ECONOMIA- Pagina 14

Autorità Trasporti: “Nessuna chiusura a Torino”

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
É destituita di fondamento l’affermazione secondo cui il Presidente Nicola Zaccheo avrebbe manifestato la volontà di trasferire, chiudere o comunque indebolire la sede di Torino.
Al contrario, nel corso dell’attuale consiliatura l’organico dell’Autorità è aumentato di circa 30 unità, quasi tutte assegnate alla sede di Torino, e nuove assunzioni sono previste nei prossimi mesi nella sede torinese.
Si tratta di un dato oggettivo.
Parimenti infondata è la notizia di una frattura tra il Presidente Zaccheo e l’ex Segretario Generale Guido Improta.
I rapporti tra Presidente e Segretario Generale si sono sempre svolti su base fiduciaria, come confermato anche dai due rinnovi dell’incarico del dott. Improta, deliberati nel corso della presidenza Zaccheo.
Ufficio Stampa ART

La sfida della robotica parte da Torino

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IL PIEMONTE PUNTA A RAFFORZARE LA LEADERSHIP
L’Unione Industriali Torino propone un piano per ricerca, innovazione e formazione

Torino, 29 giugno 2026 – Investire su ricerca, innovazione e competenze per consolidare la leadership del Piemonte nella robotica e accompagnare la trasformazione del sistema manifatturiero. È questo l’obiettivo del piano d’azione presentato dall’Unione Industriali Torino insieme al report “Robotica: posizionamento strategico dell’Italia e di Torino”, illustrato durante l’incontro “Intelligenza industriale: Torino protagonista della robotica”.

Lo studio fotografa un comparto in forte crescita. A livello mondiale il mercato della robotica è destinato a raddoppiare entro il 2030, raggiungendo un valore di circa 200 miliardi di dollari. In questo scenario l’Italia ricopre un ruolo di primo piano: è il secondo produttore europeo di robot, con il 25% della produzione continentale, seconda anche per numero di installazioni e sesta nel mondo per esportazioni, che nel 2024 hanno raggiunto i 3 miliardi di dollari.

Il Piemonte rappresenta il cuore nazionale del settore. Sul territorio regionale si concentra il 28,6% delle imprese italiane della robotica, quasi la metà del fatturato complessivo (48,7%) e oltre il 64% degli addetti.

L’Unione Industriali Torino punta ora a trasformare il patrimonio di competenze sviluppato nel settore automotive in un vantaggio competitivo stabile anche nella robotica avanzata. Per riuscirci propone la costruzione di una rete che coinvolga università, centri di ricerca, imprese, startup, investitori e istituzioni, con l’obiettivo di accelerare lo sviluppo, l’adozione e la diffusione delle nuove tecnologie robotiche, favorendo anche la partecipazione delle piccole e medie imprese.

“Torino è la terza città d’Europa, dopo Francoforte e Monaco, per investimenti nella robotica. Significa che qui esiste un sistema produttivo capace di essere protagonista di un trend destinato a crescere ancora nei prossimi anni. Torino ha tutte le caratteristiche per guidare questa trasformazione: una grande tradizione manifatturiera, aziende capaci di produrre macchinari e servizi ad alto valore aggiunto, un forte ecosistema della ricerca, il Politecnico, l’Università. Dobbiamo avere la capacità di guardare al ‘what’s next’, a ciò che verrà dopo. Come Unione Industriali Torino il nostro obiettivo è mettere insieme questi punti di forza. Non esiste una sola vocazione della città: dobbiamo far dialogare le diverse eccellenze e costruire una visione comune. La robotica è una delle partite decisive che possiamo giocare”, ha dichiarato Marco Gay, presidente dell’Unione Industriali Torino.

Il piano si sviluppa lungo due direttrici principali: il rafforzamento della ricerca e sviluppo e la formazione del capitale umano.

Sul fronte delle competenze, l’obiettivo è che entro il 2028 il 60% delle aziende associate attive nella robotica avanzata abbia avviato programmi di aggiornamento professionale per il personale tecnico, sfruttando gli strumenti e i fondi disponibili.

Per incentivare gli investimenti in ricerca e innovazione, il documento propone invece una serie di misure fiscali aggiuntive rispetto agli strumenti già esistenti, come il credito d’imposta, l’iperammortamento e la Legge Sabatini. Tra le proposte figura il rilancio di una nuova ACE (Aiuto alla Crescita Economica), che preveda la detassazione di una quota degli utili reinvestiti in progetti coerenti con i paradigmi Industria 4.0 e 5.0.

Il report suggerisce inoltre di introdurre un meccanismo che consenta alle startup e alle PMI innovative di trasformare il credito d’imposta per ricerca e sviluppo in liquidità immediata, attraverso un sistema di cash refund, accompagnato da rigorosi controlli successivi e dalla possibilità di certificare preventivamente i progetti presso enti qualificati, come università e centri di competenza.

Accanto agli interventi pubblici, l’Unione Industriali sottolinea anche la necessità di rafforzare gli strumenti di finanziamento privato, dal venture capital al leasing operativo, per evitare che le startup più promettenti scelgano ecosistemi esteri più attrattivi sotto il profilo finanziario.

Il Piemonte può infatti contare su una filiera industriale già altamente specializzata, composta da produttori di robot industriali tra i pochi in Europa in grado di competere sui mercati internazionali, affiancati da system integrator, aziende della componentistica e numerose realtà che operano nella robotica collaborativa, nei veicoli mobili autonomi (AMR), nell’aerospazio, nella difesa e nell’automazione avanzata.

“Nelle aziende stiamo già vedendo nascere molti progetti che integrano intelligenza artificiale e industria. È un’onda di trasformazione straordinaria. Torino non deve dimostrare di saper produrre: lo ha già fatto nella sua storia. Deve dimostrare di saper guidare la prossima rivoluzione industriale”, ha concluso Marco Gay.

All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, rappresentanti delle istituzioni, del mondo universitario, dei centri di ricerca, delle fondazioni e delle principali realtà impegnate nello sviluppo dell’innovazione e della robotica.

Economia, Fiera Peperone. Coppa: “Esempio virtuoso”

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FIERA NAZIONALE DI CARMAGNOLA: DAL PRODOTTO AGRICOLO A PATRIMONIO DELLA FILIERA GASTRONOMICA E TURISTICA PIEMONTESE

 

 

Torino, 29 giugno 2026 – «Desidero rivolgere i più sinceri complimenti agli organizzatori e a tutti gli operatori che rendono possibile la Fiera Nazionale del Peperone di Carmagnola. Quella che era nata molti decenni fa come un’espressione di paese è cresciuta fino a diventare un grande evento nazionale, capace di attrarre un pubblico sempre più ampio e qualificato».

Così Maria Luisa Coppa, presidente di Ascom Confcommercio Torino e provincia, alla presentazione della 77ª Fiera Nazionale del Peperone di Carmagnola, promossa dal Comune di Carmagnola e organizzata da SGP Grandi Eventi, in programma dal 28 agosto al 6 settembre 2026, di cui Ascom Confcom Torino è partner. 

 

«La Fiera – prosegue Coppa – ha saputo costruire intorno al peperone un’immagine forte e identitaria, trasformando un prodotto autentico in uno strumento efficace di promozione territoriale. Il peperone di Carmagnola è un pilastro della tradizione culinaria piemontese: basti pensare ai peperoni con la bagna cauda, uno dei piatti simbolo più amati della nostra cucina».

La manifestazione, considerata la più importante fiera italiana dedicata a un singolo prodotto agricolo, rappresenta oggi un appuntamento di rilievo per la valorizzazione dell’agroalimentare piemontese e nazionale.

«Questa fiera – conclude Coppa – è un esempio virtuoso di come, facendo davvero sistema, con una visione condivisa, scelte coraggiose e capacità di superare punti di vista diversi, si possa trasformare un prodotto del territorio in un patrimonio per l’intera filiera gastronomica piemontese e per il turismo regionale».

Le Gru XXL, da domani più grande con un investimento di più di 80 milioni di euro

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Prezzo del latte: intesa positiva, ma servono quotazioni più vicine ai costi di produzione

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Intesa positiva al Ministero dell’Agricoltura sul prezzo del latte alla stalla per il semestre luglio-dicembre 2026. L’accordo prevede una progressiva crescita delle quotazioni: 48 centesimi al litro per luglio e agosto, 49 centesimi per settembre e ottobre e 50 centesimi per novembre e dicembre. Le produzioni eccedenti i volumi del 2025 saranno invece oggetto di trattativa diretta tra produttori e aziende acquirenti.

L’accordo rappresenta un’inversione di tendenza rispetto ai mesi precedenti e offre un riferimento per il mercato in una fase caratterizzata da forte volatilità. Tuttavia, permane il problema dei costi di produzione, che in molte aziende risultano ancora superiori ai prezzi fissati dall’accordo.

Confagricoltura Piemonte evidenzia che la stabilità è un elemento positivo, ma resta necessario continuare a lavorare affinché agli allevatori venga riconosciuto un prezzo in grado di garantire la sostenibilità economica delle imprese, chiamate a sostenere investimenti sempre più importanti sul fronte della qualità, del benessere animale e della sostenibilità ambientale.

Confartigianato Imprese: bene stop al blocco Euro 5 diesel

«Il pacchetto di misure illustrate dalla Regione Piemonte, grazie alle quali verrà scongiurato il blocco autunnale dei veicoli diesel Euro 5 è un’ottima notizia, che dimostra che è possibile contrastare l’inquinamento senza penalizzare gli artigiani ( e i cittadini) per i quali i mezzi di trasporto rappresentano uno strumento di lavoro. Finalmente vediamo affrontare il problema ambientale non solo con interventi sul traffico veicolare ma anche sul versante dell’agricoltura e degli impianti di riscaldamento, in particolare gli incentivi per la manutenzione di quelli più vetusti.  Ma, soprattutto, applaudiamo ad una scelta politica che supera l’atteggiamento meramente punitivo e pretenziosamente “educativo” nei confronti degli imprenditori e dei lavoratori che utilizzano il mezzo privato per necessità e che non sempre dispongono delle risorse per sostituirlo con veicoli più “green”».

GIORGIO FELICI E CARLO NAPOLI (CONFARTIGIANATO IMPRESE PIEMONTE)

A Doha Città di Torino, Politecnico e Compagnia di San Paolo rafforzano il dialogo con il Qatar

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Prosegue a Doha la missione istituzionale congiunta della Città di Torino, del Politecnico di Torino e della Compagnia di San Paolo, che ha rappresentato un’importante occasione per rafforzare le relazioni con le principali istituzioni del Qatar nei settori della cultura, dell’innovazione, della ricerca e dello sviluppo urbano, organizzata con il supporto dell’Ambasciatore d’Italia in Qatar, Paolo Toschi, che ha accompagnato e favorito lo sviluppo del programma di incontri istituzionali.

La delegazione, composta dal Sindaco di Torino Stefano Lo Russo, dal Rettore del Politecnico di Torino Stefano Corgnati e dal Presidente della Compagnia di San Paolo Marco Gilli, ha incontrato la Sceicca Al Mayassa bint Hamad bin Khalifa Al Thani, presidente di Qatar Museums e figura di riferimento della politica culturale del Paese, con la quale è stato proseguito un approfondito confronto sulle opportunità di collaborazione tra Doha e Torino nel campo dell’arte, della cultura, della creatività e dell’innovazione culturale.

Nel corso dell’incontro sono state esplorate le possibilità di sviluppare progettualità comuni tra le istituzioni culturali del Qatar e quelle torinesi, valorizzando le eccellenze della città nel campo museale, universitario, artistico e della produzione culturale contemporanea. Particolare attenzione è stata dedicata alla grande iniziativa che Qatar Museums inaugurerà alla fine del mese di ottobre con un’importante esposizione dedicata a Giuseppe Penone, uno dei maggiori protagonisti dell’arte contemporanea italiana e tra i principali esponenti dell’Arte Povera. In tale occasione, la Città di Torino, il Politecnico di Torino e la Compagnia di San Paolo sono stati invitati a presentare l’esperienza torinese quale modello internazionale di integrazione tra cultura, innovazione, ricerca, tecnologia e sviluppo sociale. La missione ha inoltre consentito di consolidare la collaborazione accademica tra il Politecnico di Torino e la Hamad Bin Khalifa University.

Durante l’incontro tra il Rettore Stefano Corgnati e il Presidente dell’Università, Ahmad M. Hasnah, sono stati definiti i prossimi passi per l’attivazione di un double degree e del nuovo Bachelor’s Degree in Aerospace Engineering, consolidando ulteriormente i rapporti scientifici e formativi tra i due Atenei.

La missione è proseguita con l’incontro istituzionale con il Ministro della Municipalità del Qatar, Abdullah bin Hamad Al-Attiyah, nel corso del quale sono stati approfonditi i possibili ambiti di collaborazione nei servizi pubblici locali, nella sicurezza alimentare, nella sostenibilità urbana e nella gestione del ciclo dei rifiuti, valorizzando le competenze scientifiche, tecnologiche e industriali sviluppate dal sistema torinese e individuando possibili opportunità di cooperazione tra le rispettive istituzioni.

“Torino sta costruendo un modello di sviluppo nel quale cultura, innovazione, università e ricerca rappresentano elementi inscindibili. Il confronto con una realtà dinamica e internazionale come Doha conferma il valore di questa strategia e apre nuove prospettive di collaborazione tra le nostre istituzioni culturali, accademiche e scientifiche. La cultura rappresenta oggi uno straordinario motore di crescita economica, innovazione e coesione sociale e Torino vuole essere protagonista di questa sfida internazionale” dichiara il Sindaco Stefano Lo Russo.

“Il Politecnico di Torino è oggi un hub internazionale capace di mettere in relazione ricerca scientifica, innovazione tecnologica, design, cultura e creatività. È proprio questa capacità di contaminazione tra discipline diverse a rappresentare uno degli elementi di maggiore interesse emersi nel confronto con i nostri interlocutori qatarini. Le prospettive aperte da questa missione confermano il valore di un ecosistema nel quale università, istituzioni, fondazioni e mondo culturale collaborano per trasformare la ricerca e la conoscenza in opportunità concrete di innovazione, sviluppo e crescita internazionale”, afferma il Rettore Stefano Corgnati.

“La collaborazione tra istituzioni rappresenta uno dei principali punti di forza del sistema Torino. Cultura, ricerca, formazione e innovazione costituiscono un patrimonio comune che può generare opportunità di respiro internazionale. Il dialogo consolidato a Doha conferma l’interesse verso un modello che mette in rete competenze, investimenti e progettualità per produrre sviluppo culturale, economico e sociale” sottolinea il Presidente della Compagnia di San Paolo Marco Gilli.

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Credito in agricoltura, Bongioanni: «Nuovo bando»

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L’assessorato al Commercio, Agricoltura e cibo, Turismo, Sport e Parchi della Regione Piemonte guidato da Paolo Bongioanni ha stanziato per l’anno 2026 la somma di 1 milione e 850mila euro destinata a coprire parte degli interessi sostenuti dalle imprese agricole singole, associate e cooperative che hanno contratto per il 2026 prestiti bancari per esigenze di conduzione aziendale.

 

Ne dà l’annuncio lo stesso assessore Bongioanni, che spiega: «È un impegno preso con le associazioni cooperative che abbiamo rispettato. Questo intervento costituisce un sostegno concreto alle nostre aziende e cooperative agricole per favorire il loro accesso al credito e aiutarle a disporre della liquidità necessaria per conseguire il loro obiettivo primario e immediato, cioè la produzione e la conduzione aziendale. Grazie ad esso, la Regione interviene sulla voce interessi con un contributo pari al 2% dell’ammontare del prestito per le imprese ubicate in zona di pianura o di collina e 2,5% per quelle ubicate in zona di montagna. Sono ben 327 le aziende agricole e cooperative agricole piemontesi che, nelle ultime edizioni dei rispettivi bandi, hanno potuto accedere a prestiti di conduzione per un importo complessivo che supera l’importante cifra di 91 milioni di euro. Sono molto orgoglioso di una misura che sostiene realmente i nostri imprenditori agricoli in un comparto quotidiano come quello del credito legato alla produzione, soggetto alle tante variabili del settore e che proprio per questo deve poter godere di tutte le certezze di liquidità».

 

Sono complessivamente 327 le aziende e cooperative agricole piemontesi che finora hanno potuto beneficiare del credito di conduzione erogato dalla Regione, generando un volume di prestiti di 91 milioni di euro: 276 gli imprenditori singoli e altre forme associate composte da meno di cinque imprenditori agricoli che hanno potuto accedere a prestiti per un importo di oltre 11 milioni di euro; e 51 le cooperative e altre forme associate composte da almeno cinque imprenditori agricoli che hanno avuto accesso a prestiti per la conduzione aziendale per un importo di oltre 80 milioni di euro.

 

In questo nuovo bando, per poter essere ammessi al finanziamento l’importo del prestito di conduzione per le imprese singole, le società semplici e altre forme associate composte da meno di cinque imprenditori agricoli dev’essere compreso tra un minimo di € 5.000,00 e un massimo di € 80.000,00. Per le cooperative agricole e per le forme associate composte da almeno cinque imprenditori agricoli, la spesa massima ammissibile a finanziamento è calcolata con riferimento e in proporzione alle effettive esigenze finanziarie rilevate dal bilancio d’esercizio.

 

Il bando è a questo link: https://www.regione.piemonte.it/web/temi/agricoltura/servizi-alle-aziende/credito-conduzione.

 

Quello destinato a imprenditori singoli, società semplici e altre forme associate composte da meno di cinque imprenditori agricoli resterà aperto fino al 4 settembre 2026, mentre quello riservato a cooperative agricole e forme associate composte da almeno cinque imprenditori agricoli resterà aperto fino al 31 dicembre 2026.

 

Business Match dei Ronchiverdi

Il 30 giugno all’ippodromo di Vinovo si terrà la sesta edizione

È tutto pronto a Torino per la sesta edizione del Business Match dei Ronchiverdi, fra trenta aziende di valenza nazionale, eccellenze piemontesi ma non solo, che il 30 giugno si sfideranno fino all’ultima idea imprenditoriale, nella splendida e inusuale cornice dell’ippodromo di Vinovo.

Sono diverse le New entry di aziende partner Ronchiverdi. Per fare un esempio basti citare il Parco Olimpico, che gestisce Inalpi Arena e Palavela, l’Auditorium del Lingotto Music e EA7 Emporio Armani, dall’inizio dell’anno Official Outfitter del Club, che ha preso in esclusiva tutti i settori sportivi. Massimo Di Conza (nella foto) è il Direttore Marketing

MM

Fondi europei, il Piemonte: “Servono procedure più semplici e risorse certe”

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Le priorità dell’industria italiana nel nuovo bilancio europeo: confronto tra Confindustria e istituzioni

Le prospettive delle politiche europee dedicate alla crescita economica, alla competitività del sistema industriale e alla coesione territoriale sono state al centro dell’incontro “Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) 2028–2034: priorità per l’industria italiana tra crescita, coesione e competitività”, promosso da Confindustria e Confindustria Lombardia insieme a Confindustria Piemonte, Confindustria Valle d’Aosta e Confindustria Liguria.

L’appuntamento ha riunito i rappresentanti del sistema confindustriale delle quattro regioni del Nord-Ovest, parlamentari europei e rappresentanti delle istituzioni territoriali per analizzare le prospettive del prossimo Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034, lo strumento attraverso cui l’Unione Europea definisce priorità strategiche e risorse economiche per il nuovo ciclo di programmazione.

Il confronto si è concentrato in particolare sull’evoluzione della politica di coesione e sui futuri strumenti europei destinati a sostenere la competitività delle imprese, favorendo un dialogo diretto tra il mondo produttivo e i decisori politici in una fase decisiva del negoziato europeo.

“La politica di coesione è una componente essenziale della competitività dei sistemi produttivi e dei territori europei. Per questo – ha detto Annalisa Sassi, vicepresidente Confindustria e Presidente del Consiglio delle Rappresentanze Regionali – riteniamo sia cruciale preservarne risorse adeguate, certe e prevedibili, evitando contrapposizioni tra territori e settori produttivi. L’Europa deve continuare a investire nella crescita, nell’innovazione e nella coesione, coinvolgendo pienamente il sistema delle imprese nella definizione delle strategie di sviluppo”.

Nel corso dei lavori, Confindustria Piemonte ha ricordato come il Programma regionale Fesr 2021-2027 abbia coinvolto oltre 3.300 imprese piemontesi, mobilitando più di 400 milioni di euro. L’associazione ha inoltre evidenziato il valore del confronto costante con la Regione, ritenuto determinante per individuare le reali esigenze del tessuto produttivo e adeguare gli strumenti di sostegno all’evoluzione del contesto economico.

Partendo da questa esperienza, Confindustria Piemonte ha avanzato alcune proposte per il futuro della programmazione europea, chiedendo procedure più semplici, minori adempimenti burocratici, processi standardizzati, tempi istruttori più rapidi, stabilità delle risorse e un confronto permanente con il partenariato economico nella definizione dei bandi.

“Si devono semplificare le procedure, riducendo gli oneri documentali, standardizzare i processi e accelerare le istruttorie. Garantire certezza e stabilità delle risorse, con dotazioni prestabilite nel tempo per consentire la pianificazione degli interventi e degli investimenti, mantenere un dialogo costante con il partenariato per calibrare i bandi sui bisogni reali” ha sottolineato nel suo intervento Confindustria Piemonte.

L’associazione degli industriali piemontesi si è soffermata anche sul Fondo Europeo per la Competitività (Ecf), osservando come i migliori risultati siano stati ottenuti laddove gli strumenti sono risultati semplici e facilmente accessibili, mentre procedure più articolate hanno limitato la partecipazione soprattutto delle piccole e medie imprese.

Da qui la richiesta di rafforzarne il profilo industriale.

“Si deve dare all’Ecf una vocazione industriale, non solo di ricerca: deve accompagnare i progetti dall’idea fino al mercato, non fermarsi alla fase sperimentale. Ecco perché servirà cambiare i criteri di valutazione: misurare il successo dell’Ecf non in pubblicazioni o progetti avviati, ma in capacità produttiva, posti di lavoro creati e filiere rafforzate”.

La tavola rotonda con i presidenti delle Confindustrie del Nord-Ovest ha quindi messo in luce le priorità condivise dai territori, evidenziando il peso strategico di un’area che rappresenta una parte rilevante del manifatturiero italiano, dell’export e della capacità innovativa del Paese.

“La Lombardia, dal canto suo, non può arretrare: ridurre e accentrare i fondi di coesione significherebbe interrompere bruscamente progettualità e percorsi virtuosi avviati in maniera condivisa da istituzioni regionali e imprese interpretando la attuale programmazione per attuare una politica industriale personalizzata sul nostro modello di sviluppo” ha dichiarato Giuseppe Pasini, presidente di Confindustria Lombardia.

L’iniziativa si inserisce nel percorso di confronto avviato dal sistema Confindustria per contribuire alla definizione delle future politiche europee e del prossimo Quadro Finanziario Pluriennale, con l’obiettivo di rafforzare la competitività dell’industria italiana e garantire strumenti adeguati alle esigenze di sviluppo dei territori e delle imprese.

Per Francesco De Santis, vicepresidente di Confindustria per la Ricerca e lo Sviluppo, “In un contesto globale e geopolitico sempre più complesso e competitivo, l’Europa non può permettersi di perdere ulteriore terreno. Per questo, riteniamo che il prossimo QFP debba segnare una svolta rispetto al passato. L’impianto proposto dalla Commissione – con la scelta di porre la R&I al centro della strategia per la crescita dell’UE, potenziando il collegamento tra R&I e competitività – risponde a questi bisogni e presenta una portata strategica per il futuro dell’UE. Si tratta di un salto logico fondamentale: continuare a puntare sulla R&S, come fatto in questi anni dall’UE, ma con attenzione ai risultati, all’impatto, in termini di applicazione dei risultati”.