CRONACA- Pagina 11

Lucento, il quartiere delle radici profonde

Un viaggio tra storia, verde, cultura e senso di comunità nella periferia che custodisce una delle identità più forti della città.

Lucento è uno di quei quartieri torinesi che raccontano molto dell’evoluzione della città. Situato nella zona nord-occidentale, lontano dai percorsi turistici più battuti, conserva una storia che attraversa secoli di trasformazioni: da borgo rurale immerso nei campi a quartiere operaio, fino alla realtà residenziale e multiculturale di oggi.

Le sue origini sono antiche e affondano nel Medioevo quando il territorio era caratterizzato da cascine, terreni agricoli e piccoli insediamenti sorti lungo la Dora Riparia. Il simbolo di questa storia è il Castello di Lucento, che ancora oggi ricorda il passato del quartiere e il suo ruolo strategico nei secoli. Per lungo tempo quest’area rimase separata dalla città, con una vita scandita dal lavoro nei campi e dalle attività legate all’acqua dei canali e del fiume. L’ingresso nel Novecento segnò una svolta radicale, l’espansione industriale di Torino, infatti, trasformò profondamente l’intera area; la vicinanza alle grandi fabbriche attirò migliaia di lavoratori provenienti da altre regioni italiane e Lucento divenne una delle destinazioni privilegiate dell’immigrazione interna che contribuì a costruire la Torino industriale. Nacquero nuovi edifici, scuole, servizi e impianti sportivi. Le vecchie campagne lasciarono spazio ai condomini e alle case popolari che ancora oggi caratterizzano gran parte del quartiere. Questa origine operaia è rimasta impressa nell’identità collettiva del luogo e a differenza di altre zone della città, che hanno conosciuto una rapida trasformazione sociale, Lucento conserva ancora un forte senso di appartenenza. Molti abitanti parlano del quartiere come di una piccola comunità all’interno della grande città, dove il rapporto di vicinato, le associazioni, le parrocchie e le attività sportive continuano a svolgere un ruolo importante nella vita quotidiana.

Oggi Lucento si presenta come un quartiere prevalentemente residenziale, dotato di una buona rete di servizi, scuole, centri sportivi, attività commerciali e servizi pubblici che contribuiscono a renderlo una zona vivibile, apprezzata soprattutto dalle famiglie e dagli anziani. Negli ultimi decenni la composizione sociale si è nuovamente trasformata in seguito all’arrivo di nuove comunità straniere, che hanno aggiunto ulteriori sfumature a una realtà già abituata all’incontro tra culture diverse.

Tra gli elementi che rendono Lucento particolarmente interessante è la presenza di una grande porzione di verde; il Parco della Pellerina, il più grande della città, rappresenta per molti abitanti un’estensione naturale del quartiere; le sue ampie aree alberate, i percorsi lungo la Dora e gli spazi dedicati allo sport e al tempo libero costituiscono una risorsa preziosa in un contesto urbano densamente abitato. Di particolare interesse sociale sono la presenza dell’AIEF – Fondazione per l’Infanzia e l’Adolescenza, che si trova all’interno del Castello e il Centro culturale Principessa Isabella, a via Verolengo, nato alla fine dell’Ottocento come asilo per i figli delle famiglie operaie e oggi importante presidio culturale del quartiere. La sua storia racconta l’attenzione ai temi dell’educazione e dell’assistenza sociale che hanno accompagnato lo sviluppo di Lucento.

Lucento custodisce testimonianze storiche spesso poco conosciute. Il Castello di Lucento rimane il punto di riferimento più significativo, mentre la chiesa dei Santi Bernardo e Brigida richiama le radici religiose e comunitarie della zona. Passeggiando tra le vie del quartiere si possono ancora cogliere tracce della Torino industriale del Novecento, nei grandi complessi residenziali, nelle strutture nate per accogliere i lavoratori e nei racconti di chi ha vissuto gli anni della crescita economica della città.

I punti di forza riconosciuti dagli stessi residenti sono numerosi: la presenza di servizi di prossimità, il costo delle abitazioni relativamente accessibile rispetto ad altre aree torinesi, la disponibilità di green e soprattutto quel senso di vicinanza che continua a distinguere il quartiere. Non mancano però le criticità, sarebbe necessaria, infatti, una maggiore valorizzazione del patrimonio storico locale, il recupero di alcuni spazi inutilizzati, il sostegno al commercio e nuovi investimenti in ambito culturale e sociale. Anche il tema della sicurezza e del decoro urbano compare frequentemente tra le priorità indicate dagli abitanti. Più che una semplice periferia, Lucento appare oggi come un luogo in equilibrio tra memoria e cambiamento. Le sue strade raccontano la storia di generazioni di contadini diventati operai, di famiglie arrivate da ogni parte d’Italia in cerca di lavoro e di nuove comunità che continuano a trovare qui uno spazio in cui costruire il proprio futuro. È un quartiere che forse non possiede la monumentalità del centro storico, anche se sono presenti opere come “1706”, di Luigi Nervi, che richiama l’assedio di Torino e il ruolo che Lucento ebbe in quell’evento storico, ma conserva un patrimonio umano e sociale capace di raccontare, con particolare autenticità, una parte importante della storia di Torino, qui la vera protagonista è la comunità.

Maria La Barbera

Po invaso dalle alghe: a Torino il fiume cambia volto già all’inizio dell’estate

TORINO – Il Po si presenta con un aspetto insolito già alle porte dell’estate. Nel tratto cittadino del fiume, ampie distese di vegetazione acquatica stanno emergendo con settimane di anticipo rispetto a quanto osservato in passato, attirando l’attenzione di sportivi, ambientalisti e frequentatori delle rive.

Le alte temperature registrate tra la primavera e l’inizio di giugno, unite a una riduzione della portata d’acqua, hanno creato le condizioni ideali per la crescita di alghe e piante acquatiche. In diversi punti del corso d’acqua si osservano chiazze verdi sempre più estese che rallentano il movimento dell’acqua e modificano il paesaggio fluviale.

Le prime conseguenze si stanno facendo sentire soprattutto tra i circoli remieri torinesi. Gli atleti segnalano difficoltà durante gli allenamenti, con remi e imbarcazioni che finiscono spesso impigliati nella vegetazione sommersa. Una situazione che, oltre a compromettere l’attività sportiva, comporta maggiori interventi di manutenzione e pulizia.

Il fenomeno è strettamente legato all’andamento climatico degli ultimi mesi. Le precipitazioni inferiori alla media e il progressivo abbassamento dei livelli idrici hanno ridotto la velocità della corrente, favorendo la proliferazione di specie vegetali che trovano nelle acque più calme un ambiente favorevole alla crescita.

Gli esperti invitano tuttavia a non associare automaticamente la presenza di alghe a un peggioramento della qualità dell’acqua. La loro diffusione può essere influenzata da molteplici fattori naturali, tra cui temperatura, luminosità e disponibilità di nutrienti. Quando però la crescita diventa particolarmente intensa, possono verificarsi alterazioni dell’equilibrio dell’ecosistema fluviale, con possibili ripercussioni sulla fauna acquatica e sull’ossigenazione dell’acqua.

Il caso del Po torinese rappresenta anche uno degli effetti più evidenti dei cambiamenti climatici che stanno interessando il Nord Italia. Le alternanze tra lunghi periodi asciutti e precipitazioni concentrate in pochi episodi estremi stanno modificando il comportamento dei corsi d’acqua, rendendo sempre più frequenti fenomeni che fino a pochi anni fa erano considerati eccezionali.

Foto Igino Macagno

Scontro tra auto e moto sull’ex statale 228: muore il motociclista

Tragico schianto nel primo pomeriggio di oggi, martedì 9 giugno, sull’ex statale 228 a Piverone. Nello scontro tra un’auto e una moto ha perso la vita il centauro. Per cause ancora in fase di accertamento, i due mezzi sono entrati in violenta collisione.

Ad avere la peggio è stato il conducente della due ruote, un uomo di 46 anni italiano, deceduto sul colpo a causa del terribile impatto. Sul posto sono arrivate diverse ambulanze del 118 Azienda Zero e l’elisoccorso. L’équipe medica ha tentato a lungo di rianimare l’uomo, ma purtroppo non c’è stato nulla da fare se non constatare il decesso.

Sul posto sono giunti i carabinieri della compagnia di Ivrea per effettuare i rilievi, ricostruire la dinamica dell’accaduto e gestire la viabilità dell’area. La strada provinciale è stata temporaneamente chiusa al traffico nel tratto interessato per consentire le operazioni di soccorso e i rilievi in sicurezza.

VI.G

Carro attrezzi in fiamme sul raccordo Torino-Pinerolo: autista in ospedale

Disagi e paura sul raccordo Torino-Pinerolo, nei pressi dello svincolo di Orbassano, dove un carro attrezzi che trasportava una Fiat Panda ha improvvisamente preso fuoco. È successo intorno all’ora di pranzo di oggi, martedì 9 giugno. Le fiamme sono divampate in direzione Torino, sollevando una spessa colonna di fumo visibile anche da lontano e rendendo necessaria la chiusura temporanea della tratta per consentire le operazioni di spegnimento in sicurezza.

Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco di Pinerolo e Torino Lingotto, che hanno spento il rogo sui veicoli. Il conducente, rimasto sotto shock, è stato soccorso dagli operatori della Croce Bianca di Rivalta (in servizio per il 118 Azienda Zero) e trasportato all’ospedale San Luigi di Orbassano. Per i rilievi sono giunti gli agenti della polizia stradale di Torino‑Settimo, affiancati dagli ausiliari della viabilità di Itp per gestire la viabilità e i disagi.

VI.G

Informazione e presunzione di innocenza: il convegno della Polizia di Stato

Si è svolto questa mattina, alla presenza del Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Prefetto Vittorio Pisani, presso il Cortile d’Onore della Questura di Torino, il convegno dal titolo “Informare per rassicurare. L’equilibrio tra diritto di cronaca e presunzione di innocenza”, un momento di confronto e approfondimento dedicato al rapporto tra informazione e tutela dei diritti.

Ad aprire il convegno è stato il Questore di Torino, Dirigente Generale di Pubblica Sicurezza Massimo Gambino.

All’incontro, moderato dal Direttore del quotidiano La Stampa, Andrea Malaguti, hanno preso parte il Procuratore della Repubblica di Torino Giovanni Bombardieri, il Presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte Stefano Tallia e il Segretario del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Torino Claudio Strata. Ciascuno ha offerto il proprio contributo sul rapporto tra la corretta informazione e la presunzione di innocenza.

Il Capo della Polizia nel suo intervento ha sottolineato la necessità di una riflessione sul giudizio di interesse pubblico alla notizia previsto oggi dalla normativa.

“La valutazione dell’interesse pubblico alla notizia porta con sé anche la valutazione della pubblica sicurezza, rimessa esclusivamente alle Autorità locali del Prefetto e del Questore. Nel concetto di interesse pubblico rientra sicuramente questo aspetto e quindi la valutazione della diffusione di una notizia non può prescindere da considerare quanto essa incida sulla pubblica sicurezza e sulla prevenzione dei reati, che sono funzioni demandate alle forze di polizia. In una società di relazioni, amplificate anche dai social, com’è la nostra, l’interesse pubblico alla notizia è individuabile anche nel diritto dei cittadini a sapere che, ad esempio, un imprenditore è stato indagato, ciò per evitare di entrare in rapporti commerciali con lui e subire un’interdittiva antimafia. Ma il cittadino ha diritto anche di sapere che un suo conoscente è stato indagato, per evitare che venga controllato dalle forze di polizia insieme a lui e possa incorrere in sanzioni amministrative, come la revoca del porto d’armi. Sono tutti esempi reali che ricadono in quell’ampio concetto di interesse pubblico che deve essere valutato per divulgare alla stampa una notizia. Sono esempi reali che pongono interrogativi sulla norma attuale, sulla sua efficacia e sulle conseguenze pratiche per i cittadini e per la pubblica sicurezza.” Pisani si è soffermato anche su un altro tema centrale: il rapporto tra la libertà di informazione, il potere delle forze dell’ordine di rimuovere contenuti dai social network e il ruolo dell’autorità giudiziaria. “Innanzitutto, esiste un limite alla rimozione dei video sui social network. Oggi le forze di polizia possono ordinare la rimozione immediata di un contenuto online solo per motivi molto gravi, come il terrorismo o la pedopornografia, ma se qualcuno pubblica sui social il video di una rapina per “esaltare” il crimine, e questo video riceve molti “like”, la legge attuale non permette alle autorità di chiederne la rimozione immediata. Questa norma andrebbe modificata o, quantomeno, ridiscussa. Un altro tema è la trasformazione del mondo dell’informazione da verticale a orizzontale. Oggi le notizie si diffondono in modo diretto e immediato tramite la rete e i cittadini. Non passano più solo attraverso i media tradizionali, come i telegiornali o i quotidiani. A causa di questa velocità e viralità il semplice comunicato stampa successivo alla risoluzione del caso non riesce a bilanciare la notizia del fatto accaduto”.

Al termine del convegno è stata presentata, presso l’Ufficio di Gabinetto della Questura, una galleria fotografica, realizzata con la collaborazione di Unione Industriali Torino.

L’allestimento ha preso spunto da alcune prime pagine del quotidiano La Stampa, che ha la maggiore tiratura e diffusione a Torino, relative a momenti significativi per la Città metropolitana a cui sono collegate immagini che cristallizzano l’attività nel corso del tempo della Polizia di Stato sul territorio torinese.

Arrestati per furti ad anziani per oltre 100mila euro, si fingevano addetti comunali e poliziotti

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Nei giorni scorsi la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due cittadini italiani, già detenuti presso la Casa Circondariale “Lorusso e Cutugno” di Torino.
Il provvedimento, emesso dal G.I.P. del Tribunale di Torino, su richiesta della Procura della Repubblica, è il risultato di un’articolata attività investigativa condotta dagli investigatori della Squadra Mobile, finalizzata al contrasto dei reati predatori in danno delle cosiddette fasce deboli, in particolare persone anziane. I due indagati sono ritenuti gravemente indiziati, in concorso tra loro, di una rapina pluriaggravata e di sette furti aggravati in abitazione, commessi tra gennaio e marzo 2026 a Torino e provincia. Il valore complessivo del bottino è stato stimato in oltre 100.000 euro, tra contanti, gioielli, orologi e altri preziosi.
Le indagini hanno preso avvio dall’analisi di numerosi episodi caratterizzati da un identico modus operandi: gli autori, fingendosi appartenenti alle Forze dell’Ordine o incaricati comunali, riuscivano a introdursi nelle abitazioni delle vittime con il pretesto di effettuare controlli o verifiche su presunti furti avvenuti nella zona o nel condominio. Approfittando della vulnerabilità delle persone offese, per lo più anziane, conquistavano la loro fiducia e si impossessavano di denaro contante, gioielli e altri oggetti di valore.
Nel corso delle attività investigative, gli agenti della Squadra Mobile sono riusciti a individuare i veicoli, con targhe ‘clonate’, utilizzati per gli spostamenti e per la commissione dei reati, giungendo così all’identificazione degli indagati e raccogliendo gravi indizi di colpevolezza in relazione a otto distinti episodi delittuosi avvenuti nei comuni di Collegno, Rivoli, Beinasco e Borgaro Torinese. Tra i fatti contestati figura anche una rapina pluriaggravata in abitazione, perpetrata il 18 marzo 2026 a Borgaro Torinese ai danni di una coppia di coniugi anziani, ai quali sono stati sottratti gioielli di famiglia per un valore di circa 15.000 euro.
Nel medesimo contesto investigativo, nel marzo 2026 i due indagati erano già stati arrestati in flagranza di reato dalla Squadra Mobile per il possesso di segni distintivi contraffatti. Durante le perquisizioni, infatti, erano stati rinvenuti lampeggianti e accessori riconducibili alle Forze di Polizia, utilizzati per rendere ancora più credibili i raggiri. A seguito della convalida dell’arresto, nei loro confronti era stata disposta una prima misura cautelare in carcere, cui ha fatto seguito, pochi giorni dopo, un ulteriore provvedimento per un furto in abitazione commesso ai danni di un’anziana nel comune di Grugliasco.
Le successive indagini hanno consentito di raccogliere ulteriori gravi indizi di colpevolezza in relazione ad altri episodi delittuosi portando all’emissione della presente ulteriore misura cautelare da parte del G.I.P. di Torino.
Si precisa che il procedimento penale è attualmente nella fase delle indagini preliminari e che, in ossequio al principio della presunzione di non colpevolezza, la responsabilità delle persone sottoposte a indagini sarà definitivamente accertata solo ove intervenga una sentenza irrevocabile di condanna.
L’operazione odierna conferma l’impegno costante della Polizia di Stato nel contrasto a fenomeni particolarmente odiosi, che colpiscono in modo mirato persone anziane e fragili, facendo leva su paura e senso di urgenza.
In occasione di questo arresto, la Polizia di Stato rinnova l’appello a tutta la cittadinanza, in particolare alle persone anziane e ai loro familiari, affinché prestino la massima attenzione.
Si ricorda che:
–     Le Forze dell’Ordine non chiedono mai denaro o gioielli. Nessun appartenente alla Polizia di Stato, all’Arma dei Carabinieri o alla Guardia di Finanza si presenterà mai a casa per riscuotere somme di denaro, cauzioni o risarcimenti danni, né tantomeno qualificandosi per mezzo di immagini digitali che lo rappresentano con l’uniforme di servizio;
–     Attenzione alle telefonate sospette. Se ricevete una chiamata da qualcuno che si qualifica come poliziotto o maresciallo e vi chiede beni materiali per aiutare un parente oppure vi chiede di visionare dei preziosi mantenete la calma e interrompete la comunicazione;
–     Verificate sempre. Non aprite la porta a sconosciuti, anche se muniti di tesserini o divise. In caso di dubbio, contattate immediatamente il Numero Unico di Emergenza 112 per verificare l’effettiva appartenenza del soggetto alle Forze dell’Ordine;
–     Parlatene in famiglia. Invitiamo figli e nipoti a informare genitori e nonni su queste tecniche di truffa. La prevenzione e l’informazione sono le armi più efficaci per proteggere i nostri cari.

Polemica in Consiglio regionale dopo le parole del presidente sul caso Silvestro

Bufera politica in Piemonte dopo un post pubblicato da Davide Nicco, presidente del Consiglio regionale. Commentando un caso di presunta violenza sessuale che coinvolge il senatore Silvestro, Nicco ha ricordato un consiglio ricevuto anni fa: «Quando ricevi in ufficio una donna che non conosci, se sei solo lascia sempre la porta aperta. Non si sa mai».

Il presidente dell’assemblea piemontese ha spiegato che il suo intervento voleva richiamare l’attenzione sull’importanza della prudenza e sul rispetto della presunzione di innocenza, sottolineando come le accuse debbano essere verificate dalla magistratura prima di trasformarsi in condanne sul piano pubblico.

Le sue parole hanno però suscitato forti critiche da parte delle opposizioni. Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra hanno giudicato il messaggio inopportuno, sostenendo che rischi di alimentare pregiudizi nei confronti delle donne che denunciano violenze e molestie. Dai gruppi di minoranza è arrivata la richiesta di scuse ufficiali e della rimozione del post.

Nicco ha respinto le accuse, precisando di non aver mai voluto mettere in discussione la credibilità delle vittime né minimizzare la gravità delle violenze sessuali. Ha invece ribadito la necessità di garantire il rispetto dei diritti di tutte le persone coinvolte fino all’accertamento dei fatti.

Anziano in bici travolto da un tir: in condizioni critiche

Era in sella alla sua bicicletta quando, all’improvviso, è stato investito da un tir: anziano in condizioni critiche. È accaduto ieri intorno all’ora di pranzo a Madonna di Campagna, all’incrocio tra via Veronese, strada dell’Aeroporto e via Stampini.

Sul posto sono intervenuti immediatamente i soccorritori del 118 Azienda Zero per prestare i primi interventi. La vittima è stata trovata in condizioni critiche, con gravi lesioni agli arti inferiori, e trasferita d’urgenza al presidio ospedaliero San Giovanni Bosco. Secondo una prima ipotesi degli agenti della polizia locale, l’uomo stava pedalando in direzione di piazza Stampalia mentre il tir procedeva in senso opposto e avrebbe girato a sinistra per strada dell’Aeroporto. L’incrocio è regolato da semafori: sarà quindi fondamentale stabilire quale dei due mezzi abbia attraversato con il rosso.

VI.G

Thyroid Eye Disease, incontro a Torino

Motore Sanità promuove un momento di confronto dedicato alla Thyroid Eye Disease (TED), una patologia autoimmune rara e ancora poco conosciuta che colpisce prevalentemente le donne e può compromettere in modo significativo la vista e la qualità di vita dei pazienti.

Secondo i dati epidemiologici disponibili, la TED presenta una prevalenza stimata di circa 9 casi ogni 10.000 abitanti; un terzo dei pazienti sviluppa forme moderate o severe e una quota dei casi più gravi può essere esposta al rischio di perdita della vista.

Nonostante i recenti progressi della ricerca e l’arrivo di nuove prospettive terapeutiche, la malattia resta spesso sottodiagnosticata, con conseguenti ritardi nella presa in carico. Da qui la necessità di rafforzare la collaborazione tra endocrinologi e oculisti, sviluppare reti multidisciplinari e garantire un accesso più rapido ed equo all’innovazione.

 

L’evento “THYROID EYE DISEASE. Innovazione e accessibilità nel percorso di cura”, in programma a Torino, martedì 9 giugno, dalle 11,30 alle 15, presso l’HN Collection Torino Santo Stefano (Via Porta Palatina, 19), intende portare all’attenzione di istituzioni regionali, clinici, operatori sanitari e stakeholder il tema della riorganizzazione dei percorsi assistenziali e delle nuove opportunità terapeutiche, in uno scenario che vede il passaggio dalle sole cure sintomatiche a trattamenti mirati e innovativi capaci di migliorare concretamente diagnosi, cura e qualità di vita delle persone affette da TED.

 

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Incidente fra tre auto sulla provinciale: tre feriti, uno è in gravi condizioni

Un violento scontro tra tre vetture ha causato tre feriti questa mattina sulla provinciale 501, a Borgaro Torinese. Ad avere la peggio è stato un uomo di 57 anni, trasportato d’urgenza in condizioni critiche all’ospedale San Giovanni Bosco di Torino.

Gli altri due conducenti coinvolti, un 63enne e una 39enne, hanno riportato ferite meno gravi e sono stati trasferiti all’ospedale di Ciriè. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, insieme alla polizia locale e ai carabinieri per i rilievi di rito. L’incidente e le conseguenti operazioni di soccorso hanno causato pesanti rallentamenti e il blocco della circolazione sulla provinciale.

VI.G