CRONACA- Pagina 54

Furto da quasi 30mila euro all’antiquario: un arrestato

La Polizia di Stato ha eseguito a Torino un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa del Tribunale di Torino, nei confronti di un cinquantottenne italiano gravemente indiziato di una rapina commessa la scorsa estate all’interno di un negozio di antiquariato del centro cittadino.

L’uomo, fingendosi interessato all’acquisto di alcuni gioielli, era entrato all’interno dell’attività commerciale e aveva intimato alla titolare la consegna di preziosi, minacciandola con un coltello. Ne nasceva una colluttazione al culmine della quale il 58enne, dopo aver afferrato la donna per le braccia e averla trascinata sul retro del negozio, le legava i polsi e le caviglie con nastro adesivo, coprendole anche la bocca.

Nella circostanza, l’uomo riusciva a impossessarsi di un cofanetto contenente monili e oggetti di gioielleria per un valore complessivo stimato in circa 20.000 euro, nonché di 8.000 euro in contanti, dandosi poi alla fuga.

L’attività investigativa, svolta da personale della Squadra Mobile torinese attraverso l’analisi dei tabulati e l’individuazione fotografica, permetteva di acquisire elementi utili all’identificazione dell’autore del fatto, che nel Settembre del 2025 rendeva dichiarazioni confessorie in ordine alla rapina in argomento presso gli Uffici della Polizia Ferroviaria della stazione di Mestre (VE).

Le indagini determinavano l’A.G. a emettere nei confronti dell’uomo, stanti i gravi indizi di colpevolezza raccolti a suo carico, il provvedimento, che gli è stato notificato nei giorni scorsi presso la locale casa circondariale “Lorusso e Cutugno”, ove l’uomo risulta detenuto dal Novembre 2025, poiché arrestato in flagranza per il reato di lesioni commesso in danno di personale sanitario del locale ospedale “San Giovanni Bosco”.

A Torino “Un Succo per la Vita” con UGI

Un succo di melograno per sostenere la ricerca sulle predisposizioni genetiche al cancro e costruire percorsi di cura sempre più mirati e sicuri per i più  piccoli. In occasione della Giornata Mondiale contro il Cancro Infantile, che si celebra il 15 febbraio prossimo, UGI, Unione Genitori Italiani contro il tumore dei bambini, aderisce all’iniziativa nazionale di FIAGOP , “Un Succo per la Vita”.  UGI sarà  presente con un banchetto il 15 febbraio 2026 dalle 11 alle 16 in via Lagrange 45 a Torino, di fronte a Kasanova, e il 16 febbraio dalle 9 alle 14 in piazza Polonia a Torino, di fronte all’Ospedale Regina Margherita.

Ogni anno in Italia vengono diagnosticati circa 2500 tumori pediatrici. Negli ultimi anni la ricerca ha evidenziato come una parte significativa delle neoplasie che colpiscono bambini, adolescenti e giovani adulti sia legata a condizioni genetiche ereditarie che aumentano il rischio di sviluppare un tumore.  Riconoscere precocemente queste predisposizioni significa migliorare diagnosi, prevenzione e percorsi di cura,  rendendoli più sicuri per i piccoli pazienti e le loro famiglie.

A fronte di un’offerta minima, sarà possibile ritirare un succo di melograno presso i banchetti allestiti da UGI, contribuendo a sostenere il progetto di standardizzazione della valutazione delle condizioni predisponenti il cancro, e quindi una medicina più mirata e preventiva.
Il melograno, ricco di antiossidanti naturali e simbolo di forza e rinascita, diventa così il cuore di un gesto solidale che fa bene a chi lo compie e a chi lo riceve. I succhi sono prodotti dalla Tenuta il Melograno, realtà ispirata alle eccellenze del Sud Italia, specializzata nella coltivazione biologica.

L’iniziativa si inserisce nel quadro della Giornata Mondiale contro il Cancro Infantile, celebrata in tutto il mondo il 15 febbraio 2026, promossa da Childhood Cancer International ( CCI) e sostenuta dall’OMS. In Italia CCI vede tra i membri fondatori FIAGOP, di cui UGI fa parte. UGI da oltre quaranta anni fornisce un supporto concreto durante le cure ai bambini malati di cancro e alle loro famiglie, nel momento più difficile della malattia e anche nel ritorno alla normalità.

Mara Martellotta

Due morti e due feriti gravi nello schianto sulla statale

È l’ennesimo incidente mortale sulle strade del Piemonte. Un violento schianto si è verificato sulla statale 10 in direzione Torino, all’altezza della frazione Palucco, in provincia di Asti.

Due persone hanno perso la vita e altre due sono rimaste gravemente ferite. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, il 118 e l’elisoccorso.

Secondo le prime ricostruzioni, le vittime viaggiavano a bordo di due auto diverse che, poco prima delle 23, si sarebbero scontrate a velocità sostenuta. La dinamica  è ancora in fase di accertamento, ma tra le possibili cause dell’impatto ci sarebbe l’asfalto reso scivoloso dalla pioggia.

La Cardiologia interventistica del Regina Margherita a Mogadiscio

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L’ospedale Infantile Regina Margherita di Torino arriva anche in Somalia e si conferma sempre più ospedale dei bambini del mondo, rafforzando la propria vocazione internazionale. Accanto al tradizionale programma di accoglienza dei piccoli pazienti nel Dipartimento di “Patologia e cura del bambino Regina Margherita” (diretto dalla professoressa Franca Fagioli), provenienti da Paesi in cui determinate cure non sono disponibili, si afferma un modello complementare: portare le competenze sul posto, formando medici e personale sanitario locale.regina
Dieci interventi salvavita in pochi giorni, in una delle città più difficili del mondo. Si è conclusa da poco la missione dei medici dell’OIRM nella capitale somala di Mogadiscio, dove una piccola équipe altamente specializzata ha portato la cardiologia pediatrica interventistica direttamente ai bambini che non avrebbero avuto altra possibilità di cura.
La squadra era composta da Lisa Bianchino, infermiera di terapia intensiva cardiologica, dall’anestesista rianimatore Daniele Ferrero e dal cardiologo pediatra Giuseppe Annoni. Una missione complessa sotto il profilo organizzativo e logistico, resa possibile anche grazie al sostegno diretto dell’Ambasciata italiana, e realizzata in un contesto che richiede costanti misure di sicurezza.
L’Horjoog Hospital di Mogadiscio, che ha ospitato la missione, è stato fondato dal medico somalo Shek Yussuf Abdirashid, laureato e specializzato in Cardiologia proprio a Torino, dove ha vissuto fino al 2022. È qui che arrivano ogni giorno bambini affetti da cardiopatie congenite, in un Paese segnato da anni di guerra civile e dalla presenza del gruppo terroristico Al Shabab. E domani sarà la Giornata mondiale delle cardiopatie congenite.
L’origine del progetto risale al 2024, quando il giovane cardiologo somalo Mohamed Hussein, iscritto alla International Heart School di Bergamo, fondata dal professor Parenzan, ha frequentato l’emodinamica pediatrica del Regina Margherita (diretta dal dottor Giuseppe Annoni). Fin da subito Hussein si è distinto per determinazione e competenza. Il suo obiettivo era chiaro: non limitarsi a formarsi all’estero, ma riportare le conoscenze nella propria città per curare i bambini somali. Quel progetto oggi è diventato realtà.
«Siamo riusciti ad effettuare dieci procedure interventistiche salvavita, e la maggior parte è stata eseguita dal dottor Hussein, sotto la supervisione del nostro cardiologo», racconta Lisa Bianchino. Un risultato che non rappresenta soltanto un intervento clinico, ma un vero passaggio di competenze.
«Il passo successivo – spiega l’anestesista Daniele Ferrero – sarà formare un’infermiera di terapia intensiva pediatrica ed un anestesista rianimatore pediatrico. Per rendere il progetto stabile servono professionalità locali».
Il valore della missione non si misura solo nel numero degli interventi, ma nella prospettiva che apre: costruire autonomia sanitaria in un territorio dove le cure specialistiche pediatriche sono ancora estremamente limitate.
Ora la sfida è garantire continuità al progetto. Per farlo sono in corso ricerche di finanziamenti e partnership che possano sostenere le prossime missioni ed il percorso formativo.
Perché quei dieci interventi non restino un episodio isolato, ma l’inizio di un cambiamento duraturo per la cardiologia pediatrica in Somalia.

Dalla progettazione ai cantieri: il Parco della Salute di Torino entra nella fase operativa

Nuovo avanzamento verso la realizzazione del Parco della Salute, della Ricerca e dell’Innovazione di Torino: durante la riunione della cabina di monitoraggio ospitata nel Grattacielo della Regione, il commissario straordinario Marco Corsini ha comunicato l’avvio della Conferenza dei servizi.

Il procedimento prevede ora l’invio della comunicazione di avvio a tutte le amministrazioni chiamate a esprimere pareri, autorizzazioni e nulla osta sul progetto. L’iter si svolgerà in forma semplificata e telematica, con l’obiettivo di accelerare i tempi, ottenere le valutazioni entro 45 giorni e giungere all’approvazione del progetto definitivo e alla conclusione dell’intero procedimento entro 60 giorni.

Successivamente, la struttura commissariale dovrà adottare la determinazione finale della Conferenza, comprensiva di autorizzazioni, prescrizioni e indicazioni raccolte. Questo passaggio consentirà al concessionario di sviluppare il progetto esecutivo nell’arco di 240 giorni, puntando all’avvio dei cantieri entro la fine dell’anno.

«Si tratta di un ulteriore passaggio decisivo verso la definizione e l’approvazione del progetto esecutivo. Il percorso procede ormai con decisione. I soggetti coinvolti sono numerosi e fondamentali e confido che il loro contributo permetta di mantenere un controllo efficace su tempi e costi dell’intervento. Sono fiducioso che il lavoro procederà rapidamente e con risultati concreti», ha affermato Corsini al termine dell’incontro.

Il presidente della Regione, Alberto Cirio, ha sottolineato la scansione temporale dell’intervento: «Il 2024 è stato l’anno della gara, il 2025 quello della firma del contratto, mentre il 2026 sarà dedicato alla progettazione e al completamento delle bonifiche per consentire l’avvio dei lavori entro fine anno e arrivare alla conclusione dell’ospedale nel 2031. Un percorso molto serrato che fino a pochi anni fa sembrava irrealizzabile, quando l’opera era ferma e priva di prospettive. Oggi invece può contare su un cronoprogramma definito e solido, reso possibile dal lavoro del commissario Corsini. Parallelamente stiamo collaborando con il Comune per delineare il nuovo piano regolatore cittadino della salute, tenendo conto dei grandi investimenti in corso: il Parco, il nuovo ospedale di Torino nord, le Case della salute e il futuro dell’Ospedale Molinette. Crediamo nella vocazione universitaria della città e siamo pronti a confrontarci con tutti i soggetti interessati».

Anche l’assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi, ha evidenziato il valore strategico dell’intervento, definendolo «una grande opera sanitaria e ingegneristica che comporta anche una significativa trasformazione urbana e la riqualificazione di un’area destinata a diventare sempre più centrale e strategica per la città».

Il Comune di Chieri ha aderito al progetto sperimentale AI-PACT

 

Un servizio innovativo di Intelligenza Artificiale per automatizzare il Protocollo Generale.

Il Sindaco Sicchiero: “Chieri entra in una rete nazionale con una sperimentazione che

migliorerà l’efficienza dei nostri servizi con risposte più veloci ai cittadini.”

 

Ogni giorno il Comune di Chieri gestisce centinaia di documenti inviati tramite e-mail e  PEC, che necessitano di essere classificati, protocollati e destinati agli uffici competenti. La gestione del Protocollo è fondamentale per garantire la trasparenza, l’efficienza e la tracciabilità delle comunicazioni, e questo settore può trarre grandi benefici dall’impiego dell’Intelligenza Artificiale (AI), riducendo significativamente i tempi di gestione delle pratiche e di risposta degli uffici, migliorando la qualità dei servizi, minimizzando gli errori umani.

Per questo Chieri ha aderito ad AI-PACT (Artificial Intelligence for Public Administrations Connected)un progetto di carattere sperimentale, che ha lo scopo di facilitare l’adozione delle tecnologie di Intelligenza Artificiale (AI) per la trasformazione digitale delle pubbliche amministrazioni. Il progetto, finanziato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy con risorse PNRR, è coordinato da SDA Bocconi School of Management dell’Università Bocconi, e vede come partner il Gruppo Maggioli (che attraverso la 01Sistemi da anni progetta e sviluppa piattaforme di intelligenza artificiale), l’Università di Milano Bicocca, l’Università di Bologna, la Fondazione Ifel-ANCI  e Tempo Innovation Source.

Grazie a questa adesione ad AI-PACT, viene messa a disposizione dell’Amministrazione comunale una piattaforma prototipale che consente di digitalizzare completamente i processi di protocollo, con il triplice obiettivo di velocizzare i servizi verso i cittadini, standardizzare le informazioni di protocollo e risparmiare così risorse e tempo.

La sperimentazione durerà un anno e non comporterà alcun costo per l’Amministrazione comunale.

Tutto ciò che arriverà via mail/PEC al Protocollo del Comune di Chieri sarà preso in carico dall’operatore di sportello, che potrà contare su una “maschera di protocollazione”, un’interfaccia già precompilata con una proposta fatta dall’AI di un titolo, una classificazione, un destinatario. Il sistema di Intelligenza Artificiale esamina tutta la documentazione pervenuta ed è in grado di estrarre automaticamente dal documento principale l’oggetto, la classificazione e l’assegnatario, ovvero l’ufficio/settore/area competente. Il funzionario protocollante controllerà la correttezza delle informazioni e potrà modificarle se inesatte.

La Giunta comunale ha adottato questa settimana una delibera di indirizzo per l’avvio di servizi innovativi di Intelligenza Artificiale nell’Amministrazione comunale.

Commenta il Sindaco Alessandro SICCHIERO: «La recente legge n.132/2025 sull’Intelligenza Artificiale ha aperto scenari inediti per i Comuni, offrendo strumenti tecnologici che potrebbero trasformare radicalmente il rapporto tra cittadini e amministrazione locale. Un’opportunità storica per modernizzare i nostri servizi e migliorare l’efficienza, la qualità e la quantità, avviando un percorso di crescita tecnologica e organizzativa. Non si tratta semplicemente di digitalizzare procedure esistenti, cosa che stiamo già facendo da tempo (basta pensare all’archivio edilizio completamente dematerializzato), ma ripensare e riprogettare la macchina comunale sfruttando le potenzialità dell’Intelligenza Artificiale. Tutto ciò richiede significativi investimenti. Per questo rappresenta un grande risultato per Chieri aver aderito, senza alcun costo per le casse comunali, ad una sperimentazione che coinvolge diverse città (ad es. Bergamo, Pisa, Ferrara, Brescia, Udine, Trieste, la Regione Puglia), entrando così a far parte di una rete nazionale. Grazie ad AI-PACT abbandoneremo il modello di protocollazione manuale verso una nuova modalità digitale “intelligente” ma supervisionata dagli operatori. Il nostro auspicio è di partecipare anche ad altre sperimentazioni, infatti, Chieri si è candidata per lo Sportello telematico al Cittadino (presentazione pratiche), la redazione degli atti amministrativi, l’Urp e lo Sportello Edilizia, tutti servizi che possono diventare più evoluti, migliorando il lavoro dei nostri uffici e la vita dei nostri cittadini».

L’Università Bocconi svolgerà anche una formazione specifica rivolta ai funzionari comunali deputati al Protocollo, che verranno addestrati relativamente al funzionamento della piattaforma e alle sue modalità di utilizzo. Ogni tre settimane è previsto un confronto tra l’Amministrazione comunale e il Gruppo Maggioli, per analizzare eventuali criticità e valutare possibili future migliorie, così da affinare la modalità di lavoro standard proposta dalla AI, adattandola e facendola diventare sempre più pertinente rispetto alle caratteristiche e alle necessità dell’organizzazione comunale.

 

Castellani alla Casa della Madia

Un pubblico molto numeroso ha partecipato all’incontro inaugurale del nuovo ciclo di domeniche alla Casa della Madia che ha avuto come primo ospite Valentino Castellani, figura che unisce competenza accademica, responsabilità di governo e attenzione al tessuto civile e spirituale della comunità. Il tema affrontato, la crisi delle democrazie rappresentative in Occidente, è stato proposto come una preoccupazione concreta che riguarda la vita quotidiana delle persone e il modo stesso di stare insieme in società.


Castellani ha ricordato come la democrazia rappresentativa, nata con forza in Europa dopo la Seconda guerra mondiale, sia per sua natura, un sistema fragile. La storia insegna che anche le elezioni democratiche possono legittimare derive autoritarie e che la democrazia contiene al suo interno strumenti formali che, se distorti, possono condurre al suo indebolimento. Norberto Bobbio parlava delle promesse mancate della democrazia quali il prevalere di interessi contrapposti, una rappresentanza fragile e la crescente difficoltà di decidere in un mondo sempre più complesso. Mentre Alexis de Tocqueville aveva messo in guardia dal rischio che la maggioranza, se non limitata, potesse abusare del proprio potere.
Secondo molti studiosi, l’inizio simbolico di questa crisi può essere collocato negli anni Settanta, con l’affermarsi del neoliberismo. In quel periodo si rompe progressivamente l’equilibrio tra libertà ed eguaglianza: il mercato prevale sullo Stato, i diritti sociali vengono compressi e l’economia si separa dalla politica.
Questo squilibrio produce un vuoto sociale, alimenta la sfiducia ed il risentimento e favorisce la crescita di un capitalismo finanziario sempre più distante dall’economia reale. A ciò si aggiunge l’impatto delle nuove tecnologie, che rendono più fragili i legami sociali e concentrano il potere in pochi attori globali, fino a configurare forme che alcuni autori definiscono “tecno-feudalesimo”.
Come ricorda Castellani, la crisi della democrazia non è improvvisa, ma lenta e progressiva, simile all’azione silenziosa dei tarli in un mobile antico. Essere eletti non equivale ad avere pieni poteri: in democrazia, il consenso non cancella i limiti e i controlli stabiliti dalla Costituzione. Quando questi argini si indeboliscono, attraverso l’attacco alla legalità, alla magistratura e agli organi di garanzia, o attraverso il ridimensionamento del ruolo del Parlamento a favore dell’esecutivo, l’equilibrio democratico diventa fragile.
Accanto alla democrazia rappresentativa esistono anche strumenti di democrazia diretta, quali referendum, iniziative popolari, dibattiti pubblici e bilanci partecipativi, che possono rafforzarla se progettati con attenzione e responsabilità. Castellani conclude ricordando che la democrazia vive della virtù dei cittadini, intesa come una preferenza costante per l’interesse generale rispetto a quello personale, senza negare la legittimità degli interessi particolari. Quando il cittadino diventa passivo, la democrazia inizia ad ammalarsi. Educare alla democrazia è quindi una responsabilità intergenerazionale: un lavoro lento e faticoso che richiede impegno quotidiano, coerenza e testimonianza. Prendersene cura significa custodire le istituzioni, ma soprattutto coltivare persone capaci di responsabilità, dialogo e visione.
Come abitudine, la giornata si è conclusa con un ampio confronto tra il relatore e il pubblico presente, dando vita a un vivace dibattito non solo sul tema della giornata ma anche su altri temi di attualità tra i quali, come era facile prevedere, le Olimpiadi Invernali 2026 Milano Cortina. Casa della Madia intende proseguire la riflessione dedicando altre giornate alla crisi delle democrazie e più in generale alla situazione sociale e geopolitica.

IRENE CANE

Alle Ogr l’inaugurazione del nuovo anno accademico del Politecnico

 

Il Politecnico di Torino inaugura l’anno accademico 2025/2026 mettendo al centro il dialogo con la Pubblica Amministrazione, indicata come terreno decisivo per trasformare innovazione e competenze in valore pubblico.

La cerimonia, ospitata alle OGR Torino, ha riunito istituzioni nazionali e locali: dal Rettore Stefano Corgnati al Ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo, dal Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio al Sindaco di Torino Stefano Lo Russo, insieme alla Presidente della Scuola Nazionale dell’Amministrazione Paola Severino, alla Presidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane Laura Ramaciotti, al Direttore generale Vincenzo Tedesco e al rappresentante degli studenti Lorenzo Baffert.

Al centro della giornata, l’idea che la Pubblica Amministrazione sia una vera e propria “palestra di innovazione”, uno spazio in cui l’università può mettere a sistema le sue tre missioni: formazione, ricerca applicata e dialogo con la società.

Quando si parla di innovazione – è stato sottolineato – si pensa spesso solo alla dimensione tecnologica. In realtà, molte collaborazioni tra Politecnico e PA rappresentano già esempi concreti di innovazione: dalla connettività Wi-Fi nelle aree remote allo sviluppo di smart city, fino all’uso dei digital twin per le previsioni urbanistiche. Non si tratta solo di nuove tecnologie, ma anche di innovazione di modelli, metodi e, soprattutto, regole.

Perché la tecnologia corre più veloce delle norme, e spesso il vero ostacolo non è tecnico ma regolamentare. Da qui l’obiettivo dell’Ateneo: sedersi ai tavoli di policy making per portare una sensibilità tecnologica accanto a quelle economico-finanziarie e giuridiche, tradizionalmente predominanti.

Nel suo intervento, il Sindaco Stefano Lo Russo ha richiamato la responsabilità costituzionale delle istituzioni: rendere effettivi i diritti e rimuovere gli ostacoli che limitano l’uguaglianza. “In tempi di trasformazioni profonde e rapidissime, dall’intelligenza artificiale alla digitalizzazione dei processi decisionali la qualità amministrativa non è solo una questione tecnica, ma democratica. – ha affermato il Sindaco – Se la pubblica amministrazione funziona, i diritti sono realmente esigibili. Se non funziona, restano solo sulla carta. L’efficienza non è soltanto un indicatore di performance: è una condizione della democrazia”.

Il Sindaco ha poi messo in guardia contro il rischio di una burocrazia lenta e opaca, che finisce per creare barriere invisibili: quando i procedimenti sono complessi, l’accesso diventa selettivo e le disuguaglianze si amplificano. Da qui la necessità di un cambio culturale: non basta chiedersi se una procedura sia conforme, occorre verificarne l’efficacia. “La conformità garantisce le regole, ma è l’efficacia che garantisce i diritti”. Per governare la complessità serve un metodo fondato sui dati, sulla misurazione degli impatti e su decisioni basate sull’evidenza.

Il Rettore Stefano Corgnati ha proposto una prospettiva chiara: accanto alla storica vocazione industriale dell’Ateneo, il rapporto con la Pubblica Amministrazione è oggi un ambito strategico, dal livello locale a quello europeo e internazionale. Per il Rettore: “Rendere disponibile la tecnologia a tutta la collettività attraverso la Pubblica Amministrazione è il modo più democratico di fruibilità della tecnologia stessa”.

C’è poi una seconda sfida: raccontare correttamente le tecnologie. Spesso la loro diffusione è ostacolata dalla paura, che nasce dalla mancanza di conoscenza. Comprenderne potenzialità, limiti e criticità è parte integrante della missione di un’università tecnologica, soprattutto in una fase in cui lo sviluppo passa in larga parte attraverso investimenti pubblici.

La centralità della formazione è stata ribadita anche dal Direttore generale Vincenzo Tedesco: nessuna innovazione può avere successo senza un capitale umano adeguatamente formato e motivato. La vera sfida non è solo adottare nuove soluzioni tecnologiche, ma accompagnare le persone nel cambiamento, promuovendo una mentalità aperta e orientata all’apprendimento continuo.

In questa direzione si inserisce la prima edizione di una scuola estiva dedicata alla Pubblica Amministrazione, un progetto pilota rivolto a 50 studenti e studentesse magistrali e di dottorato. L’obiettivo è formare profili capaci non solo di sviluppare soluzioni tecnologiche, ma anche di comprendere linguaggi, dinamiche decisionali e responsabilità della PA contemporanea.

Il Ministro Paolo Zangrillo ha sottolineato come l’innovazione pubblica nasca dall’incontro tra competenze diverse e sia sempre un processo collettivo. “Le persone sono il vero motore dell’innovazione pubblica. Per questo i progetti che abbiamo messo in campo mettono al centro il merito e la valorizzazione dei talenti, dal reclutamento alla formazione fino ai percorsi di carriera”.

Un messaggio che si intreccia con quello dell’Ateneo: preparare professionisti capaci di portare una solida cultura tecnico-scientifica nei luoghi in cui si definiscono politiche, regole e norme.

L’apertura dell’anno accademico si chiude così con una sfida culturale ambiziosa: trasformare la Pubblica Amministrazione in uno spazio di innovazione strutturale, dove tecnologia, competenze e metodo scientifico diventino leve concrete per rafforzare la qualità della democrazia.

TorinoClick

Scontri Torino, SAP: positiva la decisione della Procura 

Il SAP accoglie con favore la decisione della Procura di Torino di presentare appello contro la decisione del gip, che nei giorni scorsi ha deciso di non disporre la custodia cautelare in carcere per i tre antagonisti a seguito degli scontri del 31 gennaio nel capoluogo piemontese.

“Si tratta di una decisione importante – spiega il Segretario SAP, Stefano Paoloni – sottolineando che si rischia di far passare il messaggio che i professionisti del disordine e delle devastazioni, proprio come accaduto a Torino, possono agire impunemente. Aspettiamo l’esito del ricorso e auspichiamo una mano ferma nella decisione”.

Mara Martellotta

La Giornata dell’Energia Sociale

SABATO 11 APRILE IL PIEMONTE SI RICARICA DI RELAZIONI UMANE

Promossa dalla Fondazione della Comunità Chierese, riunisce oltre 15 comuni nel territorio del chierese e dell’alto astigiano. Un insieme di eventi e iniziative diffuse per rimarcare l’importanza delle relazioni sociali, consolidare i rapporti tra vicini e raccontare storie e tradizioni di luoghi e persone

Nasce in Piemonte, tra i borghi e le colline del Chierese e dell’Alto Astigiano, ma punta a diventare un appuntamento nazionale. Si tratta della Giornata dell’Energia Sociale, l’ambizioso progetto ideato e organizzato dalla Fondazione della Comunità Chierese, che ha raccolto in breve tempo l’entusiasmo e la partecipazione di una quindicina di comuni del territorio.

L’appuntamento è in programma per l’intera giornata di sabato 11 aprile e si pone l’obiettivo di trasformare il territorio in un primo grande “ecosistema di energia umana”, invitando istituzioni, Associazioni, scuole, cittadini, il settore economico produttivo, a “prendere una pausa” dal virtuale per “ricaricare” il reale, promuovendo un modello di cittadinanza attiva e consapevole che contrasti l’isolamento sociale.

“Stiamo attraversando un momento storico molto complesso, nel quale le relazioni umane sono soffocate e diventa ogni giorno più difficile prendersi del tempo per vivere esperienze reali a contatto diretto con le altre persone – spiega Riccardo Civera, Presidente della Fondazione della Comunità Chierese – In questo mondo sempre più frenetico e impersonale, abbiamo deciso di fermarci un attimo e condividere qualcosa di partecipativo e aggregante insieme ai nostri “vicini”, perché siamo convinti che l’energia più preziosa per una comunità non corra sui cavi elettrici, ma nasca dalle relazioni.”

 

La Giornata dell’Energia Sociale sarà un evento corale e partecipativo di aggregazione, divertimento e cultura. Le associazioni e i comuni aderenti, coadiuvati e coordinati dalla Fondazione della Comunità Chierese, metteranno in gioco le proprie risorse per creare ognuno un’iniziativa che ne rappresenti la storia, le tradizioni e i valori di riferimento, attingendo da quattro diverse aree tematiche: da quella della Curache concerne il giardinaggio, la semina, il cucito, la botanica e l’hobbistica, a quella dell’Espressione con il teatro, la musica e la danza. Da quella del Gioco e Sport con spazi ludici per tutte le età, ma anche con scacchi, enigmi e giochi da tavola, fino alla tematica della Parola e Comunità con incontri culturali, letture, dialoghi, volontariato e racconti di territorio.

Tutti gli eventi prenderanno il via all’unisono e copriranno l’intera giornata, dando vita a un esteso “circuito di energia sociale”, diffuso sul territorio e destinato a valorizzare gli incontri, le relazioni e le pratiche di comunità come motore di benessere collettivo.

“Invitiamo tutti quanti a partecipare a questa giornata che ci auguriamo possa essere la prima di una ricorrenza annuale – Conclude Marina Zopegni, Vice Presidente della Fondazione della Comunità Chierese – La nostra non vuole essere un’iniziativa contro gli smartphone e i social network, strumenti ormai fondamentali nelle nostre vite, ma in contrasto al loro utilizzo indiscriminato. Vogliamo mostrare alle persone di tutte le età, a cominciare dai più giovani, che esiste una strada alternativa fondata sull’aggregazione, sull’inclusività e sulle relazioni umane”.

La Giornata dell’Energia Sociale è un progetto della Fondazione della Comunità Chierese (www.fondazionecomunitachierese.it) e si avvale del fondamentale sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo.