CRONACA- Pagina 14

Venaria Reale, un secolo di Alpini

Presentato in conferenza stampa il programma delle celebrazioni:

tre giornate di appuntamenti dall’11 al 13 settembre.

Domenica la grande cerimonia con sfilata, deposizione delle corone,

Santa Messa e pranzo del Centenario

Un secolo di storia, memoria, solidarietà e presenza nella comunità. Il Gruppo Alpini di Venaria Reale celebra nel 2026 il proprio centenario con un programma di iniziative che si svilupperà dall’11 al 13 settembre e che avrà il suo momento centrale nella giornata di domenica 13 settembre.

Il programma delle celebrazioni è stato presentato venerdì 4 settembre nella Sala del Consiglio comunale di Venaria Reale. Erano presenti il Sindaco Fabio Giulivi, il Presidente del Consiglio comunale, Andrea Carlomagno, l’Assessore all’Associazionismo, Pamela Palumbo, il Vicepresidente ANA Torino, Filippo Giovannini e il Capo Gruppo ANA Venaria Reale, Vittorio Sabucco.

Dichiara Fabio Giulivi, Sindaco della Città di Venaria Reale: «Il Centenario del Gruppo Alpini di Venaria Reale rappresenta molto più di una ricorrenza: gli Alpini incarnano valori fondamentali come la forza d’animo, la capacità di essere presenti nei momenti difficili, la solidarietà concreta e il senso di responsabilità, valori che l’Associazione Nazionale Alpini custodisce e trasmette alle nuove generazioni. A nome dell’Amministrazione comunale e dell’intera Città di Venaria Reale, desidero ringraziare il Gruppo per la costante vicinanza alla comunità, per la collaborazione generosa e per l’esempio di civiltà e responsabilità che offre quotidianamente. Il Centenario sia occasione di festa, memoria e rinnovato impegno verso il futuro».

Il Centenario è anche l’occasione per ricordare la successione dei Capigruppo dalla fondazione a oggi: Giovanni Garbolino, Comm. Giuseppe Pettiti, Mario Borsello, Geom. Valentino Demarchi, Cav. Francesco Riva, Cav. Vincenzo Ardusso, Cav. Lino Druetta, Adriano Bona, Giorgio Lissona, Gennaro Sciascia, Giuseppe Zese, Luigi Sartin e Vittorio Sabucco, attuale Capo Gruppo.

Afferma Alessandro Trovant, Presidente ANA Torino: «Il Gruppo Alpini di Venaria Reale celebra cento anni di vita associativa, attività e benemerenze, iniziati nel 1926 con un gruppo di Alpini reduci dalla Grande Guerra. Il Gruppo è una realtà coesa e compatta, una risorsa preziosa per la comunità, come dimostrano gli interventi di solidarietà e volontariato, e una presenza costante nelle manifestazioni nazionali, sezionali e di gruppo, sempre accompagnata dal Gagliardetto. Particolare riconoscenza va alla memoria di quanti hanno sacrificato la propria vita per l’unità e la libertà della Patria. Sono certo che gli Alpini venariesi continueranno su questa strada, aiutando con disinteresse chi è in difficoltà e chi soffre, sotto la guida del Capo Gruppo Vittorio Sabucco, del quale riconosco serietà e capacità. A tutti rivolgo il più cordiale saluto e l’augurio di vivere questo importante anniversario in serenità e amicizia, insieme alle famiglie e agli amici».

La ricorrenza rappresenta un traguardo importante per il Gruppo, che ricorda e ringrazia i 35 Alpini che ne furono fondatori. Commenta Vittorio Sabucco, Capo Gruppo Alpini Venaria Reale: «Il Centenario del Gruppo Alpini di Venaria Reale, fondato presso l’albergo Vecchia Cernaia, è un traguardo che nasce dalla volontà e dall’impegno di generazioni di Alpini. È doveroso ricordare con riconoscenza i fondatori, gli Alpini caduti in battaglia e i nostri “veci”, che hanno trasmesso il valore e la fierezza dell’essere Alpini. In questi cento anni il Gruppo si è distinto per altruismo, solidarietà e presenza concreta nelle calamità, con un gesto particolarmente significativo nel 1987, quando donò un’ambulanza alla Croce Verde. Un ringraziamento va anche ai Capi Gruppo che mi hanno preceduto e che hanno saputo mantenere unita questa grande famiglia. Con questo spirito guardiamo al futuro: gli Alpini non si fermano. Vi aspettiamo numerosi domenica 13 settembre 2026 per celebrare insieme i nostri cento anni».

Le iniziative prenderanno il via venerdì 11 settembre alle ore 21 nella sede del Gruppo, in via IV Novembre 48, con ingresso da corso Papa Giovanni XXIII/corso Machiavelli (presso la rotonda dedicata agli Alpini), con un Concerto di Cori. Protagonisti saranno il Coro Tre Valli Città di Venaria Reale e il Coro Edelweiss – C.A.I. di Torino.

Sabato 12 settembre, sempre alle ore 21 presso la sede, è previsto il concerto del Corpo Musicale G. Verdi di Venaria Reale.

Domenica 13 settembre, Giornata del Centenario, sarà il fulcro delle celebrazioni.

Alle ore 8.30 è previsto il ritrovo in piazza Martiri della Libertà, presso il Palazzo Municipale, con la registrazione dei Gagliardetti e la colazione Alpina.

Alle ore 9.30 seguiranno lo schieramento, l’ingresso del Gonfalone della Sezione di Torino, l’Alzabandiera presso il pennone del Municipio e la deposizione della corona al Monumento del Municipio. Quindi, prenderà il via la sfilata in viale Buridani, con la posa di una corona al Monumento di Piazza Vittorio Veneto.

La sfilata proseguirà in viale Buridani e corso Papa Giovanni XXIII, per raggiungere il Monumento degli Alpini presso la rotonda della sede, dove è prevista la deposizione di una corona. Alle ore 11, presso la sede, sono previsti i saluti delle Autorità, a cui seguirà alle ore 11.30 la celebrazione della Santa Messa. Alle ore 13 è in programma il pranzo del Centenario, mentre alle ore 17, con l’Ammainabandiera, è prevista la conclusione della giornata.

Aggredisce la barista dopo il furto di due lattine e fugge sul tram: arrestato

Prima prende due lattine dal frigorifero di un bar senza pagare, poi sferra un pugno alla barista che prova a fermarlo. Scatta così la fuga, ma viene bloccato poco dopo dalla polizia. È successo nel centro di Torino, in un bar di via Cernaia. Tutto parte da una segnalazione alla Centrale Operativa per una rapina appena avvenuta nel locale. Secondo la ricostruzione, il giovane avrebbe preso due lattine dal frigorifero senza pagare. La barista lo segue fuori nel tentativo di fermarlo e, in piazza XVIII Dicembre, l’uomo la colpisce al volto con un pugno, facendola cadere a terra.

Da lì è partita la fuga, interrotta poco dopo da un agente della Polizia di Stato libero dal servizio e in forza al Commissariato Madonna di Campagna, che ha assistito alla scena e si è subito messo all’inseguimento. Il ragazzo ha raggiunto la fermata “Questura” ed è salito a bordo di un tram, ma il poliziotto, dopo essersi qualificato, ha fatto chiudere le porte del mezzo, bloccandolo fino all’arrivo della Volante dell’UPGSP.

Durante la perquisizione, nella tasca dei pantaloni è stato trovato un tagliaunghie con lima estraibile e punta già fuori, poi sequestrato perché ritenuto un oggetto atto ad offendere. Terminati gli atti, il 27enne è stato portato alle Camere di Sicurezza di San Paolo, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Il procedimento penale è nella fase delle indagini preliminari.

VI.G

Giustizia, Liberalità, Magnanimità e Abbondanza: cambiano posto le quattro statue monumentali di Palazzo Madama

Sono in corso i lavori di trasferimento delle quattro monumentali statue allegoriche del Buon Governo – Giustizia, Liberalità, Magnanimità e Abbondanza – nella Galleria Carlo Emanuele I di Palazzo Madama, dove troveranno la loro nuova collocazione definitiva. La Galleria, ancora interessata dai lavori di musealizzazione e allestimento, sarà aperta al pubblico al termine dell’intervento complessivo. La movimentazione rappresenta una nuova tappa del grande progetto di restauro e valorizzazione di Palazzo Madama, uno degli interventi più significativi realizzati sull’edificio nella sua storia recente, oltre che uno dei progetti qualificanti del Piano Strategico della Fondazione Torino Musei. Il progetto è promosso dalla Fondazione Torino Musei con il sostegno determinante della Fondazione CRT, storico e principale sostenitore privato di Palazzo Madama, che ha accompagnato e finanziato il grande intervento di restauro e consolidamento della facciata juvarriana. Un programma che supera la dimensione del restauro monumentale e interviene sui percorsi museali, sulla fruizione e sull’apertura di nuovi spazi, con l’obiettivo di restituire piena leggibilità agli oltre duemila anni di storia racchiusi nel Palazzo e rafforzarne il ruolo di Museo della Città. La collocazione delle statue nella Galleria Carlo Emanuele I costituisce uno degli interventi qualificanti di questo percorso. Il Piano Strategico ha infatti individuato nella valorizzazione degli spazi e nella rigenerazione dei percorsi di visita uno degli assi fondamentali per il rilancio di Palazzo Madama, con l’obiettivo di costruire una lettura unitaria dell’edificio e delle sue straordinarie stratificazioni storiche. In questa prospettiva, la Galleria è destinata a diventare uno spazio strategico del futuro percorso museale, capace di mettere in relazione le origini romane della città, l’evoluzione del Palazzo e la nascita della Torino capitale. Con il completamento dei lavori di musealizzazione e di allestimento, la Galleria sarà quindi restituita al pubblico come nuovo spazio del museo, integrando le sculture originali nel racconto storico e architettonico del Palazzo. “Lo spostamento delle quattro statue rappresenta una tappa particolarmente significativa nel più ampio percorso di trasformazione e valorizzazione in corso a Palazzo Madama. Con il Piano Strategico la Fondazione ha deciso di investire su questo straordinario patrimonio simbolo della Città, non soltanto per conservarlo, ma per restituirgli pienamente la capacità di raccontare la storia di Torino e di aprirsi a nuove modalità di visita e di conoscenza. Il restauro della Galleria Carlo Emanuele I e la musealizzazione delle grandi statue acroteriali è parte di questa visione: mette in valore opere monumentali, recupera nuovi spazi del Palazzo e rafforza il legame tra architettura, collezioni e storia della città. Un complessivo progetto di questa portata, realizzato per lotti dalle facciate, alla Galleria Carlo I e alla meravigliosa terrazza panoramica, è reso possibile solo grazie all’impegno continuativo della Città di Torino e al fondamentale sostegno della Fondazione CRT, che desidero sentitamente ringraziare per l’accompagnamento della Fondazione Torino Musei in uno degli interventi più importanti realizzati nella storia recente di Palazzo Madama. È un percorso che restituisce progressivamente alla città un Palazzo più accessibile, leggibile e capace di affermarsi sempre più come Museo della Città e come uno dei luoghi simbolici dell’identità culturale di Torino», dichiara Massimo Broccio, Presidente della Fondazione Torino Musei.

Le quattro statue erano state rimosse dalla balaustra del corpo centrale della facciata juvarriana nel luglio 2022, durante una delle operazioni più complesse e spettacolari del grande cantiere di restauro. Alte oltre quattro metri e del peso di più di tre tonnellate ciascuna, furono sezionate, protette all’interno di apposite strutture e calate a terra mediante un complesso sistema di movimentazione da un’altezza di circa 27 metri. L’operazione fu condotta dalla Cooperativa Archeologia di Firenze e da Arte Restauro Conservazione di Cristina Maria Arlotto, sotto la direzione dell’architetto Gianfranco Gritella. Alla ditta Martina Service srl, che aveva già seguito nel 2022 la discesa delle statue dalla balaustra a terra, è stato affidato anche il loro trasferimento all’interno della Galleria Carlo Emanuele I. Ph Alessio Bergadano Realizzate dallo scultore carrarese Giovanni Baratta nel 1726, le opere sono scolpite in marmo di Brossasco e costituiscono uno degli elementi più riconoscibili dell’apparato monumentale della facciata juvarriana. La loro rimozione si rese necessaria a seguito delle condizioni conservative determinate dalla lunga esposizione agli agenti atmosferici e delle criticità emerse nel corso delle approfondite indagini diagnostiche che hanno preceduto l’intervento. Una volta a terra, le opere sono state sottoposte a un articolato intervento di restauro, consolidamento e messa in sicurezza, realizzato anche all’interno del padiglione trasparente appositamente allestito in piazza Castello, che ha consentito al pubblico di seguire da vicino le diverse fasi del lavoro. Anche questa fase di intervento è stata resa possibile grazie al sostegno mirato della Fondazione CRT e ha riguardato le superfici marmoree, il consolidamento delle parti maggiormente fragili e il recupero della leggibilità complessiva delle sculture, nel rispetto della materia originale. Il restauro delle statue si è inserito nel più ampio cantiere della facciata juvarriana, avviato nel 2022 e sviluppato attraverso fasi successive. Il primo intervento ha riguardato l’avancorpo centrale, con un complesso lavoro di consolidamento strutturale, restauro dei rivestimenti marmorei e recupero degli undici grandi serramenti barocchi; il progetto è quindi proseguito sui due settori laterali della facciata, completando progressivamente il recupero dell’intero fronte monumentale. La sequenza degli interventi ha consentito di affrontare in maniera organica conservazione, sicurezza strutturale e valorizzazione architettonica, restituendo piena leggibilità a uno degli elementi più iconici di Piazza Castello e dell’immagine stessa di Torino. Il recupero della facciata costituisce una delle componenti di un programma di trasformazione molto più ampio. Il Piano Strategico della Fondazione Torino Musei ha posto il rilancio complessivo di Palazzo Madama tra le proprie priorità, definendo un progetto unitario nel quale restauro monumentale, consolidamento strutturale, apertura di nuovi spazi, riallestimento e ridefinizione dei percorsi di visita concorrono a una visione complessiva di valorizzazione. Il programma si articola in diversi lotti funzionali che hanno interessato e interessano progressivamente le facciate, le strutture sommitali e la meravigliosa terrazza che sarà aperta al pubblico, gli spazi interni e i percorsi di visita, con l’obiettivo di restituire al pubblico un Palazzo più completo, attraversabile e comprensibile, nel quale la storia dell’edificio e le collezioni del Museo Civico d’Arte Antica possano dialogare all’interno di un racconto coerente e continuo. In questa prospettiva, Palazzo Madama rafforza il proprio ruolo di grande luogo identitario della città: non soltanto spazio di conservazione della memoria, ma museo capace di raccontare le origini, le trasformazioni e l’evoluzione di Torino, offrendo a cittadini e visitatori una chiave di lettura unica della sua storia e del suo rapporto con il presente. L’obiettivo è restituire al pubblico un Palazzo pienamente fruibile, da scoprire e conoscere, nel quale la storia dell’edificio e le collezioni del Museo Civico d’Arte Antica possano dialogare all’interno di un racconto coerente. Nel mese di ottobre il progetto proseguirà con il posizionamento sulla terrazza delle copie delle quattro statue, che consentiranno di restituire alla facciata la propria configurazione monumentale, garantendo al tempo stesso la migliore conservazione degli originali all’interno della Galleria.

Ph Alessio Bergadano

 

Mantenere alta l’attenzione sugli Istituti penitenziari

I casi di Biella e di Vercelli

La Garante regionale delle persone detenute Monica Formaiano esprime “forte preoccupazione” per la situazione emersa nei recenti sopralluoghi svolti, con i Garanti comunali delle due città, agli Istituti penitenziari di Biella e di Vercelli, richiamando “la necessità di mantenere alta l’attenzione istituzionale sulle condizioni di vita e di lavoro al loro interno” e di “promuovere un confronto con l’Amministrazione penitenziaria al fine di verificare le misure che possono essere adottate a breve per contribuire a definire interventi concreti che consentano di affrontare le criticità dei due Istituti e assicurare condizioni detentive dignitose”.

“Il forte incremento della popolazione detenuta rispetto alla capienza regolamentare, determinato dai recenti plurimi trasferimenti principalmente dal carcere Lorusso e Cutugno di Torino – spiega Formaiano – si associa alla carenza di personale di polizia penitenziaria e alla funzionalità di spazi e servizi adeguati, creando situazioni di disagio e forte tensione per la popolazione ristretta e per il personale che vi lavora”.

“Il drammatico suicidio recentemente verificatosi nel carcere di Biella, per il quale esprimo il mio più sincero cordoglio ai familiari della persona deceduta – continua la Garante – e i successivi gravi disordini intervenuti che, grazie al tempestivo intervento del personale della polizia penitenziaria hanno evitato conseguenze peggiori, impongono serie riflessioni sulla ricerca di strumenti più adeguati per prevenire situazioni di isolamento e di disperazione e per creare un sistema penitenziario nel quale legalità e sicurezza possano essere effettivamente garantite, così come è necessario garantire condizioni di lavoro dignitose e strumenti adeguati a tutto il personale penitenziario”.

“In tema di prevenzione suicidaria – conclude Formaiano – ritengo prioritario, accanto all’attenzione e all’eccellente impegno del personale sanitario, un approccio maggiormente integrato che coinvolga tutte le istituzioni interessate per rafforzare la prevenzione e la presa in carico delle situazioni di maggior vulnerabilità e verificare la puntuale efficacia dei protocolli di prevenzione del rischio”.

 

Finto carabiniere aggredisce una donna per rubare i gioielli: arrestato

Ha provato a fingersi carabiniere per mettere a segno una truffa, ma il piano gli è sfuggito di mano. Nel tentativo di fermarlo, la donna è finita al C.T.O. È accaduto la mattina del 31 agosto in un’abitazione di via Nizza, a Torino, dove un ventenne della cintura torinese è stato arrestato dopo aver aggredito la donna che aveva cercato di raggirare.

La trappola è scattata con una telefonata: il presunto truffatore, spacciandosi per carabiniere, ha convinto la figlia della vittima a preparare i gioielli di casa con la scusa di una verifica disposta dall’autorità giudiziaria. Poco dopo, nell’appartamento si è presentato un giovane incaricato di ritirare i preziosi. La donna, una trentiquattrenne torinese, si è però insospettita per alcuni atteggiamenti e per la giovane età dell’uomo. Quando ha cercato di mandarlo via, il ragazzo ha preso i gioielli con la forza e ha tentato di scappare per le scale. La proprietaria lo ha inseguito ed è riuscita a bloccarlo nell’androne, ma lui l’ha colpita più volte con schiaffi e pugni nel tentativo di guadagnarsi la fuga.

A fermarlo sono stati alcuni condomini e i militari della Stazione Carabinieri Monviso, arrivati subito sul posto. La donna è stata accompagnata al C.T.O. e dimessa con una prognosi di 10 giorni. I gioielli sono stati recuperati e restituiti alla legittima proprietaria. Il ventenne, incensurato, è stato arrestato con l’accusa di rapina e posto ai domiciliari in attesa di processo.

VI.G

Il piccolo Younes in volo dall’Egitto al Regina Margherita di Torino

Rientra in Italia a Torino Younes, il bambino in coma dopo un incidente in piscina a Sharm el Sheik. Il volo partito dall’Egitto è diretto a Torino per ricoverare il bimbo di 6 anni e mezzo al Regina Margherita. Così ha annunciato il vicepremier e ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani dal Cairo. Il rientro su un aereo medico è stato possibile grazie a una gara di solidarietà che ha consentito la copertura dei costi.

Pusher investito, agenti accerchiati: “Saldatura pericolosa tra antagonisti e spacciatori”

Pantanella: “Si chiuda subito lo Spazio Neruda”

“Quanto accaduto nelle scorse ore in Corso Principe Oddone è di una gravità inaudita e rappresenta l’ennesima, drammatica dimostrazione di come intere zone della nostra città siano ormai ostaggio di criminalità, degrado e immigrazione clandestina”.

Così Luca Pantanella, Segretario Generale Provinciale del sindacato FSP Polizia di Stato di Torino, interviene duramente sui disordini scoppiati a seguito dell’investimento di un pusher in fuga da un controllo della Squadra Mobile, culminati in una vera e propria sommossa contro le forze dell’ordine.

“Ci siamo trovati di fronte a scene da guerriglia urbana – spiega Pantanella –. Dopo l’investimento, una folla di circa 70 persone si è riversata in strada per accerchiare i nostri poliziotti e le pattuglie della Polizia Locale, intervenute nel frattempo per effettuare i rilievi dell’incidente. Un dato in particolare deve far riflettere: di questi 70 facinorosi, circa 50 erano africani legati agli ambienti dello spaccio e 20 erano antagonisti provenienti dai centri sociali. Una saldatura pericolosissima contro le divise”.

“I nostri colleghi – prosegue Pantanella – si trovano quotidianamente a operare su un vero e proprio fronte, dove la percezione di impunità ha raggiunto livelli intollerabili. A tutti i poliziotti della Mobile e agli agenti della Municipale intervenuti per ripristinare l’ordine e fare i rilievi in un clima di pura intimidazione, va la nostra totale e incondizionata solidarietà”.

Secondo il segretario torinese di FSP Polizia, questa esplosione di violenza certifica un problema ormai strutturale: “Questa insicurezza dilagante è il frutto avvelenato di anni di tolleranza verso l’illegalità diffusa. I numeri di questa notte dimostrano il legame evidente che unisce il degrado delle piazze di spaccio, il business dell’immigrazione clandestina e la presenza di zone franche in città. La convivenza forzata dei residenti con i centri sociali, che ormai fanno scudo alla criminalità, non è più sostenibile. Per questo motivo, chiediamo a gran voce e senza ulteriori indugi la chiusura immediata e lo sgombero dello ‘Spazio Neruda’“.

“Finché le istituzioni continueranno a tollerare sacche di illegalità e occupazioni che fanno dell’antagonismo la loro bandiera – sottolinea Pantanella – sarà impossibile ripulire le strade limitrofe. Le zone di spaccio proliferano dove lo Stato arretra e lascia spazio all’anarchia”.

“Chiediamo al Sindaco, al Prefetto e al Questore un segnale forte: serve un approccio a tolleranza zero. Sono necessari controlli a tappeto, espulsioni certe per i clandestini che delinquono e la chiusura di tutti quei covi abusivi che fungono da brodo di coltura per chi disprezza le leggi. Noi poliziotti non arretriamo di un millimetro, ma pretendiamo che lo Stato dimostri, con i fatti e con gli sgomberi, di stare dalla nostra parte”, conclude Pantanella.

Segreteria Provinciale FSP Polizia di Stato – Torino

ANFoV dà il benvenuto a Luxia: l’AI italiana a supporto di PA e Comuni

Ieri, alle 11.30, si è tenuto il webinar “ANFoV presenta Luxia”, l’incontro con cui ANFoV – Associazione Nazionale per la Convergenza nei Servizi di Comunicazione (www.anfov.it) – ha presentato ai propri soci Luxia, una delle realtà entrate di recente a far parte dell’associazione. L’evento, moderato dal Segretario Generale di ANFoV, Antonello Angeleri, ha visto gli interventi del Presidente ANFoV, Umberto De Julio, del Vicepresidente ANCI Piemonte, Michele Pianetta e, per Luxia, di Simone Ceretti, Chief Sales Officer e di Linda Salamano, Head of Marketing & Communication.
Chi è Luxia
Luxia S.r.l., giovane e interessante azienda torinese, si definisce un “AI Lab italiano al servizio delle persone”: progetta e integra soluzioni personalizzate di intelligenza artificiale per i sistemi gestionali. Con sede a Torino e costituita nell’agosto 2025, l’azienda ha sviluppato una piattaforma di IA per aumentare la produttività e ottimizzare i processi decisionali della Pubblica Amministrazione, Comuni e organizzazioni private, con particolare attenzione al controllo dei dati, alla sicurezza e alla conformità GDPR grazie a modelli ospitati in cloud privato. Luxia ha creato un ecosistema di agenti AI specializzati e soluzioni no-code che consente di interrogare in linguaggio naturale, anche senza competenze tecniche, i database fino ad assistenti AI e chatbot su misura. Il fine è trasformare l’operatività senza stravolgerla ma aumentando, con strumenti concreti, l’efficienza ed efficacia dei processi. Strumenti pensati in modo specifico e strategico anche e soprattutto per la PA e i Comuni. I comuni che lavorano con Luxia, infatti, sanno che ogni dato inviato a Luxia non viene “passato” a motori per allenare altri strumenti di IA e non vengono passati all’esterno. Ogni dato rimane in possesso del Comune originale. L’azienda ha già attivato una cinquantina di clienti nel mondo della PA che, sfruttando le soluzioni adottate, e hanno compreso come l’IA possa diventare un vero alleato operativo per il business e le procedure pubbliche. Luxia “semplifica la complessità e accelera la crescita”.
Un ingresso nel network dell’eccellenza italiana dell’innovazione
Con l’adesione ad ANFoV, Luxia entra a far parte dell’associazione che riunisce da anni alcuni dei principali soggetti imprenditoriali e istituzionali italiani impegnati nella diffusione della cultura dell’innovazione, della convergenza digitale e delle tecnologie di comunicazione. Un network d’eccellenza che comprende operatori di rete, public utilities, aziende dell’ICT, pubbliche amministrazioni e realtà della ricerca, che offre ai soci l’opportunità di costruire relazioni dirette e occasioni di confronto da cui nascono progetti e percorsi di collaborazione con vantaggi reciproci. ANFoV inoltre, negli ultimi 6 anni ha operato al fianco di ANCI Piemonte e ANCI, nello sviluppo e nella diffusione della cultura dell’innovazione nella PA e nei comuni, sia con iniziative dedicate, in tutta il Paese, sia con l’organizzazione del Premio ANCI Innovazione e Sviluppo dedicato alla PA, giunto quest’anno alla decima edizione (www.premioancinnovazione.it). ANFoV ha anche creato un Osservatorio Nazionale sull’Intelligenza Artificiale per i Comuni Italiani, che in un anno ha generato numerosi report, disponibili sul sito di ANFoV, relazionando i Comuni con le aziende che si occupano di realizzare soluzioni pratiche di IA per la PA.
“Diamo il benvenuto a Luxia con grande interesse – ha dichiarato Antonello Angeleri, Segretario Generale di ANFoV -. Per noi è fondamentale aumentare il panorama di aziende che credono nella strada dell’innovazione avanzata andando a rappresentare ogni declinazione di questo ambito. L’azienda si colloca in modo virtuoso, creando strumenti specifici e personalizzati per la pubblica amministrazione, nel percorso del nostro Osservatorio sull’Intelligenza Artificiale per i Comuni italiani, che ha riscosso un grande interesse con diverse pubblicazioni e contributi indirizzati ad agevolare il percorso verso l’utilizzo dell’IA della Pubblica Amministrazione”.
La registrazione della presentazione di Luxia è disponibile sul canale youtube di ANFoV (https://www.youtube.com/@anfov6761)

Fa troppo caldo, prorogate fino al 6 settembre le misure di tutela per i lavoratori

Alla luce delle previsioni meteo, che confermano nei prossimi giorni la persistenza di alte temperature, il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, d’intesa con il vicepresidente con delega al Lavoro, Maurizio Marrone e con l’assessore alla Sanità, Federico Riboldi, ha firmato l’ordinanza che proroga fino a sabato 6 settembre 2026 le misure di prevenzione e tutela per i lavoratori maggiormente esposti ai rischi che derivano dalle alte temperature.

La decisione si basa sul parere tecnico del Settore regionale “Prevenzione, sanità pubblica, veterinaria e sicurezza alimentare” e sui dati di ARPA Piemonte, che confermano per i primi giorni di settembre temperature massime ancora elevate e sequenze prolungate di giornate calde.

Il provvedimento proroga l’ordinanza che è in vigore dal 29 maggio scorso e riguarda i lavoratori subordinati e autonomi, nonché i soggetti ad essi equiparati, impegnati nei settori agricolo, florovivaistico, edile, della logistica (compresi i cosiddetti rider) e delle cave e dei lavoratori in attività caratterizzate da intenso sforzo fisico e prolungata esposizione al sole, nei casi in cui non sia possibile adottare misure organizzative o tecniche idonee a ridurre il rischio.

L’ordinanza, in linea con quelle degli anni scorsi, recepisce infatti le “Linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore e dalla radiazione solare” approvate dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e prevede l’astensione dal lavoro nella fascia oraria compresa tra le 12.30 e le 16 nei giorni in cui la piattaforma Worklimate segnala un livello di rischio alto per i lavoratori esposti al sole e impegnati in attività fisica intensa. La limitazione si applica esclusivamente qualora non siano garantite le condizioni che riducono il rischio (aria condizionata, ombra ecc…) e nelle giornate e nelle situazioni in cui il rischio per la salute risulti particolarmente elevato, con l’obiettivo di prevenire colpi di calore, disidratazione e altre patologie correlate alle elevate temperature.

 

Sequestrati 150 kg di alimenti e due arresti nei controlli a San Salvario e Nizza Millefonti

Circa 150 kg di alimenti sequestrati, due arresti e sanzioni per circa 20mila euro: questo è l’esito dei controlli “ad alto impatto” svolti lunedì 31 agosto nei quartieri San Salvario e Nizza Millefonti. Coordinati dal commissariato Barriera Nizza, i controlli hanno portato all’identificazione di 168 persone e all’ispezione di cinque esercizi commerciali.

Nel dettaglio, in un locale etnico di via Nizza, gli agenti hanno sequestrato circa 150 kg di carne, sughi, prodotti vegetali, farine e impasti: gli alimenti risultavano lavorati e conservati in aree contaminate da infestanti, rinvenuti sotto la pedana del bancone, dietro i frigoriferi e nelle zone di preparazione. Per le carenze igienico-sanitarie il titolare ha ricevuto una sanzione di 1.000 euro. L’Ispettorato del Lavoro ha inoltre disposto la sospensione dell’attività per la mancata nomina del responsabile della sicurezza (RSPP), con una multa di 3.000 euro.

Sono emerse poi altre irregolarità: in un minimarket sotto i portici di via Nizza gli agenti hanno contestato la mancata revisione della bilancia e l’uso di sacchetti non biodegradabili, con sanzioni per oltre 5.000 euro. In via Saluzzo un ristorante è risultato aperto nonostante un provvedimento di sospensione già in vigore, mentre in via Genova sono state riscontrate la mancata esposizione della SCIA e alcune carenze igienico-sanitarie. Multato infine un bar nella zona Lingotto-Millefonti per un frigorifero privo del dispositivo di controllo della temperatura.

VI.G