ECONOMIA- Pagina 18

I tempi lenti delle opere pubbliche: un danno per l’economia

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L’INTERVENTO 

Di Mino Giachino *

Caro Direttore,
Oggi a Torino gli Industriali torinesi hanno presentato l’annuale importante rapporto OTI sullo stato di avanzamento dei lavori delle Infrastrutture torinesi e piemontesi. Uno studio molto interessante e utile per politici e giornalisti che seguono le Infrastrutture che come sai  sono le opere più importanti per generare lo sviluppo della economia e del lavoro come ci insegnarono i romani duemila anni fa , anche se da queste parti hanno dimenticato questo insegnamento.  Peccato che a parte il Sindaco LO RUSSO e i due Assessori regionali Bussalino e GABUSI ci fossi solo io.  Eppure si tratta di opere che servono i trasporti autostradali e  ferroviari della nostra regione . Meno male che gli industriali su questo argomento si impegnano perché il costo di trasporto e della logistica e’ uno dei quattro costi più importanti di una azienda. Il punto è che nel frattempo i tempi di realizzazione si sono allungati come abbiamo visto per la Asti Cuneo e come vediamo purtroppo per l’opera più importante per il futuro non solo di Torino e del Piemonte , la TAV.
Le ultime opere costruite con una buona velocità sono state il passante di Mestre e la linea AV  da Torino a Salerno tutte e due inaugurate nel 2009 , governo Berlusconi , di cui ho l’onore di aver fatto parte. In Piemonte alla lentezza dei lavori si aggiunge la lentezza nel fare una politica della logistica regionale al livello della Lombardia e dell’Emilia e questo è uno dei motivi per cui anche quest’anno la economia piemontese cresce meno della media nazionale. Il Sindaco Lo Russo ha ammesso onestamente che la posizione contraria della sinistra comunista a costruire a Torino la metropolitana ha causato un ritardo grave per cui Torino se tutto va bene avrà un pezzo della Linea 2 (km.8) solo nel 2033 così da collocarsi agli ultimi posti in Europa per linee di metro e questo mentre Torino è sempre ai primi posti per lo smog. Uno smog , caro Direttore, che a Torino provoca almeno mille morti anticipate all’anno. Perché questo è il punto che molti non hanno ancora  presente. Per spingere la economia , il commercio, l’industria e il lavoro lo strumento più importante che hanno Governi , Regioni e Comuni e’ la costruzione delle infrastrutture. Da questo punto di vista i romani furono i primi a capirlo, molti loro discendenti invece non lo hanno ancora capito. Ritardare la costruzione delle infrastrutture significa ritardare la crescita della economia e del lavoro. Trasportare merci e passeggeri su strada inquina mentre il trasporto su ferrovia o su metropolitana non inquina. Purtroppo in questi giorni i Sindaci PD della Bassa Valle di Susa ,sino a Rivalta e Rivoli , stanno di nuovo creando discussioni e difficoltà al progetto della linea AV , parte italiana, e questo dovrebbe chiarire definitivamente ai torinesi che se vogliono rilanciare il lavoro a Torino devono assolutamente cambiare Amministrazione comunale.  D’altronde la sinistra è stata al potere dal 1993 ad oggi quasi due volte il ventennio. La democrazia ha come base la alternanza al potere.  Anche perché le amministrazioni DC da quelle di Peyron a GRosso, Anselmetti , Porcellana e Picco erano molto più efficienti.  Qui a quattro anni e mezzo di amministrazione non un’opera pubblica è stata ultimata, i trasporti pubblici lasciano a desiderare a partire dalle scale mobili . La bassa crescita economica di questi ultimi trent’anni ha fatto aumentare le diseguaglianze come mi prima.
* Responsabile UDC Torino

Infrastrutture, entro il 2033 concluse 42 opere in Piemonte per 30 miliardi

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Torino, 2 marzo 2026 – Il sistema infrastrutturale piemontese mostra segnali di avanzamento secondo quanto emerge dall’edizione 2026 del Rapporto Oti Piemonte, che analizza 71 interventi ritenuti strategici per la competitività del territorio. Entro la fine dell’anno è prevista la chiusura di 15 cantieri, mentre l’orizzonte al 2033 indica il completamento di 42 opere per un investimento complessivo stimato in 30 miliardi di euro.

Dal primo monitoraggio avviato nel 2001 sono state portate a termine 24 infrastrutture tra linee metropolitane, collegamenti stradali, tratte ferroviarie, interporti e trafori alpini.

Il rapporto, promosso da Unioncamere Piemonte e Confindustria Piemonte con il contributo di Regione Piemonte, Fondazione Slala e delle Accademie di filiera, fotografa una situazione articolata: 27 interventi sono in fase progettuale, 9 restano allo stadio di proposta, 30 risultano già cantierati e 4 sono stati ultimati nel corso del 2025.

Un impulso importante è arrivato dal Pnrr, che ha sostenuto nove opere incluse nel monitoraggio e che contribuirà a determinare l’avanzamento previsto nel 2026.

Amalberto: segnali incoraggianti, ma non basta

“I segnali positivi che emergono da questa edizione dell’Osservatorio Oti Piemonte vanno nella direzione giusta ma non sono però certo risolutivi poiché sono ancora molte le infrastrutture che le imprese aspettano. Si tratta di un freno, tra i tanti, che negli ultimi 30 anni hanno rallentato lo sviluppo della nostra economia. Questo osservatorio in 25 anni è stato una sentinella attiva, segnalando e rimarcando di volta in volta la mancanza di fondi, le progettazioni a rilento e quelle poche opere che hanno visto la luce, meno di una all’anno. Grazie al Pnrr c’è stata un’accelerazione, come imprese siamo a disposizione per fornire pieno supporto affinché stabilmente il Piemonte arrivi a poter usufruire nel 2033 delle opere oggi in fase di realizzazione. Questi investimenti sono le fondamenta su cui far sviluppare la complessa transizione che la manifattura vive da alcuni anni, ma anche il principale asset per aumentare l’attrattività di questo territorio” dichiara Andrea Amalberto, presidente Confindustria Piemonte.

Stato di avanzamento: equilibrio stabile, ma crescono i ritardi gravi

Nel dettaglio, 31 opere risultano coerenti con il cronoprogramma, un dato sostanzialmente invariato rispetto all’anno precedente. Sono 22 invece i progetti che hanno registrato rallentamenti nell’ultimo anno, mentre salgono da 5 a 9 quelli classificati in grave ritardo. Restano 7 le opere ferme in attesa di una proposta progettuale definitiva.

Tra i 30 interventi già avviati, 19 procedono secondo i tempi previsti, 10 accumulano ritardi e uno presenta criticità significative: si tratta dei lavori sulla Statale 33 del Sempione, dove il cantiere di Villadossola non è ancora partito.

Per quanto riguarda le opere in progettazione (27 in totale), aumentano quelle in fase preliminare e quelle in progettazione definitiva, mentre si riduce il numero degli interventi nelle fasi più avanzate. Le proposte progettuali salgono a 9, includendo nuovi collegamenti viari e infrastrutturali.

Escono dal monitoraggio quattro opere completate nel 2025: il potenziamento della stazione ferroviaria di Rivalta Scrivia, il raddoppio del traforo autostradale del Frejus, l’autostrada Asti-Cuneo e la tangenziale di Fossano. Rimane inoltre incluso nel quadro l’Autostrada Ferroviaria Alpina (AFA).

Coscia: infrastrutture decisive per la competitività

“Lo sviluppo infrastrutturale è uno dei temi centrali per il rilancio dell’economia nell’attuale congiuntura economica e per una strutturata capacità di internazionalizzazione per le nostre imprese, peggiorata da un’incertezza geopolitica internazionale. In una congiuntura complessa come quella che stiamo attraversando, lo sviluppo infrastrutturale rappresenta una delle chiavi di volta per la tenuta dell’economia nazionale. Far parte del progetto OTI Piemonte è per noi strategico perché il programma rientra appieno nelle politiche delle Camere di commercio: monitorare le criticità e raccontare lo stato di avanzamento dei progetti infrastrutturali ritenuti strategici per il territorio è un elemento imprescindibile per sostenere la nostra economia e le nostre imprese” commenta Gian Paolo Coscia, Presidente Camera di commercio di Alessandria-Asti.

Malabaila: pianificazione e manutenzione al centro

“Nei prossimi anni sarà decisivo fare sistema affinché gli investimenti infrastrutturali generino una ricaduta stabile sul Piemonte. Dobbiamo, quindi, sin da ora impostare un piano pluriennale per la manutenzione delle infrastrutture, integrare le connessioni dell’ultimo miglio e i collegamenti di verso le nuove e vecchie opere. Le Zone logistiche semplificate vanno bene ma dobbiamo anche predisporre incentivi e bandi per la digitalizzazione e l’ammodernamento dei terminal logistici, mappare aree per nuovi investimenti per la logistica per attrarre investimenti, sostenendo la conversione modale con il “ferrobonus”. Infine, c’è il tema della formazione e delle competenze nel settore logistico e costruzioni, che va sostenuto insieme alle Accademie di filiera e la Regione” dichiara Paola Malabaila, presidente Ance Piemonte e presidente della Commissione Infrastrutture e Urbanistica di Confindustria Piemonte.

Il convegno di presentazione

Il Rapporto Oti Piemonte 2026 è stato illustrato nel corso del convegno “Infrastrutture e logistica: necessità strategica per la competitività di territori e imprese”, che ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni locali, del mondo imprenditoriale e dei principali soggetti coinvolti nella pianificazione e gestione delle grandi opere.

Il quadro che emerge è quello di una regione che sta recuperando terreno sul fronte infrastrutturale, ma che dovrà garantire continuità negli investimenti e maggiore rapidità esecutiva per trasformare i cantieri aperti in un reale vantaggio competitivo per imprese e territori.

Aperta la prima sessione di BeST – Beni Senza Tempo, di Fondazione CRT

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Torino, 2 marzo 2026 – È aperta la prima sessione di BeST – Beni Senza Tempo, il bando della Fondazione CRT dedicato agli interventi di recupero e valorizzazione del patrimonio artistico e culturale del Piemonte e della Valle d’Aosta.
In continuità con il precedente programma “Restauri Cantieri diffusi”, il bando – riservato a enti pubblici, enti religiosi e organizzazioni senza scopo di lucro – finanzia, con un contributo massimo di 50.000 euro per cantiere, il restauro di beni immobili, di organi, statue, affreschi, decorazioni, parchi e giardini storici di interesse culturale (artistico, storico, botanico, paesaggistico).
L’obiettivo del bando è far rivivere il patrimonio storico-artistico rendendolo parte attiva dei percorsi turistici e culturali, coinvolgendo le comunità locali e rafforzando il senso di appartenenza. Particolare attenzione sarà riservata alla sostenibilità economica dei progetti e alla capacità delle organizzazioni di strutturare una rete di partner per favorire le occasioni di fruizione del bene nonché di definire un piano di valorizzazione replicabile nel tempo.
La scadenza per la prima sessione è fissata al 31 marzo 2026.
La seconda sessione sarà aperta dal 1° al 31 luglio 2026.
Dal 2004 a oggi la Fondazione CRT ha sostenuto oltre 3.400 cantieri, destinando più di 57 milioni di euro per tutelare, valorizzare e restituire alla collettività il patrimonio artistico e culturale.
Il bando è consultabile sul sito: www.fondazionecrt.it

Nasce Destination Torino, la rete consortile che riunisce 2700 camere per seimila posti letto 

Nasce Destination Torino, il consorzio promosso da Federalberghi Torino per riunire strutture ricettive, operatori privati e servizi specializzati con l’obiettivo di dare alla città una voce unica nella valorizzazione del territorio e nella promozione turistica e congressuale.
Il Consorzio nasce dall’esigenza del settore di offrire risposte integrate, attrarre eventi e valorizzare in modo competitivo l’offerta sul territorio.
Alla rete aderiscono alberghi e strutture ricettive per seimila posti letto in totale, agenzie di viaggio e tour operator, organizzatori e location per eventi, ma anche importanti soggetti quali GL Lingotto Fiere e Set-Scalo Eventi Torino, Fiavet Piemonte, Museo Nazionale dell’Automobile, Fondazione Circolo dei Lettori e Museo Lavazza, Casa Martini, Golf Club Stupinigi e Cavourese.

La missione di Destination Torino è  quella di fornire alle aziende, enti e organizzatori un sistema coordinato di servizi , assistenza tecnica per congressi ed eventi, soluzioni di soggiorno personalizzate, esperienze su misura e supporto logistico.
Grazie alla centrale di prenotazione alberghiera e al clone torinese del portale Italyhotels, la piattaforma di prenotazione online di Federalberghi Nazionale, il Consorzio garantisce ampia disponibilità di strutture, tariffe competitive e un servizio qualificato in ogni fase della prenotazione.
Completano l’offerta la consulenza per l’individuazione dei siti più adatti e il supporto nella definizione delle migliori soluzioni di viaggio e di accoglienza in generale, di location adatte alle diverse iniziative e di trasporto locale.
La presidenza del Consorzio è stata affidata a Caterina Fioritti, già vicepresidente di Federalberghi Torino  e socia fondatrice dell’Associazione Donne nel turismo, affiancata dai vicepresidenti Fabio Borio (presidente di Federalbeghi Torino) nel ruolo di Vicario e Laura Audi, presidente di Fiavet Piemonte.
Il consiglio direttivo è composto da Maurizio Bertone, Lorenza Bravetta, Luigi Brunero, Nicola Cirillo, Giovanni Cristiani, Gabor Ganczer e Tommaso Vineis.
“Oggi Torino compie un passo coraggioso e cruciale, mettendo a sistema in modo strutturato tutte le energie private che ogni giorno contribuiscono alla vita turistica della città – ha dichiarato Caterina Fioritti, presidente di Destination Torino. La nascita del Consorzio rappresenta l’avvio di un metodo nuovo, per la prima volta ci sediamo allo stesso tavolo non come singole realtà, ma come un’unica comunità professionale che condivide obiettivi e visioni. Il nostro è uno slancio costruttivo con cui vogliamo affiancare istituzioni e stakeholder, proponendo un’idea di futuro per una Torino turistica viva, vitale e stabilmente presente sui mercati”.

Mara Martellotta

Piemonte, crescita moderata e produttività in calo: la sfida del post-PNRR

PIL Piemonte: nel 2025 crescita dello 0,55%, quarto trimestre in accelerazione allo 0,75%

La stima preliminare elaborata dal Comitato Torino Finanza presso la Camera di commercio di Torino, attraverso il superindice PILNOW, conferma la capacità di tenuta dell’economia regionale. Tuttavia, emerge con chiarezza la necessità di definire una nuova strategia di sviluppo.

Nel 2025 il Piemonte registra un incremento del PIL pari allo 0,55%, in lieve miglioramento rispetto allo 0,5% del 2024, ma ancora distante dalla media dell’Unione Europea (+1,5%). L’ultimo trimestre dell’anno segna un’accelerazione significativa: +0,75% rispetto allo stesso periodo del 2024, dato in linea con la media nazionale (+0,8%) e superiore al +0,55% del terzo trimestre.

Il dato deriva dal PILNOW, superindice sviluppato dal Comitato Torino Finanza con il supporto dell’intelligenza artificiale, capace di anticipare di circa dodici mesi le statistiche ufficiali.

Un triennio di «zero virgola»: resilienza sì, ma serve un cambio di passo

Il 2025 rappresenta il terzo anno consecutivo in cui la crescita piemontese rimane sotto l’1%. Dopo il +0,7% del 2023 e il +0,5% del 2024, la regione mantiene un segno positivo grazie soprattutto alla spinta del PNRR e del turismo, mentre export e automotive restano in difficoltà. Mostrano una crescita moderata anche i comparti alimentare e aerospaziale.

Si intravede però l’esaurimento del ciclo trainato dagli incentivi edilizi e dal turismo: per sostenere la domanda sarà necessario impostare una strategia diversa.

Il PIL regionale a prezzi costanti 2015 raggiunge i 135,8 miliardi di euro, superando i livelli del 2019 ma restando ancora circa 6 miliardi sotto il picco storico del 2007 (141 miliardi). A prezzi correnti, la stima è pari a 166,5 miliardi di euro.

Nel confronto europeo emerge un ritardo strutturale: la Spagna cresce del +2,8%, la Francia dell’1,1% (sostenuta dal deficit pubblico), mentre la Germania torna in territorio positivo con un +0,4% dopo la recessione.

Lavoro: occupazione in frenata e manifattura in calo

Dopo il +4% del 2024, l’occupazione regionale si stabilizza con una variazione tendenziale del -0,1% (Italia +0%). L’analisi settoriale evidenzia una marcata polarizzazione: le costruzioni segnano un +11% grazie al PNRR; commercio e turismo si fermano (0%) dopo le forti crescite precedenti; la manifattura arretra del -0,9% e i servizi del -0,6%. Diventa evidente la necessità di nuovi stimoli.

Preoccupa l’andamento della cassa integrazione guadagni, che nel quarto trimestre registra una media mensile di 4,8 milioni di ore, il doppio rispetto al trimestre precedente. Il 95% delle ore è concentrato nel manifatturiero, con il 45% di CIG straordinaria legata a crisi strutturali. L’impatto stimato equivale a 0,7 punti percentuali di PIL annualizzato e comporta un incremento dell’1,3% di lavoratori temporaneamente inattivi rispetto al tasso ufficiale di disoccupazione del 5,9%, che salirebbe al 7,2% includendo tali posizioni.

Export stabile ma lontano dai massimi, turismo solo compensativo

Le esportazioni annualizzate si attestano tra 59 e 61 miliardi di euro, ancora inferiori del 5% rispetto al picco di 63 miliardi del 2023 (a fronte di un +1,5% nazionale). La contrazione riguarda soprattutto automotive, beni strumentali e vendite verso la Germania, mercato chiave per l’industria piemontese. La stabilizzazione rispetto al 2024 è un segnale positivo, ma la flessione nei mezzi di trasporto e nei beni strumentali appare strutturale.

Il Piemonte potrebbe crescere di più se il tradizionale motore dell’export tornasse a pieno regime, ma il settore risente dei dazi e della crisi tedesca.

Il turismo rappresenta un parziale riequilibrio: nel 2025 le presenze estere aumentano del +5,8% (con punte del +10% nei mesi estivi) e il turismo domestico segna +6,2% nel primo semestre. Tuttavia, la maggiore spesa turistica compensa soltanto il 10% dei 3 miliardi di euro di export persi.

Credito in recupero, inflazione a doppia velocità

Il credito mostra segnali di miglioramento: il credito al consumo accelera al +5,1%, indice di fiducia ma anche di possibili tensioni di liquidità. I prestiti alle società non finanziarie (46,4 miliardi, pari al 28% del PIL) tornano leggermente positivi (+0,3%) grazie alla riduzione dei tassi, pur restando sotto l’inflazione.

L’inflazione media si mantiene all’1,0%, ma con forti differenze settoriali: il carrello alimentare è all’1,7% (in calo rispetto al +3,5% precedente), mentre i servizi turistici registrano +3,8%, ben sopra gli obiettivi. Questa dinamica disomogenea continua a frenare i consumi in volume. La distribuzione organizzata si stabilizza senza evidenziare una crescita tendenziale significativa, con l’alimentare più dinamico rispetto al non alimentare.

Energia e logistica: segnali incoraggianti

La domanda di energia sulla rete Terna nell’area torinese cresce dell’8% (Italia +1,6%), dato positivo sia congiunturale sia strutturale, vista la forte correlazione con l’attività economica reale. Anche la logistica in volume accelera dopo la pausa del primo trimestre 2025, pur senza superare la soglia dell’indice 130.

PIL pro capite e confronto europeo

Il PIL pro capite piemontese raggiunge 39.040 euro, superiore alla media italiana (35.800 euro) ma inferiore ai 51.000 euro della Lombardia e ai 64.900 euro di Monaco di Baviera. Nel confronto con regioni europee comparabili, come Lione (38.100 euro) e Barcellona (39.400 euro), il Piemonte si colloca in una posizione intermedia.

Le prospettive per il 2026

Il 2026 apre interrogativi cruciali. Con l’esaurirsi della spinta del PNRR, la regione dovrà individuare nuovi motori di sviluppo. L’export, penalizzato dai dazi, dovrà espandersi verso nuovi mercati. La produttività è chiamata a recuperare grazie agli investimenti, dopo due anni in cui l’occupazione è cresciuta più del PIL, comprimendo la produttività media. Il ciclo trainato da turismo e incentivi edilizi appare al termine: diventa indispensabile una nuova strategia per sostenere la domanda.

“Il quarto trimestre 2025 – afferma Vladimiro Rambaldi, Presidente del Comitato Torino Finanza – mette in evidenza la capacità dell’economia piemontese di accelerare nella parte finale dell’anno, raggiungendo una crescita in linea con la media nazionale. È una confortante dimostrazione di resilienza nonostante le turbolenze internazionali. Tuttavia, il terzo anno consecutivo di crescita «zero virgola» evidenzia la necessità di una svolta: nuovi modelli produttivi, diversificazione dei mercati di esportazione e rafforzamento della competitività del sistema manifatturiero regionale sono le sfide per il prossimo futuro. Noi, attraverso il PILNOW, continueremo a monitorare in tempo reale l’economia piemontese, offrendo alle istituzioni e agli operatori economici informazioni tempestive per orientare le decisioni strategiche”.

“I dati del PILNOW confermano la profonda resilienza del tessuto economico piemontese, capace di chiudere l’anno in accelerazione nonostante un quadro internazionale denso di incertezze – commenta il vicepresidente di Unioncamere Piemonte e Presidente della Camera di commercio di Torino, Massimiliano Cipolletta -. Se da un lato la tenuta del sistema è un segnale di fiducia, dall’altro la stasi della crescita su valori frazionali per il terzo anno consecutivo ci impone una riflessione sul futuro del nostro modello di sviluppo. Il Piemonte deve attivare una nuova strategia per la crescita che rimetta al centro la produttività e l’innovazione industriale. Il sistema camerale continuerà a monitorare questi processi, offrendo la base analitica necessaria per trasformare le sfide correnti in opportunità strutturali di lungo periodo”.

Fiera Primaverile di Carmagnola: economia e territorio

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Carmagnola si prepara ad accogliere la 562esima edizione della Fiera primaverile, in programma sabato 7 e domenica 8 marzo prossimi. Si tratta di uno degli appuntamenti più antichi e identitari del territorio, dedicato all’agricoltura, alla zootecnia, alla meccanizzazione agricola, ai mercati e alla valorizzazione delle produzioni locali.
Venerdì 6 marzo è in programma un convegno di approfondimento sulla carne di Razza Piemontese.

La Fiera Primaverile di Carmagnola rappresenta una manifestazione plurisecolare che affonda le sue radici nella storia agricola e commerciale della città e accompagna da secoli l’evoluzione economica e sociale del territorio, mantenendo saldo il legame con il mondo rurale, con l’allevamento e con le produzioni locali. Un appuntamento che, edizione dopo edizione, ha saputo rinnovarsi, confermandosi ancora oggi come uno dei momenti più rappresentativi della vita cittadina e del sistema agricolo piemontese.
La vocazione agricola e di allevamento di Carmagnola è stata ribadita anche nel corso della conferenza stampa del 23 gennaio scorso, durante la quale è stato presentato un fascicolo d’archivio risalente al periodo 1382-1661, testimonianza del ruolo centrale della città come polo di scambi economici e commerciali già a partire dal Quattrocento. Un richiamo alla storia che dialoga con il presente e con il significato  che la Fiera continua ad avere per il territorio.

La 562esima edizione della Fiera Primaverile si svolgerà con qualsiasi condizione meteorologica e animerà il centro cittadino in maniera diffusa, attraverso un percorso espositivo e commerciale ampio e articolato, trasformando Carmagnola in un grande anello pedonale capace di accompagnare visitatori e operatori tra diverse aree tematiche.

La manifestazione è il risultato di un importante lavoro di rete promosso dal Comune di Carmagnola e condiviso con le principali realtà del settore agricolo e zootecnico, che svolgono un lavoro attivo e qualificante nell’organizzazione e nella realizzazione della Fiera. In questo contesto si inserisce il contributo di ARA Piemonte, ANABORAPI, ANAFIBJ, ArPROMA e ASCOM Carmagnola,  insieme alla partecipazione attiva del Distretto del Cibo Chierese Carmagnolese, che concorrono a rafforzare il profilo della manifestazione e il suo legame con le filiere produttive, con il tessuto economico locale e con le identità agricole del territorio.

L’inaugurazione ufficiale è in programma sabato 7 marzo  alle ore 11 presso il Foro Boario di piazza Italia, con la presenza delle autorità. Seguiranno degustazioni con prodotti tipici e la presentazione del progetto #MercatoOltreCollina a cura del Cibo del Chierese – Carmagnolese.

Il cuore zootecnico della Fiera sarà, come da tradizione, il Foro Boario di piazza Italia, da sempre luogo simbolo degli scambi e della tradizione mercantile cittadina, dove si svolgerà la 45esima Mostra provinciale dei Bovini di Razza Piemontese e Frisona Italiana. L’edizione  2026 si preannuncia particolarmente significativa, sia per il numero di capi presenti, sia per la qualità, che prenderanno parte ai concorsi suddivisi per categorie.

La mostra prenderà avvio già venerdì 6 marzo, con l’arrivo del bestiame a partire dalle ore 9 e la sua successiva sistemazione nei recinti. Le valutazioni dei soggetti esposti si svolgeranno sabato 7 marzo a partire dalle 9.30 e proseguiranno domenica 8 marzo dalle ore 9, giornata che vedrà anche le finali, le sfilate dei campioni e, a partire dalle 17.30, le premiazioni.
Sempre nell’area del Foro Boario è  inoltre prevista un’asta di soggetti di razza piemontese geneticamente selezionati per la riproduzione,  organizzata nell’ambito delle attività di selezione e miglioramento genetico coordinate dalle associazioni degli allevatori.

Le vie e le piazze intorno al Foro Boario si trasformeranno in un grande spazio espositivo dedicato alla meccanizzazione agricola, con il meglio della produzione di macchine e attrezzature per i settori cerearicolo, zootecnico e flovivaistico, ospitando numerose aziende  che esporranno le ultime novità relative ad agricoltura innovativa, sostenibile e sicura.
Per tutta la durata della manifestazione sarà attiva un’area food allestita nel controvalore di viale Garibaldi,  destinata alla vendita e somministrazione di prodotti agroalimentari locali, con la partecipazione di produttori, allevatori e trasformatori, comprese le aziende agricole presenti alle Mostre provinciali dei Bovini di Razza Piemontese e Frisona. Nello stesso spazio sarà  anche presente il Distretto del Cibo del Chierese- Carmagnolese, con una vetrina delle eccellenze agroalimentari del Distretto, incontri, momenti di approfondimento e degustazione.

Domenica 8 marzo, per l’intera giornata, nei pressi dei Giardini del Castello, sarà inoltre allestita la mostra mercato dei piccoli animali detta “Fattoria in città “, dedicata ad avicunicoli e piccoli animali da compagnia, nel rispetto delle disposizioni sanitarie e veterinarie vigenti, pensata, in particolare, per le famiglie e per un pubblico più giovane, con finalità educative e divulgative.
Sempre domenica 8 marzo per l’intera giornata lungo vie e piazze cittadine si svolgerà il tradizionale grande mercato fieristico e ambulante, con esposizione e vendita di generi alimentari e non alimentari; in corso Matteotti troverà spazio il Mercantico, mentre lungo l’asse centrale di via Valobra sarà allestita la mostra mercato delle opere d’ingegno, spazio dedicato alla creatività, all’artigianato e alle produzioni originali a cura della Società Orticola di Mutuo Soccorso “ D. Ferrero”.
All’interno della Fiera Primaverile  sarà  presente il Distretto del Cibo del Chierese Carmagnolese, simbolo di qualità, sostenibilità e identità territoriale, con il progetto #MercatoOltreCollina, che propone un articolato programma di attività dedicate alla valorizzazione delle produzioni locali e delle filiere agroalimentari del territorio.

Gli spazi del Distretto si configurano come una vera e propria vetrina delle eccellenze, con distribuzione di materiale informativo a cura del tavolo “promozione del territorio” e momenti di incontro e confronto con associazioni di produttori, Consorzi, referenti dei tavoli di lavoro del Distretto, offriranno al pubblico l’occasione di conoscere da vicino storie, prodotti e realtà agricole.
Nel corso delle due giornate sono previsti incontri tematici e presentazioni dedicate ad alcuni prodotti del territorio,  quali l’asparago di Santena e delle Terre del Pianalto,  il peperone di Carmagnola, la patata di Villastellone e le ciliegie di Pecetto, con la partecipazione di produttori e ospiti rappresentativi delle diverse aree del Distretto, accompagnati da degustazioni gratuite di prodotti tipici.
Particolare attenzione è poi rivolta alle famiglie e ai più  giovani, grazie alle attività gratuite di fattoria didattica, curate da Ludocascina La Ciliegia e il Gioanin, attive per tutta la durata della manifestazione.
Il programma include inoltre iniziative pensate per promuovere una fruizione lenta e sostenibile del territorio,  con il coinvolgimento di camminatori e bikers, ai quali verrà offerta una distribuzione gratuita dei prodotti del Distretto.

Il pomeriggio di sabato dalle 14.30 nel Salone fieristico di Viale Garibaldi  sarà dedicato ad attività, incontri, dibattiti, pensati come occasione di dialogo sui temi della filiera agroalimentare, della sostenibilità e dello sviluppo del territorio, sempre accompagnati da degustazioni gratuite.

Ad anticipare la Fiera Primaverile sarà venerdì 6 marzo prossimo il convegno dal titolo “La carne Piemontese tra qualità, territorio e tradizione”, in programma dalle ore 17 presso il Salone Fieristico di piazza Italia. L’incontro vuole essere un momento di approfondimento dedicato ai temi della qualità e della valorizzazione della razza Piemontese, in dialogo con la trasformazioni del comparto zootecnico e con il ruolo strategico che questa produzione riveste sul territorio.

Informazioni per il pubblico

Ufficio Agricoltura Comune di Carmagnola

Tel 0119724220

Mail agricoltura@comune.carmagnola.to.it

Mara Martellotta

Aerospazio, asse Regione–Politecnico per il rilancio di Corso Marche

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Il Piemonte rafforza il proprio ruolo di polo nazionale dell’aerospazio. Al Grattacielo Piemonte, è stato presentato il Rapporto “Cluster aerospaziale piemontese: caratteristiche e traiettorie di sviluppo”, realizzato da IRES Piemonte nell’ambito del servizio di valutazione del PR FESR 2021-2027. Nell’occasione è stata anche firmata la Lettera di intenti tra Regione Piemonte e Politecnico di Torino per la riqualificazione e rifunzionalizzazione delle aree della “Città dell’Aerospazio di Torino”.

L’iniziativa si inserisce nel solco dell’Accordo di Programma del 2019 e dei successivi atti attuativi, tra cui l’approvazione dei progetti “Manufacturing Technology Center (MTC)” e “Centro per l’aerospazio”, e rappresenta un ulteriore passo avanti nel potenziamento delle infrastrutture di ricerca, nel trasferimento tecnologico e nell’attrazione di investimenti per il comparto.

Dal Rapporto IRES emerge che l’aerospazio piemontese concentra circa il 20% degli addetti italiani del settore, confermandosi tra i principali poli nazionali. Il sistema conta una presenza significativa di grandi gruppi industriali e una filiera di circa 350 imprese, in prevalenza piccole e medie aziende ad alta specializzazione, con un forte collegamento al mondo universitario e della ricerca. Si tratta di un comparto ad alta intensità tecnologica, con investimenti in ricerca e sviluppo che sfiorano il 10% del fatturato tra aeronautica e spazio, un volume d’affari annuo di circa 8 miliardi di euro e circa 35mila occupati, oltre a una quota rilevante di esportazioni sul totale nazionale.

La Lettera di intenti siglata oggi definisce un quadro di collaborazione per sviluppare nuove azioni comuni di riqualificazione e valorizzazione di aree e immobili, con l’obiettivo di ampliare le infrastrutture dedicate a ricerca applicata, formazione avanzata e servizi alle imprese. In questo contesto, la “Città dell’Aerospazio” viene individuata come ambito privilegiato di sperimentazione dell’accordo.

Il progetto prevede in particolare il completamento e l’estensione degli interventi nell’area di Corso Marche, con nuovi spazi destinati all’ecosistema industriale e un’attenzione specifica alle piccole e medie imprese.

All’incontro hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni, del sistema della ricerca e dei principali gruppi industriali, tra cui Leonardo, partner industriale strategico del polo, e Principia, soggetto gestore del fondo immobiliare che sostiene lo sviluppo della Città dell’Aerospazio. L’appuntamento ha ribadito la volontà condivisa di consolidare il posizionamento del Piemonte nelle principali roadmap europee, dall’aviazione sostenibile alla space economy, in coerenza con la Strategia regionale di Specializzazione Intelligente (S3) 2021-2027.

La Città dell’Aerospazio si conferma così piattaforma strategica per rafforzare la competitività industriale e favorire la crescita di un ecosistema ad alta intensità di conoscenza, capace di generare ricadute economiche e occupazionali sull’intero territorio regionale.

LE DICHIARAZIONI

Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte, e Andrea Tronzano, assessore regionale alle Attività produttive

“Il Piemonte ha scelto di essere protagonista nello sviluppo dell’aerospazio perché questo settore rappresenta una delle traiettorie industriali più avanzate e strategiche per il futuro dell’Europa”, hanno dichiarato il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore al bilancio, attività produttive e internazionalizzazione Andrea Tronzano. “La nostra filiera integra competenze aeronautiche e spaziali, innovazione e capacità produttiva. Attraverso il PR FESR 2021-2027 sosteniamo progetti di ricerca, infrastrutture tecnologiche e percorsi di certificazione per rafforzare la competitività delle imprese. La Città dell’Aerospazio è il fulcro di questa visione: un ecosistema operativo che mette in rete grandi gruppi, PMI, start up e università, e che rafforza la capacità del territorio di attrarre investimenti, talenti e nuove opportunità di sviluppo”.

Alessandro Ciro Sciretti, presidente di IRES Piemonte

“I dati confermano la solidità e la centralità del cluster aerospaziale piemontese nel panorama nazionale, per dimensione, intensità tecnologica e capacità di integrazione lungo l’intera filiera. Le trasformazioni tecnologiche, industriali e geopolitiche in atto pongono sfide rilevanti, ma aprono anche nuove traiettorie di innovazione e sviluppo. Il lavoro svolto da IRES Piemonte mette a disposizione un quadro aggiornato su struttura produttiva, occupazione e dinamiche competitive, come strumento utile a supporto delle scelte della Regione e al rafforzamento di un settore strategico per la competitività del Piemonte”, dichiara il presidente di IRES Piemonte Alessandro Ciro Sciretti.

Stefano Corgnati, rettore del Politecnico di Torino

“La lettera di intenti firmata oggi si colloca in un quadro di rafforzamento della collaborazione in corso tra Politecnico di Torino e Regione Piemonte. Dotarsi di strumenti di questo tipo ci consente infatti di facilitare l’insediamento di nuovi spazi per l’innovazione, fondamentali per attrarre sul nostro territorio non solo imprese ma anche enti di ricerca e talenti”, commenta il rettore del Politecnico Stefano Corgnati, ricordando come il settore dell’aerospazio rappresenti oggi un tema centrale, di forte attrattività.

Giancarlo Mezzanatto – SVP Strategy & Innovation Divisione Aeronautica, Leonardo

“Il Piemonte è uno dei baricentri strategici dell’aerospazio italiano ed europeo, e Leonardo ne è il principale motore industriale e tecnologico. Con circa 4.800 addetti sul territorio e una filiera che coinvolge quasi 400 imprese, in larga parte PMI, contribuiamo in modo determinante alla forza produttiva e alla competitività dell’ecosistema regionale, che rappresenta il 30% dell’industria hi-tech piemontese.

La Città dell’Aerospazio di Torino è una straordinaria opportunità per consolidare il ruolo di Torino e del Piemonte come polo di eccellenza tecnologica e industriale, riconosciuto a livello nazionale e internazionale. Leonardo, responsabile dell’Aircraft Innovation Center nell’ambito del progetto, ha realizzato laboratori dedicati all’innovazione di prodotto e di processo nell’intero ciclo di vita del prodotto aeronautico, con soluzioni basate su intelligenza artificiale, supercalcolo e digitalizzazione” ha detto Giancarlo Mezzanatto – SVP Strategy & Innovation Divisione Aeronautica, Leonardo.

Igor De Biasio, amministratore delegato di Principia

“Questo progetto – dichiara Igor De Biasio, amministratore delegato di Principia – rafforza un ecosistema che integra università, ricerca, innovazione e impresa, creando insieme alle istituzioni le condizioni per attrarre sul territorio investimenti e competenze di alto profilo. Principia, che ha come principale azionista il Ministero dell’Economia e delle Finanze e opera per migliorare l’efficienza della funzione pubblica e l’efficacia del coinvolgimento dei privati nei progetti di trasformazione urbana, guarda con grande interesse a questo percorso e conferma la propria disponibilità a collaborare allo sviluppo dell’iniziativa, portando l’esperienza maturata nello sviluppo del Milano Innovation District”.

housing sociale a San Donato: 32 nuovi alloggi 

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Un nuovo modello di abitare solidale prende forma nel cuore di San Donato a Torino. È stato inaugurato  il nuovo spazio di cohousing sociale di via Vagnone che mette a disposizione 32 alloggi e una rete di servizi integrati per rispondere in modo concreto a necessità abitative e nuove forme di vulnerabilità della cittadinanza, puntando su coabitazione, mixité sociale e innovazione tecnologica.

L’intervento, realizzato in un immobile di proprietà comunale sul territorio della Circoscrizione Quattro, conta 32 unità abitative, di cui 8 trilocali e 24 bilocali, ed è il risultato di un investimento complessivo di 6 milioni di euro, finanziato principalmente attraverso fondi Pon Metro e integrato da un mutuo stipulato con Cassa Depositi e Prestiti.

L’obiettivo del progetto è creare, attraverso un sistema caratterizzato da soluzioni abitative a durata variabile e servizi di supporto sociale integrati, un ambiente che favorisca lo sviluppo di dinamiche relazionali positive tra le diverse generazioni e forme di supporto reciproco, valorizzando le opportunità di coabitazione solidale e il senso di comunità.

“Torino – spiega il sindaco Stefano Lo Russo – vuole essere una città che unisce attrattività, qualità abitativa e inclusione sociale e, per farlo, serve un approccio capace di tenere insieme sviluppo, protezione sociale, inclusione, rigenerazione e resilienza urbana. Oggi inauguriamo una realtà che auspichiamo davvero possa diventare un modello in questo senso dando una risposta concreta alle necessità abitative di persone di generazioni, provenienze ed esperienze diverse e offrendo loro nel contempo un’opportunità di scambio, conoscenza e mutuo aiuto. Vogliamo essere una città che non lascia indietro nessuno e che non dimentica l’importanza delle reti di relazione e del senso di comunità”.

Gli ospiti del nuovo housing sociale saranno selezionati dagli uffici competenti del Dipartimento Servizi Sociali, Socio Sanitari e Abitativi, prioritariamente tra le persone anziane autosufficienti in condizioni di fragilità (che resta il target principale), ma anche tra persone adulte con bisogni specifici, giovani con una precaria indipendenza economica, studenti, care leavers, persone con disabilità con un proprio progetto individualizzato, famiglie in condizioni di temporanea difficoltà abitativa e persone titolari di protezione internazionale, ai sensi del protocollo d’intesa relativo ai corridoi lavorativi per rifugiati.

Per favorire l’aggregazione e la coabitazione solidale, il nuovo complesso offre numerosi spazi comuni come un ampio terrazzo con aree verdi per momenti di relax, una cucina condivisa e due sale multifunzionali, ideali per attività e incontri aperti alla cittadinanza e alle associazioni del quartiere.

A gestire l’immobile sarà la Cooperativa Frassati, ente partner della Città in coprogettazione che, attraverso una equipe multidisciplinare, garantirà attività di supporto alla convivenza, servizi di accompagnamento all’autonomia abitativa e attività rivolte al territorio, in un confronto continuo con gli stessi residenti, qui anche portatori di eventuali proposte sulla base dei loro singoli bisogni.

“Con questo nuovo intervento di housing sociale – afferma l’assessore alle Politiche sociali Jacopo Rosatelli – la Città di Torino realizza un altro tassello del piano che la vede costantemente impegnata nel costruire risposte concrete, inclusive e innovative al disagio abitativo. Quella che inauguriamo oggi è una coabitazione solidale che si presenta come un vero spazio di comunità, in cui persone diverse per età e condizione possono vivere insieme, sostenendosi reciprocamente e ritrovando così più facilmente quella stabilità di cui necessitano. La casa resta una componente fondamentale, ma qui non vuole essere solo un tetto, ma anche una potente leva nei percorsi individuali verso l’inclusione sociale”.

La struttura presenta infine due caratteristiche che la rendono anche tecnologicamente innovativa, almeno nel panorama degli housing sociali: la prima è la presenza di un controllo digitale da remoto sugli accessi all’edificio; la seconda è invece rappresentata dalla presenza di un impianto fotovoltaico, con benefici su costi di gestione ed emissioni inquinanti, per il quale sono già state avviate le procedure di richiesta di ingresso in una Comunità Energetica Rinnovabile.

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Coldiretti: “Orari del CAAT, una minoranza non può decidere” 

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Coldiretti Torino ribadisce la netta contrarietà al cambio di orari del Centro Agro Alimentare Torinese proposto da Fedagro Torino-Apgo. Secondo la proposta dell’associazione dei grossisti ortofrutticoli i “mercati generali” di Torino dovrebbero assomigliare sempre più a un hub della Grande Distribuzione Organizzata a partire dagli orari, diurni anziché notturni.

Attualmente, il Caat apre alle vendite alle ore 3:30 e chiude alle 10:30.

Coldiretti Torino che al Caat rappresenta buona parte della componente “produttori agricoli” che conta oltre 130 operatori contesta anche il risultato della consultazione sugli orari avvenuta tra i grossisti su iniziativa di Fedagro Torino. La scelta, infatti, era tra “nuovo orario 7-12” e “nuovo orario 11-16” senza inserire la possibilità di votare a favore del mantenimento dell’orario attuale. Ma, soprattutto, alla “votazione” ha partecipato appena la metà dei 79 grossisti presenti al Caat e l’orario 11-16 è solo dal 35% dei votanti di una componente che è comunque minoritaria rispetto a quella dei produttori agricoli.

Intanto, il fronte del NO al cambio di orario si sta allargando: contrari anche Confesercenti e la sigla dei grossisti Goia-Fenapi.

«La proposta di Fedagro vuole copiare il modello del circuito della GDO – incalza il presidente di Coldietti Torino, Bruno Mecca Cici – Ma se il Caat non si distingue dalle piattaforme delle grandi catene di supermercati non svolge la sua funzione al servizio del “sistema cibo” della città. Un Centro agroalimentare di grossisti e produttori agricoli che vende frutta e verdura in pieno giorno non rispetta le esigenze dei propri clienti e dei consumatori. Scegliere di cambiare l’orario del CAAT dalle prime ore del giorno a mattinata inoltrata avrebbe come conseguenza un cortocircuito nell’intero sistema della distribuzione del cibo fresco a Torino».

Coldiretti Torino non accetta che una parte dei grossisti obblighi i produttori agricoli a un aggravio di costi di personale e di logistica e chiarisce meglio le ragioni dell’opposizione al cambio di orario.

«Non è certo una soluzione spostare i maggiori costi dai grossisti agli agricoltori. Fedagro afferma di volere fare risparmiare ai grossisti il costo della luce e della manodopera notturna ma non chiarisce quale sarebbe questo modello innovativo di Centro agroalimentare giocato tutto sull’aprire tardi al mattino. Come coltivatori non abbiamo mai avuto problemi ad affrontare le levatacce che fanno parte della nostra vita. Quello che ci preoccupa è essere costretti a lasciare le nostre attività agricole diurne per vendere il prodotto di giorno. L’organizzazione delle famiglie degli agricoltori e dei coadiuvanti è questa da sempre. Chi fa vendita diretta sa che deve raccogliere in campo nel tardo pomeriggio, lasciare qualche ora la verdura al fresco per andare a venderla alle 4 del mattino ai mercatali che a loro volta la rivedono ai consumatori sui banchi dei mercati di Torino a partire dalle 7 del mattino. I banchi del mercato dovrebbero venire a comprare la merce mentre hanno già la fila dei clienti al mercato? Oppure dovrebbero essere costretti ad affittare magazzini refrigerati per stoccare la merce da rivendere il mattino dopo? E nelle giornate estive, quando il termometro tocca i 25-30 gradi alle 11 del mattino che frutta e verdura venderemo? Ad ascoltare Federagro la sfida della qualità rispetto alla Grande Distribuzione Organizzata si vincerebbe vendendo insalate appassite, pesche ultra mature, pomodori senza più turgore? Noi pensiamo che i consumatori e i produttori meritino rispetto».

Coldiretti Torino respinge anche le accuse secondo le quali chi vuole garantire qualità per essere competitivi verso la GDO sia aggrappato a consuetudini arretrate, a una routine stanca, a un tempo andato. «I produttori agricoli sono aperti ad ogni innovazione. Così come non hanno problemi ad alzarsi prima dell’alba non hanno problemi con la tecnologia e con nuovi sistemi di vendita. Ma la vita dei consumatori è fatta di orari da rispettare. Se proprio noi, che siamo all’inizio della catena della distribuzione locale del cibo, non siamo i primi a rispettare i tempi del consumo fresco manchiamo di senso di responsabilità verso i commercianti e verso i cittadini di questa città. Inoltre mancheremmo di rispetto per il lavoro dei produttori agricoli e faremmo perdere credibilità al concetto stesso di Km Zero e di consumo di prossimità. Per questo chiediamo alla politica di essere dalla parte della qualità, dei consumatori, della salute e del rispetto per l’agricoltura e il territorio».

COLDIRETTI TORINO

A Moncalieri nuovo ristorante Mc Donald’s

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Sabato 28 febbraio prossimo aprirà a Moncalieri il nuovo ristorante Mc Donald’s, sito in corso Trieste 95.
34esimo MC Donald’s in provincia, ha portato a sessanta nuove assunzioni, un team di lavoro che proviene dal Comune di Moncalieri e dall’area limitrofa di Torino Sud.
Sabato 28 febbraio, alle ore 17, si terrà la cerimonia di taglio del nastro alla presenza del sindaco Paolo Montagna.

“Sono entusiasta di annunciare l’apertura di un  nuovo ristorante Mc Donald’s proprio qui a Moncalieri – commenta Giacomo Coluccio, licenziatario Mc Donald’s – Il mio obiettivo, insieme a tutto il mio team, è quello di offrire momenti unici di convivialità e il nostro pieno supporto al territorio locale, generando non solo occupazione, ma anche valore sociale. Sono sicuro che, con i nostri servizi e la nostra offerta di ristorazione in questa parte della città,  potremo diventare un punto di riferimento per tutta la comunità locale”.

Il nuovo Mc Donald’s conta, infatti, un totale di 206 posti a sedere ed è dotato di kiosk digitali  che permettono di ordinare in totale autonomia, personalizzando alcune ricette e modificando alcuni ingredienti, secondo un’innovazione che consente ai clienti di attendere il proprio ordine comodamente seduti al tavolo del ristorante.
Il locale mette a disposizione dei suoi clienti anche il Mc Café, un luogo di ritrovo ideale per condividere con gli amici o in famiglia la colazione mattutina, per fare una pausa caffè veloce o per ritagliarsi un momento di gusto nel corso della giornata. Qui i clienti possono non solo gustare un caffè  di qualità,  ma anche scegliere  fra le varie specialità di bevande fresche, spremute, gustosi prodotti da forno , tutti provenienti da aziende italiane,

Il ristorante ha anche una corsia Mc Drive grazie alla quale è possibile ordinare, pagare e ricevere il proprio ordine direttamente dalla propria auto.
Mc Donald’s ha anche pensato ai più piccoli, con uno spazio interamente dedicato ai bambini, con una serie di servizi che regalano alle famiglie  momenti di spensieratezza e divertimento.  All’esterno del locale vi è  un’area giochi a loro dedicata. Sempre alle famiglie è dedicato il servizio che permette ai più  piccoli di festeggiare il proprio compleanno, organizzando una festa a tema all’interno del ristorante.
Il nuovo Mc Donald’s sarà aperto tutti i giorni dalle 7 alle 24, la corsia Mc Drive da lunedì a giovedi dalle 7 alle 3, venerdì sabato domenica h 24. Nel locale sarà attivo anche il servizio Mc Delivery.

Mara Martellotta