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Carceri, AVS: “Situazione insostenibile”

Nel giorno in cui registriamo l’ennesimo morto suicida, questa volta nel carcere di Verbania, che segue di soli 4 giorni il ragazzo che si è tolto la vita in quello di Biella lunedì, abbiamo visitato il penitenziario di Alessandria a distanza di sette mesi dalla nostra ultima visita.
La situazione nella Casa Circondariale “Don Soria” di Alessandria è allarmante. Sono 255 i detenuti presenti in una struttura che versa in condizioni fatiscenti dal punto di vista strutturale.
Una struttura che non consente nemmeno la realizzazione di attività trattamentali, che invece erano numerose e positive nell’altro carcere di Alessandria, il San Michele, e che sono state chiuse dall’oggi al domani per la trasformazione di quell’istituto in carcere di massima sicurezza, di cui tutt’ora non si sa con certezza nulla.
Il Don Soria presenta gravissime criticità anche sul fronte del personale e, in particolare, dell’assistenza sanitaria. A preoccupare è soprattutto la mancanza di un’adeguata presenza del SerD, nonostante moltissimi detenuti abbiano problemi di tossicodipendenza. A questo si aggiunge il tema dell’uso dei farmaci e delle dipendenze da questi ultimi: durante la visita abbiamo visto persone a letto, apparentemente molto calme e assonnate, ma in condizioni che lasciavano chiaramente trasparire uno stato di forte alterazione da farmaci. Secondo quanto abbiamo appreso, fanno uso di psicofarmaci la quasi totalità delle persone presenti.
È una condizione allarmante, che richiederebbe una presa in carico e un monitoraggio costanti e che invece, per quanto abbiamo potuto riscontrare, non vengono garantiti secondo i parametri previsti dalla legge. La stessa direzione sanitaria ha denunciato le difficoltà di una situazione nella quale il personale sanitario si ritrova a dover gestire prescrizioni e terapie in un contesto estremamente complesso e senza il supporto necessario. Su questo presenteremo immediatamente un’interrogazione in Consiglio.
Altrettanto grave è la situazione dei detenuti con problematiche psichiatriche: pur essendo presente uno psichiatra, manca il supporto necessario per garantire una reale ed efficace presa in carico. Stiamo parlando di persone che dovrebbero scontare la pena in strutture adeguate, che mancano.
Abbiamo inoltre incontrato molti giovani adulti, in larga parte magrebini, persone sospese nell’attesa di risposte che troppo spesso non arrivano, schiacciate da una burocrazia lentissima, dall’elevato numero di persone da seguire e, più in generale, da un sistema che evidentemente non regge più.
È evidente che in questo modo il carcere non possa in alcun modo garantire la riabilitazione dei detenuti, prevista dalla Costituzione. Quale sicurezza si può costruire se le pene non servono a superare i fenomeni di criminalità?
Ancora ieri abbiamo sollecitato in capigruppo la convocazione di un Consiglio regionale aperto sulla situazione delle carceri piemontesi, che chiediamo dal mese di febbraio, ma tutto ciò che otteniamo è silenzio e un immobilismo francamente inaccettabile. Ancora non si è visto uno straccio di relazione da parte della garante dei detenuti Monica Formaiano, scelta in quota Fratelli d’Italia, di cui abbiamo riscontrato tracce vitali solo a metà agosto in occasioni delle aggressioni a due agenti di Polizia Penitenziaria a Saluzzo e a Torino. Le parole di circostanza come “Ogni episodio di violenza deve essere condannato con fermezza e non può essere considerato un fatto normale” non sono più accettabili: la Garante si svegli dal torpore e sia garante davvero dei detenuti oppure lasci il suo incarico a chi lo sa fare.
Allo stesso modo è necessario si desti dal sonno anche il Presidente Cirio: l’unica volta che ha toccato il tema carceri è stato in occasione della richiesta di grazia al gioielliere di Cavour, un’uscita propagandistica poi precipitata (fortunatamente) nell’abisso delle urgenze di bilancio accatastate da mesi, ma che non toglie dall’imbarazzo un Presidente che non è in grado di occuparsi di un tema sempre più serio e vergognoso. Anche perché è un anno nero per le carceri: a luglio la Cedu ha condannato l’Italia per la violazione dei diritti umani per la morte di Antonio Raddi e subito avevamo chiesto che il Presidente dichiarasse lo stato di emergenza all’indomani di una sentenza che ha messo nero su bianco che nei penitenziari piemontesi i diritti umani vengono di fatto sospesi.
Alice Ravinale
Giulia Marro

Lega piemontese sabato sul Monviso a Pian del Re

Molinari e Bergesio: “Trentennale nel nome di Umberto Bossi, celebrando l’Autonomia differenziata proiettati verso il futuro”

“Salire sul Monviso fino a Pian del Re per noi leghisti è sempre un momento emozionante: quel rito simboleggia la nostra storia, le radici, ma anche la proiezione verso il futuro. Quest’anno però è particolare: non solo perché si tratta della trentesima edizione, ma anche perché è prima dopo la scomparsa del fondatore della Lega, l’indimenticabile Umberto Bossi. Questo ci rende ancora più forti. Dal Monviso arriverà un forte segnale di coesione, di spinta verso l’importante traguardo dell’Autonomia differenziata, a cui abbiamo lavorato in questi anni con determinazione, grazie all’impegno del Ministro Calderoli e del nostro segretario Matteo Salvini. Ma sarà anche l’occasione per parlare di sicurezza, e dei temi caldi di questa fase finale della legislatura”.

Così l’on. Riccardo Molinari, capogruppo della Lega alla Camera dei Deputati e Segretario della Lega in Piemonte, commenta l’appuntamento leghista con il tradizionale appuntamento alle sorgenti del Po, nel cuneese. Con lui, sabato mattina a partire dalle 10, ci saranno il ministro per le Riforme e l’Autonomia Roberto Calderoli, il senatore e segretario provinciale cuneese Giorgio Maria Bergesio, gli altri parlamentari piemontesi della Lega, gli assessori e i consiglieri regionali, e tanti sindaci e amministratori locali della provincia di Cuneo, e di tutto il Piemonte.

“Salire al Monviso non è una semplice ricorrenza – aggiunge il senatore Bergesio – ma un legame forte e diretto con le nostre radici, e un momento per ribadire la nostra identità, e guardare al futuro, a partire dal traguardo ormai imminente dell’Autonomia differenziata, percorso prossimo al traguardo grazie alla determinazione del nostro segretario federale Matteo Salvini, del ministro Calderoli, del capogruppo alla Camera e segretario regionale in Piemonte Riccardo Molinari, e di tutti i dirigenti, parlamentari e amministratori che avremo l’onore di avere presenti a questo grande evento di popolo e di comunità”.

Valle Soana, Costa spiega la sua mozione sulla diga

«Non sono contrario a priori alla diga. Voglio conoscere tutto prima di decidere.»

Perché ha presentato questa mozione al Consiglio comunale?

Perché ritengo che un’opera di questa rilevanza debba essere affrontata con la massima

attenzione, soprattutto dal punto di vista della sicurezza del territorio e della popolazione.

Non ho presentato una mozione per dire semplicemente “no alla diga”…

 

Leggi l’articolo su Canavesano e dintorni:

Valle Soana, Costa spiega la sua mozione sulla diga

L’UDC rilancia la discussione sull’aeroporto di Torino

“Può dare molto di più all’economia torinese e piemontese”
L’aeroporto di Torino può dare un forte contributo al rilancio della economia torinese ma occorre che Comune di Torino  e Regione lo rimettano tra le priorità mentre è da anni che non c’è discussione sull’aeroporto né in Consiglio Comunale né in quello regionale. È la tesi espressa ieri nel suo intervento all’incontro organizzato dall’UDC dl commissario torinese l’ex sottosegretario ai trasporti Mino Giachino . Di fronte allo strano silenzio del Sindaco Lo Russo sul nostro aeroporto, Giachino ha presentato i dati sugli aeroporti italiani che vedono il nostro aeroporto collocato tra la dodicesima e la tredicesima posizione dietro gli aeroporti di Bari e Pisa.  I Comuni che ospitano aeroporti hanno una presenza azionaria nell società di gestione proprio perché l’aeroporto può  dare un contributo importante e qualificato alla economia locale. Milano e Bologna hanno addirittura la maggioranza nella società che gestisce rispettivamente gli aeroporti di Malpensa, Linate e Bologna.
Per fortuna nelle Società che hanno acquisito negli anni partecipazioni nelle società di gestione degli aeroporti ci sono le nostre Fondazioni bancarie , la Cassa Depositi e Prestiti e il S. Paolo . Difatti anche se Comune di Torino e Regione Piemonte hanno sciaguratamente venduto le azioni della Sagat nella 2i Aeroporti spa che ha il 50,1% delle azioni della Sagat figurano il S.Paolo e le fondazioni bancarie torinesi e la 2i ha il 36,1% delle azioni della SEA la società che gestisce Malpensa e Linate con il Comune di Milano ha il 54%
Nel dibattito Giachino ha chiarito che Torino deve darsi insieme alle Fondazioni bancarie torinesi, stranamente silenziose, una strategia sul futuro del proprio aeroporto. Non serve nulla lamentarsi sulla vocazione maggioritaria di Milano che invece ha sempre avuto una strategia di sviluppo che ha puntato molto sui suoi due aeroporti essenziali per lo sviluppo della attività fieristica che a Milano porta un clientela business importante e rilevante come per altro a Bologna. Milano deve spiegare bene le sue intenzioni di sviluppo degli aeroporti del Nord Ovest salvo che la iniziativa non sia soltanto un momento di finanza creativa. Ecco perché UDC , che ha apprezzato la iniziativa del Presidente Cirio di coinvolgere CDP. , chiede di aprire un tavolo col governo per valorizzare molto di più il ruolo di Torino sia nel Piano nazionale degli aeroporti che nella strategia di F2i . Torino non può essere confinata infatti a un rapporto con i soli aeroporti di  Levaldigi e Genova.
Udc Torino

Violenza sessuale 13enne: Futuro Nazionale, flash mob davanti al tribunale

Una cinquantina di militanti di Futuro Nazionale sono scesi in piazza con un flash mob davanti al Tribunale di Torino per protestare contro la scarcerazione dell’uomo bengalese accusato di aver violentato una ragazzina di appena 13 anni.

A rendere la vicenda ancora più grave, secondo quanto emerso, vi sarebbe stato un ulteriore abuso, avvenuto a meno di un’ora di distanza, ai danni di un’altra donna adulta, ripresa dalle telecamere di sorveglianza.

Sull’accaduto è intervenuto Enrico Forzese, vicario regionale e coordinatore provinciale di Torino di Futuro Nazionale: “Sbaglia chi parla solo di ‘chiudere il pedomarket’ e chi si lamenta di qualche regolamentino qua e là: il problema è generazionale ed è relativo ad alcune culture che non sono assimilabili e che non vogliono assimilarsi. Torino non sarà mai la Casablanca d’Italia. Per gli stupratori e i pedofili che vedono le nostre bambine come potenziali prede, l’unica soluzione è la remigrazione. Dove sono le femministe che gridavano sempre? Dov’è Non Una Di Meno quando la vittima è una bambina italiana?”

Sulla stessa linea anche On. Emanuele Pozzolo, coordinatore regionale di Futuro Nazionale, che ha ribadito la necessità di mettere al centro la sicurezza delle vittime e di affrontare con maggiore fermezza ogni forma di violenza: “Vogliamo che le nostre donne siano libere di uscire, di vivere la propria vita, di tornare a casa senza paura e senza dover temere di subire una violenza. Questa dovrebbe essere la normalità, non un privilegio. Quando una donna o una bambina diventa vittima di una violenza, lo Stato deve garantire risposte ferme e concrete. E per chi commette reati così gravi, soprattutto contro le donne e i minori, e per tutti coloro che rifiutano la nostra cultura, ribadiamo che la remigrazione deve essere l’unica risposta. La sicurezza dei nostri cittadini viene prima di qualsiasi alibi o giustificazione che i giudici possano voler improvvisare.”

cs Futuro Nazionale