ilTorinese

Zoomarine entra nella famiglia di Zoom Torino e Natura Viva

Zoom Torino e il parco Natura Viva (VR) ampliano la propria famiglia e accolgono Zoomarine, il parco tematico alle porte di Roma.
Con l’acquisizione della gestione operativa, Openature passa in meno di due anni da una a tre strutture zoologiche, consolidando un percorso di crescita sviluppato prima in Piemonte e poi Veneto, oggi presente anche nel Lazio.
Zoomarine, ospita già più di 400 animali e accoglie ogni anno quasi mezzo milione di visitatori, entra così a far parte del gruppo come punto di riferimento per il pubblico del Centro Italia. Per il parco si apre una nuova fase, in coerenza con il modello sviluppato da Openature, che mette al centro la componente zoologica, l’educazione e la conservazione delle specie. A suggellare simbolicamente questo nuovo inizio, la nascita di un piccolo di foca grigia, che ha compiuto appena un mese.

Esteso su circa 40 ettari, tra aree zoologiche e aree tematiche, Zoomarine è stata la prima struttura italiana a ricevere il riconoscimento di giardino zoologico nel 2009. Oggi ospita specie a
rischio di estinzione come il pinguino africano, classificato come “criticamente minacciato”, la testuggine gigante africana, “in pericolo”, e uccelli come i conuri del sole, anch’essi “in pericolo”, tutti inseriti nei programmi dell’Associazione Europea degli Zoo e degli Acquari (EAZA), di cui il parco fa parte.

“Siamo entusiasti di avviare questa nuova avventura, che rappresenta un passaggio importante nel percorso di crescita di Openature – ha dichiarato  Umberto Maccario, CEO di Openature – siamo partiti dai nostri territori per sviluppare un modello che il pubblico ha già dimostrato di apprezzare, con una crescita costante già registrata nelle nostre strutture. Anche la proposta di Zoomarine verrà progressivamente sviluppata in questa direzione, con un’evoluzione degli spazi e delle esperienze sempre più coerente con i temi della salvaguardia biodiversità”.

Mara Martellotta

Anteprima Floreal prende casa nella Palazzina di Caccia di Stupinigi

Le eccellenze del florovivaismo italiano si ritrovano alla Palazzina di Caccia di Stupinigi per la 5^ edizione di Anteprima FLOReal. Piante, fiori, proposte di arredo da giardino e cultura green con la FLOR Academy. In occasione della manifestazione sarà inaugurato il Giardino terapeutico dell’istituto di Candiolo – IRCCS, realizzato da Orticola del Piemonte grazie al sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo

 

Per il quinto anno consecutivo Anteprima Floreal prende casa nella magnifica Palazzina di Caccia di Stupinigi, settecentesca residenza SabaudaPatrimonio Unesco a pochi passi da Torino, ospitando alcuni dei migliori florovivaisti italiani.

La manifestazione, organizzata da Orticola del Piemonte, è in programma venerdì 27 (dalle 10 alle 19.30) sabato 28 e domenica 29 marzo (dalle 9.30 alle 19. 30 entrambi i giorni).

Un vero e proprio tuffo nei colori e nei profumi della Natura, generatrice di bellezza e fonte di benessere psicofisico. Proprio in un’ottica terapeutica, in occasione della manifestazione venerdì 27 marzo (ore 14.30) sarà inaugurato il “Giardino della Ricerca” presso l’area verde dell’Istituto di Candiolo – IRCCS.

Realizzato da Orticola del Piemonte, grazie al sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo attraverso il bando ReAzioni, il Giardino della Ricerca si inserisce nell’ambito di Candiolo Cares, il programma della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro dedicato alla qualità della vita dei pazienti oncologici e dei loro caregiver. Uno spazio verde accessibile a pazienti, familiari e operatori sanitari, pensato per offrire un luogo di rigenerazione e contatto con la natura all’interno dell’Istituto.

La tre giorni di Anteprima FLOReal alla Palazzina di Caccia di Stupinigi vedrà la presenza di circa 40 espositori: accanto alle eccellenze florovivaistiche provenienti da tutta Italia, con una maggiore rappresentanza dal Piemonte, si aggiungeranno alcune interessanti realtà artigiane di arredo da giardino. Una vera e propria “Anteprima”, in vista delle manifestazioni FLOR, che si terrà al Parco del Valentino di Torino, e il Festival del Verde, nel mese di maggio, e FLOReal che si terrà nuovamente alla Palazzina di Caccia di Stupinigi nel mese di ottobre.

Molto ampia e variegata la proposta di piante e fiori: collezioni di rose e ortensie di ogni tipo, violette e peonie, piante verdi e fiorite da interno ed esterno, cactacee e succulente, erbacee perenni e graminacee ornamentali. Ma anche piante alpine, piante aromatiche e peperoncini, piante mellifere, agrumi orchidee e tillandsie, oltre ad alcune chicche come gli aceri giapponesi, i bulbi di Scilla e varietà rare di Anthurium da foglia provenienti dal Sud America e molto altro ancora.

Non solo piante ma anche diverse proposte di arredi da giardino, dalle ceramiche all’oggettistica a tema floreale, dai cuscini per arredo, per meditazione e yoga ai fiori recisi e ghirlande fatte a mano, fino ai vasi e alle attrezzature agricole.

Una vera e propria Festa della bellezza aperta a tutti coloro che vogliono lasciarsi trasportare dal richiamo della Natura e godersi un momento di relax colorato e profumato a pochi passi dal caotico centro cittadino.

La tre giorni di Anteprima FLOReal vivrà anche di cultura e formazione del verde con Flor Academy, un programma di talk e workshop a tema green in compagnia di alcuni dei principali vivaisti presenti alla manifestazione.

Tanti gli argomenti trattati dai talk come quello incentrato sui Bonsai e quello sull’affascinante mondo delle piante resilienti. Si parlerà del fiore di ciliegio, simbolo storico e folkloristico del Giappone, ma anche dei giardini aromatici urbani e delle talee, piante da interno dalle tante potenzialità, fino a un approfondimento sul sempre purtroppo attuale tema dei cambiamenti climatici con un focus su un progetto europeo di trasformazione urbana a Nichelino.

workshop permetteranno ai partecipanti di mettere letteralmente le mani nella terra accompagnati passo dopo passo dagli esperti. Dal workshop di ceramica informale a quello sulla tintura botanica e restyling, dal laboratorio per creare profumati e fantasiosi mazzolini primaverili a quello per creare un terrarium. Si potranno poi creare sfere di Primavera con piante e muschio vivo, imparare a rinvasare le piante grasse e a potare i bonsai, dare vita a elementi decorativi personalizzati a base di fiori, foglie e fili d’erba fino al laboratorio per creare una talea da interno.

Come sempre Anteprima FLOReal ospiterà una golosa area ristoro per una pausa di gusto tra un fiore e l’altro, grazie alla presenza di stand e food truck con eccellenze gastronomiche del territorio, oltre a una selezione di vini e birre

Muore colpito da tronco di un albero che stava tagliando

Aveva 76 anni, l’uomo morto colpito alla testa dal tronco di un albero caduto mentre lo  stava tagliando. L’incidente è avvenuto a Bosia, nell’alta Langa cuneese. I carabinieri di Cravanzana, coadiuvati dai tecnici dello Spresal stanno svolgedo gli accertamenti. Sul posto  i soccorritori del 118 con  l’elicottero e i vigili del fuoco di Alba. Si è tentato di rianimare  l’anziano,  ma è deceduto a causa del trauma riportato.

Benvenuta Primavera da Borello Supermercati!

Informazione promozionale

I migliori prodotti di stagione 

La primavera è arrivata, e con lei i sapori più freschi dell’anno. Le giornate si allungano. Si aprono le finestre. Si torna a mangiare qualcosa di più leggero. Da Borello Supermercati i migliori prodotti di stagione!

Licenza revocata per sala slot: irregolare e non agibile

Il locale non era agibile, mancavano i responsabili di una sala VLT: multato anche il bar accanto, licenza revocata. È successo ad Asti durante i controlli periodici della Squadra Amministrativa della Questura.

Il titolare era già stato segnalato all’autorità competente nel 2025 e nel 2026 per non aver rispettato le prescrizioni stabilite. Ad intervenire sarà l’Agenzia Dogane e Monopoli per i provvedimenti di sua competenza. Questa operazione fa parte del piano della Polizia di Stato di Asti per garantire legalità e sicurezza in tutto il territorio provinciale.

VI.G

Referendum Giustizia, a Torino stravince il NO con quasi il 65%

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Referendum Città di Torino – Seggi 918 su 919. Dati ufficiosi non definitivi alle ore 18:34:17

voto n° voti %
SI 141.305 35,23
NO 259.794 64,77
votanti n° voti %
Votanti 403.188 63,88
Tot. Voti Validi 401.099 99,48


Dati ufficiosi non definitivi
 alle ore 17:01:11 di oggi 23 marzo
Seggi 865 su 919

voto n° voti %
SI 132.283 35,23
NO 243.232 64,77

Referendum Torino città: Dati ufficiosi non definitivi alle ore 16:38:09

Seggi 768 su 919

voto n° voti %
SI 116.391 35,31
NO 213.235 64,69

Referendum costituzionale, 63,88% l’affluenza finale a Torino

L’Ufficio Elettorale ha comunicato le affluenze finali degli elettori di Torino alla chiusura dei seggi, che è stata pari al 63,88% (votanti 403.449 su 631.560).

Nell’ultima consultazione referendaria abrogativa (8 e 9 giugno 2025) l’affluenza finale era stata del 41,4%. Nel precedente referendum costituzionale (20 e 21 settembre 2020) l’affluenza finale era stata del 48,5%.

Immediatamente dopo la chiusura dei seggi sono iniziate le operazioni di scrutinio. I risultati dello spoglio in tempo reale sono consultabili all’indirizzo: https://elezioni.comune.torino.it/2026/referendumcostituzionale/

Sono 17450 le nuove tessere elettorali rilasciate nei due giorni di apertura dall’ufficio elettorale di corso Valdocco e dalle sedi anagrafiche aperte in via straordinaria nella giornata di domenica. Circa 1.500 i dipendenti comunali che sono stati coinvolti nell’organizzazione della consultazione elettorale. (TorinoClick)

Affluenza a Torino Città di domenica: 49,94%.

L’Ufficio Elettorale ha comunicato le affluenze degli elettori nei seggi di Torino alle ore 23, che è stata pari al 49,94% (votanti 315.386 su 631.560).

Nell’ultima consultazione referendaria abrogativa (8 e 9 giugno 2025) l’affluenza alle 23 era stata del 32,2%. Nel precedente referendum costituzionale (20 e 21 settembre 2020) l’affluenza alle 23 era stata del 36,97%.

I seggi sono aperti lunedì 23 dalle 7 alle 15. La rilevazione finale delle affluenze verrà comunicata dopo le ore 15.

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Affluenza a Torino Città domenica ore 19:  40,15%.

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L’Ufficio Elettorale ha comunicato le affluenze degli elettori nei seggi di Torino alle ore 12 per il quesito referendario:

«Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo ‘Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare’?» (Scheda di colore verde)

Votanti: 67.883 su 631.560 pari al 10,75% ore 12

Nella precedente tornata elettorale di referendum, che si è svolta l’8 e il 9 giugno 2025, l’affluenza, alle 12, era stata del 9,61%.

La prossima rilevazione delle affluenze è in programma alle ore 19.

TorinoClick

Associazione Regina Elena Odv, commemorazione a Chivasso

 RICORDATE LE NOZZE TRA IL MARCHESE GIAN GIACOMO DEL MONFERRATO E GIOVANNA DI SAVOIA

A Chivasso domenica 22 marzo 2026 il Comitato per la tutela del patrimonio e delle tradizioni piemontesi dell’Associazione Internazionale Regina Elena Odv ha organizzato una commemorazione delle nozze tra il Marchese Gian Giacomo Paleologo del Monferrato e Giovanna di Savoia, celebrate nella città il 21 aprile 1411.

Hanno concesso il patrocinio all’evento il Consiglio Regionale del Piemonte, la Città Metropolitana di Torino e il Comune di Chivasso, città che fino al 1434 fu capitale del Marchesato del Monferrato, per poi cedere il testimone a Casale, anche se la Corte era solita dimorare anche a Murialdo e Pontestura.

I partecipanti si sono ritrovati alle ore 10,30 ai piedi della Torre ottagonale risalente secondo alcuni storici all’VIII secolo d.C. e che verso il 1178 venne inglobata nel castello fatto erigere dal Marchese del Monferrato Guglielmo IV e andato distrutto nel 1639 durante la Guerra Civile Piemontese.
I gruppi storici hanno quindi raggiunto in corteo la quattrocentesca Chiesa collegiata di Santa Maria Assunta, fatta costruire dal Marchese del Monferrato Teodoro II e chiamata “Duomo” dai chivassesi. 

Qui Don Davide Smiderle ha celebrato la S. Messa, al termine della quale le autorità, i rievocatori e il pubblico hanno sfilato in corteo fino all’Oratorio Beato Angelo Carletti, dove si è tenuta una solenne cerimonia, aperta dai saluti dell’Onorevole Augusta Montaruli, la quale ha pronunciato il seguente discorso:
Voglio ringraziarvi dell’invito, ringrazio le varie amministrazioni presenti, i Sindaci e i Vice Sindaci, ma soprattutto tutti voi che avete reso possibile questa cerimonia. Vi seguo ormai da tanto tempo, sono contenta di essere qui con voi, di assistere a questo momento solenne e vi auguro non solo il meglio per la giornata di oggi, ma anche per le iniziative future, perché seguendovi ho imparato come la vostra passione abbia animato diversi momenti in maniera costruttiva con rievocazioni che hanno portato un valore aggiunto sul nostro territorio, oggi qui a Chivasso, ma io in realtà vi ho incontrato in altri territori della nostra provincia e quindi è un orgoglio potervi seguire e stare qui con voi. Grazie mille di questo momento”.
Sono seguiti i discorsi 
di Claudio Castello, Sindaco di Chivasso, Emilio Longo, Sindaco di Cinzano; Gabriella Brusato, Vice Sindaco di Gassino Torinese, tutti con la fascia tricolore.
Dopo l’emozionante intervento di 
Silvano Borca, Fiduciario di Chivasso dell’Associazione Internazionale Regina Elena Odv, ideatore della cerimonia e sempre attivo per il Santo Natale, lo scrivente ha fatto scoprire ai presenti la figura del Marchese del Monferrato Gian Giacomo.
Il sovrano, nato a Trino Vercellese il 23 marzo 1395, era figlio del Marchese Teodoro II e della sua seconda consorte Giovanna di Bar. La Dinastia Paleologa, che regnava a Bisanzio dal 1261, salì al Trono del Monferrato nel 1305 quando alla morte di Giovanni, ultimo Marchese Aleramico, gli succedette il nipote Teodoro I Paleologo, figlio di sua sorella Violante e dell’Imperatore di Bisanzio Andronico II. Teodoro era il bisnonno del Marchese Gian Giacomo, il protagonista della commemorazione del 22 marzo. Egli 
a partire dal 1404, a soli nove anni, fu coinvolto dal padre negli affari di Stato e nel 1409, quando il genitore divenne capitano di Genova, cominciò a governare autonomamente. Come sopraccitato il 21 aprile 1411 sposò Giovanna di Savoia, terzogenita del Conte di Savoia Amedeo VII, detto “il Conte Rosso” e della consorte Bona di Berry.  Dalla loro unione nacquero sette figli, tra i quali tre Marchesi del Monferrato: Giovanni IV, Guglielmo VIII e Bonifacio III; Amedea, che sposò Re Giovanni II di Cipro e Isabella, la quale andò in sposa al Marchese Ludovico I di Saluzzo.
Gian Giacomo nel 1418 succedette al padre, distinguendosi subito in brillanti spedizioni militari a danno di genovesi e milanesi, riuscendo a confermare nell’area appenninica la sua autorità sui Marchesi Del Carretto e su altri piccoli signori. Tra le sue conquiste va citato Spigno Monferrato, di proprietà della Repubblica di Genova ed infeudato ad un ramo dei Del Carretto generatosi da quello di Novello. Nel 1422 sua sorella Sofia andò in sposa a Giovanni VIII Paleologo, penultimo Imperatore di Bisanzio. Questo matrimonio non fu felice, infatti Sofia nel 1426 venne ripudiata, tornò nel Monferrato e visse il resto dei suoi giorni chiusa in un convento. Nel 1432, dopo una serie di sconfitte militari, Gian Giacomo fu obbligato a cedere a suo cognato il primo Duca di Savoia Amedeo VIII tutti i territori compresi tra la sinistra del fiume Po e la destra del Tanaro ed a considerarsi suo vassallo. Nel 1434 fu costretto a spostare la capitale del marchesato a Casale Monferrato, in quanto Chivasso era ormai in mani Sabaude, anche se passò ufficialmente ai Savoia l’anno seguente. La più importante località che era riuscito a conservare a destra del Po era Trino Vercellese, della quale nominò Signore il suo erede Giovanni.
Il sovrano si spense a Casale Monferrato il 12 marzo 1445 e fu sepolto nella Chiesa dei frati minori.
A succedergli fu il figlio Giovanni IV, al quale seguirono i fratelli Guglielmo VIII e Bonifacio III, il cui nipote Giangiorgio fu l’ultimo Marchese della Dinastia Paleologa: egli si spense nel 1533 e tre anni dopo il Monferrato passò al primo Duca di Mantova Federico II Gonzaga, che aveva sposato Margherita Paleologa, nipote di Giangiorgio.
I Gonzaga regnarono con il loro 
ramo principale fino al 1627 a poi con quello cadetto dei “Nevers” fino al 1708, quando al termine della Guerra di Successione Spagnola il Monferrato passò ai Savoia, mentre Mantova seguì le sorti della Milano asburgica.
Successivamente il 
Comitato per la tutela del patrimonio e delle tradizioni piemontesi dell’Associazione Internazionale Regina Elena Odv ha conferito uno speciale attestato di benemerenza al Comune di Chivasso, a Don Davide Smiderle, al Gruppo Storico Marchesi Paleologi, alla Confraternita del Sanbajon e dei Nocciolini di Chivasso e alla Pro Loco Chivasso l’Agricola.
Erano presenti
 : l’Onorevole Augusta Montaruli; Claudio Castello, Sindaco di Chivasso, accompagnato da molti membri della sua Giunta; Emilio Longo, Sindaco di Cinzano e Gabriella Brusato, Vice Sindaco di Gassino Torinese, accompagnata da Roberta Macaluso, Presidente del Consiglio Comunale.
La cerimonia è stata impreziosita dalla presenza dei seguenti gruppi storici:

 

        “I Marchesi Paleologi” di Chivasso, i cui rievocatori hanno impersonato i Marchesi del Monferrato ad inizio XIV secolo, tra i quali il Marchese Teodoro I Paleologo e la consorte Argentina Spinola, nonni materni del Conte di Savoia Amedeo VI detto il “Conte Verde”; 

        I Tamburini della Castellata di Chiaverano;

        I Signori del medioevo da Torino;

        I Signori di Rivalba di Castelnuovo Don Bosco, i cui rievocatori hanno impersonato i membri della famiglia che nel medioevo possedette il feudo di Castelnuovo per circa 350 anni;

        La Contessa di Bardassano.

 

ANDREA CARNINO

“Pinerolese e Valli”… un futuro turistico-economico d’eccellenza

Alla “Fondazione Malva Arnaldi” di Bibiana, un incontro fra le varie “anime” del territorio per definire un proficuo gioco di squadra

Giovedì 26 marzo, ore 14

Bibiana (Torino)

Siamo all’imbocco della Val Pellice, in uno dei punti nevralgici dell’Unione Montana del Pinerolese. Simbolico il luogo d’incontro. Quella “Fondazione Malva Arnaldi” di via San Vincenzo 48, a Bibiana (nata come “Ente Morale” nel 1931 e diventata “Fondazione del Terzo Settore” nel 2021, oggi presieduta da Danilo Breusa), che oltre a curare i “campi-collezione” di melepere uva, mette al centro di progetti di sperimentazione e aggregazione agricola antiche varietà di frutta, tanto da portare, nel tempo, al riconoscimento di “nuovi vini DOC” e alla nascita dell’Associazione “Antiche mele piemontesi”. Non si poteva dunque trovare luogo significativamente migliore per ospitare l’incontro dal titolo “Pinerolese e Valli: turismo, gusto, identità. Dalla vocazione alla destinazione”, promosso dal “Consorzio Turistico Pinerolese e Valli” per riflettere sulle potenzialità di un’area “che chiede di passare da una semplice attitudine naturale a una vera e propria strategia di sistema”. Tema chiave della giornata sarà infatti “la necessità di fare rete per costruire un modello di turismo enogastronomico integrato, capace di mettere a sistema le diverse anime che compongono l’offerta del territorio”.

L’incontro vedrà la partecipazione di figure di spicco delle Istituzioni e del “settore agroalimentare”, impegnate in un confronto serrato e concreto a tracciare un possibile “percorso comune” che sia in grado di unire commercio, agricoltura e sport sotto un’unica visione di “sviluppo turistico”. Coordinatore il giornalista “Mediaset” Beppe Gandolfo, tra i relatori interverranno Maria Luisa Coppa, presidente di “Ascom Torino” e vicepresidente della torinese “Camera di Commercio”, e Paolo Bongioanni, assessore della “Regione Piemonte” con deleghe al “commercio, agricoltura, cibo, turismo e sport”, a testimonianza della trasversalità necessaria per far crescere la destinazione Pinerolese. Il dibattito entrerà nel merito delle dinamiche produttive e culturali con il contributo di Silvio Barbero, del Comitato esecutivo dell’“Università di Scienze Gastronomiche” di Pollenzo, che analizzerà il legame profondo tra la terra e la tavola come elemento di attrazione turistica consapevole. Ad arricchire la tavola rotonda, porteranno il loro contributo anche Luigi Caricato, scrittore e oleologoAnnalisa Renzi per la “Fondazione UNA – Uomo, Natura, Ambiente” e Rossana Turina, presidente del “Consorzio Turistico Pinerolese e Valli”, che porterà l’esperienza diretta di chi ogni giorno lavora per la promozione di queste vallate”. Argomento in discussione nel pomeriggio, le strade da seguire per trasformare le “produzioni tipiche” e il “paesaggio agrario” in “esperienze turistiche memorabili”, capaci di attrarre un pubblico nazionale e internazionale interessato all’autenticità e alla qualità della vita.

“L’enogastronomia – dichiara Rossana Turina, presidente del ‘Consorzio Turistico Pinerolese e Valli’ –  non è solo un biglietto da visita, ma un vero motore del nostro sviluppo turistico. Il nostro obiettivo è stimolare un salto di qualità culturale: vorremmo che ogni operatore, dall’albergatore al ristoratore, diventasse il primo ambasciatore delle eccellenze del territorio. Conoscere i prodotti locali, proporli con orgoglio e raccontarne la storia significa elevare l’esperienza dell’ospite, trasformando un semplice soggiorno in un viaggio nei sapori autentici.  E aggiunge: “C’è di più: fare rete intorno ai nostri prodotti significa far crescere l’intero tessuto economico. Vogliamo innescare un meccanismo virtuoso che porti a ripensare le dinamiche della produzione in chiave turistica, creando un legame indissolubile tra chi coltiva la terra e chi accoglie il viaggiatore. Questo incontro vuole essere uno stimolo concreto per passare dalla consapevolezza all’azione: solo mettendo a sistema le nostre identità potremo dare al Pinerolese la forza di una destinazione competitiva e moderna”.

E alla Turina, fa eco Maria Luisa Coppa, presidente “Ascom Torino”: “Il Pinerolese e le sue Valli esprimono una vocazione turistica legata a un turismo dolce, slow, attento alla scoperta autentica dei luoghi, dei paesaggi e delle comunità. È un territorio che si presta in modo particolare a questo approccio perché unisce la dimensione ‘outdoor’, fatta di cammini, trekking e natura, a una forte identità storica e culturale, che va dalla tradizione cavalleresca di Pinerolo ai luoghi d’arte e di spiritualità diffusi sul territorio. L’enogastronomia rappresenta, in questo quadro, un autentico volano per il turismo, perché raccoglie e rende riconoscibile l’anima più profonda del territorio. La sfida, oggi, è compiere un passo ulteriore, trasformando questa ricchezza in un’offerta turistica sempre più strutturata e capace di generare valore diffuso per il territorio, per il commercio e per l’intero sistema delle imprese locali”. Per partecipare all’incontro, è necessario confermare la presenza all’indirizzo info@turismopinerolese.it . “Sarà un’occasione fondamentale – concludono i promotori – per passare dalle parole ai fatti, consolidando quella rete tra pubblico e privato che è l’unica base solida su cui fondare una destinazione turistica moderna, sostenibile e orgogliosa della propria identità”.

g.m.

Nelle foto: Maria Luisa Coppa e Rossana Turina

Merlo: Referendum, serve una forza di Centro riformista e di governo

“I vincitori del referendum sulla giustizia sono, oggettivante, i magistrati, l’ANM, la sinistra
radicale, massimalista ed estremista del nostro pese. È inutile girarci attorno e va riconosciuto
onestamente sino in fondo. Al contempo, è altrettanto evidente che d’ora in poi il conflitto politico
sarà ispirato ad una vera e propria radicalizzazione della lotta politica. Senza esclusione di colpi,
per distruggere definitivamente l’odiato nemico politico.
Ed è proprio in questo contesto che quasi si impone la necessità, e il dovere politico, di dar vita
ad un luogo politico centrista, autenticamente riformista e di governo che cerchi di mettere in
discussione quella radicalizzazione violenta del confronto politico che ha caratterizzato, del resto,
la recente campagna elettorale referendaria. E che, soprattutto, può contribuire a salvare e a
rafforzare la qualità della nostra democrazia e la credibilità delle nostre istituzioni democratiche”.

On. Giorgio Merlo, Presidente nazionale Scelta cristiano popolare.

Nodes, un ecosistema di ricerca e innovazione

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A conclusione del programma NODES – Nord Ovest Digitale E Sostenibile, l’Ecosistema dell’Innovazione finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – Next Generation EU, presenta i risultati delle attività realizzate e l’impatto generato su ricerca, imprese e territori nel corso di oltre tre anni di attività e il contributo offerto al rafforzamento del sistema della ricerca e dell’innovazione nel Nord Ovest e nel Paese.

Nato all’interno del programma nazionale degli Ecosistemi dell’Innovazione, NODES ha avuto l’obiettivo di rafforzare la capacità di collaborazione tra università, imprese e territori, accelerando il trasferimento tecnologico, sostenendo la nascita di nuove iniziative imprenditoriali e favorendo lo sviluppo di competenze avanzate per accompagnare la doppia transizione digitale ed ecologica.

Con una dotazione complessiva di oltre 112 milioni di euro, il programma ha coinvolto 33 partner tra universitàcentri di ricerca e attori dell’innovazione, attivando un ampio sistema di collaborazioni tra università, imprese, pubbliche amministrazioni e territori. Le attività si sono sviluppate principalmente nei territori di Piemonte, Valle d’Aosta e nell’area occidentale della Lombardia, rafforzando allo stesso tempo la cooperazione con università e imprese delle regioni del Sud Italia, attraverso un investimento dedicato di circa 15 milioni di euro, in linea con gli obiettivi nazionali di sviluppo e coesione territoriale.

“Innovare oggi significa trasformare la conoscenza scientifica in valore concreto per imprese e territori. L’Ecosistema NODES ha contribuito a costruire ponti tra università, ricerca e sistema produttivo, accompagnando la trasformazione digitale ed ecologica del Paese. Il progetto ha rappresentato un’ottima palestra per testare le ricadute su tutto il territorio delle competenze tecnologiche e scientifiche messe a disposizione dagli atenei”, dichiara Stefano Corgnati, Presidente dell’HUB NODES e Rettore del Politecnico di Torino.

Un ecosistema di ricerca e innovazione

Il modello NODES si fonda infatti sulla collaborazione tra università, imprese e territori e sull’organizzazione delle attività in sette Spoke tematici, coordinati dagli Atenei partner dell’Ecosistema.

Gli Spoke hanno sviluppato progetti di ricerca e innovazione in ambiti strategici per lo sviluppo sostenibile, tra cui:

  • aerospazio e mobilità sostenibile
  • green technologies e industria sostenibile
  • turismo e industria culturale
  • montagna digitale e sostenibile
  • salute e silver economy
  • agroindustria primaria
  • agroindustria secondaria

Questo modello ha permesso di mettere in rete competenze scientifiche, infrastrutture di ricerca e capacità imprenditoriali, favorendo la nascita di nuove collaborazioni e la sperimentazione di soluzioni innovative con ricadute concrete sul territorio.

I risultati e l’impatto del programma

Nel corso dei tre anni di attività, NODES ha sostenuto numerosi progetti di ricerca applicata, trasferimento tecnologico e innovazione, contribuendo a rafforzare in modo concreto il dialogo tra sistema accademico e sistema produttivo.

Le iniziative dell’Ecosistema hanno coinvolto centinaia di ricercatori, innovatori, studenti e professionisti, favorendo lo sviluppo di nuove competenze e modelli di collaborazione tra ricerca e imprese. In questo contesto, un ruolo centrale è stato svolto dalle attività di supporto alle imprese e alle startup innovative, attraverso programmi di accompagnamento all’innovazione, formazione imprenditoriale e strumenti di accelerazione.

In particolare circa l’80% delle imprese coinvolte in NODES riconosce l’impatto positivo del ruolo degli Atenei nei processi di innovazione delle imprese.

Nel complesso, NODES ha generato un impatto significativo sul territorio, rafforzando le connessioni tra università, imprese e istituzioni e sostenendo la diffusione di conoscenze e competenze avanzate. Le attività sviluppate hanno contribuito ad aumentare la capacità dei territori di generare innovazione, attrarre talenti e favorire la crescita di imprese ad alto contenuto tecnologico, consolidando il ruolo del Nord Ovest come uno dei principali poli italiani della ricerca e dell’innovazione.

Un risultato particolarmente rilevante riguarda lo sviluppo tecnologico dei Proof of Concept Accademici: le soluzioni sviluppate hanno registrato un avanzamento medio di due livelli di maturità tecnologica (TRL 4 → 6), avvicinandosi alla fase di applicazione sul mercato. I PoC accademici si sono anche rivelati un potente catalizzatore di nuove collaborazioni con aziende, enti industriali e partner territoriali. Un percorso che si traduce anche in nuove imprenditorialità: 10 startup e spin-off avviati, con 2 ulteriori realtà in fase di costituzione.

L’impatto sulle imprese dell’Ecosistema è altrettanto significativo: il 92% ha sviluppato nuovi prodotti o servizi o innovato quelli esistenti, risultato che contribuisce alla crescita e all’espansione dei mercati di riferimento già nel breve-medio termine, mentre l’89% ha introdotto innovazioni di processo, rafforzandone efficienza e competitività nel medio-lungo periodo. Inoltre, il 79% delle imprese dichiara di aver coinvolto giovani neo-laureati o alla prima esperienza professionale nelle attività di ricerca e innovazione, lasciando emergere una forte domanda di nuove competenze e una crescente apertura delle imprese verso giovani talenti.