CRONACA- Pagina 8

A tu per tu con la pronipote di Juliette Colbert de Maulévrier Falletti di Barolo

 

Domenica 30 agosto 2026 il Comune di Villafalletto (CN), in collaborazione con il Comitato per la
tutela del patrimonio e delle tradizioni piemontesi dell’Associazione Internazionale Regina Elena
Odv, ha organizzato una commemorazione del suo secolare legame con i Falletti, risalente al 1332 e
della Venerabile Juliette Colbert de Maulévrier Falletti di Barolo.
In quell’occasione il giornalista Andrea Carnino ha intervistato per Il Torinese.it Marie-Laurence
Deberghe, pronipote di Juliette.

AC: Marie-Laurence Deberghe, qual è il suo legame di parentela con la Venerabile Juliette
Colbert de Maulévrier Falletti di Barolo?
Io discendo alla quinta generazione dal suo fratellastro René (1813-1891), nato dalla seconda
unione di suo padre con Pauline Henriette Leclerc de Juigne.
Edouard, Marchese di Maulévrier (1754-1839) il papà di Juliette, rimasto vedovo di Anne Marie de
Quengo de Crenolle, uccisa nello Sterminio dei Vandeani del 1793, nel 1812 si risposò con la
sopraccitata Pauline (1778-1861) e dalla loro unione nacque René. Quest’ultimo da Marie Eléonore
de Durfort Civrac de Lorge ebbe Margherita Maria, che era la mia trisavola.

AC: Dove vive attualmente?
Ad Aix-en-Provence.

AC: torna spesso in Piemonte, nelle terre dei Venerabili Carlo Tancredi e Giulia di Barolo?
Ritorno spesso perché mi piace il Piemonte e adoro visitare i paesi legati alla memoria della mia
prozia.

AC: si reca quindi spesso a Barolo e Serralunga d’Alba?
Vado a Barolo e Serralunga ogni 2-3 anni, principalmente a fine settembre. Amo far visitare ai miei
cugini questi splendidi luoghi e le Langhe in generale. Li porto anche a Torino a visitare Palazzo
Barolo e a Saluzzo nella casa-museo dove il 25 giugno 1789 nacque Silvio Pellico. Lo scrittore non
è molto conosciuto in Francia e per questo mi sono impegnata a far scoprire ai miei amici e parenti
la sua figura e il profondo legame che ha avuto con Giulia di Barolo.

AC: come ha conosciuto il Conte di Villafalletto?
Mentre stavo facendo un corso di pittura con acquerelli ad Aix-en-Provence ho conosciuto una
signora di Parigi che aveva un’amica, Daniela, che vive in Piemonte, a Villafalletto. Daniela mi ha
presentato il Conte Paolo Sismondo, poi deceduto nel 2022 (Paolo Sismondo era il padre
dell’attuale Conte Corrado di Villafalletto). Lui mi ha ricevuta a Palazzo Falletti e mi ha raccontato
la storia della sua famiglia. Da allora è nato il nostro legame, che continua con i figli e i suoi
numerosi parenti.

AC: è mai stata al Castello dei Colbert a Maulévrier, dove il 27 giugno 1785 nacque la sua
prozia Juliette?
Ci sono stata diverse volte. Il maniero venne venduto dal mio bisnonno all’inizio del XX secolo ed
oggi è un hotel di lusso, dove spesso alloggiano i miei cugini, i quali lo utilizzano come base per
scoprire i luoghi dove vissero i loro antenati.

27 settembre, confermata la manifestazione NO alla Violenza e SI alla TAV

Igor Boni, Silvia Manzi, Mino Giachino SITAV SILAVORO, Stefano Giordano, Samuele Moccia, Cristina Peddis, Oreste Gallo alla riunione tenutasi nel pomeriggio nella sede della Associazione Adelaide Aglietta a Torino, che ha confermato la Manifestazione NO alla Violenza e SI alla TAV. Si  terrà domenica 27 settembre alle ore 11 in piazza Palazzo di Città, visto che, osservano i promotori,  piazza Castello sarà occupata da Terra Madre.

Notti torinesi, mobilità su misura: riparte il servizio a chiamata Star Plus

 

Da venerdì 4 settembre torna a Torino il servizio di trasporto a chiamata Star Plus, che per il secondo anno consecutivo integra la rete del trasporto pubblico notturno del capoluogo piemontese. L’iniziativa, frutto della collaborazione tra Città di Torino, GTT e We Technologies, mette in strada tre navette elettriche pensate per rispondere in modo flessibile alla domanda di mobilità nelle ore in cui le linee tradizionali diradano le loro corse.

Il funzionamento del servizio si allontana dal classico schema di percorsi e orari fissi. Attraverso l’app Wetaxi, gli utenti possono prenotare la propria corsa indicando semplicemente la fermata GTT di partenza e quella di destinazione, acquistando direttamente il biglietto dallo smartphone. A quel punto entra in gioco l’algoritmo, che nel giro di pochi istanti analizza le richieste in arrivo e individua i passeggeri diretti verso la stessa zona della città, costruendo così percorsi dinamici e realmente calibrati sulla domanda reale.

Il meccanismo alla base di Star Plus premia la condivisione del viaggio: quanti più utenti si trovano a percorrere insieme lo stesso tragitto, tanto più si riduce la tariffa individuale. Un sistema che punta a rendere economicamente conveniente la scelta di condividere la corsa con altri passeggeri, in un’ottica di razionalizzazione degli spostamenti notturni e di maggiore efficienza del servizio.

Il progetto si inserisce nel quadro delle iniziative ToMove dedicate alla mobilità urbana e va ad affiancarsi alla rete di trasporto notturno già esistente, senza sostituirla. Le tre navette saranno operative ogni venerdì e sabato notte, dalle 23:00 alle 5:00 del mattino, con un servizio esteso anche in occasione di eventi speciali in città. Questa offerta si affianca a quella dei bus Night Buster, che manterranno la configurazione estiva fino al 12 settembre, per poi passare all’assetto invernale.

Per chi non conosce ancora il servizio, il consiglio è di scaricare l’app Wetaxi nei prossimi giorni, così da familiarizzare con le sue funzionalità e arrivare pronti all’appuntamento di venerdì 4 settembre, quando Star Plus tornerà ufficialmente a muovere le notti torinesi.

TorinoClick

Scontro tra auto e bici, muore ciclista

Questa mattina e’ morto per le gravi ferite riportate un ciclista di 60 anni, rimasto coinvolto in uno scontro con un’auto a Pralormo. Sono intervenuti il 118 di Azienda Zero e i soccorritori per le operazioni di emergenza. La dinamica del sinistro è in via di accertamento.

Patrimonio diffuso, Chiarelli: “La Regione sostiene gli Ecomusei”

L’assessore alla Cultura: «Presìdi vivi della nostra identità, capaci di trasformare memoria e tradizioni in cultura. Sostenerli significa investire nei territori e, allo stesso tempo, sulla loro capacità di costruire futuro».

 

Dalla Regione Piemonte quasi 450 mila euro per sostenere le attività degli Ecomusei regionali, una rete di 25 realtà diffuse sul territorio regionale che custodiscono e valorizzano il patrimonio culturale, ambientale e identitario delle comunità.  È stato approvato il nuovo Avviso pubblico per il sostegno delle attività degli Ecomusei per l’anno 2026, con una dotazione complessiva di quasi 450mila euro. Il Sistema regionale degli Ecomusei è costituito oggi da 25 ecomusei, rappresentativi di realtà culturali, sociali, economiche e ambientali differenti, ma accomunati dall’obiettivo di valorizzare la storia, le tradizioni e il patrimonio dei territori attraverso il coinvolgimento diretto delle comunità locali.

«Gli ecomusei rappresentano una delle espressioni più autentiche del nostro patrimonio culturale diffuso – dichiara l’assessore alla Cultura della Regione Piemonte Marina Chiarelli –. Non sono semplicemente luoghi nei quali conservare la memoria, ma presìdi vivi, capaci di mettere in relazione persone, paesaggio, tradizioni, saperi e nuove generazioni. Sostenerli significa investire sull’identità dei nostri territori e, allo stesso tempo, sulla loro capacità di costruire futuro. Per questo motivo la Regione Piemonte continua a investire nei territori. La cultura non è qualcosa di accessorio, ma una leva strategica di sviluppo. Il Piemonte è fatto di grandi istituzioni culturali, ma anche di borghi, paesaggi, tradizioni, che rappresentano un patrimonio straordinario. Il nostro compito è dare a questa ricchezza gli strumenti per crescere, essere conosciuta e generare opportunità».

L’obiettivo del bando, infatti, è sostenere programmi di attività capaci di contribuire allo sviluppo dei territori in una logica di sostenibilità ambientale, economica e sociale, attraverso il coinvolgimento delle realtà locali e promuovendo la partecipazione diretta delle comunità, delle istituzioni culturali e scolastiche e delle associazioni nei processi di valorizzazione e fruizione del patrimonio culturale materiale e immateriale. Particolare rilevanza sarà attribuita ai programmi caratterizzati da un approccio interdisciplinare, in grado di mettere in relazione cultura, ambiente, educazione, formazione e inclusione sociale, insieme ad agricoltura, turismo, pianificazione e cura del paesaggio, con l’obiettivo di contribuire al miglioramento della qualità della vita nei territori.

«La forza del Piemonte risiede anche nel suo straordinario patrimonio diffuso. Vogliamo che cultura e bellezza siano sempre più strumenti di crescita, partecipazione e occasioni per creare nuove connessioni tra i territori. Gli ecomusei hanno una caratteristica preziosa: nascono e vivono insieme alle comunità. È questa capacità di fare rete che intendiamo valorizzare, perché la cultura può diventare un vero motore di sviluppo locale, attrattività e coesione sociale» conclude l’assessore Chiarelli.

Possono presentare domanda i soggetti gestori pubblici, tra cui enti locali in forma singola o associata, enti di gestione delle aree protette ed ex Province, e i soggetti gestori privati, ovvero associazioni e fondazioni culturali senza scopo di lucro, degli ecomusei riconosciuti interessati dall’Avviso. Ogni programma di attività dovrà avere un costo complessivo non inferiore a 6 mila euro. Il contributo richiesto dovrà essere compreso tra un minimo di 3 mila euro e un massimo di 50 mila euro.

Le iniziative inserite nei programmi dovranno essere realizzate nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026. Sono ammesse esclusivamente spese correnti direttamente riconducibili alle attività previste, mentre non sono finanziabili spese di investimento. Le domande potranno essere presentate fino al 5 ottobre 2026 compreso, utilizzando la modulistica predisposta dalla Regione Piemonte e trasmettendo l’istanza esclusivamente tramite Posta elettronica certificata.

L’avviso è visionabile al sito www.bandi.regione.piemonte.it/contributi-finanziamenti/ecomusei-bando-2026

80 anni della Federazione provinciale di Torino ANCR

In occasione dell’ottantesimo anniversario della sua fondazione, la Federazione Provinciale di Torino dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci (ANCR) promuove un ciclo di celebrazioni istituzionali all’insegna del motto “Il dovere del Ricordo, l’impegno per la Pace”, con l’obiettivo di rendere omaggio alla memoria di tutti i caduti in guerra e nelle missioni di pace e di rinnovare il legame profondo tra memoria storica e responsabilità civile.
A sottolineare il valore sociale e civile di questo traguardo è intervenuto il vicesindaco della Città metropolitana di Torino, Jacopo Suppo, che ha espresso la gratitudine dell’Ente verso una realtà che da decenni custodisce e tramanda una parte fondamentale della nostra memoria collettiva. Il Vicesindaco ha evidenziato come l’ANCR continui a svolgere un prezioso ruolo educativo rivolgendosi alle nuove generazioni con un messaggio che unisce la conoscenza della storia, il senso delle istituzioni e la responsabilità verso il futuro, ricordando che celebrare questo ottantesimo anniversario significa rinnovare l’impegno a preservare la memoria del Novecento affinché dal ricordo dei sacrifici e delle sofferenze della guerra possano nascere consapevolezza, dialogo e una cultura di pace sempre più solida.
Le commemorazioni prenderanno il via sabato 5 settembre in piazza Castello, presso il monumento al Duca d’Aosta, a partire dalle 9,30, con il ritrovo dei partecipanti e lo schieramento dei gonfaloni, dei labari e delle bandiere associative. Alle 10,15 avranno luogo gli onori ai caduti con la deposizione della corona d’alloro, la benedizione, la preghiera dei combattenti e reduci e il silenzio d’ordinanza, a cui seguiranno le allocuzioni delle autorità civili e militari e le conclusioni del presidente nazionale dell’ANCR, Antonio Landi. Successivamente, alle 11,15, il corteo si muoverà verso la chiesa di San Lorenzo per la celebrazione della Santa Messa, per poi concludere la mattinata con il pranzo sociale delle 12,30. I momenti celebrativi proseguiranno poi giovedì 10 settembre al Polo del ‘900, in piazzetta Franco Antonicelli, dove alle 17,30 si terrà il convegno intitolato “80 anni di memoria e impegno civile”.

San Donato, furto notturno su un’auto: fermato un 42enne

Un colpo rapido, sotto casa: allarme che suona, un uomo che si infila in un’auto e se ne va con il bottino. A San Donato, la segnalazione di un residente ha portato la Squadra Volante a trovare e arrestare un 42enne.

Sul veicolo gli agenti dell’U.P.G.eS.P. hanno trovato il deflettore rotto e l’abitacolo sottosopra. Grazie alla descrizione del testimone la Volante ha rintracciato l’uomo, originario della Guinea‑Bissau; durante la perquisizione gli agenti hanno recuperato la refurtiva, poi restituita alla proprietaria. È stato arrestato per furto aggravato in concorso; la persona che avrebbe fatto da palo non è stata identificata.

Il caso è ancora in fase d’indagine: l’uomo resta indagato, non colpevole fino a sentenza definitiva.

VI.G

La Regione: più ore nei nidi comunali, senza costi aggiuntivi

NIDI, PIÙ ORE PER LE FAMIGLIE SENZA AUMENTI IN TARIFFA: DALLA REGIONE 1,48 MILIONI DI EURO, GLI IMPORTI COMUNE PER COMUNE

Finanziati progetti in 77 Comuni piemontesi: l’elenco delle risorse distribuite per provincia. Cameroni: «Un aiuto concreto per conciliare meglio lavoro e famiglia»

Più ore di apertura dei nidi comunali, senza costi aggiuntivi per le famiglie. La Regione Piemonte investe 1,48 milioni di euro di risorse del Fondo Sociale Europeo per ampliare i servizi all’infanzia già a partire dall’anno educativo 2026-2027.

Sono 77 i Comuni finanziati e 78 i progetti che consentiranno di offrire alle famiglie un servizio più flessibile e più vicino alle esigenze della vita quotidiana. I Comuni potranno scegliere, sulla base delle necessità del proprio territorio, se prolungare l’orario settimanale, aggiungere l’apertura del sabato mattina oppure garantire il servizio durante le vacanze natalizie e le altre pause didattiche, nei limiti previsti dal bando. L’ampliamento non comporterà aumenti delle tariffe per le famiglie né costi aggiuntivi per i Comuni.

«Chi ha figli piccoli sa bene quanto sia importante poter contare su un nido con orari capaci di adattarsi alle esigenze di ogni giorno. Per questo abbiamo scelto di investire 1,48 milioni di euro per permettere ai Comuni di tenere aperti i nidi più a lungo, senza chiedere alle famiglie di pagare di più» dichiara l’assessore regionale all’Istruzione e Merito Daniela Cameroni.

«Dietro questa misura ci sono esigenze molto concrete: un genitore che esce più tardi dal lavoro, una famiglia che ha bisogno del servizio durante le vacanze o, semplicemente, la necessità di conciliare meglio lavoro e figli. È qui che vogliamo dare una mano. Allo stesso tempo sosteniamo i Comuni, soprattutto quelli più piccoli, perché mantenere un nido e offrire servizi di qualità aiuta le famiglie a scegliere di restare e costruire lì il proprio futuro. È una misura semplice, ma che può incidere davvero sulla vita di tutti i giorni» conclude Cameroni.

La misura, avviata per la prima volta nell’anno educativo 2021-2022, punta infatti a rendere più semplice la conciliazione tra tempi di vita e di lavoro e, allo stesso tempo, a rafforzare la presenza dei servizi per l’infanzia sul territorio. Un sostegno che assume un valore particolare nei centri più piccoli, dove mantenere e potenziare un servizio come il nido contribuisce anche all’attrattività del territorio per le giovani famiglie e al contrasto dello spopolamento.

LA DIFFUSIONE SUL TERRITORIO

Per l’anno educativo 2026-2027 sono 21 i Comuni della Città metropolitana di Torino che hanno aderito alla misura, 12 nella provincia di Alessandria, 11 nel Cuneese, 11 nel Novarese e 10 nell’Astigiano. Completano il quadro 6 Comuni della provincia di Biella, 4 del Vercellese e 2 del Verbano Cusio-Ossola.

LE RISORSE DISTRIBUITE PER PROVINCIA

Alessandria: 193.522 euro
Asti: 231.357 euro
Biella: 100.464 euro
Cuneo: 290.283 euro
Novara: 141.036 euro
Torino: 376.740 euro
Verbano Cusio-Ossola: 35.742 euro
Vercelli: 111.895 euro

La misura si inserisce in un percorso che negli ultimi anni ha assunto dimensioni sempre più significative. Dal 2021 al 2026 la Regione Piemonte ha destinato complessivamente circa 9 milioni di euro all’ampliamento degli orari dei servizi per l’infanzia, coinvolgendo circa 3.000 bambini.

Nel complesso sono stati più di 350 i Comuni piemontesi destinatari dei contributi e circa 430 i plessi interessati, a conferma di una misura ormai diffusa sull’intero territorio regionale e capace di rispondere a un bisogno concreto delle famiglie.

Piemonte, nuova strategia contro gli incendi: interventi diretti nei boschi a rischio

La Regione Piemonte amplia gli strumenti per la tutela del patrimonio forestale e per il contrasto ai grandi incendi. La Giunta ha aggiornato le Linee Guida per la predisposizione dei Piani di Prevenzione AIB Territoriale (PPT), introducendo nuove modalità di intervento e aprendo alla possibilità di valorizzare le attività di prevenzione anche attraverso la produzione di crediti ambientali.

L’aggiornamento si inserisce nel quadro del Piano regionale antincendio boschivi 2026-2030 e punta soprattutto a rafforzare la gestione diretta delle aree forestali considerate maggiormente esposte al rischio. La strategia è quella di intervenire prima dell’emergenza, attraverso opere e attività in grado di ridurre la probabilità che un incendio assuma dimensioni e intensità tali da renderne particolarmente complesso lo spegnimento.

Con le nuove disposizioni la Regione potrà operare attraverso intese con Comuni, altri enti locali e proprietari dei terreni, ma anche ricorrere a interventi sostitutivi nei casi di boschi abbandonati o privi di una gestione effettiva. Per realizzare le opere di prevenzione potranno essere utilizzate le squadre regionali degli operai forestali oppure potranno essere coinvolte imprese specializzate, consorzi e cooperative del settore.

Una delle principali novità riguarda il collegamento tra prevenzione degli incendi e crediti ambientali. Gli interventi selvicolturali effettuati nelle zone a maggiore rischio possono infatti contribuire a evitare le emissioni di anidride carbonica che si produrrebbero in caso di incendio. Questo beneficio ambientale potrà essere quantificato e, nel rispetto della normativa nazionale, trasformato in crediti riconosciuti.

La Regione dovrà ora mettere a punto le modalità con cui calcolare e certificare i crediti prodotti dagli interventi previsti dai Piani territoriali. Il meccanismo potrebbe inoltre creare un circuito di autofinanziamento: le risorse ottenute dalla valorizzazione dei crediti potranno essere destinate a nuovi interventi di prevenzione, contribuendo nel tempo a sostenere economicamente la gestione e la protezione delle foreste piemontesi.

La prevenzione attraverso la gestione forestale costituisce una strategia di contrasto ai grandi incendi boschivi indispensabile a fronte del cambiamento climatico che ridurrà l’efficacia di un approccio reattivo ed emergenziale. Con l’aggiornamento delle Linee Guida la Regione estende le modalità con cui intervenire direttamente sul territorio per garantire interventi di prevenzione – dichiara l’assessore alle Foreste della Regione Piemonte Marco Gallole Linee Guida prevedono anche di introdurre un sistema di valorizzazione dei crediti ambientali che riconosca la riduzione dell’emissione di C0 2 connessa agli incendi boschivi grazie alla prevenzione. La gestione del patrimonio forestale si conferma una delle priorità della Regione Piemonte per garantire la tutela dell’ambiente, la sicurezza dei cittadini e il futuro delle comunità locali”.

Aggiornare il Piano di prevenzione e gli strumenti che ne consentono l’attuazione è fondamentale per avere indicazioni chiare, moderne ed efficaci, capaci di tradurre la prevenzione in interventi concreti sul territorio. Ma accanto agli strumenti ci sono le persone: uomini e donne che ogni giorno rendono operative queste strategie, a partire dal Corpo AIB Piemonte, componente fondamentale del nostro sistema regionale. – dichiara l’assessore alla Protezione civile della Regione Piemonte Marco GabusiQuesta è anche l’occasione per ringraziare tutti coloro che, in un’estate particolarmente impegnativa, hanno garantito un enorme sforzo a tutela dei nostri territori e delle nostre comunità: Vigili del Fuoco, volontari AIB, Protezione civile, Soccorso alpino ed enti locali. La prevenzione è efficace quando programmazione, competenze e capacità operative lavorano insieme, facendo sistema”.

Coldiretti Piemonte, richiesta Tavolo Verde in Regione

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 Per adottare urgentemente ogni azione al fine di evitare ulteriori penalizzazioni per l’emergenza siccità

“Con l’emergenza siccità, che prosegue, è necessario adottare tutte le misure che consentono di salvaguardare le realtà produttive anche attraverso provvedimenti straordinari”. È quanto afferma Coldiretti Piemonte, che ha chiesto la convocazione del Tavolo Verde tramite una specifica lettera all’assessore all’Agricoltura Paolo Bongioanni.

“Sono già significativi i danni alle produzioni di quest’annata, situazioni che ovviamente si riflette sul reddito delle imprese e sulla tenuta di importanti settori produttivi regionali – hanno fatto notare Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale – il fondo AgriCat è solo il primo tassello attraverso il quale attivare una rete di effettivo supporto al tessuto imprenditoriale piemontese. Poiché l’emergenza in atto rischia di generare ulteriori ripercussioni nelle varie realtà produttive, è urgente, come già richiesto, adottare ogni provvedimento possibile, che consenta di giungere al riconoscimento dello stato di calamità naturale. Al fine di approfondire i diversi aspetti connessi con lo stato di emergenza in atto, e fornire agli operatori del settore puntuali indicazioni, e urgentemente la Regione convochi, come abbiamo sollecitato, un Tavolo Verde. Ribadiamo, come già più volte fatto, che resta necessario lavorare con una programmazione e pianificazione per ammodernare una rete idrica che disperde una quantità inaccettabile di acqua, al fine di incrementare la capacità di stoccaggio e non arrivare sempre ad operare in emergenza”.

M.M.