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La Regione: più ore nei nidi comunali, senza costi aggiuntivi

NIDI, PIÙ ORE PER LE FAMIGLIE SENZA AUMENTI IN TARIFFA: DALLA REGIONE 1,48 MILIONI DI EURO, GLI IMPORTI COMUNE PER COMUNE

Finanziati progetti in 77 Comuni piemontesi: l’elenco delle risorse distribuite per provincia. Cameroni: «Un aiuto concreto per conciliare meglio lavoro e famiglia»

Più ore di apertura dei nidi comunali, senza costi aggiuntivi per le famiglie. La Regione Piemonte investe 1,48 milioni di euro di risorse del Fondo Sociale Europeo per ampliare i servizi all’infanzia già a partire dall’anno educativo 2026-2027.

Sono 77 i Comuni finanziati e 78 i progetti che consentiranno di offrire alle famiglie un servizio più flessibile e più vicino alle esigenze della vita quotidiana. I Comuni potranno scegliere, sulla base delle necessità del proprio territorio, se prolungare l’orario settimanale, aggiungere l’apertura del sabato mattina oppure garantire il servizio durante le vacanze natalizie e le altre pause didattiche, nei limiti previsti dal bando. L’ampliamento non comporterà aumenti delle tariffe per le famiglie né costi aggiuntivi per i Comuni.

«Chi ha figli piccoli sa bene quanto sia importante poter contare su un nido con orari capaci di adattarsi alle esigenze di ogni giorno. Per questo abbiamo scelto di investire 1,48 milioni di euro per permettere ai Comuni di tenere aperti i nidi più a lungo, senza chiedere alle famiglie di pagare di più» dichiara l’assessore regionale all’Istruzione e Merito Daniela Cameroni.

«Dietro questa misura ci sono esigenze molto concrete: un genitore che esce più tardi dal lavoro, una famiglia che ha bisogno del servizio durante le vacanze o, semplicemente, la necessità di conciliare meglio lavoro e figli. È qui che vogliamo dare una mano. Allo stesso tempo sosteniamo i Comuni, soprattutto quelli più piccoli, perché mantenere un nido e offrire servizi di qualità aiuta le famiglie a scegliere di restare e costruire lì il proprio futuro. È una misura semplice, ma che può incidere davvero sulla vita di tutti i giorni» conclude Cameroni.

La misura, avviata per la prima volta nell’anno educativo 2021-2022, punta infatti a rendere più semplice la conciliazione tra tempi di vita e di lavoro e, allo stesso tempo, a rafforzare la presenza dei servizi per l’infanzia sul territorio. Un sostegno che assume un valore particolare nei centri più piccoli, dove mantenere e potenziare un servizio come il nido contribuisce anche all’attrattività del territorio per le giovani famiglie e al contrasto dello spopolamento.

LA DIFFUSIONE SUL TERRITORIO

Per l’anno educativo 2026-2027 sono 21 i Comuni della Città metropolitana di Torino che hanno aderito alla misura, 12 nella provincia di Alessandria, 11 nel Cuneese, 11 nel Novarese e 10 nell’Astigiano. Completano il quadro 6 Comuni della provincia di Biella, 4 del Vercellese e 2 del Verbano Cusio-Ossola.

LE RISORSE DISTRIBUITE PER PROVINCIA

Alessandria: 193.522 euro
Asti: 231.357 euro
Biella: 100.464 euro
Cuneo: 290.283 euro
Novara: 141.036 euro
Torino: 376.740 euro
Verbano Cusio-Ossola: 35.742 euro
Vercelli: 111.895 euro

La misura si inserisce in un percorso che negli ultimi anni ha assunto dimensioni sempre più significative. Dal 2021 al 2026 la Regione Piemonte ha destinato complessivamente circa 9 milioni di euro all’ampliamento degli orari dei servizi per l’infanzia, coinvolgendo circa 3.000 bambini.

Nel complesso sono stati più di 350 i Comuni piemontesi destinatari dei contributi e circa 430 i plessi interessati, a conferma di una misura ormai diffusa sull’intero territorio regionale e capace di rispondere a un bisogno concreto delle famiglie.

Piemonte, nuova strategia contro gli incendi: interventi diretti nei boschi a rischio

La Regione Piemonte amplia gli strumenti per la tutela del patrimonio forestale e per il contrasto ai grandi incendi. La Giunta ha aggiornato le Linee Guida per la predisposizione dei Piani di Prevenzione AIB Territoriale (PPT), introducendo nuove modalità di intervento e aprendo alla possibilità di valorizzare le attività di prevenzione anche attraverso la produzione di crediti ambientali.

L’aggiornamento si inserisce nel quadro del Piano regionale antincendio boschivi 2026-2030 e punta soprattutto a rafforzare la gestione diretta delle aree forestali considerate maggiormente esposte al rischio. La strategia è quella di intervenire prima dell’emergenza, attraverso opere e attività in grado di ridurre la probabilità che un incendio assuma dimensioni e intensità tali da renderne particolarmente complesso lo spegnimento.

Con le nuove disposizioni la Regione potrà operare attraverso intese con Comuni, altri enti locali e proprietari dei terreni, ma anche ricorrere a interventi sostitutivi nei casi di boschi abbandonati o privi di una gestione effettiva. Per realizzare le opere di prevenzione potranno essere utilizzate le squadre regionali degli operai forestali oppure potranno essere coinvolte imprese specializzate, consorzi e cooperative del settore.

Una delle principali novità riguarda il collegamento tra prevenzione degli incendi e crediti ambientali. Gli interventi selvicolturali effettuati nelle zone a maggiore rischio possono infatti contribuire a evitare le emissioni di anidride carbonica che si produrrebbero in caso di incendio. Questo beneficio ambientale potrà essere quantificato e, nel rispetto della normativa nazionale, trasformato in crediti riconosciuti.

La Regione dovrà ora mettere a punto le modalità con cui calcolare e certificare i crediti prodotti dagli interventi previsti dai Piani territoriali. Il meccanismo potrebbe inoltre creare un circuito di autofinanziamento: le risorse ottenute dalla valorizzazione dei crediti potranno essere destinate a nuovi interventi di prevenzione, contribuendo nel tempo a sostenere economicamente la gestione e la protezione delle foreste piemontesi.

La prevenzione attraverso la gestione forestale costituisce una strategia di contrasto ai grandi incendi boschivi indispensabile a fronte del cambiamento climatico che ridurrà l’efficacia di un approccio reattivo ed emergenziale. Con l’aggiornamento delle Linee Guida la Regione estende le modalità con cui intervenire direttamente sul territorio per garantire interventi di prevenzione – dichiara l’assessore alle Foreste della Regione Piemonte Marco Gallole Linee Guida prevedono anche di introdurre un sistema di valorizzazione dei crediti ambientali che riconosca la riduzione dell’emissione di C0 2 connessa agli incendi boschivi grazie alla prevenzione. La gestione del patrimonio forestale si conferma una delle priorità della Regione Piemonte per garantire la tutela dell’ambiente, la sicurezza dei cittadini e il futuro delle comunità locali”.

Aggiornare il Piano di prevenzione e gli strumenti che ne consentono l’attuazione è fondamentale per avere indicazioni chiare, moderne ed efficaci, capaci di tradurre la prevenzione in interventi concreti sul territorio. Ma accanto agli strumenti ci sono le persone: uomini e donne che ogni giorno rendono operative queste strategie, a partire dal Corpo AIB Piemonte, componente fondamentale del nostro sistema regionale. – dichiara l’assessore alla Protezione civile della Regione Piemonte Marco GabusiQuesta è anche l’occasione per ringraziare tutti coloro che, in un’estate particolarmente impegnativa, hanno garantito un enorme sforzo a tutela dei nostri territori e delle nostre comunità: Vigili del Fuoco, volontari AIB, Protezione civile, Soccorso alpino ed enti locali. La prevenzione è efficace quando programmazione, competenze e capacità operative lavorano insieme, facendo sistema”.

Coldiretti Piemonte, richiesta Tavolo Verde in Regione

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 Per adottare urgentemente ogni azione al fine di evitare ulteriori penalizzazioni per l’emergenza siccità

“Con l’emergenza siccità, che prosegue, è necessario adottare tutte le misure che consentono di salvaguardare le realtà produttive anche attraverso provvedimenti straordinari”. È quanto afferma Coldiretti Piemonte, che ha chiesto la convocazione del Tavolo Verde tramite una specifica lettera all’assessore all’Agricoltura Paolo Bongioanni.

“Sono già significativi i danni alle produzioni di quest’annata, situazioni che ovviamente si riflette sul reddito delle imprese e sulla tenuta di importanti settori produttivi regionali – hanno fatto notare Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale – il fondo AgriCat è solo il primo tassello attraverso il quale attivare una rete di effettivo supporto al tessuto imprenditoriale piemontese. Poiché l’emergenza in atto rischia di generare ulteriori ripercussioni nelle varie realtà produttive, è urgente, come già richiesto, adottare ogni provvedimento possibile, che consenta di giungere al riconoscimento dello stato di calamità naturale. Al fine di approfondire i diversi aspetti connessi con lo stato di emergenza in atto, e fornire agli operatori del settore puntuali indicazioni, e urgentemente la Regione convochi, come abbiamo sollecitato, un Tavolo Verde. Ribadiamo, come già più volte fatto, che resta necessario lavorare con una programmazione e pianificazione per ammodernare una rete idrica che disperde una quantità inaccettabile di acqua, al fine di incrementare la capacità di stoccaggio e non arrivare sempre ad operare in emergenza”.

M.M.

Scooter contro auto in piazza Giacomini

Questa sera in piazza Carlo Giacomini nel quartiere Nizza Millefonti a Torino uno scooter e un’auto si sono scontrati. Non ci sarebbero feriti. Sul posto il carro attrezzi in attesa della polizia municipale.  (Foto Mihai Bursuc)

Younes è arrivato a Torino: il bimbo ferito a Sharm El Sheikh ricoverato al Regina Margherita

Younes, il bambino di sei anni e mezzo rimasto gravemente ferito in un incidente avvenuto il 3 agosto durante una vacanza con la famiglia a Sharm El Sheikh, è rientrato in Italia nella serata di ieri. Il piccolo è stato trasferito all’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino, dove è ricoverato nel reparto di terapia intensiva. Le sue condizioni sono al momento stabilizzate.

Il rimpatrio è stato possibile grazie a una complessa operazione di coordinamento che ha coinvolto il Regina Margherita, i medici che hanno assistito il bambino in Egitto, Reale Foundation, Flying Angels Foundation, l’Asl TO4, l’Ambasciata d’Italia e il Consolato italiano in Egitto, oltre alle autorità sanitarie e ai professionisti impegnati nell’organizzazione del trasferimento.

Il viaggio è stato effettuato con un’aeroambulanza dedicata, autorizzata dopo che gli ultimi accertamenti clinici avevano confermato la possibilità di affrontare il trasferimento. A bordo, oltre al medico responsabile del trasporto, erano presenti due specialisti dell’équipe coordinata dalla dottoressa Simona Quaglia del Regina Margherita, per garantire la continuità dell’assistenza durante il volo.

Con l’arrivo a Torino si apre ora la fase delle cure presso il principale ospedale pediatrico del Piemonte. L’équipe multidisciplinare, che aveva già seguito da remoto l’evoluzione clinica del bambino, aveva predisposto il percorso assistenziale prima ancora dell’atterraggio, consentendo una presa in carico immediata.

L’episodio conferma il ruolo del Regina Margherita come centro di riferimento per la pediatria ad alta specializzazione, capace di organizzare interventi complessi anche per pazienti provenienti dall’estero. Negli ultimi anni l’ospedale torinese ha accolto numerosi bambini arrivati da aree di crisi e di guerra, dall’Ucraina alla Striscia di Gaza, attivando rapidamente reti di assistenza sanitaria e sostegno alle famiglie.

Determinante, sul fronte organizzativo, è stato il lavoro di Flying Angels Foundation, organizzazione non profit specializzata nei voli salvavita pediatrici, che ha gestito le procedure logistiche e burocratiche necessarie affinché il trasferimento si svolgesse nelle condizioni di massima sicurezza.

«Il rientro di Younes in Italia è il risultato di uno straordinario lavoro squadra tra istituzioni, sanità, terzo settore e imprese: la dimostrazione, ancora una volta, che la collaborazione tra pubblico e privato è non solo possibile, ma capace di generare impatti positivi su larga scala. Il nostro pensiero adesso è per Younes e per la sua famiglia, con l’augurio che possa proseguire il percorso di cura con serenità», ha dichiarato Virginia Antonini, General Manager di Reale Foundation.

«Rendere possibile il trasferimento in aeroambulanza di un bambino in emergenza sanitaria, in qualunque parte del mondo si trovi, richiede tempestività e competenze per espletare efficacemente e rapidamente procedure molto complesse, sia dal punto di vista logistico che burocratico», ha spiegato Mauro Iguera, presidente di Flying Angels Foundation. «Siamo orgogliosi di aver potuto mettere la nostra esperienza a disposizione del piccolo Younes e diventare parte integrante della grande rete di solidarietà che si è stretta intorno a lui».

Per la professoressa Franca Fagioli, direttrice del Dipartimento di Patologia e Cura del Bambino del Regina Margherita, il trasferimento rappresenta il punto di partenza di un percorso assistenziale costruito con grande attenzione: «Siamo felici che Younes sia finalmente arrivato a Torino e che un trasferimento così delicato si sia concluso in sicurezza. La nostra équipe era pronta ad accoglierlo e a garantirgli fin dal suo arrivo tutte le competenze specialistiche necessarie. Da questo momento Younes è affidato alle nostre cure e faremo tutto ciò che è possibile per lui e per la sua famiglia».

Sulla stessa linea il direttore generale dell’ospedale, Adriano Leli, che ha sottolineato come «l’arrivo di Younes dimostra concretamente cosa significa essere un ospedale pediatrico di riferimento», evidenziando il lavoro svolto da tutti i professionisti coinvolti per consentire un rientro in sicurezza.

Anche le istituzioni regionali hanno espresso vicinanza al bambino e ai suoi familiari. «La collaborazione tra la sanità pubblica e le organizzazioni del terzo settore ha consentito di aiutare il piccolo Younes e la sua famiglia a rientrare in Italia dopo il grave incidente avvenuto a Sharm El Sheikh. Ora potrà proseguire il suo percorso di cura e l’augurio è che possa riprendersi presto e bene», hanno dichiarato il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e gli assessori Federico Riboldi e Gian Luca Vignale.

Il direttore generale dell’Asl TO4, Luigi Vercellino, ha ricordato il sostegno garantito alla famiglia fin dalle prime ore successive all’incidente: «Questa vicenda dimostra quanto sia fondamentale la sinergia tra sistema pubblico, filantropia d’impresa e terzo settore: quando si uniscono le forze, anche oltre i confini dei singoli ruoli istituzionali, si costruiscono risposte tempestive ed efficaci al servizio dei cittadini».

Anche Azienda Zero Piemonte, attraverso la Centrale Operativa 118 di Torino, ha contribuito alle fasi finali del rimpatrio, assicurando la continuità assistenziale dall’arrivo all’aeroporto di Caselle fino al trasferimento del bambino al Regina Margherita.

Venaria Reale, un secolo di Alpini

Presentato in conferenza stampa il programma delle celebrazioni:

tre giornate di appuntamenti dall’11 al 13 settembre.

Domenica la grande cerimonia con sfilata, deposizione delle corone,

Santa Messa e pranzo del Centenario

Un secolo di storia, memoria, solidarietà e presenza nella comunità. Il Gruppo Alpini di Venaria Reale celebra nel 2026 il proprio centenario con un programma di iniziative che si svilupperà dall’11 al 13 settembre e che avrà il suo momento centrale nella giornata di domenica 13 settembre.

Il programma delle celebrazioni è stato presentato venerdì 4 settembre nella Sala del Consiglio comunale di Venaria Reale. Erano presenti il Sindaco Fabio Giulivi, il Presidente del Consiglio comunale, Andrea Carlomagno, l’Assessore all’Associazionismo, Pamela Palumbo, il Vicepresidente ANA Torino, Filippo Giovannini e il Capo Gruppo ANA Venaria Reale, Vittorio Sabucco.

Dichiara Fabio Giulivi, Sindaco della Città di Venaria Reale: «Il Centenario del Gruppo Alpini di Venaria Reale rappresenta molto più di una ricorrenza: gli Alpini incarnano valori fondamentali come la forza d’animo, la capacità di essere presenti nei momenti difficili, la solidarietà concreta e il senso di responsabilità, valori che l’Associazione Nazionale Alpini custodisce e trasmette alle nuove generazioni. A nome dell’Amministrazione comunale e dell’intera Città di Venaria Reale, desidero ringraziare il Gruppo per la costante vicinanza alla comunità, per la collaborazione generosa e per l’esempio di civiltà e responsabilità che offre quotidianamente. Il Centenario sia occasione di festa, memoria e rinnovato impegno verso il futuro».

Il Centenario è anche l’occasione per ricordare la successione dei Capigruppo dalla fondazione a oggi: Giovanni Garbolino, Comm. Giuseppe Pettiti, Mario Borsello, Geom. Valentino Demarchi, Cav. Francesco Riva, Cav. Vincenzo Ardusso, Cav. Lino Druetta, Adriano Bona, Giorgio Lissona, Gennaro Sciascia, Giuseppe Zese, Luigi Sartin e Vittorio Sabucco, attuale Capo Gruppo.

Afferma Alessandro Trovant, Presidente ANA Torino: «Il Gruppo Alpini di Venaria Reale celebra cento anni di vita associativa, attività e benemerenze, iniziati nel 1926 con un gruppo di Alpini reduci dalla Grande Guerra. Il Gruppo è una realtà coesa e compatta, una risorsa preziosa per la comunità, come dimostrano gli interventi di solidarietà e volontariato, e una presenza costante nelle manifestazioni nazionali, sezionali e di gruppo, sempre accompagnata dal Gagliardetto. Particolare riconoscenza va alla memoria di quanti hanno sacrificato la propria vita per l’unità e la libertà della Patria. Sono certo che gli Alpini venariesi continueranno su questa strada, aiutando con disinteresse chi è in difficoltà e chi soffre, sotto la guida del Capo Gruppo Vittorio Sabucco, del quale riconosco serietà e capacità. A tutti rivolgo il più cordiale saluto e l’augurio di vivere questo importante anniversario in serenità e amicizia, insieme alle famiglie e agli amici».

La ricorrenza rappresenta un traguardo importante per il Gruppo, che ricorda e ringrazia i 35 Alpini che ne furono fondatori. Commenta Vittorio Sabucco, Capo Gruppo Alpini Venaria Reale: «Il Centenario del Gruppo Alpini di Venaria Reale, fondato presso l’albergo Vecchia Cernaia, è un traguardo che nasce dalla volontà e dall’impegno di generazioni di Alpini. È doveroso ricordare con riconoscenza i fondatori, gli Alpini caduti in battaglia e i nostri “veci”, che hanno trasmesso il valore e la fierezza dell’essere Alpini. In questi cento anni il Gruppo si è distinto per altruismo, solidarietà e presenza concreta nelle calamità, con un gesto particolarmente significativo nel 1987, quando donò un’ambulanza alla Croce Verde. Un ringraziamento va anche ai Capi Gruppo che mi hanno preceduto e che hanno saputo mantenere unita questa grande famiglia. Con questo spirito guardiamo al futuro: gli Alpini non si fermano. Vi aspettiamo numerosi domenica 13 settembre 2026 per celebrare insieme i nostri cento anni».

Le iniziative prenderanno il via venerdì 11 settembre alle ore 21 nella sede del Gruppo, in via IV Novembre 48, con ingresso da corso Papa Giovanni XXIII/corso Machiavelli (presso la rotonda dedicata agli Alpini), con un Concerto di Cori. Protagonisti saranno il Coro Tre Valli Città di Venaria Reale e il Coro Edelweiss – C.A.I. di Torino.

Sabato 12 settembre, sempre alle ore 21 presso la sede, è previsto il concerto del Corpo Musicale G. Verdi di Venaria Reale.

Domenica 13 settembre, Giornata del Centenario, sarà il fulcro delle celebrazioni.

Alle ore 8.30 è previsto il ritrovo in piazza Martiri della Libertà, presso il Palazzo Municipale, con la registrazione dei Gagliardetti e la colazione Alpina.

Alle ore 9.30 seguiranno lo schieramento, l’ingresso del Gonfalone della Sezione di Torino, l’Alzabandiera presso il pennone del Municipio e la deposizione della corona al Monumento del Municipio. Quindi, prenderà il via la sfilata in viale Buridani, con la posa di una corona al Monumento di Piazza Vittorio Veneto.

La sfilata proseguirà in viale Buridani e corso Papa Giovanni XXIII, per raggiungere il Monumento degli Alpini presso la rotonda della sede, dove è prevista la deposizione di una corona. Alle ore 11, presso la sede, sono previsti i saluti delle Autorità, a cui seguirà alle ore 11.30 la celebrazione della Santa Messa. Alle ore 13 è in programma il pranzo del Centenario, mentre alle ore 17, con l’Ammainabandiera, è prevista la conclusione della giornata.

Aggredisce la barista dopo il furto di due lattine e fugge sul tram: arrestato

Prima prende due lattine dal frigorifero di un bar senza pagare, poi sferra un pugno alla barista che prova a fermarlo. Scatta così la fuga, ma viene bloccato poco dopo dalla polizia. È successo nel centro di Torino, in un bar di via Cernaia. Tutto parte da una segnalazione alla Centrale Operativa per una rapina appena avvenuta nel locale. Secondo la ricostruzione, il giovane avrebbe preso due lattine dal frigorifero senza pagare. La barista lo segue fuori nel tentativo di fermarlo e, in piazza XVIII Dicembre, l’uomo la colpisce al volto con un pugno, facendola cadere a terra.

Da lì è partita la fuga, interrotta poco dopo da un agente della Polizia di Stato libero dal servizio e in forza al Commissariato Madonna di Campagna, che ha assistito alla scena e si è subito messo all’inseguimento. Il ragazzo ha raggiunto la fermata “Questura” ed è salito a bordo di un tram, ma il poliziotto, dopo essersi qualificato, ha fatto chiudere le porte del mezzo, bloccandolo fino all’arrivo della Volante dell’UPGSP.

Durante la perquisizione, nella tasca dei pantaloni è stato trovato un tagliaunghie con lima estraibile e punta già fuori, poi sequestrato perché ritenuto un oggetto atto ad offendere. Terminati gli atti, il 27enne è stato portato alle Camere di Sicurezza di San Paolo, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Il procedimento penale è nella fase delle indagini preliminari.

VI.G

Giustizia, Liberalità, Magnanimità e Abbondanza: cambiano posto le quattro statue monumentali di Palazzo Madama

Sono in corso i lavori di trasferimento delle quattro monumentali statue allegoriche del Buon Governo – Giustizia, Liberalità, Magnanimità e Abbondanza – nella Galleria Carlo Emanuele I di Palazzo Madama, dove troveranno la loro nuova collocazione definitiva. La Galleria, ancora interessata dai lavori di musealizzazione e allestimento, sarà aperta al pubblico al termine dell’intervento complessivo. La movimentazione rappresenta una nuova tappa del grande progetto di restauro e valorizzazione di Palazzo Madama, uno degli interventi più significativi realizzati sull’edificio nella sua storia recente, oltre che uno dei progetti qualificanti del Piano Strategico della Fondazione Torino Musei. Il progetto è promosso dalla Fondazione Torino Musei con il sostegno determinante della Fondazione CRT, storico e principale sostenitore privato di Palazzo Madama, che ha accompagnato e finanziato il grande intervento di restauro e consolidamento della facciata juvarriana. Un programma che supera la dimensione del restauro monumentale e interviene sui percorsi museali, sulla fruizione e sull’apertura di nuovi spazi, con l’obiettivo di restituire piena leggibilità agli oltre duemila anni di storia racchiusi nel Palazzo e rafforzarne il ruolo di Museo della Città. La collocazione delle statue nella Galleria Carlo Emanuele I costituisce uno degli interventi qualificanti di questo percorso. Il Piano Strategico ha infatti individuato nella valorizzazione degli spazi e nella rigenerazione dei percorsi di visita uno degli assi fondamentali per il rilancio di Palazzo Madama, con l’obiettivo di costruire una lettura unitaria dell’edificio e delle sue straordinarie stratificazioni storiche. In questa prospettiva, la Galleria è destinata a diventare uno spazio strategico del futuro percorso museale, capace di mettere in relazione le origini romane della città, l’evoluzione del Palazzo e la nascita della Torino capitale. Con il completamento dei lavori di musealizzazione e di allestimento, la Galleria sarà quindi restituita al pubblico come nuovo spazio del museo, integrando le sculture originali nel racconto storico e architettonico del Palazzo. “Lo spostamento delle quattro statue rappresenta una tappa particolarmente significativa nel più ampio percorso di trasformazione e valorizzazione in corso a Palazzo Madama. Con il Piano Strategico la Fondazione ha deciso di investire su questo straordinario patrimonio simbolo della Città, non soltanto per conservarlo, ma per restituirgli pienamente la capacità di raccontare la storia di Torino e di aprirsi a nuove modalità di visita e di conoscenza. Il restauro della Galleria Carlo Emanuele I e la musealizzazione delle grandi statue acroteriali è parte di questa visione: mette in valore opere monumentali, recupera nuovi spazi del Palazzo e rafforza il legame tra architettura, collezioni e storia della città. Un complessivo progetto di questa portata, realizzato per lotti dalle facciate, alla Galleria Carlo I e alla meravigliosa terrazza panoramica, è reso possibile solo grazie all’impegno continuativo della Città di Torino e al fondamentale sostegno della Fondazione CRT, che desidero sentitamente ringraziare per l’accompagnamento della Fondazione Torino Musei in uno degli interventi più importanti realizzati nella storia recente di Palazzo Madama. È un percorso che restituisce progressivamente alla città un Palazzo più accessibile, leggibile e capace di affermarsi sempre più come Museo della Città e come uno dei luoghi simbolici dell’identità culturale di Torino», dichiara Massimo Broccio, Presidente della Fondazione Torino Musei.

Le quattro statue erano state rimosse dalla balaustra del corpo centrale della facciata juvarriana nel luglio 2022, durante una delle operazioni più complesse e spettacolari del grande cantiere di restauro. Alte oltre quattro metri e del peso di più di tre tonnellate ciascuna, furono sezionate, protette all’interno di apposite strutture e calate a terra mediante un complesso sistema di movimentazione da un’altezza di circa 27 metri. L’operazione fu condotta dalla Cooperativa Archeologia di Firenze e da Arte Restauro Conservazione di Cristina Maria Arlotto, sotto la direzione dell’architetto Gianfranco Gritella. Alla ditta Martina Service srl, che aveva già seguito nel 2022 la discesa delle statue dalla balaustra a terra, è stato affidato anche il loro trasferimento all’interno della Galleria Carlo Emanuele I. Ph Alessio Bergadano Realizzate dallo scultore carrarese Giovanni Baratta nel 1726, le opere sono scolpite in marmo di Brossasco e costituiscono uno degli elementi più riconoscibili dell’apparato monumentale della facciata juvarriana. La loro rimozione si rese necessaria a seguito delle condizioni conservative determinate dalla lunga esposizione agli agenti atmosferici e delle criticità emerse nel corso delle approfondite indagini diagnostiche che hanno preceduto l’intervento. Una volta a terra, le opere sono state sottoposte a un articolato intervento di restauro, consolidamento e messa in sicurezza, realizzato anche all’interno del padiglione trasparente appositamente allestito in piazza Castello, che ha consentito al pubblico di seguire da vicino le diverse fasi del lavoro. Anche questa fase di intervento è stata resa possibile grazie al sostegno mirato della Fondazione CRT e ha riguardato le superfici marmoree, il consolidamento delle parti maggiormente fragili e il recupero della leggibilità complessiva delle sculture, nel rispetto della materia originale. Il restauro delle statue si è inserito nel più ampio cantiere della facciata juvarriana, avviato nel 2022 e sviluppato attraverso fasi successive. Il primo intervento ha riguardato l’avancorpo centrale, con un complesso lavoro di consolidamento strutturale, restauro dei rivestimenti marmorei e recupero degli undici grandi serramenti barocchi; il progetto è quindi proseguito sui due settori laterali della facciata, completando progressivamente il recupero dell’intero fronte monumentale. La sequenza degli interventi ha consentito di affrontare in maniera organica conservazione, sicurezza strutturale e valorizzazione architettonica, restituendo piena leggibilità a uno degli elementi più iconici di Piazza Castello e dell’immagine stessa di Torino. Il recupero della facciata costituisce una delle componenti di un programma di trasformazione molto più ampio. Il Piano Strategico della Fondazione Torino Musei ha posto il rilancio complessivo di Palazzo Madama tra le proprie priorità, definendo un progetto unitario nel quale restauro monumentale, consolidamento strutturale, apertura di nuovi spazi, riallestimento e ridefinizione dei percorsi di visita concorrono a una visione complessiva di valorizzazione. Il programma si articola in diversi lotti funzionali che hanno interessato e interessano progressivamente le facciate, le strutture sommitali e la meravigliosa terrazza che sarà aperta al pubblico, gli spazi interni e i percorsi di visita, con l’obiettivo di restituire al pubblico un Palazzo più completo, attraversabile e comprensibile, nel quale la storia dell’edificio e le collezioni del Museo Civico d’Arte Antica possano dialogare all’interno di un racconto coerente e continuo. In questa prospettiva, Palazzo Madama rafforza il proprio ruolo di grande luogo identitario della città: non soltanto spazio di conservazione della memoria, ma museo capace di raccontare le origini, le trasformazioni e l’evoluzione di Torino, offrendo a cittadini e visitatori una chiave di lettura unica della sua storia e del suo rapporto con il presente. L’obiettivo è restituire al pubblico un Palazzo pienamente fruibile, da scoprire e conoscere, nel quale la storia dell’edificio e le collezioni del Museo Civico d’Arte Antica possano dialogare all’interno di un racconto coerente. Nel mese di ottobre il progetto proseguirà con il posizionamento sulla terrazza delle copie delle quattro statue, che consentiranno di restituire alla facciata la propria configurazione monumentale, garantendo al tempo stesso la migliore conservazione degli originali all’interno della Galleria.

Ph Alessio Bergadano

 

Mantenere alta l’attenzione sugli Istituti penitenziari

I casi di Biella e di Vercelli

La Garante regionale delle persone detenute Monica Formaiano esprime “forte preoccupazione” per la situazione emersa nei recenti sopralluoghi svolti, con i Garanti comunali delle due città, agli Istituti penitenziari di Biella e di Vercelli, richiamando “la necessità di mantenere alta l’attenzione istituzionale sulle condizioni di vita e di lavoro al loro interno” e di “promuovere un confronto con l’Amministrazione penitenziaria al fine di verificare le misure che possono essere adottate a breve per contribuire a definire interventi concreti che consentano di affrontare le criticità dei due Istituti e assicurare condizioni detentive dignitose”.

“Il forte incremento della popolazione detenuta rispetto alla capienza regolamentare, determinato dai recenti plurimi trasferimenti principalmente dal carcere Lorusso e Cutugno di Torino – spiega Formaiano – si associa alla carenza di personale di polizia penitenziaria e alla funzionalità di spazi e servizi adeguati, creando situazioni di disagio e forte tensione per la popolazione ristretta e per il personale che vi lavora”.

“Il drammatico suicidio recentemente verificatosi nel carcere di Biella, per il quale esprimo il mio più sincero cordoglio ai familiari della persona deceduta – continua la Garante – e i successivi gravi disordini intervenuti che, grazie al tempestivo intervento del personale della polizia penitenziaria hanno evitato conseguenze peggiori, impongono serie riflessioni sulla ricerca di strumenti più adeguati per prevenire situazioni di isolamento e di disperazione e per creare un sistema penitenziario nel quale legalità e sicurezza possano essere effettivamente garantite, così come è necessario garantire condizioni di lavoro dignitose e strumenti adeguati a tutto il personale penitenziario”.

“In tema di prevenzione suicidaria – conclude Formaiano – ritengo prioritario, accanto all’attenzione e all’eccellente impegno del personale sanitario, un approccio maggiormente integrato che coinvolga tutte le istituzioni interessate per rafforzare la prevenzione e la presa in carico delle situazioni di maggior vulnerabilità e verificare la puntuale efficacia dei protocolli di prevenzione del rischio”.

 

Finto carabiniere aggredisce una donna per rubare i gioielli: arrestato

Ha provato a fingersi carabiniere per mettere a segno una truffa, ma il piano gli è sfuggito di mano. Nel tentativo di fermarlo, la donna è finita al C.T.O. È accaduto la mattina del 31 agosto in un’abitazione di via Nizza, a Torino, dove un ventenne della cintura torinese è stato arrestato dopo aver aggredito la donna che aveva cercato di raggirare.

La trappola è scattata con una telefonata: il presunto truffatore, spacciandosi per carabiniere, ha convinto la figlia della vittima a preparare i gioielli di casa con la scusa di una verifica disposta dall’autorità giudiziaria. Poco dopo, nell’appartamento si è presentato un giovane incaricato di ritirare i preziosi. La donna, una trentiquattrenne torinese, si è però insospettita per alcuni atteggiamenti e per la giovane età dell’uomo. Quando ha cercato di mandarlo via, il ragazzo ha preso i gioielli con la forza e ha tentato di scappare per le scale. La proprietaria lo ha inseguito ed è riuscita a bloccarlo nell’androne, ma lui l’ha colpita più volte con schiaffi e pugni nel tentativo di guadagnarsi la fuga.

A fermarlo sono stati alcuni condomini e i militari della Stazione Carabinieri Monviso, arrivati subito sul posto. La donna è stata accompagnata al C.T.O. e dimessa con una prognosi di 10 giorni. I gioielli sono stati recuperati e restituiti alla legittima proprietaria. Il ventenne, incensurato, è stato arrestato con l’accusa di rapina e posto ai domiciliari in attesa di processo.

VI.G