agricoltura

Il Piemonte a Vinitaly Special edition

Il Piemonte vitivinicolo, con il sostegno dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione Piemonte, sarà presente a Vinitaly special edition, a Verona dal 17 al 19 ottobre, con il super consorzio Piemonte Land of wine, che rappresenta tutti i 14 Consorzi di tutela del vino.

In questa edizione speciale, dedicata esclusivamente agli operatori del settore, verranno presentate ai buyer internazionali le eccellenze dei vini piemontesi dei produttori consorziati, nello spazio presente al Padiglione 6, stand C1/D1.

In occasione dell’Anno del Cortese, la campagna di valorizzazione dei vini autoctoni sostenuta dalla Regione Piemonte, lunedì 18 ottobre alle ore 10, nello spazio piemontese, con la partecipazione dell’assessore regionale all’Agricoltura e Cibo Marco Protopapa , si svolgerà la degustazione di alcune denominazioni a bacca bianca in abbinamento ai prodotti Dop Piemonte,

Per l’assessore regionale il Vinitaly special edition è un’opportunità per dare un messaggio di fiducia verso il futuro del mondo vitivinicolo piemontese e rappresenta un ritorno importante ai grandi eventi di promozione internazionale per l’intero comparto italiano di cui il Piemonte è tra i più grandi rappresentanti all’estero grazie alla qualità dei prodotti.

“Questa edizione di Vinitaly è un segno di ripartenza importante – sottolinea il presidente di Piemonte Land Matteo Ascheri – In Piemonte siamo nel cuore della vendemmia che sta andando molto bene, siamo soddisfatti e ci aspettiamo un’ottima qualità”

Cia e Confagricoltura: il costo dei concimi cambia l’agricoltura

 

Volano i prezzi dei concimi a causa della mancanza di materie prime, ed è allarme per gli agricoltori: per i costi attuali, bisognerà rivedere le pratiche agronomiche.
A raccogliere le segnalazioni degli imprenditori sono Cia e Confagricoltura Alessandria, che rilevano l’aumento dei costi dell’energia, degli imballaggi e delle materie prime che freneranno l’economia, ripercuotendosi sulle tasche dei consumatori e minacciando la competitività dei settori produttivi. Si arriva ad un incremento dei costi dei fertilizzanti fino al 50% in più.
Alcune imprese produttrice hanno annunciato tagli; alla chiusura di alcuni stabilimenti nel Regno Unito, si è aggiunto l’annuncio del taglio del 40% della produzione in Europa da parte di uno dei principali produttori a livello mondiale di ammoniaca – da cui si ricavano i fertilizzanti – e primo operatore italiano del settore. In Italia, il mercato dei fertilizzanti vale circa un miliardo di euro. Oltre al costo aumentato, quindi, si va incontro anche ad un problema di reperibilità.
Un esempio concreto: negli ultimi due mesi per trasportare i prodotti ortofrutticoli di prima, IV e V gamma da un’azienda Confagricoltura, dalla Piana del Sele fino ai mercati del Nord Italia e in Germania i costi di trasporto sono cresciuti del 20%, del 30% per gli imballaggi in cartone e del 40% per le buste d’insalata.
Dichiara il presidente di Confagricoltura Alessandria, Luca Brondelli di Brondello: “Occorre tendere all’autosufficienza, valorizzando il settore agricolo anche nel suo ruolo di produttore di energia verde. In particolare il biometano è una grande opportunità per contribuire alla transizione energetica ed alla decarbonizzazione, diminuendo le importazioni di metano per le aziende agricole e utilizzando la rete gas come vettore di energia rinnovabile”. Aggiunge il presidente provinciale Cia Alessandria Gian Piero Ameglio: “I prezzi del grano sono aumentati e a ruota anche quelli di concimi e trattamenti. Alcuni agricoltori dovranno rivedere le concimazioni autunnali e ridurre quelle primaverili, ma fare a meno del tutto dei fertilizzanti è praticamente impossibile. Si fa ricorso, per quanto possibile, al letame e ai liquami aziendali per chi fa zootecnia, e i coltivatori dovranno cogliere il momento migliore per la distribuzione. I prezzi alti portano speculazione, e a rimetterci sono gli agricoltori”.
Le aziende, inoltre, non sono esenti dal “caro bollette”, dall’aumento dei costi energetici e il gasolio agricolo negli ultimi due mesi ha avuto un rincaro del 25%.

Latte, Cia: le proposte degli agricoltori

Cia Agricoltori italiani del Piemonte, attraverso il suo presidente regionale Gabriele Carenini, esprime soddisfazione per l’esito dell’incontro svoltosi al Ministero delle Politiche agricole per affrontare l’emergenza del settore lattiero-caseario.

«Diamo atto al ministro Stefano Patuanelli di essere partito con il piede giusto – osserva il presidente Carenini -, portando al Tavolo tutti i componenti della Filiera, compresa la Grande distribuzione organizzata. Gli allevatori si trovano di fronte ad aumenti dei costi insostenibili, sia sul piano dell’energia che su quello delle materie prime per l’alimentazione degli animali. Parliamo di rialzi fino al 30 e al 50 per cento che non possono più trovare alcun margine di copertura. C’è la necessità di arrivare velocemente a una revisione condivisa del prezzo del latte alla stalla, garantendo una corretta remunerazione ai produttori e un’equa distribuzione del valore tra tutti gli attori della catena lattiero-casearia».

Dal Tavolo ministeriale, che nelle dichiarazioni d’intento dovrebbe essere istituzionalizzato e reso permanente, si attende il raggiungimento di un protocollo d’intesa che fornisca la cornice di riferimento per le trattative sul prezzo del latte.

«E’ molto positivo che produttori, industriali e grande distribuzione si trovino finalmente allo stesso Tavolo – commenta Guido Coda Zabetta, delegato di Cia Agricoltori italiani del Piemonte per il settore latte -, l’aspetto della remunerazione in questo momento è di vitale importanza per la sopravvivenza delle aziende. Dopo di che, occorre cogliere l’opportunità del Tavolo per costruire insieme strategie di lungo periodo a sostegno del settore, tenendo conto dei nuovi modelli di sostenibilità che tutti evocano, ma che alla prova dei fatti faticano a trovare applicazione pratica. Bisogna che gli allevatori giungano preparati ai confronti istituzionali, documentando in dettaglio non solo i costi di produzione, ma anche il valore della frammentazione delle aziende sul territorio. In questi anni, hanno chiuso migliaia di stalle, eppure la produzione di latte è aumentata. Vuol dire che c’è stata una concentrazione nelle zone dove i costi sono minori. Tutto ciò avviene a scapito delle aree marginali, avviate a un progressivo spopolamento e abbandono, con grave danno per la tutela dell’ambiente. E’ fondamentale che su questo la politica batta un colpo, mettendo tutti nelle condizioni di produrre ad armi pari. A quel punto, il prezzo verrà da sé e lo farà il mercato».

 

In arrivo i fondi regionali per le aziende agricole

La Giunta regionale del Piemonte, su proposta dell’assessore all’Agricoltura e cibo, Protopapa,  ha disposto una dotazione finanziaria di 28 milioni di euro per l’attivazione del bando 2021 relativo alla misura 4.1.1. del Programma di sviluppo rurale, finalizzato al miglioramento del rendimento globale e della sostenibilità delle aziende agricole piemontesi.

Il bando, che verrà pubblicato sul sito della Regione Piemonte la prossima settimana, è relativo alla misura del Psr per gli anni di transizione 2021-2022 ed è condizionato dall’approvazione da parte della Commissione europea della richiesta di modifica del Psr 20214-2020 del Piemonte.

Come sottolinea l’assessore regionale all’Agricoltura si tratta di un bando atteso dagli agricoltori piemontesi che permette alla singola azienda di richiedere contributi specifici per iniziative di ammodernamento e miglioramento del rendimento globale.

A Eataly Torino Lingotto arriva lo zucchino De.co. di Rivalta Bormida

Un’eccellenza del territorio, in esclusiva solo venerdì 1 e sabato 2 ottobre:

in vendita e nel menu dei Ristoranti

 

Eataly Torino Lingotto ospita in esclusiva un’eccellenza che arriva direttamente dall’Alessandrino: lo zucchino De.co di Rivalta Bormida. Per due sole giornate, venerdì 1 e sabato 2 ottobre, tra i banchi della verdura fresca in vendita e in alcuni piatti dei Ristoranti sarà protagonista questa tipicità che arriva freschissima dal paese di cui era originario Norberto Bobbio.

 

Zona da sempre votata all’agricoltura, Rivalta Bormida è famosa in particolare per il suo zucchino, che ha un disciplinare di produzione molto severo. La sua unicità e alta qualità sono tali da aver meritato la valorizzazione della Denominazione Comunale.

A distinguere lo zucchino rivaltese è prima di tutto la zona di produzione. Infatti possono accedere alla De.Co. solo gli zucchini coltivati sull’area del Comune e in poche cascine limitrofe e la raccolta deve esser fatta di prima mattina, con fiore aperto al massimo del suo vigore. Altro importante fattore: la coltivazione può avvenire solo in ambiente libero, non sono ammesse tecniche di disinfezione del suolo in fase di pretrapianto e per quanto riguarda i trattamenti fitosanitari, bisogna rispettare rigide norme. Infine, il prodotto deve essere confezionato direttamente in azienda, nella zona di produzione, così da garantire la tracciabilità e il controllo.

Lo zucchino De.co di Rivalta Bormida si adatta facilmente ad ogni ricetta e metodo di cottura. Dà il suo meglio crudo, grazie alla sua freschezza e tenerezza uniche.

Gli chef di Eataly Lingotto lo proporranno nelle due giornate nel menu dei Ristoranti: esclusivamente venerdì 1 e sabato 2 ottobre sarà possibile ordinare la pizza al padellino farcita con le zucchine al vapore e i fiori e inoltre tra i contorni ci saranno le zucchine alla brace. Due proposte che nella loro semplicità ne valorizzano al meglio il gusto.

 

Eataly Torino Lingotto, che da ormai 14 anni seleziona i migliori prodotti che il territorio e la stagionalità propongono, con particolare attenzione alla sostenibilità e alla valorizzazione delle piccole grandi eccellenze locali, vuole dare così voce alla produzione di qualità dello zucchino De.co di Rivalta Bormida, coltivato ad oggi da 8 virtuose realtà agricole.

La filiera agroalimentare e le sue problematiche

Nell’ambito del Festival del Giornalismo Alimentare lunedì 27 settembre, con Simona Riccio, Agrifood & Organic Specialist

 

Appuntamento al Circolo dei Lettori lunedì 27 settembre alle ore 10, presso la Sala del Gioco, con Simona Riccio, Linkedin Top Voice Italia e Agrifood & Organic Specialist, e anche Social Media Manager del CAAT, il Centro Agroalimentare di Torino. Quest’anno il Festival del Giornalismo Alimentare è ritornato finalmente in presenza.

Simona Riccio parlerà, nel corso dell’incontro della mattinata, della filiera agroalimentare e delle sue problematiche.

“La filiera agroalimentare è stata in grado di garantire – spiega la Social Media Marketing Manager Simona Riccio – anche durante il periodo di pandemia un servizio essenziale e continuativo, come dimostrato, per esempio, dai grossisti all’interno del Centro agroalimentare di Torino. Risulta fondamentale concentrare la propria attenzione proprio sulla filiera agroalimentare e sul ruolo strategico del settore agricolo, valorizzando, promuovendo e comunicando nel migliore dei modi tale settore”. E questa è  la mission che da anni persegue Simona Riccio, coinvolgendo i vari attori della filiera, come accaduto quest’anno attraverso la trasmissione “PARLACONME “, in onda ogni giovedì pomeriggio  dalle 18 alle 19 sulla Radio web Radio Vidanetwork. Ha coinvolto  molti protagonisti della filiera agroalimentare, fino ai massimi vertici istituzionali del settore, collaborando con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale nel progetto True Italian Taste, a difesa del Made in Italy in Italia e nel mondo.

Con Simona Riccio, sul palco, nella sala Gioco presso il Circolo dei Lettori, per esporre il suo racconto del cibo e le esperienze della rete del Festival del Giornalismo Alimentare, saranno presenti Monica Viani, Deborah Waldmann e Matteo Garuti. Modera l’incontro Nicoletta Polliotto

Sarà possibile seguire l’incontro,  esaurito in presenza, via streaming, andando sulla home page del Festival del Giornalismo Alimentare, cliccando il link della sala che interessa, per seguire lo streaming:

http://www.festival-delgiornalismoalimentare.it

Mara Martellotta 

Allarme fauna selvatica: “distrugge le vigne”

VENDEMMIA. CARENINI (CIA PIEMONTE): FAUNA SELVATICA DISTRUGGE LE VIGNE, CHIESTO INTERVENTO AD ASSESSORE AGRICOLTURA

“Un incontro proficuo, organizzato per discutere a fondo dei danni che caprioli e cinghiali procurano alle vigne. La vendemmia, quest’anno, ha patito in modo eccessivo la presenza ormai fuori controllo di questi animali selvatici. All’assessore, sempre sensibile all’argomento e disponibile all’ascolto, abbiamo presentato le nostre richieste, che vanno dalla regolamentazione della figura del tutor al reperimento di fondi aggiuntivi per poter arruolare le guardie di polizia provinciale per gli abbattimenti. La fauna selvatica costituisce un problema enorme non solo per l’agricoltura, ma anche per la sicurezza stradale e bisogna mettere in atto tutte le azioni possibili per il suo contenimento”. Così Gabriele Carenini, presidente di Cia Piemonte, a margine dell’incontro avvenuto oggi con l’assessore all’agricoltura, Marco Protopapa, a cui ha preso parte anche una delegazione di presidenti provinciali di Cia.

Zootecnia in affanno

Allasia (Confagricoltura): “Mortificante che un caffè costi quanto tre litri di latte alla stalla”

Non è soltanto il comparto dei bovini da carne a essere in difficoltà per l’aumento dei costi delle commodities a livello internazionale. La spinta dei prezzi su cereali e leguminose,  che si riflette sui costi di alimentazione del bestiame, riduce a livelli minimi i margini degli allevatori, che in alcuni casi sono costretti a lavorare in perdita. La riduzione degli stock di cereali a livello mondiale, unita alle previsioni di scarsi raccolti a causa di un clima impazzito che penalizza le coltivazioni con piogge torrenziali e periodi di siccità prolungati in diverse aree del pianeta, ha innescato una serie di tensioni sui mercati a termine delle materie prime agricole, che unite alle speculazioni tipiche di questi commerci hanno provocato un’impennata dei prezzi che ha fatto salire il costo degli alimenti zootecnici di circa il 50% nell’arco di un anno.
Un altro comparto zootecnico in difficoltà è quello delle uova, con prezzi all’origine che cedono del 5 – 6% rispetto a un anno fa e con costi di produzione in forte aumento.
Nel comparto lattiero caseario la situazione è estremamente delicata, come spiega Guido Oitana, presidente degli allevatori di bovine da latte di Confagricoltura Piemonte. “Ciò che rileviamo – sottolinea Oitana – è che tra i prezzi all’origine e quelli al consumo esiste un notevole divario. Per quanto riguarda il mercato del latte spot, ovvero quello che non è sotto contratto, nelle ultime settimane i listini hanno fatto segnare aumenti considerevoli. Attualmente la quotazione è di circa 41 centesimi al litro, mentre il latte sotto contratto, vale a dire quello ritirato quotidianamente dai caseifici per la produzione latte fresco o di formaggi, è pagato tra i 35 e i 37 centesimi al litro (al netto dell’Iva). I bilanci 2020 delle principali industrie lattiero-casearie evidenziano un forte recupero di marginalità rispetto all’anno precedente. Gli allevatori sono stretti in una morsa: con un prodotto deperibile e uno scarso potere contrattuale finiscono per essere vittime di un mercato che penalizza in modo pesante i loro sforzi”.
Riequilibrare i rapporti all’interno della filiera agricola richiederà grande impegno. Nel frattempo – annota Confagricoltura – potrebbe essere utile, anche per dare un segnale al mercato, controllare con maggior attenzione l’etichettatura d’origine dei prodotti posti in commercio, per evitare danni a carico dei consumatori e azioni lesive del regime di leale concorrenza tra i produttori.
“Ciò che occorre rilevare – dichiara Ercole Zuccaro, direttore di Confagricoltura Piemonte – è che le cause delle tensioni commerciali sulle commodities agricole non possono essere addebitate ai conduttori di seminativi. Il prezzo dei cereali, infatti, che oggi viene considerato eccessivo, ha in realtà recuperato ciò che nell’ultimo decennio gli era stato sottratto. È necessario individuare strumenti che creino i presupposti per lo sviluppo di rapporti di filiera solidi, in grado di consentire alle aziende di reggere a temporanei squilibri di mercato, evitando di passare da una crisi all’altra con il rischio di annientare intere filiere produttive”.
Un altro aspetto – ad avviso di Confagricoltura –  sul quale i consumatori possono svolgere un ruolo importante, è la giusta valorizzazione delle produzioni alimentari. “La distribuzione che offre prezzi super convenienti, scontati o sottocosto per il cibo quotidiano – dichiara Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte – non rende giustizia a chi produce, trasforma, commercializza e neanche a chi consuma. Non è possibile che ci vogliano tre litri di latte per pagare una tazzina di caffè al banco. Se non ci rendiamo conto che bisogna bloccare queste mortificazioni a danno di chi produce correremo il rischio di mettere a repentaglio la nostra sicurezza alimentare, sia per quanto riguarda la salubrità dei prodotti, sia per il livello degli approvvigionamenti”.
Confagricoltura ha chiesto nei giorni scorsi un intervento della Regione Piemonte per fronteggiare questa situazione e si augura che il dialogo tra le componenti organizzate del mondo agricolo e dell’industria di trasformazione possa portare all’individuazione di un percorso virtuoso, in grado di porre le basi per una ripartenza della zootecnia piemontese.

In arrivo fondi regionali per i prodotti nelle fiere

Aperto il bando regionale a sostegno dei produttori di qualità che partecipano agli eventi negli anni 2021-2022

In arrivo dalla Regione Piemonte nuove risorse per aiutare a promuovere i prodotti piemontesi ai grandi eventi attraverso l’apertura del bando pubblicato oggi dall’Assessorato regionale all’Agricoltura e Cibo.

Con una dotazione finanziaria complessiva di1,4 milioni di euro, il bando, attivato sulla misura 3.2.1 del Programma di sviluppo rurale, sostiene le associazioni e organizzazioni di produttori piemontesi per la promozione e valorizzazione dei prodotti agroalimentari e vitivinicoli di qualità nelle fiere e manifestazioni internazionali e nazionali ritenute di rilevanza strategica.

I contributi vengono assegnati per la partecipazione alle seguenti fiere in Italia e nella Comunità europea che si svolgeranno negli anni 2021 – 2022:

Cheese Bra settembre 2021 e iniziative nazionali comparto latti ero caseario set 2021

Sana – Bologna ortofrutta set 2021

Vinitaly special edition – Verona ott 2021

ATP Finals Tennis Torino – Torino nov 2021

Golosaria 2021 – Milano e sedi minori nov 2021

Fruit Logistica – Berlino feb 2022

Wine Paris feb 2022

Biofach Vivaness – Norimberga feb 2022

Cibus – Parma mag 2022

MacFrut – Rimini e iniziative nazionali comparto ortofrutti colo set 2022

Fruit A raction Madrid ott 2022

Salone del Gusto Torino e iniziative nazionali regimi di qualità ott 2022

ATP Finals Tennis Torino – Torino nov 2022

Golosaria 2022 – Milano e sedi minori nov-22

Per la richiesta di contributi è necessario effettuare la preiscrizione entro il 30 settembre 2021, mentre il termine ultimo per la presentazione delle domande è il 2 novembre 2021. Gli interventi per i quali si presenta la domanda di contributo devono essere realizzati a partire dalla data di apertura del bando e conclusi entro il 31/12/2022.

L’assessore regionale all’Agricoltura e Cibo Protopapa sottolinea l’importanza di partecipare alle grandi manifestazione di richiamo internazionale attraverso un’azione coordinata e sinergica tra gli operatori dell’agroalimentare e del vitivinicolo per promuovere in modo efficace i prodotti di qualità del Piemonte sul mercato interno e sui mercati esteri. Gli eventi ritenuti strategici sono stati individuati sulla base delle esigenze espresse dai consorzi e dalle associazioni dei produttori.

Il bando è pubblicato sul sito della Regione Piemonte al link https://bandi.regione.piemonte.it/contributi-finanziamenti/psr-2014-2020-operazione-321-informazione-promozione-dei-prodotti-agricoli-alimentari-qualita-bando-1

Mais e soia, una giornata dimostrativa nel podere

Si terrà mercoledì 8 settembre la manifestazione dedicata ai confronti varietali e alle tecniche di coltivazione di mais e soia a Villafranca Piemonte
È prevista per mercoledì 8 settembre la giornata dimostrativa sul tema “Confronti Varietali e tecniche di coltivazione del mais, della soia e delle cover crops estive”, ospitata dalla Fondazione Podere Pignatelli presso la sede di Villafranca Piemonte, Frazione Madonna Orti 49. L’evento, organizzato con il patrocinio della Regione Piemonte e dei Comuni di Villafranca Piemonte e Vigone, costituirà un’occasione di confronto rivolto, in particolare, agli agricoltori e ai tecnici che operano nel settore maidicolo, ai rivenditori, a contoterzisti e professionisti.
Punto di riferimento e modello per l’agricoltura locale, la Fondazione Podere Pignatelli è oggi un centro di ricerca e sperimentazione di riferimento per la maiscoltura del Piemonte, grazie anche alle molteplici collaborazioni con realtà private, università, CAPAC ed enti pubblici.
La manifestazione, che si inserisce all’interno delle principali finalità dell’ente, avrà inizio alle ore 10:00 con le visite ai campi sperimentali e terminerà alle ore 17:00.
Durante la giornata è previsto un buffet, offerto dalla Fondazione Podere Pignatelli. L’intera manifestazione si svolgerà nel pieno rispetto delle norme anti COVID-19 in vigore.
Per maggiori informazioni, è possibile scrivere a info@poderepignatelli.it o chiamare lo 011.9807021.