La merenda è un pasto leggero e veloce, uno spuntino che molto spesso si fa al volo in pochi minuti magari in piedi tra una attività e l’altra, o se siamo più fortunati seduti in posizione di relax.
Questa parentesi, questo tempo rubato ai nostri impegni è un momento importante, essenziale, che ci riporta fantasticamente alla nostra infanzia, che ci dedichiamo con gioia, una pausa di pura meditazione.
A Torino la merenda è puro godimento, tradizione, imbarazzo della scelta.
Nella storia e soprattutto nella vita di Corte la merenda era un passatempo salottiero, una liturgia raffinata e golosa dove la tazza di cioccolata calda accompagnata da biscotti meravigliosi di ogni tipo, savoiardi, amaretti, baci di dama, era una cerimonia preziosa e insostituibile. Torino, la “capitale del gusto” ci regala momenti indimenticabili con il Bicerin, a base di caffè, le Bignole, i
Krumiri, il Cri Cri, i Gianduiotti, delicati e famosissimi.
Esiste un vero e proprio tour della Merenda Reale del 1700 e 1800 organizzato in posti rinomati come il Caffè Madama, il Caffè Reale, il Castello di Rivoli o Pepino ( www.turismotorino.org) , ma a Torino esistono molti altri bar e pasticcerie dove si può gustare una squisita merenda, posti meravigliosi con generosissime esposizioni di dolci, profumi che rapiscono, atmosfera calda e rilassante. La maggior parte di questi posti propongono prodotti fatti in casa e si trovano per tutta la città, la Ricreazione a Via XX Settembre, il Bardotto a Via Mazzini, Platti a Corso Vittorio Emanuele, Gerla al quartiere Crocetta.
L’ideale è portarsi un libro o fare quattro chiacchiere con gli amici, fermarsi, indugiare per far durare il più a lungo possibile questo intermezzo, magari con un sottofondo di musica jazz o classica, godendosi gli scorci di questa splendida città e sublimando un momento di piacere unico.
Non è vero, come diceva Nanni Moretti in Palombella Rossa, che “le merendine di quando ero piccolo non torneranno mai più”, ce ne aspettano molte e deliziose.
Maria La Barbera
La lettura invade l’Aeroporto di Torino e supera un altro confine: quello delle distanze, portando i libri in giro per il mondo. Grazie alla nuova postazione di BookCrossing presso l’Area Partenze, a partire dal 23 maggio, tutti i passeggeri possono godere del piacere della lettura in attesa del proprio volo scegliendo tra gli oltre 100 titoli messi a disposizione dalla Libreria Luxemburg
progettato per il BookCrossing, si arricchisce così di un’offerta culturale che completa l’esperienza aeroportuale dei passeggeri. Questo nuovo progetto si aggiunge all’impegno che per il secondo anno vede Torino Airport presente al Salone del Libro per incontrare lettori e passeggeri presso lo spazio Babel – l’area internazionale del Padiglione 3 dedicata agli autori stranieri – per far conoscere il ricco network di destinazioni e tutte le nuove rotte di recente o imminente inaugurazione, come Copenaghen, Siviglia, Malaga, Lisbona, Pantelleria e Trapani. Partecipando anche quest’anno al Salone del Libro, Torino Airport conferma ancora una volta la propria presenza a fianco delle maggiori istituzioni e realtà culturali del territorio e vuole dare un ulteriore contributo con il BookCrossing: la manifestazione idealmente non si chiude, ma prosegue in Aeroporto con i libri sempre in viaggio.
Gian Piero Leo, già assessore regionale alla Cultura e attuale vicepresidente del Comitato Diritti umani del Piemonte è stato insignito a Roma del premio “VIS IURIDICA”
personalità tra le quali, esponenti di primo piano della magistratura e dell’avvocatura. Fra questi il dott. Antonello Racanelli segretario nazionale Magistratura indipendente, il dr. Giacomo Ebner vice procuratore Roma, la dott.ssa Fiammetta Palmieri, membro del C.S.M., il dr. Salvatore Cosentino vice procuratore di Locri, il dr. Corrado Cantoni vice presidente del A.N.M. l’avv. Mauro Vaglio presidente ordine avvocati di Roma, insieme a diversi altri presidenti dell’ordine degli avvocati di varie province italiane, il sostituto procuratore Luigia Spinelli membro della commssione per la lotta alla criminalità istituita da Nicola Gratteri, diversi professori costituzionalisti fra i quali il prof. Giovanni D’Alessandro, l’avv. Adele Zannoni Messina, prima avvocata donna della Sacra Rota insieme a molti altri avvocati illustri, Mons. Luigi Casolini di Sersale presidente associazione Cavalieri di S. Silvestro, insieme ad altre autorità ecclesiastiche ecc.


I Con
L’assessora regionale alla Cooperazione internazionale ne è convinta e, al seminario “Lavorare nella cooperazione”, svoltosi di recente a Torino, ha voluto ricordare
della Regioni ne può giocare uno centrale costituendo l’anello di congiunzione con le realtà territoriali, istituzionali e della società civile, e lavorando alla cooperazione decentrata, che nella nuova legge nazionale viene chiamata partneriato territoriale”.

l Tar non ha toccato Enrica Pagella
social ,in particolare su Twitter, fa pensare a vere e proprie pietre scagliate attraverso la rete. L’obbligo della sintesi trasforma il pensiero in azione,riducendo al minimo il pensiero che si snatura in slogan. Viene a mancare il confronto delle idee e la politica si manifesta in modo primordiale ed insieme modernissimo. Io avevo sempre pensato che la tolleranza, senza se e senza ma, per tutte le idee dovesse sempre essere la stella polare di un laico. Solo di fronte alle azioni, in particolare a certe azioni, non ci poteva essere tolleranza. Idee e azioni avevano due diversi metri valutativi. Facevo un’eccezione per l’infame manifesto degli oltre 800 intellettuali che armarono la mano agli assassini del commissario Calabresi. La giovane docente mi ha ricordato che già durante la Grande Guerra molti intellettuali si lanciarono nell’uso di un linguaggio violento in cui la parola diventava un proiettile da scagliare contro il nemico. E mi ha anche fatto rilevare che il mio discorso finiva di privare la parola di parte del suo effettivo valore. Lo stringato e pacato manifesto degli intellettuali antifascisti di Croce del 1925 non fu solo un documento scritto, ma animò l’impegno di molti. Osservazione ineccepibile. In effetti oggi il cinguettio di Twitter è solo apparentemente un cinguettio. Spesso diventa un urlo feroce, un incitamento all’odio e alla violenza.
Il nuovo coraggioso libro di Oliva
Gianni Oberto e il comune amore per Gozzano
cattolico liberale, molto amico di Vado Fusi che me lo fece conoscere poco tempo prima di morire. Lo ricordo come un uomo molto cortese, riservato, direi “vecchio Piemonte “. Amava il suo Canavese profondamente, Ivrea faceva parte del suo DNA. Ricordo un altro incontro con lui insieme a Silvio Geuna che era stato rinchiuso nel carcere eporediese dopo la condanna all’ergastolo nel processo dell’aprile 1944 nel quale venne condannato a morte il generale Perotti. Più che di politica o di Resistenza, parlammo di Guido Gozzano e del “Meleto” di Agliè. Mi citò qualche verso a memoria. Io gli risposi con altri versi. Il nostro rapporto nacque nel nome di Gozzano. Raro, quasi eccezionale esempio di politico, specie democristiano. Per altri versi, già nel 1967 il Presidente della Repubblica Saragat ho la aveva insignito della medaglia d’oro dei benemeriti della scuola,della cultura e dell’arte.
LETTERE –
Marchionne che si presenta al Quirinale con il solito maglioncino, è fuori posto come lo è Massimiliano Fuksas – progettista del grattacielo della Regione Piemonte- con la maglietta nera in ogni occasione. Ci sono anche politici in maniche di camicia. Diede il cattivo esempio Craxi quando al Palacongressi di Bari parlò, dopo essersi tolto la giacca per il caldo soffocante. Io mi sentirei di chiedere almeno a chi rappresenta le Istituzioni di sottoporsi al sacrificio di indossare giacca e cravatta. Enzo Ghigo, presidente della Regione per un decennio, era sempre inappuntabile come Aldo Viglione .Il via la cravatta e dentro i jeans, come è stato scritto, è un modo errato di voler assomigliare ai cittadini. I cittadini pretendono ben altro da chi eleggono .Se fossero bravi e onesti amministratori, il loro abbigliamento potrebbe passare in secondo piano ma ,quando un Sindaco o un Assessore indossano la fascia tricolore, devono avere l’abbigliamento adatto. Senza eccezioni.