“Vienna trasfigurata” al Conservatorio di Torino conclude la stagione della De Sono

 

I cinquanta anni del metodo Suzuki

Lunedì 18 maggio si terrà al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino un concerto dal titolo “Vienna Trasfigurata”, alle 20.30, con  cui la stagione De Sono si conclude celebrando i cinquanta anni del metodo Suzuki in Italia.
Sul palco saliranno gli ex allievi e borsisti della De Sono  che suoneranno pagine di Brahms  e di Schönberg.
Il concerto riunisce un sestetto d’archi formato da Cecilia Ziano e Cosetta Ponti ( violini) , Lara Arbesano  e Raffaele Totaro alle viole, Luca Magariello  e Eduardo dell’Oglio ai violoncelli.
Cinque dei sei musicisti condividono un percorso comune; formatisi fin dall’infanzia presso l’Accademia Suzuki sono stati successivamente borsisti De Sono, affermandosi oggi come professionisti attivi a  livello nazionale e internazionale.
Il programma mette a confronto due capolavori che raccontano la trasformazione del linguaggio musicale viennese.

Il Quintetto op. 11 di Johannes Brahms nasce nell’estate del 1890 su invito del celebre violinista e amico del compositore Joseph Joachim  e rappresenta un esempio maturo della musica da camera brahmsiana, che si distingue per la densità della scrittura, per la vitalità ritmica e per la raffinata interazione tra i cinque archi.

A questo brano si affianca “Verklärte Nacht”, ovvero “Notte trasfigurata” di Arnold Schönberg, prima grande composizione strumentale  dell’autore, scritta all’età di ventiquattro anni e ispirata al poema di Richard Dehmel. L’opera, pur radicata nel tardo Romanticismo, pone le basi per il suo superamento, spingendo l’armonia verso territori nuovi e trasformando il racconto in un flusso sonoro continuo e carico di tensione espressiva.
La serata si inserisce  nel calendario degli oltre quaranta concerti ed iniziative in programma nel corso del 2026 per celebrare il cinquantesimo anniversario del metodo Suzuki in Italia, diffusosi proprio a partire da Torino grazie all’iniziativa di Leo e Antonio Mosca, fondatori dell’Accademia Suzuki Talent Center.
Il lavoro pedagogico dell’Accademia si basa sul pensiero del giapponese Shinichi  Suzuki  (1898-1998) convinto che il talento in ciascun individuo  non sia qualcosa che la natura regali al momento della nascita, ma debba essere coltivato e formato attraverso gli stimoli che provengono dall’ambiente e dall’esercizio. Il metodo di apprendimento utilizzato è quello della lingua madre , come il bambino attraverso l’imitazione impara a parlare ascoltando e ripetendo continuamente le parole dette infinite volte dai genitori, così impara a suonare ascoltando e ripetendo un frammento musicale, un ritmo, una melodia.

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria su Eventbrite

Mara Martellotta

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