ECONOMIA- Pagina 16

Il Dipartimento di Management dell’Università di Torino esporta in Europa il Bilancio Pop

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Il Bilancio POP arriva in Spagna e lo fa ad Almería, dove si è tenuta oggi la Giornata internazionale per la creazione della rete spagnola di Popular Financial Reporting. L’iniziativa è volta non soltanto ad esportare un modello tecnico di rendicontazione, ma soprattutto a portare in Europa una risposta concreta a un’esigenza sempre più diffusa: rendere comprensibili ai cittadini le decisioni pubbliche, i bilanci, l’uso delle risorse e i risultati prodotti dalle amministrazioni. “Dal Piemonte all’Andalusia, il Bilancio POP dimostra che la trasparenza non è soltanto pubblicare documenti, ma renderli leggibili; che la rendicontazione non è soltanto un adempimento, ma una relazione; e che un bilancio pubblico può diventare uno strumento democratico, capace di riavvicinare cittadini, territori e istituzioni”, dichiara Silvana Secinaro, Professoressa ordinaria Università di Torino e responsabile scientifica del progetto Bilancio POP e POP Accounting, insieme al professor Paolo Biancone.

Il Progetto del Popular Financial Reporting

Il progetto nasce grazie al contributo scientifico dell’Università di Torino – Dipartimento di Management “Valter Cantino”, che ha sviluppato e diffuso in Italia il Popular Financial Reporting, pensato per tradurre informazioni economico-finanziarie e dati di gestione pubblica in un formato chiaro, sintetico, visuale e accessibile, capace di parlare anche a chi non possiede competenze tecniche. Le linee guida dell’Università di Torino definiscono lo strumento principale del Popular Financial Reporting ovvero il Bilancio POP: una forma trasparente e semplificata di rendicontazione sociale, costruita per facilitare la comunicazione tra amministrazioni e cittadini e fondata anche sull’integrazione dei Sei Capitali: intellettuale, umano, naturale, produttivo, sociale e finanziario.

Il tema è di forte attualità. In un contesto di crescente distanza tra cittadini e istituzioni, il problema non è soltanto pubblicare dati, ma renderli davvero comprensibili. Una recente analisi del progetto Bilancio POP sottolinea che il rischio per la democrazia non è coinvolgere i cittadini su temi complessi, bensì farlo senza adeguati strumenti informativi. I dati ISTAT sulla partecipazione politica confermano questa criticità soprattutto tra i giovani fino al 24 anni, con percentuali molto basse di interesse e informazione: si informa di politica almeno una volta alla settimana solo il 16,3% dei 14-17enni e il 34,6% dei 18-24enni; oltre 15 milioni di cittadini italiani di almeno 14 anni dichiarano di non informarsi mai di politica. In questo scenario, il Bilancio POP si propone come risposta concreta a questa esigenza.

La Giornata internazionale ad Almerìa

L’evento si è svolto nel Salón Noble del Ayuntamiento de Almería e ha avuto come obiettivo la creazione della prima rete spagnola dedicata al Popular Financial Reporting. La Giornata si inserisce nell’ambito del progetto “Almería Innova y Transparente: Impulsando la Agenda 2030 en el Ámbito Local”, co-finanziato dal Ministero dei Diritti Sociali, Consumo e Agenda 2030 – attraverso la Direzione Generale dell’Agenda 2030 – nel quadro del Bando 2024 di Sovvenzioni destinate ad azioni per l’impulso dell’Agenda 2030 negli Enti Locali, gestito in collaborazione con la Federazione Spagnola dei Comuni e delle Province (FEMP) in qualità di ente collaboratore del Ministero, e dallo stesso Ayuntamiento de Almería.

La Giornata è stata l’occasione per presentare il rapporto VISA – Visión Integral y Simplificada Anual, concepito come strumento di trasparenza, comunicazione pubblica e avvicinamento della gestione municipale alla cittadinanza.

L’Università di Torino ha inoltre presentato la propria metodologia ed esperienza nell’innovazione della comunicazione finanziaria pubblica, mostrando come dati economici e gestionali possano diventare informazione utile, accessibile e orientata alla partecipazione.

Alla giornata di Almería ha infine portato la propria testimonianza la Città di Settimo Torinese, rappresentata da Carmela Vizzari, Assessora al Bilancio e Tributi, Lavoro, Sviluppo Economico, Commercio e Mercati Comunali, e Legalità. Settimo Torinese è intervenuta nella tavola rotonda dedicata a come le pubbliche amministrazioni comunicano azioni, bilanci e risultati alla cittadinanza. La sua presenza ha un valore particolare perché la città ha pubblicato più edizioni del Bilancio POP, confermando la possibilità di trasformare la rendicontazione in una pratica continuativa di dialogo con la comunità.

Il percorso italiano dei Bilanci POP

Il percorso italiano è ormai consolidato: i Bilanci POP di enti pubblici sono oltre 50, grazie al contributo scientifico dell’Università di Torino, che ha dato vita anche a un filone di ricerca internazionale sui temi della trasparenza, della rendicontazione dialogica e dell’innovazione nella governance, in sintesi “POP Accounting”. Il modello si è diffuso tra enti pubblici, imprese, scuole, università e organizzazioni professionali, dimostrando di non essere uno strumento per pochi specialisti, ma un linguaggio nuovo per raccontare il valore pubblico.

Tra le esperienze degli enti pubblici si collocano casi diversi per dimensione, territorio e complessità amministrativa, come Regione Piemonte, Settimo Torinese, Benevento, Castel Maggiore, Massafra e la Città Metropolitana di Milano. Alcune di queste esperienze sono già consolidate, altre sono in corso di redazione a seguito di incarico conferito. Il modello sta inoltre uscendo dal perimetro strettamente pubblico. Anche aziende private, fondazioni, infrastrutture strategiche, ordini professionali ed enti di rappresentanza stanno adottando il Bilancio POP di sostenibilità per raccontare in modo accessibile il valore generato. Tra le esperienze già avviate o in corso figurano OGR Torino, GEIE del Traforo del Monte Bianco, CEIP Piemonte, l’Ordine dei Consulenti del Lavoro e la Cassa Ragionieri. In alcuni casi si tratta di Bilanci POP già realizzati, in altri di percorsi in corso di redazione a seguito di incarico conferito. Il segnale è chiaro: la domanda di rendicontazione accessibile non riguarda più soltanto la pubblica amministrazione, ma attraversa il mondo economico, professionale, culturale, infrastrutturale e previdenziale.

Il caso di Dogliani: superare i confini linguistici

Tra le esperienze più significative vi è anche il comune di Dogliani, che ha pubblicato il proprio Bilancio POP in collaborazione con l’Università di Torino – Dipartimento di Management “Valter Cantino”. Il sito istituzionale del Comune presenta il Bilancio POP come uno strumento di rendicontazione sociale pensato per comprendere obiettivi e risultati dell’amministrazione, rendere conto ai cittadini in modo chiaro, trasparente e accessibile e stimolare un processo decisionale condiviso.

L’elemento di forte impatto è che Dogliani ha reso disponibile anche l’English Bilancio POP Dogliani: un segnale concreto della capacità del modello di superare i confini linguistici e territoriali e di proporsi come strumento europeo di comunicazione pubblica.

I torinesi riscoprono i negozi di quartiere

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L’indagine annuale della Camera di commercio di Torino sulle abitudini di spesa delle famiglie evidenzia anche i luoghi privilegiati per fare acquisti. Nel 2025 emerge un’inversione di tendenza: dopo quattro anni di calo, cresce infatti la quota di chi sceglie i negozi tradizionali, passata dal 17,2% del 2024 al 20,9%. Parallelamente si registra una diminuzione della frequentazione di supermercati e ipermercati.

A commentare i dati è Maria Luisa Coppa, presidente di Ascom Confcommercio Torino e provincia: «Il ritorno dei negozi tradizionali nelle preferenze dei torinesi rappresenta un riconoscimento per un sistema imprenditoriale che ha saputo resistere alle difficoltà, innovarsi e offrire un livello di servizio difficilmente eguagliabile dalle piattaforme online.

Non si tratta solo di un rimbalzo temporaneo, seppur ancora contenuto, ma del segnale di un cambiamento più profondo nei comportamenti di consumo. I clienti mostrano oggi una maggiore attenzione nelle scelte, privilegiando acquisti più frequenti ma mirati, per i quali il negozio di prossimità risulta particolarmente adatto. Si afferma così un modello orientato alla qualità, al servizio e al rapporto diretto con il commerciante, capace di offrire competenza e consulenza.

A questo quadro si aggiunge anche il contributo dei visitatori: i turisti dimostrano infatti un interesse crescente per l’offerta commerciale torinese, contribuendo in maniera significativa alla ripresa dei consumi».

Vino piemontese alla conquista del mondo: 7,7 milioni per nuovi mercati

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Promozione del vino piemontese, Bongioanni: «Un bando da 7,4 milioni di euro per consorzi e associazioni e uno stanziamento da 270mila per enoteche e strade del vino. Così andiamo alla conquista dei nuovi mercati e rafforziamo il legame fra vino, turismo e territorio»

La Regione Piemonte mette in campo un intervento complessivo da 7 milioni e 670mila euro per sostenere e rafforzare la presenza del vino piemontese sui mercati internazionali. L’iniziativa è promossa dall’assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi Paolo Bongioanni e si articola in due strumenti distinti ma complementari: un bando da 7,4 milioni di euro finanziato attraverso fondi europei Ocm Vino, destinato a consorzi di tutela e associazioni di produttori per attività promozionali nei Paesi extra Unione Europea, già aperto con scadenza fissata al 22 giugno, e un fondo da 270mila euro complessivi, suddiviso in tre annualità da 90mila euro ciascuna tra il 2026 e il 2028, destinato a sostenere iniziative di promozione e valorizzazione dei prodotti agroalimentari di qualità promosse da enoteche regionali, botteghe del vino, cantine comunali e strade del vino e del cibo del Piemonte.

Si tratta di un’azione strutturata pensata per accompagnare il comparto vitivinicolo piemontese in una fase di trasformazione complessa a livello globale. «L’ultimo Vinitaly ci ha confermato una volta di più che un comparto d’eccellenza assoluta come quello vitivinicolo piemontese ha la capacità e la forza di superare l’attuale fase di cambiamento determinata dalì’incertezza geopolitica, dall’aumento dei costi dell’energia e dei trasporti, dai dazi, dalle crisi economiche che hanno interessato mercati tradizionali e da un cambiamento di abitudini e di consumi cui certo non hanno giovato certe campagne di demonizzazione dell’Unione Europea. Ormai il sistema ha compreso in tutti i suoi segmenti che bisogna andare ad aggredire i nuovi mercati senza ritardi e timidezze. Per questo, nelle prossime settimane, come Regione Piemonte saremo a Vilnius, a Hong Kong, a New York a grandi fiere e borse internazionali per promuovere il nostro agroalimentare e il nostro vino che ne è il primo traino. E intanto stiamo dando gambe ai due grandi progetti pensati per accompagnare il nostro vino in questa sfida: l’Osservatorio sui Mercati vitivinicoli che potrà offrire ai nostri produttori indicazioni scientifiche su quali mercati indirizzarsi e a che prezzi, e il progetto ViteLab Network che unisce su impulso del Piemonte 11 centri di ricerca applicata di tutto il Nord Italia per condividere dati e risultati sull’innovazione tecnologica e genetica in viticoltura».

Il bando Ocm, che rappresenta la parte più consistente delle risorse, mira a sostenere progetti di promozione del vino di qualità nei mercati extra Ue da realizzare tra il 16 ottobre 2026 e il 15 ottobre 2027. Possono partecipare consorzi, associazioni di produttori, cooperative e forme aggregate come Ati e Ats, anche attraverso progetti che coinvolgano più regioni, purché il Piemonte assuma il ruolo di capofila. Il contributo pubblico può coprire fino al 50% delle spese ammissibili, con un tetto massimo di 650mila euro per i progetti presentati in forma aggregata e di 150mila euro per quelli dei singoli produttori. Tra le attività finanziabili rientrano iniziative di comunicazione e promozione volte a valorizzare la qualità e la sicurezza dei prodotti, la partecipazione a eventi fieristici di rilievo internazionale, campagne informative sui sistemi di qualità europei come Dop, Igp e biologico, oltre a studi di mercato e analisi di efficacia delle azioni intraprese.

Accanto a questo intervento, la Regione riconosce il ruolo strategico svolto dalle realtà territoriali impegnate nella promozione del vino e delle produzioni tipiche. «Sono le vetrine dove il mondo del vino con i suoi produttori incontra le tante declinazioni del territorio e dei suoi prodotti agroalimentari d’eccellenza: un presidio indispensabile nel consolidamento di quel rapporto fra vino, cibo e turismo che è una punta di diamante del Piemonte e dobbiamo incentivare sempre più». Le risorse dedicate a questo ambito saranno distribuite attraverso tre bandi annuali e serviranno a sostenere progetti capaci di valorizzare il legame tra vino, territorio e offerta turistica, contribuendo a rafforzare l’identità e l’attrattività del Piemonte.

Le famiglie torinesi faticano a risparmiare

La spesa media mensile delle famiglie torinesi si attesta nel 2025 a 2.616 euro, un valore sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente. Diminuisce la quota destinata ai consumi alimentari, tornati sui livelli precedenti alla pandemia, mentre cresce la spesa per beni e servizi non alimentari, trainata soprattutto dai costi legati alla casa — in particolare utenze e arredamento. Riprende anche il settore dell’abbigliamento, mentre restano stabili le spese per viaggi, vacanze e consumi fuori casa. In calo, invece, il numero delle famiglie che riesce a risparmiare. A livello territoriale, in Lombardia la spesa risulta superiore del 17% rispetto al Piemonte.

I dati sono stati presentati a Palazzo Birago nell’ambito dell’Osservatorio sulle spese delle famiglie torinesi, l’indagine promossa dalla Camera di commercio di Torino che, in coerenza con le rilevazioni ISTAT nazionali, analizza consumi e abitudini di acquisto di 240 nuclei residenti nel capoluogo piemontese.

Come sottolineato da Massimiliano Cipolletta, presidente della Camera di commercio di Torino, si registra un lieve incremento della spesa mensile, dovuto principalmente agli acquisti non alimentari. Tengono le spese per il tempo libero, riparte l’abbigliamento, ma si riduce la quota di famiglie in grado di accantonare risparmi. Cresce inoltre la preferenza per i negozi tradizionali, mentre la grande distribuzione mostra una lieve flessione. Nel confronto territoriale, la spesa delle famiglie torinesi si mantiene in linea con quella regionale piemontese, pur restando inferiore alla media nazionale.

L’indagine evidenzia anche l’evoluzione della composizione familiare nell’ultimo decennio. È diminuito il numero medio dei componenti dei nuclei familiari ed è aumentata in modo significativo la presenza di persone che vivono sole. Nel campione analizzato, le famiglie composte da una sola persona rappresentano oltre il 45%, dato coerente con gli archivi anagrafici della Città di Torino, secondo cui circa un residente su due vive da solo.

Dal punto di vista economico, il 40% delle famiglie si colloca in una fascia di livello medio, il 15% in condizioni di agiatezza e il 14,2% in una situazione di autosufficienza. La fascia di debolezza economica interessa invece il 30,8% delle famiglie torinesi e supera il 53% tra le persone sole.

Nel complesso, il quadro del 2025 mostra famiglie che mantengono stabile il livello di spesa, ma con una crescente pressione sui bilanci domestici e una minore capacità di risparmio.

Giovani, imprese, futuro: il Piemonte investe 42 milioni nella formazione tecnica

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Daniela Cameroni, assessore regionale alla Formazione: «Quando la formazione è costruita insieme al sistema produttivo, funziona: continueremo a portare avanti questa visione»

La Regione Piemonte consolida la propria strategia in materia di istruzione e occupazione con l’approvazione del nuovo atto di indirizzo relativo alla programmazione triennale 2026-2029 dell’offerta di Formazione Tecnica Superiore, che include sia i percorsi degli ITS Academy sia quelli di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore (IFTS). Il piano prevede uno stanziamento complessivo pari a 42,3 milioni di euro di fondi regionali, ai quali si affiancheranno ulteriori risorse di provenienza nazionale e, potenzialmente, anche finanziamenti legati al PNRR, con l’obiettivo di rafforzare le competenze, supportare il tessuto produttivo e favorire l’inserimento qualificato dei giovani nel mondo del lavoro.

«Con questo piano rafforziamo una scelta chiara: investire sulla formazione tecnica superiore come leva concreta di sviluppo e occupazione – spiega Daniela Cameroni, assessore alla Formazione della Regione Piemonte – Gli ITS Academy e i percorsi IFTS rappresentano una risposta efficace ai bisogni reali delle imprese e, allo stesso tempo, un’opportunità vera per i nostri giovani di costruire il proprio futuro senza dover lasciare il territorio. I risultati parlano da soli: oltre il 90% degli studenti trova lavoro entro un anno. Questo significa che quando la formazione è costruita insieme al sistema produttivo, funziona. La Regione Piemonte continuerà a portare avanti questa visione con determinazione, trasformando le politiche formative in risultati concreti e misurabili per cittadini e imprese».

I percorsi di Istruzione Tecnologica Superiore, promossi attraverso sette Fondazioni attive sul territorio, costituiscono oggi un canale formativo altamente qualificato e sempre più rilevante. Si tratta di corsi biennali della durata complessiva di 1800 ore, focalizzati su ambiti tecnologici strategici che spaziano dall’energia alla meccatronica, dall’agroalimentare all’ICT, includendo anche turismo e tessile. Una caratteristica distintiva di questi percorsi è la forte integrazione con il mondo del lavoro: almeno il 35% delle attività si svolge infatti in azienda, anche in contesti internazionali. Al termine del percorso viene rilasciato un diploma di specializzazione per le tecnologie applicate, riconosciuto sia a livello nazionale sia europeo (livello EQF 5), che consente un rapido ingresso nel mercato del lavoro o la prosecuzione degli studi in ambito universitario.

Gli ITS Academy continuano a dimostrarsi uno strumento particolarmente efficace nel rispondere alla crescente domanda di competenze tecniche avanzate da parte delle imprese, offrendo percorsi gratuiti, orientati alla professionalizzazione e capaci di tradurre la formazione in opportunità occupazionali concrete.

Parallelamente, i percorsi IFTS rappresentano un’opzione formativa più breve ma altrettanto mirata: si tratta di corsi annuali post-diploma della durata di 800 ore, sviluppati attraverso la collaborazione tra istituti scolastici, enti di formazione, università e imprese. Questi percorsi integrano formazione teorica e pratica, preparando figure tecniche specializzate pronte a operare all’interno dei processi produttivi e organizzativi delle aziende.

Sia i percorsi ITS sia quelli IFTS possono essere attivati anche attraverso contratti di apprendistato, offrendo agli studenti la possibilità di combinare studio e lavoro, conseguire un titolo e percepire al contempo una retribuzione, in un modello che rafforza il legame tra sistema formativo e mondo produttivo.

I dati confermano la solidità di questo modello: in Piemonte gli ITS registrano da tempo risultati molto positivi, con oltre il 90% dei diplomati che trova occupazione entro un anno in ambiti coerenti con il percorso di studi intrapreso, a dimostrazione della capacità del sistema di rispondere in modo efficace alle esigenze delle imprese.

L’alta formazione tecnica si configura dunque come uno strumento fondamentale per sostenere lo sviluppo economico, promuovere l’innovazione, colmare il divario tra domanda e offerta di lavoro e rafforzare la competitività del sistema produttivo.

In particolare, gli ITS Academy svolgono un ruolo chiave nella diffusione della cultura scientifica e tecnologica, nell’orientamento dei giovani verso le professioni tecniche, nell’aggiornamento del personale docente e nel trasferimento di innovazione, soprattutto a favore delle piccole e medie imprese. Un sistema che accompagna i giovani nel passaggio dalla formazione al lavoro e che, allo stesso tempo, sostiene l’aggiornamento continuo delle competenze lungo tutto l’arco della vita.

Per approfondire:
ITS Academy: https://www.regione.piemonte.it/web/temi/istruzione-formazione-lavoro/formazione-professionale/opportunita-formative/corsi-post-diploma-alta-formazione-gli-its-academy

IFTS: https://www.regione.piemonte.it/web/temi/istruzione-formazione-lavoro/formazione-professionale/opportunita-formative/percorsi-istruzione-formazione-tecnica-superiore-gli-ifts

IRES Piemonte per la prima volta al Salone del Libro

 

Per la prima volta nella sua storia, IRES Piemonte – l’Istituto di Ricerche Economico Sociali del Piemonte- parteciperà al Salone Internazionale del Libro di Torino, giunto alla sua 38ª edizione, in programma dal 14 al 18 maggio 2026.

L’Istituto sarà presente al Padiglione 3 – Stand R06 S05, con un calendario di eventi, talk e presentazioni dedicati a ricerche e pubblicazioni.

La partecipazione segna un passo importante nel percorso di apertura dell’IRES: un’occasione per portare la ricerca fuori dagli ambiti specialistici e favorire il confronto diretto con cittadini, istituzioni e stakeholder.
In linea con quanto previsto dal Piano Strategico 2025–2029, IRES Piemonte rafforza così uno dei suoi obiettivi centrali: diventare un punto di riferimento accessibile e riconoscibile, capace di trasformare dati e analisi in strumenti utili per comprendere e affrontare le sfide del presente.

 

L’Istituto punta a consolidare il proprio ruolo non solo come osservatore, ma come attore al servizio del territorio, favorendo connessioni tra conoscenza, politiche pubbliche e bisogni reali.

La presenza al Salone del Libro si inserisce anche nella strategia di comunicazione dell’IRES, orientata a un linguaggio più chiaro, inclusivo e divulgativo, capace di raggiungere pubblici diversi e coinvolgere attivamente cittadini e comunità. Un approccio che mira a rendere la ricerca più comprensibile, partecipata e utile, superando i confini tradizionali della comunicazione istituzionale.

«Per noi la presenza al Salone del Libro è essenziale per affermare il ruolo di un IRES sempre più aperto e orientato a innovarsi continuamente, con l’obiettivo di contribuire concretamente alla crescita del Piemonte», dichiara il Presidente di IRES Piemonte Alessandro Ciro Sciretti.

Attraverso incontri e momenti di confronto, lo stand IRES sarà uno spazio aperto dove condividere studi e pubblicazioni; ascoltare il territorio e i suoi protagonisti; costruire nuove relazioni e collaborazioni; stimolare il dibattito su economia, società e sviluppo regionale.

Stand IRES Piemonte – Padiglione 3, R06 S05
14–18 maggio 2026 – Salone del Libro di Torino

Area Ex Scotti Chieri, Ente Terzo Settore per il nuovo polo pubblico

 

Si promuoverà innovazione sociale, cultura e aggregazione giovanile

Il futuro prossimo dell’area Ex Scotti, caserma in disuso, oggetto di un complesso intervento di rigenerazione urbana, finanziato tramite il PNRR con 5 milioni e 500 mila euro di contributo ministeriale e 400 mila euro di risorse comunali, sarà quello di diventare un polo pubblico multifunzionale, attrattivo non solo per i cittadini chieresi ma anche in ambito sovracomunale. Si tratterà di un presidio civico permanente aperto alla comunità, uno spazio innovativo e accessibile destinato a funzioni sociali, culturali e associative ingrado di produrre un valore aggiunto per il territorio e favorire l’aggregazione giovanile. In questi giorni è stato pubblicato l’avviso per la co-progettazione di un progetto gestionale relativo ad una porzione del complesso della Ex Scotti, con una superficie coperta di circa 1900 mq dei complessivi 5.500 dell’intero edificio, a cui si aggiunge l’area verde circostante di circa a 15 mila mq. L’avviso è rivolto agli Enti del Terzo Settore ETS  anche in forma aggregata ATS – Associazione Temporanea di Scopo, purché in possesso di una competenza in materia di progettazione e di esperienza tecnico-organizzativa.

All’Ente del Terzo Settore saranno assegnati in gestione alcuni degli spazi riqualificati, quali il bar aperto alla cittadinanza, la piazza coperta, destinata ad attività informali, la sala polifunzionale per conferenze, attività pubbliche, comunitarie e di pubblico spettacolo, con 220 posti a sedere e oltre 168 in piedi, il desk informativo, un locale a disposizione per ampliamento finalizzato a una gestione sostenibile. Il gestore dovrà garantire la piena valorizzazione degli spazi e la cura dei medesimi, provvedendo alla manutenzione ordinaria. Il gestore dovrà provvedere agli interventi di adeguamento, allestimento e miglioramento degli spazi assegnati. L’Amministrazione Comunale, considerando strategico il progetto dell’area Ex Scotti, ha inteso promuovere un modello gestionale fondato su un percorso di co-progettazione, chiedendo all’Ente del Terzo Settore selezionato di garantire una programmazione culturale stabile, strutturata e qualificata, di promuovere l’aggregazione e il protagonismo giovanile, di mantenere l’equilibrio tra le iniziative promosse da reti associative locali e le progettualità di più ampia portata di assicurare la sostenibilità economico-finanziaria nel medio-lungo periodo mediante integrazione  tra programmazione culturale, attività di somministrazione e capacità di intercettare risorse esterne attraverso la partecipazione a bandi e la ricerca di risorse pubbliche e private.

Il termine per la presentazione delle candidature è fissato per il 4 giugno. La consegna del cantiere entro il mese di giugno. Una commissione valuterà le proposte progettuali ed economico-finanziarie preliminari pervenute. L’ avvio della gestione è previsto entro 6-7 mesi dalla sottoscrizione della convenzione, compatibilmente con i tempi necessari per il completamento degli interventi riguardanti gli spazi assegnati.

Mara Martellotta

Nuovi progetti europei al Politecnico di Torino: giovani ricercatori protagonisti dell’innovazione

Il Politecnico di Torino rafforza il proprio ruolo nella ricerca internazionale grazie all’ottenimento di cinque finanziamenti nell’ambito delle Marie Skłodowska-Curie Postdoctoral Fellowships, parte del programma Horizon Europe. I progetti premiati, guidati da giovani studiosi e studiose, affrontano temi cruciali per il futuro: dalla sostenibilità ambientale alle energie rinnovabili, dall’intelligenza artificiale alle trasformazioni urbane.

Queste borse sostengono ricercatori post-doc favorendo esperienze internazionali e lo sviluppo di competenze avanzate, incentivando al contempo la collaborazione tra università, centri di ricerca e realtà industriali, con l’obiettivo di tradurre i risultati scientifici in applicazioni concrete.

Tra i progetti selezionati, TRITON si concentra sull’impatto del rumore negli oceani, sviluppando materiali innovativi capaci di controllare la propagazione delle onde acustiche, ispirandosi alle strutture naturali delle barriere coralline per proteggere gli ecosistemi marini.

SWELL, invece, punta a rendere più efficiente e competitiva l’energia del moto ondoso, grazie a sistemi di controllo intelligenti basati su apprendimento automatico, in grado di adattarsi alle condizioni del mare e migliorare le prestazioni dei dispositivi.

Sul fronte tecnologico, EDGELM affronta le sfide legate all’intelligenza artificiale, proponendo soluzioni per eseguire modelli avanzati direttamente su dispositivi locali, riducendo consumi energetici, tempi di risposta e rischi per la privacy.

Con un approccio sociale e urbano, GLOWS analizza le trasformazioni delle economie cittadine, concentrandosi su attività spesso invisibili come il lavoro sessuale, per comprendere l’impatto dei cambiamenti economici e urbanistici su queste realtà.

Infine, TIDAL studia il rapporto tra porti e città, in particolare nei contesti africani, esaminando come le grandi infrastrutture influenzino lo sviluppo urbano e le dinamiche sociali, con l’obiettivo di individuare modelli più equi e sostenibili.

Adesioni nel mese di maggio: export e imprese, dalla Regione 27 milioni per il triennio 2026-2029

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La Regione Piemonte ha avviato il nuovo ciclo dei Progetti integrati di filiera (PIF) per il periodo 2026-2029, con una dotazione complessiva di 27 milioni di euro, in aumento rispetto ai 17 milioni stanziati per il triennio precedente. Le piccole e medie imprese piemontesi potranno aderire fino al 21 maggio, rispondendo all’avviso pubblicato sul sito istituzionale.

«Con questo nuovo ciclo per gli anni 2026–2029, mettiamo in campo 27 milioni di euro per accompagnare le imprese piemontesi nei mercati internazionali, a testimonianza della consapevolezza della Regione Piemonte di quanto l’export sia un elemento importante per il nostro territorio – dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore alle Attività produttive e Internazionalizzazione Andrea Tronzano – I Progetti Integrati di Filiera rappresentano uno strumento concreto e collaudato, capace di rafforzare la competitività delle nostre aziende e valorizzare le eccellenze produttive del territorio. Offriamo alle pmi un supporto operativo completo: dalla partecipazione a grandi eventi fieristici internazionali, quali quelli dedicati all’automotive e all’aerospazio, a incontri b2b con operatori esteri, iniziative di incoming e servizi di supporto personalizzato, oltre a percorsi di crescita e aggregazione – proseguono Cirio e Tronzano – È un investimento mirato per sostenere crescita, occupazione e innovazione, oltre che per presentare in una dimensione di sistema i settori di eccellenza dell’economia regionale, anche in una prospettiva di attrazione degli investimenti».

I progetti saranno gestiti da Ceipiemonte e sono rivolti a micro, piccole e medie imprese interessate a sviluppare o consolidare la propria presenza sui mercati esteri. Il programma coinvolge dieci comparti produttivi: automotive e trasporti, aerospazio, agritech e macchinari agricoli, cleantech e green building, microelettronica e automazione, salute e benessere, tessile, agroalimentare, abbigliamento-alta gamma-design e ICT. Le attività previste comprendono la partecipazione a fiere internazionali, missioni all’estero, incontri B2B con operatori stranieri, iniziative promozionali e servizi di consulenza per lo sviluppo commerciale.

«Consolidiamo un modello che funziona, basato su filiere, competenze e accompagnamento operativo: le imprese – aggiungono Cirio e Tronzano – vengono supportate con servizi qualificati, relazioni e opportunità reali di business. È così che rafforziamo la presenza del Piemonte nel mondo e creiamo condizioni favorevoli per attrarre investimenti, sostenere l’occupazione e generare crescita. Siamo di fronte a profonde trasformazioni delle dinamiche internazionali geopolitiche e commerciali e abbiamo la necessità di sostenere le nostre imprese nella ricerca di nuovi mercati. Nelle scorso settimane insieme al Comune di Torino, al sistema camerale e accademico, al Ceip e ai nostri centri di ricerca siamo stati in Canada, confermando il modello efficace delle missioni di sistema, proprio per consolidare rapporti commerciali e individuare filiere strategiche per le nostre imprese a partire da aerospazio e scienze della vita. E’ ciò che stiamo facendo anche con l’Asia, dopo la missione dello scorso anno in Giappone, guardando a un’area del mondo che offre straordinarie potenzialità per le nostre aziende in tutti i settori economici».

Con l’avvio della nuova programmazione, la Regione Piemonte prosegue dunque nella strategia di sostegno all’internazionalizzazione, puntando sulla competitività delle imprese e sulla loro presenza nei mercati globali.