ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 554

Gli architetti ripensano la Neonatologia del Sant’Anna

L’umanizzazione degli ospedali passa anche dalla progettazione degli interni. Questa è la sfida del workshop Spazi neonati. Progettazione partecipata per il co-living nel reparto di Neonatologia, di cui sono stati presentati pubblicamente gli esiti  all’ospedale Sant’Anna di Torino: gli architetti torinesi hanno proposto 4 concept per il reparto di Neonatologia universitaria dell’ospedale Sant’Anna della Città della Salute di Torino (diretto dal professor Enrico Bertino); tra questi, è stata selezionata la proposta del gruppo composto da Silvia Battistini, Gianni Cagnazzo, Anali Cantoral Ripas, Grazia Giulia Cocina, Monica Taverniti e Irene Vignati che sarà utilizzata come base per ridisegnare gli spazi. Questa la motivazione della giuria composta da Roberto Albano (Fondazione per l’architettura / Torino), Enrico Bertino (Reparto di Neonatologia Universitaria Ospedale Sant’Anna di Torino), Anita Donna Bianco (DEAR – Design Around Onlus), Sabra Miroglio (architetto) e Catterina Seia (Fondazione Medicina a Misura di Donna): Il gruppo ha sviluppato una perfetta analisi rispetto alle esigenze in quanto emerge un profondo ascolto, una buona filosofia di progetto e un’ottima metodologia di approccio. Appare la soluzione in grado di fornire i migliori spunti e la migliore definizione di concept complessivo, presupposti per un successivo sviluppo progettuale che tenga conto delle esigenze e dei vincoli imposti. Il progetto Spazi neonati, che vede i genitori dei neonati prematuri, i medici e gli infermieri della Terapia Intensiva Neonatale lavorare insieme agli esperti di architettura e design, nasce dalla volontà di riflettere sull’importante contributo che il disegno degli interni riveste per la vivibilità degli spazi di cura. Illuminazione, colori e comfort acustico sono alcuni dei tasselli che possono costituire un valore aggiunto all’impiego delle più avanzate tecnologie assistenziali e agli sforzi dei medici e infermieri impegnati nella cura di questi fragili bambini e nel sostegno delle loro famiglie. Il reparto di Neonatologia universitaria del Sant’Anna di Torino, al centro del workshop, è un reparto al terzo piano del complesso ospedaliero di via Ventimiglia, le cui attività si integrano con quelle dei vicini reparti universitari di ostetricia. Negli spazi della Terapia Intensiva si trovano a convivere anche per periodi di tempo prolungati genitori, infermieri e personale medico come in una seconda casa in cui l’accesso è aperto 24 ore. È emerso sempre di più negli ultimi anni l’effetto dell’ambiente sulla maturazione cerebrale soprattutto in questi neonati che sono in una fase molto critica del loro sviluppo neuroevolutivo. 24 progettisti, tra architetti, studenti e laureati in architettura, hanno lavorato all’umanizzazione degli ambienti ospedalieri a partire dall’analisi delle necessità di chi abita gli ospedali: pazienti e loro famiglie, medici e infermieri. Tra le esigenze, solo per fare qualche esempio, c’è la richiesta di spazi che consentano di poter trascorrere più tempo possibile vicino al bambino, che siano accoglienti, che facilitino l’orientamento, il supporto reciproco tra i genitori e che agevolino l’integrazione tra le attività di cura medica con le pratiche di umanizzazione. Ma c’è anche il bisogno di ambienti che facilitino il rilassamento e la rigenerazione fisiologica ed emotiva dei genitori in questo percorso molto difficile.Il gruppo vincitore è partito da un’attenta analisi della situazione attuale, mettendo in luce e valorizzando il fatto che all’interno del TIN (reparto di Terapia Intensiva Neonatale) convivano istanze contraddittorie e che aspetti solitamente negativi in questo ambito assumano invece una valenza positiva: il buio che protegge il bambino imitando l’utero materno, l’artificialità rappresentata dalle macchine che tengono in vita i neonati, la separazione che aiuta i genitori a distaccarsi e ad allontanarsi dalle difficoltà del momento. La vision del concept è sintetizzata nell’immagine di un bozzolo sospeso dalle tensioni tra polarità contrastanti. Il lavoro di riprogettazione ha privilegiato le istanze e gli spazi dei genitori: la sala a loro riservata, che attualmente è laterale, viene ricollocata in posizione centrale; attraverso l’eliminazione di alcuni setti murari infatti viene creato un unico ambiente che unisce diverse funzioni (relax, socializzazione, confronto con i medici, tiralatte,…) che sono differenziate attraverso pareti curve e arredi che consentono utilizzi flessibili e che garantiscono la privacy o la vicinanza delle altre persone a seconda delle necessità.L’iniziativa è promossa da Fondazione per l’architettura / Torino, DEAR – Design Around Onlus, Associazione che si occupa di umanizzazione degli ospedali intrecciando design, architettura e tecnologia, il reparto di Neonatologia universitaria ospedale Sant’Anna della Città della Salute di Torino, NextAtlas, piattaforma innovativa di data intelligence esperta nello studio di trend di mercato e non solo, Fondazione Medicina a Misura di Donna, che da anni si occupa di progetti di umanizzazione della cura e dei suoi luoghi partendo dal Sant’Anna e Piccoli Passi Onlus, Associazione di genitori che sostiene il reparto di terapia intensiva della clinica universitaria ospedale Sant’Anna di Torino.

(foto archivio)

 

 

Cia ai politici: «Sulle proposte a costo zero, nessuno si è mosso»

Fatturazione elettronica, nuova Pac, legge sul caporalato, rimborsi Iva… Davanti alla platea gremita di allevatori e visitatori della ventesima Fiera d’autunno di Villar Pellice, domenica pomeriggio il presidente della Confederazione italiana agricoltori di Torino, Roberto Barbero, ha ribadito i temi caldi del mondo agricolo, non risparmiando dure accuse alla classe politica: «In tempi non sospetti – ha attaccato Barbero – ho invitato i parlamentari delle principali forze politiche a discutere con noi su sei specifiche proposte di riforma a costo zero per il sostegno all’agricoltura.

Devo dare atto al Partito Democratico, alla Lega e a Forza Italia di aver prontamente risposto all’appello, mentre il Movimento 5 Stelle ha promesso che verrà in campagna elettorale… In ogni caso, devo dire con la stessa franchezza, che, al di là del formale interessamento, nessuno al momento ha mosso un dito sulle nostre richieste, così come nel contratto di governo non c’è alcuna traccia della riforma della normativa sulla fauna selvatica che sta devastando le nostre coltivazioni».Ad ascoltare Barbero, molto applaudito sulla proposta di privilegiare nei contributi della nuova Pac gli agricoltori che lavorano in montagna tutto l’anno rispetto a chi sale in alpeggio tre mesi d’estate, c’erano, tra gli altri, i deputati Daniela Ruffino (Forza Italia) e Gualtiero Caffaratto (Lega) e il consigliere regionale Elio Rostagno (Partito democratico).A fare gli onori di casa, era intervenuta la sindaca Lilia Garnier, che si è complimentata con gli organizzatori per l’ottimo esito dell’ormai affermata manifestazione, ringraziando gli intervenuti.Centinaia i capi esposti alla mostra zootecnica, con la premiazione di tutti gli allevatori di ovini e caprini di Villar Pellice da parte della Confederazione italiana agricoltori di Torino, e degli allevatori di bovini del paese da parte del Comune.Alla giornata, erano presenti anche il vicepresidente di Cia Torino, Pierangelo Cena, e il delegato di Cia nazionale nel gruppo di lavoro Copa Carni Bovine a Bruxelles, Roberto Buratto.

Magneti Marelli diventa giapponese (ma resta in Italia)

/

Fca ha venduto Magneti Marelli, storica azienda italiana, a Calsonic Kansei, una società giapponese del settore automotive. L’operazione ha un valore di 6.2 miliardi di euro e, nelle intenzioni dei promotori,  intende creare un “leader indipendente della componentistica automotive”. La notizia è stata comunicata  da Fca, Magneti Marelli e Calsonic Kansei, che garantiscono di mantenere le attività in Italia e i livelli occupazionali. In borsa il titolo guadagna il 6,55% a 14,35 euro.

O ci sono o ci fanno. Ma gli altri sono fuori dal mondo

/
Chiara Appendino è proprio arrabbiata. Non sta portando a casa nulla, nulla di concreto per i suoi concittadini. E ora arrivano i parlamentari leghisti che vogliono capirci sui conti, Maccanti e Benvenuto di stretta,  strettissima osservanza salviniana. Loro non muovono un dito se non autorizzati dal Vate, sempre più Segretario Ministro e Premier. Chiara Appendino dicono sia delusa dal suo sodale Giggino (Di Maio) che ha accusato il Capitano (Salvini) di fare il gioco delle tre carte. E il Capitano  esorta i pentastellati a leggere ciò che hanno firmato. Apparentemente tutti vanno d’accordo, ma per noi piemontesi c’è un solo risultato pratico. Stanno mettendo il bastone tra le ruote alla Tav. Dunque stanno mettendo i bastoni tra le ruote al Piemonte. E’ suggellato l’accordo tra Borboni (pentastellati) ed Austroungarici (Leghisti). Unica voce fuori dal coro è quella di Gianna Gancia cuneese e capogruppo della  Lega.  I favorevoli alla Torino-Lione? Sonnecchiano. Forza Italia che può spendere solo il poco comunicativo Tajani. E il PD ? Marasma più totale. Non basta Sergio Chiamparino che denuncia: o ci siete o ci fate.  Qualche tweet di qualche esponente PD per dire: “ma noi l’avevamo detto”. A questo punto lo dobbiamo e vogliamo dire : fortuna che ci sono industriali ed operai che ipotizzano una manifestazione congiunta. Sarebbe la prima volta nella nostra storia. Unione industriale. Sindacati. Sindacati non tutti ( forse) con la Cgil divisa al suo interno. E questa volta non tra rivoluzionari e riformisti. Ma alle prese con i pentastellismo montante. Quando me lo spiegano strabuzzo gli occhi. Dentro la Cgil ci sono i pentastellati? Poi riflettendo meglio trovo logico il tutto. Delusi dalla sinistra tradizionale non solo hanno votato il Beppe Grillo ma vogliono di più. Interpretano il reddito di cittadinanza come primo passo. Inorridisco pensando alla pochezza politica pentastellata e capisco che sono io fuori dal tempo.  Capisco che mi rifiuto di credere ma che probabilmente sarà così. Del resto una sinistra tanto sbrindellata non c’è mai stata nel nostro Paese. Riguarda tutti. Articolo uno che rompendo con Sel non si presenterà alle elezioni europee .Sel che beneficiando della rottura tra Rifondazione e Potere al popolo si presenterà con quest’ ultimo alle Europee. Frattaglie.  Ma soprattutto la proposta di Martina di unità alternativa a sinistra è stata rimandata al mittente. Diventa logico che Matteo Renzi abbia campo libero nel Pd nel continuare a dettare l’agenda politica al proprio partito. Altro che semplice senatore. Continua a comandare Lui. E Lui è toscano. Poco interessato alla frontiera tra Italia e Francia. Vede in Macron il naturale leader antipopulista e rimanda tutto a quando i “cialtroni” pentastellati (detto da Lui) si sgonfieranno.  Ma non fa i conti con l’oste. Almeno qui a Torino tra la gente vedi pentastellati e leghisti. Ma non vedi militanti del Pd. Ciò incide negativamente sulla volontà di proseguire sulla Tav. Giacché  industriali ed operai hanno una volontà comune: il lavoro. Ed è per questo che scenderanno in piazza a difendere le grandi opere infrastrutturali per difendere il lavoro. La vedo dura. Ma non tutte le speranze sono perdute. Cambiano i termini dell’ agire politico. Da una parte Unione industriale e pezzi di sindacato. Dall’ altra pentastellati e leghisti. Con un PD volutamente  tagliato fuori da sè stesso. Non solo dal Palazzo, dove continua a vivere, ma dalla gente che non capendo (forse) non lo vuole più.
Patrizio Tosetto

Veleni e vecchi merletti alla Fondazione CRC

Sembra un giallo dove il finale è incerto. Per dirla in altri termini, è come per le ciliegie , una tira l’altra. Per capire le esternazioni di Antonio De Giacomi in merito alle sue dimissioni dalla Fondazione CRC bisognerebbe partire da lontano. Stando ad un antico proverbio cinese: “siediti sulla sponda del fiume e vedrai passare il cadavere del tuo nemico”. Un proverbio lungimirante, ma alquanto terribile in tema di invidie, gelosie e vendette. Venendo al caso delle clamorose dimissioni, i primi screzi con l’attuale presidente della Fondazione Crc Giandomenico Genta risalgono a due anni ai tempi del duello in merito alla presidenza. Nel frattempo le dimissioni porteranno il Comune di Alba a dover nominare un nuovo rappresentante che assumerà le funzioni fino al 2020, anno del rinnovo.

I maligni sostengono che è già campagna elettorale e si cerca già un candidato alla successione del sindaco di Alba, Maurizio Marello. A distanza di nemmeno due anni dallo scontro con Giandomenico Genta per la carica alla presidenza della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, Antonio Degiacomi lascia il Consiglio Generale dell’ente. La notizia è stata diffusa martedì 9 ottobre dallo stesso presidente del Centro studi sul Tartufo che (solo venerdì 5 ottobre aveva partecipato all’inaugurazione della 88esima Fiera Internazionale del Tartufo e aveva incontrato lo stesso Genta). Gli aveva anticipato in quell’occasione le dimissioni? Nemmeno per sogno!. Con una lettera aperta (al vetriolo) ai giornali, De Giacomi ha continuato a togliersi i “sassolini” dalle scarpe che aveva abituato a differire nel tempo. Prima lo aveva fatto con Giovanni Quaglia, presidente Fondazione Crt, considerato l’altro nemico e sempre con lettera aperta ai giornali. Riportiamo uno stralcio parziale delle esternazioni:  ”Dopo due anni di esperienza della Presidenza Genta, sento sempre meno efficace il ruolo e l’effettivo coinvolgimento del Consiglio Generale  e intendo tenermi lontano da uno stile di conduzione della Fondazione personalistico, insofferente alle critiche, poco sensibile a possibili conflitti di interesse o comunque a inopportuni cumuli e intrecci di cariche“. De Giacomi – che è stato vicepresidente sotto la presidenza di Ezio Falco e non lontano dai giochi di potere –  continua il suo j’accuse: ”Non mi illudo che la mia decisione contribuisca a stimolare un dibattito nella comunità provinciale sul ruolo della Fondazione, sui profili richiesti ai designati e più in generale sulla anomalia in provincia di Cuneo e in Piemonte costituita dalla occupazione di cariche da parte di un ristretto e ben identificato gruppo di personaggi che rafforzano il potere personale dando e ricevendo appoggi in modo trasversale“. Si capisce chiaramente che, oltre a Giandomenico Genta e Giovanni Quaglia, gli strali siano diretti anche ad altri. Nel frattempo, c’è pure un’interrogazione parlamentare della deputata monregalese Fabiana Dadone del Movimento 5 Stelle, sull’acquisto da parte della Fondazione CRC di 50 milioni di euro di azioni Atlantia (pari a circa il 3% del patrimonio della Fondazione medesima).Lo stesso Genta, nel mese di aprile del 2018, era stato nominato presidente del Collegio Sindacale di Autostrade per l’Italia S.p.A., società controllata dal Gruppo.  Strano, ma nella Provincia Granda, le guerre partono sempre dalle Fondazioni. In questo gioco al massacro, noi riteniamo che un pò più “garbo” nell’attaccare le imprese e quindi Atlantia ci vorrebbe, in quanto alla fine, tutto il sistema Italia ne patisce lo scotto. Dopo la citazione di un proverbio cinese, ci viene in mente un passo del Vangelo: “chi è senza peccato scagli la prima pietra”. Sembra strano, ma tutti vedono le colpe negli altri, ma mai in se stessi: Emmanuelle Macron , Jean – Claude Juncker e tanti altri…

Tommaso Lo Russo

La Costituzione per tutti

Lunedì 22 ottobre alle  ore 11 presso  Eataly Lingotto, sala Punt&Mes si terrà la presentazione di ” La Costituzione per tutti”, il progetto didattico che Eataly e ANPI promuovono insieme: le scuole torinesi riceveranno 3.000 copie del volume “La Costituzione Italiana” tradotta in 11 lingue (albanese, arabo, cinese, francese, inglese, portoghese, rumeno, russo, spagnolo, filippino e bengali).
Il volume contiene la presentazione di Oscar Farinetti e Cesare Beneventi, ANPI – Sez. “Leo Lanfranco” di Torino, l’intervento del costituzionalista Sabino Cassese e l’introduzione del professor e partigiano Carlo Smuraglia. È un’operazione di conoscenza e diffusione della nostra Costituzione, rivolta in particolar modo ai cittadini di provenienza storica e culturale diversa da quella italiana, per altro già richiesta da alcune scuole, che potrà portare ad una possibile condivisione dei valori in essa espressi.Interverranno per l’occasione:
Oscar Farinetti, Eataly 
Cesare Beneventi, ANPI – Sez. “Leo Lanfranco” di Torino 
Maria Grazia Sestero, ANPI 
Nino Boeti, Consiglio Regionale Piemonte 
Luisa Bernardini, Circoscrizione 2 di Torino 
Davide Ricca, Circoscrizione 8 di Torino 
Federica Patti, Comune di Torino
A seguire brindisi.
Evento aperto a tutti senza necessità di prenotazione

Referendum Vco: pro e contro

di Pier Franco Quaglieni

Oggi nel Verbano Cusio Ossola  si vota al referendum per il distacco della Provincia dal Piemonte per passare alla  regione Lombardia . Il voto avrà valore solo se verrà rispettato il quorum nella partecipazione degli elettori  alla consultazione. E’ la prima volta che succede in Italia per un’intera provincia e ciò dice molto della politica inefficace della Regione Piemonte che non ha saputo neppure fare una legge elettorale equa per il VCO . Il promotore  del referendum e’  un personaggio poco credibile perché transfuga da Forza  Italia in cui fu senatore e vice-coordinatore regionale piemontese, passato alla Lega, ma  le ragioni del distacco non sono prive di fondamento. Il Piemonte negli ultimi 5 anni ha trascurato il VCO e i legami con  Milano sono oggettivi. Le regioni  nel 1970 nacquero con confini che non corrispondevano ai rapporti economici . Il PLI che fece la battaglia contro le regioni, lo mise in evidenza inutilmente .I confini andavano almeno  rimodellati in rapporto alla realtà economica novecentesca . Forse le stesse regioni non dovevano essere istituite perché sono state spesso inefficienti e motivo di sperperi  .  Quindi gli elettori del VCO hanno  dei motivi validi  per unirsi ad una realtà territoriale come quella lombarda che ha una anche una forte politica turistica ,rispetto a quella assai carente del Piemonte  soprattutto degli ultimi cinque anni.

Nascerà a Carignano il nuovo hospice FARO “Alfredo Cornaglia”

Un’area di 1.400 metri quadri, composta di 14 camere e un’équipe di medici, infermieri ed operatori socio sanitari

 

 E’ stato presentato questa mattina, nella sala di Presidenza dell’Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri della Provincia di Torino, il progetto di realizzazione del nuovo hospice della Fondazione FARO. La struttura residenziale nascerà presso l’ospedale di Carignano per la sua centralità rispetto alla vasta area di competenza dell’ASL TO5 che include, tra l’altro, i comuni di Chieri, Carmagnola, Nichelino e confina con le province di Asti e Cuneo. A livello provinciale, la sola ASL TO5 risulta non disporre di un hospice, di qui la scelta di FARO di interpellare la Direzione Generale dell’ASL TO 5 per vagliarne la disponibilità ad accogliere la struttura. Nel destinare alla Fondazione FARO il significativo patrimonio, confluito nel “Fondo Alfredo Cornaglia”, amministrato dalla Compagnia di San Paolo, il professor Cornaglia ha espressamente indicato tra gli auspicati utilizzi del fondo la realizzazione di nuovi hospice. Nel rispetto delle sue volontà, il Consiglio di Amministrazione della FARO ha deciso di valutare la possibilità di aprire una nuova struttura residenziale che sarà chiamata “Hospice Alfredo Cornaglia” e che si aggiunge ai due hospice FARO, collocati nella struttura ospedaliera di San Vito, che dispongono di 34 posti letto e nel 2017 hanno accolto 498 pazienti, per un totale di 12.438 giornate di degenza. Per quanto concerne la necessità di posti letto, sono illuminanti i dati relativi agli ultimi tre esercizi, riferiti alle sole strutture FARO: nel 2017 il numero di richieste pervenute è stato di 675, il numero di pazienti ricoverati di 464. Nel 2016 sono state 694 le richieste pervenute e 437 i pazienti ricoverati; nel 2015 le richieste pervenute sono state 838 e 404 i pazienti ricoverati. I dati evidenziano la presenza di una costante lista di attesa, pur con un’occupazione dei posti letto prossima al 100%. Lo studio di fattibilità dell’ “Hospice Alfredo Cornaglia” prevede la realizzazione di 14 camere singole con servizi privati (numero che rientra nella Delibera regionale, in corso di approvazione, che adeguerà il numero dei posti letto hospice alle accertate nuove maggiori esigenze, che tengono conto di tutte le patologie per le quali è riconosciuta l’utilità delle cure palliative), locali comuni e di servizio, sala riunioni, cucina per i parenti, camere ardenti e quant’altro previsto dal D.C.P.M. 20.1.2000, in merito ai requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi per i centri residenziali di cure palliative. L’intervento interesserà, per quanto di competenza FARO, un’area di circa 1.400 metri quadri, di cui 1.000 al primo piano ed i rimanenti al piano terreno, dove troveranno collocazione le camere ardenti, le celle frigo, i servizi ed i depositi carrozzine e lettighe.La struttura dispone inoltre di una vasta area verde che sarà trasformata, almeno parzialmente, in giardino a disposizione dei pazienti. La realizzazione del nuovo hospice porterà al Comune di Carignano un’importante struttura residenziale inserita in un fabbricato d’epoca completamente ristrutturato e consentirà l’accentramento di attività sanitarie oggi decentrate. Nei numeri, l’organico previsto, sulla base dei tempi di assistenza fissati dalla Regione Piemonte, per singolo paziente e per ciascuna figura professionale, è di 2 medici, 2 impiegate, 1 coordinatrice infermieristica, 2 psicologi, 1 fisioterapista, 10 infermieri, 10 operatori socio sanitari (Oss) e 6 ausiliari.

 

Molinari (Lega): “Bando Periferie finanziato dal Governo”

/

“Altra grande opportunità di investimento per i Comuni piemontesi” 


“Giovedì è stata trovata l’intesa fra Comuni e Governo: tutti i progetti del Bando Periferie saranno finanziati per intero, con l’aggiunta di aver liberato anche 2 miliardi di euro per spese di investimento per tutti i Comuni che hanno avanzi di amministrazione, non solo quelli del bando. Questa è la concretezza della Lega al Governo. Le polemiche sollevate per settimane dal PD in merito al Bando Periferie si sono mostrate assolutamente immotivate: noi lavoriamo concretamente per il nostro territorio, loro sollevano polveroni basati sul nulla”.   Riccardo Molinari, capogruppo della Lega alla Camera, nelle scorse settimane ha giocato un ruolo centrale nello ‘sblocco’ delle risorse per i comuni con avanzi di amministrazione, e ha sempre sottolineato che, sul fronte Bando Periferie, sarebbe arrivata presto una soluzione soddisfacente per tutti.  “Così è stato – sottolinea ora -,  e i Comuni italiani avranno a disposizione per intero, nei prossimi due anni, le risorse per far fronte agli investimenti già avviati, e per quelli previsti nel bando. Si tratta, per molti comuni piemontesi, di un’opportunità in più per realizzare opere con importanti ricadute urbanistiche e sociali. I territori sono e saranno al centro del piano di Governo della Lega, dopo essere stati per troppi anni completamente abbandonati”.   

Un grattacielo tutto rosa

/

Fino al 30 ottobre il grattacielo Intesa Sanpaolo si illuminerà di rosa. La torre di 38 piani progettata dalla Renzo Piano Building Workshop sarà la prima a vestire il colore simbolo di Ottobre Rosa – mese Internazionale per la Prevenzione del Tumore al Seno. L’iniziativa promossa da A.N.D.O.S. (Associazione Nazionale Donne Operate al Seno) punta a richiamare l’attenzione sull’importanza dei programmi di screening attraverso l’illuminazione dei monumenti e degli edifici più riconoscibili e ad alta visibilità. Maurizio Montagnese, presidente di Intesa Sanpaolo Innovation Center, ha accolto la proposta di colorare di rosa i piani ufficio più alti del grattacielo, dove ha anche sede il centro di innovazione del gruppo. Altri edifici simbolo della città si aggiungeranno nei prossimi giorni e, da ultimo, si accenderà la Mole Antonelliana, nel comune intento di suscitare curiosità, attenzione e un riscontro positivo e partecipe rispetto al tema della prevenzione. (foto Andrea Cappello)

www.intesasanpaolo.com