Un appuntamento turistico – culturale a Mergozzo è quanto di meglio si possa offrire al turista, qualunque sia la sua provenienza, dalle vicinanze e non.
Il Lago di Mergozzo può essere considerato, a ragione, una delle attrattive più pittoresche d’Italia e forse d’Europa, oltre che splendida meta per un turismo di tipo balneare. Lo scorso giovedì 17 agosto, si è tenuto uno di questi incontri, nell’ambito della mostra diffusa “Percorsi trasversali”, dedicata al tema “L’eterno e l’effimero: la pietra e il legno”. Il percorso, si è snodato per le piccole vie del caratteristico paesino ossolano (in realtà sul confine tra Ossola e Verbano). Nel titolo si sottolinea la marcata differenza tra la pietra (marmo, granito, beola o serizzo) che dura milioni e milioni di anni, e il legno che anche in
antichità era molto usato per farne opere d’arte ma che, purtroppo, per sua natura, deperisce facilmente con gli anni. Nell’ introduzione al percorso, iniziato nel Museo Archeologico di Mergozzo, Tiziana Scaciga , ideatrice e coordinatrice di recycled stones , ha descritto la natura del progetto che reinterpreta gli scarti di lavorazione delle pietre (recuperati nelle cave del VCO), in oggetti d’arte e design – risorse della valenza etica ed estetica. A Torino la collezione di recycled stones si può trovare al bookshop Corraini Lingotto presso la Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli. Lo “scarto”, ad esempio, è quello che può derivare dalla lavorazione del marmo di Candoglia per costruire le guglie
del Duomo di Milano, che vanno abbastanza frequentemente sostituite perché deteriorate dal tempo; possono essere piccoli oggetti come quelli creati e poi qui descritti dall’artista Marisa Cortese. L’esperta geologa Elena Poletti ha poi guidato il gruppo di visitatori all’interno del paese, descrivendo via via ( e via per via…) gli stand già preparati all’aperto, dove le opere sono sempre visibili. L’itinerario si è concluso di nuovo al Museo con un brindisi offerto dal Gruppo Archeologico Mergozzo.
Elio Motella
Nelle foto: 1) L’introduzione di Tiziana Scaciga – 2) Elena Poletti descrive le guglie dismesse del Duomo – 3) Collezione Ghigos per recycled stones
Si sono verificati momenti di tensione al presidio dei lavoratori della Comital di Volpiano, l’azienda di laminati d’alluminio per le industrie farmaceutica e alimentare
E’ molto ampia la schiera dei comuni della Città Metropolitana di Torino che prendono parte all’edizione 2017 del concorso
“Il Movimento Animalista esprime dolore e totale vicinanza a tutta la popolazione dell’isola di Ischia colpita dal terremoto. Purtroppo la piaga dell’abusivismo edilizio aggrava gli effetti dei moti tellurici e rende ancora più alto il prezzo da pagare per gli errori del passato”. Lo ha detto Rinaldo Sidoli, del Movimento animalista.
E’ tipico di questi ultimi tempi trovare nella libertà di espressione la contraddizione stessa di negare con la propria l’altrui libertà. Il nuovo mondo ormai ben configurato dei social è un nuovo potere anche all’interno dello sport
commissari tecnici e allenatori mancati solo per “sfortuna”, di critici sportivi che non possono professare solo perché sventurati e poi, tutti, chi più chi meno, da giovani ha fatto sport ad alto livello, … anche se nessuno se ne ricorda più. Il fornire quindi una notizia su giornali e siti telematici che consentano a tutti di esprimere la propria opinione è una fortuna per tutti questi novelli Manzoni della penna sportiva, che pur sapendone poco o addirittura niente, sono in grado di pontificare su tutto!
Infatti, la libertà di espressione ha un solo verso per gli opinionisti di bassa lega del Web: la loro. Contraddirli è quasi un reato, dire che sbagliano è un’offesa, causare loro qualche dubbio crea disagio e quindi la loro opinione è da rispettare e venerare, mentre la risposta d’altri è un insulto alla loro libertà di espressione. Lo sport è anche in balia di questo nuovo potere: dei commentatori social che urlano di più scrivendo migliaia di “post” forse sperando da parte loro di essere assunti un giorno come critici ufficiali… . E intanto lo sport, quello vero, fatto da imprenditori che comunque la si voglia vedere, legalmente o oltre i limiti, si impegnano a tempo pieno in quello che fanno rischiando a tutti gli effetti la loro tranquillità nella vita, oppure realizzato dagli atleti che non possono più pensare di vivere la loro quotidianità senza ingerenze, è sottoposto a super vigilanza da “grande fratello” proprio da coloro che se glielo chiedeste, direbbero che la loro privacy è prima di
tutto!


illazioni e “sentito dire” , come al solito. La parte colpita e’ soprattutto Casamicciola per le case obsolete,accatastate,costruite con il fai da te. Abusivismo edilizio in attesa eterna di condono, materia su cui i politici, da Bassolino a De Luca , hanno incominciato a litigare. De Luca appare migliore di quello che il suo massacro mediatico ci ha consentito di cogliere : non è solo il personaggetto creato da Crozza. Tuttavia nell’isola la situazione è rientrata e c’è soprattutto sciacallaggio mediatico. E’ grave che ci sia perché i giornali dovrebbero avere più senso di responsabilità specie nei momenti difficili. Il terremoto a Casamicciola non è nuovo. Nel 1883 travolse l’intera famiglia di Benedetto Croce in vacanza sull’isola .Il filosofo lo descrisse in una sua celebre pagina travisata di recente da un autore che vuole vedere solo camorra dappertutto. Croce senti’ il rimorso di essersi salvato. Fu una grande tragedia della sua vita. Adesso noi sentiamo i politici litigarsi sull’abusivismo edilizio per combattere il quale Bassolino non ha fatto nulla di concreto in dieci anni per superarlo, anche se e ‘ vero che e’ stato forse condizionato dai sei comuni dell’isola e dagli interessi contrastanti. Una perla come Ischia meta di tanto turismo internazionale,nota per le sue terme, merita amministratori migliori,ma i giornali devono darsi una regolata e non possono pensare di produrre panna montata giornalistica anche su una tragedia meno grave di quanto si potesse pensare,ma pur sempre drammatica L’abusivismo e’ fenomeno grave del Mezzogiorno,ma costruire in zone sismiche e’ folle soprattutto per chi lo fa, magari con lo scopo di abitarci. La scarsa qualità dei materiali usati e’ cosa comune anche ad altre realtà italiane. Se guardassimo all’infame cementificazione della Liguria ci accorgeremmo che forse ci sono gli stessi problemi. L’avidità degli impresari ha rovinato paesi e città della Liguria, complici i sindaci e gli amministratori.La scarsa qualità dei materiali tocca anche il nostro Piemonte,anche se nessuno ne parla e ne scrive. Riflettiamo su Ischia senza scandalizzarci,ma traendo insegnamento da ciò che è accaduto.















…di nuovi potenziali votanti “jusolini” cattocom
dimesso (per non aver saputo resistere al rassegnare dimissioni impostegli) lasciando spazio a Bergoglio saranno di lungo periodo epperò, probabilmente, accelereranno “provvidenzialmente” la fine della credulità popolare nella Chiesa cattolica.
Dal Ministero delle Infrastrutture è stato promesso di valutare con la massima attenzione le proposte e le criticità segnalate dalla Città di Torino.