politica- Pagina 334

Gallo e Valle (Pd): “il Piemonte non reintegri i medici no-vax”

I consiglieri regionali Gallo e Valle (Pd): “Cosa ne pensa Cirio? È pronto a intervenire per impedire questo errore palese nella nostra Regione e a mettere in sicurezza ospedali e pazienti?”

«Oggi, se le indiscrezioni verranno confermate, il governo Meloni interverrà sul bollettino covid, sulle mascherine negli ospedali e sulla riammissione dei medici novax. Un Governo che agisce con un metodo più centralista (e senza la giustificazione dell’emergenza) rispetto ai precedenti. È molto grave, infatti, che decisioni di questo genere vengano prese senza il confronto con le regioni, le titolari delle politiche sanitarie. Presidenti di Regione e assessori alla Sanità apprendono, come noi, queste scelte dai giornali, dopo essere stati in prima linea a far rispettare l’obbligo vaccinale.

È preoccupante privare dell’accesso ai dati sul contagio in modalità open data i giornalisti e la comunità scientifica, così come lo è scaricare sulle aziende sanitarie la responsabilità di imporre norme di maggiore sicurezza nei reparti più delicati, come sostiene anche Antonio Ferro, presidente della Società Italiana di Igiene.

Ma l’aspetto più inquietante è la reintegrazione in servizio dei medici novax. Non soltanto perché, come spesso capita nel nostro Paese, quelli che non rispettano le regole poi alla fine riescono sempre a cavarsela. E non solo perché esponiamo i medici novax e i loro pazienti a rischi maggiori legati al contagio. Ma, soprattutto, perché riconosciamo il diritto a fare il medico anche a chi nega evidenze provate con metodo scientifico e convalidate dalla comunità scientifica internazionale. Non possiamo prevedere l’andamento di questa pandemia o l’insorgenza di altre e più gravi epidemie in futuro, ma possiamo applicare un principio di prudenza e difendere la coerenza dello Stato e delle sue scelte nel tempo.

Noi pensiamo sia necessario mettere un punto e in questo senso è fondamentale per noi sapere come si muoverà la nostra Giunta regionale.

Cosa ne pensa la Giunta Cirio della riammissione dei medici novax? È pronto Cirio a intervenire per impedire questo errore palese nella nostra Regione e a mettere in sicurezza ospedali e pazienti?

Noi siamo pronti a sostenere ogni iniziativa della Giunta regionale in questo senso, anche di natura legislativa, con le procedure più veloci.

Non si tratta di rivendicare, rispetto a una scelta pericolosa, un principio di autonomia (che pure sarebbe ora di applicare e non solo di declamare) ma qualcosa di meno: semplicemente difendere le competenze che sono attribuite alla Regione in materia sanitaria».

Radicali Italiani, emergenza carceri

RADICALI ITALIANI: 72 SUICIDI IN CARCERE IN 10 MESI, L’ULTIMO, IL PIU’ TRAGICO, A TORINO
Boni: “Per il nostro sistema giudiziario evidentemente questa vita vale 24 euro”

Dichiarazione di Igor Boni (Presidente di Radicali Italiani):”72 non è un numero e basta, è la somma di 72 tragedie; il risultato terribile di singole vicende che dimostrano, ciascuna, quanto il sistema carcerario italiano sia non da riformare ma da trasformare. Il 2022 si avvia verso un record di morti per suicidio e non è un record di cui andare fieri. Una delle storie più tristi, una delle vicende umane che più pone il sistema giudiziario e carcerario sul banco degli imputati è quella di Tecca Gambe, 36 anni, originario del Gambia, arrestato e condotto in carcere a Torino per aver rubato cuffiette del valore di 24 euro. L’uomo ha fatto resistenza all’arrivo delle forze dell’ordine ed è scattato l’arresto e tutta la trafila. Dopo 48 ore questa persona si è tolta la vita. Una vita, una persona, che per il sistema giudiziario vale 24 euro. Lo stesso gestore del negozio a cui le cuffiette erano state sottratte e che ha chiamato la Polizia dice che se avesse avuto anche solo il sospetto di questo esito non l’avrebbe chiamata.
Da tempo immemore chiediamo, da Radicali, che il carcere non sia l’unica risposta. Questo caso esemplare ed emblematico ci sbatte in faccia la realtà. Le carceri sono discariche umane, mettiamo uomini in cella come polvere sotto il tappeto. Chi commette gravi crimini o chi ruba un paio di cuffiette e fa resistenza percorre lo stesso tragitto. Le vittime di questa violenza di stato sono spesso prive di ogni conoscenza del nostro sistema, non hanno appoggio concreto da parte di nessuno, non sanno nemmeno cosa gli stia succedendo, non conoscono i loro diritti.
È possibile aprire un dibattito laico sulla funzione del carcere? Chi con cognizione di causa e senza ideologismi è disponibile ad affermare che questo carcere svolge la funzione rieducativa e di reinserimento sociale prevista dalla nostra Costituzione? Chi?”

Torino, Forza Italia: “Più sicurezza nelle zone universitarie”

“Siamo rimasti sconcertati nell’apprendere dello stupro avvenuto all’interno della residenza universitaria Borsellino.

E’ assurdo che in un luogo dove si dovrebbe essere al sicuro possa avvenire un fatto così inquietante. Siamo vicini alla giovane ventitreenne che ha subito la violenza e alla sua famiglia. Crediamo però che non sia sufficiente la solidarietà: è necessario un deciso cambio di passo da parte dell’Amministrazione comunale affinchè fatti come questi non si possano ripetere. Dalle prime ricostruzioni risulta inaccettabile che un esterno, se verrà confermata questa ricostruzione degli inquirenti, abbia potuto entrare nel complesso e abbia avuto libero accesso, senza alcun tipo di controllo, fino a raggiungere il nono piano della stessa. E’ necessario un deciso cambio di passo al riguardo, assicurando una adeguata video-sorveglianza e pattugliamento di luoghi sensibili come quelli in prossimità di campus universitari e Accademie. E’ necessario assicurare la sicurezza sia all’esterno sia all’interno e non solo ora in quel sito dove è avvenuto lo stupro ma anche in tutti gli altri presenti in città. Torino se vuole avere una vocazione di città universitaria deve garantire la sicurezza degli studenti ospitati: si tratta di una sfida di civiltà inderogabile”. Ad affermarlo in una nota i coordinatori Provinciale e Cittadino di Forza Italia Torino Roberto Rosso e Marco Fontana, il coordinatore di FI Giovani Torino Marco Gitto e il capogruppo di Forza Italia in Regione Piemonte Paolo Ruzzola.

Le piazze di Torino che hanno cambiato la Storia

Giovedì 3.11 ore 17.30 
Avvenimenti straordinari, scelte politiche illuminate o sbagliate , movimenti sociali contribuiscono a cambiare la storia dei Paesi e dei Popoli. Ora che la guerra scatenata dalla Russia ci impedisce quasi di parlare del dopoguerra per indicare gli anni dopo il 45 cerchiamo di capire come la mobilitazione della società civile ha cambiato la Storia negli ultimi anni e perché questo è capitato a Torino. La Marcia dei 40.000 nel 1980 e la Grande Piazza della TAV del 10 novembre 2018 cambiano la storia delle relazioni sindacali la prima e la storia delle infrastrutture strategiche , bloccate dai No. Perché a Torino ? Quali risposte ha saputo dare la politica e la cultura? Ecco una serie di interrogativi cui tenterà di rispondere a 4 anni dalla manifestazione della TAV il dibattito organizzato da Mino Giachino.

Ruffino (Azione): “Sia il Governo a promuovere il 25 Aprile”

 Al presidente Ignazio La Russa, che afferma di contestare il 25 aprile come festa di parte monopolizzata dalla sinistra, mi permetto un piccolo suggerimento: per il prossimo 25 aprile sia il governo a organizzare una grande manifestazione nel Paese e a invitare tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione. Sarebbe un segnale importante sulla via di quella riconciliazione della memoria nazionale auspicata nel recente passato tanto da Luciano Violante quanto da Gianfranco Fini.

On. Daniela Ruffino (Azione)

Né i politici né gli Agnelli sono più quelli di una volta

Ora tutti diventati Draghiani. Persino Giorgia Meloni. Anzi scusate, il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Bisogna aver rispetto delle istituzioni. Giorgina è molto emozionata e molto determinata. Discorsone per l’insediamento. Ha persino detto che il fascismo le è sempre stato antipatico. Fortina, per lei, questa affermazione. Ma tutto fa buon brodo. E come si diceva una volta Parigi val bene una abiura. Chi si estende a macchia d’olio è la sinistra sbrindellata. Sta avanzando soprattutto nel Pd. Concretamente: criticano la Meloni perché è di destra. Ma va? Praticamente non accettando la cocente sconfitta se ne inventano una al giorno. Fondamentale, almeno per ora solo pretestuose polemiche.  Poi quelli pd, che sono proprio cotti.
Altri che boccheggiano nonostante i sondaggi positivi  sono i pentastellati. Ora che aboliscono il reddito di cittadinanza che facciamo? Mistero.
A Torino, in compenso un altro mito sta crollando: la Juventus. Per Lei mala tempora currunt. Tra partite perse e tutto il cda inquisito per falso in bilancio. E anche gli Agnelli non sono più quelli di una volta. Addirittura, scrivono i giornali, volevano arrestare il Presidente Andrea Agnelli. Che poi, detto tra di noi, compreso l’Avvocato non mi sono stati mai tanto simpatici. Hanno plasmato la nostra Città nel bene e nel male. Poi il bene è rimasto solo a loro ed il male è rimasto a noi Torinesi. Classico, no? Come è classico che una classe politica glielo ha permesso.
Tutto questo è Storia. E questa Storia non riesce e non può diventare una proposta.
Aumentano i non italiani nella nostra regione ma diminuiscono a Torino. Ciò al netto degli irregolari, ovviamente non censiti. Diminuiscono perché, anche per loro non è più una città attraente.
Aumentano i turisti perché, viceversa per loro Torino è una città attrattiva sul piano culturale e artistico. Anche l’industriale Lavazza si lamenta. Difficile fare gli imprenditori a Torino. Loro gli investimenti li hanno fatti. La Nuvola  in via Bologna angolo corso Palermo. Ma le cose non sono cambiate intorno. Lavazza ne ha viste di brutte. Nel 1984 partecipai ad una scuola di formazione su Strategia della comunicazione ed immagine del prodotto. Fu presentato il caso emblematico della crisi fine anni 60.
Lavazza non vendeva più. Disperato si rivolse al suo amico Testa, altra notissima eccellenza di Torino. Armando Testa era talmente un amico che rassicuro’ la Lavazza : mi paghi soli se la campagna pubblicitaria funziona. E la campagna pubblicitaria funzionò. Nacque il famoso slogan: più lo mandi giù più ti tira su. Un affabile e simpatico Nino Manfredi aiutava Lavazza.
L’idea vincente fu quella di promuovere il Marchio, ed attraverso il Marchio il prodotto caffè. Dovettero andare a chiedere il permesso a Missoni , famoso per i suoi variopinti maglioni o cardigan. Nino Manfredi aveva con Missoni un contratto in esclusiva per la pubblicità. L’accordo fu che Nino Manfredi si proponesse anche negli spot Lavazza, con i variopinti maglioni. Come mi manca quella Torino dinamica e propositiva.
Questione di spazi ed opportunità più aperti e di classi dirigenti imprenditoriali e politici decisamente più qualificati di quelli attuali.
Ed anche ciò non è una novità.
Abbiamo ancora un’unica speranza:  che un giorno tutto ciò tornerà e qualcosa di positivo cambierà nella nostra amata Torino.

PATRIZIO  TOSETTO

Ambrogio (Fdi): raccolta firme per la sicurezza

CHIESTE COMUNICAZIONI A SINDACO E ASSESSORE PENTENERO: SERVONO RISPOSTE CONCRETE.

“È stata una giornata di grande mobilitazione per Torino sud. Dopo un colloquio con il Prefetto di Torino – con il quale ho condiviso la necessità di tenere alta l’attenzione e di adottare ogni azione utile a disinnescare delinquenza e criminalità nella nostra città, in particolare nei quartieri di Nizza Millefonti, Lingotto e Mirafiori Sud – questa mattina sono state raccolte quasi 200 firme per chiedere al Sindaco Lo Russo e all’Assessore alla sicurezza Pentenero atti concreti nel contrasto alla criminalità.
La giunta si è insediata un anno fa e ancora oggi aspettiamo che vengano adottati provvedimenti concreti. Violenze, spaccio e furti flagellano la zona di Torino sud, abbandonata da un’Amministrazione forse troppo interessata a ciò che accade nel solo perimetro della ZTL.
È passato il tempo degli slogan e delle parole vuote: serve maggior presidio del territorio, polizia municipale, poliziotti di quartiere e video sicurezza.
Chiederò le comunicazioni nella prossima seduta del Consiglio Comunale a Sindaco e Assessore perché, per l’ennesima volta, voglio suonare la sveglia alla giunta Pd: i cittadini giustamente pretendono rimedi al degrado ed alla criminalità. È il momento di togliere il paraocchi e affrontare la realtà”.

Sen. Paola Ambrogio

Evasione, Grimaldi (Verdi Sinistra): Perché il MEF non pubblica l’allegato alla NADEF 2022?

È evidente che le misure suggerite non coincidono con gli indirizzi del Governo. Altro che underdog, è la solita destra italiana.

 

“Perché l’allegato alla Nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza 2022, contenente la Relazione 2022 sull’economia non osservata e l’evasione fiscale e contributiva, con il relativo Rapporto sui risultati conseguiti in materia di contrasto all’evasione, non è ancora stato pubblicato? È solo una dimenticanza, o nasconde una reticenza nei confronti di rilevazioni emerse o misure suggerite che evidentemente non coincidono con gli indirizzi del nuovo Governo in carica?” – domanda il Deputato di Alleanza Verdi Sinistra, Marco Grimaldi, che già alcune settimane fa ha rivolto una lettera al Governo e al Ministero dell’Economia e delle Finanze.

“Il fatto è decisamente inusuale, non a caso è stato segnalato da voci autorevoli di Oxfam, fonti giornalistiche e rappresentanze sindacali” – prosegue Grimaldi. – “La Relazione contiene valutazioni sull’impatto della flat tax e importanti raccomandazioni di policy. La tecnologia oggi ci consente di contrastare in molti modi l’evasione, con la tracciabilità assoluta dei pagamenti, promuovendo l’uso della moneta elettronica, con l’uso delle banche dati per incrociare i dati dei contribuenti, con il rafforzamento della fatturazione elettronica e dello split payment. Il resto dovrebbe farlo la volontà politica, negando qualsiasi spazio a condoni e ‘tregue fiscali’, incrementando le risorse a disposizione dei controlli, garantendo la certezza della pena per i reati di natura fiscale. Vediamo bene dalle prime dichiarazioni e proposte che il Governo intende andare in tutt’altra direzione. Difficile credere che le misure suggerite dalla Relazione, fondate sugli impegni assunti e gli obiettivi fissati dal PNRR, possano includere interventi come quelli cari a Giorgia Meloni e soci. Tetto del contante, condoni e flat tax. Ma quali outsider, quali underdog? Bastava vedere la composizione del Governo per capire che abbiamo a che fare con la solita destra italiana”.

Guerra e pace, intervista all’analista Paolo Magri (Ispi)

C’è spazio per la pace?

“Non è un momento in cui le ragioni della pace hanno molto spazio, credo certamente alla pace, ma fotografo con realismo una fase in cui si parla più di armi che di disarmo, si parla più di guerra che di negoziato ma non dobbiamo smettere di crederci e rimanere idealisti con i piedi per terra e realisti senza sprofondare nel cinismo”. È pessimista Paolo Magri, vicepresidente e direttore dell’Ispi, l’Istituto per gli studi di politica internazionale, analista e noto opinionista televisivo su scenari globali, politica estera americana, Medio Oriente e terrorismo. È pessimista ma lascia aperta la porta alla speranza quando si rivolge ai giovani del Sermig che l’hanno invitato a discutere sul tema “Le ragioni della pace”, una serie di incontri promossi dall’Università del Dialogo.
D Gli scenari di crisi che spaventano il mondo, in particolare la guerra in Ucraina, riecheggiano con forza proprio al Sermig, una vecchia fabbrica di armi che negli anni Ottanta migliaia di persone hanno trasformato in Arsenale della Pace, in un luogo di incontro e di dialogo
R Dobbiamo essere onesti, stiamo vivendo una stagione di grande riarmo, l’obiettivo finale è chiaro, basta vedere il riarmo della Germania e della Gran Bretagna e la stessa Italia si pone il problema di riarmare. L’Europa parla di esercito europeo, il dibattito da mesi è su questo, parliamo di rinascita della Nato e di sviluppo della difesa europea, ma tutto ciò non sarà possibile perché non abbiamo abbastanza denaro da investire nella difesa nei prossimi anni
D  E poi c’è una grave crisi economica mondiale, le prospettive non sono rosee
R Il clima è davvero cupo. I grandi economisti del mondo riuniti di recente a Washington hanno detto che l’ora più buia deve ancora arrivare nell’economia per le tensioni internazionali nel mondo e per il concatenarsi delle crisi che avvolgono il pianeta. Si fa una grande fatica in questo momento a parlare e a pensare alla pace perché siamo nel pieno della tragedia ucraina nel cuore dell’Europa senza tralasciare il fatto che ci sono tante altre guerre in corso nel mondo, con un Medio Oriente in perenne fibrillazione, dalla Siria allo Yemen e alle guerre africane
D È un momento molto complicato…
R Lo stesso Papa ha parlato più volte di guerra mondiale a pezzi con tutti in conflitti ancora in corso e oggi c’è una guerra in più in cui, da una parte, c’è una potenza nucleare che attacca un Paese indipendente e dall’altra parte ci sono la Nato e l’Europa che armano il Paese aggredito e quindi in qualche modo sono in guerra contro la Russia che ha attaccato l’Ucraina con il rischio di una guerra nucleare per cui le ragioni della pace vanno sottolineate con più forza e con un po’ di ottimismo
D Un’altra guerra, dove sono finite le Nazioni Unite?
R L’Onu, in modo clamoroso, ma non è questa la prima volta, interviene solo sulla questione del grano e dei cereali, dimostrando tutta la sua impotenza nell’imporre la pace tra i belligeranti e lasciando a uno come Erdogan, non proprio così affidabile, il ruolo di mediatore tra le parti
D Ma è giusto armare l’Ucraina?
R Una guerra di aggressione è immorale, ha detto il Segretario di Stato Vaticano Pietro Parolin, “chi è aggredito ha il dovere di organizzare la difesa anche usando le armi ma il ricorso alle armi non provochi però mali e disordini più gravi”. Secondo il cardinale Parolin quindi armare gli ucraini è giusto ma la sua è una posizione un po’ diversa da quella del Papa che non ha mai negato il diritto degli ucraini a difendersi ma ha sottolineato con forza l’importanza di arrivare a una soluzione pacifica e a tenere una posizione più equilibrata tra russi e ucraini nonostante tutto
D C’è la guerra, un giorno tornerà la pace ma resteranno le conseguenze del conflitto Ucraina
R Una Russia anche clamorosamente sconfitta potrebbe continuare a creare problemi in nord Africa e in Medio Oriente. Sperando ovviamente che una terza guerra mondiale sia da escludere malgrado i folli pensieri atomici di Putin, uno scenario probabile potrebbe essere una seconda guerra fredda con un mondo nuovamente diviso tra blocchi, da un lato le democrazie e dall’altro i sistema non democratici. Quindi un mondo più regionalizzato anche a livello economico e non globalizzato dove si fanno affari con tutti.
                                       Filippo Re

Ma sarà sempre e solo lotta antifascista?

Dunque, abbiamo il Governo.

Sì, un governo di centro destra – o destra centro che sia – perchè gli elettori hanno voluto e votato per la coalizione di centro destra. Abbiamo un Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha rivoluzionato il tradizionale clichè dei Premier italiani e non solo perchè è la prima donna nella storia repubblicana che sale a Palazzo Chigi con le sue forze e con la sua spiccata personalità ma anche per l’impronta che ha immediatamente dato alla sua strategia politica e di governo. Del resto, dopo le prime mosse ha già confermato di essere un leader politico – cosa che, del resto, sapevamo da tempo – e, forse, anche una autorevole donna di governo. Concretezza, buon senso, forte radicamento territoriale, intelligenza politica e approccio popolare sono e restano i suoi tratti distintivi che la rendono profondamente diversa dal cosiddetto “politicamente corretto” e avulsa da quei meccanismi che sono riconducibili ai burocrati della politica e ai protagonisti dell’establishment.
Ma, al di là di questo fatto estetico, ma al contempo anche politico, c’è un elemento che adesso merita di essere approfondito e che prima o poi va sciolto. Mi riferisco, nello specifico, al comportamento concreto che la sinistra italiana, nelle sue multiformi espressioni, terrà nei prossimi mesi. Non prendo in considerazione la posizione del polo populista e demagogico dei 5 stelle perchè non avendo una cultura politica di riferimento può cambiare radicalmente opinione a giorni alterni. Come è puntualmente avvenuto in questi anni. Ma, per essere ancora più preciso, penso al comportamento concreto della sinistra politica, culturale, sindacale, accademica, salottiera, alto borghese, televisiva ed editoriale che ruota storicamente attorno al Partito democratico. Un’area culturale, politica, intellettuale e sociale che, puntualmente, dopo il responso delle urne del 25 settembre ha subito gridato “all’onda nera” in arrivo che può sconvolgere definitivamente l’equilibrio democratico, liberale e costituzionale del nostro assetto pubblico ed istituzionale e via discorrendo. Elementi confermati dallo stesso segretario del Pd nel suo intervento alla Camera. Tutti conosciamo, ormai a memoria, la denuncia che la sinistra ha sferrato dopo il voto contro i vincitori. Dall’allarme democratico alla compressione dei diritti, dalla riduzione delle libertà al conflitto sociale, dal rischio fascismo alla deriva illiberale, dalla concentrazione del potere all’attenuazione degli stessi principi democratici. Una galleria di accuse e di luoghi comuni che però, se il martellamento diventa continuo, costante ed insistente rischia di produrre danni non solo al Governo ma, quel che più conta, agli interessi dell’intero paese. Soprattutto in una fase storica difficile, complessa e particolarmente turbolenta per le stesse fondamenta democratiche del nostro paese.
Ecco, questo è il nodo politico per eccellenza nell’attuale stagione pubblica. Ovvero, per dirla in parole più semplici, la sinistra italiana, seppur nelle sue multiformi espressioni, condurrà la sua azione politica nei prossimi mesi all’insegna di una violenta delegittimazione morale prima e di una criminalizzazione politica poi della coalizione di centro di destra come ha già iniziato a fare in queste settimane o si concentrerà maggiormente sui contenuti veri e reali dell’azione di governo? Perchè se il buongiorno si vede dal mattino, come si suol dire, cosa significa se non questo il biglietto inaugurale trasmesso al nuovo governo dal segretario del Pd, lo sconfitto Enrico Letta, all’insegna “dell’opposizione, opposizione, opposizione”? E il conseguente, e scontato, bombardamento mediatico di queste settimane non è altro che la conferma di questa prassi. Che, del resto, è collaudatissima perchè già condotta per decenni contro la Democrazia Cristiana e molti dei suoi esponenti di primo piano, contro Berlusconi prima e Salvini poi e, paradossalmente, persino contro Renzi durante la stagione del referendum costituzionale. E non poteva che accadere così, e a maggior ragione, contro la coalizione di centro destra guidata dal principale leader dei Fratelli d’Italia. Ma il nodo, come dicevo poc’anzi, va comunque sia sciolto.
Ovvero, la sinistra italiana pensa di affrontare questa stagione politica segnata da una drammatica, epocale ed inedita “questione sociale” alimentando il rischio del possibile ritorno della “postura fascista” e con un governo che pratica una deriva illiberale e con la quasi certezza di una potenziale cancellazione dei diritti civili e sociali? Perchè se questa sarà la cifra distintiva dell’azione politica della sinistra italiana, dovremmo prendere amaramente atto che per questo campo politico la democrazia dell’alternanza è solo una invenzione propagandistica e il rispetto dell’avversario e dello stesso voto popolare una semplice evocazione astratta e del tutto irrituale.
Insomma, proprio con un governo politico di centro destra noi abbiamo la possibilità di sperimentare se in Italia, d’ora in poi, prevarrà una vera e credibile democrazia dell’alternanza o

se, al contrario, siamo di fronte all’ennesima conferma che il nostro paese può essere governato solo e soltanto da chi pratica il “politicamente corretto” e che si riconosce nell’establishment storico del “sistema” Italia. Ci vorrà poco tempo per capirlo.

Giorgio Merlo