ECONOMIA- Pagina 442

Aldi ha aperto in Borgo San Paolo

ALDI, parte del Gruppo ALDI SÜD, realtà multinazionale di riferimento della Grande Distribuzione Organizzata, debutta a Torino, in via Millio 10/E.

Il punto vendita ha permesso il recupero e la riqualifica dell’area dismessa situata nel quartiere Borgo San Paolo, e segna una nuova tappa nel piano di costanti aperture ALDI, sempre più presente nel cuore delle città. Dopo le aperture di Nichelino, Collegno, Piossasco, Borgaro Torinese e Carmagnola, ALDI è pronto a conquistare anche le esigenze di qualità e convenienza dei torinesi.

Inserendosi nel contesto urbano, il negozio ALDI di Torino occupa una superficie di vendita di poco superiore ai 900 me mette a disposizione della propria clientela 65 posti auto gratuiti. Sarà aperto dal lunedì al sabato dalle 8.00 alle 21:30 e la domenica dalle 8:30 alle 20:30.

Certificato con la classe energetica A4, il punto vendita ha portato alla realizzazione di due aree verdi e alla piantumazione di alberi. Inoltre, in linea con le politiche di sostenibilità del gruppo, è dotato di impianto fotovoltaico capace di produrre 48,10 KwP di energia green e mette a disposizione dei clienti 2 colonnine di ricarica per veicoli elettrici, da 3,7 kW.

Per festeggiare l’inaugurazione di Torino sono previste speciali offerte in sottocosto, per invitare i clienti ad assaporare i suoi prodotti firmati e lasciarsi conquistare dalla sua offerta discount, che propone prezzi bassi tutti i giorni.

Una spesa accessibile ma ricca di freschezza e Made in Italy: in collaborazione con realtà agricole di eccellenza, l’ 80% dei prodotti in vendita da ALDI è italiano: una valorizzazione che si ritrova nelle 120 referenze ortofrutta, e nelle sue oltre 30 marche esclusive, garanzia di prezzi accessibili senza alcuna rinuncia a bontà e gusto.

Il punto vendita ha portato 16 nuove opportunità lavorative e celebra il traguardo di 16 negozi ALDI in Piemonte, dove si raggiungono complessivamente 199 collaboratori.

Il turismo non c’è più: a Torino chiusi sette alberghi su dieci, prenotazioni crollate

Sette alberghi su dieci sono chiusi, con un’occupazione media delle camere inferiore al 10% e un mancato incasso di circa 700 mila euro solo per la  notte di Capodanno.

 

Dati sconfortanti rispetto all’occupazione delle camere dell’86,5% per la notte del 31 dicembre dello scorso anno e un dicembre 2019 con un’occupazione in media del 67% nella settimana dal 29 dicembre al 4 gennaio 2019.

Welfare di comunità per aiutare le famiglie

Il Welfare di Comunità è il nome del protocollo siglato tra il CAAT, la Città di Grugliasco, i Grossisti di APGO el’Associazione Solidarietà Alimentare in sostegno delle famiglie in stato di necessità, in continuo aumento

“Welfare di Comunità” è il nome del protocollo di intesa che è stato siglato tra il CAAT (Centro Agroalimentare di Torino),Comune di Grugliasco , Grossisti di APGO, Cisap e Associazione  Solidarietà Alimentare. Un protocollo che rappresenta un aiuto concreto e tangibile nei confronti di quasi 200 nuclei familiari che in questa pandemia si sono trovati a dover fronteggiare una condizione di momentanea necessità. Il  “Welfare di comunità”prevede, infatti, il recupero delle eccedenze alimentari ancora consumabili e la loro distribuzione a questi nuclei familiari, grazie all’impegno di oltre cento volontari.

Il protocollo d’intesa, reso possibile grazie all’impegno e alla generosità  da parte dei grossisti del CAAT, è stato firmato alla presenza del Presidente del CAAT Marco Lazzarino, del Direttore generale Gianluca Cornelio Meglio, del presidente di APGO Federagromercati  Torino ( Associazione Piemontese Grossisti Ortoflorofrutticoli ) Stefano Cavaglia’, del sindaco di GrugliascoRoberto Monta’, dell’assessore al Welfare del Comune di Grugliasco Elena Martino, del Presidente del Consorzio CISAPMarisa Bugnone, del Direttore generale del medesimo consorzio Marco Formato, e di Alberto Claudio Saluzzo, Presidente dell’Associazione di volontariato Solidarietà Alimentare.

Proprio Solidarietà Alimentare,  grazie alla generosità dei grossisti del Centro Agroalimentare e dei sostenitori, riceve ogni settimana tra le dieci e le venti tonnellate di frutta e verdura, che vengono distribuite sul territorio attraverso una rete capillare di parrocchie, comitati di quartiere eorganizzazioni di volontariato diffuse. Cento volontari e volontarie si alternano, poi, presso il Centro agroalimentare di Torino per prelevare gli alimenti in ottimo stato di conservazione e caricarli sui furgoni delle associazioni, in aiuto alle famiglie che, quest’anno, nell’area di Grugliasco, rispetto allo stesso periodo del 2019, sono aumentate del 100% nella richiesta di un pasto quotidiano.

Mara Martellotta 

Uno studio del Poli sulla salinità dell’acqua

Un team internazionale composto da ricercatori sauditi del KAUST, dal Politecnico e coordinato dall’Institut Européen des Membranes  dell’Università di Montpellier ha sviluppato membrane poliammidiche per la dissalazione che imitano la struttura delle proteine biologiche

 L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che più di 500 milioni di persone non hanno accesso ad acqua potabile di sufficiente qualità: il VI obiettivo riportato dall’Agenda per lo Sviluppo Sostenibile è proprio quello di garantire un servizio idrico sicuro e senza restrizioni a tutta la popolazione mondiale entro il 2030.

Una delle soluzioni percorribili è rappresentata dalla dissalazione dell’acqua di mare tramite membrane in poliammide grazie ad una tecnica di osmosi inversa. Queste membrane sono semplici da costruire e poco costose, ma hanno come limite il problema della rimozione del sale ed una bassa produttività.

La progettazione di membrane poliammidiche da osmosi inversa contenenti canali d’acqua artificiali è una strategia ibrida messa a punto e brevettata da un gruppo internazionale composto da ricercatori del KAUST (Arabia Saudita), del Politecnico di Torino e coordinato da scienziati dell’Institut Européen des Membranes (CNRS/ENSC Montpellier/Università di Montpellier) e recentemente pubblicata sulla prestigiosa rivista Nature Nanotechnology: il modello permette di combinare la facilità di fabbricazione che caratterizza le membrane di poliammide con le eccezionali proprietà di trasporto dell’acqua e la selettività acqua/soluto tipiche delle proteine biologiche.

La creazione di canali artificiali biomimetici, realizzati con reagenti facilmente reperibili e che imitano le funzionalità delle proteine biologiche, permette una grande flessibilità nella costruzione di strutture utilizzabili anche su scala industriale.

Le sfide chiave nella costruzione di un tale membrana ibrida sono state il delicato autoassemblaggio adattivo dei canali d’acqua all’interno della poliammide, il mantenimento della loro funzione e la prevenzione nella formazione di difetti mantenendo la migliore omogeneità di distribuzione dei canali artificiali d’acqua.

Le membrane ottenute si presentano come sottili fogli facilmente realizzabili su larga scala e sono state testate e applicate per la dissalazione dell’acqua di mare in condizioni rappresentative dei sistemi in scala reale.

Grazie ad una migliore combinazione di produttività e selettività rispetto alle membrane industriali attualmente in uso, il loro flusso è superiore del 75% e richiedono circa il 12% di energia in meno per effettuare la dissalazione; inoltre una serie di esperimenti per testare la resilienza di questo materiale, ha dimostrato la sua robustezza anche rispetto a significative sollecitazioni meccaniche e chimiche, confermando la perfetta incorporazione dei canali d’acqua artificiali nelle membrane poliammidiche.

Fondi in arrivo per le aziende di trasporti

Verranno erogati subito 27 milioni di ristori alle aziende di trasporto pubblico locale, in quanto ripartizione della prima trance dei fondi stanziati dal governo. Lo ha annunciato, in risposta ad un’interrogazione di Sean Sacco (M5s) l’assessore Marco Gabusi,  in Commissione Trasporti, presidente Mauro Fava.

La seconda parte della seduta di Commissione è stata dedicata al problema dei trasporti in relazione alla prossima riapertura a gennaio delle scuole medie superiori. “Abbiamo fatto un’analisi della situazione e presentato una proposta per tornare a scuola in sicurezza – ha detto Gabusi. Siamo in grado di portare il 40% degli studenti al mattino e il 60% in un’altra fascia più libera, dalle 10 in poi. Poi c’è l’ipotesi della ‘bolla di passeggeri’ per avere il tracciamento ed il problema degli assembramenti alle fermate e davanti alle scuole. La soluzione non è facile e comprendiamo le difficoltà organizzative delle scuole. Mi sembra che tutto il mondo della scuola abbia chiesto al governo di far partire le scuole a gennaio solo al 50%, e mi sono fatto interprete di questa istanza in conferenza delle regioni, ma al momento non ci sono aperture su questa ipotesi. È comunque chiaro che non si può scaricare solo sui trasporti l’onere di questa difficoltà di organizzazione. C’è stato un incontro ancora ieri con il Prefetto. Sono convinto che potremo trovare una soluzione tutti insieme”.

Sono intervenuti i consiglieri Francesca Frediani e Ivano Martinetti (M5s), Valter Marin e Gianluca Gavazza (Lega), Carlo Riva Vercellotti (Fi), Domenico Rossi e Alberto Avetta (Pd).

Massimo Gotta vice presidente di Meritocrazia Italia

L’avvocato Massimo Gotta, del foro di Torino, ha ricevuto l’incarico di vice presidente nazionale di Meritocrazia Italia,  l’associazione “nata poco più di due anni fa con l’intento di promuovere la spontanea valorizzazione del merito, della formazione e della premialità dell’impegno, con il fine ultimo di perseguire giustizia ed equità sociale, quali presupposti per la riscoperta di valori primari dimenticati ed il rilancio del Paese.

Avvocato specializzato in diritto civile e commerciale, già presidente dell’associazione forense Aiga, distretto di Torino, attivo nell’ambito della politica forense sin dagli inizi della professione, Massimo Gotta ha accolto la nomina con grande entusiasmo e senso di responsabilità, ritenendo che la stessa possa favorire la crescita della neo associazione, che già annovera migliaia di iscritti su tutto il territorio nazionale, anche a livello regionale.

“Questa nomina è il frutto del grande impegno, della serietà, della competenza e dello straordinario garbo di Massimo, che nel suo percorso in Meritocrazia Italia ha sempre dimostrato un grande senso istituzionale, rivestendo prima il ruolo di coordinatore regionale e poi di consigliere di presidenza” il commento del presidente nazionale di Meritocrazia Italia, Walter Mauriello.

Riscoprire i borghi del Piemonte

Il Piemonte dei Borghi, una storia lunga 50 anni fatta da 1.181 Comuni. Così si intitola il numero speciale della rivista Comunità Montagna, periodico dell’Unione nazionale dei Comuni, delle Comunità e degli Enti montani (Uncem), pubblicato a dicembre 2020. 

La scelta di collaborazione tra il Consiglio regionale del Piemonte e Uncem nasce dalla volontà di celebrare i 50 anni della Regione Piemonte con un approfondimento sui numerosi borghi che costellano e arricchiscono il nostro territorio.
“La montagna non può essere considerata un tema settoriale delle politiche regionali, ma trasversale – afferma in apertura il presidente del Consiglio regionale Stefano Allasia -. Le aree montane sono caratterizzate da specificità che richiedono un continuo dialogo tra tutti i soggetti coinvolti, affinché vengano formulate politiche per la programmazione a servizio delle comunità locali. Occorre modificare il destino e la percezione delle nostre montagne: da territori da abbandonare a spazi che devono potersi riappropriare della propria identità”.

Il numero speciale di Comunità Montagna, in 48 pagine a colori diffuse per ora online ma presto anche su carta, approfondisce i numerosi temi legati ai borghi piemontesi – non solo di montagna – con l’intervento di esperti, politici, tecnici che si occupano delle condizioni di vita in altura.

Partendo dal turismo di prossimità che in questi mesi di pandemia nella nostra regione si è spesso rivolto verso i vicini territori montani, si arriva ad indagare sulla possibilità di lavorare in remoto anche dai borghi più sperduti, riutilizzare le vecchie costruzioni con metodi innovativi di recupero e riuso, aumentare la fruizione turistica senza snaturare i luoghi e apprezzare con rispetto la natura di boschi e laghi che oggi ancora domina le nostre montagne.

Alluvione ottobre: stato di emergenza anche per Torino

Arriva alla Vigilia di Natale la notizia tanto attesa dai territori alluvionati nel Torinese e nell’Alessandrino a inizio ottobre. È stata infatti approvata dal Consiglio dei Ministri la richiesta della Regione Piemonte di estensione degli effetti della dichiarazione dello stato di emergenza, adottata con delibera del 22 ottobre 2020, al territorio della città metropolitana di Torino e dei comuni Balzola, Bozzole, Casale Monferrato, Frassineto Po, Valmacca e Villanova Monferrato, in provincia di Alessandria, colpiti dagli eventi meteorologici del 2 e 3 ottobre 2020.

«Questo – spiega il presidente della Regione Alberto Cirio, nominato dal Governo commissario per la ricostruzione – è un passaggio importante che ci permette di ampliare la sfera di coloro che potranno ricevere un sostegno per i danni ricevuti. Non avere questo via libera sarebbe stata una incongruenza. Ora ogni attenzione va rivolta, insieme al commissario Borelli, ai lavori di ripristino e a reperire ulteriori risorse perché i danni sono stati enormi e l’investimento economico attuale non è sufficiente per consentire al nostro territorio, ai suoi cittadini e alle sue imprese, di risollevarsi. Il Piemonte è abituato a rimboccarsi le maniche e lo ha fatto anche questa volta. Ma adesso più che mai abbiamo bisogno in modo forte di avere un aiuto forte anche da parte dello Stato».

Contestualmente alla dichiarazione dello stato di emergenza il governo ha stanziato 1,2 milioni di euro da destinare all’avvio delle attività di soccorso e di assistenza alla popolazione colpita e degli interventi più urgenti. «Siamo soddisfatti – – sottolinea l’assessore alla Protezione civile della Regione Piemonte Marco Gabusi – che la nostra richiesta sia stata accolti anche se, chiaramente, siamo ancora molto lontani dalla quantificazione necessaria per aiutare le popolazioni colpite. A fronte di una richiesta di 77 milioni abbiamo avuto disponibilità per 16 milioni, ma mancano all’appello ancora 60 milioni. Sicuramente positiva l’estensione dello stato di emergenza alle due province di Alessandria e Torino, che erano state inizialmente escluse il 22 ottobre scorso quale frutto di un’anomalia che correttamente è stata sanata».

La documentazione collegata alla richiesta era stata infatti inviata al Dipartimento di Protezione civile in due note, una del 6 ottobre e una del 12 ottobre, includendo anche i territori della Provincia di Alessandria e della Città Metropolitana di Torino, ma la dichiarazione dello Stato di Emergenza, avvenuta con delibera del Consiglio dei Ministri del 22 ottobre, non li riportava. «Abbiamo perciò chiesto chiarimenti al Dipartimento – spiega l’assessore Gabusi – e abbiamo fornito il dettaglio di tutte le ordinanze di somma urgenza, i video, le foto e l’intera documentazione utile prodotta durante l’emergenza. Finalmente ora vediamo riconosciuto lo status di emergenza di tutti i territori e proseguiamo nel nostro impegno a reperire le risorse per coprire i danni anche al di là del tradizionale Fondo di solidarietà nazionale, scandagliando ogni possibilità attualmente disponibile».

Conviene seguire i moniti di Diogene?

Diogene di Sinoppe fu un filosofo della corrente dei cinici, ben noto per il suo disprezzo verso il denaro. Viveva in una botte presso il tempio di Cibele e fu uno dei primi pensatori a lanciare l’idea di un mondo senza sfarzo ed opulenza. Il denaro per Diogene era un inutile strumento; l’uomo doveva vivere in semplicità assoluta, accontentandosi del minimo indispensabile perla sopravvivenza.

 

Probabilmente il pensiero di Diogene ha influenzato molto il nostro governo, che ha lanciato un’operazione gigantesca finalizzata a eliminare il denaro dalle nostre tasche e dalla nostra cultura: operazione denominata (con l’abituale abuso delle parole inglesi…) cashless”.

Secondo gli intendimenti di Conte e dei suoi esperti finanziari che ne sostengono l’operato, il denaro contante va eliminato, perché rappresenta uno strumento a dir poco demoniaco, fonte di ogni tipo di negatività: commercio in nero, riciclaggio, evasione fiscale, vendita di droga e così via.

E’ corretto tutto questo? L’abolizione del contante darà un colpo mortale a tutte queste nefandezze, introducendo nell’economia etica e purezza?

Sicuramente no, o per lo meno gli effetti positivi saranno talmente insignificanti da non meritare tutti gli sforzi in corso per portare gli italiani a buttar via le banconote, privilegiando l’uso delle cartedi credito e del bancomat.

Per stimolare gli italiani ad abbandonare l’aborrito contante, è stato lanciato il programma cashback”, che offre uno sconto a coloro che acquistano con carte di credito o simili.

Vediamone il funzionamento nei dettagli.

Nel mese di Dicembre tutti coloro che effettueranno acquisti pagando con una carta di credito avranno diritto ad un riaccredito del 10% sulla spesa, con un massimale di 150 euro;da gennaio il meccanismo continuerà con ritmi semestrali, consentendo di beneficiare di uno storno del 10% con un massimale di 1.500 euro per almeno 50 acquisti.

Per aver diritto al riaccredito occorre seguire una procedura complessa: scaricare unApp (denominata IO) sullo smartphoneper chiedere lo SPID (numero di codice per accedere ai servizi pubblici), oppure registrarsi presso enti convenzionati (tra i quali la Posta).

Occorre fornire il codice fiscale, gli estremi identificativi dello strumento di pagamento elettronico che sarà utilizzato, ed il codice IBAN del conto corrente bancario per l’erogazione dei rimborsi.

Attenzione al fatto che, affinché una spesa possa essere acquisita ai fini del programma, è necessario che l’esercente abbia accettato di partecipare al cashback.

Al termine di ciascun periodo si conteggiano gli acquisti che danno diritto al rimborso: non si ottiene nulla se il numero è inferiore al minimo stabilito. Attenzione al fatto che il conteggio riparte da zero all’avvio del periodo successivo.

Non è fissato un importo minimo per ogni operazione, mentre è fissato un importo massimo per il ristorno, pari a 15 euro per ogniacquisto. E così un pagamento di 1.000 euro per la parcella di un professionista non dà diritto ad un ristorno di 100 euro, ma solo di 15.

Inoltre il limite massimo semestrale di ristorno comporta il blocco del “cashback” sulle spese eccedenti: chi effettua acquisti per 20.000 euro in un semestre si vedrà accreditare al massimo 1.500 euro e non 2.000.

E’ previsto inoltre un altro elemento “premiante” riservato ai “grandi acquirenti” (misurati in termini di numero di acquisti, non in termini d’importo tortale speso): i primi 100.000 partecipanti che abbiano totalizzato il maggior numero di acquisti hanno diritto ad un rimborso speciale forfetario (chiamato “Super Cashback) pari a 1.500 euro. Chi utilizza tanto il bancomat deve anche farlovelocemente se vuole arrivare nel gruppo dei super beneficiari!

Qualche riflessione s’impone:

Il meccanismo di “iscrizione” è farraginoso, lungo, complesso: via Internet si sono creati blocchi al programma, e chi ha optato per il ricorso alla richiesta fisica ha dovutoaffrontare code lunghissime agli sportelli postali.
Il riaccredito è legato all’adesione del negoziante o del professionista al programma; quindi non tutti gli acquisti o i pagamento daranno diritto al rimborso.
Il programma può servire per “stanare” l’evasione dei piccoli negozi, ma potrà avere scarsi effetti nell’area grigia di professionisti e artigiani che, se non aderiscono al programma, potranno continuare a “fare il nero” con il tacito accordo del cliente.
Lo stimolo all’uso dei pagamenti elettronici è inversamente proporzionale all’importo della spesa: dal fruttivendolo o dal macellaio difficilmente si spende più di 150 euro per volta, ma dal commercialista o dall’avvocato le parcelle viaggiano su cifre ben superiori. E pagare 3.000 euro al professionista ottenendo 15 euro di bonus non dà grossi benefici (più facile accordarsi per uno sconto diretto di 100 euro contro pagamento in contanti…).
Il meccanismo comporta la rinuncia totale dei consumatori alla privacy, perché ogni acquisto, ogni operazione, ogni spostamento saranno registrati. Nulla di male per chi ha la coscienza pulita, ma allora perché tanta gente rifiuta l’AppImmuni proprio in nome della privacy violata?
Dal programma sono esclusi i pagamenti legati alla professione o all’attività commerciale: il negoziante nonbeneficia di cashback quando compra la frutta, mentreconcede il bonus quando la vende…

E terminiamo l’analisi con il punto più delicato.

La riduzione dell’uso del contante e l’aumento dell’uso dei pagamenti elettronici comporta un forte aumento degli utili delle banche, che percepiscono laute commissioni su ogni transazione.

Si possono identificare 4 voci di costo relative al POS:

Costo d’installazione: si tratta di un importo una tantum per l’uso dei terminali
Canone: è la somma fissa che l’esercente deve pagare mensilmente per il POS
Costo fisso per transazione: 10 centesimi per operazione
Costo percentuale per transazione: commissione sul valore dell’operazione. Dipende da vari fattori, quali il circuito e la tipologia di carta (carta business o consumer, carta di credito o di debito e così via); oscilla intorno al 2-4%.

Insomma, il consumatore è attratto con il classico “specchietto per le allodole” attraverso il “guadagno” del 10%, il negoziante o il professionista paga di tasca sua il meccanismo e le banche chiudono il cerchio intascando commissioni…

Tutto questo Diogene non lo aveva previsto; chissà se,rinascendo oggi, sarebbe ancora convinto della bontàdell’abolizione del denaro?

 

GIANLUIGI DE MARCHI

Consulente finanziario, giornalista e scrittore

 

Saldi al via il 7 gennaio

L’ASSESSORE AL COMMERCIO VITTORIA POGGIO: «SUPERATE LE DISPARITA’ CREATE DAL DECRETO NATALE»

 

I saldi di fine stagione, in Piemonte, inizieranno da giovedì 7 gennaio 2021.La Giunta regionale del Piemonte, su indicazione dell’assessore al Commercio Vittoria Poggio, predisporrà una delibera che prevede «una partenza uniforme delle vendite di fine stagione per tutte le attività».

«L’ultimo Decreto della Presidenza del Consiglio – ha sottolineato l’Assessore – consentiva al Commercio online di usufruire di due giorni di vantaggio sugli operatori in sede fissa per la chiusura di questi ultimi fino al 5 gennaio. Ma tutti devono essere messi sullo stesso piano. Ed è per questa ragione che per evitare di avvantaggiare alcuni a discapito di altri, abbiamo deciso di far partire le vendite per tutti nello stesso giorno».

Le Associazioni di categoria hanno accolto favorevolmente la decisione della Regione, in linea anche con quella intrapresa della Regione Lombardia.

«Dopo l’ultimo decreto legge del Governo – ha aggiunto Maria Luisa Coppa, Presidente diConfcommercio Piemonte – era importante posticipare l’avvio dei saldi invernali al 7 gennaio 2021 per evitare una partenza scaglionata tra commercio in sede fissa e commercio online, visto che quest’ultimo avrebbe potuto sfruttare la data del 5 gennaio per iniziare con due giorni di anticipo le vendite di fine stagione, in concomitanza con la chiusura obbligatoria dei negozi di abbigliamento, calzature ed accessori».

«I saldi sono stati spostati per le logiche ragioni che conosciamo vista l’obbligata chiusura delle attività commerciali – ha aggiunto il presidente di Confesercenti, Giancarlo Banchieri – speriamo che si possa riprendere con il 7 gennaio e che i saldi abbiano un impatto importante tanto per i consumatori quanto per le imprese».

Andrea Costa cell. 335 6380515