DSP, Marco Rizzo prepara il Congresso in Piemonte
La primavera è la stagione dei Congressi regionali del movimento sovranista ed anti Ue guidato da Marco Rizzo e Francesco Toscano. Rizzo sarà a Torino il 18 aprile dalle 14:30 (Corso Svizzera 163 c)
“Democrazia sovrana popolare è l’unica alternativa contro l’UE e per i territori-spiega Rizzo. Noi non proponiamo un’alleanza politica, con centrali del consenso colluse all’euro-crazia anti-nazionale. Noi siamo l’unica alternativa della sovranità e della pace. Vogliamo affermare una solida alleanza sociale con tutti quei cittadini, quelle forze professionali, quelle partite iva, quei lavoratori, quei disoccupati, che non hanno più diritto di cittadinanza. Negli ultimi anni infatti, nelle società europee, il dibattito pubblico ufficiale, il cosiddetto mainstream, ha espulso e bollato gli anti-europeisti. Gli italiani sono stati divisi ferocemente in maniera binaria, i seguaci del main stream erano la serie A, gli altri, la serie B in base alle loro opinioni sottorappresentate o proibite.. Molti si sono visti stigmatizzare istanze legittime come populiste solo perché volevano istruzione e non armi, ospedali e non liste d’attesa, scuola e saperi e non studenti digitali in procinto di diventare stagisti a vita, lavoro e non il deserto creato dai guerrafondai di ogni colore, radici, non sradicamento e perdita d’identità nella globalizzazione economica selvaggia che crea masse di integrati forzati. Impresa tradizionale e locale, non la produzione seriale e anonima. Per tutti costoro che rifiutano la bandiera senza Storia degli affaristi e di Ursula Von Der Leyen è venuto il tempo di chiudere l’equivoco di un incubo propagandato come un sogno.” ha concluso.
Simone Fissolo, autore del libro “Voto, dunque sono – un metodo per diventare cittadini”, è Consigliere comunale della Città di Torino dal 2021, membro della rete dei Consiglieri locali dell’Unione Europea e già Presidente dell’Associazione nazionale Gioventù Federalista Europea
Com’è nata in Lei la passione per la politica e quando ha avuto la percezione che sarebbe diventata la Sua attività predominante?
Ho incontrato la politica a Ventotene, nel 2010, come giovane studente universitario. Partecipai a un seminario di formazione politica che si svolgeva proprio a Ventotene, che rappresenta un’isola particolare, la culla d’Europa, il luogo in cui venne scritto da Altiero Spinelli, Ernesto Rossi e Eugenio Colorni il manifesto omonimo, che aveva per titolo “Per un’Europa libera e unita”, dal quale rimasi profondamente colpito. Da quel momento cominciai a partecipare attivamente a un’organizzazione politica apartitica che si chiama Movimento Federalista Europeo, ispirato al Manifesto di Ventotene. In seguito, portai questa esperienza a Torino e cominciai a fare formazione politica ai ragazzi e alle ragazze delle scuole. Inoltre, misi in piedi una collaborazione con la Provincia di Torino, che ha uno sportello che si chiama Europe Direct, lo sportello dell’Unione Europea sul territorio, attraverso la quale contribuii a portare nelle scuole incontri sui temi dell’Europa e della consapevolezza di una cittadinanza europea.
Ha scritto un libro dal titolo “Voto, dunque sono-un metodo per diventare cittadini”. Sembra che il suo personaggio rappresenti una sorta di giovane Simone Fissolo…
L’obiettivo del libro è quello di raccontare la storia di una persona che decide di occuparsi della comunità, dei compagni di classe, della scuola e, in generale, della “res publica” (la cosa pubblica). Marco, il personaggio del libro, è sicuramente un giovane Simone Fissolo, ma potrebbe rappresentare chiunque sia veramente interessato al bene pubblico. Mi piacerebbe che ci si identificasse con Marco per capire che ci sono troppi pochi cittadini realmente intenzionati a occuparsi della cosa pubblica. Questo è un libro che vide la luce già otto anni fa. Ora, anche per il ruolo istituzionale che rivesto, essendo Consigliere comunale della Città di Torino con i Moderati, ho voluto modificarlo e aggiornarlo in una nuova pubblicazione (avvenuta nel 2025), che potesse evidenziare quanto la partecipazione politica dei cittadini torinesi sia in questo periodo storico scarsa, con il desiderio di ravvivare una passione politica che ha sempre contraddistinto il territorio.
A chi si rivolge il libro?
Essendo un libro che desidera fornire al cittadino un quadro delle competenze delle specifiche istituzioni: Circoscrizioni e Giunta Circoscrizionale, Consiglio Comunale e Giunta Comunale, Consiglio Regionale e Giunta Regionale, quindi un manuale che deve aiutare il cittadino a orientarsi nel modo più semplice possibile a livello comunicativo, si rivolge a tutte le fasce d’età, a partire dai giovani adolescenti, che rappresentano il futuro della città e dell’intero Paese.
Quindi il suo libro ha un intento di ricostruzione rivolto al futuro…
La conclusione dell’ultimo libro scritto dal co-direttore del Financial Times, Martin Wolf, “La crisi del capitalismo democratico”, identifica nella ricostruzione della cittadinanza la chiave per salvarci, salvare le democrazie liberali nelle quali viviamo. Ecco, penso che questo mio libro comunichi ad alta voce l’esigenza di tornare a interpretare, politicamente e socialmente, il ruolo del cittadino.
Il libro “Voto, dunque sono – un metodo per diventare cittadini” verrà presentato giovedì 16 aprile al Polo del ‘900, a Torino, in via del Carmine 14, presso lo Spazio incontri, alle ore 17.30, con l’intervento dell’autore e dell’editorialista Marco Zatterin.
Mara Martellotta
Rimpasto in Regione, il Consiglio discute
La seduta del Consiglio regionale si è aperta con le comunicazioni del presidente del Consiglio regionale Davide Nicco, circa il recente riassetto di Giunta, segnato dalle dimissioni dell’assessore Elena Chiorino e da una conseguente catena di avvicendamenti istituzionali.
Nicco ha ricordato che, con decreto del 30 marzo 2026, il presidente della Regione Alberto Cirio ha preso atto delle dimissioni di Elena Chiorino, assumendone ad interim le deleghe. La consigliera, eletta nella lista regionale insieme a Maurizio Marrone, appartenente al medesimo gruppo di Fratelli d’Italia, era stata sospesa dalla carica al momento della nomina ad assessore, come previsto dalla normativa vigente. Per entrambi, il Consiglio regionale aveva provveduto alla nomina di consiglieri supplenti, individuati in Daniela Cameroni e Claudio Sacchetto, prima e secondo dei non eletti della lista regionale appartenenti al gruppo di Fratelli d’Italia.
L’uscita di Chiorino dalla Giunta ha determinato il rientro automatico in Consiglio a partire dal 31 marzo, con la conseguente cessazione della supplenza di Sacchetto, “secondo dei non eletti” della lista regionale appartenente al gruppo di Fratelli d’Italia. Cessazione da consigliera, poi, per Cameroni, la cui nomina ad assessore, formalizzata l’11 aprile, ha posto fine al suo ruolo di consigliera supplente del collega Maurizio Marrone.
IL CONFRONTO POLITICO IN AULA
Le comunicazioni hanno però acceso un confronto politico. Dai banchi dell’opposizione è stata obiettata l’assenza in Aula del presidente Cirio. “Ha fatto una conferenza stampa ma non è mai venuto in Consiglio a riferire di questo rimpasto che deriva da un grave scandalo”, ha detto Vittoria Nallo (Sue).
Alice Ravinale (Avs) ha aggiunto: “Mi sono stufata di sentire Cirio parlare del nonno partigiano e poi dare pesantissime deleghe a Marrone, che è l’anima più nera della Giunta”.
Dubbi anche sul nuovo assetto delle deleghe sono arrivati dal Movimento 5 Stelle. “Perché a Cameroni è stato dato un assessorato depotenziato? Non la ritenete in grado di sostituire Chiorino? Un chiarimento in Consiglio è necessario”, ha dichiarato Sarah Disabato.
Dal Partito Democratico è arrivata una critica generale. “Nemmeno alla bocciofila credo si possa accettare una cosa di questo tipo”, ha affermato Domenico Rossi, sottolineando come il rimpasto derivi da “eventi molto gravi mai discussi in Aula”.
Sulla stessa linea Nadia Conticelli: “Non è mai capitato che con un cambio di Giunta nessuno si presenti in Consiglio. Non si possono umiliare così i piemontesi e la loro principale istituzione”.
Critiche tecniche sono giunte da Emanuela Verzella, che ha evidenziato come lo “spacchettamento delle deleghe” rompa l’unità tra lavoro, formazione e istruzione, chiedendo chiarimenti sulle motivazioni.
Gianna Pentenero ha denunciato “la gravità dell’intero percorso” e il silenzio della maggioranza: “Non vedo imbarazzo. E resta il tema di come le donne sono state considerate in questa Giunta”.
Il presidente della Giunta per le elezioni Alberto Avetta ha infine ricordato che, ai sensi dell’art. 36 dello Statuto, la Giunta riferisce al Consiglio sulle operazioni elettorali. A seguito della nomina ad assessore di Cameroni, già consigliera supplente di Marrone, la stessa è cessata dalla carica senza necessità di sostituzione. Si rende quindi necessario individuare un nuovo supplente: in base alla graduatoria, la Giunta ha proposto all’unanimità di affidare la supplenza a Claudio Sacchetto, secondo dei non eletti della lista regionale “Per il Piemonte” appartenente allo stesso gruppo del consigliere sospeso.
Ufficio Stampa CRP
L’inchiesta “Grappoli amari” realizzata dal giornalista Luca Rondi per conto di Altreconomia ha fatto luce. Grazie ai dati raccolti come gruppo regionale AVS, ha confrontato il numero di contratti di braccianti agricoli attivati dalle aziende delle Langhe nel 2023 e 2024 e m in relazione con il fabbisogno reale di manodopera necessario nelle diverse fasi della produzione.
Da quel confronto emerge una differenza significativa, che non può essere liquidata come marginale, tra il lavoro formalmente registrato e quello effettivamente necessario, e quindi svolto, nei vigneti delle Langhe: una cifra tra i 26,3 e 39,8 milioni di euro di lavoro nero in due anni.
È un dato che conferma una criticità già nota, seppur non così chiaramente quantificata. Il lavoro irregolare, sia svolto in assenza di contratto, sia solo parzialmente dichiarato, è un problema reale. Oggi non c’è una presa di posizione politica chiara né un’iniziativa conseguente da parte degli organi chiamati a intervenire, la Giunta regionale in primis.
Colpisce quindi che, mentre si annunciano strumenti come l’Osservatorio sui mercati vitivinicoli per supportare le strategie commerciali e l’internazionalizzazione, non ci sia un’analoga attenzione sul versante delle condizioni di lavoro, della regolarità dei contratti e dei controlli.
Tacere su queste criticità non fa un favore al vino piemontese o al lavoro di tante aziende che operano correttamente, anzi, perché la concorrenza sleale di chi lucra sullo sfruttamento va a incidere creando un danno alle aziende che lavorano con trasparenza e attenzione e al buon nome del nostro prodotto.
Una forbice così evidente tra contratti attivati e fabbisogno reale rende il tema non più eludibile e nascosto dal discorso pubblico istituzionale, tanto più in un contesto in cui si rivendica l’eccellenza del sistema.
Per questo è necessario che, accanto alla promozione del territorio e agli strumenti per incentivare l’export, la Regione si faccia carico delle condizioni di lavoro nel settore vitivinicolo, perché è lì che si misura anche la credibilità delle politiche sul settore. Per questo stiamo portando avanti il lavoro in Commissione Legalità per far sì che il Piemonte, anche valorizzando la rete multiagenzia messa in campo con il progetto Common Ground, si doti di tutti gli strumenti legislativi e amministrativi utili a superare l’odioso e sistematico sfruttamento di lavoratori e lavoratrici nelle vigne e nei campi della Regione.
Valentina Cera
Giulia Marro
Il Consiglio comunale invita la giunta a promuovere un progetto che preveda il coinvolgimento degli ‘umarell’ – in forma organizzata e riconosciuta, -per monitorare l’andamento dei cantieri in città.
La mozione – sottoscritta da Simone Fissolo (Moderati) – ricorda l’elevato numero di cantieri in città come la complessità di verificarne l’andamento; altre amministrazioni hanno sviluppato progetti coinvolgenti pensionati con competenze tecniche nel monitoraggio civico di cantieri pubblici e di aree urbane per migliorare la sorveglianza e la qualità dei servizi offerti. La mozione invita a verificare entro sei mesi dall’avvio del progetto l’utilità e l’efficacia dell’iniziativa.
“Il Consiglio comunale di Torino ha approvato la mozione sugli Osservatori del territorio. Questi rappresentano una tradizione dei Moderati di partecipazione civica a Torino dal 2010. Proprio nel capoluogo piemontese la partecipazione civica è una pratica consolidata, costruita nel tempo grazie a esperienze concrete e diffuse – ha dichiarato Simone Fissolo, Capogruppo dei Moderati in Consiglio comunale – Già dal 2010 il movimento dei Moderati promuove la figura degli Osservatori del territorio, cittadini attivi che, con attenzione e senso civico, segnalano criticità, contribuiscono alla cura degli spazi pubblici e mantengono un dialogo con le istituzioni. La mozione approvata ieri dal Consiglio comunale si inserisce in questo percorso e ne rappresenta un’evoluzione: valorizzare in forma organizzata il contributo dei cittadini, anche nel monitoraggio dei cantieri, in una fase in cui la Città è interessata da numerosi interventi infrastrutturali di manutenzione. Torino può contare su un patrimonio importante di volontariato civico: dai Senior Civici ai progetti di Torino Spazio Pubblico, fino alle esperienze di cittadinanza attiva promosse con GxT, iniziative diverse tra loro ma accomunate da un’idea semplice, cioè che la qualità della città cresce quando le persone sono coinvolte. In questo quadro, il rafforzamento degli strumenti di partecipazione non sostituisce le responsabilità dell’amministrazione, ma le affianca, rendendo più efficace il rapporto tra istituzioni e comunità, e più tempestiva la capacità di intercettare bisogni e criticità. È così che si costruisce una città più attenta, più condivisa, più capace di prendersi cura di sé”.
Mara Martellotta
“L’assenza di parte delle opposizioni è un segnale che pesa”
Il Consiglio regionale ha approvato l’Ordine del Giorno, presentato dal Consigliere Sergio Bartoli (Lista Civica Cirio Presidente PML), Presidente della V Commissione Consiliare Ambiente, per l’attribuzione di un riconoscimento da parte della Regione Piemonte ai due agenti di polizia feriti durante gli scontri del 31 gennaio scorso, a seguito del corteo contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna.
«Il riconoscimento agli agenti Alessandro Calista e Lorenzo Virgulti è doveroso, in rappresentanza dei 108 tra agenti di Polizia e militari feriti durante gli scontri – commenta Sergio Bartoli –: le Forze dell’Ordine sono costituite da uomini e donne che ogni giorno mettono a rischio la propria incolumità per i cittadini. Il minimo che le istituzioni possano fare è riconoscerne il valore e la dedizione in modo tangibile, segnalando al contempo che non c’è spazio per la violenza nel dibattito pubblico. È una scelta che hanno già compiuto altre istituzioni in tutta Italia, a partire dal Comune di Torino, dove il Sindaco Stefano Lo Russo ha annunciato la concessione della benemerenza, fino al Consiglio regionale dell’Abruzzo».
«Spiace – conclude Bartoli – che AVS e Movimento 5 Stelle abbiano scelto di non partecipare al voto. Una posizione che, nei fatti, equivale a non esprimere vicinanza alle Forze dell’Ordine. In momenti come questi, l’assenza non è neutralità: è un segnale politico chiaro. Quando si tratta di difendere chi ogni giorno garantisce la sicurezza dei cittadini, servirebbe unità e responsabilità, non ambiguità».
13 aprile 2026 – “La realizzazione della residenza universitaria nell’area dell’ex scuola Salvo D’Acquisto è strategica per Torino, per il diritto allo studio e per la rigenerazione urbana di Barriera di Milano. È incomprensibile che, nonostante atti formali, finanziamenti già stanziati e scadenze stringenti del PNRR, tutto sia fermo. Con l’atto ispettivo che ho presentato voglio risposte chiare dalla Giunta sia sullo stato attuale del progetto che sulle responsabilità dei ritardi” afferma la Consigliera regionale del Partito Democratico Laura Pompeo.
“Il progetto della residenza era stato approvato da EDISU nel 2022 e finanziato con risorse statali, regionali e da un mutuo con Cassa Depositi e Prestiti. Con 224 posti letto, spazi studio, sale comuni e la creazione di un parco urbano di 11.500 mq, avrebbe un impatto significativo sia sul diritto allo studio sia sulla riqualificazione del quartiere. Il Ministero ha chiesto a EDISU di confermare l’interesse a procedere entro il 28 febbraio 2026, ma, a oggi non risulta prevenuta alcuna risposta, nonostante siano stati confermati 18 milioni di euro di finanziamento statale. Questo silenzio rischia di compromettere un intervento atteso da anni! Bisogna intervenire tempestivamente!” prosegue Laura Pompeo.
“Mi chiedo se l’Assessore competente sia consapevole del fatto che il progetto non compare tra le priorità del Piano Strategico 2025-2029 di EDISU, nonostante gli atti formali già approvati. La Regione intende confermare la volontà politica di realizzare lo studentato oppure accetta di perdere i fondi per costruire una residenza di fondamentale importanza per i nostri ragazzi? Perché si sta sprecando tempo e non si interviene? Questo disinteresse ci conferma, ancora una volta, che gli studenti universitari, che rappresentano il nostro futuro, contano davvero poco per la Giunta Cirio” conclude la Consigliera regionale Pd.