ilTorinese

Opere Vive. Percorsi di arte pubblica del cuneese

Abbazia di Novalesa, nuova scala e facciata restaurata

Nell’anno del 1300° anniversario della fondazione, all’Abbazia dei Santi Pietro e Andrea di Novalesa sono stati completati due interventi attesi da tempo: il restauro della facciata della chiesa e la collocazione della nuova scala esterna del Palazzo Abbaziale, prevista da oltre vent’anni.
I lavori si inseriscono nel più ampio percorso di tutela del complesso, che interessa il sagrato, il chiostro, le coperture e la corte interna del Palazzo Abbaziale. Tra gli interventi che hanno accompagnato le iniziative per il 1300° anniversario rientra il progetto di risanamento conservativo e riuso funzionale finanziato dalla Città metropolitana di Torino, proprietaria dell’Abbazia dal 1973, con circa 2 milioni di euro. Il programma, in parte già attuato, ha previsto lavori sui muri e sui prospetti del sagrato, della chiesa, del cortile e del chiostro, sulle pavimentazioni e sulla scala già presente nel cortile, il risanamento conservativo delle coperture.
L’intervento sulla facciata della chiesa è stato accompagnato dal rifacimento della pavimentazione del sagrato e dalla realizzazione di un’intercapedine aerata, necessaria per contrastare l’umidità di risalita che nel tempo aveva danneggiato intonaci e murature.
Il restauro ha riportato in evidenza le diverse fasi della storia dell’edificio. Sotto le tonalità più recenti sono riemersi gli intonaci grigio-azzurri del rifacimento settecentesco, avviato dopo il sopralluogo del 1709 e legato all’opera dell’ingegnere Antonio Bertola. Restano leggibili anche la decorazione ottocentesca con Sant’Eldrado e alcuni frammenti tardomedievali. Elementi appartenenti a epoche diverse, conservati non per ricondurre la facciata a un’immagine uniforme, ma per rendere riconoscibili le trasformazioni attraversate dall’Abbazia nei secoli.
Nella corte del Palazzo Abbaziale è stata intanto installata la nuova scala esterna di accesso al Salone di Carlo Magno. La precedente struttura era stata rimossa tra il 1997 e il 2001 durante il restauro progettato dall’architetto Andrea Bruno, che aveva previsto la successiva realizzazione di un nuovo collegamento. La soluzione oggi completata unisce un basamento in pietra a una struttura in acciaio assemblata sul posto, con gradini, parapetti e rivestimenti in lamiera stirata di acciaio corten.

Sformatini di peperoni ricetta light

Contorno insolito o antipasto sfizioso, si preparano in poco tempo in tutta facilita’. Sono deliziosi, delicati, privi di grassi, cremosi e scenografici.

Ingredienti

2 peperoni gialli di Carmagnola
2 uova intere
200gr. di ricotta
Sale, pepe, prezzemolo
4 noci
Olio evo, una noce di burro

Lavare i peperoni, punzecchiarli con i rebbi di una forchetta e grigliarli su una piastra di ghisa calda. Lasciar raffreddare e pelare.
Nel mixer frullare le falde di peperone, la ricotta, le uova, il sale ed il pepe.
Imburrare 6 stampini in acciaio, versare la crema e cuocere a bagnomaria a fuoco bassissimo per circa 30 minuti.
Preparare la salsina mescolando il prezzemolo tritato con una noce tritata, sale e olio evo.
Togliere gli sformatini dagli stampi con l’aiuto della lama di un coltello, impiattare guarnendo con l’emulsione di olio ed un gheriglio di noce. Servire tiepido.

Paperita Patty

Ragazzina investita da bus ricoverata in codice rosso

Ieri una ragazzina è stata investita da un autobus a Torino, in via San Donato, all’altezza del civico 61. È’ stata soccorsa dai sanitari del 118 di Azienda Zero, che hanno prestato le prime cure prima di trasferirla in ambulanza al San Giovanni Bosco in codice rosso.

La giovane ha riportato la frattura dello zigomo e della clavicola. La ragazzina non è in pericolo di vita ma resta ricoverata in osservazione e potrebbe essere sottoposta a un intervento di chirurgia maxillo-facciale.

Stelle cadenti con visita notturna a Sant’Antonio di Ranverso

Domenica 9 agosto dalle ore 21

La notte delle Perseidi diventa un’occasione per scoprire la Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso, in provincia di Torino, da una prospettiva insolita. Domenica 9 agosto “ Aspettando San Lorenzo” propone una serata dedicata all’osservazione guidata delle stelle cadenti, in collaborazione con Infini.TO- Planetario di Torino, e una visita straordinaria in notturna del complesso monumentale.
La tradizione lega le stelle cadenti al martirio di San Lorenzo, ucciso il 10 agosto del 258 d. C. , interpretandole come le lacrime del santo. Il fenomeno, in  realtà, è dovuto allo sciame delle Perseidi, composto da minuscoli frammenti di polvere e ghiaccio lasciati dalla cometa Swift-Tuttle lungo la sua orbita attorno al sole. Ogni estate l’incontro di questi detriti con l’atmosfera terrestre dà origine a uno degli spettacoli astronomici più  attesi dell’anno.
Accompagnati da un astrofisico di Infini.TO, Planetario di Torino, i partecipanti saranno guidati nell’osservazione del cielo estivo e delle sue meraviglie.
La serata offrirà inoltre l’opportunità di visitare in notturna la Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso, scoprendo la storia dell’Ordine degli Antoniani e ammirando i capolavori custoditi nel complesso monumentale in un’atmosfera suggestiva e inconsueta.

Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso

Località Sant’Antonio di Ranverso Buttigliera Alta ( Torino)

Domenica 9 agosto ore 21

Costo 10 euro + biglietto di ingresso ( intero 5 euro, ridotto 4)

Prenotazione obbligatoria entro il venerdì precedente

Info e prenotazioni dal mercoledì alla domenica

0116200603

ranverso@biglietteria.ordinemauriziano.it

Per ritenere valida la prenotazione attendere conferma.

Mara Martellotta

Ondate di calore, con Junker la mappa dei rifugi climatici di Torino

 

Parchi, giardini, biblioteche, musei, case del quartiere e punti d’acqua: a Torino i luoghi dove trovare un po’ di sollievo durante le giornate più calde sono ora raccolti nella mappa dei rifugi climatici disponibile sull’app Junker. La città è tra le sette coinvolte nell’iniziativa, che riunisce in un’unica piattaforma le informazioni ufficiali messe a disposizione dalle amministrazioni locali.

Attraverso la sezione dedicata dell’app è possibile consultare la mappa dei rifugi climatici e filtrare i luoghi in base alla tipologia, scegliendo ad esempio tra aree verdi, edifici pubblici climatizzati o punti d’acqua. Il servizio è gratuito, disponibile in 13 lingue e pensato per essere utilizzato facilmente anche da turisti e visitatori.

Tra i rifugi climatici censiti figurano parchi e giardini, biblioteche civiche, musei, case del quartiere e altri spazi pubblici accessibili. Oltre a Torino, l’iniziativa coinvolge Milano, Bologna, Padova, Firenze, Roma e Napoli.

L’iniziativa punta a rendere più facilmente accessibili le informazioni già disponibili, offrendo a cittadini e visitatori uno strumento pratico per orientarsi in città durante le ondate di calore e individuare i servizi presenti sul territorio.

TorinoClick

Pietro Pisano e il Coda Rossa, storia di fame e coraggio

Anticipata da un racconto – Monte Pedum. La leggenda del Coda Rossa – pubblicato da Pietro Pisano per i tipi del Magazzeno Storico Verbanese, venne alla luce in seguito una storia vera, dopo di un minuzioso lavoro di ricerca, con la prova concreta che la primula rossa della Val Grande, l’indomito bracconiere era esistito davvero.  Così nacque Il Coda Rossa. Dalla leggenda alla storia, edito sempre dal Magazzeno Storico Verbanese ,interessantissimo lavoro di ricerca e ricostruzione storica grazie ai documenti recuperati da Pisano all’Archivio di Stato di Verbania. Un libro che svela il mistero del Coda Rossa associando un nome e un cognome al leggendario bracconiere della Val Grande, oggi parco nazionale. Si chiamava Giovanni Bertoletti e morì accidentalmente nel 1874 a soli 45 anni, precipitando dalle balze dirupate del Pedum. Pietro Pisano, fondatore del Gruppo escursionisti Val Grande, appassionato cultore della storia locale ( tra le sue opere un importante volume sull’esploratore Giacomo Bove e l’ultima, originalissima storia de Il cercatore di farfalle – Aprile 1939, l’ultimo caso del giudice istruttore di Pallanza) grazie alla sua scrittura avvincente e documentata, ha consentito al Coda Rossa di uscire dall’oblio fino a materializzarsi, prima che la sua storia sbiadisse nella memoria, perdendosi per sempre. In questi tempi dove tutto va di fretta e si vive un eterno presente molti ignorano che in quell’epoca di freddo e di fame, ben prima che l’Italia fosse unita, la gente di montagna viveva in condizioni d’estrema povertà e uomini come il Coda Rossa erano costretti ad esercitare il bracconaggio per necessità. Bertoletti, tra questi “fuorilegge del bisogno”, era forse il più temerario, tanto bravo a saltare di roccia in roccia che i valligiani finirono per assimilarlo al “codirosso”, l’uccellino che per predare gli insetti è capace d’involarsi tra le rocce più impervie.

Il Cùa Rùsa venne rinvenuto cadavere quasi otto mesi dopo la sua scomparsa, “tra dirupi praticati ben da pochi, pericolosissimi e spaventosi anche per gli intrepidi”,  come si legge sui documenti d’archivio. Teresio Valsesia, giornalista e scrittore, nella presentazione del libro, scriveva: “Non era una leggenda immersa nelle storie e nei misteri della Val Grande. Era invece una storia vera quella del Coda Rossa, onesto bracconiere della fine Ottocento, quando la gente delle nostre valli aveva fame. Dobbiamo essere grati a Pietro Pisano che ha recuperato questo personaggio, ipotizzandone per primo l’esistenza dopo averne ricostruito la storia che sembrava strettamente limitata alla cornice della leggenda”. Fu lo stesso Pietro Pisano, autore di questa piccola, preziosa impresa non solo letteraria, a raccontare chi fosse quel montanaro che conosceva ormai meglio di ogni altra persona: “Era un eroe semplice, costretto a combattere una lotta continua contro la povertà. Aveva svariati fratelli e sorelle, si sentiva responsabile per loro. Era nato povero ed è morto povero, ma amato da tutti, per questo il suo ricordo ha superato il tempo”. I due libri – il racconto e la storia – fanno parte della collana editoriale del Magazzeno Storico Verbanese , curata da Fabio Copiatti e Carlo Alessandro Pisoni. Per le stesse edizioni, Pisano ha pubblicò anche Il Piccolo Telegrafista delle Ferrovie Nord Milano. Fedele Cova. Una Storia di Valgrande tra Orfalecchio e Corte Buè. Il giovane partigiano Fedele Cova, originario di Caronno Pertusella, nel varesotto, scomparve tragicamente in Val Grande precipitando in un burrone nel 1944 mentre operava nelle formazioni partigiane di Dionigi Superti ed Ezio Rizzato. La Val Grande, chiusa tra le montagne dell’Ossola, il bacino del lago Maggiore e la valle Cannobina, impervio e selvaggio parco nazionale, fu teatro di uno dei più drammatici episodi della Resistenza all’occupazione nazista e al fascismo: il rastrellamento del giugno 1944.

Marco Travaglini

Nocciole, raccolta al via con una settimana di anticipo

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Confagricoltura Piemonte: «ora il mercato riconosca il valore della produzione»

Allasia: “Annata difficile tra caldo, siccità e cimici. Servono prezzi adeguati per garantire il futuro del comparto”

Prenderà il via già dalla prossima settimana, nelle aree più precoci del Piemonte, la raccolta delle nocciole, con un anticipo di circa una settimana rispetto allo scorso anno. Dopo le ottime prospettive della primavera, il caldo eccezionale, la persistente siccità, gli attacchi delle cimici e, localmente, le grandinate hanno progressivamente ridimensionato le attese produttive, determinando fenomeni di cascola e situazioni diffuse di stress vegetativo. Per i tecnici di Confagricoltura Piemonte la produzione si annuncia migliore rispetto al difficile 2025, ma inferiore alle aspettative formulate fino alla fine di maggio.
“La corilicoltura piemontese – dichiara Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte – affronta un’altra annata complessa. Le aziende hanno lavorato con professionalità per contenere gli effetti del meteo molto particolare, ma il caldo e la carenza d’acqua hanno inevitabilmente inciso sulla produzione. È l’ennesima dimostrazione di quanto il cambiamento climatico stia mettendo alla prova le nostre imprese, chiamate a sostenere costi sempre più elevati per continuare a produrre qualità”.
Il Piemonte si conferma tra le principali regioni corilicole italiane, con circa 27.000 ettari coltivati a nocciolo, concentrati soprattutto nelle province di Cuneo, Asti e Alessandria. Una filiera strategica per l’economia agricola regionale, che rappresenta una delle eccellenze dell’agroalimentare piemontese e costituisce una risorsa fondamentale per migliaia di aziende agricole e per l’economia delle aree collinari.
In vista dell’avvio della commercializzazione, Confagricoltura Piemonte auspica che il mercato sappia valorizzare adeguatamente il prodotto, tenendo conto sia dell’andamento della campagna sia dell’aumento dei costi sostenuti dalle imprese. “Le quotazioni saranno decisive per il futuro del comparto – conclude Allasia – in quanto le rese saranno inferiori alle attese e i costi di produzione continuano a crescere. Prezzi adeguati sono indispensabili per garantire reddito alle aziende, favorire il rinnovo dei noccioleti e mantenere competitivo un comparto che rappresenta un patrimonio economico, ambientale e sociale per il Piemonte. La qualità della nocciola piemontese rappresenta un punto di forza che il mercato deve riconoscere e valorizzare”.

Argento europeo nella velocità per l’azzurro Giorgio Villa

Nella tappa di World Climbing Europe Series e Youth Series Speed a St. Pölten 15 azzurri nel tabellone finale

La tappa austriaca della World Climbing Europe Youth Series dedicata alla Speed ha regalato all’Italia una medaglia d’argento, conquistata da Giorgio Villa nella categoria Under 17, e ben dieci qualificazioni ai tabelloni finali, confermando l’ottimo stato di salute del settore giovanile azzurro. Nella Under 17 maschile quattro dei cinque azzurri in gara hanno centrato la qualificazione. Il migliore è stato Jacopo Titi, secondo in qualifica con il tempo di 6″16, seguito da Ludovico Ravaglia, sesto in 6″67, Giorgio Villa, settimo in 6″74, e Lorenzo Farinelli, 14° in 7″29. Sfortunato invece Samuele Erra, caduto in entrambe le run di qualifica e costretto ad accontentarsi del 30° posto. Nella prova femminile Elisa Lusetti, all’esordio in una competizione internazionale, ha conquistato il pass per la fase finale con il 16° tempo. Si sono invece fermate in qualifica Rebecca Belardinelli, 19ª, Carolina Mariani, 24ª, e Aurora Marie Arezzo, 25ª. Il cammino della Lusetti si è interrotto agli ottavi di finale contro la beniamina di casa Lara Haselwanter, poi vincitrice della gara davanti al pubblico austriaco. Tra gli uomini, agli ottavi, Giorgio Villa ha eliminato lo svizzero Vial, mentre Jacopo Titi ha superato il francese Luu-Freund in 6″77. Si sono invece fermati Ludovico Ravaglia, tradito da una caduta, e Lorenzo Farinelli, superato dal bulgaro Daskalov. I quarti di finale hanno proposto un derby tutto italiano tra Titi e Villa: Titi è incappato in una caduta e Villa, con una salita da 6″76, ha conquistato l’accesso alla semifinale. Qui il giovane lombardo ha alzato ulteriormente il livello della prestazione, imponendosi su Daskalov in 6″27 e guadagnandosi la finale. Nell’ultimo atto un piccolo errore gli ha impedito di conquistare il gradino più alto del podio, ma ha messo al collo una meritatissima medaglia d’argento. A imporsi è stato il polacco Myśliwiec, unico atleta capace di infrangere il muro dei sei secondi in ben tre run nel corso della competizione. Nella Under 19 femminile sono state quattro le azzurre capaci di conquistare un posto nel tabellone finale: Alice Marcelli, terza in qualifica con 8″11, Eva Mengoli, quinta in 8″30, Emma Campa, 15ª, e Alessia Lugli, 16ª. È rimasta invece esclusa per una sola posizione Lucia Del Fabbro, 17ª. Agli ottavi Campa e Lugli sono cadute, mentre Mengoli è stata eliminata dall’avversaria polacca Tarczon. Ha invece proseguito la sua corsa Alice Marcelli, che ha superato la spagnola Pinto Ilincheta e, nei quarti di finale, ha avuto la meglio sulla francese Desbois al termine di una sfida combattutissima, chiusa in 8″16. L’atleta lecchese, già Campionessa Mondiale Under 16 nel 2024, si è fermata soltanto in semifinale contro la francese Rymasz. Nella finale per il bronzo una caduta contro la tedesca Wucherer le ha negato la medaglia, lasciandole comunque un eccellente quarto posto. Nella Under 19 maschile Davide Radaelli ha conquistato l’accesso alla fase finale con il 10° tempo di qualifica (6″20), mentre Alessandro Corna ha chiuso la propria prova al 19° posto. Agli ottavi Radaelli ha approfittato della caduta dello svizzero Vial per conquistare i quarti di finale. La sua corsa si è però conclusa nel turno successivo, dove è stato tradito da una caduta nel duello con il francese Grosset. Per quanto riguarda la squadra Senior la prova di World Climbing Europe Series si è chiusa con cinque azzurri qualificati al tabellone finale. In campo femminile hanno conquistato il pass per la fase a eliminazione diretta Eva Mengoli, 12ª con il tempo di 8″45, ed Emma Campa, 14ª in 8″67. Si è invece fermata in qualifica Arianna Mortarino, 22ª al termine della propria prova. Nel tabellone finale Mengoli è stata eliminata agli ottavi dalla francese Vouaux, mentre Campa ha firmato un’ottima prestazione, superando agli ottavi la spagnola Ruiz de Argandona Otano e conquistando l’accesso ai quarti di finale, dove ha ceduto all’ucraina Tkachova. La vittoria è andata alla spagnola Martinez Vidal, davanti all’ucraina Horielova, con il bronzo conquistato dalla stessa Tkachova. Anche tra gli uomini l’Italia ha portato tre atleti nella fase finale. Adriano Egidi ha chiuso le qualifiche al 12° posto in 5″75, Francesco Ferranti al 13° in 5″78 e Samuele Graziani al 15° in 5″79. Per appena tre posizioni è invece sfumato l’accesso al tabellone per Tommaso Magni, 19° in 6″06, mentre Alessandro Giorgianni ha concluso al 38° posto. L’avventura degli azzurri si è arrestata agli ottavi di finale. Ferranti ha lottato fino all’ultimo, ma il suo 5″78 non è bastato per avere la meglio sul francese Morel; Graziani è stato tradito da una caduta, mentre Egidi ha ceduto il passo al francese Grosset. A festeggiare davanti al pubblico di casa è stato lo svizzero Kevin Amon, protagonista di una finale da 5″00 che gli ha consegnato il successo. Alle sue spalle il connazionale Gilles Meili, argento in 5″08, mentre il francese Morel ha completato il podio con la medaglia di bronzo. La prossima tappa di Coppa Europa Giovanile si disputerà sempre in Austria, ad Imst, il 4 settembre. Mentre il prossimo appuntamento per la squadra Senior è questo sabato, 8 agosto, a Zilina, in Slovacchia.

Per rivedere le finali giovanili:

https://www.youtube.com/watch?v=wf0qESQVG2A Per rivedere le finali senior: https://www.youtube.com/watch?v=sr7YsK4UDJY Per consultare il ranking giovanile: https://ifsc.results.info/rankings/cup/116 per consultare il ranking senior: https://ifsc.results.info/rankings/cup/112