5 agosto 2025 – “Ieri, in Consiglio regionale, con il voto della maggioranza di centrodestra guidata da Cirio è stato approvato un aumento dell’IRPEF che graverà su lavoratori e pensionati con redditi tra i 15.000 e i 50.000 euro. Si parla di rincari fino a 106 euro all’anno per chi già fatica a far quadrare i conti. Il Partito Democratico, insieme alle altre forze di opposizione, ha combattuto con determinazione questa scelta scellerata, arrivando a presidiare le Commissioni anche di notte e nel primo weekend di agosto, per cercare di bloccarla. Il centrodestra, però, sordo a tutte le nostre proposte, ha scelto di penalizzare il ceto medio e i più vulnerabili, colpendo lavoratori e pensionati” dichiara la Consigliera regionale del Partito Democratico Laura Pompeo.
“Tuttavia, la nostra battaglia non è finita: avvieremo una campagna capillare per informare ogni cittadino piemontese sull’impatto concreto di questo provvedimento sulle buste paga e sulle pensioni. Continueremo a batterci per una fiscalità più equa, che non chieda sacrifici solo a chi ha meno, ma che coinvolga anche chi beneficia dei vantaggi del nostro territorio. È giunto il momento di smettere con lo scaricabarile sui debiti del passato: chi governa da sei anni non può continuare a lamentarsi delle eredità, soprattutto quando il problema dei milioni di euro non riscossi, come nel caso del bollo auto, è sotto gli occhi di tutti” aggiunge Laura Pompeo.
“Ribadiamo che servono politiche che tutelino i più fragili, che investano nelle borse di studio, che contrastino la violenza economica di genere, per fare alcuni esempi. Dopo la pausa estiva affronteremo il nuovo piano sociosanitario e sarà l’occasione per pretendere dalla Giunta maggiori attenzioni per le fasce più vulnerabili e servizi più capillari e efficienti per tutti i cittadini” conclude la Consigliera regionale Pd.
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Traggo anche alcune riflessioni dal mio amico Carlo Saffioti, medico colto e politico lucido che ha mantenuto integra l’indipendenza di giudizio, che mi ha aiutato ad approfodire il tema della decadenza se non del tramonto dell’Occidente a cui la mia generazione resta profondamente legata e si distingue in questo dalle nuove generazioni che hanno scelto il mondialismo senz’anima, pensando nella loro ignoranza che la Russia appartenga all’Europa e che il mondo arabo sia compatibile con la democrazia occidentale, malgrado ne sia il nemico più astioso. Le nuove generazioni sono il frutto di una scuola inetta e di professori attivisti che hanno devastato i giovani a loro affidati, seguendo un disegno preciso volto a cancellare la nostra storia. L’Occidente ha abdicato a sé stesso ,abdicando alla “propria capacità di diffusione valoriale che è stata azzerata, se non addirittura ribaltata da correnti ideologiche come il decolonialismo genuflesso, il relativismo culturale, una forma patologica di autocritica che diventa autofobia“.Il cortocircuito è perfetto. Noi rinunciamo ai nostri codici identitari per il timore di essere accusati di imporli e ci arrendiamo a vedere in Hamas un movimento di liberazione. Siamo dilaniati da polemiche roventi pro Palestina e pro Russia e non capiamo che siamo diventati semplici e pallide comparse in un mondo in cui non contiamo più nulla. L’Europa devastata non è neppure stata capace di resistere con un minimo di dignità a Trump. Ma la resistenza che manca e’ anche e soprattutto quella culturale e morale. L’Eurocentrismo è morto forse già nel 1918 e sicuramente nel 1945, ma la vigliaccheria è più viva che mai e ci porterà ad essere colonia di altri. Non è una nemesi storica, come sostiene qualche sprovveduto, ma la resa incondizionata all’anti- Europa. Resto più che mai disperatamente attaccato all’idea di Europa di Federico Chabod che non è una sbrindellata bandiera azzurra con alcune stelle destinate a cadere come quelle del X agosto perché senza storia e senza dignità.





