Usava Fuel Card clonate per ottenere mille litri di carburante: arrestato

Un rifornimento anomalo, una cisterna da circa mille litri e una serie di carte elettroniche contraffatte. È da questi elementi che la Squadra Mobile di Torino ha ricostruito un sistema organizzato per sottrarre carburante e rivenderlo. Al termine dell’indagine, la polizia ha arrestato un cittadino di origini romene, ritenuto il principale responsabile della clonazione delle Fuel Card.

L’attività investigativa è stata avviata dopo una comunicazione trasmessa dalla Squadra Mobile di Bari alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torino. Al centro della segnalazione c’era l’utilizzo fraudolento di alcune Fuel Card in dotazione alla Polizia di Stato. A far scattare gli accertamenti era stata la denuncia presentata dal IX Reparto Mobile di Bari. Il reparto aveva rilevato rifornimenti non riconducibili ai veicoli istituzionali, indicando date, orari e distributori coinvolti.

Gli investigatori hanno analizzato i rifornimenti e visionato le immagini delle telecamere di sicurezza dei distributori. Dai filmati è emerso che, attraverso l’uso di Fuel Card clonate, alcune persone avevano riempito una cisterna con circa mille litri di carburante. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il combustibile sarebbe stato poi rivenduto. Il confronto tra le immagini e i dati del traffico telefonico ha permesso di identificare due cittadini romeni. Sarebbero loro gli utilizzatori delle carte contraffatte. Altri due cittadini rumeni sono stati invece individuati come presunti acquirenti del carburante.

L’arresto è avvenuto durante le perquisizioni nei confronti di quattro persone coinvolte nell’indagine. A casa di uno degli indagati, gli agenti hanno trovato strumenti per clonare le carte elettroniche e 30 Fuel Card contraffatte. Per gli investigatori, il materiale sequestrato confermerebbe il ruolo centrale dell’uomo nel sistema. Il cittadino romeno è stato arrestato per indebito utilizzo e falsificazione di strumenti di pagamento diversi dal contante. È stato inoltre denunciato a piede libero per la detenzione, la diffusione e l’installazione di apparecchiature e altri strumenti in grado di consentire l’accesso a sistemi informatici e telematici.

L’operazione ha consentito di ricostruire i diversi ruoli all’interno del presunto meccanismo fraudolento: dagli utilizzatori delle carte agli acquirenti del carburante, fino alla persona ritenuta responsabile della loro clonazione. L’intervento ha inoltre interrotto il flusso di carburante destinato alla rivendita e portato al sequestro delle apparecchiature utilizzate.

Il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari.

VI.G

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