ECONOMIA- Pagina 443

Piccole imprese in difficoltà, un aiuto dalla Regione

10,9 milioni per contributi a fondo perduto finalizzati a sostenere le MPMI

La giunta regionale ha approvato l’integrazione, per un importo di 10,9 milioni di euro, della quota di dotazione riservata alle Micro Piccole e Medie imprese (MPMI) nell’ambito della Misura “Emergenza Covid – 19. Si tratta di Contributi a fondo perduto finalizzati a sostenere le MPMI (comprese le imprese di autoimpiego di artigiani e commercianti senza dipendenti, e i lavoratori autonomi piemontesi) finalizzati al pagamento interessi sul credito ottenuto nell’attivazione di operazioni finanziarie connesse ad esigenze di liquidità approvata lo scorso mese di aprile

Già alla sua attivazione in sole 48 ore oltre 2000 erano state le domande presentate da parte delle MPMI fino ad arrivare allo scorso 24 luglio a superare le 7.000 unità. Che fosse una misura particolarmente sentita e necessaria è stato chiaro fin da subito e abbiamo ben recepito le istanze che venivano dal mondo produttivo con una misura azzeccata per tempi e metodi. – commenta l’Assessore alle Attività economiche e produttive Andrea Tronzano – Il sostegno alle micro e piccolo medie imprese è un atto doveroso per permettere al nostro sistema produttivo di rimettersi in carreggiata dopo il lockdown. La Regione ha dimostrato sensibilità e attenzione e l’incremento di risorse – continua Tronzano – va proprio nella giusta direzione di dotare il sistema dei mezzi utili per ripartire”.

Il Bando per accedere al contributo verrà adeguato alle modifiche introdotte in sede di conversione in legge del Decreto Liquidità, che consente l’allungamento fino a 120 mesi della durata massima dei finanziamenti attualmente previsti in 72 mesi.

I giovani di Confindustria e le proposte per la ripartenza

Intervista al Presidente dei Giovani di Confindustria Piemonte, dottor Andrea Notari

All’indomani della nomina a Presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria, Lei ha sottolineato l’importanza di approfondire nel programma della sua presidenza, sul territorio piemontese, alcune tematiche quali la digitalizzazione, l’education, l’internazionalizzazione, il turismo e la cultura. A che punto è la digitalizzazione delle imprese in Piemonte?

Grazie al programma “Industria 4.0 negli anni scorsi abbiamo assistito a un picco di investimenti da parte delle imprese. Finiti i fondi a disposizione si è registrato un rallentamento e gli investimenti sono proseguiti solo in alcune aziende, principalmente di grandi dimensioni. Come sistema Confindustria stiamo facendo pressione affinché vengano introdotte nuove agevolazioni fiscali per l’informatizzazione dei processi e ci attendiamo, se le nostre istanze saranno accolte, una ripresa degli investimenti. Le imprese piemontesi hanno ancora molto da fare, ma sono sulla strada giusta grazie a una capacità di visione strategica che è particolarmente orientata sull’innovazione.

Quali strategie ritiene che sia fondamentale seguire per rendere il processo di digitalizzazione ottimale?

Penso che la digitalizzazione debba essere il più possibile diffusa: è opportuno che le imprese private si adeguino, ma devono poter interloquire con il sistema pubblico allo stesso livello, sia in termini di infrastrutture informatiche sia di digitalizzazione dei processi, utilizzando possibilmente le stesse piattaforme. È inutile che un’azienda sia sempre aggiornata con fibra e software all’avanguardia se poi deve perdere ore e ore a presentare progetti o compilare moduli su carta…

Esistono presupposti per una base comune nella digitalizzazione delle imprese o è  necessario, piuttosto, che questa si differenzi a seconda del target di clienti a cui le singole imprese si rivolgono?

Ogni processo deve essere adeguato alle esigenze della singola impresa. A volte le Pmi sono un po’ reticenti a fare il necessario “salto perché vedono la digitalizzazione di processo come qualcosa di riservato alle grandi industrie, ma devono cambiare mentalità e approccio, comprendendo che la digitalizzazione può agevolare in modo significativo le loro attività.

Le imprese oggi sono in grado di “raccontarsi” al proprio target di utenti, per sfruttare al meglio al loro interno il punto di vista degli utenti e dei clienti stessi?

A mio parere le aziende piemontesi potrebbero e dovrebbero comunicare meglio ciò che sono e che cosa fanno, dato il notevole know how di cui sono portatrici. I nostri grandi “brand”, non soltanto nel settore consumer, sono all’avanguardia nella comunicazione, mentre i comparti più tradizionali devono fare di più, anche per puntare all’espansione verso nuove fette di mercato, soprattutto all’estero.

La digitalizzazione può essere supportata da un ascolto attivo delle necessità avvertite dai clienti e dal mercato, oltre che dall’utilizzazione di tecnologie mirate?

Certo, deve esser un processo “in & out. Noi imprenditori dobbiamo essere dei divulgatori o, se si preferisce, degli “ambasciatori” della digitalizzazione: dobbiamo invogliare utenti e clienti a utilizzare più possibile e nel migliore dei modi le nuove tecnologie.

L’internazionalizzazione ed il Piemonte. Un traguardo che potrebbe essere più facilmente ottenuto anche grazie al potenziamento della rete regionale dei trasporti verso l’estero e dei mezzi di collegamento con le realtà aeroportuali piemontesi, tra cui l’aeroporto di Torino Caselle.

Certo, le infrastrutture di trasporto rimangono fondamentali per lo sviluppo economico della regione e dei suoi territori. A partire dalla Tav l’elenco delle necessità è noto: le infrastrutture in Piemonte non sono, a mio parere, sufficienti ed adeguate per rendere le nostre aziende competitive all’interno di un mercato globale, dove un fattore di competitività fondamentale è il tempo con cui si sposta una merce.

Che cosa intende con il termine ‘education‘?

Un processo il più possibile articolato e diffuso di formazione, specializzazione e aggiornamento continuo, a livello sia di strutture scolastiche sia di organizzazione interna alle aziende. In sua assenza non si va da nessuna parte.

Le soluzioni di formazione per le imprese ed i loro dipendenti possono passare attraverso l’uso dell’e-learning o, secondo Lei, sarebbe preferibile l’adozione di lezioni e corsi di aggiornamento frontali, quando possibile?

Di sicuro la digitalizzazione favorisce le possibilità di partecipare a processi di formazione da remoto, ma credo che sia ancora fondamentale la presenza del corpo docente. Questo non significa necessariamente fare ricorso alle lezioni frontali comunemente intese, ma vuol dire attivare processi formativi che siano orientati soprattutto al “learning by doing: non c’è miglior modo per acquisire nuove conoscenze e per attivare nuove competenze che fare ciò che si deve imparare a fare.

In che cosa può rivelarsi utile il confronto con le problematiche di imprese che operano nello stesso settore, ma in situazioni differenti di mercato, per la formazione sia nelle imprese sia a livello del management?

Il confronto e la condivisione sono fondamentali. Da questo punto di vista Confindustria e il mondo dell’associazionismo aiutano molto a crescere, a livello personale come a livello aziendale, perché consentono di creare occasioni importanti per lo scambio di idee con i propri colleghi, a prescindere dalrispettivo settore di appartenenza. Infatti l’innovazione nell’ambito produttivo può essere applicata trasversalmente a diversi settori e, solo tramite il confronto associativo, molte aziende, riuscendo a comprendere appieno le potenzialità dell’innovazione, possono calarla nella loro realtà produttiva.

Quali possono essere le peculiarità e le necessità, in particolar modo, avvertite da questa richiesta di formazione in Piemonte?

È fondamentale avere una formazione scolastica che sia sensibile alle esigenze del mondo delle imprese, in modo da poter dare coerenza agli sbocchi professionali previsti dal percorso di studi che si è scelto. Il dialogo scuola-impresa va costantemente perseguito e potenziato. È imprescindibile se vogliamo avere un futuro. Per quanto concerne la formazione interna alle aziende, invece, ritengo che vadano implementati i processi di digitalizzazione, soprattutto per consentire a chi non abbia le competenze adeguate di riuscire a stare al passo coi tempi.

Come può essere potenziata la cultura materiale del Piemonte ed il sistema turistico locale, dopo l’emergenza da Covid 19? In che modo il territorio piemontese potrà beneficiare, nel settore turistico,  della misure di credito e finanziarie messe in campo dal decreto Cura Italia?

La Legge regionale n. 13 (“Riparti Piemonte”) ha al suo interno alcune misure e stanziamenti significativi per favorire il settore, mentre il DL “Cura Italia” è meno orientato al sostegno diretto ed immediato agli operatori. Ritengo, però, che questo fondamentale comparto del nostro sistema economico debba cogliere l’occasione della crisi per ridefinire il proprio perimetro di riferimento. In sintesi, più che pensare alle singole strutture ricettive o a specifiche zone, si deve iniziare a ragionare in un’ottica di “sistema”, allargando il concetto di vocazione turistica sulla base di una progettazione aggregata che coinvolga una molteplicità di soggetti più allargata possibile. Solo così sarà possibile anche accedere a forme di finanziamento piùsignificative, come quelle previste dai recenti accordi in sede Ueo ai fondi strutturali 2021-2027, che richiedono modalità di progettazione più evolute rispetto al passato. Penso a interventi che sostengano la valorizzazione integrata delle risorse naturali, culturali e paesaggistiche, delle produzioni locali, dell’accoglienza e dell’ospitalità attraverso approcci intersettoriali, che coinvolgano ad esempio anche parchi e strutture di intrattenimento, al fine di promuovere un turismo “sostenibile” e “responsabile”, orientato sia alla domanda domestica sia a quella internazionale. Il Piemonte ha già sul proprio territorio tutti quegli elementi e caratteristiche da aggregare per fare “sistema”, manca solo una cabina di regia che permetta di fare questo “salto” culturale: credo che il sistema Confindustria potrebbe diventare il soggetto aggregatore per la proposta, l’elaborazione e la gestione di questo sistema progettuale.

In che modo possono essere aiutate soprattutto le medie e piccole imprese che operano in campo turistico?

Si devono aiutare con confronti diretti per illustrare loro le potenzialità nel nuovo mercato post-covid, convincendole a modificare prima di tutto le mentalità e gli approcci dei singolioperatori: fare sistema, collaborare, anche con i propri competitor, e aprirsi a tutti i tipi di finanziamento, sono passi fondamentali. Un’impresa, soprattutto turistica, non è un mondo a se stante, ma è parte di un sistema che va sempre più potenziato e integrato. Non dimentichiamo che esistono anche forme di finanziamento agevolato che passano attraverso il fintech o le campagne di crowdfunding, consentendo di far nascere operazioni di partnership potenzialmente molto interessanti anche a fronte di impegni relativamente ridotti.

Quali sono le province in Piemonte che hanno subito una maggiore crisi in campo turistico, in seguito a questa emergenza sanitaria? La situazione risulta migliore nel Distretto dei Laghi?

A soffrire di più è stato il Torinese, ma anche il Verbano Cusio Ossola ha registrato seri problemi: i nostri laghi hanno un’affluenza di turisti proveniente prevalentemente dal Nord Europa, soprattutto olandesi e tedeschi, e le conseguenze della loro assenza, solo parzialmente compensate dalla clientela locale, sono state molto impattanti. Speriamo che i prossimi mesi consentano una ripresa, ma per scongiurare un altro lockdown, che sarebbe fatale, sarà fondamentale la responsabilità di tutti, come imprese e come cittadini.

Mara Martellotta 

Slovenia, Trentino e Piemonte alleati per un turismo intelligente

Una collaborazione turistica che rifugge dalle invasioni di folle attratte dalla fama delle località più famose, che ignora i consigli per gli acquisti degli influencer, ma che è basata su pochi ma chiari punti fermi: identità, sostenibilità, accoglienza nel senso più vero del termine….

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SLOVENIA, TRENTINO E PIEMONTE ALLEATI PER UN TURISMO INTELLIGENTE

Camere di commercio e Regione insieme per la mobilità sostenibile

Sei milioni tra incentivi per la rottamazione di veicoli aziendali e pubblici, e per l’acquisto di tablet, device biciclette a pedalata assistita e attrezzature finalizzate all’utilizzo dello smart working. Su indicazione dell’assessore regionale all’Ambiente, Matteo Marnati, la Giunta ha approvato due delibere che stanziano 5.063.289 euro per incentivare la mobilità sostenibile nelle MPMI (micro piccole medie imprese) e 820.000 euro per i soggetti pubblici per gli stessi fini. Il bando è rivolto a oltre 400.000 imprese piemontesi.

«Insieme ad Unioncamere– spiega l’assessore Marnati – avviamo una importante misura per finanziare lo smartworking, la mobilità elettrica e rinnovare il parco veicoli aziendale. Un incentivo a fondo perduto in un momento storico molto difficile».

«Con questo strumento di aiuto – commenta Gian Paolo Coscia, Presidente Unioncamere Piemonte – il sistema delle camere di commercio piemontesi è a fianco della Regione Piemonte nel cercare di supportare le imprese in questo momento complicato. In particolare, le Camere di Commercio hanno deciso di contribuire al finanziamento degli investimenti aziendali in digitalizzazione, ossia hardware e software utili per lo smart working».

Le agevolazioni vanno da 10.000 fino a 20.000 euro in cambio dell’acquisito di veicoli a propulsione elettrica pura e da 7.000 a 16.000 euro per le motorizzazioni ibride. Sono previsti anche sconti da 500 fino a 1000 euro sull’acquisito di biciclette a pedalata assistita e cargo elettriche a tre ruote.

In altre parole i soggetti pubblici e le imprese in possesso di un mezzo di trasporto euro 3 diesel o benzina, o addirittura di un Euro 5 diesel potranno beneficiare di uno sconto per acquistarne un altro purché rientri nella categoria elettrico, ibrido, combustibili alternativi o Euro 6D diesel.

Grazie ad un protocollo d’intesa con le associazioni di categoria dei costruttori, le imprese potranno beneficiare anche di un ulteriore sconto sul prezzo di listino.

Pensato per incentivare la mobilità sostenibile anche nei tempi dell’emergenza sanitaria, e grazie al contributo aggiuntivo di 1 milione di euro da parte del sistema delle Camere di Commercio piemontesi, il provvedimento prevede, inoltre agevolazioniper l’acquisto di notebook, tablet e altri device purché finalizzati all’utilizzo dello smart working, conagevolazioni fino a 5.000 euro. Tutti i contributi sono a fondo perduto e cumulabili con gli incentivi statali.

Rispetto al bando 2019 dedicato alle imprese quello approvato oggi è stato esteso anche al settore del trasporto merci in conto terzi.

Il bando per i soggetti pubblici, avviato a febbraio 2020, è stato esteso alle Agenzie regionali e subregionali e a nuove tipologie di veicoli in acquisto e rottamazione.

Il bando dedicato ai veicoli aziendali, alle bici e allo smartworking apre domani, 31 luglio, ed è retroattivo, con le modalità indicate nel bando stesso.

I bandi chiuderanno il 30 novembre 2020 per dare un’iniezione di risorse al tessuto economico e sociale proprio nella fase di ripartenza dopo il lockdown.

Si rivolgono dunque complessivamente ad una platea potenziale di oltre 400mila imprese, oltre ai soggetti pubblici.

NEL DETTAGLIO

Chi vorrà acquistare unveicolo elettrico puro per il trasporto di persone con al massimo otto posti a sedere oltre al sedile del conducente, potrà beneficiare di un incentivo fino a 10.000 euro mentre per un mezzo sempre con più di otto posti a sedere oltre al sedile del conducente ma con una massa non superiore a 5 t potrà beneficiare di un contributo di 11.000 euro che arriva fino a 20.000 euro per quelli superiori a 5 t.

Sempre per quanto riguarda i veicoli elettrici puri ma per il trasporto merci con almeno quattro ruote, l’incentivo è di 10.000 euro per quelli da 400 chili a 3,5 tonnellate, di 11.000 euro per quelli da 3,5 tonnellate a 12 tonnellate e 14.000 euro per quelli superiori a 12 tonnellate.

Gli incentivi scendono in caso si scelga un veicolo ibrido (quindi non elettrico puro) a seconda delle categorie, e vanno da 7.000 a 16.000 euro. Per le sole imprese sono previsti incentivi anche per i veicoli euro 6D, basati sulle emissioni reali degli stessi, che vanno da 2.500 a 4.000 euro.

Per le misure dei veicoli aziendali, dei velocipedi e dello smart working, il soggetto gestore sarà Unioncamere Piemonte, l’associazione regionale delle Camere di commercio. Ulteriori dettagli sulle misure agevolabili saranno disponibili sul bando di prossima pubblicazione da parte della Regione Piemonte.

Bovini di razza piemontese: le preoccupazioni del mondo agricolo

Elezioni Anaborapi, l’allarme di Cia e Confagricoltura Piemonte

Situazione di preoccupazione all’interno dell’Anaborapi (Associazione nazionale bovini razza Piemontese): Cia e Confagricoltura Piemonte esprimono perplessità e allarme per le modalità di svolgimento delle elezioni dei delegati che rappresenteranno gli allevatori all’assemblea generale a Carrù, nel prossimo autunno.  Lo scorso 23 luglio a Carrù erano previste le elezioni per le nove sezioni di razza delle sei province del Piemonte più le regioni Emilia Romagna, Lombardia e Liguria.

Gli appuntamenti erano stati rimandati a causa dell’emergenza sanitaria, ma questa tornata, spiegano Cia e Confagricoltura, si è svolta secondo modalità contestabili, come raccontano i rappresentanti Anaborapi Gian Piero Ameglio per Cia Piemonte e Alberto Brugiafreddo per Confagricoltura Piemonte: “La prima assemblea del Comitato di razza di Cuneo avrebbe dovuto avere inizio alle ore 9,30 e a seguire le altre, il presidente Renato Giordano non era presente e non si è svolta alcuna discussione su nessun tema, ai presenti è stata consegnata la scheda elettiva per la compilazione. Giordano è arrivato pochi minuti prima di mezzogiorno, quando la maggior parte dei partecipanti era già andata via, molti dei presenti non hanno nemmeno votato né perfezionato la presenza. Si sono ottenuti una manciata di voti a fronte di centinaia aventi diritto”.

Confagricoltura e Cia Piemonte esprimono forte preoccupazione per il futuro dell’allevamento della Razza bovina Piemontese. Continuano Ameglio e Brugiafreddo: “Negli ultimi anni si sono verificati importanti risultati positivi in seno alla selezione di razza e al sistema tra Consorzio di Tutela, Cooperative per la vendita e Libro genealogico: questo ha premiato il territorio, l’allevamento e la tipicità delle carni di pregio di questa splendida razza. Nonostante questo, gli accadimenti che si sono verificati nelle assise delle sezioni dei delegati all’assemblea generale, ci paiono alquanto irregolari e poco rispettoso nei confronti di tutti quei soci che ripongono fiducia nel sistema della delega e della rappresentanza. Da molti anni diamo il nostro qualificato contributo al sistema, ma mai come oggi ci è parso di assistere ad una scalata volta al controllo dell’apparato. Il nostro auspicio è che il dialogo e l’interesse collettivo prevalgano sempre nella piena trasparenza”.

Tra gli italiani che si metteranno in viaggio uno su quattro pensa al Piemonte

Nel 2019 il turismo in Piemonte ha segnato +1,82% in termini di arrivi, con un incremento maggiore nella componente estera, pari al +3,7%. In flessione di un punto percentuale i pernottamenti. In aumento la soddisfazione e il sentiment positivo di chi ha visitato il Piemonte.

Oggi lo scenario turistico è radicalmente cambiato, ma il Piemonte presenta un’offerta turistica pronta ad accogliere gli ospiti che la sceglieranno: il 25% degli italiani che andranno in vacanza ha intenzione di soggiornare in Piemonte nei prossimi mesi.

Sono risultati significativi, che confermano la tendenza alla crescita a e al consolidamento del settore, quelli presentati  in conferenza stampa dall’Osservatorio Turistico Regionale di VisitPiemonte-DMO presso la Sala Trasparenza della Regione Piemonte alla presenza di Alberto Cirio, Presidente della Regione Piemonte, e Vittoria Poggio, Assessore regionale alla Cultura, al Turismo e al Commercio.
Nel corso del 2019 l’Osservatorio Turistico Regionale di VisitPiemonte ha operato in stretta collaborazione con la Direzione Turismo della Regione Piemonte per avviare il processo di innovazione della raccolta dati, elaborazione e monitoraggio del turismo in Piemonte. Una nuova piattaforma per la raccolta dei dati statistici, uno strumento di sentiment analysis sulle recensioni on-line insieme con un monitoraggio tramite big data – basato sui dati di telefonia mobile – sviluppato in collaborazione con l’Agenzia regionale 5T, monitoraggio che in questa prima fase è stato sperimentato sul caso studio dell’Osservatorio Langhe Monferrato Roero, presentato anch’esso nel corso della stessa conferenza.
Il lancio della nuova piattaforma Piemonte Dati Turismo (ROSS1000), avvenuto il 1° aprile 2019, ha richiesto la disponibilità delle strutture ricettive ad adottare questo nuovo strumento di invio dei dati statistici e dell’aggiornamento delle loro caratteristiche e servizi. Dal 1° ottobre 2019 la piattaforma ha permesso l’avvio della mappatura delle locazioni turistiche e raccolta dei relativi movimenti di ospiti, consentendo così di monitorare il fenomeno di tipo “Airbnb”. A fine 2019, la fotografia emersa indicava 6.861 strutture ricettive e 2.993 locazioni turistiche, per un totale complessivo di 9.854 unità (in termini di anagrafiche attive). Gli utenti che hanno adottato la nuova piattaforma per l’invio dei propri dati sono stati circa il 60% del totale.
La ragione per cui si è avviato il cambio della piattaforma di rilevazione dati è legata alla volontà di semplificazione del sistema di trasmissione da parte degli operatori ricettivi.

Entrando nello specifico degli andamenti, nel 2019 il turismo in Piemonte ha registrato oltre 5 milioni e 372 mila arrivi, cioè +1,82% sul 2018, con un particolare incremento del mercato estero, +3,7%, in linea con gli arrivi internazionali registrati in Europa dall’Organizzazione Mondiale del Turismo.

Oltre 14milioni e 932mila i pernottamenti registrati con una flessione di 1,1% maggiore nel mercato domestico. Se si analizza l’evoluzione turistica piemontese su un arco temporale più ampio, si osserva che negli ultimi 10 anni gli arrivi sono cresciuti di oltre il 31%, le presenze del 20%.

Lago d'Orta - Cerea
I mesi estivi si confermano i più importanti per il turismo regionale, attraendo oltre il 60% dei flussi, con il + 2% di arrivi ma -1% di presenze. L’andamento mensile conferma i picchi di luglio e agosto e, come per l’anno precedente, risulta in aumento il mese di ottobre: +2,7% dei pernottamenti e +10,5% di arrivi. Complessivamente i flussi sono cresciuti maggiormente nell’ultimo trimestre dell’anno.
Per quanto riguarda la provenienza dei turisti, si confermano le quote pari a 56% dal mercato italiano e al 44% dal mercato estero già registrate nel 2018. I pernottamenti generati da turisti dall’estero sono stati circa 6milioni e 559mila. La Germania è sempre il primo Paese estero con una quota pari a circa il 22% del totale estero. Nel 2019, la Francia ha superato il BeNeLux ed entrambe valgono il 12% della componente internazionale. La flessione dei pernottamenti dall’estero riguarda maggiormente il Nord Europa, che l’anno precedente aveva registrato un forte incremento – i pernottamenti dalla Scandinavia registrano una flessione pari a -9,2%, e i Paesi Bassi (-11%) – mentre crescono le altre principali provenienze europee: Germania +2,7% arrivi e +0,6% presenze, Francia +5,1% di arrivi e +0,3% di presenze, Regno Unito +6,6% di arrivi e +19,9% di presenze e Russia +0,8% di arrivi e +9,3% di presenze.
Tra i mercati extra-europei di particolare interesse si confermano gli Stati Uniti (+5,3% di arrivi e +7,3% di presenze) e Cina, che aumenta gli arrivi, ma vede in contrazione le presenze (+13,6% di arrivi e -9,9% di presenze).
Oltre ai dati statistici, la nuova piattaforma permette di disporre di indicazioni qualitative sugli ospiti. L’informazione raccolta sul 63% dei turisti che hanno soggiornato in Piemonte descrive puntualmente il genere e il profilo anagrafico: il segmento più numeroso pari al 22% dei turisti ricade nella fascia di età 45-54 anni ed è prevalentemente di genere maschile. Il 6% di ospiti del segmento “bambini fino a 12 anni” conferma ampiamente la fruizione da parte delle famiglie.
Accanto a questi dati qualitativi si uniscono gli indicatori di soddisfazione e sentiment elaborati a partire dalle recensioni on-line dei principali portali di ricerca e prenotazione dei servizi turistici. In aumento la soddisfazione complessiva: da 84,14/100 del 2018 a 85,28/100 nel 2019. Il sentiment è anch’esso in aumento di un punto e arriva a 86,31/100. Complessivamente la soddisfazione degli ospiti circa le strutture ricettive piemontesi è migliore rispetto al totale italiano: 87,7/100 verso 86,7/100.
Facendo riferimento ai territori, il 2019 ha registrato un bilancio positivo per la stagione invernale 2018/2019 della montagna, che registra un +4,18% di arrivi e +3,13% di presenze. Per questa stagione a crescere sono soprattutto i flussi turistici italiani, compensando una flessione dall’estero.
Ottimo il consuntivo del turismo della montagna estiva: crescono gli arrivi (+1,08%), ma soprattutto i pernottamenti (+14,34%). Al contrario della stagione invernale, in questo caso entrambe le componenti registrano un incremento per quanto riguarda i pernottamenti (+10,5% dall’Italia e +24,2% dall’estero), mentre aumentano gli arrivi italiani e sono in flessione quelli esteri.
Per il segmento lacuale estivo, la stagione ha registrato una flessione sia degli arrivi (-1,58%) che dei pernottamenti (-2,05%). L’area prodotto si consolida a forte prevalenza internazionale: infatti, la provenienza estera è pari al 77% degli arrivi e all’84% delle presenze totali. Si registra una flessione sia negli arrivi che nelle presenze della componente straniera, mentre per il turismo nazionale i pernottamenti risultano in aumento (+4,15%) con una lieve flessione degli arrivi (-0,42%).
Il segmento colline conferma la propria posizione con una crescita degli arrivi (+3,14%) e una flessione delle presenze (-1,68%). La componente estera vale oltre il 51% delle presenze totali e il 46% degli arrivi. Aumentano i flussi nazionali, mentre quelli esteri registrano una contrazione nei pernottamenti.

La Città di Torino registra oltre 3milioni e 644mila presenze (-4,1%) e oltre 1milione e 389mila arrivi (+7,6%), con un incremento più significativo della componente straniera (+3% di presenze e +26% di arrivi).

Per Torino gli indicatori di soddisfazione degli ospiti circa le strutture ricettive elaborata a partire dalle recensioni on-line risulta pari a da 87,2/100, maggiore di quasi due punti rispetto a quella per Milano.
In valori assoluti, le ATL Turismo Torino e Provincia e il Distretto dei Laghi si confermano come le più attrattive, seguite dal territorio di Langhe Monferrato Roero. La prima supera i 7 milioni di presenze con oltre 2.500.000 arrivi, la seconda invece registra più di 1,1milioni di arrivi e oltre 3milioni 780mila presenze.
Le migliori performance, in termini di crescita, si registrano sul territorio dell’ATL di Novara (+7,5% di arrivi e +7,2% di presenze), a seguire le Langhe Monferrato Roero (+5,3% di arrivi e -0,3% di presenze). L’ATL del Cuneese registra +1,9% di arrivi e -1,1%% di presenze, sostanzialmente stabili gli arrivi di Alexala (-0,2%) con una flessione nelle presenze (-4,0%), analogamente al territorio dell’ATL Biella Valsesia e Vercelli (-0,6% di arrivi e -5,2% di presenze).
Se questi dati disegnano la fotografia della destinazione prima dell’emergenza sanitaria, il monitoraggio nel corso del 2020 è particolarmente importante per verificare l’effettiva ripresa del settore.
Nell’ambito del programma #RipartiTurismo, l’Osservatorio Turistico Regionale di VisitPiemonte DMO ha sviluppato due azioni specifiche per monitorare l’offerta e sondare la domanda dei prossimi mesi, in particolare, la popolazione italiana quale mercato più promettente nell’immediato.
Gli operatori turistici piemontesi si sentivano sostanzialmente pronti ad accogliere i visitatori fin dall’inizio di giugno. L’indagine ha coinvolto gestori di strutture ricettive (Hotel, Agriturismo, B&B, etc.) ristoratori, guide / accompagnatori, consorzio turistici, tour operator, agenzie di viaggi, attrattori turistici (sito culturale, museale, promotore gestore eventi, concerti e intrattenimenti, ecc.), noleggio attrezzature (bike, e bike), trasporti turistici, attività commerciali, produttori agroalimentari e opinion leader del territorio. A loro è stato chiesto una valutazione sui volumi dell’attività nei prossimi mesi, sul loro prodotto e sulle criticità e opportunità rilevate.


Al di là della forte preoccupazione per la crisi – oltre 80% degli operatori ritiene che nei prossimi tre mesi la propria attività subirà una forte contrazione – la maggior parte degli interpellati si è dichiarato preparato a riaprire l’attività, pur lamentando poca chiarezza nelle linee guida di comportamento. Si dichiarano più preparati nella zona delle Langhe Monferrato Roero e, a seguire, nell’area di Biella Valsesia e Vercelli.
I punti di forza riconosciuti al Piemonte sono legati ad elementi intrinseci del territorio e del prodotto: montagna, lago, ampi spazi per soggiorni nella natura, attività outdoor, con possibilità di stare all’aria aperta in tranquillità. Questo soprattutto nei territori di Biella Valsesia e Vercelli, Cuneese e Distretto Turistico dei Laghi. Ma altrettanto importanti sono gli elementi connessi alla configurazione dell’offerta turistica locale: strutture piccole di qualità, a conduzione famigliare, con elevato rapporto qualità-prezzo. Questo dato emerge soprattutto nelle aree di Langhe Monferrato Roero, Alexala e Novarese.
Le debolezze del prodotto sono connesse alla necessità di riorganizzazione per mercati differenti da quelli esteri che rappresentano i bacini consolidati (soprattutto per Distretto dei Laghi e Langhe Monferrato Roero) e al bisogno di aumentare la capacità di servizio con risorse non disponibili nell’attuale organizzazione (es., personale per le pulizie e sanificazione).
Le principali criticità sottolineate dagli operatori sono legate all’incertezza sulle decisioni governative e alla cancellazione delle prenotazioni su tutto il territorio regionale. Tuttavia si intravvede anche l’opportunità legata alla scoperta di destinazioni minori da parte dei potenziali visitatori.
E i potenziali visitatori del Piemonte nei prossimi mesi ci sono e, secondo il sondaggio realizzato con la collaborazione di Metis Ricerche, il 25% degli italiani ha intenzione di fare una vacanza in Piemonte.

Per chi sceglierà la nostra regione, le principali destinazioni saranno Torino, Val Susa con Bardonecchia e Sestriere, poi Langhe, Roero e Monferrato, le Valli del Cuneese e il Lago d’Orta. Il soggiorno sarà all’insegna dell’attività all’aria aperta, del trekking, dell’escursionismo e della bicicletta. L’enogastronomia è la motivazione principale di coloro che ritengono probabile un soggiorno in Piemonte, seguita dai cammini spirituali.

 

È da notare che coloro che dichiarano di non sapere ancora dove andranno sono coloro che hanno una probabilità maggiore di apprezzare i soggiorni culturali.
Per la vacanza in Piemonte, si soggiornerà in albergo e in case private in affitto insieme alla propria famiglia o con il partner. La durata sarà in maggioranza di più settimane – tipico della vacanza estiva – ma è importante anche la quota di chi trascorrerà solo una settimana o short breaks. Il periodo più probabile della vacanza si concentra nei mesi di agosto e settembre, spostandosi quindi più verso la fine dell’estate, mentre la ricerca delle informazioni avverrà in primo luogo tramite passaparola di amici e parenti, accanto alla ricerca sui portali di prenotazioni e sui siti web delle singole destinazioni.
Per l’acquisto si prediligerà accordi diretti con gli operatori (albergatori, guide, transfer, ecc.) e l’acquisto on-line (rispettivamente, il 34% e 27%).
Da sottolineare che chi ha fatto una vacanza in Piemonte negli ultimi tre anni dichiara un livello di soddisfazione molto elevato: in una scala da 1(min) a 5(max), il 55% dei casi attribuisce il voto massimo e votazione elevata (4) per il 39%. Ancora, l’89% dichiara che rifarebbe la vacanza in Piemonte.
Oggi i primi segnali di ripresa dei movimenti turistici sul territorio si stanno registrando anche nelle recensioni on-line dei visitatori. Infatti, nei primi quattro mesi del 2020 l’emergenza sanitaria ha inciso notevolmente sui comportamenti degli utenti, registrando un forte calo dei contenuti che, per la ricettività, è stato pari a -55,6% (in particolare, -76,7% a marzo e -86,4% ad aprile). Nel mese di maggio l’andamento dei contenuti ha evidenziato una lieve risalita (-80,4%), che per giugno registra una crescita rispetto a maggio: complessivamente nel I semestre 2020 il calo di contenuti si attesta a -60% e lascia auspicare che si riduca via via per raggiungere i livelli dei primi mesi dell’anno.


“Il turismo – commenta il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio – è una delle leve strategiche per l’economia del nostro territorio. Lo dimostrano i numeri degli ultimi 15 anni, in costante crescita, a testimoniare un comparto che rappresenta un’opportunità per tante imprese piemontesi. Realtà coraggiose e virtuose a cui va il merito di questo risultato. Perché se le Olimpiadi del 2006 sono state la scintilla, ad alimentare il fuoco di questo settore sono stati, negli anni, coloro che nel turismo hanno creduto e investito. A loro va adesso tutto il nostro supporto per ripartire in questo anno così difficile e complesso per tutti. Non solo i 40 milioni di euro già messi in campo attraverso i bonus, i voucher e le altre misure emergenziali. Ma tutto quello che la Regione potrà fare di qui in avanti per sostenere e far crescere un’industria, il turismo, che significa innanzitutto qualità della vita e cura del territorio”.
“Abbiamo potuto rilevare dei dati importanti quali il significativo aumento delle presenze turistiche straniere nell’anno 2019 e, cosa più importante, l’accrescimento della soddisfazione e del sentiment positivo di chi è stato nei nostri territori piemontesi. É indubbio che lo scenario che ci si prospetterà quest’anno sarà molto diverso, ma non necessariamente drammatico. I dati degli ultimi sondaggi parlano proprio di come gli italiani che quest’anno hanno deciso di andare in vacanza – dichiara Vittoria Poggio, Assessore al Turismo della Regione Piemonte – abbiamo scelto il Piemonte. Indubbiamente l’iniziativa che abbiamo messo in campo dei Voucher Vacanza è e sarà un grande volano attrattivo per i mesi a venire ma siamo già al lavoro per mettere in campo nuovo misure di incentivazione del turismo per la prossima primavera.”
“Quest’anno con l’Osservatorio Turistico abbiamo fatto un ulteriore sforzo nell’arricchire e integrare i vari strumenti di misurazione, così da offrire maggiore profondità all’analisi dei dati e, quindi, rendere più chiara la comprensione dell’evoluzione turistica nella nostra regione. La situazione critica determinata dall’emergenza sanitaria ha fatto emergere una consapevolezza più estesa sulla necessità di comprendere i fenomeni, misurarne la portata, individuare i punti forti/deboli per potere poi decidere come adattare le strategie di promozione. In breve, assistiamo ad una nuova
centralità dei dati quali-quantitativi – dichiara Luisa Piazza, Direttore Generale di VisitPiemonte – Di conseguenza, accanto alle consuete analisi statistiche – il cui uso è oramai consolidato – abbiamo integrato altri dati provenienti da indagini dirette agli operatori della filiera turistica e ai potenziali visitatori del Piemonte, dati che, uniti alle recensioni online (“sentiment analysis”) forniscono interessanti letture tridimensionali sul nostro territorio e sulla percezione positiva di cui gode il Piemonte”

Ecco il nuovo servizio di pagamento Iren

Ottenuta l’autorizzazione da Banca d’Italia, Iren è la prima multiutility italiana a rendere disponibile per i propri clienti il Payment Initiation Service, un servizio di pagamento elettronico innovativo, comodo e affidabile.

Reggio Emilia, 30 luglio 2020 – Iren luce gas e servizi, denominazione commerciale di Iren
Mercato S.p.a., è la società del Gruppo Iren che, ottenuta lo scorso marzo l’autorizzazione
da Banca d’Italia a operare come Istituto di Pagamento, scommette sulle potenzialità
della normativa PSD2 per attivare con IrenPay il nuovo servizio di Payment Initiation
Service (PIS). È il primo caso tra le multiutility italiane. A rendere possibile tutto ciò è
stata una recente direttiva europea (“PSD2”), che ha introdotto e normato l’operatività di
nuove funzionalità all’interno del mercato dei pagamenti, con lo scopo di rendere più sicura
e conveniente la gestione del denaro.

Soddisfatti tutti i requisiti previsti dalla normativa, Iren luce gas e servizi è diventata nuova
attrice dei servizi di pagamento e può agire da tramite tra il cliente ed il suo internet
banking, avviando il pagamento online delle bollette di luce e gas dalla piattaforma Web/App
IrenYou, senza applicazione di costi aggiuntivi da parte di Iren. Il tutto nella massima
sicurezza, perché Iren, in quanto fornitore del servizio, non accede a dati sensibili del
cliente (l’autenticazione per il pagamento avviene su server della banca), raccoglie per ogni
operazione il suo consenso esplicito, mette a sua disposizione tutte le informazioni relative
al pagamento.

IrenPay per il cliente significa:
• beneficiare della comodità e della sicurezza dei pagamenti digitali, che possono
essere effettuati con un clic direttamente da casa,
• pagare le proprie bollette senza dover introdurre per ogni operazione i dati relativi alla
propria carta di credito, ma collegandosi dalla piattaforma Web/App IrenYou
direttamente al proprio conto bancario online
• inviare il pagamento soltanto dopo avere visualizzato la propria bolletta e avere avuto
modo di verificarne tutte le voci.

Iren risponde così all’eccezionale dinamismo che ha caratterizzato il mercato dei pagamenti
negli ultimi anni, con il sempre maggiore utilizzo dei pagamenti digitali attraverso strumenti
tecnologici quali tablet, smartphone o wearable.

Trend perfettamente rappresentato dalla base clienti del gruppo energetico. Se le bollette
emesse mensilmente, infatti, sono oltre un milione, nell’arco dell’ultimo anno i
pagamenti in forma digitale sono aumentati di oltre il 115%, con quasi 4 milioni di casi
all’anno gestiti tramite carta di credito, Sisal e Lottomatica e Poste Online e quindi con il
coinvolgimento di intermediari e la possibile generazione di costi di pagamento e
commissioni.

Di contro è ben rappresentata dal 49% dei clienti di Iren luce gas e servizi, la sempre
maggiore consapevolezza e crescente attenzione ai propri consumi e al risparmio
energetico, che genera l’esigenza di ricevere e verificare puntualmente ogni singola
bolletta, valutandone voci, importi e proposta commerciale prima di procedere con il
pagamento.

A conciliare queste esigenze, finora opposte, ci pensa IrenPay, in piena coerenza con il
posizionamento nazionale di Iren luce gas e servizi, che propone offerte e servizi innovativi,
dinamici e personalizzabili su ciascun profilo di consumo ed esigenza.
E così, da oggi i clienti con IrenPay potranno pagare le proprie bollette luce e gas sulla
nuova piattaforma Web/App IrenYou, che vanta quasi 300.000 clienti registrati.

L’iniziativa presentata oggi sarà inoltre abilitante di servizi addizionali relativi al mondo dei
servizi di pagamento già allo studio da parte del Gruppo nell’ottica di creare offerte sempre
più personalizzate (come proporre condizioni di pagamento e rateizzazione personalizzate)
e, più in generale, offrire una customer e una user experience coinvolgente, semplice e
immediata.

“Si tratta di un passo importante con cui segniamo il nostro ingresso, da first-mover, nel
mondo fintech e dei pagamenti digitali, – afferma Massimiliano Bianco, Amministratore
Delegato del Gruppo Iren – e con il quale confermiamo un percorso di crescita che ci
assegna un ruolo da player nazionale, capace di coniugare evoluzione tecnologica e
centralità del cliente”.

“Iren Pay – afferma Gianluca Bufo, Amministratore Delegato di Iren luce gas e servizi –
sarà uno strumento importante nel rapporto con i nostri clienti, ai quali vogliamo offrire
servizi sempre più digitali e personalizzati. E infatti è la nostra risposta a tutti quei clienti che
oggi vogliono pagare ogni singola bolletta comodamente da casa, ma prendendosi il tempo
necessario per controllarla”

Montagna e Recovery Plan

Il Presidente Uncem Marco Bussone ha preso parte alla seduta del Comitato Interministeriale per gli Affari europei (Ciae), convocato  sera dal Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte  per avviare il lavoro di preparazione del Recovery plan.

Diversi Ministri, tra i quali il Ministro per la Coesione Giuseppe Provenzano, hanno rimarcato l’importanza di utilizzare le risorse europee per ridurre le sperequazioni territoriali, dando spazio alle necessità dei territori montani e delle aree interne al fine di ridurre le sperequazioni e le disuguaglianze, anche relative all’organizzazione dei servizi pubblici e alle opportunità di sviluppo economiche. Come ribadito dal Ministro Roberto Gualtieri da Palazzo Chigi, “il Recovery Plan sarà presentato il prossimo autunno ed è urgente selezionare quindi gli interventi prioritari che lo caratterizzeranno, con un protagonismo da parte del Parlamento, degli Enti locali e delle associazioni”. Sostenibilità e innovazione saranno le colonne delle proposte che Uncem porterà al tavolo (che oltre alla sede politica avrà anche un percorso tecnico) come già ribadito anche dal Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Francesco Boccia agli Stati generali della Montagna, lo scorso week end a Roccaraso. “Quanto affermato nel Ciae – evidenzia Marco Bussone – è un primo risultato degli Stati generali. La Montagna c’è e ci sarà dentro il piano del Recovery fund. Al lavoro dunque per definire progetti e iniziative, secondo gli assi green e smart come Uncem da sempre sottolinea”.

Anche il Politecnico controllerà la sicurezza delle infrastrutture

Un network di nove università ed enti di ricerca fornirà supporto tecnico e scientifico per il monitoraggio delle infrastrutture sul territorio

 

È stato formalizzato il 22 luglio a Pisa il Consorzio Fabre – Consorzio interuniversitario di ricerca per la valutazione e monitoraggio di ponti, viadotti e altre strutture: tra i fondatori il Politecnico di Torino, Politecnico di Milano, Università di Pisa, Università di Padova, Università di Perugia, Università di Camerino, Università della Campania e Università di Messina oltre all’ENEA.

 

Attualmente sono nove le università italiane che hanno aderito al consorzio, pensato per evitare che tragedie come quella del crollo del viadotto Polcevera a Genova, appena ricostruito, possano ripetersi. Il Consorzio metterà in campo gli esperti più qualificati e le tecnologie più avanzate per monitorare e valutare lo stato di salute delle infrastrutture stradali del nostro Paese e promuovere e coordinare le attività che riguardano la classificazione del rischio strutturale e ambientale. In particolare, i consorziati svilupperanno metodologie ad elevato contenuto tecnico-scientifico per valutare i diversi rischi (statico, fondazionale, sismico e idrogeologico) e promuovere la verifica, il controllo e il monitoraggio delle infrastrutture, oltre allo sviluppo e l’utilizzo di tecniche innovative negli interventi di riparazione e/o miglioramento di ponti, viadotti e altre strutture esistenti.

In questo caso si avrà un unico interlocutore che permetterà agli enti gestori quali Ministero delle Infrastrutture, ANAS, Ferrovie dello Stato, i gestori delle autostrade e gli enti locali di avviare procedure più snelle e veloci per effettuare la valutazione di diversi rischi (statico, fondazionale, sismico e idrogeologico) e promuovere la verifica, il controllo e il monitoraggio delle infrastrutture disponendo di tecniche innovative negli interventi di riparazione e consolidamento delle strutture esistenti.

 

“L’Italia ha un patrimonio infrastrutturale abbastanza datato che purtroppo nel corso degli scorsi decenni non è stato sufficientemente attenzionato e mantenuto. Esso viceversa risulta vitale per l’economia e la società. Garantire la cui efficienza e sicurezza rappresentano priorità strategiche per il Paese. In particolare i crolli di ponti negli ultimi anni, susseguitisi con una frequenza crescente, hanno avuto un notevole risalto a livello di media. Tali infrastrutture oggi sono esposte a rischi di varia natura, tra i quali l’invecchiamento e il degrado dei materiali costituenti e i rischi legati a fenomeni e calamità naturali, quali ad esempio i terremoti e frane”, spiega Giuseppe Andrea Ferro, professore ordinario di Scienza delle Costruzioni e Direttore del Dipartimento di Ingegneria Strutturale, Edile e Geotecnica, nonché referente del Politecnico di Torino per il Consorzio “Al fine di dare risposte concrete a problemi molto complessi, peraltro in un contesto generale di invecchiamento di buona parte della rete infrastrutturale Italiana, progettata e costruita in alcuni casi ben oltre 50 anni fa, occorrono strumenti ingegneristici e approcci tecnico-scientifici avanzati che attengono alla ricerca scientifica e tecnologica nel campo dell’Ingegneria Civile e in particolare dell’Ingegneria delle Strutture” aggiunge Ferro.

 

Il consorzio “FABRE” si pone l’obiettivo di dare impulso a tale necessaria attività di ricerca con un approccio “ingegnoso”, come suggerito dal nome stesso del consorzio e come si addice alle discipline ingegneristiche.

 

Ex Embraco, Ugl: “più attenzione ai lavoratori”

Incontro in Regione Piemonte, con il Presidente Alberto Cirio, l’Assessore al Lavoro Elena
Chiorino e il Procuratore Fallimentare Dr. Gili.

“Forse il metodo che abbiamo usato non è
corretto. Alle istituzioni regionali non si può chiedere di più che accompagnarci con il curatore
fallimentare nel dare continuità al salario dei lavoratori” lo dichiara Roberto Brognano, Territoriale
UGL Metalmeccanici Torino, con delega Ventures. “I lavoratori meritano attenzione, non chiediamo
solo assistenzialismo con gli ammortizzatori sociali, ma futuro occupazionale che, restituisca dignità
ai lavoratori”. Continua Ciro Marino, Segretario Provinciale della Ugl Metalmeccanici di Torino.
“Nella storia dei governi precedenti non si è mai visto una latitanza simile, un ministro assente e un
sottosegretario arrogante e inconcludente; se non sono all’altezza di governare uomini e situazioni,
per il bene del paese si mettessero da parte e diano la possibilità a chi ha capacità e competenze per
poter uscire da questo stato di crisi e trovare finalmente, soluzioni con politiche attive atte a garantire
dignità e lavoro”.