ottobre la seconda stagione al Teatro Magnetto di Almese che si protrarrà sino al 3 aprile del prossimo anno. Ad organizzarla è la compagnia Fabula Rasa, diretta da Beppe Gnomi che ha il sostegno del Comune e della Fondazione Live Piemonte dal Vivo. Camaleontika 2015 -2016  propone giovani compagnie e facce già viste, da qualche parte, sulle tavole di un palco, per strada, sul web, sul piccolo e grande schermo. Titoli inossidabili e qualche novità. Dalla comicità più graffiante al coraggio di affrontare temi importanti con grande passione, ma anche con leggerezza e poesia. Diversità e incontri tra culture. Nodi, snodi e scambi. Non mancheranno gli appuntamenti per bambini e famiglie, la domenica, con una sana merenda teatrale e tanto divertimento. Linguaggi, segnali e messaggi variegati si mescoleranno a colori e forme originali per continuare a stupire grandi e piccini, aprendo nuove finestre sul mondo che appartiene a tutti ma che spesso non si lascia cogliere.

Massimo Iaretti

 

 

LA PROGRAMMAZIONE

 

La stagione prende il via il 3 ottobre 2015 con “Open Camaleo”, una presentazione spettacolare del cartellone ad ingresso gratuito, tra comiche interferenze e schegge sonore, insieme al grande percussionista Gilson Silveira, che per l’occasione festeggia dieci anni di attività accompagnato dal suo gruppo Comunicato Samba, ad Antonio Villella che presenta un’anteprima di “The ClownLoveShow” in programma il 13 dicembre, al mimo-clown Vito Garofalo, al cabarettista Massimo Valz Brenta e ad alcuni allievi del progetto “Teatro Senza Confini”, cioè i ragazzi diversamente abili dell’omonimo laboratorio e i ragazzi migranti del laboratorio Black Fabula di Almese che creeranno interferenze tra improvvisazione e schegge poetiche di repertorio, creando un imprevedibile e magico teatro all’improvviso in cui musica e parole si inseguiranno per raccontare Camaleontika…

Il 31 ottobre va in scena “Perché ti sei dimenticato di me?”, spettacolo di cabaret con Alberto Farina, graffiante e stralunato cabarettista, tra i pilastri del programma televisivo Colorado, insieme a Massimo Valz Brenta, attore e cabarettista valsusino.

Il 7 novembre è in programma la compagnia Doppeltraum Teatro in “Umane Risorse”, commedia ironica e amara sul mondo dei giovani e della ricerca di lavoro il cui testo è stato selezionato tra i finalisti del concorso letterario “Inedito 2015 – Premio Colline di Torino” ricevendo la menzione speciale nella categoria Teatro, ed il 21 novembre la compagnia Tardito/Rendina in “Gonzago’s Rose”, spettacolo di teatro e danza contemporanea che porta in scena la comicità all’interno di un amore oramai logoro.

Il 5 dicembre, il LabPerm di Domenico Gastaldo presenta “Donne che cucinano la vita”,  spettacolo liberamente tratto dai racconti del “Concorso Letterario Lingua Madre” che, senza negare gli aspetti drammatici dell’immigrazione, presenta gli aspetti più emotivi, teneri e anche divertenti delle storie di donne migranti.  Il 13 dicembre il cartellone propone Antonio Villella in “The ClownLoveShow”, spettacolo in cui Il tema dell’amore, affrontato da diversi punti di vista, è un pretesto per raccontare il clown.

A gennaio la rassegna propone 3 appuntamenti, iniziando il 9 gennaio con “Dovecielo Toccamare”, spettacolo della compagnia Fabula Rasa, ideato da Beppe Gromi, sul tema della migrazione con musica dal vivo e con in scena alcuni gruppi del progetto “Teatro Senza Confini”, specificatamente i ragazzi migranti dei laboratori Black Fabula di Almese e PakLab di Giaveno, in un palcoscenico che diventa piazza e incrocio di mondi, commistione di suoni e parole che si trasformano per portarci altrove, in un modo senza confini…

Il 23 gennaio arriva il Teatro Dell’Archivolto con “Mistero Buffo” in cui Ugo Dighero porta in scena due grandi monologhi di Dario Fo – Il primo miracolo di Gesù bambino e La parpàja topola – con ritmo incalzante e interpretazione simultanea di tanti personaggi, dando vita ad una galoppata teatrale che lascia senza fiato.

Il 31 gennaio alle ore 17 è in programma “Di che famiglia sei?” di e con Silvia Elena Montagnini, primo spettacolo della stagione per bambini e famiglie dedicato al tema delle “nuove famiglie” con la storia di Martina, figlia di due donne, e di Piero, figlio unico di una coppia eterosessuale, che rompono il muro eretto tra di loro mettendo in atto una piccola rivoluzione.

Il 6 febbraio alle ore 21, con replica il 7 febbraio alle ore 17:00, è in programma “Sandokan o la fine dell’avventura” dei Sacchi di Sabbia/compagnia Sandro Lombardi, spettacolo che ha vinto il Premio Speciale UBU 2008 e che traspone le avventure dell’eroe salgariano in un contesto quotidiano e domestico. Il 27 febbraio va invece in scena Ture Magro in “Padroni delle nostre vite”, spettacolo pluripremiato (Miglior Spettacolo al Festival Inventaria 2013 Teatro Dell’Orologio Roma; Premio Del Pubblico al Roma Fringe Festival 2013; Selezionato al Torino Fringe Festival 2014 e Stazioni d’Emergenza Galleria Toledo Napoli 2014) che, ispirato alla storia di Pino e Marisa Masciari, racconta la lotta di un uomo per l’affermazione dei propri diritti di imprenditore, di padre e di uomo con un attore in scena e tre maxi schermi in un’interazione continua tra realtà e finzione.

 

Il 6 marzo alle ore 17 il cartellone propone il secondo spettacolo per bambini e famiglie, “Matematica senza Paura!” della compagnia Fabula Rasa, nuova produzione con in scena Anna Carla Bosco e Maurizio Bertolini che si pone l’obiettivo di far vedere ai bambini la matematica come una materia con la quale è possibile anche giocare e divertirsi. Il 12 marzo arriva Elena Guerrini in “Bella tutta. I miei grassi giorni felici”, monologo contro gli stereotipi femminili che,  tra risate e coinvolgimenti emotivi, sfata il mito che magrezza sia sempre uguale a bellezza.

Il 3 aprile si conclude la stagione di spettacoli a teatro con “A proposito di Piter Pan” della compagnia Stilema, terzo e ultimo spettacolo della stagione dedicato a bambini e famiglie che, ispirato al celebre personaggio letterario, pone l’accento sull’importanza dei bambini per il futuro del mondo e sul fatto che la loro capacità di volare e di non avere paura di cadere è l’unica cosa che può far pensare a un domani migliore.

BIGLIETTI DI INGRESSO

Lo spettacolo di apertura del 3 ottobre è a ingresso grauito.

Spettacoli del sabato sera: Intero € 8,00 e ridotto € 5,00

Ingresso ridotto per bambini sotto i 12 anni e per gli over 65

Domenica ingresso unico: € 4,00

Abbonamento sabato sera: 9 appuntamenti € 60,00 intero e € 30,00 ridotto

Abbonamento per 5 appuntamenti: € 30,00 intero e € 15,00 ridotto

INFO E PRENOTAZIONI

Fabula Rasa Ass.ne Onlus/Teatro Senza Confini

fabulamail@gmail.com – tel. 3381455986

 

Mercurino, studiosi a Gattinara

gattinara mercurino

Parteciperanno anche professori universitari degli Stati Uniti, della Spagna, della Francia e italiani

 

L’Associazione Culturale di Gattinara, nel cinquecento cinquantesimo anniversario della nascita del Cardinale Mercurino Arborio Gattinara, Gran Cancelliere di Carlo V (1465-1530), organizza a Gattinara un importante convegno di studi storici.  Il Convegno, che si tiene a Gattinara sabato 3 e domenica 4 ottobre 2015, è incentrato sulla figura di Mercurino e sulla famiglia Arborio Gattinara, con la trattazione delle più recenti scoperte e con i contributi di importanti relatori e studiosi; parteciperanno anche professori universitari degli Stati Uniti, della Spagna, della Francia e Italiani. Si articolerà nel pomeriggio del sabato e nella intera giornata di domenica cui saranno invitate le istituzioni, i discendenti della famiglia, le Associazioni culturali e storiche del Vercellese e del Piemonte, il Sovrano Militare Ordine di Malta (per i quali Mercurino intercesse presso Carlo V per avere, nel 1530, l’isola di Malta), giornali, televisioni e le Università del Piemonte.


L’Associazione intende altresì realizzare un volume relativo agli Atti del Convegno, per una più ampia conoscenza di quanto emergerà dal Convegno stesso, anche in memoria del Convegno che si è tenuto nel 1980 (35 anni fa), e che ha prodotto diverse pubblicazioni sul più illustre concittadino gattinarese. Verranno organizzate mostre, annullo filatelico, pubblicazioni ed un video didattico sulla vita di Mercurino oltre alla pubblicazione del Bollettino n. 33, interamente dedicato al Gran Cancelliere. E’ stato istituito un Comitato Organizzatore, alla cui Presidenza è stato chiamato Maurizio Cassetti, già Dirigente Archivista di Stato, che terrà le conclusioni del convegno

 

Massimo Iaretti

 

 

Nuovi medici in arrivo all'ospedale di Susa

Adjusting Google Glass

Si registrano alcune recentissime assunzioni, frutto degli impegni a suo tempo sottoscritti con i sindaci della Valle

 

L’assessore regionale Antonino Saitta, recentemente, è stato al centro di diverse polemiche per la proposta di risistemazione del sistema sanitario. Contestazioni sono arrivate soprattutto dal territorio, Casale Monferrato e Vercelli sono alcune. Nella Citta Metropolitana, forse, le cose vanno diversamente. A Susa, infatti, si registrano alcune recentissime assunzioni, frutto degli impegni a suo tempo sottoscritti con i sindaci della Valle. Dal 1 ottobre ha preso servizio un nuovo medico al pronto soccorso di Susa, con una lunga esperienza nella medicina d’urgenza. Sempre a Susa è stato assegnato un altro chirurgo per rafforzare il pool dedicato all’area dell’emergenza di una struttura, che, con la stagione turistica invernale, tornerà ad essere frequentata non solo dalla popolazione locale. Ma le novità non sembrano essere finite. L’assessore spiega che “A novembre arriverà, sempre all’ospedale di Susa, uno specialista in ortopedia e traumatologia per dare supporto al pronto soccorso, aumentando così l’orario di accesso diretto al traumatologo e riducendo i tempi di attesa: Inoltre sono in arrivo pure un ortopedico ed un urologo all’ospedale di Pinerolo.

Massimo Iaretti

 

Nonviolenza e persecuzione religiosa, il papa fa riflettere

leo laus 

L’iniziativa è stata promossa dal Comitato per i Diritti Umani e dal movimento NOI SIAMO CON VOI, sorto in occasione della manifestazione del 10 giugno in solidarietà con le vittime della persecuzione religiosa

 

Ieri, 2 ottobre,anniversario della nascita di Gandhi e giornata mondiale della nonviolenza, si è svolto Torino, nella Sala “300”del Centro Incontri della Regione Piemonte di corso Stati Uniti 23, il Convegno “Philosophia pacis” , incentrato sull’Enciclica Laudato si’ di Papa Francesco. L’iniziativa è stata promossa dal Comitato per i Diritti Umani e dal movimento NOI SIAMO CON VOI, sorto in occasione della manifestazione del 10 giugno in solidarietà con le vittime della persecuzione religiosa in atto nel mondo. L’Enciclica rappresenta una grande sintesi , nella quale i problemi e i compiti dell’umanità odierna sono ridefiniti in un orizzonte  profondamente cristiano, ma al tempo stesso tale che ogni cultura e tradizione può ritrovarvisi. E infatti, come dice lo stesso Pontefice ,“ Anche se questa Enciclica si apre a un dialogo con TUTTI, per cercare insieme cammini di liberazione, voglio mostrare fin dall’inizio come le convinzioni di fede offrano ai cristiani, e anche ad altri credenti , motivazioni alte per prendersi cura  della natura e dei fratelli e delle sorelle più fragili”. Nella lettura a più voci dell’Enciclica hanno trovato spazio gli interventi di Giuseppe Riconda, Professore Emerito  di Filosofia Teoretica dell’Università di Torino, di Don Ermis Segatti, docente della Facoltà Teologica di Torino,di Paolo Ribet, pastore della Chiesa Valdese, di Agostino Re Rebaudengo, Presidente nazionale di Assorinnovabili, di Massimo Introvigne, direttore CESNUR e componente del Comitato Regionale per i Diritti Umani, di Gabriele Iunco, studioso di cultura islamica dell’Università Cattolica di Milano, di Giuseppe Iso Forzano, monaco buddhista e di Guido Giordano, Dipartimento Scienze Geologiche dell’Università di Roma tre e membro dell’Istituto buddhista italiano Soka Gakkai.

 

A portare il saluto delle istituzioni Mauro Laus, Presidente del Consiglio Regionale e del Comitato dei Diritti Umani, che ha sottolineato l’importanza dei temi trattati dall’Enciclica sia quelli inerenti ai diritti umani sia quelli ambientali,contenendo a un tempo l’allarme per lo sfruttamento delle risorse e anche un monito lucido e severo contro i poteri forti. “ Il Comitato Regionale è particolarmente vicino al tema della dignità del lavoro, del rispetto e della centralità della persona.” A  introdurre il Convegno, Giampiero Leo, Vicepresidente del Comitato e coordinatore di NOI SIAMO CON VOI: “L’obiettivo del Comitato è quello di favorire il dialogo fra persone di diverse fedi. A questo proposito risulta efficace la definizione del poliedro, data da Papa Francesco,figura in cui ognuno conserva la sua particolarità, non si omogeinizza, ma si arricchisce.Per il Prof. Riconda l’Enciclica “coglie la novità del nostro tempo e mette in evidenza che la crisi che viviamo è una crisi religiosa, le cui radici sono etiche e spirituali.Nell’Enciclica Papa Francesco apre comunque alla speranza nelle capacità dell’uomo a costruire, a custodire l’universo,mettendolo di fronte alle sue responsabilità. Emerge una visione antropologica realistica , ma che vede una soluzione”. Moderatore era Claudio Torrero, a nome di Interdipendence e di Religions for Peace. Prima dell’apertura del Convegno, alle ore 17, si è svolta l’inaugurazione della mostra”I cristiani. La minoranza più perseguitata del mondo” a cura del CESNUR. La mostra sarà poi visitabile dal 5 al 9 ottobre presso la Biblioteca della Regione Piemonte in via Confienza 14.
                                                                            

Mauro Reverberi 
 

La storia di Aldo Puttin è il calvario di un uomo innocente

tosettoSTORIE DI CITTA’ / di Patrizio Tosetto

 

“Ero in isolamento. Vi assicuro, è stata molto dura. Straordinaria mia moglie Antonina. Sempre presente mi ha dato le forze che venivano a volte meno. Ora sono contento di non aver ceduto allo sconforto”. Nel raccontare m’assale lo sconforto. Tutto è tristemente caotico. Questa giustizia è proprio da riformare

 

Nella storia le date sono importanti. E il tempo fondamentale nel definire e giudicare la storia. Una Storia con la esseputtin maiuscola, almeno per noi che di questa storia siamo stati spettatori partigiani. Convinti che le cose non andassero per il verso giusto.  Aldo è ironico. Ironico soprattutto con se stesso. Quasi non avesse patito, sopportato, quasi fosse stato tutto “normale”. Architetto, Aldo Puttin dal 1979 lavora per i consorzi di cooperative aderenti alla Lega Coop. Rispondendo ad un annuncio sul giornale, si è presentato, come suo costume, senza rete. Solo dopo hanno scoperto al CCCPL di Reggio Emilia, che era segretario di una sezione del Pci. A metà degli anni 90 diventa responsabile del Piemonte del Consorzio di Ravenna. “Tenerlo fermo” è pressoché impossibile. Schizza da tutte le parti della regione con capatine in Lombardia e Liguria. Metà del fatturato del consorzio lo si deve a lui. Comincia ad infastidire, questo suo iper attivismo. Veniamo ai fatti salienti. 

 

Nel 2001 i carabinieri gli perquisiscono casa ed ufficio.Stefano Bernardi Presidente di un Consorzio di cooperative sociali denuncia una “cupola” che si spartisce i lavori del verde nel comune di Torino. Ma le indagini non approdano a nulla ed il Bernardi successivamente fallisce con l’azienda. Nel luglio 2002 viene arrestato. Viene scarcerato a novembre con altri 20 giorni di arresti domiciliari . Diversi capi d’imputazione, tra i più gravi turbativa d’asta ed associazione a delinquere. 23 marzo, inaspettata svolta. I pm chiedono l’archiviazione di Aldo Puttin. Il Gip un po’ imbarazzato convoca le parti.  Poi, un  reato meno grave: associazione esterna. Nel maggio 2006 inizia il processo di primo grado, con 42 imputati. In 109 hanno patteggiato. 28 Aprile 2008,  la sentenza. 32 imputati condannati. Aldo Puttin a 2 anni e 5 mesi. 12 Aprile 2010, dopo 6 mesi  la sentenza di Appello. Assolto dall’accusa di associazione esterna. Turbativa d’asta prescritta. L’architetto Aldo Puttin è innocente e la sua fedina penale rimane immacolata. Per dovere di cronaca alcuni processi civili per risarcimento danni (che non lo riguardano) sono ancora in essere. E il tribunale ha respinto la richiesta del Comune di Torino perché doveva essere dettagliata per singoli appalti, Nel raccontare m’assale lo sconforto.

 

Tutto è tristemente caotico. Questa giustizia è proprio da riformare. Alla fine comunque, tutto bene? Non mi pare! Ad Aldo faccio una sola domanda: come hai vissuto i mesi di carcere? “Ovviamente male. Ma mi sono organizzato studiando. Studiando gli atti ed il codice penale. Non avevo alternativa, i magistrati volevano farmi dire cose che semplicemente non erano vere. Ho persino dovuto e voluto ricusare l’avvocato iniziale. Mi chiedeva di collaborare confessando qualcosa che non avevo commesso. Ero in isolamento. Vi assicuro, è stata molto dura. Straordinaria mia moglie Antonina. Sempre presente mi ha dato le forze che venivano a volte meno. Ora sono contento di non aver ceduto allo sconforto”. E grazie anche da parte mia, Antonina. Aldo è un vero  amico.

Autobus con 30 passeggeri a bordo prende fuoco

BUS

Il conducente ha fatto subito evacuare il mezzo: nessun ferito

 

A Nichelino un bus della linea 35 è andato a fuoco, oggi pomeriggio. Il conducente ha fatto subito evacuare il mezzo che aveva a bordo una trentina di persone. Nesuno ha riportato ferite. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e la polizia municipale per deviare il traffico nella zona. Le cause sono da accertare ma comunque di natura accidentale.

 

(Foto: archivio)