redazione il torinese

Odissea sul treno Lecce-Torino

Il Codacons ipotizza una richiesta di risarcimento danni “per inadempimento gravissimo e valuteremo anche un esposto in Procura per l’assoluta mancanza di assistenza agli utenti”. Lo annuncia attraverso l’Ansa l’avvocata torinese Tiziana Sorriento, vicepresidente del Codacons Nazionale, una dei passeggeri di  ieri sul treno Eurostar Lecce-Torino. Il convoglio era atteso nel capoluogo piemontese alle 21:40, ma si è bloccato a San Benedetto del Tronto forse per un guasto al locomotore ed è giunto Torino Porta Nuova alle 3.30 del mattino. Dice l’avvocato “anziani, donne, bambini sono stati abbandonati a sé stessi e molti erano in preda al panico. I bagni erano chiusi, nessuno ci ha dato dell’acqua o qualcosa da mangiare”.

Piano Nazionale di Integrazione: che fa il Piemonte?

Il Governo Gentiloni presenta il Piano Nazionale di Integrazione per i titolari di protezione internazionale: in programma assistenza sanitaria, educativa e sociale gratuita per i clandestini e aumento dei luoghi di culto. Molinari: “Dopo il rifiuto categorico di Lombardia, Liguria e Veneto, ci lascia sgomenti il silenzio della Regione Piemonte” Curare gratis gli immigrati clandestini: c’è chi si oppone e chi, invece, non tenta nemmeno di obiettare ad una proposta che, di fatto, obbligherebbe le Regioni a farsi carico delle spese sanitarie dei richiedenti asilo. Il Piano Nazionale di Integrazione per i titolari di protezione internazionale, presentato dal ministero dell’Interno alle Regioni, ha suscitato infatti le perplessità e lo sdegno degli assessori regionali con delega all’Immigrazione di Liguria, Lombardia e Veneto, ma ha mostrato un Sergio Chiamparino, presidente della Regione Piemonte, vergognosamente silenzioso. All’ordine del giorno, non pochi cambiamenti, che partirebbero dalla scelta del linguaggio da usare (bandita la parola “clandestino”), passando per la nascita di nuovi luoghi di culto, in particolar modo moschee, per arrivare alla scelta di addossare agli enti locali il compito di garantire agli immigrati assistenza sanitaria, educativa e sociale. Più che un piano di accoglienza ed integrazione, però, una simile proposta ha i contorni di una resa nei confronti dell’invasione che l’Italia sta, ormai da troppo tempo, subendo. “Desta non poche preoccupazioni il silenzio della Regione Piemonte– commenta Riccardo Molinari, segretario nazionale Lega Nord Piemont – che non ha mosso obiezioni ad un piano insensato che non solo non tiene conto delle difficoltà e dei disagi che quotidianamente gli italiani affrontano, ma assume addirittura grotteschi tratti di razzismo al contrario. Mentre Liguria, Lombardia e Veneto si oppongono a questa insensata pretesa – prosegue – non è arrivata nessuna obiezione da parte di chi si dovrebbe occupare della Regione Piemonte e, ovvio, ma a quanto pare non così ovvio, dei suoi abitanti. La speranza, ora, è che anche il Piemonte si renda conto della follia proposta dal Governo, e opponga una seria resistenza ad un sistema che danneggia tutta la società, lucrando sulle spalle della povera gente ed esacerbando un quadro sociale già insostenibile”

Zia investe con l’auto nipote di 15 mesi. E’ grave

Un bambino di 15 mesi è stato investito accidentalmente dall’auto della zia. La donna, 30 anni, stava facendo manovra in cortile, a San Damiano d’Asti. Il bimbo è stato trasferito con l’elisoccorso all’ospedale infantile di Alessandria ed è in condizioni gravi. Intervenuti anche i carabinieri della stazione locale.

Rinnovato il consiglio direttivo Cdvm

CLUB DIRIGENTI VENDITE E MARKETING DELL’ UNIONE INDUSTRIALE TORINO

Il CDVM, Club dei Dirigenti Vendite e Marketing nato sotto l’egida dell’Unione Industriale, ha rinnovato le cariche sociali per il biennio 2017 2019. Il CDVM, Club Dirigenti Vendite e Marketing, è uno dei Club storici dell’Unione Industriale. Fondato più di 60 anni fa, raggruppa i professionisti dei vari settori merceologici delle vendite e marketing. Accanto alle attività istituzionali che mirano a:

– Contribuire a promuovere la cultura in campo nazionale e internazionale delle tecniche di vendita, marketing e distribuzione

– Sviluppare la conoscenza, lo scambio d’informazioni, le collaborazioni e le esperienze tra gli associati

– Rappresentare una piattaforma privilegiata per la formazione e lo sviluppo delle competenze professionali dei propri associati

– Cooperare con associazioni affini, italiane ed estere ed eventualmente partecipare ad esse, nonché favorire lo sviluppo associativo internazionale

– Favorire la formazione dei giovani attraverso iniziative specifiche (corsi di formazione, stages, tutoraggio).

negli ultimi anni il Club ha rafforzato l’azione di network sia a livello nazionale che internazionale, grazie alle partnership messe in atto con organismi corrispondenti sia in Italia che all’estero.

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Il neo Consiglio Direttivo risulta  così composto:

ANTONIOLI Giovanni

BERLINCIONI Alessandro

BOCCHI Gianfranco Tesoriere

CARPINETTI Alberto

CIULLA Maurizio

DE CAROLIS Antonio PRESIDENTE

GENNARO Enrico

LOMBARDO Gianfranco

MASSELLI Marco

NASCARELLA Salvatore

PSACHAROPULO Luca

RICCA Marisa

SCUERO Marco

SLATAPER Barbara

VASSALLO Bartolomeo Vice Presidente

Revisori dei Conti:

LAURIA Alessandra

ROSSOTTO Maria Grazie

TAURINO Leonardo

 

Per il biennio 2017/2019 è stato rieletto Presidente Antonio De Carolis.

Ha sviluppato il proprio percorso professionale all’interno di organizzazioni aziendali leader nel settore dei servizi assicurativi, della moda e della comunicazione pubblicitaria. Ha ricoperto vari ruoli manageriali nell’area Marketing e Vendite con particolare riferimento a Selezione, Formazione, Gestione e Supporto di strutture commerciali articolate.

Ha collaborato alla costituzione di una Business School svolgendo attività di docenza, progettando percorsi formativi mirati alle reti di vendita e organizzando un Master per neo-laureati da avviare alla professione di manager commerciali.

Collabora con il Dipartimento di Management dell’Università degli Studi di Torino al Master in Marketing, Sales & Digital Communication con docenze in “Organizzazione e Gestione delle strutture commerciali e Comunicazione”.

Collabora con la Scuola di Studi Superiori Ferdinando Rossi dell’Università degli Studi di Torino al Corso Investire, con docenze su “Prodotti Assicurativi e Previdenziali”.

Giornalista, Pubblicista, è autore di articoli sul marketing relazionale e sui processi di comunicazione nella negoziazione. Dal 2016 cura la rubrica Marketing People per il quotidiano web Il Torinese.

Dal 1990 è membro del CDVM Club Dirigenti Vendite e Marketing presso lUnione Industriali di Torino, dove nel 1996 è entrato a far parte del Consiglio Direttivo, di cui è Presidente dal 2011.

Fa parte del Consiglio Direttivo di ADMC Confindustria Cuneo.

La scelta di rieleggere De Carolis nasce dalla volontà del Consiglio Direttivo di dare continuità alle significative attività portate avanti e sviluppate nel passato mandato, che tanto successo ed interesse hanno suscitato tra i soci e gli altri operatori del settore.

 

Con il dissidente Franzoni scompare un profeta del nostro tempo

di Pier Franco Quaglieni

E’ morto all’età di 88 anni Giovanni Franzoni , la figura più significativa del “dissenso cattolico”, molto più importante, ad esempio, di don Milani di cui ricorre, celebratissimo, il cinquantenario della morte che ha portato papa Francesco a Barbiana, dove Milani esercitava il suo ministero e conduceva la sua scuola

Anche Torino è città che avuto i suoi dissidenti con la creazione di comunità di Base come quella del Vandalino che ancora oggi ha un suo giornale “Il foglio”; Pinerolo è ancora oggi caratterizzata dalla figura,  in certo modo carismatica, di Franco Barbero ex prete sposato che continua a celebrare matrimoni tra omosessuali. Si dovrebbe anche parlare di molti “preti operai” che a forza di sentirsi operai, in alcuni casi, dimenticarono di essere soprattutto preti. La personalità per anni emergente a Torino è stata quella del cardinale Michele Pellegrino, più familiarmente, come lui desiderava, padre Pellegrino: non giunse mai a farsi chiamare padre Michele perché i tempi forse non erano ancora maturi. Era stato un insigne cattedratico dell’Università di Torino, scelto come nuovo vescovo di Torino da Paolo VI ,che aveva un debole per gli intellettuali. Il cardinale Pellegrino protesse le comunità di base e ,come risaputo, intrattenne un dialogo con il futuro sindaco comunista di Torino all’insegna di una costante apertura della Chiesa a sinistra. Ci furono momenti -per fortuna abbastanza brevi -in cui non si capiva più quale fosse la differenza tra Chiesa ufficiale e dissidenti.
Tutto era nato nel clima del ’68,quello che Bersani auspica che torni(sul tema è il caso di tornarvi),del rifiuto di ogni principio di autorità, di una lettura senza guida delle scritture a cui venivano attribuiti significati lontani da quelli tradizionali tramandati dalla gerarchia. Significati che non è inappropriato definire sovversivi ,quasi Gesù fosse stato un profeta dell’anticapitalismo. Uno dei pochi preti coraggiosi fu don Alberto Prunas Tola, che, pur aperto al dialogo con i dissidenti, seppe affermare il necessario primato del Papa come guida ,specie in momenti tanto burrascosi per la navicella di Pietro.

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Nel rapporto con il cardinale torinese che gli fu molto amico, è collocabile anche l’abate dei benedettini di San Paolo fuori le mura a Roma, dom Franzoni (dom, abbreviativo di dominus) titolo spettante agli abati che, nel caso di San Paolo, non erano sottoposti ai vescovi, ma direttamente al Papa. Il cardinale non ufficialmente, ma privatamente, sostenne Franzoni e gli fu vicino anche dopo la sospensione a divinis e la sua riduzione allo stato laicale. Franzoni fu in prima fila nella battaglia per il divorzio ,dopo essersi correttamente dimesso da abate. L’ho conosciuto nel 1974 durante la battaglia per il referendum a sostegno del divorzio. Ebbe il coraggio di affermare chiaro e netto che il matrimonio indissolubile era un sacramento che non poteva essere imposto ai non credenti o ai diversamente credenti attraverso una legge dello Stato. Fu la punta di diamante dei Cattolici per il no che ebbero in Ettore Passerin d ‘Entrèves uno dei più illustri sostenitori. Il divorzio vinse anche per merito di questi cattolici laici. Erano cattolici laici, ma certo molto lontani dal liberalismo che, anzi, vedevano come il fumo negli occhi. In poche battute con lui fu subito chiaro il suo pensiero. A Torino ,stranamente, è stato dimenticato. Ricordo una cena frugale con lui e Pannella. Parlammo di tutto ,di laicità , laicismo, liberalismo, comunismo. Incredibilmente parlammo persino di un intellettuale, Giovanni Papini, convertito tardivamente al cattolicesimo. Era un uomo aperto agli altri, tollerante, pur intransigente nelle sue scelte che gli causarono la riduzione allo stato laicale. Franzoni che fondò anche lui una comunità di base ,rimase coerente con le sue idee, preferendo il silenzio mediatico. Non si lasciò più sfruttare dalla propaganda. Una scelta che gli fa molto onore. Passò decine d’anni di sofferenza e di isolamento.Ma non rinunciò mai a sentirsi figlio della Chiesa, anche perché non venne scomunicato. Era molto stimato come teologo da Paolo VI e parteciperò come abate di San Paolo alle due ultime sedute del Concilio Vaticano II.

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Lui pensava che il Concilio avrebbe dovuto modificare radicalmente la Chiesa nei suoi rapporti con il Terzo Mondo e con il potere economico. Il Concilio certamente fu per la Chiesa una svolta importante, ma questa svolta non poteva avvenire nei tempi e nei modi voluti da Franzoni. Era tempo di preti guerriglieri che nel Sud America avevano imbracciato il mitra,seguendo l’esempio di Che Guevara. Nel 1975 si espresse a favore del Pci di Berlinguer e poi ancora a favore dell’aborto ,sia pure con qualche riserva,limitandosi a dire che se l’aborto veniva praticato, andava anche regolamentato per legge. Sul tema dell’aborto io avevo una diversa sensibilità , nutrivo dei dubbi che espresse anche Norberto Bobbio. Per i laici torinesi e non solo, Bobbio era un’autorità e i suoi dubbi furono anche quelli miei e di alcuni miei amici. Non mi sentii di impegnarmi come per il divorzio, pur rivendicando la laicità dello Stato come valore e metodo liberale. L’idea che non fu solo di Franzoni ma di tanti cattolici ed anche preti, di trovare nel marxismo la soluzione dei problemi si rivelò assai poco lungimirante. Franzoni non poteva non vedere cosa fosse il comunismo reale, non poteva non capire che l’invasione di Praga nel 1969 da parte dei carri armati sovietici aveva svelato anche ai ciechi la verità .Soprattutto non poteva non vedere che il problema della miseria il comunismo sovietico e neppure quello cinese erano riusciti a risolverlo in modo accettabile. I diritti umani venivano confiscati ai sudditi dell’impero sovietico che era anche un impero guerrafondaio ed imperialista. Sul dissidente Sakharov, almeno da quello che mi risulta, non scrisse parole di solidarietà. Egli ha avuto la possibilità di constatare la morte del comunismo e di sopravvivergli molti anni. Non ho più avuto rapporti con lui, ma credo che qualche dubbio gli sia venuto.

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L’editore liberale Rubbettino (e in questo davvero significativo) pubblicò due libri suoi molto interessanti che bisogna leggere per capire il travaglio interiore sincero dell’ex abate che continuò la vita austera del monaco, anche dopo i provvedimenti della Chiesa nei suoi confronti che lo fecero molto soffrire. L’editore liberale ,ripresentando i suoi libri dopo la sua morte, parla di “una delle voci profetiche più audaci e forti del cristianesimo contemporaneo”. Secondo la sua comunità di base che è ancora funzionante, si trattava di “un maestro, un padre, un cristiano coraggioso, un annunciatore intenso ed appassionato del Regno di Dio, un profeta del nostro tempo”. I due libri “Autobiografia di un cattolico marginale” e “Diavolo e misericordia” meritano di essere letti. Resta un dubbio: come mai un uomo di quell’intelligenza e di quella cultura non abbia visto i limiti disumanizzanti del comunismo,la violenza che governava i paesi dell’Est, l’incapacità di far migliorare economicamente i sudditi dell’impero russo. Solo il comunismo cinese, con l’adozione di un capitalismo selvaggio, paradossalmente ha migliorato la situazione, pur imponendo ritmi di lavoro massacranti. Sono domande da porre, pur nel totale rispetto di un uomo che è stato coraggioso e coerente sostenitore delle sue idee e che quindi merita il massimo rispetto, forse persino una certa ammirazione.

Tornano le “alghe” verdi nelle acque del Po. Ma non tutte le piante sono invasive

Come un ricorrente incubo estivo torna nel Po di Torino la pianta invasiva Myriophillum acquaticum, che già lo scorso anno  aveva  ricoperto con il suo manto verde quasi tutta la superficie del fiume nel centro di Torino. La notizia giunge dopo un sopralluogo dei tecnici esperti di Arpa Piemonte. La pianta esotica, originaria del Sud America, è nuovamente presente sulla sponda sinistra, nel tratto tra il ponte Umberto I e l’ex imbarco Gtt ai Murazzi. Arpa precisa che non tutte le piante che si vedono emergere dal fiume sono invasive. Le cosiddette “alghe” sono in realtà  macrofite acquatiche, tipiche piante dei  fiumi di pianura, la cui presenza e diversità è segno di ritrovata qualità delle acque, ospitando vita animale. Vedremo se anche questa volta gli assessori della Giunta comunale saliranno sulle barche per strappare manualmente le alghe verdi.

 

(Foto: il Torinese. Immagini relative alla scorsa estate)

Il Museo del Cinema a Palazzo Reale

Anche quest’anno il Museo Nazionale del Cinema di Torino è partner della rassegna organizzata da Distretto Cinema e partecipa direttamente alla presentazioni di due serate evento:

Giovedì 27 luglio, proiezione della versione restaurata di L’UOMO DAI 5 PALLONI di Marco Ferreri, vincitore del Leone d’Oro come miglior restauro alla Mostra del Cinema di Venezia del 2016. Il restauro è stato realizzato dal Museo e dalla Cineteca di Bologna grazie al contributo di Massimo Sordella che presenterà il film insieme a Claudia Gianetto, responsabile della Cineteca del Museo.

Venerdì 4 agosto, sonorizzazione dal vivo di LA CADUTA DELLA CASA USHER Jean Epstein ad opera dei Massimo Volume. Il film sarà presentato da Stefano Boni, responsabile Programmazione del Cinema Massimo.

Bonucci va al Milan

Il trasferimento di Leonardo Bonucci al Milan è ormai cosa fatta: l’intesa con il club rossonero è raggiunta e il giocatore juventino potrebbe avere già firmato un contratto fino al 2022 a 6,5 milioni per ogni stagione. 40 milioni vanno alla società bianconera Il difensore è stato sottoposto ai test atletici a Milanello e nelle prossime ore sono previste le visite mediche. Tra qualche giorno Bonucci dovrebbe partire per la Cina, dove si trovano  Vincenzo Montella e i nuovi compagni di squadra impegnati nella tournée estiva.

“Ciao medichessa bionda”. Centinaia di persone ai funerali della ragazza investita dal furgone

Tanti familiari e tantissimi  e amici erano oggi raccolti  nella parrocchia di Santa Maria della Scala a Moncalieri, per i funerali di Elisa Ferrero, la 27enne uccisa domenica scorsa, investita sulla statale di 24 A Condove da un furgone, mentre era a bordo della moto guidata dal fidanzato, Matteo Penna (rimasto anch’egli gravemente ferito). In carcere alle Vallette per aver causato  l’incidente il 51enne Maurizio De Giulio  accusato di omicidio volontario per avere inseguito e travolto la moto dopo una lite avvenuta pochi metri prima, parrebbe per una banale precedenza negata. “Elisa,  sei speciale – così l’Ansa riporta le parole pronunciate in chiesa dai genitori – Hai lasciato un messaggio che deve essere colto da tutti noi: vivere con gioia e intensamente tutte le emozioni. Il tempo attenuerà il dolore, il vuoto piano piano si colmerà, se riusciremo a comprendere e a mettere in pratica il tuo messaggio. Ciao medichessa bionda”. Nell’omelia il parroco don Paolo Comba si è rivolto all’investitore: “Preghiamo perché attraverso una giusta pena espiatoria si renda conto  del terribile male che ha commesso, fino ad arrivare a chiedere perdono a Dio e alle famiglie che ha ferito”.

Caso G7, se a Venaria i 5stelle locali scimmiottano quelli di Torino

STORIE DI CITTA’ di Patrizio Tosetto
Zio Chiampa salva per l’ennesima volta la sua amica Sindachessa”. Non c’e’ altra alternativa : si faccia il G7 a Venaria. D’accordo, meglio qualcosa che niente. Soprattutto sembra che lo spettro di Milano si allontani. Che poi il Chiampa nazionale faccia sicuramente il suo dovere sponsorizzando Venaria c(he, forse non si e’ capito, ma  e’ nella nostra regione e appartiene persino alla nostra provincia di Torino) non vi è dubbio.  Magnifica la reggia sabauda, meravigliosa “copia” di Versailles, di cui fu invero modello ispiratore, quando la nostra città  era capitale europea e i Savoia a corte parlavano francese. Torino caput mundi.
E senza togliere nulla a Venaria ed ai suoi cittadini continuiamo nel voler dire che Venaria è di Torino e non Torino di Venaria. Siamo campanilisti, legati alla storia che ci ricorda che nel cuore della città si e’ insediato il parlamento subalpino, il primo parlamento Italiano e Cavour mangiava una squisita  finanziera al ristorante Del Cambio. E poco più in la’ Carpano inventava  il Punt e Mes. Chissà  se gli amministratori grillini torinesi conoscono la storia o forse la devono ancora imparare. E  allora il vertice si faccia a Venaria, con una sola  preoccupazione: l’amministrazione comunale della città della reggia ha voce in capitolo? Speriamo di no! Sono pentastellati e non è per essere prevenuti,  ma come i grillini torinesi hanno scimmiottato i romani non vorremmo che quelli di Venaria scimmiottassero quelli di Torino.