ilTorinese

La motovedetta salva il turista

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DALLA LIGURIA

Alle ore 10.53 del 2 luglio la Sala operativa della Capitaneria di porto di Genova riceveva segnalazione da parte del numero di emergenza operativa di un turista in preda a crisi di panico e con sospetto infarto sulla spiaggia di San Fruttuoso a Camogli

Immediatamente veniva contattato il 118 e disposta l’uscita in mare di una motovedetta Sar Cp 833 ed elicottero Elidrago con personale medico a bordo.

Dopo i contatti effettuati, dai quali il personale medico intervenuto sul posto accertava uno stato di salute complessivamente buono della persona soccorsa, questa veniva trasportata a Camogli dalla motovedetta e, successivamente, al San Martino di Genova per ulteriori accertamenti ed eventuali cure.

Massimo Iaretti

Alleanza tra medici per ridurre l’aneurisma all’aorta

INTEGRAZIONE SPECIALISTI OSPEDALIERI E MEDICI DI MEDICINA GENERALE 
Arrivare a ridurre i rischi di mortalità all’1% delle malattie vascolari, ridurre le liste di attesa con l’appropriatezza degli esami e ridurre la spesa sanitaria. Tutto questo può diventare realtà grazie all’iniziativa dei chirurghi vascolari dell’ospedale Mauriziano di Torino ed all’integrazione con i Medici di Medicina generale per formare una Rete salva-vita.
Le malattie vascolari rappresentano la causa più frequente di mortalità ed invalidità nella popolazione adulta.
Possono interessare le arterie (con formazione di placche aterosclerotiche al’interno dei vasi con conseguente restringimento / occlusioni o dalla dilatazione della parete arteriosa con formazione di aneurismi) o le vene (insufficienza valvolare come per le varici).
La corretta e tempestiva diagnosi permette spesso di evitare le gravi complicanze connesse, quali perdita d’arto (amputazione), ictus cerebrale e morte (in caso ad esempio di rottura di aneurisma dell’aorta).
Bisogna infatti considerare alcuni fattori che incidono in modo significativo sulla salute della popolazione, sulle liste di attesa per esami diagnostici con ultrasuoni e sulla spesa sanitaria.
La mancata diagnosi di un aneurisma dell’aorta addominale può comportare la rottura improvvisa di questa arteria con morte del paziente prima dell’arrivo in ospedale nel 70% dei casi e solo il 50% dei pazienti che giungono in ospedale e vengono operati sopravvive. Invece il trattamento in elezione di tale patologia ha un rischio di morte attorno all’1%.
Anche la misconoscenza di un restringimento dell’arteria carotide può comportare un alto rischio di ictus con esiti invalidanti a vita a fronte di un rischio operatorio che in Piemonte è al di sotto dell’1%.
La presenza di ostruzione delle arterie degli arti inferiori può, soprattutto nei pazienti diabetici, se non trattata tempestivamente portare all’amputazione dell’arto. Negli ultimi due casi la spesa sanitaria per la gestione a vita di pazienti con emiparesi o amputazione d’arto assume un’importanza estremamaente significativa.
D’altra parte una migliore conoscenza della patologia vascolare, dei sintomi e la corretta valutazione dei pazienti a rischio consentirebbe una più corretta prescrizione di esami diagnostici, in particolare dell’ecocolordoppler, evitando un affollamento delle liste di attesa. Possiamo ben valutare che almeno il 30% degli esami ecocolordoppler prescritti potrebbe essere evitato con una corretta valutazione clinica.
L’integrazione tra i chirurghi vascolari (specialisti deputati alla gestione delle malattie vascolari) ed i Medici di Medicina Generale risulta di fondamentale importanza per indirizzare il paziente verso un corretto approccio diagnostico ed una conseguente più appropriata gestione terapeutica. Il tutto con evidenti ricadute anche per la spesa sanitaria in termini di appropriatezza prescrittiva di esami diagnostici.
Partendo da queste considerazioni la Chirurgia Vascolare dell’ospedale Mauriziano di Torino ha organizzato un corso di aggiornamento gratuito in patologia vascolare destinato ai Medici di Medicina Generale.
Il corso si articolerà in quattro incontri formativi monotematici (arteriopatia cronica degli arti inferiori, malattia ostruttiva della carotide, patologia aneurismatica aortica, patologia venosa arti inferiori) con inizio martedì 2 luglio e successivi incontri in data 16 luglio, 24 settembre, 8 ottobre.
Durante i singoli incontri si inquadrerà la patologia oggetto dell’incontro, con l’analisi della sintomatologia correlata, la corretta prescrizione degli esami diagnostici, l’adeguata terapia medica e chirurgica o endovascolare alla luce delle Linee guida nazionali ed internazionali. Dopo i quattro incontri frontali seguirà a fine corso un meeting finale in cui i discenti assisteranno a casi chirurgici in live-surgery relativi alle patologie trattate.
La direzione scientifica del corso è del dottor Franco Nessi (ex Direttore Chirurgia Vascolare Mauriziano di Torino) e del dottor Andrea Gaggiano (Direttore Chirurgia Vascolare Mauriziano di Torino). I docenti sono il dottor Michelangelo Ferri, il dottor Salvatore Piazza ed il dottor Simone Quaglino (tutti medici della Chirurgia Vascolare Mauriziano di Torino).

Caso Embraco in Regione: i lavoratori attendono risposte

Preoccupazione a metà del percorso di cassa integrazione

L’assessore regionale al Lavoro, Elena Chiorino, al termine dell’incontro per fare il punto sul piano di rilancio dell’Embraco di Riva di Chieri, firmato lo scorso anno ma mai attuato, avuto il 1° luglio con i rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, ha annunciato che scriverà al Ministero per lo Sviluppo economico “per sollecitare la convocazione del tavolo, auspicando che da quella riunione si esca non con annunci, ma con risposte concrete”.

“I lavoratori – ha aggiunto Chiorino – sono a metà del percorso di cassa integrazione e sono giustamente preoccupati per le loro sorti. Hanno diritto a risposte certe. Non è più tempo di annunci”.

Per questo motivo l’assessore chiederà anche “di avere, prima del tavolo e nel più breve tempo possibile, i risultati del monitoraggio che il Mise a marzo si è impegnato ad effettuare sull’attuazione del piano di reindustrializzazione, in modo da avere ulteriori elementi di valutazione”.

Ecco il nuovo Ufficio di Presidenza dell’Assemblea piemontese

L’ufficio di presidenza resterà in carica trenta mesi e i suoi componenti saranno rieleggibili

Il neopresidente del Consiglio regionale Stefano Allasia  è stato eletto con 33 voti a favore, 15 schede bianche, 3 schede nulle durante la seduta di insediamento dei nuovi consiglieri regionali con la quale ha preso il via l’undicesima legislatura della Regione Piemonte guidata da Alberto Cirio.

Durante la seduta si è quindi proceduto all’elezione dell’Ufficio di presidenza: oltre al presidente Allasia, sono stati eletti come vicepresidenti Franco Graglia (con 31 voti) e Mauro Salizzoni (con 18). Alla carica di consiglieri segretari sono stati eletti Gianluca Gavazza con 29 voti, Michele Mosca con 28 voti e Giorgio Bertola con 18 voti.

La seduta è stata aperta dal consigliere anziano Mauro Salizzoni (Pd) e dai segretari temporanei Sarah Disabato (M5S) e Sean Sacco (M5S), che hanno dato il via agli adempimenti istituzionali.

L’ufficio di presidenza resterà in carica trenta mesi e i suoi componenti saranno rieleggibili.

Gli incontri estivi di Unitre Torino

Martedì 2 luglio “Gli inganni della mente”. Giovedì 4 luglio “La condizione dei malati di mente ieri e oggi”. Ore 16, Auditorium EdP – Corso Govone 16/a, Torino

Prosegue il ricco calendario degli incontri culturali estivi dell’Unitre Torino. Martedì 2 luglio alle ore 16 Giuseppe Ardito e Ivo Maistrelli, docenti Unitre Torino, approfondiranno “Gli inganni della mente”. Si parlerà del funzionamento del sistema visivo, che registra le luci e le ombre sulla retina e le trasforma in milioni di impulsi nervosi, ridistribuendole alle aree cerebrali affinché questi impulsi diventino immagini. Talvolta, però, la mente “inganna” non interpretando correttamente le informazioni provenienti dall’occhio e facendo vedere cose che non esistono o non facendo vedere cose che invece esistono, così come accade con le illusioni ottiche e i messaggi subliminali.

Si continuerà giovedì 4 luglio con l’incontro tenuto dallo scrittore Giuseppe Luciano su “La condizione dei malati di mente ieri e oggi”. Dopo un’introduzione sul significato di “disturbo mentale” e “malato di mente”, saranno ricordati alcuni dei più famosi personaggi affetti da squilibri psichici, come questi sono influenzati dalla cultura e dalla classe sociale, le cure delle psicopatie nell’età moderna. Non mancheranno riferimenti alla storia del trattamento dei malati di mente in provincia di Torino, dallo “spedale de’ pazzerelli” eretto per volontà di Vittorio Amedeo II nel 1729, alla chiusura del manicomio di Torino avvenuta nel 1973, grazie all’azione di un gruppo di operatori, medici e infermieri, fortemente impegnati a restituire dignità e libertà alle persone sottoposte a segregazione psichiatrica. Giuseppe Luciano parlerà anche del suo ultimo libro, “Storia di un manicomio italiano” (Editore Franco Angeli), e si avvarrà della testimonianza di medici e infermieri che hanno prestato servizio nell’Ospedale psichiatrico di Torino.

Tutti gli incontri culturali estivi si terranno alle ore 16 presso l’Auditorium EdP in Corso Govone 16/a a Torino. L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti.

Al giapponese tutto lo staff lavorava in modo irregolare

Lavoravano sino a 30 ore settimanali ma venivano retribuiti come se impiegati per poche ore, in contanti e senza aver diritto allo straordinario.

È quello che ha scoperto la Guardia di Finanza di Torino nei giorni scorsi nel corso di un controllo in un noto ristornate giapponese di Beinasco, comune dell’hinterland torinese, dove è stato accertato come tutto lo staff aziendale lavorasse irregolarmente.

I Finanzieri del Gruppo Orbassano, che hanno condotto l’intervento, hanno appurato come una quindicina, tra camerieri, cuochi e lavapiatti, lavoravano anche sino a 20 ore al giorno, nonostante il contratto sottoscritto prevedesse un impiego di poche ore. Tra l’altro, lo stipendio veniva somministrato tassativamente in contanti e la moltitudine di ore di straordinario prodotte dai lavoratori non pagate.Ora l’imprenditrice, una trentenne di origini cinesi, rischia sanzioni per oltre 60.000 euro.

L’intervento della Guardia di Finanza ha indotto, infine, il titolare alla regolarizzazione dei giovani dipendenti, tutti poco più che ventenni, i quali hanno quindi potuto beneficiare, così come previsto dalla legge, di una regolare assunzione e di un’adeguata copertura assicurativa.

Gemmologia, chiuso con successo il corso

Si è concluso a Valenza (in provincia di Alessandria) con il solito successo di adesioni e frequenza, ed il plauso del nuovo presidente notaio Luciano Mariano, il corso di durata annuale di gemmologia patrocinato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, iniziato nel mese di ottobre 2018 presso il laboratorio gemmologico dell’Istituto “Benvenuto Cellini” di Valenza, e concluso con verifica finale, nel giugno 2019. E’ stato partecipato globalmente da operatori del settore orafo e da allevi iscritti  alle scuole superiori ed appartenenti alle Forze dell’Ordine. In totale sono stati organizzati corsi per ciascuna sezione in relazione all’elevato numero di partecipanti. Durante le lezioni tenute dal docente Luciano Orsini esperto internazionale di gemme e autore di un poderoso trattato edito recentemente grazie ai contributi della Camera di Commercio e della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria anche con il contributo di Paolo Orsini, sono stati considerati inizialmente temi generali di gemmologia riferiti alle principali gemme utilizzate in commercio con approfondimenti sulle caratteristiche cristallografiche, ottiche e chimiche dei minerali.

In particolare si è tenuto conto dell’incidenza della lavorazione sull’aspetto estetico che la gemma deve possedere per riscontrare interesse mercantile. E’ stato analizzato anche il processo relativo ai prodotti ottenuti da sintesi e quelli di imitazione principalmente commercializzati, nonché il valore storico e simbolico delle gemme. Successivamente si è considerata la necessità dell’analisi gemmologica strumentale eseguita su gemme naturali, sintetiche e di imitazione, per passare poi alla valutazione venale delle pietre sfuse e dei gioielli in generale. Alcune valutazioni sono state effettuate su manufatti che appartengono al contesto dei beni culturali ed in particolare si è fatto riferimento alla rilevazione dei punzoni di identificazione del produttore e del titolo del metallo. Per realizzare il programma è stato indispensabile l’uso della strumentazione di corredo del laboratorio di gemmologia “ Speranza Cavenago” dell’Istituto Cellini, oltre che della dotazione personale di ciascun allievo. L’interesse dimostrato dai fruitori è stato  attento anche in relazione all’opportunità di esaminare prodotti autentici e qualche volta, rari.

In particolare gli adulti già operativi nel settore orafo hanno dimostrato straordinario interesse per l’accertamento qualitativo dei prodotti gemmiferi in special modo attraverso l’analisi microscopica degli abbondanti campioni messi a disposizione durante le lezioni pratiche. Durante la verifica finale ciascun allievo ha potuto dimostrare l’elevato grado di preparazione potendosi valutare gli esaminati con  esito  estremamente positivo. Sono già aperte le iscrizioni per il prossimo anno scolastico che vedrà l’inizio del corso nel mese di ottobre 2019 e che potranno essere segnalate al 340 1280335 oppure 328 2241777.Gli allievi, nell’arco degli anni hanno sempre avuto una provenienza di partecipazione non soltanto locale ma anche da un ambito regionale ed interregionale.

Massimo Iaretti

 

 

Allasia, presidente a Palazzo Lascaris: “Una Commissione per l’autonomia”

“Questa sarà la legislatura dell’autonomia

Vista l’importanza del tema sarà mia premura proporre appena possibile, come presidente del Consiglio, l’istituzione di una Commissione speciale per l’autonomia”. Così ha dichiarato nel suo discorso inaugurale il presidente del Consiglio regionale Stefano Allasia, appena eletto dall’Aula. “Ritengo infatti che sia necessario accelerare l’iter – ha aggiunto – utilizzando ogni possibilità legislativa che la Costituzione ci concede.

È necessario ottenere un adeguato trasferimento di risorse dallo Stato, superando le sperequazioni che hanno sempre penalizzato le regioni virtuose. Governo del territorio, istruzione, politiche sanitarie e infrastrutture sono alcune delle materie oggetto di trattative con il Governo che ci consentirebbero di fornire servizi migliori ai piemontesi”. Allasia ha poi sottolineato la necessità di interventi per la riorganizzazione e la semplificazione delle norme già esistenti: “i cittadini non ci chiedono nuove leggi, ma di rendere operative e più chiare quelle che già esistono”.

Infine, il presidente ha espresso l’impegno in questo mandato per “ridare credibilità alla politica, perché anche dal nostro operato deriva la capacità di invertire quell’idea che anche senza politica vivremo tutti meglio, che la politica è soltanto qualcosa di inutile e costoso e fonte di privilegi. La politica invece è il baluardo di un popolo e soprattutto la voce per i più deboli ed umili”.

Acquedotto Valle di Susa, i cittadini pagano come gli altri

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ACQUA E FORZA DI GRAVITA’ DELLA MONTAGNA, MA GLI UTENTI DELLA VALLE PAGANO COME GLI ALTRI. UNCEM: RIDEFINIRE IL RAPPORTO TRA CHI PRODUCE E CHI CONSUMA. NEW YORK INSEGNA 

Acqua e forza di gravità.  Entrambe non riconosciute nel loro valore al territorio della Val di Susa dove sabato scorso è stato inaugurato il nuovo acquedotto che attraversa e serve la valle a ovest di Torino.  La società che gestisce il ciclo integrato delle acque nella provincia di Torino, prende, distribuisce, incassa.  Legittimo, secondo la legge. Ma se il bene comune è realmente delle comunità, almeno andrebbe ‘scontato’ per gli utenti allacciati. Che dovrebbero pagare meno la bolletta dell’acqua. I residenti in Val di Susa dovrebbero avere una bolletta più economica, quelli di Bardonecchia praticamente gratuita.
E il Comune di Bardonecchia dove vi è la presa dell’acquedotto, con tutti gli altri Comuni dove sono state installate anche centraline idroelettriche, dovrebbero avere dei benefici permanenti dall’opera, energia a prezzi ridotti ad esempio. Invece, manco hanno avuto ‘compensazioni’ per le opere in cemento realizzate. E non avranno alcun altro beneficio. Avranno l’acqua diranno dalla società, certo, ma che i cittadini pagano come tutti gli altri. Il ruolo della montagna che custodisce, stocca e rilascia la risorsa, unita alla forza di gravità quale pompa naturale che la spinge a valle, è totalmente disconosciuto da chi ha montato l’acquedotto. Vale per la Val di Susa, varrà purtroppo a breve per il Canavese, vale in tante altre valli dove le multiutility dell’acqua non sono tenute a lasciare alcunché. E pensare che New York insegna l’importanza di riconoscere ai territori retrostanti la Grande Mela cento milioni di euro l’anno proprio perché quelle montagne garantiscono l’acqua alla metropoli.
Qui, in Piemonte e in Italia, tutto è dovuto, alle società. Acque e forza di gravità sono per tutti, le società che si occupano di ciclo idrico ne fanno ingenti utili. Totalmente ignorato l’articolo della legge 221-2015 sulla green economy che introduce in Italia il ‘Pagamento dei servizi ecosistemici’.  Se la si smettesse di parlare ideologicamente di acqua pubblica e se la politica, le istituzioni, i partiti affrontassero questi temi – remunerazione degli investimenti, tariffe agevolate per le aree di presa, pagamento dei servizi ecosistemici-ambientali, rapporto tra chi produce, custodisce e consuma – ricostruiremmo pezzi di sussidiarietà e coesione nel Paese, ridefinendo anche cosa sono margini, territori e la stessa Democrazia. Ma forse è troppo”.

 Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem