ilTorinese

Il weekend del padel

Il padel è molto più di uno sport. È il fenomeno che negli ultimi anni ha conquistato milioni di italiani, riempiendo campi, creando community e coinvolgendo persone di ogni età e livello. Uno sport capace di abbattere le barriere tra agonismo e divertimento, fino a conquistare anche le grandi leggende del calcio internazionale.

Il 20 e 21 giugno Torino diventerà la capitale italiana del padel ospitando le finali della Decathlon Wansport Padel Cup, tra i più grandi tornei diffusi mai realizzati in Italia. Un progetto innovativo che ha coinvolto 65 circoli e centinaia di giocatori in un percorso unico, trasformando l’intero Piemonte in un grande ecosistema sportivo connesso e dimostrando come tecnologia, territorio e community possano dare vita a una nuova esperienza di competizione.

 

Per due giorni si sfideranno sui campi torinesi i finalisti delle varie categorie per aggiudicarsi tutti i premi in palio. Il Palavillage e il Motovelodromo si trasformeranno in un grande villaggio del padel aperto a tutti, con ingresso gratuito, dove appassionati, famiglie e curiosi potranno vivere da vicino l’energia dello sport del momento tra finali, intrattenimento, spettacoli per grandi e bambini, test di prodotto, attività dei partner e momenti di condivisione con la community.

Grandissima attesa per l’anteprima nazionale di Perceptio by Wansport, la racchetta intelligente che integra una rete di sensori in grado di registrare e analizzare in tempo reale i principali parametri di gioco: accelerazione, rotazione, potenza dei colpi, punto d’impatto e qualità dell’esecuzione tecnica. Grazie all’intelligenza artificiale, i dati raccolti vengono elaborati per generare un’analisi dettagliata della prestazione al termine di ogni partita. Il giocatore può conoscere con precisione il numero di colpi effettuati, la loro efficacia, le aree di miglioramento e confrontare le proprie performance con quelle di atleti professionisti registrate dal sistema. Uno strumento che apre nuove prospettive anche per allenatori e istruttori, offrendo informazioni avanzate per personalizzare il lavoro tecnico e accelerare il percorso di crescita sportiva. Per tutta la durata dell’evento, Perceptio sarà disponibile gratuitamente per test e dimostrazioni, offrendo al pubblico la possibilità di provare in prima persona una tecnologia destinata a cambiare il modo di allenarsi, giocare e interpretare il padel.

 

Domenica 21 giugno al Motovelodromo è in programma uno degli appuntamenti più attesi: il torneo delle  Football Legends in partnership con Italy Padel Tour e Bombeer, match spettacolari che vedranno in campo ex campioni del calcio in una sfida all’insegna del divertimento, della tecnica e dello show, a conferma del legame sempre più forte tra calcio e padel. Già confermati Amoruso, Di Biagio, Di Canio, Budel, Tacchinardi, Brocchi, Annoni e Iuliano.

 

Sport, spettacolo, innovazione e passione si incontrano così in un unico grande evento che celebra il presente e il futuro del padel. Per un intero weekend Torino sarà il cuore pulsante di una disciplina che continua a crescere, coinvolgere e sorprendere, dentro e fuori dal campo.

 

https://wpc.wansport.com/

Fiori di zucca ripieni, una delicatezza al forno

In alternativa ai fiori fritti, vi propongo come antipasto sfizioso o secondo goloso, i fiori ripieni cotti in forno. Una prelibatezza dal gusto delicato da farcire secondo i vostri gusti, irresistibili, invitanti e leggeri.

Ingredienti

12 fiori di zucca freschissimi
200gr.di ricotta
100gr.di prosciutto cotto
2 cucchiai di parmigiano grattugiato
12 filetti di acciuga (facoltativo)
Sale,pepe, burro q.b.

Lavare con delicatezza i fiori di zucca e togliere il pistillo interno. Tritare il prosciutto cotto. In una ciotola mescolare la ricotta con poco sale, pepe, un cucchiaio di parmigiano ed il prosciutto. Mescolare bene. Con l’aiuto di un cucchiaino a manico lungo farcire delicatamente i fiori, inserendo all’interno il filetto di acciuga. Disporre in una pirofila da forno imburrata, cospargere con il parmigiano rimasto e fiocchetti di burro. Infornare a 180 gradi per 15 minuti. Servire caldo.

Paperita Patty

Collisioni nel segno di Ben Harper

Collisioni , il Festival Agri Rock giunge alla diciottesima edizione. La kermessse prevede tre concerti più uno a settembre in piazza Medford ad Alba. Il via il 27 giugno con il cantautore e chitarrista americano Ben Harper, capace di spaziare dal rock al folk al blues e al funk. In trent’anni di carriera ha all’attivo ben 18 album, vincitore di 3 Grammy. Musicista a cui guardano le vecchie generazioni. Il 4 e 5 luglio saranno 2 serate dedicate ai “giovani”. Il primo dalle atmosfere indie, vedrà protagonisti Alfa, Frah Quintale, Marco Castello e Andrea Cerrato. Il 5 suoni urban con Sayf, Nerissima Serpe e il rapper spagnolo marocchino Morad. Il direttore artistico Taricco ci tiene a sottolineare che “una della missioni del festival e quella di far conoscere il territorio ai turisti stranieri e del futuro. Usare la musica per attirare i ragazzi che non conoscono Alba”. L’8 settembre con la collaborazione del comune di Alba, il Centro studi Beppe Fenoglio e l’agenzia Otr, ritorneranno i Csi. “Vivo è ancora il ricordo del concerto del 1996 in San Domenico dice il vicesindaco di Alba Caterina Pasini”.

Pier Luigi Fuggetta

Pentenero e Pompeo (PD): “Primotecs di Avigliana: conto alla rovescia”

“Verso lo smantellamento: la Regione si impegni a sostegno dei lavoratori o sarà un disastro occupazionale”

16 giugno 2026 – “La situazione della Primotecs di Avigliana è gravissima e non più rinviabile: il tempo scorre inesorabilmente senza che si intraveda una soluzione. L’azienda starebbe procedendo a una dismissione lampo, con reparti che chiudono uno dopo l’altro e con la prospettiva di uno smantellamento totale entro agosto, mentre dal 1° luglio scatterà la Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria per cessata attività che durerà fino al 30 giugno 2027. E poi? Quale sarà il futuro dei 141 lavoratori che ormai da molto tempo vivono nell’angoscia e nell’incertezza? Non solo continuiamo a essere accanto a loro nella battaglia in difesa del posto di lavoro, ma vogliamo capire che cosa sta accadendo, dal momento che la chiusura accelerata dello stabilimento contraddice clamorosamente gli impegni assunti ai tavoli istituzionali e rischia di rendere del tutto inutile il percorso di reindustrializzazione avviato presso il MIMIT. Se ad Avigliana non resterà più nulla, cosa potrà trovare un potenziale acquirente?» dichiarano Gianna Pentenero, Presidente del Gruppo Pd in Consiglio regionale, e la Consigliera regionale Laura Pompeo.

Le due esponenti democratiche richiamano anche le criticità sollevate dai sindacati riguardo agli straordinari nel fine settimana, richiesti dall’azienda per evadere le ultime commesse mentre, contemporaneamente, si prepara la collocazione dei lavoratori in CIGS a zero ore.

“Questa gestione appare inaccettabile – sottolineano – e conferma la necessità di un presidio istituzionale forte e immediato. La Regione non può limitarsi ad assistere: deve pretendere trasparenza, rispetto degli accordi e tutela dei lavoratori. Solo un mese fa, il 13 maggio 2026, presso il MIMIT, alla presenza del Capo della Segreteria Tecnica Mattia Losego, della Regione Piemonte, del Sindaco Archinà e dei vertici di Mutares e Primotecs, era stato redatto un verbale che delineava un percorso completamente diverso: l’azienda si era impegnata ad avviare la ricerca di un nuovo soggetto industriale tramite l’advisor Sernet, che ha appena completato il censimento di mansioni e stipendi, e Mutares aveva promesso la cessione dello stabilimento a un prezzo simbolico per favorire la reindustrializzazione. Inoltre, era stato annunciato un incentivo all’esodo di 12.500 euro lordi (più 750 euro di welfare), erogabile in tre rate fino a fine luglio”.

“I prossimi appuntamenti istituzionali sono fissati per il 14 luglio al MIMIT e il 15 luglio all’AMMA di Torino. Ma la domanda che si pongono con angoscia i lavoratori e i sindacati è inevitabile: che senso ha un tavolo per la reindustrializzazione il 14 luglio, se l’azienda vuole cessare tutte le attività entro l’inizio di agosto? Ad Avigliana cosa troverà un potenziale compratore?” insistono Pentenero e Pompeo.

“Sulla Val di Susa – concludono Gianna Pentenero e Laura Pompeo – sta calando l’ombra di un disastro occupazionale annunciato, consumato tra le stanze dei ministeri romani e il silenzio assordante dei macchinari che, ad Avigliana, stanno per essere spenti per sempre. Chiediamo un impegno alla Regione per fermare lo smantellamento e garantire una vera prospettiva industriale al territorio e ai lavoratori”.

Parla Con Me: online “Vestire bello, buono, sano, pulito, giusto e durevole”

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Simona Riccio dialoga con Maria Chiara Gadda, Dario Casalini e Giorgio A. De Ponti sul valore della filiera tessile, della moda consapevole e della responsabilità produttiva

È online la nuova puntata di Parla Con Me®, la trasmissione digitale ideata e condotta da Simona Riccio, Digital Strategist del settore agroalimentare, LinkedIn Top Voice Italy e Founder del progetto.

La puntata, dal titolo “Vestire bello, buono, sano, pulito, giusto e durevole”, affronta un tema centrale per il futuro delle filiere produttive e dei consumi: il valore del tessile non solo come moda, ma come sistema fatto di materia, lavoro, ambiente, competenze, cultura produttiva, design, responsabilità e durata.

Ospiti della puntata sono Maria Chiara Gadda, Deputata di Italia Viva, Vicepresidente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati e prima firmataria della Legge 166/2016, conosciuta come “Legge Antispreco”; Dario Casalini, Presidente di Slow Fiber e CEO di Oscalito 1936; e Giorgio A. De Ponti, Professore del Politecnico di Milano – Scuola del Design – Design for Food.

Il confronto mette al centro una domanda decisiva: il tessile può essere raccontato solo come moda? Oppure è arrivato il momento di riconoscerlo come una filiera produttiva a pieno titolo, dove materiali, lavoro, progettazione, qualità, impatto ambientale e tempo non possono essere separati?

Durante la puntata si affrontano temi di grande attualità: il contrasto al fast fashion, la cultura della durata, il valore delle materie prime, il ruolo del design nella progettazione responsabile, la qualità del lavoro lungo la filiera e l’impatto delle scelte di consumo.

Il tessile, infatti, non è soltanto immagine. È una filiera fatta di persone, imprese, competenze, territori, scelte produttive e responsabilità condivise. Come accade nel cibo, anche nell’abbigliamento ogni prodotto porta con sé una storia: da dove arriva, come è stato realizzato, da chi e con quale idea di durata.

In occasione del decennale della Legge 166/2016 contro lo spreco alimentare, Parla Con Me® amplia la riflessione sul concetto di spreco, portandola oltre il cibo e collegandola a un altro settore strategico per economia, cultura e sostenibilità: quello tessile.

Parla Con Me® intende così contribuire al dibattito pubblico dando spazio a visioni, esperienze e competenze capaci di mostrare come un’alternativa concreta al fast fashion possa nascere dall’incontro tra imprese responsabili, istituzioni, design, cultura produttiva e cittadini più consapevoli.

«Con questa puntata abbiamo voluto riflettere su un concetto di spreco più ampio», spiega Simona Riccio. «Spreco non è solo ciò che finisce nel piatto e viene buttato. Spreco è anche ciò che consumiamo troppo in fretta, ciò che acquistiamo senza conoscerne il valore, ciò che smettiamo di considerare bene durevole. Il tessile, proprio come il cibo, ci obbliga a ripensare il rapporto tra produzione, consumo, responsabilità e cultura».

La puntata è disponibile online sul canale YouTube di Parla Con Me®.

Guarda la puntata:
https://www.youtube.com/watch?v=GQMfqz7dWfY

Per seguire le puntate:
www.parlaconmeofficial.it

Per proporre ospiti, temi, attività o candidature:
redazione.pcm@gmail.com

Torino, tra ville con piscina e investimenti: il nuovo sogno della casa

Informazione promozionale 

A Torino il sogno della casa ha cambiato volto. Non è più solo una questione di mattone e di mutuo, ma di stile di vita: giardino, luce, vista sulla collina e, sempre più spesso, una piscina privata, vero status symbol del nuovo lusso torinese.

Non sorprende che negli ultimi anni il settore della vendita e costruzione di piscine a Torino e provincia sia cresciuto con continuità, di pari passo con la rinnovata fiducia nel mattone cittadino. Tra ville di pregio e appartamenti acquistati per investimento, la Torino del 2026 racconta due storie diverse ma intrecciate: quella di chi cerca la casa dei sogni e quella di chi cerca un rendimento sicuro per i propri risparmi.

Il sogno per eccellenza resta la villa in collina. Tra Gran Madre, Crimea, Borgo Po, Cavoretto, Pino Torinese e Baldissero Torinese, le proprietà indipendenti con piscina raggiungono quotazioni che, possono toccare alcuni milioni di euro, mentre le soluzioni in condominio dotate di piscina si collocano più spesso tra i 200mila e gli 800mila euro, a seconda di metratura e posizione.

 La stessa analisi sottolinea come la presenza di una piscina possa far crescere il valore dell’immobile fino al 20%, a fronte però di costi di gestione e manutenzione che possono superare i 15mila euro l’anno: un dettaglio che, lungi dallo scoraggiare gli acquirenti, ha contribuito ad alimentare un indotto specializzato di progettisti e imprese costruttrici attivo in città e nei comuni della cintura.

Il quadro generale del mercato conferma questa vitalità. A giugno 2026 il prezzo medio di un immobile nel comune di Torino si attesta poco sopra i 2.100 euro al metro quadro, secondo le rilevazioni della piattaforma RealAdvisor, con le case unifamiliari salite dell’8% nell’ultimo anno; in provincia il valore medio resta più contenuto, intorno ai 1.300 euro al metro quadro, ma con una crescita simile, di poco superiore al 7%.

Secondo l’osservatorio di Immobiliare.it Insights, nel primo trimestre del 2026 il Piemonte ha registrato un aumento medio del 3,4% nei prezzi di vendita e del 4,5% nei canoni di locazione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Non a caso Torino si è confermata la terza città italiana per interesse all’acquisto, dietro solo a Milano e Roma, con una domanda salita del 37% in un anno secondo i dati elaborati da Casaland. Le quotazioni più alte restano quelle del Centro storico, dove il prezzo richiesto supera i 4mila euro al metro quadro, mentre quartieri come Aurora e Barriera di Milano restano tra i più accessibili della città.

Anche i dati dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate raccontano la stessa tendenza: nel terzo trimestre del 2025 le compravendite in città sono aumentate del 6,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con la prima casa a fare da traino, dato che il 73% degli acquirenti ha beneficiato delle agevolazioni fiscali e quasi uno su due ha fatto ricorso a un mutuo.

Se le ville con piscina rappresentano il sogno, è il segmento degli investimenti a muovere i volumi più consistenti. Nel 2025 le compravendite immobiliari a Torino sono cresciute dell’8,88%, superando le 34mila transazioni, con un balzo del 12,15% per gli acquisti di prima casa tra privati e una crescita del 6,25% per le seconde case.

 Oltre un terzo di chi ha usufruito delle agevolazioni prima casa ha tra i 18 e i 35 anni, segno di un ricambio generazionale in atto sul mercato. Per chi acquista pensando alla rendita, gli analisti del settore concordano su un punto: a Torino la locazione tradizionale resta generalmente più conveniente di quella turistica, complice anche l’inasprimento delle regole sugli affitti brevi, dal Codice Identificativo Nazionale alla cedolare secca salita al 26%.

Il rendimento lordo medio degli immobili residenziali in Italia si attesta tra il 4% e il 5%, con punte più alte nelle zone universitarie come Crocetta e San Donato, individuate da un’analisi di Crowdfundme tra le più richieste da studenti e professionisti. Come sottolineano i professionisti del settore immobiliare torinese, gestire oggi un immobile a reddito richiede tempo, competenze e organizzazione: la rendita non arriva più da sé, ma va costruita con un approccio quasi imprenditoriale.

Tra collina e città, tra vasche private e calcoli di rendimento, Torino si conferma un mercato a due velocità con un denominatore comune: l’attenzione alla qualità della vita. Che si tratti di una villa con piscina a Pino Torinese o di un bilocale da affittare vicino al Politecnico, la scelta dell’acquirente torinese di oggi è sempre più informata, attenta tanto ai costi di gestione quanto al potenziale di rivalutazione.

E se il sogno di una piscina in giardino continua ad alimentare la domanda di progettazione e costruzione in tutta la provincia, il mercato immobiliare cittadino sembra avere ancora margini di crescita per chi sa scegliere zona, tipologia e strategia giusta.

Estate Ragazzi: centri estivi, un punto di riferimento per le famiglie torinesi

 

Sono pienamente operativi in tutte le Circoscrizioni di Torino i centri estivi di Estate Ragazzi, che anche quest’anno si confermano un servizio centrale per la città e un punto di riferimento per migliaia di famiglie torinesi durante il periodo di sospensione delle attività scolastiche.

Un sistema educativo diffuso e articolato, che insieme a Nidi d’Estate e Bimbi Estate costituisce l’offerta estiva della Città di Torino per bambini e bambine da 0 a 11 anni, pensata per garantire opportunità di socializzazione, apprendimento e benessere, oltre a supportare concretamente la conciliazione tra vita e lavoro delle famiglie.

Proprio per vedere da vicino lo svolgimento delle attività e incontrare i più piccoli, questa mattina il sindaco Stefano Lo Russo, insieme all’assessora alle Politiche educative e giovanili della Città di Torino Carlotta Salerno e al presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo Marco Gilli, ha visitato uno dei centri, quello di via San Marino, salutando le bambine e i bambini impegnati nei laboratori e nei momenti di gioco.

“Sarà un’estate ricca di esperienze educative, inclusive, ludiche non solo per fornire alle ragazze ed i ragazzi nuove opportunità di crescita durante la pausa scolastica, ma soprattutto per dare supporto alle famiglie nella delicata organizzazione estiva – ha affermato l’assessora Carlotta Salerno -. L’Estate Ragazzi continua, grazie anche al supporto della Fondazione Compagnia di San Paolo e Ufficio Pio, a offrire esperienze di socializzazione e scoperta, senza tralasciare le situazioni più fragili, prestando attenzione alle esigenze educative di tutte e tutti. Grazie alle scuole, agli enti gestori e a tutte le realtà che anno dopo anno confermano l’intenzione di fare dell’Estate Ragazzi un riferimento per bambine e bambini e per le loro famiglie”.

Nel 2026 il sistema di Estate Ragazzi si articola in 49 centri estivi distribuiti sul territorio cittadino, gestiti da 20 enti, con poco meno di 4.300 inscrizioni effettuate all’8 giugno. Tra questi, sono 477 i bambini con disabilità e oltre 2.500 quelli che beneficiano di agevolazioni legate all’ISEE, mentre le settimane complessivamente assegnate superano le 18mila. Numeri che restituiscono la dimensione e l’impatto di un servizio sempre più richiesto.

La proposta educativa, oltre alla programmazione settimanale, si arricchisce di percorsi tematici che spaziano dall’attività sportiva a quella artistico-creativa, fino ai laboratori linguistici e scientifico-tecnologici, offrendo ai partecipanti occasioni diversificate di apprendimento e scoperta.

Un’attenzione particolare è rivolta all’inclusione: quasi tutti i centri, 47 su 49, sono dotati di “Spazio Inclusione”, ambienti dedicati a favorire la partecipazione di tutti i bambini e le bambine. A questo si accompagna un importante investimento economico da parte della Città, con oltre 716mila euro destinati al sostegno alla disabilità, più di 537mila euro per l’integrazione delle fasce ISEE e oltre 54mila euro per i minori con esenzione.

Prosegue inoltre la collaborazione con AIESEC, che anche quest’anno porta nei centri estivi 50 volontari internazionali coinvolti nelle attività educative e nei giochi in lingua, contribuendo a rendere l’esperienza ancora più aperta e interculturale. Cresce anche l’offerta sportiva, con più che raddoppiati i posti disponibili nelle piscine comunali — oltre 2.400 ogni settimana — e nuove opportunità come la partecipazione di alcuni centri a un evento internazionale di golf alla Mandria.

Accanto a Estate Ragazzi, la Città offre anche i servizi per la fascia 0-6 anni. Per Nidi d’Estate, nel mese di luglio sono attivi 22 nidi comunali a gestione diretta e 16 in appalto, mentre ad agosto le sedi operative sono 5, una in più rispetto allo scorso anno. Per Bimbi Estate, le sedi aperte a luglio sono 31, mentre ad agosto è stata attivata un’ulteriore struttura per rispondere all’elevato numero di richieste.

Già nei mesi primaverili sono state oltre 3mila le domande complessive registrate per questi servizi, sostenuti da un investimento pari a 1,1 milioni di euro per i nidi e 1,5 milioni per le scuole dell’infanzia. In risposta alle alte temperature della scorsa estate, molte sedi sono state inoltre dotate di sistemi di climatizzazione con condizionatori portatili.

Un modello, quello dei servizi estivi cittadini, che continua a crescere e a consolidarsi, trasformando l’estate in un tempo di qualità, apprendimento e relazioni per migliaia di bambine e bambini torinesi.

TorinoClick

A Saluzzo “C’è Fermento”!

Nella capitale dell’antico “Marchesato” torna il tradizionale appuntamento dedicato al vasto mondo della “birra” … meglio, delle “birre”

Da giovedì 18 a domenica 21 giugno

Saluzzo (Cuneo)

“Beer lovers” di tutto il mondo (bè, esageruma nen!) in marcia. Il fine settimana si chiama per voi “Saluzzo”! A Saluzzo (“la Bella sotto il Monviso”) torna, infatti, la classica “quattro giorni” di “C’è Fermento – XVI edizione”, il grandioso “Festival delle Birre”. Di qualsiasi genere, tipo, gradazione e provenienza. Ce n’è che va bene per tutti. Statene assolutamente certi!  Quattro giorni, si diceva. Da giovedì 18 a domenica 21 giugno. Il via giovedì 18 giugno, alle 17,30, presso l’“Ala di Ferro” (piazza Cavour) per proseguire, fino a domenica 21 giugno, all’interno de “Il Quartiere” (piazza Montebello, 1), nell’“ex Caserma Musso”. In agenda, promettono gli organizzatori della “Fondazione Amleto Bertoni” e della “Città di Saluzzo”, “tante sorprendenti nuove proposte”.La prima è l’apertura del “Salone Brassicolo” all’intero “mondo dei fermentati” (artigianali o industriali), attraverso “incontri” con esperti nazionali e internazionali e “proposte culinarie” a tema.

Grande protagonista sarà sempre la birra, con 14 birrifici artigianali italiani, 2 Consorzi della birra e 2 birrifici ospiti dal Belgio e dalla Franconia (Germania centrale – Baviera). Ci sarà spazio anche per lo “street food”, con 7 cucine di strada locali e internazionali e 7 produttori, con un occhio di riguardo ai “fermentati” come kombucha, sidro, pane, formaggio, salumi, aceto e molto altro. Ogni sera, dalle 18 alle 20, si potrà assistere alle “chiacchierate live” nel “Salottino podcast musicale” de “Il Quartiere” e non mancheranno laboratori, tour degustazione, musica dal vivo e giochi di società ad animare le quattro serate del Festival. Presso l’“Ala di Ferro”, giovedì e venerdì nel tardo pomeriggio e la domenica mattina, si terrà il “Salotto fermentato”, uno spazio di incontro e sperimentazione con “esperti di fermentati”.

Il “Salone” aprirà presso “Il Quartiere” tutti i giorni alle 18, con chiusura a mezzanotte il giovedì e la domenica e all’una il venerdì e il sabato. Gli “appuntamenti” e i “laboratori” hanno “prenotazione obbligatoria” su: www.cefermento.it

L’ingresso al salone è gratuito, con obbligo di acquisto del bicchiere griffato CF2026 (5 euro) per la “degustazione brassicola”.

Per entrare un po’ nel programma.

Dei 14 birrifici artigianali protagonisti, oltre la metà provengono dal Piemonte; due i birrifici marchigiani, due i veneti, uno dalla Toscana ed uno dalla Valle d’Aosta. A proporre diversi produttori, ci saranno due Consorzi,  il “Consorzio Birra Italiana” ed il “Consorzio Birra Piemonte”. Dalla provincia belga dell’Hainauf, arriverà la “Brasserie Dupont”, il birrificio di fama mondiale per il suo lievito, vero protagonista di tutte le etichette, a partire dalla celebrata “Saison Dupont”. Infine, dalla Franconia, regione a nord della Baviera famosa proprio per il suo “turismo birrario”, ci sarà “Braurei Ulrich Martin” con l’eccezionale presenza alle”spine” dello stesso “mastro birraio” Ulrich Martin, che nel 2008 ha ridato nuova vita al defunto “Birrificio di Hausen” (frazione di Schonungen), fondato nel 1850 da Lorenz Fratz.

Non mancheranno le “cucine tradizionali” e il vasto mondo dei “fermentati”.

Musica. La serata del giovedì 18 giugno sarà animata presso l’ “Ala di Ferro” dalla “Marching Band BandarAdan”, con musiche dall’“indie italiano”. Confermate, in agenda, “play list musicali a tema”.

Da segnalare ancora, con ampia sintesi, alcuni momenti clou (a nostro avviso) del programma: venerdì 19 giugno, alle 18,30, sotto l’“Ala di Ferro” appuntamento con “Fermentare l’acqua”, un incontro con lo chef di cucina naturale Alvin Crea e la naturopata Alice Pron; dalle 20, L’Associazione ludico-culturale “Dimensione Arcana” animerà il “Cortile d’Onore” con i suoi “giochi di logica e società” e tanta musica con una “play list” dedicata al rock, seguita dal concerto del “duo” anni ’70, “Dama Duet”; sabato 20 giugno, dalle 18, presso “Il Quartiere”, l’“Associazione Birraria Cuneese” darà il via ai “tour degustazioni guidati”, mentre alle 19, il Curatore Nazionale della “Guida alle birre d’Italia”, Luca Giaccone, celebrerà la decima edizione della “Guida”, assaggiando ed illustrando alcune delle birre dei “Birrifici” premiati dalla “Guida 2026”, per finire, domenica 21 giugno, alle 18, nel “Salottino podcast musicale”, protagonista la “cucina vegana” con “Emporio Vegetale”, ed il sound all’insegna di “soul”, “blues” e “funky” per concludere in leggerezza il Festival.

Per info e programma dettagliato: www.cefermento.it

g.m.

Nelle foto: immagini di repertorio

Quell’atroce “voce della fame” che divide il mondo

In mostra al valdostano “Forte di Bard”, oltre 80 scatti fotografici di “Agence France – Press” documentano la piaga della fame per milioni di esseri umani

Dal 14 marzo al 19 luglio

Bard (Aosta)

Ben scriveva nel suo romanzo – reportage del ’49 “La pelle” (riferendosi agli anni di miseria vissuti dalla Napoli del dopoguerra) il gran pratese Curzio Malaparte“Non v’è nulla di umano nella voce della fame”. Quanta verità! E nulla di umano, per l’appunto, ma solo abbruttimento e disperazione, documentano le grida e gli occhi e i volti stravolti di uomini e bambini (quanti bambini!) impegnati nell’ingarbugliato primitivo assalto alle razioni alimentari nel “Centro di distribuzione” a Beit Lahia, nella Striscia di Gaza, cristallizzato nel 2025, in immagini fotografiche che hanno fatto il giro del mondo, dal fotoreporter palestinese Bashar Taleb per “AFP – Agence France Presse”, fra le più antiche e autorevoli agenzie di stampa internazionali. Una fotografia di denuncia realisticamente drammatica. Una delle oltre 80 esposte (sotto il titolo di: “Nutrire il mondo. La sfida globale dell’alimentazione”dal prossimo sabato 14 marzo a domenica 19 luglio presso il sabaudo “Complesso Fortificato” di Bard, a testimonianza di come, a tutt’oggi, in un Pianeta capace di produrre cibo sufficiente per 10miliardi di persone, la fame resti tuttora (proprio come nella Napoli di Malaparte) una “piaga” (“peste” avrebbe detto lo scrittore di Prato) per milioni di esseri umani. Specchio impietoso – questo l’obiettivo della mostra – di un sistema messo oggi a dura prova dall’aumento demografico, dai cambiamenti climatici, da un uso insostenibile delle risorse e dal tragico proliferare a livello inter-continentale di oltre 50 guerre, dall’Africa sub sahariana all’Asia Occidentale (Palestina – Gaza), al Medio Oriente (Iran) e all’Europa orientale (Russia – Ucraina). Un colpo mortale al Pianeta. Tanto che, nel 2026, dicono le cifre ufficiali, la fame nel mondo registra circa 300milioni di persone che soffrono di “insicurezza alimentare acuta” ed oltre 730milioni costretti ad “affrontare la fame”, allontanando l’obiettivo “Fame Zero” prefissato dall’“Agenda ONU 2030”. Il tutto alla luce, però, di un inaccettabile paradosso: mentre intere popolazioni soffrono la privazione, nei Paesi sviluppati l’abbondanza degenera in “spreco sistemico” e patologie legate all’eccesso. “Il cibo è dunque diventato – ci rivela la mostra al ‘Forte di Bard’ – un indicatore di disuguaglianza, passando da diritto fondamentale a esibizione di status sociale”.

La prova? Alcune fra le tante raccontate in rassegna. Che accanto alla miseria umana della succitata foto di Bashar Taleb ci mostra l’oceano spropositato dell’abbondanza alimentare nello scatto del fotoreporter francese Jeff Pachoud a documentazione del Concorso di cucina “Bocuse d’Or” (ideato nel 1987 da Paul Bocuse a Lione) o l’altrettanto lussuoso “di più” di quel principesco “servizio in camera” nello storico Hotel “Lutetia” di Parigi firmato da Stephane de Sakutin, per non dire del “piccante rosso mare” fissato con lucida concretezza durante una gara di “volonterose” mangiatrici di peperoncino all’interno di una sorgente termale nella città di Yichun, in Cina. Ignoto l’autore. Chissà, poveretto, non ci sia finito dentro?

“Questo progetto – commenta la Presidente del ‘Forte di Bard’, Ornella Badery – rinnova la missione del ‘Forte’ come luogo di riflessione sulle principali sfide del nostro tempo. Attraverso le immagini dei fotoreporter di ‘Agence France-Presse’, la mostra propone una testimonianza visiva e uno strumento per riflettere sul paradosso alimentare che vede coesistere la carestia e lo spreco sistematico, invitando a considerare un modello di sviluppo più equo e sostenibile”.

E a lei fa eco Sabrina Rossi Montegrandi, “Director of Business Development Agence France-Presse per Italia, Malta e Turchia”: “Il cibo è il cuore del nostro presente e la sfida del nostro futuro. Con i loro sguardi attenti e necessari, i fotografi dell’ ‘Agence France-Presse’ non si limitano a ritrarlo: lo interrogano, lo mettono in discussione, ci costringono a guardarlo. Attraverso le immagini, il cibo diventa coscienza e responsabilità”.

Dopo “Non c’è più tempo” (2024) e “Contrasti. Racconti di un mondo in bilico” (2025), con il Progetto “Nutrire il mondo”“Forte di Bard” e “Agence France-Presse” proseguono la collaborazione con l’obiettivo di sensibilizzare il pubblico su tematiche di carattere globale che valorizzano il quotidiano lavoro di inchiesta dei fotoreporter di una delle più importanti ed autorevoli “Agenzie di Stampa” al mondo.

Gianni Milani

“Nutrire il mondo”

Forte di Bard, via Vittorio Emanuele II, Bard (Aosta); tel. 0125/833811 o www.fortedibard.it

Dal 14 marzo al 19 luglio

Orari: feriali 10/18; sab. dom. e festivi 10/19; lun. chiuso

Nelle foto: Bashar Taleb /AFP “Consegna razioni alimentari a Gaza”; Jeff Pachoud/AFP “Chef da tutto il mondo per il Concorso di cucina ‘Bocuse d’Or’”; Anonimo/AFP Photo “Gara di mangiatori di peperoncino in Cina”

Monteu da Po apre il canale Whatsapp

 

L’Amministrazione Comunale di Monteu da Po informa la cittadinanza che è stato attivato il Canale WhatsApp ufficiale del Comune, un nuovo strumento di comunicazione istituzionale pensato per favorire una diffusione sempre più tempestiva, capillare ed efficace delle informazioni di interesse pubblico.

L’iniziativa, prevista nel programma della neoinsediata Amministrazione, si inserisce nel percorso di innovazione e digitalizzazione dei servizi comunali con l’obiettivo di rafforzare il dialogo tra istituzioni e cittadini, garantendo un accesso immediato alle comunicazioni ufficiali direttamente sul proprio smartphone.

Attraverso il Canale WhatsApp sarà possibile ricevere aggiornamenti riguardanti:

  • comunicazioni istituzionali e notizie dell’Amministrazione Comunale;
  • eventi, manifestazioni e iniziative promosse sul territorio;
  • avvisi di pubblica utilità;
  • allerte e informazioni relative a viabilità, condizioni meteorologiche, servizi comunali e situazioni di emergenza;
  • aggiornamenti tempestivi su attività e opportunità rivolte alla cittadinanza.

L’iscrizione al canale è gratuita, semplice e richiede pochi secondi. Inoltre, il servizio garantisce la massima tutela della privacy: gli iscritti non possono visualizzare numeri di telefono, nominativi o altri dati personali degli altri utenti aderenti al canale.

L’Amministrazione invita tutti i cittadini, le associazioni, gli operatori economici e le realtà del territorio a iscriversi e a contribuire alla diffusione di questo nuovo servizio, affinché l’informazione istituzionale possa raggiungere il maggior numero possibile di persone.

Più cittadini informati significa una comunità più connessa e partecipativa.

Per iscriversi al Canale WhatsApp ufficiale del Comune di Monteu da Po è sufficiente collegarsi al seguente link: https://whatsapp.com/channel/0029VbD9Vk26rsQmAilvwC2i

Una volta effettuata l’iscrizione, si raccomanda di attivare la funzione delle notifiche (campanella) per ricevere in tempo reale tutti gli aggiornamenti pubblicati.

Maggiori informazioni sono disponibili sul sito istituzionale del Comune di Monteu da Po in home page.