ilTorinese

Ambiente, Spinetta Marengo: incontro in Regione

Parole confortanti sono quelle che sono state espresse dagli assessori alla Sanità Federico Riboldi e all’Ambiente Matteo Marnati al termine dell’incontro conclusosi il 4 agosto scorso con i vertici italiani di Syensqo e la direzione dell’impianto di Spinetta Marengo, incontro cui era presente anche il Coordinatore della Commissione tecnica della Task Force Pfas, Fabrizio Priano.

“Sono stati compiuti importanti passi in avanti per arrivare a un accordo preciso e puntuale per la salvaguardia  ambientale e della salute dei cittadini- hanno dichiarato i due assessori.
Un incontro proficuo che siamo fiduciosi porti nero su bianco gli impegni dell’azienda per la futura produzione,  le bonifiche ambientali e la salute di lavoratori e cittadini”.

Sul tavolo molti i temi affrontati nell’ambito del Pfas, e non solo, per arrivare a settembre ad un accordo ad ampio raggio, che preveda una produzione sempre più  sostenibile, accompagnata da investimenti sulla bonifica del sito. “Entro fine settembre vorremmo giungere alla chiusura dell’accordo- hanno sottolineato gli assessori Riboldi e Marnati- dove saranno anche specificate nel dettaglio le modalità di monitoraggio, affidate ad un ente certificatore terzo”.

“L’impegno della Regione Piemonte sui Pfas e sullo stabilimento di Spinetta Marengo rimane alto e determinato, quindi ringraziamo l’azienda per il confronto costruttivo su questo tema, che, ricordiamo, ha al centro la salvaguardia della salute e dell’ambiente e, soprattutto, l’uscita dalla produzione e dall’uso di fluorotensioattivi – hanno concluso Federico Riboldi e Matteo Marnati.

Mara Martellotta

Pentenero (Pd): un welfare che include e sostiene

“Il Piemonte deve tornare a prendersi cura dei più fragili”

4 agosto 2025 – “Esprimo la mia soddisfazione per l’approvazione dell’ordine del giorno collegato all’Assestamento di Bilancio che impegna la Giunta regionale a intervenire con urgenza per ripensare il welfare regionale, renderlo sostenibile e universale, e a dedicare tutte le risorse necessarie, provenienti dall’extra gettito IRPEF, per garantire il pieno riconoscimento dei diritti dei cittadini e delle cittadine piemontesi in materia di cura e assistenza per la non autosufficienza, incrementando gli investimenti sia per quanto riguarda l’assistenza domiciliare che quella residenziale e semi-residenziale. Il sistema socio-sanitario piemontese, infatti, è al collasso. L’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle malattie croniche e la crescita della domanda di assistenza stanno mettendo a dura prova un modello che, pur essendo stato fondamentale per le nostre comunità, oggi rischia di non reggere più” spiega la Presidente del Gruppo Pd del Consiglio regionale Gianna Pentenero.

“Oltre 23.000 persone non autosufficienti sono in lista d’attesa per un posto in RSA, e molte altre stanno ancora attendendo di essere valutate. il Patto per un welfare innovativo e sostenibile esclude semi-residenzialità, domiciliarità e servizi territoriali. Su tali settori non sono pertanto allo stato previsti aumenti delle risorse destinate – aggravando ulteriormente la situazione e mettendo seriamente a rischio la tenuta del welfare piemontese – tanto per quanto riguarda la continuità dei percorsi di assistenza che per quanto riguarda gli attuali livelli occupazionali, l’adeguatezza dei salari e delle condizioni di lavoro. Occorrono con urgenza azioni concrete: attivare i tavoli di lavoro previsti, aumentare il budget sanitario, estendere gli aumenti tariffari anche ai servizi semiresidenziali, domiciliari e territoriali” aggiunge la Presidente Pentenero.

“E’, inoltre, necessario – prosegue Gianna Pentenero – garantire gli aumenti salariali previsti dal nuovo contratto collettivo per le lavoratrici e i lavoratori delle cooperative sociali. Parliamo di oltre 30.000 persone che ogni giorno garantiscono assistenza, cura e dignità ai più fragili. Non possiamo permettere che il loro lavoro venga svalutato o reso insostenibile. La Regione deve dare indicazioni chiare alle ASL sulla spesa per la non autosufficienza, garantire la piena operatività delle strutture e attivare un confronto serio con ANCI Piemonte per tutelare anche i servizi gestiti direttamente dagli enti locali”.

“Ribadisco, ancora una volta, che il welfare non rappresenta un costo, ma un investimento per il futuro della nostra comunità. Il Piemonte ha bisogno di un sistema che metta al centro le persone, i territori e chi ogni giorno lavora per garantire assistenza e inclusione” conclude Pentenero.

CS

Il Libro del Mese. La Scelta dei Lettori

 

Il libro più discusso nel gruppo Un Libro Tira L’Altro Ovvero Il Passaparola Dei Libri nel mese di luglio è stato

Strani Disegni di Uketsu, un noir che parla il linguaggio del web, scritto da un misterioso streamer giapponese.

Letture per il mese di agosto, scelte dalla nostra redazione tra titoli e autori meno consueti.

E’ già uscito in Italia per Tunuè Un Anno Per Amarti, romanzo grafico di Gene Luen Yang e LeUyen Pham, vincitore alla recente edizione degli Eisner Award. Un libro che mette insieme il Capodanno lunare e San Valentino, due feste che spesso si sovrappongono, e usa questa coincidenza per parlare di amore, famiglia e delle difficoltà di chi cresce tra più culture.

 

L’Argine di Irene Solà (Mondadori), in libreria dal 26 agosto. Ada torna al suo villaggio dopo un soggiorno di tre anni a Londra, con l’intenzione di recuperare quel piccolo universo da cui era partita. Un romanzo composto dalla somma di piccole narrazioni che compongono il mosaico di un universo intimo e condiviso.

 

Infine, consigliamo ai nostri lettori di recuperare quanto più possibile i volumi editi da Logos Edizioni: la casa editrice specializzata in romanzi grafici di autori contemporanei italiani e internazionali ha annunciato l’imminente chiusura e non è probabile che il suo intero catalogo venga recuperato a breve.

 

Consigli per gli acquisti

 

Questa è la rubrica nella quale diamo spazio agli scrittori emergenti, agli editori indipendenti e ai prodotti editoriali che rimangono fuori dal circuito della grande distribuzione.

Siamo felici di segnalare il ritorno in libreria di Marina Manco che con Le Voci della Città (Bookabook 2025) dà finalmente un seguito all’apprezzato Alleria.

 

Chiara Albertini L’Amore Non Ascolta Il Tempo (Pontevecchio, 2025). Un romanzo che racconta la storia di due fratelli rimasti orfani di madre durante l’infanzia…Tra echi letterari musicali.

 

Incontri con gli autori

Sul nostro sito potete leggere le interviste agli scrittori del momento: questo mese abbiamo scambiato due chiacchiere con Stefania Galardini, esordiente di Alba (Phasar, 2025) una particolare autobiografia spirituale che è anche un percorso di conoscenza e affermazione di se’; Sara Bruni che nel 2025 ha pubblicato L’Idea Di Te (Auto-pubblicazione, 2025), un romanzo, delicato ma potente, che offre una chiave per mettere in guardia chiunque dal pericolo di una relazione tossica.

 

Per rimanere aggiornati su novità e curiosità dal mondo dei libri, venite a trovarci sul sito www.ilpassaparoladeilibri.it

 

53esima traversata a nuoto del Lago di Viverone

Circuito Nobile dei laghi

Nella splendida cornice del lago di Viverone ha avuto luogo sabato 2 agosto scorso la 53esima edizione de La Traversata a Nuoto del Lago , giunta alla sua dodicesima edizione inserita nel circuito “Nobile dei laghi”, rientrando così nelle 15 traversate più importanti d’Italia.  Quest’ultima edizione è  stata sempre più  avvincente e importante per il territorio per riprendere un percorso di vitalità per questa zona.

Il presidente Sarasso ha ricordato che anche questa edizione è stata di grande successo, grazie alla giornata bellissima per il clima, ma soprattutto grazie alla collaborazione dello Staff, dell’Ente di Promozione allo Sport CSAIN, degli enti pubblici, della Croce Rossa Italiana e di loro, i partecipanti.

Alla premiazione finale la presenza delle amministrazioni locali, con in testa il Comune di  Viverone, ha dato un tocco di importanza istituzionale all’evento. È stato possibile garantire una giornata di sport e svago, assicurando la massima tranquillità ai partecipanti e agli ospiti grazie all’adeguato supporto alla sicurezza dei nuotatori e al divieto di navigazione per due ore di gara.

La tradizione di un luogo ne garantisce la memoria storica e in questi momenti è necessario ricordare la tradizione che cresce e si consolida negli anni. Alle 14.30, in perfetto orario, i partecipanti circondavano il Molo di Anzasco, dopo una mattinata nuvolosa ma che è  andata via via migliorando, con un pomeriggio quasi perfetto nel clima e nelle temperature, si è goduto una giornata di sole concedendosi alle foto di rito e concentrandosi sulla gara.

Si sono registrati 80 atleti iscritti, il ritmo della gara è stato davvero elevato, malgrado la corrente sostenuta ci si è  avvicinati al record. Il primo classificato ad aver toccato la riva presso il Ristorante Pescatori nella categoria maschile è stato Bonanno Mattia di 16 anni, che ha percorso il tratto di lago in 47’ 19”, secondo Giorgio Bellin di Legnano in 47’ 52”, che replica il secondo posto dello scorso anno e terzo Signini Thomas in 48’15”. La prima classificata della categoria femminile è stata Aurora Garelli di Acqui Terme.

Lo slogan “Acque libere e nuoto per tutti” ha trovato in Viverone il massimo della sua espressione.

“Le traversate a nuoto in acque libere stanno diventando un appuntamento ormai presente in tutti I laghi e per Viverone devono rappresentare un momento di incontro dove competizione, storia, tradizione e solidarietà di una comunità si fondono da oltre 50 anni – ribadisce Piero Sarasso – che riconosce l’importanza dell’inserimento nel circuito Nobile dei Laghi, per dare visibilità ai luoghi e a quasi mezzo secolo di competizioni a bracciate in questo lago.

Gli sponsor che hanno permesso di arricchire la manifestazione sono stati Filatura Di.Ve., Spumanti Perini San Giovanni di Conegliano, Fonte San Benedetto Guizza, Docks Market.

Le classifiche vengono pubblicate sul sito www.asdlagodiviverone.com

Mara Martellotta

Addio ad Alessandra Balocco, presidente della nota azienda dolciaria

Balocco SpA, tutti i suoi dipendenti e collaboratori, annunciano con immenso dolore la scomparsa di Alessandra Balocco, Presidente e Amministratore Delegato della Società, avvenuta nella giornata di oggi.

Alessandra, 61 anni, alla guida della Società dal 2022, in azienda dagli anni ’90 al fianco del padre Aldo e del fratello Alberto, ha rappresentato per tutta la sua vita una figura di riferimento per l’intero gruppo, contribuendo con totale dedizione, determinazione e competenza alla crescita e al consolidamento dell’azienda in Italia e sui mercati internazionali.

Il Consiglio di Amministrazione, composto da Ruggero Costamagna, Marco Costamagna, Diletta Balocco, Assunta Pinto e Gianfranco Bessone, Consiglieri di Amministrazione, proseguirà lo sviluppo dell’azienda seguendo fedelmente l’esempio e le linee guida tracciate da Alessandra.

La Società esprime la propria vicinanza alla famiglia in questo momento di grande dolore e si unisce al lutto della comunità di Fossano e di tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerla e lavorare con lei.

I funerali avverranno in forma riservata.

Doppio appuntamento televisivo su Grp Tv per Cesana Torinese

Doppio appuntamento televisivo su Grp Tv per Cesana Torinese. Lunedì 4 e martedì 5 agosto andrà in onda la trasmissione dal titolo “ Non vedo l’ora”, condotta da Roberto Monteriso, che alle 21 proporrà due puntate interamente dedicate a Cesana.

Sul canale digitale 15 le interviste, le proposte e le idee per la promozione del territorio con la Proyoung Pro Loco di Cesana Torinese.

Mara Martellotta

Tav, Montaruli (FdI): “Governo a fianco di imprese e lavoratori” 

Incontro con il Ministro Urso, promosso dalla vicecapogruppo FDI Augusta Montaruli.
“Grazie al ministro Urso, il governo Meloni si conferma al fianco delle oltre 170 imprese e relativi lavoratori impegnati nella Tav. L’incontro di questa mattina e’ la dimostrazione di un dialogo proficuo che, anche come parlamentari, abbiamo fortemente voluto per fare in modo che le azioni di guerriglia non fermino l’attivita’, ne’ sul piano della sicurezza ne’ su quello dell’operativita’, di coloro che sono impegnati in questa infrastruttura strategica. Raramente in passato abbiamo assistito alla medesima attenzione da parte di un governo che oggi, con il ministro Urso, si e’ confrontato direttamente con le imprese accogliendo le loro piu’ pragmatiche esigenze nell’obiettivo comune di garantire la continuita’ dell’opera e lo sviluppo del nostro territorio”. Cosi’ Augusta Montaruli, vicecapogruppo FdI alla Camera. “Il governo Meloni aveva gia’ mostrato attenzione con l’approvazione del decreto Sicurezza che rafforza gli strumenti per punire con rigore chi si scaglia contro la Tav. Questo impegno e’ stato confermato dall’intervento e dalla sensibilita’ del ministro Urso, attraverso l’ascolto delle esigenze di chi lavora nei cantieri, affinche’ non subiscano penalizzazioni per il loro contributo alla realizzazione di un’opera cosi’ importante”, conclude.

“Viaggiare sicuri”, i controlli della Polfer nelle stazioni di Piemonte e Valle d’Aosta

843 persone controllate, 26 stazioni vigilate, 109 bagagli ispezionati, 1 arrestato e 1 indagato in stato di libertà; questo il bilancio dell’operazione “Viaggiare Sicuri” promossa dal Servizio Polizia Ferroviaria a livello nazionale, che nella giornata del 1° agosto ha visto impegnati 84 operatori della Polizia Ferroviaria nelle stazioni ferroviarie del Piemonte e della Valle d’Aosta.

I poliziotti hanno effettuato mirati servizi di vigilanza al fine di incrementare i livelli di sicurezza nelle aree ferroviarie di competenza, a tutela sia dei viaggiatori sia di tutti gli utenti delle stazioni in occasione del notevole traffico passeggeri registrato nel concomitante esodo estivo. I controlli, con l’uso di metal detector, sono stati estesi anche ai bagagli al seguito degli utenti negli scali ferroviari, a bordo treno nonché ai depositi bagagli.

26 le stazioni interessate dai controlli straordinari nelle province di entrambe le regioni, con particolare attenzione ai convogli internazionali, che giungono nel territorio nazionale da Svizzera e Francia, e alle stazioni abitualmente non presidiate da personale Polfer.

Spadolini: il mito infranto e la storia che stenta ad arrivare

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

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Il 4 agosto 1994 moriva Giovanni Spadolini . Ero in vacanza a Bordighera e andai ai suoi funerali a Roma con un certa difficoltà agostana, legata al disagio dei treni liguri. Non mi  ricordavo più di quell’anniversario caduto nel dimenticatoio, ma a ricordarlo su Facebook è una pagina “Giovanni  Spadolini” espressione forse  della omonima fondazione fiorentina presieduta dal segretario e pupillo di Spadolini, Cosimo Ceccuti. Quest’ ultimo si è già prodigato al massimo per celebrare Giovannone, come lo chiamava Sartori, nel centenario della nascita che cade quest’anno. Il fatto di ricordarlo oggi  con ritagli di articoli usciti nel 1994 può essere suggestivo, ma è l’esatto opposto di un ricordo storico che andrebbe scritto oggi, dopo che gli anni hanno  totalmente ridimensionato il mito del segretario fiorentino. Fare un collage di articoli del 1994 può essere addirittura mistificante, specie se consideriamo che nel 2025 non è finora stato ristampato un solo libro della vastissima produzione giovannea. C’è da domandarsi il perché di questo oblio editoriale. Finora, in quest’anno, si sono avuti solo piccoli convegni celebrativi, in uno di questi il ministro della cultura Giuli ha soprattutto evidenziato le radici fasciste e repubblichine del giovane Spadolini che esaltava Gentile, mentre poi, a Liberazione  avvenuta, diceva di se’ stesso che andava nei retrobottega delle librerie fiorentine a comprare i libri messi al bando  di Gobetti. Il suo giovanile fascismo può essere giustificato dalla morte del padre pittore sotto un bombardamento  alleato, ma non può essere ignorato, come avrebbe voluto l’interessato che nel testamento rinnegò gli scritti giovanili senza farne una abiura motivata. Leggere adesso l’articolo del 1994 del segretario del PRI  Giorgetto La Malfa che avverso ‘  molto Spadolini, fa apparire come l’ipocrisia fosse prevalsa già allora in modo quasi imbarazzante.
Spadolini e Quaglieni

 

Nel settembre del 1994 ricordai Spadolini insieme a Leo Valiani a Torino, poi, a cinque anni dalla sua morte, lo ricordai nella Sala Rossa del Consiglio Comunale di Torino con il senatore Mauro Marino e lo stesso Ceccuti. Furono atti di gratitudine dovuta ad uno che mi fu amico, generoso e affezionato che quando era a Torino veniva a cena con me al “Gatto nero”. Ma se oggi dovessi parlare di lui, metterei in discussione la sua figura di statista e anche quella di storico: la politica assorbì i suoi interessi senza lasciare più spazio per la ricerca storica.
Certo, se si paragona la politica odierna con Spadolini egli appare quasi un gigante, ma se il confronto è con gli statisti italiani del ‘900 si stenta a trovare un posto di rilievo per  lui. Leo Valiani parlò di lui come di  un continuatore del Risorgimento e in effetti certe sue  fotografie a fianco di quadri di Garibaldi con la spada sguainata, possono avvalorare a priori la tesi sostenuta da Valiani in morte di Spadolini . Lo stesso Valiani che era un uomo libero e sincero, anni dopo, mi disse di aver ripensato alle cose scritte e dette  su Spadolini.
Addirittura Margiotta Broglio, l’allievo prediletto di Jemolo, scrisse che egli fu “uno storico che voleva unire le due sponde del Tevere“ sol perché aveva dedicato un libretto ai rapporti tra Stato a Chiesa che oggi sarebbe impossibile riproporre se non con una introduzione amplissima che contestualizzi il testo spadoliniano più giornalistico che storico. La storiografia era in effetti un’ altra cosa : era quella di Chabod e di Romeo che più che mai oggi sono sorgenti di pensiero storiografico sempre vivo.  C’è un titolo del 1994 che lascia sorpresi perché evoca quasi il linguaggio usato per il duce:” Il ragazzo  chiamato ad alti destini“. Forse sono proprio questi esaltatori acritici ad aver impedito una riflessione storica su Spadolini ,alternativa all’oblio come reazione alla retorica esagerata e perfino fastidiosa per un laico che non avrebbe dovuto tollerare agiografie. La vanità egocentrica di Spadolini era immensa e temo molto che Spadolini risorto applaudirebbe alle sue celebrazioni orchestrate dal prode scudiero Ceccuti. Con tutti questi distinguo, ho apprezzato il recente libro su Spadolini opera di Federico Bini e Gian Carlo Mazzucca edito da Rubettino che  ho letto con piacere. Incomincia il processo di storicizzazione e finisce quello della sua canonizzazione.