CRONACA- Pagina 10

Cent’anni di “Bruna” alla RSA Sereni Orizzonti di Vinovo 

 

Martedì 21 luglio, la RSA Sereni Orizzonti “Alberto Dalmasso” di Vinovo ha festeggiato i 100 anni di Brunetta Bottaro, per tutti “Bruna”, circondata dall’affetto dei familiari, degli operatori e degli altri residenti della struttura. Alla festa ha preso parte anche l’assessore Nerio Usan, a testimonianza della vicinanza dell’amministrazione comunale ad un traguardo così significativo.

Nata il 21 luglio 1926 in un piccolo paese sui Colli Euganei, Brunetta è la primogenita di otto figli di una famiglia contadina. Ha frequentato solo le scuole elementari del paese, raggiunte a piedi ogni giorno attraverso campagne e boschi. Proprio sui colli natii ha conosciuto il marito Bruno, originario di Este, con cui si è sposata nel 1949, al termine del servizio militare di lui durante la Seconda guerra mondiale: dalla loro unione sono nati tre figli.

Donna di grande operosità, Brunetta si è sempre adattata a diversi lavori per contribuire al sostentamento della famiglia, arrivando ad accogliere in casa anche la zia adottiva del marito, rimasta vedova.

Divenuta lei stessa vedova in giovane età, e nel frattempo diventata nonna e poi bisnonna, si è trasferita a Garino di Vinovo, dove per anni ha dedicato il proprio tempo al servizio della Parrocchia.

Brunetta è oggi una presenza attiva e partecipe alla vita della struttura, dove vive ormai da dieci anni: ogni settimana guida a memoria la recita del rosario per gli altri residenti e non si stanca mai di raccontare gli episodi della sua lunga vita, circondata dall’affetto di amici e da una bella squadra di volontari. In occasione del suo compleanno ha commosso tutti i presenti con un sentito discorso di ringraziamento.

Capita ancora, alla soglia dei 100 anni, che chiami “nonno” o “nonna” persone ben più giovani di lei. Un traguardo importante, celebrato con una giornata dedicata a lei e alla sua storia: la testimonianza di un secolo vissuto con dedizione, fede e spirito di adattamento.

Bimbo torinese di sei anni muore investito da una moto in Liguria

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Il bambino torinese di sei anni, rimasto gravemente ferito nel pomeriggio di ieri dopo essere stato investito da una moto mentre attraversava sulle strisce pedonali l’Aurelia, all’altezza dell’incrocio con via Corsica, a San Bartolomeo al Mare, in provincia di Imperia, è deceduto.

Soccorso in condizioni critiche, era stato trasferito d’urgenza all’ospedale pediatrico Gaslini di Genova abordo dell’elicottero Drago dei vigili del fuoco. Ricoverato nel reparto di terapia intensiva con prognosi riservata, è stato sottoposto alle cure deimedici.

Nonostante i tentativi dell’équipe sanitaria di salvarlo, le gravissime lesioni riportate nell’incidente ne hanno causato la morte.

“Che caldo che fa!”: da Barriera di Milano un modello per la Torino che si adatta al clima

 

Fronteggiare l’impatto del caldo estremo non con la rassegnazione, ma attraverso soluzioni di rigenerazione e adattamento urbano. È questo il messaggio centrale emerso dal flash mob svoltosi in Piazza Foroni nell’ambito della campagna nazionale “Che caldo che fa!”, promossa da Legambiente insieme a RSE e Croce Rossa Italiana. All’iniziativa hanno preso parte anche gli assessori Chiara Foglietta e Jacopo Rosatelli, a testimonianza di un dialogo aperto e costruttivo tra cittadinanza, associazioni e amministrazione pubblica sulle strategie per il presente e per il futuro.

I dati del monitoraggio effettuato nel quartiere di Barriera di Milano mettono in luce l’importanza di accelerare la transizione ecologica degli spazi pubblici. Se l’eccessiva asfaltatura incrementa notevolmente le temperature diurne al suolo, la presenza di infrastrutture verdi e blu dimostra l’efficacia immediata degli interventi di mitigazione.

L’emblema di questo approccio virtuoso è il Giardino “Peppino Impastato” di largo Sempione, dove la combinazione tra folta alberatura e giochi d’acqua ha fatto registrare le temperature più basse del quartiere, toccando i 34°C ambientali e appena 28°C al suolo, configurandosi come un vero e proprio “rifugio climatico” accessibile alla comunità.
Un’esperienza che si inserisce perfettamente nel percorso già intrapreso dalla Città di Torino, attivamente impegnata in un piano strategico di deimpermeabilizzazione di parchi e altri spazi pubblici, piantumazione di nuovi alberi e adozione delle cosiddette Nature-Based Solutions. La sfida è ora quella di estendere sempre più questi interventi per contrastare la cooling poverty.

Accanto agli interventi di trasformazione urbana, Torino ha inoltre rafforzato la rete dei rifugi climatici, individuando biblioteche, musei civici, piscine, centri climatizzati e parchi con aree ombreggiate e giochi d’acqua come luoghi dove trovare sollievo durante le ondate di calore. Un’azione che si affianca al Piano Estate cittadino, con servizi di assistenza e monitoraggio dedicati in particolare alle persone più anziane e fragili, per rendere la città sempre più resiliente di fronte agli effetti della crisi climatica.

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Inaugurato il nuovo Pronto soccorso del CTO di Torino

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Il Pronto soccorso dell’ospedale CTO della Città della Salute e della Scienza di Torino si presenta con spazicompletamente rinnovati, più funzionali e accoglienti. La nuova struttura è stata inaugurata oggi, al termine di un intervento di riqualificazione atteso da quattro anni e avviato nel gennaio 2026.

Centro Trauma di riferimento regionale per i traumi maggiori, il CTO ha registrato nel 2025 oltre 45.500 accessi al Pronto soccorso. L’attività è organizzata inbase all’intensità di cura, con percorsi distinti per ipazienti più gravi (2.126 accessi) e per quelli a media ebassa complessità (43.381 accessi).

L’intervento, finanziato con circa 500 mila euro attraverso i Fondi Arcuri (DL 34/2020), ha permesso diriorganizzare gli spazi per migliorare la gestione dei pazienti e garantire una risposta più efficace anche incaso di future emergenze sanitarie. L’obiettivo è quello di assicurare percorsi separati tra pazienti contagiosi o sospetti tali e pazienti non infetti, aumentando al tempo stesso sicurezza, comfort e qualitàdell’assistenza.

Tra le principali novità ci sono un’area dedicata ai pazienti infetti o sospetti, una zona separata per i pazienti non contagiosi con due postazioni di triageall’ingresso, una nuova sala d’attesa post-triage, una postazione infermieristica con visuale sull’area di attesa e un locale di osservazione per i pazienti in barella, monitorabile direttamente dal personale sanitario.

I lavori sono stati realizzati senza interrompere né ridurre l’attività del Pronto soccorso. Il risultato è unambiente più moderno, luminoso e funzionale, che migliora sia l’accoglienza dei pazienti sia le condizioni di lavoro degli operatori.

«La ristrutturazione del Pronto soccorso del CTO rappresenta un’altra tappa importante nel percorso di riqualificazione della Città della Salute – dichiara il direttore generale Livio Tranchida –. Dal mioinsediamento sono stati conclusi 59 cantieri e ne sono stati avviati altri 47. Negli ultimi mesi abbiamoconcentrato molti interventi proprio sul CTO, con lariapertura del blocco operatorio del quarto piano, il rifacimento e la riapertura del sedicesimo piano e ora il nuovo Pronto soccorso. Parallelamente proseguonoanche i lavori alle Molinette, dove è già partito il cantiere della Cardiochirurgia con nuove sale operatorie e una nuova terapia intensiva, un intervento atteso da oltre trent’anni. Entro l’autunno entrerà inoltre nella fase operativa il cantiere del nuovo Pronto soccorso delle Molinette».

Per il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore alla Sanità Federico Riboldi, «il nuovo Pronto soccorso del CTO rende uno dei principali presìdi di emergenza del Piemonte più efficiente, sicuro e accogliente, dimostrando che è possibile rinnovare gli ospedali senza interrompere l’attività assistenziale. Accanto ai grandi progetti, come il Parco della Salute e i nuovi ospedali, continuiamo a investire anche nelle strutture già operative, perché ogni intervento realizzato oggi significa servizi migliori per i cittadini e ambienti di lavoro più adeguati per il personale sanitario. È questo il metodo con cuivogliamo costruire la sanità del futuro: programmare le grandi opere senza smettere di migliorare gli ospedali che ogni giorno accolgono migliaia di persone»

Maxi operazione di polizia nella zona sud di Torino: 10 arresti, 500 identificati

CONTROLLATI 74 VEICOLI E DIVERSE ATTIVITÀ COMMERCIALI
 
Nella giornata di ieri, la Polizia di Stato ha effettuato un servizio straordinario di controllo del territorio ad “Alto Impatto” nella zona sud di Torino, con la collaborazione della Polizia Locale.
L’attività, coordinata dal Commissariato di P.S. Barriera Nizza e dal Commissariato di P.S. Mirafiori, si è svolta in orario serale ed è stata finalizzata alla prevenzione e al contrasto delle attività illecite e della criminalità diffusa, con particolare attenzione allo spaccio di sostanze stupefacenti, ai reati predatori. I controlli si sono concentrati su tutta l’area di piazza Bengasi, dei Giardini Battistini e del Parco Colonnetti, aree costantemente monitorate dalla Polizia di Stato e spesso oggetto di segnalazioni tramite l’applicazione YouPol.
Per garantire un capillare controllo della zona, l’operazione è stata condotta con l’ausilio dell’elicottero e dei droni della Polizia di Stato per il monitoraggio dall’alto dell’area e con l’impiego delle unità cinofile antidroga, delle pattuglie della Squadra a Cavallo e degli equipaggi motomontati “Nibbio” oltre che di personale della Polizia Stradale e del reparto Prevenzione Crimine Piemonte.
Nell’area di Piazza Bengasi, si è proceduto al controllo capillare e all’identificazione delle persone presenti nella zona, prevalentemente di origine extracomunitaria, monitorando tutti gli accessi alla piazza.
Nel corso dell’attività, i controlli finalizzati al riscontro di eventuali illeciti, hanno anche riguardato esercizi commerciali in particolar modo minimarket e negozi di gastronomia. Il servizio è stato svolto con la collaborazione dell’ispettorato del lavoro e dell’A.S.L. – S.I.A.N.
Nel corso dell’operazione, complessivamente, sono:
  • 501 le persone identificate e controllate (150 cittadini stranieri e 50 soggetti con precedenti di polizia);
  • 10 quelle arrestate complessivamente;
  • 6 denunciate in stato libertà;
  • 10 i cittadini stranieri accompagnati in Questura;
  • 74 i veicoli controllati;
  • 59 violazioni al codice della strada;
  • 7 gli esercizi controllati con la sospensione di attività e la presenza di 3 lavoratori “in nero”;
  • 77.190 euro le sanzioni amministrative elevate;
  • 119 i chilogrammi di alimenti sequestrati;
  • 330 i grammi di sostanza stupefacente del tipo hashish sequestrato.
Sono stati anche individuati 5 minori stranieri non accompagnati e non imputabili (infraquattordicenni) per i quali si è proceduto all’affidamento a comunità protette.
I motociclisti delle pattuglie “Nibbio” della Polizia di Stato, inoltre, insieme a quelle della Polizia Locale, hanno effettuato un servizio specifico volto a controllo degli utenti della strada, con particolare riguardo di quelli a bordo di monopattini.  Sono stati controllati 37 monopattini, 3 dei quali sottoposti a sequestro con sanzioni amministrative per 5.300 euro.
Sul fronte delle misure di prevenzione, sono stati emessi: 10 ordini di allontanamento da aree a vigilanza rafforzata4 D.A.C.Ur.; 1 foglio di via con divieto di ritorno nel Comune di Torino della durata di 2 anni.
 
Tra le diverse attività, la Divisione P.A.S. della Questura di Torino ha controllato insieme alla Polizia Locale e all’Ispettorato del Lavoro una gastronomia nel quartiere Mirafiori poi sanzionata per 23.500 euro. Nella circostanza sono stati sottoposti a sequestro 119 chilogrammi di alimenti per la mancata procedura di rintracciabilità e il cattivo stato di conservazione delle attrezzature. Un esercizio di somministrazione via Nizza, invece, è stato sanzionato per 30.000 euro. In quattro casi è stata disposta la sospensione dell’attività da parte dell’Ispettorato del Lavoro.
Nell’ambito del medesimo dispositivo operativo, la Squadra Mobile della Questura di Torino ha inoltre svolto una serie di attività di polizia giudiziaria nell’area interessata dai controlli, che hanno consentito di arrestare sei cittadini stranieri trovati in possesso, complessivamente, di oltre 300 grammi di sostanza stupefacente del tipo GHB, cocaina e crack e di eseguire due ordini di carcerazione arrestando un cittadino italiano, condannato a 3 anni, 8 mesi e 28 giorni di reclusione per ricettazione e associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, nonché un cittadino straniero, destinatario di un ordine di carcerazione per una pena residua di 11 mesi e 27 giorni per ricettazione.
 
Nel corso dei servizi, personale della Volante del Commissariato, in particolare, è intervenuto nei parcheggi prospicienti il Museo dell’Automobile, in piazzale Fratelli Ceirano, arrestato in flagranza un cittadino italiano per furto aggravato continuato su autovetture in sosta nella pubblica via, dopo che aveva asportato un navigatore satellitare e un paio di occhiali da sole, poi restituiti ai legittimi proprietari.
Il blitz attuato sarà replicato nei prossimi giorni con analoghe modalità in altre aree a rischio ad integrazione dell’attività di presidio permanente che è in atto da lungo periodo in tutta la città.

A Bricherasio confronto sulla sicurezza delle Provinciali 161 e 158

 

 
Bricherasio porta a “Comuni in linea” due criticità della viabilità provinciale: la sicurezza sulla Sp. 161 diramazione Bricherasio-Osasio e il problema degli allagamenti sulla Sp. 158 Bricherasio-Garzigliana. Se n’è parlato lunedì 20 luglio nel confronto tra il Vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo e il Sindaco Simone Ballarini.
Il primo tema ha riguardato la Sp. 161 diramazione Bricherasio-Osasio, nel tratto in corrispondenza del distributore Centro Calor, dove alcuni mesi fa si è verificato un incidente mortale. Il Sindaco era accompagnato da Marcello Pinna, presidente del Motorclub Edelweiss, che insieme ad altre associazioni motociclistiche ha richiamato l’attenzione sulla pericolosità del punto.
Pur riconoscendo che l’incidente è stato determinato da una grave violazione delle norme di circolazione (ingresso nel distributore in contromano attraverso l’uscita), Ballarini ha evidenziato come sia frequente la manovra vietata di svolta a sinistra da parte dei veicoli in uscita dal distributore, nonostante l’obbligo di svolta a destra e la presenza della linea continua, invece di tornare indietro alla successiva rotatoria.
I tecnici della Direzione Viabilità della Città metropolitana hanno spiegato che, trattandosi di una strada extraurbana di scorrimento, l’installazione di dispositivi fisici di separazione o rallentamento, come cordoli spartitraffico o altri dissuasori, potrebbe risultare più pericolosa della situazione attuale. Il problema è infatti riconducibile principalmente ai comportamenti scorretti degli utenti della strada. Il Vicesindaco Suppo ha comunque proposto un sopralluogo tecnico per verificare se sia possibile rafforzare la segnaletica e migliorare la percezione del divieto di svolta.
La seconda segnalazione ha riguardato la Sp. 158 Bricherasio-Garzigliana, in frazione Cappella Merli, dove la rete di raccolta delle acque meteoriche non riesce a smaltire efficacemente le precipitazioni, provocando allagamenti e la conseguente chiusura della strada anche in occasione di piogge non particolarmente intense. La criticità era già emersa durante le verifiche preliminari allo studio di fattibilità per la messa in sicurezza dell’intersezione tra la Provinciale 158 e le strade comunali Tirabrasse e Avaro.
Secondo i tecnici della Viabilità, il problema deriva dalla conformazione della sede stradale, realizzata a una quota inferiore rispetto al piano di campagna e probabilmente affiancata in origine da fossi successivamente intubati. Per definire gli interventi sarà necessario ricostruire il tracciato delle condotte mediante un rilievo topografico, per poi procedere con le ispezioni e la pulizia della rete di smaltimento. Suppo ha chiesto al Comune di raccogliere ulteriori elementi utili a individuare il sistema di tubazioni esistente, così da programmare un successivo sopralluogo con i tecnici della Città metropolitana.

Social Factory, a Borgo San Paolo un presidio per l’inclusione sociale

Si rinnova e si rafforza il presidio sociale della Social Factory di via Emanuele Luserna di Rorà 8. Il progetto, già attivo grazie con le attività portate avanti nel quartiere dall’associazione Terza Settimana ODV e dedicato al sostegno materiale e all’accompagnamento verso l’autonomia delle persone in condizioni di fragilità economica e sociale, si arricchisce di funzioni negli spazi rinnovati e ampliati nel cuore di Borgo San Paolo, che sono stati inaugurati ieri.

Al taglio del nastro sono intervenuti il sindaco Stefano Lo Russo, la vicesindaca con delega al Patrimonio Michela Favaro, l’assessore alle Politiche Sociali Jacopo Rosatelli, la presidente della Circoscrizione Tre Francesca Troise, la direttrice del Dipartimento Servizi Sociali e Abitativi della Città di Torino Monica Lo Cascio e il presidente di Terza Settimana ODV Bruno Ferragatta.

Uno spazio tutto nuovo che permetterà di unire all’aiuto costituito dalla fornitura di generi alimentari di prima necessità anche servizi di orientamento, assistenza e inclusione, rafforzando la rete cittadina impegnata nel contrasto alla povertà e all’emarginazione. L’investimento complessivo è stato di 213mila euro, finanziato con 150mila euro di risorse del Pnrr (Missione 5 “Inclusione e coesione”, componente 2, investimento 1.3.2), 30mila euro del Piano di Inclusione Sociale della Città di Torino e un cofinanziamento di 33mila euro da parte del soggetto attuatore.

“Rafforziamo un presidio sociale di prossimità già conosciuto e apprezzato in questo quartiere – ha dichiarato il sindaco Stefano Lo Russo – capace di coniugare accoglienza, solidarietà e opportunità. Un luogo dove il sostegno ai bisogni immediati si accompagna alla costruzione di percorsi di autonomia e partecipazione, contribuendo a rafforzare la coesione sociale e il senso di comunità. Questa è la città che come amministrazione stiamo lavorando, sin dall’inizio del nostro mandato, per costruire: una Torino che non lascia indietro nessuno, dove pubblico, privato, terzo settore collaborano per sostenere situazioni di fragilità purtroppo sempre più diffuse. Una città moderna non si misura soltanto dalle grandi opere o dagli eventi che organizza, ma dalla qualità della vita che riesce a garantire anche alle persone più fragili”.

“Con la Social Factory in Borgo San Paolo si potenzia e si struttura un polo dell’inclusione capace di offrire servizi essenziali come pasti, supporto e generi alimentari a tutte quelle persone che, versando in un momento di fragilità economica e sociale, cercano l’aiuto che serve per riappropriarsi della propria autonomia – ha aggiunto la vicesindaca Michela Favaro -. In via Emanuele Luserna di Rorà 8, oltre a all’accesso a docce e servizi igienici e al domicilio postale per le persone senza dimora, ci sono anche attività di ascolto e orientamento, assistenza fiscale e accompagnamento ai servizi sociali, sanitari e per il lavoro. Tutti strumenti che servono proprio a supportare donne e uomini che devono avere gli strumenti necessari per affrontare avversità della vita contingenti ma superabili”.

“La sfida non è soltanto dare una risposta ai bisogni immediati, ma creare le condizioni perché le persone possano tornare a essere protagoniste della propria vita e della comunità – ha affermato l’assessore Jacopo Rosatelli -. Per questo la Social Factory rappresenta un investimento importante: il rafforzamento di un presidio già radicato nel quartiere, oggi riqualificato e ampliato nelle sue funzioni, un luogo aperto, accessibile e radicato nel quartiere, dove istituzioni, terzo settore e cittadini costruiscono insieme opportunità di inclusione e partecipazione. La qualità di una città si misura anche dalla capacità di non lasciare indietro nessuno e di trasformare la solidarietà in un impegno concreto e quotidiano”.

“La Social Factory rappresenta l’evoluzione naturale di un percorso costruito negli anni da Terza Settimana e rivolto alle persone più fragili – ha infine sottolineato il presidente di Terza Settimana ODV Bruno Ferragatta -. I numeri raccontano un impegno concreto, come le 145mila spese distribuite, le oltre mille tonnellate di frutta e verdura donate e i 350 accompagnamenti all’inserimento abitativo. Da questa esperienza nasce la volontà di creare un luogo aperto al territorio, capace di mettere in relazione persone, competenze e opportunità, costruendo risposte condivise ai bisogni della comunità”.

Il progetto, sviluppato in collaborazione con la Cooperativa ARCO, il CAF, la Cooperativa Synergica e Piazza dei Mestieri, realtà che contribuiscono alla costruzione di una rete integrata di servizi e opportunità a sostegno delle persone in difficoltà, si fonda su una collaborazione tra soggetti pubblici, privati e del terzo settore, con l’obiettivo di integrare servizi sociali, opportunità formative, percorsi di inclusione lavorativa e iniziative rivolte alla comunità locale.

I lavori hanno permesso la completa riqualificazione dell’immobile di via Luserna di Rorà, rafforzandone la funzione di presidio dedicato all’inclusione sociale e al sostegno delle persone in condizioni di fragilità. Gli interventi hanno riguardato la messa in sicurezza e il recupero degli ambienti, l’adeguamento degli impianti, l’efficientamento energetico mediante l’installazione di un impianto fotovoltaico e la riqualificazione delle aree interne ed esterne. Tra le opere realizzate in particolare figurano la realizzazione di un’area hammam, destinata all’igiene e al benessere delle persone accolte, dell’orto urbano e la valorizzazione del cortile attraverso un murale partecipato realizzato con giovani del territorio e l’artista Fjodor Benzo. Gli ambienti sono stati progettati per ospitare attività sociali, formative e aggregative, favorendo l’incontro tra i beneficiari dei servizi e il quartiere.

Accanto alla riqualificazione degli spazi, il progetto ha consentito il potenziamento di un sistema integrato di servizi rivolti a persone in condizioni di fragilità economica e sociale. La Social Factory garantisce la distribuzione continuativa di generi alimentari attraverso il Social Market, l’accesso a docce e servizi igienici, il domicilio postale per le persone senza dimora, attività di ascolto e orientamento, assistenza fiscale e accompagnamento ai servizi sociali, sanitari e per il lavoro.

L’offerta è completata dalla somministrazione di pasti giornalieri dal lunedì al venerdì, dai tirocini di inclusione, dallo Spazio Mamme sostenuto da iniziative di economia circolare e dallo Spazio Pasto Assistito, dedicato alla socializzazione, all’educazione alimentare e alle attività di cucina condivisa.

Il progetto è rivolto in particolare a persone in condizioni di fragilità e senza dimora, segnalate dai servizi pubblici e dagli enti del terzo settore. Nella fase di avvio sono già stati presi in carico almeno 36 beneficiari, ai quali è stato garantito l’accesso ad almeno uno dei servizi disponibili. La Social Factory può inoltre accogliere persone impegnate in lavori di pubblica utilità, giovani destinatari di provvedimenti disciplinari scolastici e ragazzi con fragilità comportamentali, favorendone il coinvolgimento in percorsi di inclusione e partecipazione attiva.

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“Alta Felicità” NoTav: la questura blocca i tir

La prefettura di Torino ha disposto su un tratto della A32 l’estensione fino alle 21 di sabato del divieto di circolazione per i veicoli adibiti al trasporto di merci superiori a 7,5 tonnellate.Il divieto, per garantire la sicurezza pubblica ed evitare disagi, previsto fino alle 16, e’ prolungato di cinque ore in occasione delle manifestazioni del movimento No Tav in occasione del Festival Alta Felicità. Il provvedimento riguarda l’A32 dallo svincolo di Rivoli (km 0) fino al confine di Stato al Traforo del Fréjus, la statale 24 dal km 39+700, all’altezza della rotatoria di Villarfocchiardo, fino al confine di Stato e la statale 25 dal km 37+400, alla rotatoria di Borgone di Susa, fino al confine con la Francia.

 

Linea 15, al via i lavori su corso Vittorio Emanuele II

Continua l’ammodernamento della rete tranviaria torinese: da domani 23 luglio i cantieri si spostano su corso Vittorio Emanuele II e via Borsellino, dove partirà il rifacimento della curva tranviaria in entrambe le direzioni.Un intervento atteso, che arriva a conclusione delle attività appena ultimate in via fratelli Bandiera e che si inserisce nel più ampio piano di potenziamento e ammodernamento della rete di trasporto pubblico della Città.

I lavori dureranno complessivamente quattro mesi e mezzo e saranno organizzati in tre fasi, con le lavorazioni più impegnative concentrate nel periodo estivo proprio per contenere i disagi alla circolazione. Nella prima fase, dal 23 luglio al 15 settembre, il cantiere occuperà la corsia centrale di corso Vittorio Emanuele II in direzione Rivoli: la viabilità resterà comunque sempre garantita sui controviali e sulla corsia centrale in direzione centro, mentre il servizio di trasporto pubblico proseguirà regolarmente, con la sola linea 9 temporaneamente sostituita da autobus.

Dal 16 settembre il cantiere si sposterà sull’incrocio tra corso Vittorio Emanuele II e via Borsellino: qui, nella seconda fase, verrà ripristinato il doppio senso di marcia su corso Vittorio Emanuele II, seppure con alcuni restringimenti di carreggiata, mentre la linea 9 tornerà a viaggiare in tram a partire da novembre. L’ultima fase, dal 1° novembre all’8 dicembre, riguarderà infine il rifacimento dei binari su via Borsellino, con il cantiere concentrato nella parte centrale della via e la viabilità sempre percorribile ai lati; su corso Vittorio Emanuele II, nel frattempo, tornerà la normale circolazione.

L’intervento, interamente finanziato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, vale complessivamente 9,4 milioni di euro ed è suddiviso in tre lotti: il primo, già concluso, ha portato a due nuove fermate in via Monginevro; il secondo, quello attualmente in corso, riguarda proprio il rifacimento del nodo tra corso Vittorio, via Borsellino e via fratelli Bandiera; il terzo prevede la realizzazione di un nuovo capolinea e il rifacimento di alcuni tratti di linea, con l’avvio dei lavori atteso nel 2027, una volta completato il progetto di fattibilità tecnico-economica a cui seguirà il progetto esecutivo curato da Infra.To.

Un cantiere che, al di là dei disagi temporanei, punta a rendere il tracciato della linea 15 più moderno e sicuro, migliorando l’integrazione con le altre linee della rete e la fluidità complessiva del servizio.

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Abbruciamenti: come gestirli

L’Aula di Palazzo Lascaris ha approvato a maggioranza,  la delibera che avvia una sperimentazione per la rimodulazione temporanea delle limitazioni alla combustione all’aperto dei residui vegetali. Il provvedimento è finalizzato a valutare gli effetti delle misure adottate e a raccogliere elementi utili per la definizione di nuovi indirizzi e criteri destinati alla futura ridefinizione della zonizzazione del territorio regionale.

L’assessore all’Ambiente Matteo Marnati ha relazionato i punti principali del provvedimento, in particolare  è stato affidato ad ARPA Piemonte il compito di attivare e diffondere uno specifico bollettino informativo che evidenzi le condizioni e le disposizioni vigenti in materia di abbruciamenti. Sulla base di tali indicazioni, i sindaci potranno adottare i provvedimenti di competenza previsti dalla normativa regionale, nel rispetto delle disposizioni nazionali in materia ambientale.

La delibera prevede inoltre una sperimentazione dedicata alle colture di castagno, nocciolo, vite e altri fruttiferi situate in comuni confinanti con la zona montana regionale. La sperimentazione sarà attiva dal 15 al 30 settembre 2026 e dal 1° al 15 aprile 2027, secondo modalità e condizioni specificamente definite dalla Regione. La Direzione regionale Ambiente, Energia e Territorio, con il supporto tecnico-scientifico di ARPA Piemonte, monitorerà e valuterà gli effetti delle misure adottate.

I risultati raccolti saranno utilizzati per definire nuovi indirizzi e criteri utili all’aggiornamento della zonizzazione del territorio regionale, anche in vista dell’attuazione della nuova direttiva europea sulla qualità dell’aria.

In discussione generale Silvio Magliano (Lista Cirio) ha sottolineato che questo provvedimento servirà a mantenere i territori boschivi e agricoli più puliti. Una corretta gestione dei residui vegetali contribuisce infatti a prevenire situazioni di degrado e criticità ambientali. Critiche invece le opposizioni, Alice Ravinale(Avs) e Mauro Calderoni (Pd) hanno affermato che se si vuole migliorare la qualità dell’ aria non si può andare avanti a deroghe, ma bisogna affrontare il problema nel suo complesso con misure strutturali, a cominciare dal potenziamento del trasporto pubblico.

Approvato anche un ordine del giorno n.691, primo firmatario Claudio Sacchetto (FdI), che impegna la Giunta a inserire nella sperimentazione anche i pochi Comuni esclusi perché non immediatamente confinanti con la zona IT0121 ma assimilabili per continuità territoriale e morfologia.