redazione il torinese

Minaccia di diffondere foto di lei nuda

Un operaio 42enne di Ciriè avrebbe tentato di ricattare  una donna di qualche anno più giovane. Si era fatto inviare alcuni scatti con lei nuda da un’amica. Le avrebbe chiesto di avere rapporti sessuali altrimenti avrebbe diffuso le foto osé. Ma la donna si è rivolta ai Carabinieri che lo hanno denunciato per estorsione.

Controlli antiterrorismo sul bus scoprono 450mila euro di droga

I controlli antiterrorismo sono stati intensificati sui bus in arrivo e in partenza dai terminal corso Vittorio Emanuele. Sono così stati scoperti e arrestati dagli agenti della Squadra Mobile due uomini di 23 e 27 anni, di origini maliane e regolari sul territorio nazionale,  per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio. Con sé avevano 141 ovuli di cocaina, per un valore di circa 450mila euro, in una valigetta caricata su un autobus proveniente dalla Francia, con tratta Lione-Chambery-Torino.

Guerra al terrore. Rinunciare a un po’ di libertà per ottenere una maggiore sicurezza

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

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Il grave attentato di Barcellona ha ridestato, dopo un po’ di tregua, nuovo allarme verso il terrorismo. Lo sappiamo da tempo che il terrorismo è e sarà un elemento molto difficile da combattere e da estirpare. Se si legge il bel libro di Maurizio Molinari sulla Jiahad, ci si rende conto della gravità della situazione in cui siamo immersi fino al collo.

Anche lo stesso Papa Francesco, molto prudente sul tema, ha manifestato parole di condanna più severe rispetto al passato per la strage spagnola. Quando in Francia venne ammazzato in chiesa un anziano prete cattolico, sembrò quasi che quel fatto non avesse toccato il Pontefice. Abbiamo sentito ripetere anche questa volta che è impossibile la sicurezza assoluta. Se ciò è sicuramente vero, andrebbe tuttavia perseguito con fermezza almeno l’obiettivo di una sicurezza relativa.

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Il Gen. Mario Mori, autorità nel campo della lotta al terrorismo, agli inizi di agosto ,mi disse che i nostri apparati di sicurezza sono molto validi, ma non possono agire in modo ottimale. Mi fece un paragone che appare quasi incredibile. E’ se come avessimo una Ferrari con la frizione che slitta.
Cosa è che impedisce alla Ferrari di correre spedita ? Sicuramente un certo buonismo che ci è stato ripetuto in modo ossessivo per anni, un certo garantismo fuori posto, la mancanza soprattutto di una legislazione adeguata all’emergenza. Appare sempre più difficile pensare che gli strumenti della normalità possano essere adeguati nel contesto in cui viviamo. Persino per affrontare il terrorismo rosso e nero degli Anni di piombo fu necessario ricorrere a qualche provvedimento di emergenza. La Legge Reale che portò alcuni a scrivere sui muri Cossiga con la K, fu una necessità oggettiva, al di là di ciò che potesse pensarne Marco Pannella. Cossiga prese su di sè il fardello scomodo con coraggio, da vero patriota consapevole dei suoi doveri.

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Il repubblicano  Ugo La Malfa e il filocomunista Massimo Mila dopo il rapimento di Moro invocarono l’introduzione della pena di morte come proponeva Almirante. Forse in questo caso si trattava di farneticazioni senili ,ma certo i due, in precedenza, mai avrebbero condiviso con Almirante neppure un caffè.  Minniti (che viene paragonato a Ugo Pecchioli che fu il “ministro degli interni” del Pci )pare abbia  in sè il coraggio per assumere iniziative forti come richiedono i tempi calamitosi che stiamo vivendo. Ci riuscirà ?Questo è un interrogativo a cui è difficile rispondere perché il fronte della fermezza non appare così compatto come sarebbe necessario neppure sul tema del contenimento dell’immigrazione. Contro i terroristi rossi e neri  che seminavano morte, non si poteva andare troppo per il sottile, ma  il terrorismo islamico è cosa non confrontabile con quello che abbiamo vissuto negli anni 70/80 del secolo scorso. E’ mille volte più insidioso. Il terrorismo politico rispetto a quello di origine religiosa era molto più semplice da estirpare. Il fanatismo islamico ha dato una connotazione mostruosamente  inedita al terrorismo. Il principio della ragionevolezza ci impone di affrontare i pericoli a cui sono esposti i  cittadini, con strumenti idonei.

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Solo in questi giorni vengono messe delle barriere nelle principali piazze italiane. Doveva esserci la strage di Barcellona per arrivare a comprendere i pericoli che incombono.
Il terrorismo è legato a pulsioni individuali non prevedibili, ma occorrono capacità di 
prevenzione che sicuramente non abbiamo. Machiavelli parlava di buoni argini per affrontare la piena del fiume di per sé imprevedibile. Chiunque si è cimentato nel cercare di spiegare il perché l’Italia non sia stata ancora oggetto di un attentato terroristico, ha dato motivazioni diverse, tutte poco condivisibili e abbastanza superficiali. Appare difficile da sostenere che gli attentati non sono arrivati a toccare l’Italia, perché le potenzialità investigative italiane sono più efficaci rispetto a quelle di Stati Uniti, Inghilterra, Francia , Germania. E  non è possibile neppure sostenere che l’Italia si è salvata perché gode dell’esperienza accumulata negli anni di piombo perché i due terrorismi non sono lontanamente confrontabili. L’unico termine di confronto è il terrorismo palestinese ,più politico che religioso , anche se fortemente antiebraico. L’elemento più allarmante è dato dal fatto che l’Europa non sia riuscita a fare sistema  sul terreno della sicurezza. Ad ogni attentato ascoltiamo le solite, ormai ripetitive dichiarazioni, ma non ci sono iniziative volte combattere il nemico comune.

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E’ stato detto da tempo che siamo in guerra, ma ogni volta dopo un po’ di giorni ci illudiamo che sia tornata la pace e la nostra vita continua imperturbabile come prima. In questo contesto è impossibile-al di là delle discussioni in linea di principio che pure hanno una loro importanza – pensare di procedere al varo della legge sullo Ius soli, a meno che vengano varati contemporaneamente provvedimenti legislativi severi volti a combattere l’estremismo islamico. Non è possibile rendere italiani potenziali terroristi, come se niente fosse. Semmai sarebbe il caso di provvedere ,in tempi rapidi, a respingimenti che, per il troppo garantismo burocratico e non, sono stati rinviati da troppo tempo. Ci sono centinaia di migliaia di migranti- non di profughi- che vagano per il nostro Paese. Sono delle vere e proprie mine vaganti, anche al di là del pericolo terroristico. La violenza praticata contro di noi richiede l’uso della forza e non del cavillo giuridico.Benedetto Croce ci ha insegnato a distinguere la forza rispetto alla violenza. Uno Stato ha il dovere di usare la forza contro la violenza a cui vengono sottoposti i suoi cittadini. Angelo Panebianco ha posto con chiarezza il problema da affrontare: rinunciare a un po’ di libertà per ottenere una maggiore sicurezza.

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E’ una scelta dolorosa e difficile, ma ,giunti a questo punto, è una scelta non più rinviabile. 
Ancora Panebianco ha avuto il coraggio di scrivere che “spesso in Europa si commette il terribile errore di chiamare “moderati” gli estremisti che non uccidono”. E qui si aprirebbe un altro discorso che andrà anch’esso affrontato, superando gli abusati stereotipi del politicamente corretto. Il liberale Popper sosteneva che verso gli intolleranti non si deve praticare la tolleranza. Sul piano delle idee io continuo a ritenere che tutte le opinioni ,anche quelle più estreme, vadano rispettate e vada garantita la loro libera manifestazione.  Ma qui non siamo di fronte a prediche che provengono da una moschea più o meno reale o virtuale. Siamo di fronte alla violenza praticata con metodo scientifico, di fronte alla quale la parola tolleranza è priva di senso. Non si tratta più di difendere i valori dell’Europa e della sua storia, quella che Oriana Fallaci definiva apocalitticamente “Eurasia”. Si tratta di difendere molto più prosaicamente la nostra vita. Primum vivere, deinde philosofari…

quaglieni@gmail.com

Le misure di sicurezza a Torino dopo l’attacco a Barcellona e la minaccia dell’Isis all’Italia

Dopo l’attentato a Barcellona anche l’Italia rafforza l’apparato di sicurezza – invero già massiccio – per contrastare la minaccia terroristica, la minaccia firmata Isis, che  sul social Telegram indica il nostro paese  come «prossimo obiettivo» e che alza la tensione. Lo riferisce  Site, il sito statunitense che monitora l’estremismo islamico su internet. Gli apparati di sicurezza, a livello ministeriale e territoriale, sono al lavoro per rendere più sicure strade e aree nevralgiche delle città.  E’ elevata la vigilanza sui foreign fighters (125 quelli già monitorati) e sui soggetti a rischio. I provvedimenti di allontanamento per motivi di sicurezza disposti dal ministro dell’Interno, Marco Minniti, sono 70 nei primi 7 mesi e mezzo del 2017. Qui a Torino altri cinque extracomunitari sono stati espulsi dalla prefettura per «indole violenta e criminale»: tutti giovanissimi, tra 19 e 21 anni, giunti  in Italia da minorenni non accompagnati, seguiti dai servizi sociali. Poi non hanno completato gli studi e non si sono adeguati alle regole delle strutture in cui erano inseriti, facendo una vita da balordi e piccoli criminali. Futuri terroristi? La sorveglianza su Porta Nuova, Porta Susa e l’aeroporto di Caselle da parte degli alpini della brigata Taurinense prosegue, così come sono attentamente monitorati dalle forze dell’ordine luoghi come il Duomo, la Sinagoga,  piazza Castello e le vie del centro storico. Allo studio il posizionamento di barriere antisfondamento nei luoghi sensibili.

CONGRESSO DEI TESTIMONI DI GEOVA 2017

“NON TI ARRENDERE!”  DA VENERDÌ 25 A DOMENICA 27 AGOSTO A CAMERI

I Testimoni di Geova delle province di Torino, Asti e Cuneo, si stanno preparando per assistere insieme a tutti coloro che hanno accettato l’invito distribuito durante la campagna di informazione, a partecipare ai tre giorni di congresso che si terranno presso la nuova e moderna Sala delle Assemblee di Cameri nel novarese, in Strada per Novara 260 SP 4 dal 25 al 27 agosto. Per questa occasione si attendono oltre 4000 partecipanti tra Testimoni e non, che spinti da un genuino interesse, partecipare all’evento. Il tema scelto per quest’anno è: “Non ti arrendere”; durante i tre giorni di congresso, grazie a discorsi basati sulla Bibbia, interviste e filmati si analizzeranno le motivazioni per cui molti oggi sono delusi e contestualmente si esamineranno le ragioni che ci permetteranno di accettare l’invito biblico a non arrenderci. Il congresso mostrerà come possiamo essere felici ora e darà una meravigliosa speranza per il futuro. “Quotidianamente, a causa di ciò che si sente o si vede in TV e sui giornali”, riferisce Claudio Piantà, referente stampa del congresso, “sempre più persone perdono ogni speranza e non riescono a intravedere neppure a lungo termine una soluzione che dia loro pace, serenità e dignità. Odio rabbia e discriminazione, nonostante alcuni si sforzino di fare la loro parte, non accennano a diminuire; alcuni dei modelli sociali come la famiglia e la scuola sembrano non essere in grado di vincere la pesante sfida del XXI secolo. Oggi più che mai diventa fondamentale trovare la guida giusta per solcare con successo l’oceano della vita; ed è per questa ragione che i Testimoni di Geova, appassionati studiosi della Bibbia, invitano tutti ad avvicinarsi con fiducia all’Iddio che dà conforto (Romani 15:5)”.

I momenti più attesi del congresso saranno i discorsi con interviste e i numerosi contenuti multimediali, compreso il film che ci permetterà di seguire la storia di una famiglia che scopre il significato delle parole di Gesù: “Ricordate la moglie di Lot” (Luca 17:32). Il discorso pubblico della domenica mattina avrà l’incoraggiante tema: “Non perdere mai la speranza!”.

Tutti sono invitati ad assistere al congresso “Non ti arrendere”. L’ingresso è gratuito e non si fanno collette.

Bimbo del Somaliland, malato grave, sarà operato al Regina Margherita

Arriverà a Torino nei prossimi giorni il piccolo Ahmed, un bimbo di 13 anni proveniente dal Somaliland ed affetto da una grave cardiopatia congenita, costituita da una stenosi valvolare ed infundibolare polmonare. Questa è stata diagnosticata presso il MAS Teaching Hospital di Hargeisa, l’ospedale, nato grazie al contributo della Fondazione Specchio dei Tempi, che dal 2012 ha permesso di curare circa 50000 piccoli pazienti.

Ahmed sarà curato presso la Cardiologia e Cardiochirurgia Pediatrica dell’ospedale Infantile Regina Margherita della Città della Salute di Torino, grazie al contributo della Fondazione FORMA, che si occupa dell’organizzazione logistica del viaggio, e dell’Associazione Amici dei Bambini Cardiopatici, che garantisce il vitto e l’alloggio al paziente ed alla sua mamma. Le spese dell’intervento invece saranno coperte dalla Regione Piemonte, grazie ai fondi che consentono di curare pazienti provenienti da Paesi in via di sviluppo.

Il bimbo sarà ricoverato presso il nuovo reparto di Cardiologia e Cardiochirurgia Pediatrica dell’ospedale Regina Margherita per eseguire gli accertamenti necessari da parte dei cardiologi, diretti dalla dottoressa Gabriella Agnoletti, tra cui un cateterismo cardiaco. In seguito Ahmed sarà sottoposto ad intervento correttivo di valvuloplastica polmonare e resezione infundibolare a cuore aperto da parte dell’équipe cardiochirurgica diretta dal dottor Carlo Pace Napoleone.

La pressoché totale ristrutturazione del percorso del paziente affetto da cardiopatia congenita, in atto presso il Regina Margherita, resa possibile grazie al contributo della Fondazione Specchio dei Tempi e che si concluderà entro la fine dell’anno, consentirà alle Cardiologia e Cardiochirurgia Pediatrica, afferenti al Dipartimento di Pediatria e Specialità Pediatriche (diretto dalla dottoressa Franca Fagioli), di aumentare consistentemente le proprie prestazioni. Il Centro, che già rappresenta un punto di riferimento regionale e nazionale di altissimo livello, potrà così rafforzare la propria collaborazione con le Associazioni che consentono l’accesso alle cure necessarie ai piccoli pazienti portatori di cardiopatia congenita e provenienti da Paesi in via di sviluppo.

Sinodo valdese, papa Francesco: “Uniti in questo mondo di paura, violenza, indifferenza”

Sono stati consacrati al ministero, al Sinodo Valdese, cinque nuovi pastori e pastore,  presente il vescovo di Pinerolo, Derio Olivero, con il suo predecessore, Pier Giorgio Debernardi, e diversi rappresentanti di chiese evangeliche italiane e di altri paesi. “L’evangelo è Dio che afferra l’essere umano come la guardia costiera salva i naufraghi. Per l’evangelista Marco, per Gesù, per la Riforma  la salvezza non è un modo di dire ma è il fatto che eri spacciato e non lo sei più”. Così  il pastore Fulvio Ferrario nel culto solenne, a Torre Pellice in apertura del Sinodo delle chiese metodiste e valdesi. Domani la relazione della Commissione d’esame che ha valutato l’operato della Tavola valdese. Si parlerà di Cinquecentenario della Riforma, nuove famiglie, eutanasia, ecumenismo.

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IL SALUTO DI PAPA FRANCESCO

 “Lo sguardo di Gesù illumini i nostri rapporti, perché non siano solo formali e corretti, ma fraterni e vivaci. Il Buon Pastore ci vuole in cammino insieme e il suo sguardo già abbraccia tutti noi, discepoli suoi che Egli desidera vedere pienamente uniti. Camminare verso la piena unità con sguardo di speranza che riconosce la presenza di Dio più forte del male, è tanto importante. Lo è specialmente oggi, in un mondo segnato da violenza e paura, da lacerazioni e indifferenza, dove l’egoismo di affermarsi a discapito degli altri oscura la semplice bellezza di accogliersi, condividere e amare. Ma la testimonianza cristiana non può cedere alla logica del mondo: insieme aiutiamoci a scegliere e vivere la logica di Cristo”.

 

(Foto: il Torinese)

“Gio’ Pomodoro. L’opera scolpita e il suo disegno”

Una mostra piacevolmente particolare. Concepita e organizzata con saggia intelligenza. “Non un’antologica, che sarebbe stato arduo realizzare se si considera la vastità delle tematiche affrontate da mio padre, ma un percorso caratterizzato da un intenso dialogo fra sculture e disegni e oggetti di uso quotidiano”: così il figlio Bruto, appassionato “stratega” dell’evento, sintetizza i contenuti della rassegna dedicata – a quindici anni dalla scomparsa e a sei dall’ultima importante retrospettiva- al celebre padre Gio’ Pomodoro (Orciano di Pesaro, 1930 – Milano, 2002) dal subalpino Museo “Accorsi – Ometto”, in collaborazione con lo Studio Berman di Giuliana Godio, fino al prossimo 10 settembre.

Sicuramente a livello internazionale fra i più importanti scultori astratti (ma fu anche orafo, incisore e scenografo di eccezionale singolarità creativa) del secolo scorso, Gio’ (Giorgio) Pomodoro è noto soprattutto per le imponenti opere monumentali, come la “Grande Ghibellina” del ‘65 o il “Sole per Galileo Galilei” con casa a Firenze o ancora il “Luogo dei quattro punti cardinali” nel parco di Taino, così come il “Teatro del Sole” a Francoforte. Senza dimenticare il grande bronzo “Sole Aerospazio”, donato dall’Aeritalia alla città di Torino – luogo amato, con cui Pomodoro mantenne negli anni un fortissimo legame – in occasione del Ventesimo anniversario della fondazione della Società e collocato permanentemente al centro della civica piazza Adriano. Ma attenzione! L’artista era pur sempre solito avvertire che “ci sono piccole sculture di pochi centimetri che sono monumentali”. E proprio in quest’ottica, la mostra al Museo torinese di via Po traccia un percorso espositivo quanto mai esauriente circa l’alta “professionalità” del Maestro marchigiano, affiancando (eccone la piacevole particolarità) a un nutrito corpus di sculture una mirata selezione di opere pittoriche su carta. Il disegno infatti, inteso come progetto primigenio dell’opera, concepito a mano libera in piena libertà di segno o rigorosamente realizzato a tecnigrafo, secondo le leggi della Sezione Aurea, ha sempre rappresentato per lo scultore una fase ineludibile ed essenziale della propria ricerca; così compiuto e così definito – non mai solo bozzetto – da diventare molto spesso lavoro a se’ stante, dipinto che vive di vita propria, non necessariamente propedeutico all’opera scultorea. A testimoniarlo in concreto i 57 capolavori esposti, datati fra il 1954 e il 2001. Nello specifico, 23 sculture in bronzo marmo o pietra, 30 disegni (alcuni inediti) fra i quali spicca il grande “Nutritore” – acquerello raffigurante un imponente Sole pittorico di due metri per due – e 4 preziose Scatole/Scultura in oro e pietre dure, a testimonianza del lavoro di Gio’ Pomodoro nel campo delle arti applicate e dell’oreficeria: una suggestiva carrellata di opere tri e bidimensionali che rappresentano in modo esaustivo i cicli più importanti di un artista davvero “totale”. Dai Segni e Crescite ai Quadrati e Contatti , dalle Spirali e Archi fino a Marat e Hermes e agli Alberi e Derive. Ma soprattutto a Tensioni e Soli, opere cui il Maestro deve la sua fama, dopo la lunga esperienza informale: è il “ciclo della materia, del vuoto e della geometria” con “Superfici in tensione” e “Folle” dalle “aree fluttuanti in bronzo e dai grandi blocchi scolpiti nel marmo o squadrati con rigidezza nella pietra”. Qui nasce, in modo perfino ansiogeno, l’“ossessione” propria di ogni vero scultore, che è quella del “vuoto” e il conseguente esasperante “tentativo – ricordava lo stesso Pomodoro – di esprimerlo o catturarlo o definirlo”. Impresa eroica, anche per i grandi ( “il vuoto, che vuoto non è mai, prepara, accoglie e nutre ogni epifania” ) caparbiamente tallonata e sperimentata con altissimi risultati da Gio’ Pomodoro, primo italiano a ricevere nel 2002 dall’International Center di Washington (per il suo contributo esemplare alla scultura) il “Lifetime Achievement in Contemporary Sculpture Award”.

Gianni Milani

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“Gio’ Pomodoro. L’opera scolpita e il suo disegno”

Museo di Arti Decorative “Accorsi – Ometto”, via Po 55, Torino; tel. 011/837688- www.fondazioneaccorsi-ometto.it

Fino al 10 settembre. Orari: mart. – ven. 10/13 e 14/18; sab. – dom. 10/13 e 14/19

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Le immagini: 

– Gio’ Pomodoro: “Folla”, bronzo lucido, 1964

– Gio’ Pomodoro: “Studio per Folle”, acquerelle e china su carta, 1962
– Gio’ Pomodoro: “Contatti Torre I”, marmo nero del Belgio, 1970
– Gio’ Pomodoro: “Superficie e segni”, bronzo lucido, 1958
– Gio’ Pomodoro: “Scatola Sole”, oro giallo, ossidiana e diaspro all’interno
– Gio’ Pomodoro: “Nutritore”, acquerelli, ossidi e matita su carta a mano spagnola, 1998

Fermato pusher con 17 mila euro nei pantaloni

E’ stato notato perché camminava in modo goffo ed  è stato questo a tradire un giovane spacciatore di droga, arrestato dalla polizia a Madonna di Campagna. Aveva 17 mila euro nelle tasche dei pantaloni e negli slip. Il pusher è un siriano di 20 anni che, al momento del controllo ha cercato di fuggire  ma non è quasi riuscito a muoversi. In una soffitta di sua pertinenza sono state recuperati 1300 grammi di droga, cellulari, e attrezzature per lavorare le sostanze stupefacenti.

ISIS: Le crociate all’incontrario

Il terrorismo e l’inganno sono le armi non già dei forti, ma dei deboli.
(Mahatma Gandhi)
 

https://youtu.be/KDPlEP6V9XM

Francia: Cronaca di una strage.

“È stato un atto di guerra dell’Isis. Siamo stati aggrediti, ora saremo spietati su tutti i fronti”. Francois Hollande non ha dubbi nel definire quanto accaduto…Parigi si è risvegliata e ha contato i morti: almeno 129, in sei diversi attentati rivendicati dall’Isis, che ha fatto anche oltre 352 feriti, di cui 99 in condizioni disperate. È il più grave attacco mai messo in atto in Francia……

Spagna: Barcellona, furgone sulla folla nel cuore della città.

Un furgone ha travolto diverse persone sulla Rambla a Barcellona, causando morti e feriti. “Eravamo sulla Rambla de Catalunya, quando abbiamo visto partire il furgone e le persone nel panico correre in ogni direzione. Ho visto anche qualche corpo sollevarsi da terra dopo l’impatto. Sono scappato è l’ultima immagine impressa è il mezzo che si è schiantato violentemente contro un’edicola. La testimonianza di Saverio Verna in merito al furgone sulla folla a Barcellona…. fonte: https://video.repubblica.it/home

Una quartina di Nostradamus avrebbe predetto questi tragici eventi…

La grande guerra inizierà in Francia e poi tutta l’Europa sarà colpita, lunga e terribile essa sarà per tutti….poi finalmente verrà la pace ma in pochi ne potranno godere “.

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È forse iniziata la rivincita dello stato islamico sull’occidente? Oppure stiamo assistendo alle folli azioni di un gruppo di terroristi che, seppur numerosi e radicati, non hanno niente a che vedere con i paesi dell’area mussulmana nel loro insieme e con la rispettiva religione? Proviamo per un istante, a percorrere a ritroso la clessidra del tempo, sino al lontano 15 luglio 1098, quando venne espugnata Gerusalemme, e vennero ammazzati più di 60.000 persone, tra ebrei e musulmani, uomini, donne e bambini…..«Le donne, che avevano cercato scampo negli edifici alti e nei palazzi turriti, furono buttate giù a fil di spada; i bambini, anche i neonati, li tiravano a pedate dal petto delle madri, o li strappavano dalle culle, per poi sbatterli contri i muri o le soglie» Durante le crociate sino alla caduta di Akkon (1291), si stimano 20 milioni di vittime (solo nella Terrasanta e nelle regioni arabo-turche). L’Europa contemporanea ha preso una strada molto diversa rispetto al Cristianesimo, pur mantenendone taluni aspetti ma….

Non c’è alternativa allo scontro diretto?

“Se non ci si oppone, se non ci si difende, se non si combatte, la Jihad vincerà. E distruggerà il mondo che bene o male siamo riusciti a costruire, a cambiare, a migliorare, a rendere un po’ più intelligente cioè meno bigotto o addirittura non bigotto. “Oriana Fallaci

Di certo i fatti di Parigi e di Barcellona ci gettano nello sconforto e ci fanno gridare….voglia di giustizia!

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Il mondo fa paura …….ma in esso nuotano
in un immenso acquario……..betulle volpi
torrenti di fiori…….strade di campagna
e case di legno…..e ancora i concerti di Brahms
e i valzer di Chopin.

JAROSLAW IWASZKIEWICZ

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Maurizio Platone

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