CRONACA- Pagina 15

San Giovanni, quasi 50mila in piazza Vittorio per il grande spettacolo dei fuochi

 

Si è conclusa ieri sera poco prima della mezzanotte, con il tradizionale spettacolo pirotecnico, la festa di San Giovanni 2026. Sono state quasi 47mila le persone che hanno raggiunto piazza Vittorio Veneto per assistere ai fuochi d’artificio, uno degli appuntamenti più attesi del programma dedicato al santo patrono di Torino.

Antipasto dello spettacolo pirotecnico un lungo momento di intrattenimento musicale che ha animato la piazza fin dalle 19. Grande successo per il Vertical Stage Block Party, con alcuni dj tra i più rappresentativi della scena nazionale e internazionale, con ospiti come Ensi e Willie Peyote, che si sono esibiti da quattro balconi affacciati su piazza Vittorio Veneto, trasformando uno dei luoghi simbolo della città in un grande palcoscenico a cielo aperto.

Novità anche per le musiche dello spettacolo pirotecnico, con una colonna sonora inedita ideata dal cantautore e compositore Krano, fresco vincitore del David di Donatello. Un vero e proprio racconto musicale che ha reso omaggio alla storia e alla cultura musicale torinese, alternando brani di artisti appartenenti a epoche e generi diversi: da Fred Buscaglione ai Negazione, da Ennio Morricone ad Antonello Venditti.

TorinoClick

Per l’estate, FlixBus amplia il servizio nel Torinese

 

Crescono i collegamenti con l’estero e le grandi città italiane

 

Milano, 25 giugno 2026 – FlixBus inaugura la stagione estiva potenziando il servizio in provincia di Torino grazie a nuovi collegamenti con la Liguria e la Puglia. Allo stesso tempo vengono potenziati i collegamenti verso il resto d’Italia e verso l’estero, oltra al rafforzamento dei collegamenti verso gli aeroporti di Torino, operato attraverso il servizio di Flibco, e Malpensa.

In questo incremento si riflette la visione di FlixBus, che con un’offerta alla portata di tutte le tasche vuole facilitare gli spostamenti di chi partirà dal territorio durante il periodo estivo.

 

Nuovi collegamenti per il mare: la Riviera di Ponente collegata in modo capillare tutta estate

Questa estate, chi parte dalla provincia di Torino in FlixBus alla volta della Liguria potrà raggiungere circa 20 località di Ponente, raggiungibili senza cambi ogni giorno sia da Torino che da Ciriè: lungo la Riviera delle Palme saranno collegate Spotorno, Noli, Varigotti, Finale Ligure, Pietra Ligure, Loano, Borghetto Santo Spirito, Ceriale, Albenga, Alassio, Laigueglia e Andora; in Riviera dei Fiori, FlixBus garantirà collegamenti giornalieri con Diano Marina, Imperia, San Lorenzo al Mare, Taggia, Bordighera, Sanremo e Ventimiglia. Savona sarà inoltre raggiungibile quattro volte al giorno, Genova fino a 11.

Crescono anche le tratte con la Romagna, dove a Rimini si affiancano, fra le mete raggiungibili senza cambi dal capoluogo, Milano Marittima, Cervia, Cesenatico e il parco divertimenti di Mirabilandia. Quest’Ultimo si affianca a Gardaland, collegato tre volte al giorno a beneficio di giovani e famiglie.

Per chi punta ad un viaggio al Sud, invece, gli autobus verdi collegheranno Torino direttamente con il cuore del Gargano, con fermate a Vieste, Peschici, Rodi Garganico, Lesina e Cagnano Varano, e con il Salento, dove si potrà raggiungere Gallipoli. Fra le altre località collegate in Puglia, si possono citare Polignano a Mare, Monopoli e Fasano.

In provincia, è possibile partire anche da Chivasso e Oulx. Quest’ultima, in particolare, si offre come punto di partenza strategico per raggiungere la Francia arrivando a Parigi, Lione e Chambéry.

 

Crescono le frequenze sui collegamenti con l’Italia e con l’estero. 12 corse al giorno per Malpensa

Crescono i collegamenti verso alcune grandi città italiane: Bari sarà raggiungibile due volte al giorno (ad esclusione del mercoledì dove scende a una) e Firenze disporrà di almeno sette collegamenti quotidiani; Bologna sarà servita da almeno nove corse ogni giorno e Napoli disporrà di sei corse giornaliere (ad esclusione di mercoledì e giovedì, con cinque corse).

Vengono rinforzati i collegamenti anche verso le mete internazionali: ogni giorno sarà possibile raggiungere Lugano grazie a cinque corse quotidiane, e Monaco di Baviera sarà raggiungibile due volte al giorno. Proprio Monaco, in quanto hub strategico di FlixBus, permetterà di accorciare le distanze con la Germania e, allo stesso tempo, permetterà ai viaggiatori torinesi di connettersi facilmente con l’intera rete europea, proseguendo verso numerose altre destinazioni internazionali.

Sarà più facile viaggiare all’estero anche grazie al potenziamento della rete verso l’aeroporto di Milano Malpensa, che a partire da quest’estate conterà almeno dodici collegamenti quotidiani.

 

Nuova linea Flibco verso dalla città all’aeroporto di Torino

Dal sito FlixBus si possono prenotare anche i collegamenti di Flibco, il servizio di shuttle aeroportuali che di recente ha potenziato il servizio fra il centro di Torino, le fermate di Corso Vittorio Emanuele II e Porta Nuova e l’aeroporto. L’investimento prevede l’introduzione di tre nuovi autobus e l’ampliamento dell’offerta con dieci corse giornaliere aggiuntive, per un aumento della capacità pari al 40%.

 

Con FlixBus emissioni di CO2 ridotte dell’84% rispetto all’auto privata

L’estensione della rete nella provincia di Torino non risponde solo a un’esigenza di mobilità, ma permette di promuovere un modello di viaggio più efficiente. Proponendosi come concreta alternativa all’auto privata, il servizio può contribuire a ridurre il numero di veicoli in circolazione durante il periodo estivo, spesso soggetto a congestionamenti.

Scegliendo l’autobus in sostituzione dell’auto privata, i passeggeri possono contribuire attivamente a ridurre il proprio impatto: secondo i dati, infatti, chi viaggia con FlixBus in Italia emette in media almeno 5 volte meno CO2 per km rispetto a chi percorre lo stesso tragitto in auto.[1] Nello specifico, chi si sposta da Torino a Genova in auto emette in media oltre 27 kg di CO2, contro i circa 4,5 emessi da chi sceglierà il servizio FlixBus – per un risparmio di CO2 stimato dell’84%.

 

È ora possibile organizzare e prenotare il proprio viaggio con FlixBus attraverso ChatGPT

A partire da quest’estate è possibile cercare e prenotare i propri viaggi sugli autobus verdi attraverso una semplice chiacchierata con ChatGPT. Cliccando qui o cercando FlixBus tra le applicazioni è possibile accedere al sistema di prenotazione direttamente sulla piattaforma e cercare itinerari, confrontare le opzioni di viaggio e accedere facilmente ai collegamenti offerti. Al di là di questa novità, il modo più facile per prenotare un biglietto è utilizzare direttamente il sito oppure la app gratuita. Per chi preferisse l’acquisto fisico è possibile recarsi presso uno dei rivenditori ufficiali. Se ci saranno ancora posti disponibili sarà possibile acquistare il biglietto direttamente dall’autista sul posto.

Tra poco quell’albero inghiottirà l’auto

Giro spesso per lavoro per i quartieri e a volte mi soffermo su delle immagini. Passando e ripassando per questa strada ho notato l’auto parcheggiata vicino all’albero che era spoglio. Col passar delle settimane l’albero ha ripreso a vegetare e sta quasi inghiottendo l’auto che oramai sta lì, al solito posto da almeno 6 mesi. È in una traversa poco frequentata di via Artom. Forse rubata forse abbandonata. Certamente da lì andrebbe rimossa, prima che l’albero la ” inghiotta” drl tutto, anche perchè risulta scoperta da assicurazione.

Luigi Gagliano 

La Città metropolitana intitola una sala alle Madri Costituenti

 

 
Ottant’anni dopo quel 25 giugno 1946 in cui si riunì per la prima volta l’Assemblea Costituente, la Città metropolitana di Torino dedica alle Madri Costituenti uno dei luoghi più simbolici della propria sede: la sala panoramica al quindicesimo piano di corso Inghilterra.
L’inaugurazione, in programma giovedì 25 giugno alle 15, vuole rendere visibile e permanente il contributo delle ventuno donne elette all’Assemblea che parteciparono alla stesura della Costituzione repubblicana, portando nel dibattito pubblico temi come l’uguaglianza, i diritti sociali, il lavoro e la piena cittadinanza femminile.
La nuova intitolazione trasforma uno spazio istituzionale affacciato sulla città in un luogo della memoria civile, dedicato a figure che hanno contribuito a costruire le basi democratiche del Paese. I volti delle Costituenti accompagneranno così l’attività quotidiana dell’Ente, richiamando il valore dell’impegno politico e sociale delle donne nella storia italiana.
Alla cerimonia interverranno la consigliera delegata alle Politiche sociali e di Parità Rossana Schillaci, la consigliera delegata al Turismo e allo Sviluppo economico Sonia Cambursano, la consigliera di Parità Elisa Raffone, la direttrice generale Monica Sciajno, la dirigente della Direzione Risorse umane Daniela Gagino e la dirigente della Direzione Istruzione, Sviluppo sociale e Politiche di genere Monica Tarchi.
 
L’appuntamento sarà anche l’occasione per presentare il volume “Libere per Costituzione”, dedicato alle protagoniste dell’Assemblea Costituente e al loro ruolo nella nascita della Repubblica. A dialogare con il pubblico sarà l’autrice Valeria De Cubellis, che ripercorrerà le vicende delle donne che contribuirono alla scrittura della Carta costituzionale.
L’inaugurazione della sala dedicata alle Madri Costituenti e la presentazione del volume si inseriscono nel programma con cui la Città metropolitana di Torino ricorda l’ottantesimo anniversario dell’avvio dei lavori dell’Assemblea Costituente, riportando l’attenzione sul contributo femminile alla costruzione della democrazia italiana.
 

Ozegna rende omaggio a quattro esempi di impegno civico

 

Conferita la cittadinanza onoraria a Marisa Nigra, Roberto Flogisto, Enzo Morozzo e Bruno Germano

«Una comunità cresce quando sa riconoscere chi, con il proprio esempio, ha contribuito a renderla migliore.»

Con queste parole il Consigliere Regionale ed ex Sindaco di Ozegna Sergio Bartoli ha voluto esprimere il proprio apprezzamento in occasione della cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria a Marisa Nigra, Roberto Flogisto, Enzo Morozzo e Bruno Germano.

«Ho vissuto con particolare emozione questa serata – dichiara Bartoli – perché ho avuto il privilegio di conoscere e collaborare con tutti loro durante gli anni della mia esperienza amministrativa. Ognuno, con il proprio percorso, ha lasciato un’impronta significativa nella storia di Ozegna, mettendo sempre il bene della comunità davanti agli interessi personali.»

Marisa Nigra ha rappresentato per anni un importante punto di riferimento nel mondo dell’associazionismo, promuovendo attraverso il Gruppo Anziani occasioni di aggregazione e di socialità che hanno rafforzato il senso di comunità.

Roberto Flogisto ha dedicato una parte importante della propria vita alla tutela e alla valorizzazione delle tradizioni locali, contribuendo a custodire la memoria storica e culturale del paese.

Enzo Morozzo, grazie alla sua attività di insegnante, studioso e autore, ha saputo raccontare Ozegna, trasmettendone la storia e l’identità alle nuove generazioni.

Bruno Germano si è distinto per una disponibilità straordinaria verso il prossimo. L’impegno nella vita amministrativa del Comune e, soprattutto, alla guida dell’AIB e della Protezione Civile di Ozegna rappresenta un esempio concreto di servizio, responsabilità e altruismo.

«Questa onorificenza – conclude Bartoli – assume un significato che va oltre il riconoscimento personale. È un messaggio rivolto a tutta la comunità, in particolare ai più giovani: il volontariato, la cultura, il senso civico e la disponibilità verso gli altri sono valori che meritano di essere coltivati e tramandati. Le opere possono cambiare il volto di un paese, ma sono le persone a costruirne davvero l’anima. A Marisa, Roberto, Enzo e Bruno rivolgo le mie più sincere congratulazioni e un profondo ringraziamento per quanto hanno donato e continuano a rappresentare per Ozegna.»

Poliziotto libero da servizio fa arrestare ladro di smartphone

La Polizia di Stato ha arrestato a Torino un cittadino rumeno di 50 anni per un furto con destrezza ai danni di una giovane.
Nel pomeriggio di alcuni giorni fa, una ragazza di circa 20 anni che si trovava a passeggio in Piazza Carlo Felice, direzione via Roma, è stata avvicinata alle spalle da un uomo. Il movimento non sfuggiva a un poliziotto in forza al Comm.to di P.S di Sanremo, in quel momento libero dal servizio, che notava il soggetto prendere alla ragazza un cellulare custodito all’interno di una tasca dello zaino che aveva in spalla.
L’agente di polizia è intervenuto immediatamente, riuscendo a fermare il cinquantenne, a cui si qualificava come appartenente alle forze dell’ordine, e chiamando contestualmente il 112 NUE per l’invio di una Volante sul luogo.
A seguito dell’intervento di una pattuglia delle Volanti dell’UPGSP, il telefonino è stato rinvenuto e restituito alla legittima proprietaria, mentre l’uomo è stato arrestato e condotto in carcere.

Blackout, Codacons: “Pronti ad azioni legali”

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Le società energetiche devono garantire la continuità del servizio anche in caso di forte caldo, e sono tenute per legge ad indennizzare i clienti coinvolti nelle interruzioni delle forniture. Allo stesso modo i turisti che non possono fruire dei servizi acquistati a causa della mancanza di energia hanno diritto ad ottenere da albergatori ed esercenti rimborsi proporzionali ai disagi subiti. Lo afferma il Codacons, che interviene a tutela di utenti e attività commerciali interessati dai black out energetici che si stanno verificando in diverse zone d’Italia.

L’aumento delle temperature era ampiamente previsto, e le varie società che gestiscono la rete avrebbero dovuto attivarsi per garantire la continuità del servizio ed evitare surriscaldamenti dei cavi e sovraccarichi di rete – afferma il Codacons – In caso di interruzione prolungata dell’energia elettrica i consumatori hanno sempre diritto all’indennizzo previsto da Arera, che per i clienti domestici con potenza inferiore o uguale a 6 kW ammonta a 34,50 euro, aumentato di 17,25 euro ogni ulteriori 4 ore di interruzione fino a una durata massima di interruzione pari a 240 ore. Per le utenze con potenza superiore ai 6 kW, come aziende o esercizi commerciali, l’indennizzo è di 172,50 euro oltre 86,25 euro per ogni ulteriori 4 ore di interruzione. Indennizzo che – ricorda il Codacons – deve essere automatico in bolletta e non esclude, dove ve ne siano i presupposti, l’eventuale ulteriore risarcimento del danno, secondo le ordinarie regole del Codice Civile.

Allo stesso modo i turisti che hanno acquistato soggiorni presso resort, villaggi e strutture ricettive in genere, o hanno acquistato servizi di cui non possono godere a causa dell’interruzione di energia, hanno diritto ad ottenere dagli esercenti il rimborso di quanto speso in proporzione ai disagi subiti. Saranno poi gli stessi esercenti a rivalersi sulle società energetiche per i danni loro arrecati – precisa il Codacons.

Se non saranno pienamente garantiti i diritti di utenti e attività commerciali, il Codacons è pronto ad avviare le dovute azioni risarcitorie anche collettive nei confronti di società e distributori energeticI.

Opi: «Gli infermieri non sono lavoratori in affitto»

Si possono costruire nuove Case di Comunità, inaugurare nuovi servizi e aprire nuovi reparti. Ma senza infermieri tutto questo rischia di rimanere soltanto sulla carta

È la posizione espressa dagli Ordini delle Professioni Infermieristiche di Torino e Cuneo in merito al dibattito emerso in queste ore sulla possibilità di reclutare infermieri attraverso Amos per garantire il funzionamento delle Case e degli Ospedali di Comunità previsti dal PNRR.

«Gli infermieri per il sistema sanitario non sono lavoratori in affitto e non possono essere trattati come una merce da reperire sul mercato ogni volta che il sistema sanitario non riesce a programmare il proprio fabbisogno di personale», afferma Ivan Bufalo, presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Torino e presidente del Coordinamento degli OPI del Piemonte, che interviene per richiamare l’attenzione su quella che considera una deriva pericolosa per il futuro della professione e della sanità pubblica.

Secondo OPI Torino e OPI Cuneo, la questione non può essere liquidata come una semplice scelta organizzativa o gestionale.

«Il problema è che si continua a discutere di come trovare infermieri senza affrontare il motivo per cui gli infermieri non scelgono più di lavorare nel Servizio sanitario pubblico. È un approccio miope che rischia di nascondere sotto il tappeto problemi ormai strutturali», osserva Remo Galaverna, presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Cuneo«La carenza infermieristica non si risolve creando nuovi meccanismi di reclutamento, ma rendendo nuovamente attrattiva una professione che da anni denuncia stipendi insufficienti, carichi di lavoro crescenti, aggressioni, scarse prospettive di carriera e condizioni organizzative sempre più difficili.»

Per gli Ordini, il rischio è quello di considerare strumenti di intermediazione come una risposta strutturale a una crisi che ha invece origini ben più profonde.

«Gli infermieri sono professionisti sanitari iscritti a un Ordine, titolari di autonomia professionale e responsabili di atti complessi che incidono direttamente sulla salute delle persone. Non sono una risorsa fungibile da movimentare attraverso meccanismi di somministrazione di lavoro», sottolinea Bufalo. «Continuare a ragionare in questi termini significa svilire il valore professionale, sociale e scientifico dell’infermieristica.»

Gli Ordini ribadiscono che l’inserimento degli infermieri nel sistema sanitario deve avvenire prioritariamente attraverso il rapporto di dipendenza con il Servizio Sanitario Nazionale, con le strutture private e private accreditate oppure attraverso forme di autentico esercizio libero-professionale.

«Modelli fondati sulla somministrazione di lavoro tramite enti in house, cooperative o altri intermediari rischiano di collocare la professione infermieristica in una dimensione che non le appartiene e che non è coerente con il suo status giuridico e con il ruolo strategico che svolge all’interno del sistema salute», osserva Galaverna.

OPI Torino e OPI Cuneo evidenziano inoltre una contraddizione che rischia di compromettere gli stessi obiettivi della riforma territoriale.

«Si stanno investendo centinaia di milioni di euro nella costruzione di Case e Ospedali di Comunità, ma si continua a ignorare la questione fondamentale: chi ci lavorerà?», evidenzia Bufalo. «Senza infermieri sufficienti e adeguatamente valorizzati il rischio è quello di inaugurare strutture che faticano a garantire i servizi per cui sono state progettate. Prima delle mura servono i professionisti.»

Particolarmente critica la valutazione degli Ordini rispetto a chi sostiene tali modelli come soluzione alla carenza di personale.

«Sconcerta che, di fronte a una crisi senza precedenti della professione infermieristica, qualcuno ritenga che la risposta sia individuare nuovi intermediari anziché pretendere migliori condizioni di lavoro, valorizzazione economica, assunzioni stabili e percorsi di crescita professionale», afferma Galaverna. «Difendere gli interessi collettivi significa battersi perché gli infermieri e tutti gli altri professionisti sanitari scelgano di restare nel servizio pubblico, non costruire scorciatoie che rischiano di alimentare ulteriormente la precarizzazione.»

Gli Ordini richiamano infine la politica regionale e nazionale ad assumere una posizione chiara.

«Se oggi mancano gli infermieri, non è soltanto per un numero insufficiente di professionisti disponibili, ma anche perché il sistema ha progressivamente smesso di essere attrattivo», conclude Bufalo. «Continuare a ignorare questa realtà significa rinviare il problema e condannare il servizio sanitario a rincorrere emergenze sempre più gravi. La politica deve decidere da che parte stare: dalla valorizzazione delle professioni sanitarie o dalla loro progressiva precarizzazione. Su questo punto non possono esistere ambiguità

Cantieri Metro: parlano i sindaci di Collegno Rivoli e Grugliasco

 “SERVONO RISPOSTE CERTE. INFRA.TO CHIUDA O RIDUCA I CANTIERI DOVE POSSIBILE” 

È una notizia purtroppo confermata: la ditta ICI (Italiana Costruzioni Infrastrutture) si stava occupando dei lavori civili e strutturali per il prolungamento della Linea 1 della metropolitana di Torino, specificamente nel tratto tra Collegno e Cascine Vica (Rivoli). Negli ultimi mesi è stata riportata dai giornali la notizia di una grave crisi finanziaria di ICI. 

È su questo sentore di notizie che i Sindaci di Collegno, Grugliasco e Rivoli sono appena rientrati da un colloquio ufficiale con il Presidente e Amministratore Delegato di Infra.To, Bernardino Chiaia, durante il quale hanno affrontato direttamente la situazione del cantiere del prolungamento della metropolitana. Nel corso dell’incontro è stato ribadito che i cantieri di superficie devono essere ristretti o completati nel più breve tempo possibile, perché i disagi accumulati negli ultimi anni non sono più sostenibili per residenti, attività economiche e mobilità locale. È stata inoltre confermata la condizione di difficoltà economica della società ICI, attualmente in giudizio presso il Tribunale Fallimentare di Roma, chiedendo l’approvazione di un piano di rientro.

I tre Sindaci hanno chiesto una risoluzione celere da parte del Tribunale fallimentare di Roma per garantire continuità all’opera e tutelare l’interesse pubblico. 

Le Amministrazioni esprimono anche la loro vicinanza ai lavoratori del cantiere, che – come segnalato dalle organizzazioni sindacali – hanno maturato mesi di ritardi nei pagamenti degli stipendi. Una situazione grave, che richiede un intervento immediato e che impone, negli eventuali futuri appalti, l’inserimento di clausole di salvaguardia sociale per evitare che i lavoratori si trovino nuovamente in condizioni di incertezza.

“Una situazione che non può più essere considerata sostenibile – dichiarano i Sindaci Cavallone, Gaito ed Errigo –. Non è accettabile che un’opera di questa portata resti sospesa senza un cronoprogramma chiaro e senza garanzie sulla capacità dell’impresa di portare a termine i lavori. È indispensabile che Infra.To completi rapidamente le opere di superficie e che tutte le istituzioni coinvolte si assumano le proprie responsabilità”. Le tre Amministrazioni ricordano di aver sempre sostenuto con convinzione la realizzazione della metropolitana, consapevoli del ruolo fondamentale che questa infrastruttura riveste per la mobilità dell’intera area metropolitana torinese. Tuttavia, il protrarsi dei lavori e l’assenza di un quadro certo stanno generando criticità non più ignorabili.

Il Sindaco di Collegno, Matteo Cavallone, afferma: “Collegno vive da oltre sette anni una trasformazione urbana complessa, con interi assi viari modificati, attività penalizzate e quartieri che attendono di tornare alla normalità. La metropolitana è un’opera strategica per tutta l’area ovest, ma oggi lo stallo del cantiere sta generando incertezza e preoccupazione. Non possiamo permettere che un’opera così importante resti sospesa nel limbo”.

Il Sindaco di Grugliasco, Emanuele Gaito, aggiunge: “Il nostro territorio vive da anni i disagi di un’opera incompiuta. È necessario che tutte le istituzioni coinvolte garantiscano tempi certi, risorse adeguate e un percorso chiaro per arrivare al completamento della metropolitana. I cittadini meritano risposte, non ulteriori attese”.

Il Sindaco di Rivoli, Alessandro Errigo, esprime ulteriore preoccupazione: “Rivoli convive da anni con un cantiere che ha modificato profondamente la vita dei quartieri e delle attività commerciali, senza che oggi si intraveda una data certa per la conclusione dei lavori. La nostra città, già esclusa dal sistema metropolitano e ferroviario, sta pagando un prezzo altissimo in termini di mobilità, accessibilità e qualità della vita. Abbiamo il progetto per la sistemazione di quel tratto di corso Francia con una parte di finanziamento già approvato e non vogliamo rischiare di perderlo. È indispensabile garantire la continuità dell’opera e valutare seriamente anche il prolungamento fino al centro cittadino, già progettato e approvato, per evitare di ritrovarci tra pochi anni con nuovi cantieri e nuovi disagi”.

Nel corso dell’incontro con Infra.To, i tre Sindaci hanno inoltre richiesto un aggiornamento puntuale sullo stato dei lavori e sui valori economici residui. Dai documenti forniti da Infra.To emerge un quadro aggiornato e dettagliato dello stato di avanzamento dei lavori, distinto per ciascun lotto dell’opera. Per il Lotto 1 del Prolungamento Ovest, relativo alle opere civili, alle finiture architettoniche e agli impianti non di sistema delle prima due fermate, Collegno Certosa e Collegno Centro, era stanziato un importo contrattuale di 75.011.352,52 euro. L’ultimo stato di avanzamento contabile indica un progresso dell’85,74%, con un valore dei lavori a finire pari a circa 9,9 milioni di euro, al netto delle lavorazioni già eseguite e non ancora contabilizzate.

Per il Lotto 2 del Prolungamento Ovest, anch’esso relativo alle opere civili, alle finiture architettoniche e agli impianti non di sistema delle seconde due fermate, Leumann e Cascinevica, l’importo contrattuale è pari a 90.756.746,77 euro. L’avanzamento al 31 gennaio 2026 risulta del 74,53%, mentre il valore complessivo dei lavori residui è di circa 22,2 milioni di euro. Tale importo comprende il completamento delle opere strutturali del pozzo PC3, le sistemazioni superficiali delle stazioni Leumann e Cascine Vica, gli interventi sul pozzo PC4 e la realizzazione del parcheggio di interscambio di Cascine Vica.

Per quanto riguarda il Comprensorio Tecnico di Collegno, il quadro economico si articola in due interventi distinti. L’ampliamento dell’officina manutenzione treni presenta un importo contrattuale pari a 6.728.489,20 euro, con un avanzamento del 78,86% e un valore dei lavori a finire di circa 1,5 milioni di euro, considerando anche le lavorazioni già eseguite e non ancora contabilizzate. Il nuovo deposito treni registra invece un importo contrattuale di 5.695.706,24 euro, con un avanzamento del 90,73% e un valore residuo dei lavori pari a circa 0,5 milioni di euro. Complessivamente, i lavori afferenti agli appalti in capo a ICI ammontano a 32,1 milioni di euro, mentre ulteriori 2 milioni riguardano appalti gestiti dal Consorzio Stabile Sinercons.

La denuncia dei tre Sindaci della Zona Ovest di Torino è chiara e diretta: “Chiediamo chiarezza immediata sul futuro dell’opera e tempi certi per il completamento, oltre che il rispetto dei livello occupazionali ed il rispetto dei pagamenti e dei diritti dei lavoratori che stanno costruendo la Metropolitana. È necessario che Infra.To trovi rapidamente il modo per chiudere i cantieri di superficie e che venga definito con precisione il fabbisogno tecnico ed economico in caso di nuovo affidamento. Serve un impegno concreto del Governo affinché la metropolitana venga riconosciuta come infrastruttura strategica nazionale e riceva le risorse necessarie e delle norme ad hoc di semplificazione burocratica per essere completata senza ulteriori ritardi”.

Blackout rete elettrica, Ireti rinforza le squadre: 150 tecnici disponibili h24

Dopo l’ordinanza emessa dal Sindaco della Città di Torino sui  disagi relativi alla rete elettrica cittadina, Ireti comunica di “aver prontamente attivato al suo interno dal 19 giugno 2026 lo stato di emergenza, come previsto dalle proprie procedure rendicontate puntualmente all’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente (Arera).

Lo stato di emergenza era stato proclamato da Ireti, secondo le proprie procedure interne, anche nel periodo dal 24 maggio all’8 giugno 2026, in occasione della precedente ondata di calore verificatasi”.

Prosegue Ireti: “Come previsto dal piano, in entrambe le occasioni è immediatamente scattato il rinforzo delle squadre e dei mezzi operativi, incrementando la forza lavoro e arrivando fino a 100 tecnici espressamente dedicati alla gestione dell’emergenza.

Nelle ultime ore, anche per effetto dell’ordinanza, Ireti sta ulteriormente incrementando il numero dei tecnici, arrivando a un totale di circa 150 risorse disponibili 24 ore su 24, attingendo a dipendenti specializzati e formati per la gestione dell’emergenza da altri territori in cui è presente il Gruppo, da altre business unit, nonché attraverso il personale di fornitori esterni. Sono stati inoltre dirottate sulla gestione dell’emergenza tutte le squadre impegnate nei cantieri programmati per lavori non urgenti.

Ireti, infine, comunica che durante entrambe le emergenze, ha mantenuto contatti continui con gli organi istituzionali, con la polizia locale, con i mezzi di informazione e con gli stakeholder coinvolti a vario titolo nella gestione delle criticità”.