CRONACA- Pagina 17

Esodo estivo, sabato da bollino nero: traffico intenso anche sulle strade del Piemonte

Oltre 25 milioni di spostamenti attesi sulla rete Anas nel weekend. A Torino e in Piemonte occhi puntati su tangenziale, A4, A5, A6, A21 e A32. Ridotti i cantieri e rafforzata la presenza del personale. Stop ai mezzi pesanti dalle 8 alle 22

È il primo grande sabato di agosto verso Ferragosto e anche sulle strade di Torino e del Piemonte si annuncia una giornata da affrontare con particolare attenzione. Dalle prime ore del mattino è previsto un aumento dei flussi sulle principali direttrici autostradali e sulla tangenziale torinese, soprattutto per chi si muove verso il mare, la montagna e le località turistiche. Sotto osservazione ci sono in particolare la A6 Torino-Savona, utilizzata da migliaia di piemontesi diretti verso la Liguria, la A32 Torino-Bardonecchia verso la Valle di Susa e il Fréjus, la A5 verso il Canavese e la Valle d’Aosta, la A4 in direzione Milano e la A21 verso Alessandria e Piacenza. Possibili rallentamenti anche lungo la rete ordinaria nei punti di accesso alle località di maggiore richiamo turistico. In vista dell’esodo, diversi cantieri sono stati sospesi o ridimensionati proprio per cercare di rendere più scorrevole la circolazione.

Sabato 8 agosto è infatti contrassegnato dal bollino nero nelle ore del mattino, la fascia considerata più critica dell’intero fine settimana per le partenze. Il bollino rosso riguarda invece il pomeriggio di oggi, venerdì 7 agosto, quello di sabato e il pomeriggio di domenica 9 agosto, quando il traffico sarà alimentato soprattutto dai rientri verso le grandi città. Il quadro si inserisce nel pieno dell’esodo estivo, con milioni di italiani pronti a mettersi in viaggio nel weekend che precede la settimana di Ferragosto.

Secondo le stime dell’Osservatorio Mobilità Stradale di Anas, da venerdì a domenica saranno oltre 25 milioni gli spostamenti di autoveicoli previsti sulla rete stradale e autostradale gestita dalla società. Per affrontare l’aumento dei flussi è stato rafforzato il presidio del personale e sono state adottate misure per ridurre l’impatto dei lavori sulla circolazione. Complessivamente, fino al 7 settembre, saranno chiusi o sospesi 1.175 cantieri, pari all’83% dei 1.414 cantieri attivi.

Anche in Piemonte la situazione dei lavori è stata rivista in funzione dell’esodo. Sulla A6 Torino-Savona, una delle arterie più delicate per chi raggiunge la costa ligure, il piano estivo ha previsto un miglioramento della situazione rispetto allo scorso anno e la disponibilità di due corsie nella direzione interessata dai maggiori flussi. Sulla A5 Torino-Ivrea-Aosta rimane invece una situazione da monitorare in corrispondenza del viadotto Camolesa, dove è attiva una deviazione provvisoria con una corsia per senso di marcia. Sulla A21, invece, non sono previsti cantieri inamovibili nel periodo estivo.

La giornata di sabato sarà inoltre caratterizzata dal divieto di circolazione dei mezzi pesanti con massa superiore a 7,5 tonnellate: il blocco sarà in vigore dalle 8 alle 22. Il provvedimento proseguirà domenica 9 agosto dalle 7 alle 22, mentre nella giornata di venerdì 7 agosto il divieto è scattato dalle 16 e terminerà alle 22. La limitazione punta a ridurre la presenza dei mezzi pesanti proprio nelle ore nelle quali è previsto il maggior numero di automobili in viaggio.

Il consiglio per chi deve partire è quindi quello di evitare, quando possibile, le fasce orarie più congestionate e soprattutto di non affidarsi all’ultimo momento. Controllare la situazione del traffico prima di uscire di casa, verificare eventuali modifiche alla viabilità e tenere conto delle condizioni meteorologiche può evitare di trasformare una partenza per le vacanze in una lunga attesa sotto il sole.

Anas ha inoltre richiamato gli automobilisti alla prudenza, sottolineando l’importanza del rispetto dei limiti, della distanza di sicurezza e della necessità di effettuare pause durante i viaggi più lunghi. In particolare, con le temperature elevate di questi giorni, è importante avere a bordo una quantità sufficiente di acqua e prestare attenzione alle condizioni di chi viaggia, soprattutto bambini, anziani e persone più vulnerabili al caldo.

Dal 4 agosto, intanto, è entrato in funzione anche Vergilius Plus, il nuovo sistema di controllo della velocità realizzato da Anas in collaborazione con la Polizia Stradale. Il sistema è stato attivato su 36 tratte della rete stradale Anas e permette di controllare la velocità media dei veicoli lungo determinati percorsi. Tra le tratte interessate figurano soprattutto quelle della A2, oltre ad alcuni segmenti della SS309 Romea, della SS1 Aurelia e di altre strade statali del Centro-Sud.

Per il Piemonte il weekend resta dunque quello della massima attenzione. La tangenziale di Torino e le principali autostrade che convergono sul capoluogo rappresentano i punti da tenere sotto osservazione soprattutto nelle ore della mattina, quando partirà la maggior parte dei vacanzieri. La A6 sarà il principale corridoio verso la Liguria, mentre A32 e A5 convoglieranno una parte consistente del traffico diretto verso montagne e valichi internazionali. Sulla A4, invece, saranno possibili flussi elevati in direzione della Lombardia e del Nord-Est.

La situazione potrebbe diventare più complessa anche nei pressi degli svincoli e delle barriere, dove l’aumento del numero dei veicoli tende a produrre rallentamenti anche in assenza di incidenti o cantieri. Per questo la raccomandazione resta quella di programmare il viaggio, evitare sorpassi azzardati e mantenere una distanza adeguata dal veicolo che precede.

Dopo il sabato da bollino nero, domenica sarà soprattutto la giornata dei rientri. Nel pomeriggio il traffico dovrebbe aumentare progressivamente sulle direttrici verso Torino e gli altri grandi centri urbani, con possibili code anche sulla tangenziale e lungo le arterie di collegamento con le autostrade.

L’esodo verso Ferragosto è dunque ufficialmente entrato nel vivo. Per chi parte, la vacanza comincia anche dalla strada: meglio qualche minuto di prudenza in più che un’ora di coda in più, o peggio ancora un incidente.

Dal Politecnico di Torino arriva il motore elettrico del futuro

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Il progetto IONX conquista il BAITE Award 2026

Un’innovazione nata nei laboratori del Politecnico di Torino conquista il primo premio del BAITE Award 2026, il contest internazionale dedicato ai giovani ricercatori e ai progetti capaci di trasformare la ricerca scientifica in soluzioni concrete per industria e società.

A vincere la quinta edizione della competizione è stato IONX Project – Global Flux Motor, sviluppato dai ricercatori Ettore Bianco e Fabio Mandrile del Politecnico di Torino. Il riconoscimento è stato assegnato nell’ambito di NanoValbruna 2026, il forum internazionale dedicato alla rigenerazione e all’innovazione che si è svolto a Valbruna, in Friuli Venezia Giulia.

Il progetto si propone di cambiare il paradigma della mobilità elettrica attraverso un nuovo tipo di motore ad alte prestazioni, progettato per aumentare densità di coppia, potenza ed efficienza rispetto alle tecnologie tradizionali. Il Global Flux Motor integra soluzioni avanzate di raffreddamento e un sistema di frenata magnetica, con l’obiettivo di ridurre dispersioni energetiche, surriscaldamento e produzione di particolato derivante dalla frenata.

Le applicazioni individuate riguardano soprattutto settori ad alta tecnologia come hypercar, motorsport elettrico ed eVTOL, ovvero i veicoli elettrici a decollo e atterraggio verticale destinati anche alla mobilità aerea del futuro.

«Ricevere questo riconoscimento per il nostro GlobalFlux Motor rappresenta un’enorme soddisfazione e una conferma del percorso intrapreso – hanno commentato Bianco e Mandrile –. È il riconoscimento del valore di una tecnologia che punta a ridefinire il concetto di motore elettrico, offrendo la massima densità di potenza in un’architettura estremamente compatta».

Il premio, del valore di 2 mila euro, sarà destinato alle prossime fasi di sviluppo del progetto, a partire dalla realizzazione e dalla validazione del primo prototipo ad alte prestazioni. Il team sta inoltre lavorando all’integrazione della tecnologia su un primo veicolo dimostrativo insieme a un possibile partner industriale e ha avviato interlocuzioni con investitori interessati alla crescita del progetto.

«La vittoria del BAITE Award rappresenta un’importante accelerazione – spiegano i due ricercatori – perché ci permette di trasformare un’innovazione nata in ambito accademico in una tecnologia capace di generare un impatto concreto sul mercato e sulla società».

Il podio del BAITE Award

Al secondo posto si è classificato Chelatech, progetto dell’Università di Catania sviluppato da Vincenzo Patamia ed Erika Saccullo. La ricerca propone un nuovo metodo per realizzare materiali antibatterici attraverso il sequestro dei nutrienti necessari alla crescita dei batteri, evitando l’utilizzo di sostanze biocide potenzialmente dannose. La tecnologia è pensata inizialmente per il settore della carta e del packaging medicale.

Il terzo gradino del podio è andato invece a EXTRA-CELL – EXTRAction of CELLulose from biomass, progetto dell’Università degli Studi di Milano sviluppato da Daniele Carullo, Tommaso Bellesia e Stefano Farris. L’obiettivo è ricavare cellulosa ad alto valore aggiunto da biomasse residuali provenienti dai settori agroalimentare e forestale, promuovendo un modello di economia circolare alternativo alle fonti tradizionali.

Dodici progetti da nove atenei italiani

L’edizione 2026 del BAITE Award è stata dedicata esclusivamente a progetti provenienti dal mondo universitario, con l’obiettivo di rafforzare il collegamento tra ricerca e impresa e favorire il trasferimento tecnologico.

Sono stati dodici i progetti finalisti, presentati da nove università e istituzioni scientifiche italiane: oltre al Politecnico di Torino e agli atenei di Catania e Milano, hanno partecipato anche Università Ca’ Foscari Venezia, Università di Urbino Carlo Bo, Università di Pavia, Università di Pisa, Istituto Italiano di Tecnologia e Università di Cassino e del Lazio Meridionale.

Le proposte hanno spaziato dai biomateriali alle bioplastiche, dalla valorizzazione degli scarti agroalimentari alle tecnologie per la cattura della CO₂, passando per energia rinnovabile, mobilità sostenibile, medicina personalizzata, elettronica green e nuovi sistemi di diagnostica industriale.

Il BAITE Award si conferma così come un punto d’incontro tra ricerca e mercato, con l’obiettivo di accompagnare le idee più promettenti dai laboratori universitari verso applicazioni industriali in grado di contribuire alla sostenibilità e alla competitività del sistema produttivo.

È in pericolo il Santuario sulla vetta del Thabor, tra due Stati

E’ l’antica cappella collocata a 3178 metri sulla vetta del Monte Thabor. Si trova in territorio francese, nel Comune di Névache, ma appartiene al Comune di Bardonecchia. Dedicata alla Vergine Addolorata, la chiesetta vanta da secoli un forte legame storico e religioso con Bardonecchia e la Valle Stretta, quasi un luogo del cuore per i parrocchiani di Bardonecchia e di Melezet. Ma oggi è in pericolo, vittima anch’essa del riscaldamento climatico. Eretta su uno strato di permafrost sta scivolando e rischia di crollare. Il terreno gelato si scioglie per le alte temperature. È oggetto di numerosi restauri ma ora non bastano più e l’accesso è vietato per motivi di sicurezza. La cappella è infatti diventata una sorta di bivacco per escursionisti e alpinisti ma la zona adesso non è più sicura per le persone. Quindi è stata presa una decisione storica. La cappella in vetta verrà smontata e trasferita a causa dello scioglimento del permafrost che provoca lo spostamento delle fondamenta. Verrà ricostruita poco più in alto su un’area stabile usando, per quanto possibile, i vecchi materiali della chiesa. L’origine della costruzione della cappella non è ben chiara. Unica certezza è che nel 1600 era già presente, ma si parla anche del ‘400, e quindi da centinaia di anni è meta di pellegrinaggi. Escursionisti, soldati e pellegrini hanno lasciato piccoli ex voto, fotografie e targhe in segno di ringraziamento per essere tornati sani e salvi dalla montagna. È anche chiamata la “Terra Santa delle Alpi”, secondo la tradizione infatti, un pellegrino di ritorno dalla Terra Santa vide una somiglianza tra questa montagna e il Monte Thabor, il monte della Trasfigurazione di Gesù, in Galilea, e le diede quel nome. Dopo la II Guerra Mondiale il Monte Thabor passò alla Francia ma la cappella è rimasta cara nella tradizione religiosa degli abitanti della valle. Dal 1860, ogni 16 luglio, si tiene una messa in quota in seguito a un voto fatto dagli abitanti di Melezet per sconfiggere un’epidemia di tifo. La Festa della Cappella si tiene invece il 24 agosto. Nel tempo si sono diffusi vari racconti popolari. Uno di questi racconta che la montagna sia un luogo “protetto” dalla Madonna e che i pellegrini che salgono con fede trovino sempre la forza di raggiungere la vetta, anche con il maltempo. Per la ricostruzione della cappella del Monte Thabor occorre molto denaro ed è necessario allestire un grande cantiere lassù, a oltre 3000 metri. Presso la parrocchia di Bardonecchia c’è un punto di raccolta fondi. Don Franco si appella alla generosità di tutti perché ogni gesto conta per ridare vita al piccolo santuario.        Filippo Re 

Spaccio: la polizia sequestra 33 kg di hashish

La Polizia di Stato ha arrestato, nei giorni scorsi nel quartiere Lingotto di Torino, un 24enne per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio, sequestrando oltre 33 kg di Hashish all’interno della sua abitazione.
L’operazione è stata condotta dagli agenti delle Volanti e dell’Ufficio Investigativo del Commissariato di P.S. San Secondo, nell’ambito dei quotidiani servizi di contrasto al fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti.
L’attività investigativa ha portato i poliziotti a concentrare l’attenzione su un appartamento di Piazza Tancredi Giliberti, ritenuto un possibile luogo di stoccaggio di sostanza stupefacente.
Gli agenti hanno quindi predisposto un servizio di appostamento e osservazione e, una volta raggiunto il pianerottolo, hanno percepito un forte odore di cannabinoidi provenire dall’interno dell’alloggio. Dopo aver fatto ingresso nell’appartamento, i poliziotti hanno eseguito una perquisizione domiciliare che ha dato esito positivo: sono stati infatti rinvenuti e sequestrati 333 panetti di Hashish, per un peso complessivo di oltre 33 kg, occultati sotto il letto e all’interno di un mini-frigorifero presente nella camera del giovane.
Inoltre sono stati sequestrati oltre 1000€ in contanti, ritenuti provento dell’attività illecita, un bilancino di precisione, un coltello a serramanico con tracce di sostanza stupefacente e un impianto professionale di estrazione dell’aria, verosimilmente utilizzato per limitare la diffusione del forte odore emanato dalla sostanza.
Il quantitativo di Hashish sequestrato, qualora fosse stato immesso sul mercato, avrebbe potuto generare un ingente profitto illecito, stimato tra i 230.000 e i 330.000 euro.
Alla luce degli elementi raccolti, il ventiquattrenne è stato arrestato e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, condotto presso la Casa Circondariale Lorusso e Cutugno.

Siccità, il Piemonte chiederà lo stato di calamità naturale

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Confronto con il Governo per gli aiuti alle imprese agricole

La Regione Piemonte ha avviato le procedure per richiedere lo stato di calamità naturale a causa della grave siccità che da mesi colpisce il territorio e sta mettendo in difficoltà il settore agricolo. Ieri il presidente Alberto Cirio e l’assessore all’Agricoltura Paolo Bongioanni hanno avuto una serie di incontri con il Ministero dell’Agricoltura per definire gli interventi più rapidi a sostegno delle aziende agricole.

L’assenza prolungata di piogge, segnalata anche dalle principali organizzazioni di categoria – Coldiretti, Confagricoltura e Cia – sta causando pesanti ripercussioni sulle coltivazioni. Particolarmente delicata la situazione delle risaie, che si trovano in una fase decisiva del ciclo produttivo, ma anche delle produzioni stagionali, sempre più esposte agli effetti della crisi idrica.

«Ci troviamo di fronte a una crisi idrica eccezionale che, oltre a mettere sotto pressione la disponibilità di acqua e ad alimentare un rischio incendi che purtroppo si manifesta ormai da settimane, sta provocando danni sempre più pesanti all’agricoltura piemontese – dichiarano il presidente Cirio e l’assessore Bongioanni -. Come Regione stiamo facendo la nostra parte: abbiamo dichiarato lo stato di emergenza regionale, stiamo intervenendo con le autobotti nelle situazioni più critiche e, nell’ottica di una gestione coordinata dell’acqua, continuiamo a sollecitare un incremento dei rilasci dagli invasi. Per quanto riguarda l’agricoltura, avendo raccolto le segnalazioni delle associazioni di categoria incontrate in questi giorni, abbiamo avviato le procedure per la richiesta dello stato di calamità e siamo al lavoro con il Governo, e in particolare con il ministro Lollobrigida, per individuare le misure più efficaci e veloci a sostegno delle aziende agricole e per salvaguardare questo comparto strategico per l’economia piemontese».

Parallelamente la Regione sta lavorando anche sul fronte dei contributi della Politica agricola comune (Pac). È stata avviata la comunicazione alla Commissione europea della delibera che ha dichiarato lo stato di emergenza regionale, passaggio necessario per consentire l’attivazione di alcune deroghe.

L’attenzione è rivolta soprattutto agli allevatori e ai margari che, a causa della mancanza di pascoli, sono stati costretti ad abbandonare in anticipo gli alpeggi. In collaborazione con Arpea, la Regione sta definendo le procedure affinché questa situazione venga riconosciuta come causa di forza maggiore e non comporti la perdita dei contributi europei.

«Siamo al lavoro affinché possa essere riconosciuto loro integralmente il contributo anche se non hanno potuto completare il periodo minimo di permanenza in altura richiesto per accedere agli aiuti – aggiungono Cirio e Bongioanni –. Parallelamente, per dare ossigeno alle aziende agricole, procede il confronto con il nostro ente pagatore Arpea e con quello nazionale Agea per poter ottenere ed erogare in tempi brevi un anticipo di pagamenti Pac senza precedenti».

L’obiettivo della Regione è accelerare sia il riconoscimento dello stato di calamità sia l’arrivo delle misure di sostegno economico, per aiutare un comparto che sta subendo pesanti perdite a causa della prolungata emergenza idrica.

Coppa del Presidente al Golf Club Sestrieres per la ricerca

NASCE LA PARTNERSHIP TRA VIALATTEA E FONDAZIONE ALLEGRA AGNELLI 

DUE GRANDI REALTA’ DEL TERRITORIO INSIEME PER SOSTENERE LA CURA E LA RICERCA CONTRO IL CANCRO 

Lotteria benefica a favore della Fondazione

 

Candiolo, 7 agosto 2026 – Due realtà profondamente legate al territorio, accomunate dalla volontà di generare valore per la comunità, uniscono le proprie forze per sostenere la cura e la ricerca contro il cancro. Nasce la partnership tra Vialattea, uno dei più importanti comprensori sciistici d’Europa e simbolo dell’eccellenza turistica piemontese, e la Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro, da quarant’anni punto di riferimento nazionale nel sostegno alle attività di INOC – Istituto Nazionale Oncologico Candiolo.

Una collaborazione che prenderà forma attraverso un calendario di iniziative ed eventi pensati per coinvolgere cittadini, appassionati di sport, aziende e visitatori, trasformando occasioni di incontro in un concreto sostegno ai progetti di ricerca e cura di INOC e contribuendo a diffondere una sempre maggiore consapevolezza sull’importanza della ricerca scientifica.

Il primo appuntamento sarà domenica 9 agosto, in occasione della Coppa del Presidente, storica gara di golf in programma sul percorso a 18 buche del Golf Club Sestrieres. Durante la manifestazione sarà organizzata una lotteria benefica, il cui ricavato sarà interamente destinato alla Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro. L’iniziativa rappresenta il primo tassello di un percorso condiviso che vedrà Vialattea e Fondazione collaborare nei prossimi mesi attraverso nuove iniziative capaci di coniugare sport, territorio e solidarietà, con l’obiettivo di sostenere concretamente il lavoro di medici e ricercatori impegnati ogni giorno contro il cancro.

“La ricerca ha bisogno di alleanze, di persone e di realtà che scelgono di mettersi in gioco per costruire insieme il futuro della cura”, dichiara Allegra Agnelli, Presidente della Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro. “Per questo siamo particolarmente felici di avviare questa collaborazione con Vialattea, una realtà che rappresenta un’eccellenza del nostro territorio e che condivide con noi il desiderio di restituire valore alla comunità. Iniziative come questa dimostrano come lo sport, il turismo e la solidarietà possano unirsi per sostenere concretamente la ricerca oncologica e offrire nuove speranze ai pazienti e alle loro famiglie”.

 “Vialattea rappresenta da sempre un punto di riferimento per il nostro territorio e siamo convinti che questo ruolo comporti anche una responsabilità nei confronti della comunità in cui operiamo”, afferma Massimo Feira, Presidente di Sestrieres S.p.A., società di gestione degli impianti di risalita della Vialattea, quinto comprensorio sciistico d’Europa per estensione delle piste e tra le principali società del settore a livello nazionale. “La collaborazione con la Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro nasce dalla volontà di mettere la forza della nostra organizzazione, la forza del marchio Vialattea e gli eventi che promuoviamo al servizio di una causa che riguarda tutti. Siamo particolarmente orgogliosi di avviare questo percorso insieme, a partire dalla Coppa del Presidente, con l’obiettivo di offrire un contributo concreto al sostegno della ricerca oncologica e di coinvolgere ospiti, partner, istituzioni e comunità locale in un progetto di straordinario valore umano e sociale. Crediamo che lo sport abbia la capacità di unire le persone, creare consapevolezza e generare solidarietà. Per questo siamo convinti che, facendo squadra, sia possibile ottenere risultati importanti non solo sui green e sulle piste, ma anche a beneficio della collettività e della ricerca scientifica. È anche attraverso iniziative come questa che una grande realtà imprenditoriale può contribuire a generare valore non solo economico e turistico, ma anche sociale, mettendo la propria capacità di coinvolgimento al servizio della ricerca e del bene comune.”

La partnership nasce dalla convinzione che il territorio possa esprimere il proprio potenziale quando le sue eccellenze fanno rete, mettendo a disposizione competenze, relazioni e opportunità per un obiettivo comune. Un impegno condiviso che guarda al futuro e che contribuirà a sostenere il lavoro quotidiano degli oltre 300 ricercatori e degli oltre 800 professionisti di INOC – Istituto Nazionale Oncologico Candiolo, impegnati ogni giorno nello sviluppo di cure sempre più efficaci e personalizzate contro il cancro.

La Coppa del Presidente segnerà così l’inizio di un percorso condiviso che vedrà Vialattea e Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro promuovere insieme nuove iniziative di solidarietà, con l’obiettivo di trasformare la forza del territorio in un sostegno concreto alla ricerca oncologica e ai pazienti di oggi e di domani.

Camion perde il carico sulla rotatoria di Candiolo

Ieri nella  rotatoria di Candiolo all’intersecarsi della Sr 23, la variante e via Stupinigi un camion proveniente da None  ha perso il carico. La carreggiata è stata bloccata e si è verificato il  rallentamento del traffico. Sono state impiegate gru per rimuovere il carico e sul posto sono intervenuti Polizia Locale, carabinieri e guardia di finanza per regolare il traffico e accertare la dinamica dell’incidente.

I sindaci dei Comuni olimpici chiedono garanzie per il servizio pediatrico

Pubblichiamo la lettera congiunta firmata dal Presidente dell’Unione Comuni Olimpici Via Lattea Mauro Meneguzzi e dai Presidenti delle Unioni Montane Valle Susa, Alta Valle Susa e Val Sangone, oltre che dal Presidente del Comitato dei Sindaci del Distretto Val Susa e Val Sangone e dal Sindaco di Susa quale rappresentante dei Sindaci del distretto Val Susa Val Sangone.
 
Il Presidente dell’Unione Comuni Olimpici Via Lattea Mauro Meneguzzi oltre a condividere i temi evidenziati nella lettera aggiunge un riferimento alla sfera turistica: “Garantire la presenza di un servizio pediatrico in Alta Valle di Susa significa tutelare non solo il diritto alla salute delle famiglie residenti, ma anche assicurare un servizio essenziale a un territorio che, soprattutto durante l’estate e la stagione sciistica, accoglie migliaia di bambini. Non possiamo pensare che una famiglia in vacanza debba percorrere decine di chilometri per una visita pediatrica. I Comuni Olimpici Via Lattea hanno bisogno di servizi sanitari adeguati alla loro vocazione turistica: offrire qualità dell’accoglienza significa anche garantire un’assistenza sanitaria di prossimità, all’altezza delle esigenze di residenti e ospiti”

San Luigi Gonzaga, restituita con l’AI la vista a un occhio senza più speranze

Da meno di un decimo a otto decimi di vista, senza necessità di correzione con lenti.
Si tratta del risultato di un intervento, tra i primi in Italia, eseguito all’AOU San Luigi Gonzaga di Orbassano su un paziente di 82 anni, che da molti anni non riusciva più a utilizzare efficacemente entrambi gli occhi e presentava una situazione particolarmente compromessa nell’occhio destro.
A eseguire l’intervento è stato il professor  Raffaele Nuzzi, direttore della Struttura Complessa Universitaria di Oftalmologia del San Luigi, che ha utilizzato l’intelligenza artificiale quale strumento per progettare un secondo cristallino artificiale personalizzato e individuare la soluzione chirurgica più efficace per un caso di eccezionale gravità.
La paziente era affetta da cataratta e glaucoma e presentava una grave compromissione visiva in entrambi gli occhi, meno di un decimo di vista nell’occhio destro e un decimo nel sinistro. L’occhio destro portava gli esiti di un intervento di cataratta effettuato molti anni prima, con residui del cristallino, importanti aderenze infiammatorie, marcata dilatazione della pupilla e alterazioni dell’intero segmento anteriore. Si trattava di un occhio  di dimensioni molto ridotte , con una elevata ipermetropia indotta.
Il grave difetto visivo e del campo visivo non poteva essere corretto con lenti. Era stata valutata anche la possibilità di intervenire sulla cornea con laser ad eccimeri, ma le caratteristiche particolari dell’occhio rendevano i parametri necessari incompatibili con i limiti applicativi della tecnologia.

È  a questo punto che l’intelligenza artificiale è  diventata uno degli strumenti a disposizione dello specialista per costruire una soluzione terapeutica personalizzata. Insieme alla ripetizione degli esami specialistici, necessaria  a causa della variabilità dei parametri oculari, l’AI è stata utilizzata per il calcolo biometrico, per effettuare simulazioni e per progettare le caratteristiche del secondo cristallino artificiale da impiantare tenendo conto delle alterazioni anatomiche, delle patologie pregresse e degli esiti delle ripetute infiammazioni.
L’intervento è stato eseguito con tecnica mininvasiva attraverso microaccessi corneali. Il professor Nuzzi ha rimosso i residui della precedente cataratta e le numerose aderenze, ricostruito l’iride, la pupilla e la camera posteriore e inserito il nuovo cristallino artificiale, posizionandolo anteriormente a quello impiantato nel precedente intervento e posteriormente all’iride, preservando al tempo stesso la cornea già compromessa.
Dopo il trattamento di entrambi gli occhi la paziente è passata da meno di 1/10 a 8/10 nell’occhio destro e da 1/10 a 10/10 nell’occhio sinistro, senza necessità di correzione aggiuntiva.
È stata inoltre recuperata la collaborazione funzionale fra i due occhi, con il ripristino della visione stereoscopica e tridimensionale,  compromessa da molti anni.

“La complessità in questo caso nasceva dalla sovrapposizione di numerosi problemi anatomici e funzionali e dagli esiti degli interventi e delle infiammazioni precedenti – spiega il professor Raffaele Nuzzi – Non esisteva una soluzione standard applicabile alla paziente. L’intelligenza artificiale ci ha fornito uno strumento importante per integrare i diversi parametri, effettuare le simulazioni e soprattutto progettare il secondo cristallino artificiale necessario per questo specifico occhio. La tecnologia, però, diventa realmente utile quando viene inserita all’interno della valutazione clinica e dell’esperienza chirurgica. Il risultato più importante è che oggi i due occhi siano tornati a lavorare insieme, con un recupero della visione stereoscopica e tridimensionale”.
L’intervento si inserisce nell’attività ad alta complessità della Struttura di Oftalmologia del San Luigi, che esegue circa mille interventi chirurgici complessi l’anno.
L’attività comprende la chirurgia dei tumori palpebrali con ricostruzione plastica, il trattamento delle gravi alterazioni congiuntivali con ricostruzione, tutte le tipologie di trapianto di cornea e di chirurgia del glaucoma, gli interventi per distacco della retina con approccio esterno e/o vitrectomia e le vitrectomie per patologie come il foro maculare e tutte le altre patologie vitreo-retiniche.

“La storia di questa paziente – dichiara Federico Riboldi, assessore alla Sanità della Regione Piemonte – dimostra come l’innovazione abbia davvero valore quando riesce a restituire alle persone ciò che sembrava perduto. Grazie alla competenza  dei professionisti del San Luigi Gonzaga e all’utilizzo delle tecnologie più avanzate, è stato possibile affrontare con successo un caso di eccezionale complessità, restituendo una qualità di vita che fino a poco tempo fa pareva irraggiungibile. È  questo il volto della sanità pubblica, una sanità capace di porre ricerca, innovazione e professionalità al servizio dei pazienti, trasformando il progresso scientifico in concrete opportunità di cura”.

Mara Martellotta

Incroci più accessibili: segnalatori acustici e chiamata per quattro semafori trafficati

 

Quattro importanti incroci cittadini saranno dotati di nuovi dispositivi acustici e sistemi di chiamata per facilitare l’attraversamento delle persone con disabilità visiva. La Giunta comunale, su proposta dell’assessora alla Mobilità Chiara Foglietta, ha approvato l’intervento nell’ambito del progetto ToMove.

“In questi anni abbiamo costruito un confronto costante con associazioni e persone con disabilità visiva per capire quali fossero gli elementi della città capaci di incidere maggiormente sull’autonomia degli spostamenti – spiega l’assessora alla Mobilità Chiara Foglietta –. Questo percorso, sviluppato anche attraverso ToMove, il laboratorio con cui Torino sperimenta nuove soluzioni per una mobilità più intelligente, connessa e accessibile, ci ha permesso di individuare alcuni nodi strategici del trasporto pubblico su cui intervenire. I lavori che partiranno nei prossimi mesi rappresentano un primo passo per rendere questi luoghi più fruibili e sicuri per tutte e tutti”.

Gli interventi riguarderanno gli impianti semaforici all’incrocio tra corso Francia e corso Marche, all’accesso della fermata Marche della metro 1; in piazza Massaua, altro punto di interscambio con la stessa linea; in corso Vittorio Emanuele II all’altezza di piazza Carlo Felice, proprio davanti alla stazione di Porta Nuova; e in corso Massimo D’Azeglio all’incrocio con corso Dante, non lontano dalla fermata Dante della metro. Si tratta di punti particolarmente frequentati, dove ogni giorno migliaia di persone si spostano passando dalla metropolitana agli autobus e ai tram.

L’investimento è di quasi 95 mila euro, interamente finanziato attraverso il Fondo complementare al PNRR nell’ambito del programma “Mobility as a Service for Italy”. I lavori saranno realizzati da Iren Smart Solutions e dovranno concludersi entro l’autunno di quest’anno.

Il segnale acustico e il pulsante a chiamata sono solo il primo intervento per migliorare l’accessibilità di queste intersezioni, ma rappresentano già, da soli, un aiuto concreto per muoversi in autonomia. I percorsi tattili di orientamento, che completeranno l’eliminazione delle barriere sensoriali, saranno realizzati successivamente con altri finanziamenti.