ECONOMIA- Pagina 441

Nuovi contributi per le scuole di montagna

La Regione Piemonte sostiene con convinzione il mantenimento e lo sviluppo dei servizi scolastici statali nei territori montani anche per l’anno 2020-2021.

Come annuncia il vicepresidente e assessore alla Montagna, Fabio Carosso, la Giunta ha deciso la predisposizione di un bando per la concessione di contributi per complessivi 300.000 euro.

Le Unioni montane sedi di plessi scolastici potranno formulare, in accordo con gli istituti di riferimento, programmi capaci di garantire nelle scuole statali dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado l’impiego del personale necessario per assicurare il mantenimento dell’offerta in caso di accertate condizioni di sofferenza, documentata marginalità e rischio di chiusura.

Inoltre, potranno provvedere alla razionalizzazione di situazioni di pluriclasse dove sono documentabili particolari disagi dovuti alla composizione delle stesse in rapporto alla dotazione di personale docente e al tempo scuola previsto.

Ogni programma dovrà considerare la dotazione dei servizi scolastici esistenti, la loro dislocazione e le caratteristiche geomorfologiche del territorio.

Vini curiosi a difesa del territorio

Salotto letterario-musicale, con licenze scientifiche in compagnia dell’enologo Donato Lanati, venerdì 7 agosto nel borgo antico di Exilles, per un’Ode al Vino, arricchita dalla conduzione di Bruno Gambarotta e dalla componente artistica di Bruno Maria Ferraro (Rassegna Teatro&Letteratura, Direttore Artistico Ivana Ferri, collaborazionI di Camera di Commercio di Torino e Azienda Agricola l’Garbin).

 

Si è parlato di identità, territorio e onestà, di produzioni eroiche e di nuove strategie. Si è parlato di una cultura tra le più antiche, che ha affascinato egiziani, ebrei, greci e fenici, per poi diffondersi in Magna Grecia e risalire in Italia 2000 anni fa, con il mitico viaggio di Ulisse.

 

“Il vino è una storia impressionante” ha esordito il guru del vino Lanati. “In 2000 anni, i nostri contadini sono riusciti a selezionare e a individuare il posto ideale per coltivare per ognuna delle due mila varietà presenti, lungo le migliaia di ecosistemi diffusi sul ponte italiano del Mediterraneo. Siamo il Paese più ricco di varietà del mondo, ancor più della Georgia e della Mesopotamia. Abbiamo dei grandi vitigni come Barbera, Nebbiolo e Sangiovese, ma anche delle grandi curiosità coltivate da artigiani eroici, i veri artefici del Made in Italy”.

 

Protagonisti del pomeriggio, sono dunque state le curiosità autoctone e piccole doc della Val di Susa: Becuet, Baratuciat e Avanà.

“Sono stato attratto dalla curiosità e dalla voglia di ritornare al desiderio di origine. Essere davanti ad un autoctono, coltivato da diverso tempo, è come avere davanti a me gli ambasciatori della cultura sociale. Il desiderio di origine viene soddisfatto quando, nella nostra mente, si crea la voglia di rivivere qualcosa che ci aveva emozionato in passato. Il vino è capace di grande comunicazione sensoriale ed emozionale e lo fa attraverso colore, gusto e profumo. Solo nel profumo, ci sono 500 molecole in movimento: un tripudio di sensazioni senza pari, anche se, il nostro naso ne sente appena 150. Dietro a un bicchiere di vino ci sono storie di persone; ci sono centinaia o migliaia di anni di territorio”.

 

Venticinque ettari complessivi coltivati sulle montagne della Val di Susa e sette produttori raggruppati nel Consorzio di Tutela Valsusa Doc, rappresentano una produzione davvero curiosa ed eroica, che è tanta passione ed, evidentemente, poca economia.

 

“Le mode portano economia. Il vino onesto, invece, è un’altra cosa; le varietà rare fanno mantenere vivi i territori. Sono l’espressione della sostenibilità”.

 

Dalle note nostalgiche e a quelle concrete, la lectio di Lanati si è fatta oggettiva.

 

Oggi, c’è bisogno di identità. Questi vitigni rappresentano la purezza e la biodiversità. Per vincere sui mercati dobbiamo confrontarci con l’identità che altri non hanno”.

 

 

Il territorio è il vero protagonista per il successo di un vino.

 

“Ce lo insegnano i francesi dal ‘700, parlando di Borgogna, di Champagne e di Bordeaux. In termini di bravura, ci battono solo in comunicazione e per pochi vini (il 2%). Non dimentichiamoci che un vitigno è asportabile per essere prodotto dall’altra parte del mondo; il territorio, invece, nessuno ce lo può portare via! E’ la nostra indissolubile identità”.

 

“Abbiamo battuto tutti i Paesi del mondo e, da decenni, siamo sempre in finale con la Francia. Per battere i francesi, dobbiamo fare qualcosa di più: essere secondi vuol dire migliorare, ma senza scimmiottare nessuno. Le barrique, per esempio, a mio avviso, non hanno nulla a che fare con i nostri vini. Nascondono la nostra identità e ci impediscono di esprimere il sapore del nostro territorio.

Nella varietà c’è il Dna che produce la qualità. Il plus arriva da una determinata microzona che sfugge al dominio del Dna, quindi una qualità superiore. L’acino è il detentore di tutto: andamento stagionale e lavoro dell’uomo. Altro aspetto fondamentale, è la resa: non più del 35/40 hl per ettaro; un grappolo a tralcio”.

 

La longevità del vino. “Il vitigno è un traduttore dell’energia solare ambientale per tutti i micro-andamenti della terra. Nel mio Laboratorio di Ricerca Applicata Enosis Meraviglia di Fubine, nel Monferrato, stiamo studiando cosa determina la longevità del vino. Non è, certamente, l’anidride solforosa, ma sono quelle micorrize legate radici presenti in uno specifico terreno. Anche qui, è il terreno che fa la differenza”.

 

Strategia di comunicazione.

 

La comunicazione del vino deve essere: concreta, trasparente e sintetica. Di un vino occorre raccontare la storia delle persone che ci sono dietro e promuovere la costanza della qualità di produzione. E’ la costanza che fa diventare marchio”.

 

Il valore di un vino lo fa il mercato o….. lo determinano le aste.

“Di solito, il valore di un vino è legato a quello del territorio nel quale viene prodotto. Per i vini curiosi, storici ed eroici, credo che le aste siano un grande metro per conoscerne il valore effettivo”. 

 

Alla domanda provocatoria di Gambarotta, “cosa dovrebbe bere il premier Conte?”, lo scienziato del vino ha risposto sorridendo: “forse, per studiare Zaia, dovrebbe bere del Prosecco. Oppure, avrebbe una grande possibilità per infrangere il sistema e la dilagante omologazione: bere vini veri e autoctoni!”. 

Con Intesa Sanpaolo il futuro è nella smart mobility. Il progetto parte da Torino

L’obiettivo è un ecosistema dell’innovazione dedicato alla smart mobility e incentrato sulle start up.

E infatti denominata Smart Mobility Corporate Club l’iniziativa che Intesa Sanpaolo Innovation Center mette in campo  con Cisco, Fca e Iren, a cui fornirà una serie di servizi in esclusiva.

Si incomincia proprio  da Torino, dove lo scorso anno – attraverso  Intesa Sanpaolo Innovation Center, Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT – è stato attivato Techstars, acceleratore di startup americano di rilevanza mondiale. Tra i servizi offerti, ricerche sui trend dell’innovazione globale; informazioni e contatti privilegiati con le startup finaliste dei programmi di selezione e accelerazione come quello di Techstars, partecipazione a eventi di rilievo internazionale in cui incontrare startup e possibili partner tecnologici, come i tech-tour in Israele e nella Greater Bay Area tra Guangdong e Hong Kong.

Dal Recovery fund alle nuove tasse. Per i popoli è sempre una fregatura

A far comprendere che non era e non è più possibile proseguire nella strada dell’austerità, dei tagli alla sanità, dei tagli ai servizi pubblici, dell’aumento delle imposte ai poveri cristi e nelle politiche della “crescita” economica, che non è affatto illimitata, che genera spirali incontrollate, inquinamento ambientale ed è pagata unicamente dalle fasce povere della popolazione, a vantaggio di quelle ricche e in grado di investire i loro danari nelle speculazioni economico-finanziarie…

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Nel “decreto Agosto” gli aiuti per le attività commerciali di Torino

Tra le 29 città Italiane  in cui le attività commerciali e turistiche otterranno un contributo a fondo perduto a seguito di un calo di fatturato dovuto all’emergenza coronavirus c’è anche Torino.

E’ quanto previsto nel “decreto agosto“ approvato ieri sera a Palazzo Chigi.

Soddisfazione della sindaca Chiara Appendino e della vice ministro dell’economia, la torinese Laura Castelli.

Il lockdown ha fatto crollare il Pil piemontese

Il  Pil del Piemonte, così come quello nazionale, è crollato  nel II trimestre per via del lockdown

Il  primo trimestre 2020 ha segnato una  flessione del 6% (rispetto al I trimestre del 2019), e l’indicatore principale dell’attività economica scende ancora nel II trimestre (-15,9%), con una variazione simile  a quella nazionale (-17,3). 

Lo scenario è rappresentato dal Comitato Torino Finanza della Camera di commercio di Torino. La nostra regione  sconta le pesanti  perdite del lockdown anche se segna  un valore migliore rispetto alla media italiana (-17,3%). Il Piemonte è il primo  in Italia ad avere adottato  uno strumento statistico capace  di stimare il Pil  in tempo reale.

 

(foto: il Torinese)

A Roma un incontro per affrontare tutti i guai del trasporto pubblico

Potrebbe concretizzarsi a breve l’incontro sul tema del trasporto pubblico chiesto dalle Regioni ai Ministri delle Infrastrutture, della Salute e degli Affari regionali. È quanto è emerso  dalla Conferenza delle Regioni a Roma, cui ha partecipato l’Assessore regionale ai Trasporti Gabusi, dopo l’incontro tecnico con i colleghi.

Tutte le Regioni concordano sulla necessità di un chiarimento urgente sulle norme di utilizzo del trasporto pubblico locale: l’ordinanza del Ministro della Salute che ripristina il distanziamento a bordo ha infatti gettato nel caos i trasporti degli ultimi giorni lasciando a terra moltissimi passeggeri. Le successive dichiarazioni del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti circa la libertà delle Regioni di stabilire autonomamente il pieno carico o il carico parziale o il distanziamento a bordo sono giudicate prive di senso.

L’Assessore ai Trasporti della Regione Piemonte sottolinea come non si possano cambiare le regole ogni giorno e come sia inaccettabile lasciare le Regioni allo sbando in una decisione così cruciale per la sicurezza di tutti. Una situazione così incerta crea danno sia ai cittadini, che alla sera non sanno se il mattino successivo riusciranno a prendere il treno o il bus e viceversa, sia alle Istituzioni, che si sentono investite di una responsabilità non loro, sia la filiera del trasporto pubblico, che riversa ormai in grave sofferenza.

In attesa di conoscere le linee guida del Comitato Tecnico Scientifico e dell’incontro con i Ministri la Regione Piemonte mantiene il carico dei mezzi al 50%, come indicato nell’ordinanza del Ministro della Salute.

Sostegno alle imprese, basta assistenzialismo

L’assessore regionale al Lavoro, Elena Chiorino, commenta i dati pubblicati da IRES, che evidenziano un aumento dei beneficiari di sussidi reddituali. «L’assistenzialismo è una strada che porta a pericolosi vicoli ciechi. Occorre invece sostenere concretamente le nostre aziende e i lavoratori, con politiche efficaci e innovative, capaci davvero di rendere attrattivo il Piemonte e di creare nuovi posti di lavoro».

«I sussidi possono rappresentare una soluzione a breve termine per ridurre l’impatto della crisi e dell’emergenza Covid, ma nessuno si illuda che si possa andare avanti a suon di misure di stampo assistenzialista, destinate, per ovvie ragioni, ad esaurirsi. Per rilanciare il lavoro occorre invece puntare sul sostegno alle imprese, sulla formazione, sull’orientamento, sull’innovazione, sulla ricerca e su tutte quelle politiche attive in grado di fare incrociare con efficacia domanda e offerta, favorendo concretamente la creazione di posti di lavoro». Ne è fortemente convinta l’assessore regionale al Lavoro, Elena Chiorino, che commenta i numeri del nuovo rapporto che Ires Piemonte, presentato questa mattina al Gruppo di monitoraggio istituzionale della Fase 2, che evidenziano, in Piemonte, un aumento considerevole dei percettori del reddito o pensione di cittadinanza, che passano dai 53.505 del 2019 agli attuali 61.762. Un fenomeno che – e non è un caso – interessa soprattutto due delle province più colpite dalla crisi dell’industria: Torino (che passa da 31.768 a 37.367 beneficiari) e Alessandria (da 5.693 a 6.403).

Preoccupanti anche le statistiche relative alla Cassa integrazione in deroga, effetto diretto della pandemia di Covid19: al 19 luglio in Piemonte sono state presentate circa 69mila domande, che hanno coinvolto circa 33mila aziende e circa 92mila lavoratori.

«E’ evidente – commenta Chiorino – che in un momento come questo era necessario intervenire con misure straordinarie. Ma ora è tempo di pensare alle politiche per il futuro, che non possono esaurirsi a mere ricette assitenzialiste. Innanzitutto perché il grande sforzo non può essere protratto all’infinito, ma soprattutto perché il nostro obiettivo deve essere quello di sostenere la creazione di ricchezza e di benessere, stando a fianco delle famiglie che hanno bisogno, ma anche di chi produce, di chi investe, di chi fa impresa e necessita di essere messo nelle condizioni di dare il massimo. Per questo motivo abbiamo varato misure innovative come “Sviluppo impresa” che consentirà a manager di comprovata esperienza e capacità di affiancare le Pmi per prevenire eventuali criticità e sostenerne la crescita. E abbiamo istituito uno strumento in grado di entrare, temporaneamente, nel capitale delle aziende in difficoltà a fine di rilanciarle e metterle al riparo da eventuali attacchi speculativi».

Non solo. Per Chiorino il rilancio deve passare attraverso una nuova attrattività del territorio piemontese, «rendendolo appetibile a nuovi investitori «puntando con forza, ad esempio, sulla formazione di alto livello, creando un modello di Academy – incentrate sull’automotive – ma non solo – capaci di offrire a chi vuole investire in Piemonte personale sempre formato e aggiornato, rispondendo all’esigenza di flessibilità e di velocità che i nuovi mercati, in rapidissima evoluzione, esigono».

«Non ci interessano modelli sostanzialmente pauperisti, basati sostanzialmente sulla rassegnazione alla stagnazione e alla decrescita – conclude Chiorino – La nostra ambizione deve essere quella di riuscire ad abbattere i numeri che oggi leggiamo e di favorire un’occupazione stabile che non può prescindere dal sostegno alle nostre imprese, che rappresentano la spina dorsale del tessuto economico piemontese. Soltanto raggiungendo questi obiettivi avremo assolto al nostro compito. Non certo cadendo nella tentazione di rifugiarsi in comode scorciatoie che però, in un periodo anche piuttosto breve, finiscono in vicoli ciechi che non risolvono nulla e che non garantiscono, di certo, neppure un futuro ai nostri giovani».

Bonus cultura: fino a 1000 euro a fondo perduto per fotografi, guide turistiche e operatori culturali

Dalle 9 di domani, venerdì 7 agosto, e fino al 31 ottobre 2020 sarà attivo sul sito della Regione Piemonte il bando per richiedere, tramite l’apposito portale di caricamento, l’accesso al Bonus Cultura.

L’assessore regionale alla Cultura sottolinea che il sostegno è dedicato al comparto culturale tramite la concessione di un contributo una tantum a fondo perduto ai soggetti che non hanno accesso – o che non intendono accedere – ai contributi ordinari in materia di cultura, alle imprese e agli operatori aventi sede legale e operativa nella Regione Piemonte e che operano in ambito culturale e dell’indotto a supporto delle attività del comparto.

Le risorse complessive ammontano a 3 milioni di euro e il bonus verrà erogato nella forma di 700 euro per i lavoratori autonomi e per le imprese individuali, di 1.000 euro per i soggetti costituiti in forma di associazione o di altra tipologia di ente non lucrativo di diritto privato o di società

I codici ATECO, e i relativi sottocodici, che verranno ammessi al Bonus sono; 59.11 (attività di produzione cinematografica); 59.12 (attività di post-produzione cinematografica); 59.13 (attività di distribuzione cinematografica); 59.20 (attività di registrazione sonora); 74.10.2 (attività di design); 74.10.29 (altre attività di segnatori grafici); 74.20 (attività fotografiche); 82.30 (organizzazione di convegni e fiere); 85.52 (formazione culturale); 90.01 (rappresentazioni artistiche); 90.02 (attività di supporto alle rappresentazioni artistiche); 90.03 (creazioni artistiche e letterarie); 90.04 (gestione di strutture artistiche); 91.01 (attività di biblioteche e archivi); 91.02 (attività di musei); 91.03 (gestione di luoghi e monumenti storici) al quali verrà chiesto di allegare al termine della procedura il documento di identità in corso di validità.

Per la categorie delle guide turistiche ed alpine (cod. ATECO 79.90.20 e 93.19.92 ) occorrerà caricare sulla piattaforma anche copia del tesserino identificativo regionale, oltre al documento di identità. Anche per gli interpreti e i traduttori (cod. ATECO 74.30) sarà necessario caricare la qualifica di attestazione professionale.

Le associazioni senza scopo di lucro (cod. ATECO 94.99.2) dovranno inserire anche copia del proprio statuto in corso di validità e dovranno dichiarare di svolgere attività in modo esclusivo o comunque prevalente nel comparto culturale.

La procedura di presentazione delle domande è «a sportello» e, pertanto, le stesse possono essere presentate continuativamente, fatte salve eventuali comunicazioni di termine/sospensione per esaurimento della dotazione finanziaria disponibili da parte di Finpiemonte.

La concessione del Bonus è subordinata al controllo della documentazione ammissibile, la cui mancanza o non correttezza determinerà la non ricevibilità e archiviazione della domanda, e seguirà l’ordine temporale di arrivo delle istanze sulla piattaforma indicata.

Per accedere al sistema e comunicare l’Iban su cui si desidera venga accreditato il Bonus è necessario essere muniti di una delle seguenti credenziali di autentificazione digitale :

  • SPID – Sistema Pubblico di Identità Digitale: chi non lo avesse può attivarlo consultando il sito https://www.spid.gov.it/richiedi-spid (scelta consigliata se non si hanno altre credenziali di autenticazione digitale)

  • Carta di Identità Elettronica (CIE)

  • Certificato digitale in formato Carta Nazionale Servizi -CNS con lettore di smart-card collegato al proprio personale computer

Nel caso di difficoltà a ottenere una delle credenziali di autenticazione digitale sopracitate, è possibile chiedere un supporto ai servizi di assistenza fiscale (es. associazioni di categoria) o professionisti (commercialisti, consulenti del lavoro…).

Una volta entrati nel sistema è necessario indicare i seguenti dati:

  • nome, cognome, luogo e data di nascita, luogo di residenza, codice fiscale, estremi di un documento identificativo

  • dati identificativi dell’impresa: denominazione o ragione sociale, forma giuridica, codice fiscale, partita IVA)

  • dati relativi alla sede legale dell’impresa: comune, indirizzo, recapiti telefonici e posta elettronica

  • estremi bancari: IBAN e intestatario

  • allegare la documentazione richiesta

Per ulteriori informazioni tecniche potete contattare il numero telefonico 011 0824407 o scrivere a gestione.finanziamenti@csi.it

Marazzato, azienda piemontese all’apertura del ponte San Giorgio

Alla cerimonia di inaugurazione con le massime cariche dello Stato presente anche il manager vercellese Davide Marazzato in rappresentanza della storica azienda ambientale italiana che ha contribuito alla nascita del nuovo viadotto autostradale.

All’inaugurazione del nuovo Ponte di Genova sul fiume Polcevera intitolato a San Giorgio che sconfigge il drago, lunedì 3 agosto scorso alle 18.30 era presente anche il ‘Gruppo Marazzato’, da 70 anni a questa parte azienda italiana leader nel settore delle bonifiche ambientali e delle soluzioni per il pianeta.

La storica impresa di Vercelli, che offre giornalmente occupazione e impiego a 250 professionisti dislocati su 8 sedi, con un parco mezzi di oltre 300 unità, si è occupata in nome e per conto del ‘Consorzio Pergenova’ della gestione dei rifiuti, dello smaltimento delle macerie nonché della bonifica dei sedimi destinati ad accogliere l’impianto dei nuovi piloni di sostegno della grande infrastruttura viaria.
Come racconta anche il quotidiano ‘La Stampa’ in un articolo a firma Roberto Maggio, il personale operativo e tecnico specializzato della nota e stimata impresa piemontese hanno smaltito 20 mila tonnellate di terreno, di cui 800 contaminate da inquinanti pericolosi di vario genere. A ciò si aggiunga l’alienazione di ingenti quantitativi di amianto stivato in ben 2.200 ‘big bags’, grandi sacchi bianchi della capienza di un metro cubo cadauno impiegati in ambito industriale per trasportare differenti tipologie di detriti.
Alla cerimonia del taglio del nastro, alla presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella, del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, del Presidente della Camera Roberto Fico, del Governatore della Liguria Giovanni Toti e del Sindaco di Genova, in rappresentanza dell’azienda piemontese c’era anche Davide Marazzato, Sales Manager dell’omonimo Gruppo.
“Ho avuto modo, in questa importante occasione, di conoscere e apprezzare più da vicino i delegati delle altre imprese presenti come il sottoscritto all’evento che a vario titolo e grado, ognuna per il proprio core business, hanno contributo alla realizzazione dell’opera. E ho constatato con piacere che, proprio come il ‘Gruppo Marazzato’, si tratta perlopiù di aziende familiari, legate per natura e soprattutto per scelta consapevole a quella cultura dei rapporti umani sinceri e del lavoro che anche nella professione fa sempre la differenza. Valori che incarnano quello spirito tipicamente italiano che tutto il mondo ci invidia, che ritroviamo giornalmente nelle nostre maestranze e che abbiamo respirato a pieni polmoni anche nei rapporti con le équipes delle aziende partners”, esordisce il manager.
“Come famiglia e azienda abbiamo sempre posto innanzi a tutto l’orientamento al risultato. Diamo sempre il massimo, con umiltà e dedizione, specie in contesti umani e professionali delicati come questo che richiedono rispetto e riservatezza, intervenendo soltanto laddove la nostra esperienza acquisita sul campo conferisca un valore aggiunto per la collettività che continua a darci crescente fiducia”, conclude soddisfatto Davide Marazzato.