Le parole di Furio di Castri, direttore e ideatore della rassegna: ” Sono state fatte delle scelte di investimento diverse e a Torino non c’erano più le condizioni per realizzare il festival”
Il Jazz Fringe Festival dice definitivamente addio a Torino. Come anticipato dalle cronache torinesi di Repubblica, gli stessi organizzatori della sezione off del Tjf – ribattezzata Narrazioni Jazz dalla nuova amministrazione comunale- hanno annunciato sulla loro pagina facebook ufficiale, il trasferimento della rassegna nella città di Firenze.
Dopo cinque edizioni consecutive in cui trombettisti, sassofonisti e contrabbassisti jazz, si sono esibiti sulle sponde del Po, la rassegna abbandona la Mole e si trasferisce sull’Arno. “E’ con un po’ di emozione – annunciano gli organizzatori – che possiamo finalmente dire che il Fringe Jazz Festival 2017 si terra. Manca pochissimo e sarà in una delle città più belle del mondo: Firenze.” Il format, a cominiciare dalla suggestiva zattera-palcoscenico che inebriava e faceva vibrare con le sue note lo specchio d’acqua davanti alla Mole, sarà lo stesso anche a Firenze. Ci saranno le “Night Towers” e molti concerti sparsi nei numerosi locali del capoluogo toscano.
Dopo la mostra di Manet, trasferita a Milano, la perdita della festa per l’anniversario della Lonley Planet, o lo spostamento del G7 a Venaria, Torino sembra perdere un altro pezzo di “vita” lasciando tutti con un po’ di amaro in bocca. A Palazzo civico preferiscono un classico “no comment” sulla questione del trasferimento del Fringe. Dall’assessorato alla cultura sembrano però giungere dichiarazioni consolanti riguardanti la seconda edizione di Narrazioni Jazz, che sembrerebbe essere ricca di novità e di innovazioni. E quest’anno, mentre Firenze saluterà l’estate appena trascorsa danzando su note di musica Jazz (il festival si terrà dal 13 al 17 settembre), i torinesi lasceranno andare un altro pezzo di cuore della loro città.
Simona Pili Stella
Domenica 3 settembre, alle 17, la Fondazione Cosso propone la passeggiata letteraria nel Parco storico del Castello di Miradolo Scelte d’amore. Nature a confronto. Passioni e tormenti di anime inquiete, a cura degli studenti della classe 4 BL del Liceo Linguistico G. F. Porporato di Pinerolo.

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
realizzare poco, e anche se fosse quello di aver vinto una gara o un torneo allenandosi da soli…senza coloro che organizzano gare e tornei anche il campione non saprebbe né dove né con chi né quando gareggiare, e quindi… .Lo sport è una comunione di intenti talvolta opposti che sinergicamente si combinano spingendo vettorialmente in una sola direzione. Quando le direzioni sono più di una l’evento si complica e di solito fallisce. Chi vuole vincere, chi vuole guadagnare, chi vuole avere visibilità, chi vuole vedere uno spettacolo, …, sono vari aspetti apparentemente slegati, ma la mente “superiore” che coordinerà qualsiasi momento sportivo dovrà tenerne conto in simultanea, affinché tutto accada nel modo giusto per tutti o, almeno, quasi tutti… .
guardiamo i giocatori impegnati in una partita di calcio o basket, quando osserviamo una gara ciclistica o di canottaggio, un gruppo di gente che nuota-pedala-corre… e tanti e tanti altri ancora, date un sorriso a loro, ci mancherebbe altro, ma rivolgete anche un pensiero a tutti coloro che, da dietro le quinte oscure e nell’ombra talvolta totale, permettono a tutti gli atleti di svolgere attività sportiva.E, a dirla tutta, questo consiglio è diretto anche a tutti gli atleti che è proprio solo grazie alle tante persone “oscure” che hanno più o meno coscientemente incrociato nella loro carriera che possono sperare di raggiungere se non proprio “fama e gloria”, almeno le proprie soddisfazioni personali e perché no, qualche volta anche economiche. L’arte di riconoscere le abilità altrui richiede uno sforzo di una qualità ormai quasi dimenticata: l’umiltà. Ma anche dove non arrivasse tale qualità, proprio dallo sport dovrebbe rinascere quella cosa chiamata “educazione sportiva” che tanto serviva e serve nella competizione quanto, come scuola di vita, servirebbe nella quotidianità di tutti i giorni.

La Reggia di Venaria aprirà la sua splendida cornice alla danza, in un connubio ideale di arte e natura, ospitando il 17 settembre prossimo, dalle ore 15, la sesta rassegna internazionale dal titolo “Natura in movimento”.
molti anni ormai residente a Tel Aviv, e che collabora con la Batshava Dance Company della città israeliana e il Cullberg Ballet di Stoccolma. Interverranno anche la Nuova Officina della Danza di Torino con gli allievi dell’International Contemporary Dance Programme diretti da Andrea Costanzo Martini e da Elle Rothschild. Il primo e l’ultimo appuntamento della giornata saranno affidati rispettivamente alle creazioni della Primavera e dell’Autunno con la compagnia Arearea, su musiche di Vivaldi, mentre la compagnia francese “Leve un peu les bras”, alle 15.45, presenterà “With”, uno spettacolo di danza e teatro burlesque basato sui temi dell’amicizia, del cameratismo e della condivisione. Seguirà poi, sulla bellissima
terrazza della Reggia, alle 16.30, l’esibizione di Andrea Costanzo Martini, dal titolo “What happened in Torino”, un lavoro concentrato sul rapporto tra il suo corpo e la sua presenza sul palco. Seguirà poi lo spettacolo dal titolo “Q2Q”, curato da Andrea Costanzo Martini e Elle Rothschild, con i danzatori della Nod International Contemporary Dance Company, una connubio tra delicatezza e forza esplosiva, fragilità e chiarezza formale. A conclusione, alle 17.30, la performance intitolata ” Autunno”, nei giardini della Reggia, dove questa stagione verrà interpretata come tempo di transizione e di passaggio tra ciò che è visibile e ciò che è invisibile.
Un detenuto delle Vallette si è ucciso questa mattina impiccandosi con un lenzuolo legato all’inferriata 
Sono in genere diretti ad altri paesi europei, ma intanto sono qui e in qualche modo vivono. Molti li vediamo piantati davanti ai negozi e supermercati a chiedere o l’elemosina o un pedaggio. In genere hanno un atteggiamento mite e discreto, ma certo un accattone davanti a ogni esercizio commerciale non è esattamente il massimo, e c’è da augurarsi che governo cittadino e nazionale (leggasi: Vigili e Polizia) facciano rispettare regolamenti e leggi.