L’INTERVISTA Carlo Patetta Rotta
Advisor e investitore (Business Angel) in varie startup, Carlo Patetta Rotta è attualmente impegnato nella strutturazione della startup Jatapay che opera nel mercato dei pagamenti dilazionati.
Dottor Carlo Patetta Rotta, può spiegare com’è nata la startup JataPay e la sua collaborazione con essa?
Mi sono avvicinato a JataPay abbastanza recentemente, in realtà. La startup è nata nel 2021, grazie all’impegno di Erik Sogno, cuneese, CEO e fondatore dell’azienda, nonché esperto di lunga data del settore del Buy Now Pay Later (BNPL) in Italia, nel quale è inserita JataPay.
Erik ha fondato l’azienda insieme ad altri due co-founder: Ileno Verga, il CTO (Chief Technology Officer) al quale si deve lo sviluppo della piattaforma e Luca Vicinelli, responsabile dell’assistenza clienti. Ad essi si è poi aggiunto recentemente Domenico Trodella col ruolo di direttore commerciale. Anche Domenico è nel settore dei pagamenti digitali dall’inizio della sua carriera, fatto che l’ha portato nel 2023 a effettuare una ‘exit’ di successo proprio in questo settore. Insomma, il team è completo, competente, affiatato e molto determinato.
Quindi JataPay è una piattaforma online legata al Buy Now Pay Later. Può entrare nel dettaglio e approfondire le dinamiche di questo settore?
Certamente. JataPay rientra nel settore dell’innovazione legata al settore finanziario, per cui si dice che è una Fintech. Nello specifico il suo ambito di operatività è quello del Buy Now Pay Later, che è il termine tecnico per riferirsi alla dilazione dei pagamenti. Jatapay fornisce lo strumento tecnologico, la piattaforma, alle PMI, agli studi professionali e agli esercenti per permettere loro di ottenere un doppio vantaggio: di non perdere le vendite da parte di quei clienti che, per diverse ragioni, non possono pagare in un’unica soluzione e di gestire in maniera facile e immediata la gestione dei flussi di cassa legati alle dilazioni concesse ai propri clienti. La sofisticazione della nostra piattaforma, risultato di anni di ricerca e sviluppo che ci ha infatti indotto a registrane il brevetto, permette infatti all’esercente di personalizzare in pochi minuti il piano di pagamento, in termini sia di numero di rate che di importo delle stesse, che poi la piattaforma gestirà in maniera automatizzata per tutti gli anni del piano. In questo modo l’esercente è in grado di creare un piano di pagamento concordato con lo specifico cliente in modo tale che quest’ultimo si senta sicuro di potere onorare tutti i pagamenti. Il risultato è che l’esercente aumenta notevolmente il numero di vendite, a fronte di una percentuale storica di insolvenza molto bassa, meno del 2%.
Può essere considerata una startup innovativa?
Sicuramente si. Rispetto alle già esistenti attività di Buy Now Pay Later classiche, che anticipano al cliente dell’esercente i fondi per il pagamento rendendo la transazione particolarmente costosa per l’esercente, nel nostro caso questo non succede (o sarebbe comunque uno dei vari servizi accessori offerti). Come già menzionato, JataPay fornisce soluzioni e strumenti per una gestione virtuosa del credito, senza assumerne il rischio finanziario. L’obiettivo è quello di tornare a dare potere commerciale agli esercenti nella gestione del proprio credito diretto. Proprio come si faceva fino a qualche decennio fa. Allora l’esercente prendeva nota del debito dell’avventore abituale, che poi passava nei giorni seguenti a saldare. Si crea così tra esercente e i suoi clienti un rapporto di fiducia che permette transazioni più frequenti, seppure dilazionate nel tempo.
In che modo JataPay trae profitto da questa attività?
JataPay ha un duplice modello di guadagno: la PMI riconosce un abbonamento mensile per l’utilizzo della piattaforma (si tratta infatti di Saas, Software As A Service) e una percentuale sulle rate dei piani di pagamento. Si tratta di costi che rendono il servizio comunque molto profittevole non solo per le PMI ma anche per i piccoli esercenti, le società di servizi e gli studi professionali.
Lei che ruolo svolge all’interno di JataPay?
Contattato da Erik Sogno, sono entrato nell’azienda circa tre mesi fa e sono coinvolto sia come advisor che come investitore. Insieme ai tre fondatori sto rivedendo le strategie da implementare per strutturare ulteriormente le diverse aree societarie per essere pronti ad affrontare una crescita commerciale importante. Strategie che riguardano anche l’aspetto finanziario visto che è nostra intenzione aprire a breve il capitale sociale ad investitori terzi. Inoltre, sto definendo il mio futuro ruolo di socio attivo della società, i fondatori infatti mi hanno offerto questa opportunità considerando che da circa 15 anni opero nel mondo delle startup come ‘business angel’. Questa è la definizione anglosassone che viene usata per definire un investitore privato che, in funzione della sua esperienza imprenditoriale, delle sue competenze e del suo ‘business network’ oltre ad investire capitali si impegna a lavorare nel tempo al fianco dei fondatori per supportare la crescita aziendale.
Mara Martellotta
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