SPORT

Si è chiuso il XIII International Unified Basketball Tournament

Si è chiuso a Treviso il XIII International Unified Basketball Tournament, ma le emozioni vissute alla Ghirada – Città dello Sport continueranno a viaggiare molto oltre i risultati delle partite. Per quattro giorni il basket è stato il linguaggio comune di una grande comunità internazionale che ha saputo trasformare il campo da gioco in uno spazio di incontro e crescita.

A raccontarlo sono soprattutto i protagonisti.

“La gioia di essere qui a giocare contro tutte le squadre, l’amicizia con tutti, la gioia di essere uniti”, racconta Claudio Pasqui, atleta Special Olympics. “Lo sport mi ha aiutato parecchio, mi ha aiutato ad avere rispetto degli altri e a stare insieme in compagnia”.

Parole che raccontano l’essenza di un torneo dove la competizione convive con il sostegno reciproco e dove ogni partita diventa occasione di incontro.

Lo sa bene anche Fabrizio Magrini, allenatore della squadra di Sansepolcro: “Questi atleti ci insegnano tantissimo. Sono tanti anni che sono con loro, ma è sempre una grandissima gioia. Lo si vede in questi giorni: non è soltanto stare insieme, è fare sport insieme. Le emozioni sono sempre grandissime perché questi ragazzi, in campo e fuori dal campo, hanno molto da insegnarci“.

Alla Ghirada si sono ritrovati circa 600 partecipanti tra atleti con e senza disabilità intellettiva, tecnici, volontari e accompagnatori. In campo 42 squadre, di cui 14 provenienti dall’estero, con delegazioni arrivate da Belgio, Finlandia, Ungheria, Polonia e Montenegro. A garantire il regolare svolgimento delle gare anche 17 arbitri internazionali provenienti da Stati Uniti, Canada, Irlanda, Belgio, Germania, Finlandia, Ungheria e Polonia. Per l’Italia erano rappresentate le regioni Veneto, Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Puglia e Sicilia.

Tra le tante storie che hanno animato il torneo c’è quella di Daniel Tranquillini, vent’anni, che grazie al basket ha trovato maggiore autonomia e fiducia in sé stesso: “Il basket mi ha dato molta fiducia. Sono contento di essere qui a Treviso con questi amici e compagni. Le emozioni sono molto forti”, racconta. Accanto a lui, Romina Fauro, la mamma, spiega cosa significa questo percorso nella vita quotidiana: “Grazie allo sport Daniel ha imparato a stare insieme agli amici, a conquistare autonomie e a rispettare le regole della squadra, che per loro non sono mai scontate. Ogni volta è un’emozione nuova. Qui si vede un gioco pulito, sincero. È una cosa incredibile che dovrebbero vedere tutti e dalla quale dovrebbero imparare”.

Un messaggio che attraversa confini e lingue diverse. Arriva dal Belgio la storia di Seppe Loots, 27 anni, che ha trovato nello sport Unified un luogo in cui sentirsi accolto. “Prima di entrare nella squadra non avevo molti amici. A scuola mi trattavano in modo diverso. Poi ho conosciuto questa realtà e mi è piaciuta subito. Mi trattano come chiunque altro e mi accettano per quello che sono. Ho l’autismo. Mi piace giocare a basket, soprattutto con la squadra. Tutti vanno molto d’accordo. Il torneo è davvero divertente, c’è un’atmosfera familiare. Certo, proviamo a vincere, ma se non succede abbiamo comunque la nostra amicizia e ci divertiamo insieme”.

A completare il racconto è il suo allenatore, Dries Wollants, che da anni accompagna la delegazione belga a Treviso: “Nei nostri team i livelli di abilità sono molto diversi, ma il fair play è sempre la prima cosa che abbiamo in mente. I partner aiutano gli atleti a crescere e, allo stesso tempo, imparano moltissimo da loro. È uno scambio reciproco che permette a tutti di migliorare. Tornei Unified come questo danno alle persone con disabilità intellettiva la possibilità di sentirsi parte della comunità, senza barriere. Qui si vince insieme, con o senza disabilità. Questa è la quinta o sesta volta che partecipiamo al torneo di Treviso e ogni anno troviamo più amicizia, più affetto e più legami tra persone che arrivano da tutta Europa. Qui siamo una grande famiglia”.

È proprio questo il cuore della manifestazione, organizzata da One Team ASD in collaborazione con Diversport ASD. Il torneo si fonda infatti sul modello Unified Sports promosso da Special Olympics, che permette ad atleti con e senza disabilità intellettiva di allenarsi e gareggiare insieme nella stessa squadra, condividendo obiettivi, responsabilità ed emozioni. Un approccio che trasforma il gioco in uno spazio autentico di crescita reciproca, dove le differenze diventano una risorsa e non un ostacolo.

Tra canestri, sorrisi, abbracci e nuove amicizie, Treviso ha accolto una comunità internazionale che ha dimostrato come lo sport possa costruire relazioni, abbattere stereotipi e creare opportunità di partecipazione per tutti.

La tredicesima edizione dell’International Unified Basketball Tournament rappresenta un successo sportivo e organizzativo, ma soprattutto umano. Perché, al di là dei risultati e delle classifiche, il trofeo più importante è quello conquistato ogni giorno da chi sceglie di allenarsi e gareggiare insieme. E a Treviso, ancora una volta, ha vinto l’inclusione.

Mondiale 2026: equilibrio, sorprese e grandi conferme!

 

A una settimana dal via del Mondiale 2026, il torneo che si sta disputando tra Stati Uniti, Canada e Messico sta già regalando emozioni e risultati inattesi. La nuova formula a 48 squadre ha ampliato la partecipazione e reso la fase a gironi più ricca di sfide equilibrate.
Tra le nazionali che hanno impressionato maggiormente spiccano Germania, Inghilterra, Francia e Argentina. I tedeschi hanno lanciato un segnale forte con il netto 7-1 contro Curaçao, mentre l’Inghilterra ha superato la Croazia in una delle partite più spettacolari di questa prima fase. Anche Francia e Argentina hanno iniziato con vittorie convincenti, confermando il loro ruolo tra le favorite.
Non sono mancate le sorprese. Il Brasile è stato fermato sull’1-1 dal Marocco, l’Olanda ha pareggiato contro il Giappone e la Spagna non è andata oltre lo 0-0 contro Capo Verde. Risultati che dimostrano come il livello medio del torneo sia cresciuto e come nessuna partita possa essere considerata scontata.
Anche le nazionali ospitanti stanno vivendo un buon momento: il Messico ha inaugurato il torneo con una vittoria sul Sudafrica, mentre gli Stati Uniti hanno battuto nettamente il Paraguay mostrando un calcio offensivo e spettacolare.
Con la seconda giornata dei gironi appena iniziata il 18 giugno, molti verdetti sono ancora da scrivere. L’impressione generale è quella di un Mondiale aperto, combattuto e ricco di equilibrio, dove le grandi favorite restano tali ma devono fare i conti con avversari sempre più competitivi. Le prossime partite saranno decisive per capire quali squadre potranno davvero puntare al titolo mondiale.

Enzo Grassano

Coppa Italia Lead, medaglie e trofei

Vittoria di tappa per Vighetti e Nicelli. Coppa Italia assoluta per Nicelli e Tomatis

L’ADEL Climbing Wall di Campitello di Fassa ha ospitato l’appuntamento decisivo della Coppa Italia Lead 2026, con la terza e conclusiva prova del circuito nazionale FASI.

Dopo le prove di Pero e Varese, i migliori specialisti italiani della difficoltà sono tornati in parete per giocarsi non solo le medaglie di tappa, ma anche gli ambiti trofei finali di Coppa Italia.

Le qualifiche maschili hanno visto porsi al comando i 3 atleti che hanno conquistato il top su entrambe le vie: Andrea Ludovico Chelleris (Fiamme Oro), Giorgio Tomatis (Centro Sportivo Esercito) e Pietro Vidi (Arco Climbing), mentre sul fronte femminile sono state 8 le specialiste di corda e imbrago a totalizzare 2 top: Claudia Ghisolfi (Fiamme Oro), Emma Gregorotti (King Rock Climbing), Savina Nicelli (Fiamme Oro), Valentina Arnoldi (Ragni di Lecco), Federica Mabboni (Crazy Center), Sofia Brenna (Arco Climbing), Margherita Pernigotti (Escape) e Matilda Liù Moar (AVS Brixen),

In semifinale ha conquistato la testa del gruppo Andrea Ludovico Chelleris, unico a chiudere la gara al top. Subito all’inseguimento Giorgio Tomatis ha raggiunto la presa 45, mentre Tommaso Lamboglia (Rock Dreams) è arrivato alla presa 42+.

Nella semifinale femminile ha dominato Valentina Arnoldi, con 48+, mentre si sono piazzate al secondo posto a pari merito Federica Mabboni e Savina Nicelli, con 47+.

Gli 8 protagonisti della finale maschile sono stati il pordenonese Chelleris, il buschese Tomatis, il romano Lamboglia, il trentino Vidi, il segusino Gianluca Vighetti (Escape), il pinerolese Michele Reusa (Kuota 8.10), i torinesi Giovanni Giachino e Luca Malosti (entrambi di Escape). Mentre le 8 semifinaliste sono state la lecchese Arnoldi, la rivana Mabboni, la lodigiana Nicelli, la veronese Gregorotti, la vipitenese Moar, l’arcense Brenna e le torinesi Ghisolfi e Maia Marinescu (MilanoArrampicata).

Nella finale femminile grande prova di Savina Nicelli, che ha conquistato la vittoria di tappa scalando con grande abilità tecnica e sicurezza, e chiudendo al top, davanti a Emma Gregorotti, anche lei al top, ma medaglia d’argento per via del piazzamento maturato in semifinale. La scalatrice veronese, vice Campionessa Italiana U19, ha fatto valere le sue capacità fra le colleghe Senior, così come Sofia Brenna, che ha raggiunto la presa 48+ e conquistato il bronzo. L’atleta arcense, Campionessa Italiana U19, ha confermato ancora una volta le sue potenzialità, in costante crescita.

Tra gli uomini successo per Gianluca Vighetti, che è salito sul gradino più alto del podio con 51+. L’atleta di Susa in questa stagione ha già conquistato il bronzo al Campionato Italiano U19 e si è confermato come una delle giovani leve da tenere attentamente sott’occhio. Alle sue spalle Andrea Ludovico Chelleris e Giorgio Tomatis, entrambi a quota 50+.

La tappa trentina ha definito anche le classifiche finali di circuito: Savina Nicelli ha realizzato una doppietta d’oro, aggiungendo alla medaglia di tappa il titolo di Coppa Italia Lead assoluta (con 2455 punti). Dopo l’argento in Coppa Italia del 2025 e l’argento al Campionato Italiano 2026 questa atleta si conferma ai massimi livelli nazionali e questo weekend sarà impegnata anche a livello internazionale, nella tappa di World Climbing Series a Innsbruck. Argento per Claudia Ghisolfi (con 1950 punti), che riesce sempre a far valere la sua notevole esperienza, e bronzo per Valentina Arnoldi (con 1845 punti), che dopo il bronzo al Campionato Italiano e il debutto in Coppa del Mondo, ha messo a frutto le sue capacità e il suo desiderio di emergere.

Nelle fila maschili è stato Giorgio Tomatis ad aggiudicarsi il trofeo di circuito (con 2380 punti): l’atleta piemontese porta a casa l’ambito trofeo sottolineando la sua capacità di essere sempre competitivo in modo continuativo, in una stagione agonistica che lo vede impegnato anche in World Climbing Series. Si è accaparrato l’argento Andrea Ludovico Chelleris (con 2105 punti), Campione Italiano U19 che ha già saputo meritare la convocazione mondiale, mentre il bronzo è andato a un sempre più performante Ernesto Placci (con 1525 punti), che dimostra di gara in gara una notevole crescita tecnica e mentale e che sta vivendo l’emozione di una stagione agonistica in World Climbing Series.

Nella classifica a squadre successo per il gruppo sportivo delle Fiamme Oro, davanti a Escape S.S.D. a r.l. e AVS Brixen.

Un weekend intenso, combattuto e spettacolare, che ha chiuso nel migliore dei modi il circuito nazionale della difficoltà.

 

Per consultare i risultati di tappa: https://fasi.results.info/event/1198/

Per consultare il ranking di Coppa Italia assoluta: https://fasi.results.info/rankings/cup/244/0

Per rivedere le finali: https://tv.sportface.it/watch/3f7d00a8-b295-4204-81dd-bf9dc8fff56f

 

Regionali Assoluti: Tassinario centra due titoli piemontesi

Regionali Assoluti: Tassinario centra due titoli piemontesi, tanti finalisti per la ValleBelbo Sport

I Campionati Regionali Assoluti, con 795 atleti al via, in rappresentanza di 23 società, a contendersi i titoli piemontesi, regalano belle soddisfazioni alla ValleBelbo Sport. Risultati interessanti, in una fase particolare della stagione e in un contesto agonistico impegnativo che prevedeva la formula batterie e finali, senza distinzione di categorie di età. Lucia Tassinario, che si sta avvicinando ad un importante appuntamento internazionale della stagione estiva, conquista due titoli regionali e una medaglia d’argento. Il gradino più alto del podio arriva nei 50 stile libero in 26”56 e nei 100 dorso in 1’05”11 mentre nei 50 farfalla centra la piazza d’onore in 27”40. Molto consistenti i risultati da parte degli altri portacolori della ValleBelbo Sport, con numerose presenze in finale. Maddalena Bertelli, approdata in finale A, si piazza in sesta posizione nei 50 dorso in 30”88 a cui aggiunge la finale B dei 100 dorso nuotata in 1’07”35 e la 17a posizione nei 200 dorso. Francesca Gallione, impegnata negli esami di maturità come Lucia Tassinario e Pietro Balsamo, anch’egli in gara a Torino, supera le batterie nella rana e nuota le finali B dei 50 rana (35”97) e dei 100 rana (1’17”28). I più giovani hanno colto l’opportunità di giocarsi una sfidante finale C: hanno passato il taglio delle eliminatorie gareggiando anche al pomeriggio Alessandro Mairano (50 rana 32”54), Jacopo Martella (50 rana 33”57), Mattia Antonio Tammaro (50 stile libero 25”74, 50 farfalla 27”18), Aurora Tudisco (50 stile libero 29”81, 50 farfalla 31”25) e Bianca Tassinario (50 stile libero 30”16, 100 dorso 1’13”87). In gara ai Regionali Assoluti al Palazzo del Nuoto anche Camilla Palumbo, Greta Gabutto, Federica Ferraris, Anna Marchelli, Vittorio Perosino, Daniel Argieri, Giulio Maria Rizzolo e Luca Lovisolo.

I Mondiali al Mercato Centrale di Torino

/

Il cuore multiculturale del Mercato Centrale di Torino, in piazza della Repubblica 25, è diventato un punto di riferimento per tutti gli appassionati di calcio, trasmettendo fino al 19 luglio tutte le partite dei Mondiali di calcio 2026 previste dal palinsesto RAI, incluse le migliori repliche e coprendo la fascia oraria dalle 8 alle 22. Per l’occasione, al piano zero, nella Piazza delle Bontà (davanti all’ex bottega marocchina) è stato allestito un LED wall di ultima generazione, con oltre 400 posti a sedere, ideale per accogliere gradi gruppi di amici, famiglie e colleghi che vogliano condividere le partire in un’atmosfera vibrante e conviviale. Sono state studiate diverse formule, da parte del Mercato Centrale di Torino, per adattarsi ai momemti della giornata, adattandosi alle esigenze di tutti. Per le famiglie è stata pensata un’offerta speciale: mentre i genitori si rilassano davanti alla partita, ai bimbi è stata messa a disposizione un’area gioco dedicata, con un menù bimbi appositamente dedicato, a prezzi contenuti. Per chi segue le partite al mattino, è disponibile la Combo Colazione  a soli 5 euro, composta da caffè o cappuccino, croissant e spremuta d’arancia, perfetta per fare un bel pieno d’energia. Durante la pausa pranzo, non si rischia di perdere neanche un minuto di gioco grazie alla Combo Pranzo, a 9,90 euro, che comprende il piatto del giorno, acqua e caffè. Per accompagnare al meglio il match, il Mercato Centrale propone una serie di birre artigianali. Per gli studenti universitari è possibile accedere a due birre medie bionde a 5 euro, due spritz a 7 euro, pizza con birra media a 8 euro e hamburger con salsa e patatine a 9 euro.

Inoltre, tra un gol e un calcio di rigore, gli ospiti potranno creare il loro menù ideale scegliendo tra le proposte più richieste delle botteghe degli Artigiani del Gusto, compresa anche la cucina brasiliana.

Mara Martellotta

Le MMA sbarcano a Torino: dalla gabbia al salotto della movida

Chi conosce il mondo degli sport da combattimento sa che sotto la Mole la tradizione della boxe e della kickboxing è radicata da generazioni. Ma c’è una disciplina che i fan torinesi hanno sempre dovuto guardare in televisione, o per cui sono stati costretti a viaggiare per chilometri: le Arti Marziali Miste. Trovare una card professionistica di MMA a Torino è un evento più unico che raro, un vuoto che la città si appresta finalmente a colmare con una notte senza precedenti.

Il prossimo domenica 28 giugno 2026, sotto i patrocini istituzionali di Consiglio Regionale del Piemonte, Città Metropolitana e Comune di Torino, le luci del ONE Club (Corso Massimo D’Azeglio, 11) si accenderanno sulla Torino Fight Night. L’arena, che registra già il tutto esaurito sulle tribune per il suo innovativo format “dinner-show” a bordo ring, ospiterà il primo, attesissimo match della card con i guantoni a quattro once, le dita scoperte e le regole totali della gabbia.

Davide Scarano: l’orgoglio di Mirafiori a difesa del territorio

A rappresentare la bandiera di casa ci sarà quello che gli addetti ai lavori considerano il dominatore indiscusso della categoria in Italia: Davide Scarano. Cresciuto e forgiato a Mirafiori, Scarano è il classico fighter cresciuto con una mentalità solida, radicata in un background profondissimo di Brazilian Jiu Jitsu.

Il suo non è solo un nome noto a livello locale: il torinese ha già respirato il fuoco dei palcoscenici internazionali più prestigiosi d’Europa, come il celebre Cage Warriors (la storica promotion che ha lanciato leggende del calibro di Conor McGregor). Come si vede anche nel poster ufficiale dell’evento, scarano gulomov.png, Scarano porta sul ring la freddezza di chi sa come asfissiare l’avversario con un ground game spietato e una pressione costante, trasformando ogni incontro in una guerra di logoramento a terra.

Fayzali Gulomov: l’assaltatore che vuole zittire il palazzetto

Dall’angolo opposto arriverà un atleta che non ha nessuna intenzione di rispettare i pronostici della vigilia. Fayzali Gulomov, nato in Tagikistan ma adottato marzialmente da Firenze, è un talento puro con un fiuto innato per la finalizzazione rapida.

Gulomov è una vera macchina da sottomissioni, e la sua ghigliottina è temuta in tutto il circuito nazionale per la sua rapidità e precisione. Arriva sotto la Mole con la mente sgombra di chi non ha nulla da perdere e tutto da guadagnare: il suo unico obiettivo è scardinare i piani di Scarano e prendersi la vittoria davanti al pubblico di casa del rivale.

Uno spettacolo da Las Vegas, ma a Torino

L’inserimento delle MMA in una kermesse che vede già il grande ritorno della boxe professionistica e i titoli internazionali di kickboxing è la mossa che trasforma la Torino Fight Night in un appuntamento storico per lo sport piemontese. L’appuntamento è fissato per le ore 18:30.

Per chi volesse tentare di accaparrarsi gli ultimissimi tavoli rimasti per vedere i match a pochi centimetri dall’azione, i biglietti sono disponibili sul portale: www.one-torino.it.

Il weekend del padel

Il padel è molto più di uno sport. È il fenomeno che negli ultimi anni ha conquistato milioni di italiani, riempiendo campi, creando community e coinvolgendo persone di ogni età e livello. Uno sport capace di abbattere le barriere tra agonismo e divertimento, fino a conquistare anche le grandi leggende del calcio internazionale.

Il 20 e 21 giugno Torino diventerà la capitale italiana del padel ospitando le finali della Decathlon Wansport Padel Cup, tra i più grandi tornei diffusi mai realizzati in Italia. Un progetto innovativo che ha coinvolto 65 circoli e centinaia di giocatori in un percorso unico, trasformando l’intero Piemonte in un grande ecosistema sportivo connesso e dimostrando come tecnologia, territorio e community possano dare vita a una nuova esperienza di competizione.

 

Per due giorni si sfideranno sui campi torinesi i finalisti delle varie categorie per aggiudicarsi tutti i premi in palio. Il Palavillage e il Motovelodromo si trasformeranno in un grande villaggio del padel aperto a tutti, con ingresso gratuito, dove appassionati, famiglie e curiosi potranno vivere da vicino l’energia dello sport del momento tra finali, intrattenimento, spettacoli per grandi e bambini, test di prodotto, attività dei partner e momenti di condivisione con la community.

Grandissima attesa per l’anteprima nazionale di Perceptio by Wansport, la racchetta intelligente che integra una rete di sensori in grado di registrare e analizzare in tempo reale i principali parametri di gioco: accelerazione, rotazione, potenza dei colpi, punto d’impatto e qualità dell’esecuzione tecnica. Grazie all’intelligenza artificiale, i dati raccolti vengono elaborati per generare un’analisi dettagliata della prestazione al termine di ogni partita. Il giocatore può conoscere con precisione il numero di colpi effettuati, la loro efficacia, le aree di miglioramento e confrontare le proprie performance con quelle di atleti professionisti registrate dal sistema. Uno strumento che apre nuove prospettive anche per allenatori e istruttori, offrendo informazioni avanzate per personalizzare il lavoro tecnico e accelerare il percorso di crescita sportiva. Per tutta la durata dell’evento, Perceptio sarà disponibile gratuitamente per test e dimostrazioni, offrendo al pubblico la possibilità di provare in prima persona una tecnologia destinata a cambiare il modo di allenarsi, giocare e interpretare il padel.

 

Domenica 21 giugno al Motovelodromo è in programma uno degli appuntamenti più attesi: il torneo delle  Football Legends in partnership con Italy Padel Tour e Bombeer, match spettacolari che vedranno in campo ex campioni del calcio in una sfida all’insegna del divertimento, della tecnica e dello show, a conferma del legame sempre più forte tra calcio e padel. Già confermati Amoruso, Di Biagio, Di Canio, Budel, Tacchinardi, Brocchi, Annoni e Iuliano.

 

Sport, spettacolo, innovazione e passione si incontrano così in un unico grande evento che celebra il presente e il futuro del padel. Per un intero weekend Torino sarà il cuore pulsante di una disciplina che continua a crescere, coinvolgere e sorprendere, dentro e fuori dal campo.

 

https://wpc.wansport.com/

Al Monviso i Mondiali di Tennis Para Standing

DAL 18 AL 21 GIUGNO RITORNANO IN ITALIA I MIGLIORI 100 DEL PIANETA AL CIRCOLO MONVISO SPORTING CLUB DI GRUGLIASCO

 

Le stelle del para standing tennis mondiale sono pronte a brillare al Monviso Sporting Club di Grugliasco. Quasi 100 atleti in rappresentanza di tutti e 5 i continenti per un totale di 24 Paesi differenti si sfideranno dal 18 al 21 giugno nel circolo della cintura torinese andando a caccia del titolo iridato. Uomini e donne di tutte le età, dai 10 anni dei giovanissimi Luca Reese e Filippo Cavallo fino ai 74 di Gisela Danzl. Le nazioni più rappresentate saranno Francia (18 tra giocatori e giocatrici), Italia (16) e Brasile (11). Sarà la terza edizione dei Campionati Mondiali di para standing tennis della storia che, dopo quella del 2025 di Barcellona, ritorna dove tutto era iniziato nel 2024, ovvero al Monviso, il circolo polivalente della cintura di Torino che oramai è un ’ eccellenza oltre a rappresentare un modello di inclusività. Gli obiettivi dell’Associazione Internazionale del Para Standing Tennis (IPSTA) sono l’inclusione della disciplina nella lista di quelle sostenute dalle federazioni di tennis a livello mondiale, il reclutamento di un maggior numero di giocatrici e di giocatori più giovani e poi l’inserimento nel programma dei Giochi Paralimpici e dei tornei del Grande Slam. Tutte le categorie giocano su un campo da tennis regolamentare. Le regole sono identiche a quelle del tennis tradizionale, ma le categorie PST1 e PST2 giocano con un rimbalzo, mentre le categorie PST3 e PST4 giocano con due rimbalzi. Tutti gli atleti devono avere una disabilità riconosciuta dall’IPC per poter partecipare al Campionato Mondiale di Para Standing Tennis e classificazioni si basano sul sistema già in uso nel Para-Standing Badminton. Nella settimana di match nel circolo piemontese ci saranno anche i campioni uscenti dello scorso anno, come Alex Hunt (PST1) ovvero l’ unico giocatore con disabilità a conquistare punti Atp. Insieme a lui anche Matthew Grow (PST2), Gianfranco Scamarone (PST3) e le due campionesse del torneo femminile Thalita Rodrigues (PST1) e Martina Siebert (PST3). Scenderanno in campo anche il comico anglosassone Adam Hills famoso in Gran Bretagna e Australia, e altri atleti che nella loro carriera hanno partecipato in altri sport alle Paralimpiadi come Kendra Herber (para-triathlon), Gregory Leperdi (para ice hockey), Matthias Holl (sci alpino paralimpico), Wojtek Czyz (atletica paralimpica). Motore dell’ evento è Bionic People, l’ associazione no profit fondata dall’ atleta paralimpico grugliaschese Alessandro Ossola, che ha rappresentato l’Italia nei 100 metri piani ai Giochi Paralimpici di Tokyo 2020 e Parigi 2024. Reduce dal grande successo della tappa dello scorso weekend dell’Inclusive Padel Tour nella splendida cornice di Villa Mercede a Frascati (Roma) con 30 coppie provenienti da tutto il mondo, Bionic People continua a supportare la promozione dell’inclusione e dei valori dello sport paralimpico. «Siamo incredibilmente orgogliosi di portare i Campionati del mondo a Torino – sottolinea il presidente dell’IPSTA, Nicky Maxwell – poiché l’Italia vanta una ricca cultura tennistica e un crescente impegno nello sport paralimpico. Con il supporto di Bionic People, dell’ITF e dei nostri partner locali, siamo certi che questo evento stabilirà un nuovo standard per il tennis paralimpico a livello mondiale, oltre a offrire ai nostri atleti una piattaforma di livello internazionale per competere, ispirare ed essere visti». I Campionati del Mondo rappresentano l’ evento di punta a livello globale per questo sport, offrendo agli atleti l’ opportunità di competere ai massimi livelli e promuovendo al contempo la collaborazione internazionale e la visibilità del tennis paralimpico. «Sono felicissimo per il numero di adesioni – commenta il vicepresidente dell’IPSTA e responsabile del Comitato Organizzatore, Gregory Leperdi – . Questo è il più grande evento mai organizzato nella giovane storia del para standing tennis. Da quando abbiamo finalizzato l’ accordo con la Federazione Internazionale di Tennis (ITF), abbiamo strutturato IPSTA in modo più articolato, grazie all’ aiuto di circa una cinquantina di volontari in tutto il mondo a supportare la crescita di questo sport. Col passare delle stagioni, sempre più federazioni nazionali sostengono il para standing tennis. Insieme queste, anche tantissimi sponsor e fornitori che ci hanno supportato in questa edizione, oltre ad eccellenze del territorio come il Politecnico di Torino, l’Istituto di Medicina dello Sport di Torino e i preziosissimi volontari di Volo2006, senza dimenticare il circolo del Monviso che oramai è la seconda casa del nostro movimento». Main sponsor dei Mondiali 2026 di para standing tennis sono Intesa Sanpaolo, Iren, Ossur, Ottobock, Dunlop e Valmora. A raccontare da una prospettiva diversa questi Mondiali ci sarà anche un ’ ospite speciale come la pluricampionessa paralimpica Martina Caironi, regina dei 100 metri T42 a Londra 2012, Rio 2016 e Parigi 2024. Terminata la carriera agonistica nell’ atletica e l’ esperienza lavorativa nel Comitato organizzatore di Milano Cortina 2026, la stella bergamasca si diletta con il para standing tennis e sarà al Monviso Sporting Club per intervistare le stelle della manifestazione. A contorno dei Campionati Mondiali, si terranno due eventi di grande spessore: Una Clinic di Diego Nargiso per ragazzi che vogliono avvicinarsi a questo sport (19Giu 15-17) Il primo ritrovo dello Scientific Advisory Panel, guidato dalla Prof.ssa Laura Gastaldi del Politecnico di Torino, con l’ obiettivo di valutare i dati raccolti negli ultimi due anni di ricerca sulla classificazione del para standing tennis. Il torneo comincerà giovedì 18 alle ore 10, mentre nelle giornate successive l’inizio dei match è previsto per le 9. Le partite proseguiranno fino al primo pomeriggio, con gioco ininterrotto su 8 campi per tutta la giornata. I singolari maschili e femminili di tutte le categorie si svolgeranno da giovedì a domenica, con le rispettive finali in programma per la giornata conclusiva del 21 giugno. I tornei di doppio, invece, si svolgeranno da venerdì 19 a domenica 21. Sabato 20 e domenica 21, inoltre, è previsto un torneo juniores. Oltre agli incontri per le medaglie al Circolo Monviso, da venerdì a domenica al Centro Sportivo Robilant di Torino si disputerà anche un tabellone di consolazione per coloro che saranno stati eliminati al primo turno.

La partita più bella del mondo, che successo!

Conclusa l’edizione 2026 dell’evento benefico a favore di UGI. In campo bambini e ragazzi provenienti dai centri di oncoematologia pediatrica italiani, dai Paesi Bassi e dalla Romania. Premiati Pecco Bagnaia, Domizia Castagnin, Luciana Littizzetto e Riccardo Garelli. Presente anche Leonardo Bonucci.

Canale (CN), 14 giugno 2026 – Non ci sono vincitori né vinti quando il risultato più importante è il sorriso di chi torna a correre dietro a un pallone dopo aver affrontato la malattia. Si è conclusa con grande partecipazione di pubblico e un forte messaggio di speranza l’edizione 2026 de “La Partita più bella del mondo”, l’evento benefico organizzato da La partita più bella del mondo Aps, insieme con UGI (Unione Genitori Italiani Odv), Canale Academy, Ente Fiera del Pesco, con le Pro Loco di Canale e di Valpone, il patrocinio della Regione Piemonte, della Provincia di Cuneo e del Comune di Canale.

In campo sono scese otto squadre composte da bambini e ragazzi provenienti da centri di oncoematologia pediatrica italiani e internazionali: Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino, Ospedale Santa Chiara di Pisa, Ospedale Gaslini di Genova, Azienda Ospedale-Università di Padova, AORN Santobono Pausilipon di Napoli, Princess Máxima Center for Pediatric Oncology di Utrecht (Paesi Bassi) e due rappresentative di giovani pazienti dell’associazione rumena dell’oncoematologia pediatrica, la cui partecipazione è stata resa possibile grazie al contributo del Consolato Generale di Romania di Torino, attraverso il Console Generale dottor Cosmin Dumitrescu.

Nel pomeriggio di domenica si è poi disputata la tradizionale “Partita più bella del mondo”, che ha visto la presenza di artisti, rappresentanti delle istituzioni, personaggi pubblici, musicisti ed ex calciatori, tutti uniti dall’amicizia con UGI e dall’obiettivo di sostenere i progetti dedicati ai bambini e ai ragazzi colpiti da patologie oncologiche. Tra i presenti anche Leonardo Bonucci.

“La Regione Piemonte – ha detto il consigliere regionale Daniele Sobrero, portando il saluto del Presidente, Alberto Cirio – sostiene con convinzione questa iniziativa perché rappresenta un esempio concreto di come solidarietà e territorio possano camminare insieme. È una manifestazione che coinvolge la comunità, crea partecipazione e trasmette valori autentici. La presenza oggi di personalità che hanno portato il nome del Piemonte in Italia e nel mondo è motivo di grande orgoglio. Li ringraziamo non solo per i successi professionali che hanno raggiunto, ma soprattutto perché sono campioni nella vita e nel loro impegno a favore della solidarietà”.

“Questa edizione – ha dichiarato il sindaco di Canale, Enrico Faccenda – rappresenta un risultato importante, reso possibile grazie alla collaborazione tra tutte le associazioni coinvolte e all’intuizione di Marco Milano, che quest’anno ha proposto di portare la manifestazione nel cuore del nostro paese. Una scelta che ha permesso di renderla più vicina ai cittadini, più partecipata e più visibile, contribuendo a rafforzarne il valore sociale. L’obiettivo principale resta quello di sostenere concretamente, attraverso le donazioni, realtà che ogni giorno sono accanto ai ragazzi e alle loro famiglie. Ma altrettanto importante è accrescere la sensibilità della comunità verso queste tematiche e condividere momenti di gioia e vicinanza con i giovani protagonisti di queste giornate”.

Marco Milano, presidente de La Partita più bella del mondo APS, ha dichiarato: “Anche quest’anno la Partita più bella del mondo ha dimostrato che il calcio può essere molto più di uno sport. A Canale abbiamo visto sorrisi, amicizia, coraggio e voglia di guardare avanti. I ragazzi sono stati i veri protagonisti della giornata e ci hanno ricordato che ogni traguardo raggiunto dopo la malattia ha un valore speciale. Per noi organizzatori, vedere il campo riempirsi di entusiasmo e di storie di rinascita è la soddisfazione più grande e il motivo per cui continuiamo a portare avanti questo progetto”.

“La bellezza di questa manifestazione – ha dichiarato il Professor Enrico Pira, presidente di UGI – sta nella sua autenticità. Non conta il risultato finale, ma l’energia che si crea quando famiglie, medici, volontari e ragazzi condividono la stessa esperienza. Ogni anno la Partita più bella del mondo lancia un messaggio forte: il percorso oncologico non definisce una persona e, dopo la malattia, è possibile tornare a progettare, a divertirsi e a sognare. La partecipazione e l’emozione che abbiamo respirato a Canale ci confermano quanto sia importante continuare a investire in iniziative come questa”.

La Professoressa Franca Fagioli, Direttore del Dipartimento Patologia e Cura del Bambino dell’Ospedale Regina Margherita di Torino ha dichiarato: “La partita più bella del mondo ha tanti significati. È un momento di incontro, condivisione, ma anche di conferma del percorso di guarigione. Non inteso solo a livello terapeutico, ma anche psicologico, sociale e fisico. Lo sport è una delle principali modalità di inclusione per i nostri giovani e quest’evento non è solo benefico per il paziente, ma anche per la comunità, che conosce la nostra realtà ospedaliera e può, se lo ritiene opportuno, supportarla”.

La manifestazione è stata accompagnata anche da altri momenti significativi. Giovedì sera si è svolta “La cena più bella del mondo” al Garden del Lago Fontanafredda di Serralunga d’Alba, con la partecipazione degli chef Ugo Alciati, Michelangelo Mammoliti, Paolo Griffa e Antonella Ricci, che hanno firmato una serata di alta cucina interamente dedicata alla raccolta fondi.

Nel corso dell’evento è stato inoltre assegnato il Premio Alter Ego Piemont, realizzato dall’artista Alessandro Piano e istituito in accordo con la Regione Piemonte. Il riconoscimento è stato conferito a Luciana Littizzetto, Pecco Bagnaia, Domizia Castagnini e Riccardo Garelli per il loro contributo nel valorizzare il Piemonte in Italia e nel mondo. La cerimonia – in cui è stato presentato il primo brand ambassador della manifestazione, Paolo Priolo – è stata condotta da Andrea Chi di Radio Alba e dallo scrittore Luca Bianchini. Durante la cena di beneficienza è stata premiata anche Paola Farinetti.

L’intero ricavato della manifestazione sarà destinato a finanziare l’adozione annuale di un’unità abitativa di Casa UGI, che ospiterà un paziente oncologico pediatrico con la propria famiglia, contribuendo anche al sostegno delle necessità quotidiane.

L’edizione 2026 segna un ulteriore passo avanti nel percorso di crescita della manifestazione, che ha assunto una rilevanza internazionale. Da Canale, nel cuore del Roero, La Partita più bella del mondo continua a trasformare la solidarietà in un aiuto concreto per i bambini e le loro famiglie, dimostrando come lo sport possa diventare uno straordinario strumento di inclusione, speranza e restituzione sociale.

Mille partecipanti alla Stracandiolo

/

RACCOLTI 15 MILA EURO PER L’ISTITUTO DI CANDIOLO – IRCCS

 La “gara per la ricerca” è organizzata dalla Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro in collaborazione con Torino City Marathon. 

Sono stati circa mille i runner che hanno partecipato questa mattina alla 25ª edizione della Stracandiolo, la “corri per la ricerca” che unisce sport e solidarietà e che è ormai diventata un appuntamento classico del podismo piemontese. Partenza e arrivo si sono svolti, come di consueto, all’interno dell’Istituto di Candiolo – IRCCS.

Quest’anno la Stracandiolo assume un significato ancora più speciale, inserendosi nelle celebrazioni per il 40° anniversario della Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro: un importante traguardo fatto di impegno, solidarietà e risultati condivisi, raggiunti grazie al sostegno di migliaia di persone.

L’intero ricavato delle iscrizioni è stato devoluto alla Fondazione, organizzatrice dell’evento in collaborazione con Torino City Marathon e Torino Road Runners ASD. Quest’anno sono stati raccolti 15.000 euro, destinati a sostenere le attività di cura e ricerca dell’Istituto.

La gara competitiva di 8,2 km, riservata agli atleti tesserati FIDAL, Runcard o EPS, è stata vinta in campo maschile da Said Hachchach (Torino Road Runners) con il tempo di 27’47”, mentre in campo femminile il successo è andato a Francesca Mentasti (Pro Sesto Atletica Cernusco) in 28’15”. Accanto alla competizione si è svolto anche un percorso ludico-motorio: una camminata aperta a persone di tutte le età, con la possibilità di partecipare in squadra con pettorali personalizzati.

Commentando il successo dell’edizione 2026 della Stracandiolo, il Direttore Generale della Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro, Gianmarco Sala, ha dichiarato: “Dal 1999 la Stracandiolo – Corri per la Ricerca accompagna la crescita dell’Istituto di Candiolo – IRCCS e sostiene le attività della Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro. Questa edizione è ancora più speciale perché coincide con i 40 anni della Fondazione: quarant’anni di cura, ricerca e visione che hanno portato Candiolo a diventare ciò che è oggi, grazie alla generosità di chi ha scelto di stare al nostro fianco. Ogni risultato raggiunto porta la firma dei nostri sostenitori. Vogliamo crescere sempre di più per continuare a mantenere la promessa fatta a chi ha bisogno di cure e a chi, da quarant’anni, rende possibile tutto questo”.