Bovini di razza piemontese: le preoccupazioni del mondo agricolo

in ECONOMIA E SOCIETA'

Elezioni Anaborapi, l’allarme di Cia e Confagricoltura Piemonte

Situazione di preoccupazione all’interno dell’Anaborapi (Associazione nazionale bovini razza Piemontese): Cia e Confagricoltura Piemonte esprimono perplessità e allarme per le modalità di svolgimento delle elezioni dei delegati che rappresenteranno gli allevatori all’assemblea generale a Carrù, nel prossimo autunno.  Lo scorso 23 luglio a Carrù erano previste le elezioni per le nove sezioni di razza delle sei province del Piemonte più le regioni Emilia Romagna, Lombardia e Liguria.

Gli appuntamenti erano stati rimandati a causa dell’emergenza sanitaria, ma questa tornata, spiegano Cia e Confagricoltura, si è svolta secondo modalità contestabili, come raccontano i rappresentanti Anaborapi Gian Piero Ameglio per Cia Piemonte e Alberto Brugiafreddo per Confagricoltura Piemonte: “La prima assemblea del Comitato di razza di Cuneo avrebbe dovuto avere inizio alle ore 9,30 e a seguire le altre, il presidente Renato Giordano non era presente e non si è svolta alcuna discussione su nessun tema, ai presenti è stata consegnata la scheda elettiva per la compilazione. Giordano è arrivato pochi minuti prima di mezzogiorno, quando la maggior parte dei partecipanti era già andata via, molti dei presenti non hanno nemmeno votato né perfezionato la presenza. Si sono ottenuti una manciata di voti a fronte di centinaia aventi diritto”.

Confagricoltura e Cia Piemonte esprimono forte preoccupazione per il futuro dell’allevamento della Razza bovina Piemontese. Continuano Ameglio e Brugiafreddo: “Negli ultimi anni si sono verificati importanti risultati positivi in seno alla selezione di razza e al sistema tra Consorzio di Tutela, Cooperative per la vendita e Libro genealogico: questo ha premiato il territorio, l’allevamento e la tipicità delle carni di pregio di questa splendida razza. Nonostante questo, gli accadimenti che si sono verificati nelle assise delle sezioni dei delegati all’assemblea generale, ci paiono alquanto irregolari e poco rispettoso nei confronti di tutti quei soci che ripongono fiducia nel sistema della delega e della rappresentanza. Da molti anni diamo il nostro qualificato contributo al sistema, ma mai come oggi ci è parso di assistere ad una scalata volta al controllo dell’apparato. Il nostro auspicio è che il dialogo e l’interesse collettivo prevalgano sempre nella piena trasparenza”.

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