Carissimo vicesindaco di Torino Montanari, lei mi ha deluso, mi sento offeso . Parcheggiare anche per solo un minuto nello stallo per disabili, con l’autista pagato dai contribuenti, è un gravissimo errore, un’ offesa a tutti cittadini. Ma, peggio ancora, al fatto sono seguite le sue giustificazioni con la raccomandazione di non farne una tragedia ! No, carissimo Montanari: noi ne facciamo una tragedia aggravata dal suo successivo atteggiamento. Chissà cosa ne direbbero i suoi studenti, quando interrogati da lei non sanno rispondere alle sue domande . Come amministratore e professore deve essere di esempio In questo caso si è trattato di un cattivissimo esempio . Sarebbe bastato un “scusate abbiamo sbagliato”. Ma chiaramente non è nel suo stile . Inoltre stupisce l’assordante silenzio imbarazzato della nostra sindaca Come se il tutto non la riguardasse . Mi dispiace, cara Sindaca, ma la cosa la riguarda . Lei almeno è stata eletta, ma la nomina del vicesindaco è sua . Una volta si diceva politicamente responsabile . Aspettiamo speranzosi le sue scuse . Questione politica , questione di stile , questione etica .
Un cittadino.
Patrizio Tosetto

scintilla d’infinito che è dentro ognuno di noi. Cosa che, a onor del vero, si potrebbe dire anche per altre arti come la pittura, la fotografia, la prosa. Chi può negare che anch’esse siano capaci di evocare forti emozioni? Del resto lo fa stessa Graziella ,attraverso i suoi quadri. Ma la differenza sta proprio nella possibilità, leggendo una poesia, di vedere oltre e “dentro”, fino al cuore di chi scrive e scrivendo, comunica con gli altri. La poesia è un modo di “sentire” la realtà che ci circonda, di viverla e di esprimerla. Cercando di cogliere il bello e lo stupore delle cose semplici. O, a volte, la consolazione dalla realtà più triste; oppure lo sdegno che si prova nel vedere i fatti della vita, le sofferenze che questa provoca, l’ingiustizia e il dolore che porta con se. Segno evidente di una coscienza sensibile. Un vecchio proverbio cinese ci ricorda come “l’’uomo che non conosce la tristezza non ha mai pensieri profondi”. In questa ottava silloge di Graziella Minotti Beretta si trovano molte di queste sensazioni. Una poesia forte, e al tempo stesso, tenera; capace di emozionare, obbligare a riflettere, consentire di sognare; una poesia semplicemente fatta di parole, suoni, immagini e ritmi molto belli. Un’emozione, un ricordo, un semplice particolare fanno scattare la molla dell’ispirazione, la voglia di creare e comunicare le proprie idee, anche quando la parola assume un significato triste e drammatico. Spesso, di fronte ad una poesia, chi come me che di poesie non ne ha mai scritte si trova senza difese, completamente disarmato. “Da terra a terra, da sponda a sponda. Un solo popolo che annaspa verso una libertà sfuggente”, ci fa vivere – attraverso “Naufraghi” – la realtà delle migrazioni in un paese (il nostro) che forse si è scordato che, tra la fine dell’800 e l’inizio del 900, milioni di italiani lasciarono i loro luoghi d’origine per raggiungere paesi lontani dove trovare speranze di una vita migliore che la patria aveva loro negato. In altre poesie c’è la natura, straordinaria nell’incedere delle stagioni, la forza degli affetti, il legame del sangue e un profondo amore per la vita. C’è una bellezza nel linguaggio poetico di Graziella, nei versi con cui si esprime, di cui quasi s’avvertono “a pelle” l’eleganza e la profondità. “Non cercate di prendere i poeti perché vi scapperanno tra le dita”, avvertiva Alda Merini. E aggiungeva che “i poeti lavorano di notte quando il tempo non urge su di loro, quando tace il rumore della folla e termina il linciaggio delle ore. I poeti lavorano nel buio come falchi notturni od usignoli dal dolcissimo canto e temono di offendere Iddio. Ma i poeti, nel loro silenzio fanno ben più rumore di una dorata cupola di stelle”. Io credo che sia proprio così, e le poesie di Graziella fanno lo stesso effetto. In fondo anche lei canta il dolore degli esclusi, dando voce agli ultimi.
cult per il mondo dell’alta pasticceria. Un grande panettone in formato extra-large, 10 kg di bontà assoluta: è questa la sorpresa che Nicola Fiasconaro ha in serbo per sabato pomeriggio e che propone in degustazione ai visitatori del suo stand. Un’occasione unica per assaporare fino in fondo il frutto della maestria di uno dei più grandi pasticceri italiani che, insieme ai fratelli Fausto e Martino, ha saputo trasformare l’azienda di famiglia da piccola realtà locale a indiscusso punto di riferimento internazionale. Tutto ciò mantenendo una spiccata connotazione di artigianalità e uno stretto rapporto con il proprio territorio.
Si è concluso con 38 condanne il maxi processo d’appello ai militanti No Tav in relazione agli scontri in Valle di Susa dell’estate del 2011,
Ezio Locatelli segretario provinciale Prc di Torino ha rilasciato la seguente dichiarazione:
Dottor Albertino, come è nata in voi la passione che ha portato allo sviluppo della vostra importante collezione di sculture africane?
antenati, carichi di potenza soprannaturale, strumenti di culto, simulacri del divino in grado di proteggere chi li possiede da influssi maligni, in grado di assicurare l’ordine sociale e la giustizia. Addentrandoci con gli anni nella ricerca, abbiamo sempre cercato di approfondire la storia dell’oggetto, sia per quanto riguarda il suo significato rituale che il suo percorso. In Africa non esiste l’arte per l’arte, la pura componente estetica, vi è una stretta, forte connessione tra forma, funzione pragmatica degli oggetti, uso rituale, politico e sociale, è ben viva quella componente magico-religiosa dentro la quale l’artista è il semplice esecutore votato all’anonimato e non certo il creatore da ricordare e celebrare.
fatica di vivere.

Ci sono Fisica e Statistica ma anche Italiano, Matematica, Informatica, Chimica, Scienze naturali, Lingue e civiltà classiche e Astronomia tra le materie nelle quali eccellono “I Fuoriclasse della Scuola”,
ospitato dal Museo del Risparmio di Torino – unico nel suo genere, per sviluppare competenze di cittadinanza economica, grazie a una nuova forma di collaborazione virtuosa tra istituzioni pubbliche e soggetti privati. In questo ambito, i 45 Fuoriclasse potranno incontrare imprenditori affermati, conoscere le istituzioni finanziarie internazionali, approfondire percorsi tematici sull’imprenditorialità e frequentare laboratori di team building e formazione manageriale.
solo importante ma una vera e propria emergenza – dichiara Andrea Beltratti – Presidente della Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio – In Italia, secondo i dati Ocse, il tasso di abbandono scolastico nella scuola superiore (17 %) è secondo solo a quello della Spagna, gli adulti laureati sono meno del 20% della popolazione e le competenze per trovare un lavoro dei nostri ragazzi risultano nettamente inadeguate rispetto a quelle dei ragazzi residenti in economie più dinamiche. L’obiettivo di tutti i progetti didattici della Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio è di far riflettere sul valore dell’impegno e dell’istruzione, che non consiste nel ripetere a memoria pagine di definizioni ma nell’acquisire le competenze che servono a migliorare il mondo, per sé e per gli altri. Anche “I Fuoriclasse della Scuola” risponde a questa logica, mettendo assieme le forze del settore pubblico e del settore privato: il primo può ampliare la sua gamma di intervento con uno strumento nuovo e complementare rispetto ad altri, mentre il settore privato con interessi filantropici ha un modo di donare direttamente ai giovani e beneficiare della relazione che stabilirà con coloro che con ogni probabilità saranno i leader di domani”. 
“Dopo cinque anni, la sanità piemontese esce dal piano di rientro, senza alcun inasprimento fiscale. Ciò consente ora alla Regione di agire in autonomia e di guardare avanti nella gestione della sanità regionale”.
anni. Soddisfatto l’assessore regionale alla Sanità, Antonio Saitta: “E’ un passo molto importante che mette la sanità regionale nelle condizioni di navigare a regime e di riprendere le assunzioni”.
scorsa legislatura con la Giunta di centrodestra e che già nel 2013 aveva permesso di raggiungere sostanzialmente il pareggio dei bilancio sanitario. Giusto ricordarlo e altrettanto giusto che il centrosinistra ce lo riconosca “.Conclude Pichetto: “Proprio per questo, troviamo fuori luogo il tentativo maldestro dell’assessore Saitta di vantare meriti personali spacciando il nostro piano di risanamento come una mera operazione di tagli mentre quello da lui adottato come un atto indolore per i piemontesi. Basterebbe osservare il numero di comitati spontanei nati, le raccolte firme, le proteste dei sindaci anche di centrosinistra per comprendere l’imbarazzante bluff dell’assessore. A dimostrazione che noi abbiamo lasciato una sanità di ottima qualità suggeriamo all’assessore di riguardarsi la classifica Agenas degli anni 2013/2014 e 2015. Forse un ripasso a volte servirebbe per evitare certi scivoloni a fini elettorali”.