CRONACA- Pagina 139

La strage di capodanno

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

L’incendio nella discoteca svizzera di Crans Montana è una tragedia umana terribile, un inizio d’anno che deve far riflettere. Io non dimentico l’incendio al cinema Statuto di Torino del 1982: una strage che ha provocato una tardiva consapevolezza dei pericoli d’incendio e anche della sicurezza preventiva che mancava quasi totalmente. Addirittura le uscite di sicurezza erano chiuse per impedire ai portoghesi di entrare gratis al cinema. Dopo quell’incendio in Italia ci fu una svolta; intervenne anche la magistratura. Una discoteca fuori norma in una via vicino a piazza Solferino a Torino venne chiusa in modo definitivo dopo la strage dello Statuto. Leggendo gli articoli e vedendo i servizi televisivi sul dramma svizzero, appare una quasi totale mancanza di sicurezza che in un paese come la Svizzera sembrerebbe impensabile. L’idea che noi abbiamo e’ infatti quella di un paese felice , ordinato e sicuro in cui la sventatezza mediterranea è bandita a priori. La discoteca che ha preso fuoco appare invece priva totalmente di sicurezza: niente estintori,  niente buttafuori, niente direttore di sala che era assente e lontani. Non si può liquidare la tragedia come una fatalità. Ma anche l’uso “di candele” incendiarie all’interno di un locale chiuso rivela una leggerezza incredibile che andava vietata.  Io ricordo che il rarissimo uso di “fusette” di piccole dimensioni avveniva sempre all’aperto nel giardino della nostra villa di campagna . Eravamo bambini,  ma i nostri genitori ci dicevano dei pericoli di tali piccoli “ordigni” . E’ vero che i botti di Capodanno hanno provocato in Italia anche quest’anno gravi danni con feriti e un morto. Malgrado i sequestri e gli avvertimenti pubblici anche in televisione, c’è gente che continua in modo irresponsabile a “festeggiare” , mettendo in pericolo la vita propria e degli altri. È ‘ evidente che la prevenzione in Svizzera in questo caso è del tutto mancata, ma credo che vada anche messo in evidenza il modo di festeggiare a dir poco privo di adeguata responsabilità. E si tratta di una gioventù dorata che può permettersi vacanze invernali in luoghi di lusso e che appare acculturata, fermo restando che i clienti dovevano godere di locali sicuri. Tutto il rispetto e una preghiera per i morti e ogni augurio per i feriti , ma qualche riflessione va fatta anche sul modo di far festa a Capodanno. Spiace parlarne, ma putroppo è così, Anche l’eccessivo affollamento al disopra della capienza consentita ha determinato il disastro. Divertirsi con responsabilità senza fare abuso di alcolici dovrebbe una regola di vita. Ma putroppo non è così.  Sentirsi liberi a Capodanno di festeggiare in quasi assoluta libertà e’un’idea seducente, ma foriera di pericoli.Anche la scuola dovrebbe fare la sua parte perché il divertimento è anche parte dell’educazione civica.

(Foto da la Repubblica)

Sorpreso in possesso di droga: via per tre anni da Madonna di Campagna

L’ uomo, per un periodo di 3 anni, non potrà accedere agli esercizi pubblici nell’area fra corso Grosseto, via Brusnengo, via Saorgio, via Coppino, via Randaccio, via Sospello e via Ala di Stura

La Polizia di Stato ha arrestato a Torino un cittadino senegalese di sessantotto anni per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Durante il controllo del territorio in orario serale, i poliziotti di una Volante dell’UPGSP in transito su Corso Grosseto hanno notato un’autovettura in marcia verso Piazza Rebaudengo, il cui conducente ha assunto un atteggiamento sospetto alla loro vista, pertanto hanno deciso di fermarlo.

L’autista, di nazionalità senegalese, si è mostrato da subito agitato chiedendo diverse volte il motivo del controllo; gli operatori, dalla prima ispezione dell’abitacolo, hanno notato una busta posta sotto il freno a mano, che in più occasioni l’uomo ha cercato di occultare sotto il sedile.

Insospettitisi, gli agenti hanno proceduto a un controllo più accurato, rinvenendo all’interno della busta circa 200 grammi di cocaina; lo stupefacente è stato sequestrato insieme al denaro in possesso del 68enne e ai suoi cellulari.

L’arresto è stato convalidato dall’Autorità Giudiziaria; nei giorni successivi, in considerazione dei precedenti specifici  e del fatto che il reato fosse stato commesso in una zona in cui insistono diversi esercizi pubblici e plessi scolastici, gli specialisti della Divisione Anticrimine della Questura di Torino hanno emesso nei suoi confronti un provvedimento di DACUR del Questore: l’uomo, per un periodo di 3 anni, non potrà accedere agli esercizi pubblici nell’area ricompresa fra corso Grosseto, via Brusnengo, via Saorgio, via Coppino, via Randaccio, via Sospello e via Ala di Stura.

Uomo muore travolto da un treno a Settimo

Un uomo è morto ieri travolto da un treno alla stazione di Settimo Torinese. Per l’intervento dei soccorsi, che non hanno potuto salvargli la vita, la circolazione è stata sorpresa su alcune linee ferroviarie.

Escursionista e il suo cane salvati a quota tremila metri

Il nucleo elicotteri dei vigili del fuoco di Torino ha salvato un escursionista in difficoltà. L’uomo si trovava al bivacco Sigot in alta val Susa. Grazie all’intervento dell’elicottero Drago, i vigili del fuoco hanno recuperato lui e  il suo cane, a quota 2900 metri, portandoli a valle.
(foto archivio)

San Mauro beneficiario di “Risorse in Comune”

Oltre 78.000 euro da destinare al potenziamento dell’amministrazione e
generare benefici diretti per i cittadini
Il Comune di San Mauro Torinese rientra tra i beneficiari dell’avviso pubblico “Risorse in
Comune”, promosso dal Dipartimento della funzione pubblica, volto a sostenere
il rinnovamento delle PA locali attraverso le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e
Resilienza, nel contesto dell’iniziativa Next Generation EU. L’iniziativa, finanziata
dall’Unione Europea, era indirizzata ai Comuni con una popolazione tra i 5mila e i 25mila
abitanti.
Il Comune di San Mauro potrà contare su un contributo di 78.455,47 euro.
Le risorse potranno essere impiegate per:
• l’acquisto di hardware e software innovativi;
• l’introduzione di arredi e soluzioni ergonomiche negli spazi di lavoro;
• l’adozione di modelli organizzativi volti alla valorizzazione del capitale umano e alla
riqualificazione degli ambienti lavorativi.
L’obiettivo dell’iniziativa è duplice: potenziare le amministrazioni e generare benefici
diretti per i cittadini, garantendo tempi più rapidi, procedure semplificate, interazioni
più smart e una maggiore qualità dei servizi offerti alle comunità

Giovane arrestato sul bus: nascondeva un chilo di cocaina

La Polizia di Stato ha arrestato un ventiduenne originario del Mali per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio.

Durante un servizio di controllo del territorio, una Volante del Commissariato di P.S. Barriera Milano ha notato in corso Inghilterra, altezza di via Cavalli, un giovane che camminava, portando al seguito una valigia.

Gli operatori hanno fermato il ventiduenne per un controllo: il giovane si è mostrato molto agitato, riferendo di essere appena sceso da un autobus proveniente da Parigi, senza fornire però alcuna giustificazione al viaggio.

I poliziotti, insospettiti del suo comportamento, hanno perquisito il suo trolley, al cui interno, nascosto fra alcuni capi di abbigliamento, hanno rinvenuto un sacchetto in nylon  contenente 79 ovuli, per un peso complessivo di circa 900 grammi di cocaina.

La Procura della Repubblica ha richiesto e ottenuto la convalida dell’arresto.

Contromano per 10 km in tangenziale: “Ero confuso”

Entrato a Settimo Torinese ha fatto 10 chilometri contromano sulla tangenziale Nord. “Ero confuso”, ha dichiarato il 74enne alla guida. L’allarme è stato dato sui social e alla fine si è  verificato un incidente. Ferita una persona in codice giallo. Un automobilista per evitare la vettura è finito contro il guardrail, ma poteva andare decisamente peggio. 

Frane, piogge e territorio fragile: l’allarme che arriva da Torino e dal Piemonte

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In Italia, anche nel 2025, la crisi climatica continua a lasciare un segno profondo. A certificarlo è il bilancio annuale dell’Osservatorio Città Clima di Legambiente, realizzato in collaborazione con il Gruppo Unipol, che restituisce l’immagine di un Paese sempre più esposto agli effetti degli eventi meteorologici estremi.

Nel corso dell’anno appena concluso, in tutta la Penisola sono stati registrati 376 eventi meteo estremi, con un incremento del 5,9% rispetto al 2024. Un dato che colloca il 2025 al secondo posto tra gli anni più colpiti dell’ultimo decennio, subito dopo il 2023, che aveva fatto segnare 383 eventi.

A dominare la scena sono stati soprattutto gli allagamenti dovuti a piogge intense (139 casi), seguiti dai danni provocati dal vento (86) e dalle esondazioni fluviali (37). Particolarmente preoccupante è il forte aumento dei fenomeni legati alle temperature record, cresciuti del 94% rispetto all’anno precedente, così come l’incremento delle frane da piogge intense (+42%) e dei danni da vento (+28,3%).

Il Nord Italia si conferma l’area più colpita, seguito da Sud e Centro. Tra le città spiccano Genova, con 12 eventi estremi, Milano e Palermo con 7 ciascuna. A livello regionale la Lombardia guida la classifica con 50 casi, seguita dalla Sicilia (45) e dalla Toscana (41). Sul piano provinciale Genova è al primo posto con 16 eventi, seguita da Messina e Torino (12), Firenze e Treviso (11), Milano (10), quindi Como, Lecce, Massa Carrara e Palermo (9).

Pesanti anche le ripercussioni sui trasporti: nel 2025 sono stati 24 gli episodi che hanno causato danni e ritardi a treni e trasporto pubblico locale. Le interruzioni sono state provocate non solo da piogge, allagamenti e frane, ma anche da temperature eccezionalmente elevate e raffiche di vento particolarmente intense.

La fotografia tracciata da Legambiente mostra un territorio sempre più fragile e una crisi climatica che accelera, mettendo a rischio infrastrutture, economie locali e la sicurezza delle persone. L’associazione denuncia la mancanza di una strategia organica di adattamento, sottolineando come le azioni messe in campo risultino ancora frammentate e prive di una governance multilivello.

Secondo uno studio dell’Università di Mannheim, nel 2025 i danni causati da ondate di calore, siccità e alluvioni in Italia hanno raggiunto i 11,9 miliardi di euro, una cifra che potrebbe salire fino a 34,2 miliardi entro il 2029. Per evitare questo scenario, Legambiente richiama la necessità di attuare il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (PNACC), approvato nel 2023 ma ancora privo delle risorse necessarie per rendere operative le 361 misure previste. Urgente anche l’istituzione dell’Osservatorio nazionale per l’adattamento ai cambiamenti climatici.

“Ancora una volta l’Italia – commenta Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – si è fatta trovare impreparata di fronte a una crisi climatica che è una dura realtà sul territorio nazionale da molti anni. Le immagini di quanto accaduto in diverse regioni, dalle alluvioni alla grande siccità, parlano da sole. E a pagarne lo scotto sono come sempre i cittadini, i territori, le imprese e più in generale l’economia del Paese. Continuiamo a riconcorrere le emergenze, invece che lavorare su piani di mitigazione e di adattamento e prevenzione. Al Governo Meloni chiediamo di mettere la crisi climatica al centro della sua agenda politica, attivandosi per lo stanziamento delle risorse necessarie per attuare al più presto il PNACC, che ad oggi resta purtroppo un piano sulla carta, che sono mancate anche nella legge di bilancio in approvazione; approvando il prima possibile una legge contro il consumo di suolo, che non si combatte fermando il fotovoltaico a terra ma vietando poli logistici, data center, nuove infrastrutture stradali, aree residenziali o produttive sui suoli agricoli; istituendo l’Osservatorio nazionale per l’adattamento ai cambiamenti climatici. Non sono più ammessi ritardi”.

Siccità

Il 2025 è stato segnato anche da una siccità ormai strutturale, che ha colpito soprattutto il Sud Italia, con particolare intensità in Sardegna, Puglia e Sicilia. Nel Nord della Sardegna, in particolare nella Nurra, numerose aziende agricole sono state costrette a rinunciare a molte colture, con gravi ricadute economiche. Drammatica la situazione degli allevamenti, che hanno dovuto affrontare il rischio di restare senza acqua per l’abbeveraggio, costringendo le imprese ad acquistare acqua a costi insostenibili.

In Sicilia, a settembre, i sindaci dei comuni del comprensorio irriguo di Ribera hanno chiesto una terza irrigazione di soccorso per salvare frutteti e colture di qualità. In Puglia, la Giunta comunale di San Severo ha deliberato la richiesta di dichiarazione di stato di calamità naturale a causa della prolungata siccità e delle temperature elevate.

Caldo record in Europa

Le alte temperature rappresentano un ulteriore segnale di allarme. Secondo i dati del Copernicus Climate Change Service, il 2025 è destinato a essere il secondo anno più caldo mai registrato, al pari del 2023 e subito dopo il 2024. È inoltre probabile che la temperatura media globale del triennio 2023-2025 superi per la prima volta la soglia di 1,5°C fissata dagli Accordi di Parigi.

In Europa, l’estate è stata segnata da ondate di calore eccezionali. Uno studio dell’Imperial College London e della London School of Hygiene & Tropical Medicine stima che il cambiamento climatico abbia causato 16.500 decessi in più rispetto a un’estate priva dell’aumento delle temperature legato alle attività umane.

“Il bilancio 2025 dell’Osservatorio Città Clima – dichiara Alice De Marco, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta – conferma una tendenza allarmante: gli eventi meteorologici estremi continuano ad aumentare, con impatti sempre più gravi anche sul nostro territorio. Piemonte e Valle d’Aosta non sono immuni: la provincia di Torino figura tra le più colpite in Italia, con 12 eventi registrati nell’anno, mentre le piogge intense e le frane hanno messo a dura prova la tenuta idrogeologica delle nostre aree montane e collinari, in particolare la provincia del Verbano-Cusio-Ossola. In Piemonte gli eventi estremi registrati nel 2025 sono 28 (+27% rispetto al 2024) e, come da trend nazionale, anche nel territorio piemontese sono gli allagamenti da piogge intense i fenomeni più frequenti.
Questi numeri non sono semplici statistiche: raccontano di territori fragili, di comunità esposte a rischi crescenti e di un’emergenza climatica che richiede risposte immediate. È indispensabile accelerare l’attuazione del Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici e approvare una legge contro il consumo di suolo. Ma non basta: occorre avviare con urgenza la redazione dei Piani locali di adattamento al clima per Piemonte e Valle d’Aosta, strumenti fondamentali per tradurre le misure nazionali in azioni concrete sui territori, dalle città alle aree interne. Solo così potremo proteggere le persone, le infrastrutture e il nostro patrimonio naturale. Il tempo delle scelte è adesso.
Ricordiamo che nel 2025 i danni causati da ondate di calore, siccità e alluvioni in Italia ammontano già a 11,9 miliardi di euro: senza interventi strutturali, entro il 2029 si rischia di arrivare a 34,2 miliardi. È altrettanto urgente avviare una quantificazione economica puntuale dei danni subiti dal Piemonte, per programmare risorse e interventi adeguati. Non possiamo più permetterci ritardi: il PNACC deve uscire dalla teoria e diventare realtà, con risorse certe e governance efficace.”

Tenta di rubare abiti per più di 6mila euro, arrestato dai carabinieri

Rivarolo Canavese (TO). I fatti risalgono alle prime ore della mattina di domenica 28

dicembre, quando un trentaquattrenne, residente nel rivarolese, è stato arrestato in

flagranza di reato dai Carabinieri, dopo che al NUE 112 era arrivata la segnalazione di un

probabile furto in atto.

Le pattuglie di Rivarolo Canavese, Pont e Ronco, arrivate in pochi minuti sul posto, hanno

colto sul fatto l’uomo. Nel tentativo di darsi alla fuga, lo stesso si è prima dimenato e, negli

istanti successivi, ha frapposto la bicicletta utilizzata per raggiungere il luogo del furto tra

lui e i militari, facendo scattare quindi anche la resistenza.

L’autore, introdottosi nell’esercizio commerciale dopo aver rotto la porta d’ingresso, si era

impossessato di numerosi capi d’abbigliamento per un totale di 5.000 euro.

Ulteriori accertamenti svolti dai Carabinieri hanno inoltre ricondotto alla stessa persona un

secondo furto aggravato commesso in precedenza in un altro negozio d’abbigliamento,

sempre di Rivarolo Canavese, con un “bottino” di 1.500 euro.

L’intera refurtiva è stata restituita ai proprietari. Il trentaquattrenne, su disposizione della

Procura di Ivrea, è stato tratto in arresto per “furto aggravato” e “resistenza a pubblico

ufficiale”. All’arresto, poi convalidato, è seguita la misura cautelare dell’obbligo di dimora

nel comune di Rivarolo Canavese, con prescrizioni di permanenza in casa, insieme

all’obbligo di firma giornaliero.

Valanga sulle Alpi Cuneesi: un morto e 2 feriti gravi

Un morto, due feriti gravi e una persona illesa. È questo il bilancio di un’enorme valanga che si è staccata in alta Valle Maira a 2.300 metri di quota, nel comune di Acceglio, nell’area del bivacco Bonelli. È accaduto nella tarda mattinata di oggi.

Stando ai primi riscontri, sono quattro gli escursionisti rimasti travolti dalla neve: uno ha perso la vita, due sono stati soccorsi in gravi condizioni e una non ha riportato ferite. Sul posto il Soccorso alpino, il personale del 118 e le forze dell’ordine. Sono in corso le ricerche per trovare eventuali dispersi.

VI.G