ilTorinese

Agripiemonteform: Cristina Donalisio succede a Lella Bassignana 

/

La formazione sempre più strumento strategico per accompagnare l’evoluzione delle imprese agricole

 

Nei giorni scorsi Agripiemonteform, l’Ente di formazione costituito nel 1994 per iniziativa di Confagricoltura Piemonte e delle Unioni Agricoltori, ha rinnovato i suoi organi direttivi. Alla presidenza è stata eletta Cristina Donalisio, attuale vicepresidente vicario di Confagricoltura Torino e vicepresidente della sezione Allevatori da Latte. Laureata in Veterinaria, Donalisio gestisce insieme al fratello Cesare l’azienda di famiglia a Volvera sorta nel1908 a Orbassano. Un allevamento di 350 capi di cui 150 vacche in lattazione, impostato con rigore tecnico e scientifico sin dall’aspetto gestionale con grande attenzione alla sicurezza, all’alimentazione fino alla sostenibilità e al benessere animale.

 

Cristina Donalisio succede a Lella Bassignana, figura molto nota non solo nell’ambito sindacale di Confagricoltura, ma anche in quello della formazione e delle pari opportunità, dove ricopre numerosi incarichi pubblici. “Si tratta di un’eredità impegnativa – afferma Donalisio – Lella è stata infatti alla guida dell’ente per quasi 25 anni e ha saputo guidarlo con successo e farlo crescere attraverso tutte le numerose evoluzioni del sistema della formazione, che hanno richiesto alle agenzie formative professionalità e competenze sempre maggiori. Grazie anche al suo impegno, oggi Agripiemonteform è certificato ISO 9001 e accreditato presso la Regione Piemonte come fornitore di servizi formativi. L’Ente è in grado di gestire progetti finanziati dai fondi europei per lo sviluppo rurale e da quelli interprofessionali, erogare formazione in ambito di sicurezza sui luoghi di lavoro ed effettuare studi e ricerche in campo agricolo per il sistema Confagricoltura. In un contesto agricolo come quello attuale, caratterizzato da rapide evoluzioni tecniche, produttive e politiche, il mio impegno sarà quello di puntare a una formazione sempre più snella e tagliata sulle esigenze specifiche delle singole aziende”.

Il consiglio direttivo di Agripiemonteform ha inoltre eletto come vicepresidente Alessandro Sconfienza, presidente di Anga Piemonte, l’associazione giovanile di Confagricoltura, mentre l’incarico di direttore è stato affidato a Marco Boggetti, funzionario responsabile dell’attività formativa e dell’accreditamento dell’Ente.

 

La formazione rappresenta uno strumento strategico per accompagnare l’evoluzione delle imprese agricole – commenta Enrico Allasia presidente di Confagricoltura Piemonte – e le sfide che attendono il settore, dalla transizione ecologica alla digitalizzazione, dall’accesso al credito alla gestione del rischio climatico, richiedono imprenditori sempre più preparati e organizzazioni capaci di offrire competenze, servizi e rappresentanza. In questa direzione intendiamo muoverci, sapendo di poter contare sulla struttura solida e collaudata che ci lascia Lella Bassignana”.

Pnrr, il Piemonte centra tutti gli obiettivi. Gestiti 2.419 interventi per 1,78 miliardi

La Regione Piemonte ha raggiunto il 100% degli obiettivi previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), rispettando tutte le scadenze fissate dall’Unione europea.

 

Il risultato è stato illustrato dal presidente della Regione, Alberto Cirio, nel corso di una conferenza stampa al Grattacielo Piemonte.

L’amministrazione regionale ha gestito direttamente 2.419 progetti, per un valore complessivo di 1,78 miliardi di euro. Si tratta di una parte degli oltre 39 mila interventi finanziati sul territorio piemontese attraverso il Pnrr, per un importo superiore ai 10 miliardi di euro destinati a enti locali, università, aziende e altri soggetti attuatori.

Il Piano, finanziato dall’Unione europea con il programma Next Generation EU per sostenere la ripresa dopo la pandemia di Covid-19, prevede un sistema di verifica basato sul raggiungimento di specifici traguardi (Milestone) e obiettivi (Target). La Commissione europea ha fissato al 31 agosto il termine entro cui gli Stati membri devono certificare il conseguimento degli obiettivi, mentre il Governo italiano aveva indicato il 30 giugno come prima scadenza per la trasmissione degli avanzamenti ai ministeri competenti.

La Regione Piemonte ha rispettato il cronoprogramma, conseguendo entro il 30 giugno 44 target e completando i restanti tre entro il termine del 31 agosto.

In undici casi i risultati sono andati oltre quanto richiesto, con obiettivi superati in anticipo rispetto alle scadenze previste. Tra gli ambiti interessati figurano la cultura, la digitalizzazione e l’assistenza domiciliare.

Il superamento dei target ha consentito alla Regione di ottenere un finanziamento aggiuntivo di 35 milioni di euro. Le risorse sono state impiegate, tra l’altro, per ampliare i programmi di formazione e accompagnare al lavoro 5.300 persone in più rispetto agli obiettivi iniziali, acquistare due treni a zero emissioni oltre ai sette già previsti, assumere 15 esperti aggiuntivi a supporto degli enti locali e coinvolgere nei servizi digitali 18.400 cittadini in più rispetto ai 160 mila fissati come target.

«La Regione Piemonte raggiunge il 100% degli obiettivi e rispetta le scadenze di Bruxelles – ha sottolineato il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, nel corso della conferenza stampa svoltasi al Grattacielo Piemonte. «Come sui fondi europei siamo la prima Regione d’Italia per capacità di spesa e rendicontazione, anche sul Pnrr abbiamo tutto quel che era richiesta e l’abbiamo fatto in tempo. Non era un risultato scontato, data la mole di progetti e di investimenti e anche la complessità di alcune misure, eppure siamo riusciti a centrare tutti gli obiettivi e in 11 casi la performance è stata superiore a quella richiesta. Questo ci ha consentito di ottenere un premio di 35 milioni aggiuntivi. Un risultato – ha aggiunto il presidente – che dimostra la capacità del Piemonte di trasformare le risorse europee in opere, servizi e opportunità per cittadini e imprese. Aver rispettato tutte le scadenze significa aver dimostrato che il Piemonte sa trasformare le risorse europee in risultati concreti. Un patrimonio di competenze che continueremo a mettere al servizio dei cittadini anche oltre il Pnrr e in vista dell’avvio della nuova programmazione europea 2028-2035».

Il presidente ha inoltre evidenziato le ricadute che gli interventi stanno producendo sul territorio e le prospettive di utilizzo dei dati raccolti per la futura programmazione dei fondi europei.

«Possiamo affermare – ha proseguito il presidente – che, grazie al lavoro di squadra e all’impegno di tutte le strutture coinvolte, siamo riusciti a trasformare le risorse del Pnrr in interventi concreti che stanno già contribuendo a cambiare il volto del Piemonte, generando anche lavoro e ricadute. Per questo abbiamo chiesto a Ires Piemonte di analizzare ricadute economiche effettive sulle imprese e anche i posti di lavoro generati dagli interventi e questo lavoro ci sarà utile anche nella costruzione della prossima programmazione europa per fare in modo che gli interventi che programmiamo abbiano il massimo di impatto positivo possibile sul nostro territorio».

Per seguire l’attuazione del Piano è disponibile il portale dedicato della Regione Piemonte, che raccoglie dati, report e aggiornamenti periodici sui progetti finanziati. Nella homepage è possibile consultare e scaricare il report con tutti i traguardi raggiunti alla scadenza del 30 giugno 2026; nei prossimi giorni saranno aggiornate anche le schede dei singoli interventi.

Il sito ospita inoltre la sezione “Atlante dati Pnrr”, che consente di esplorare la distribuzione territoriale dei progetti e di consultare le informazioni di dettaglio relative ai singoli interventi. Da oggi è disponibile anche la rubrica “Racconti Pnrr”, dedicata ogni mese alla presentazione di esperienze e progetti realizzati sul territorio piemontese.

“Percorsi di senso” con Quadila Festival

Ad Albugnano e in altri Comuni del Basso Monferrato torna “Quadila Festival”, la rassegna culturale itinerante ideata da “Lo Stagno di Goethe”

Da giovedì 9 a domenica 26 luglio

Albugnano (Asti)

Dopo un weekend – anteprima a metà giugno, entra ora nel vivo, nel territorio collinare del “Basso Monferrato”, la sesta edizione del “Quadila Festival”, la rassegna culturale itinerante ideata (con patrocinio, collaborazione e sostegno del Comune di Albugnano, Regione Piemonte, “Fondazione CRT” e “Fondazione Enrico Eandi”) dalla Compagnia Teatrale “Lo Stagno di Goethe Ets”, nata nel 2007 con sede ad Albugnano (Asti), il “Balcone del Monferrato”, cosiddetto per i suoi circa 600 metri di altitudine e per il vasto panorama offerto dal suo famoso “Belvedere”.

“Percorsi di senso” è l’emblematico titolo conferito, quest’anno, al “Festival” che, da giovedì 9 a domenica 26 luglio, proporrà un fitto palinsesto di appuntamenti articolati in ben sette Comuni compresi tra Torinese e Astigiano: Albugnano – cuore pulsante dell’iniziativa – ma anche CasalborgoneAramengoCastelnuovo Don BoscoCerreto d’AstiPino d’Asti e Berzano San Pietro.

Domanda  “Perché ‘Percorsi di senso’”? Rispondono gli organizzatori: “Al centro della riflessione di quest’anno, c’è la dimensione sensoriale dell’esperienza umana, una sfida aperta alla forte supremazia della ‘vista’ nella cultura occidentale contemporanea che finisce per relegare gli ‘altri sensi’ a un ruolo marginale. Attraverso una proposta che spazia da spettacoli e concerti a camminate teatrali, incontri e scambi di sapere, il Festival si propone di favorire una percezione più complessa della realtà. Il tema gioca volutamente sulla triplice accezione della parola ‘senso’: lo strumento fisico con cui partecipiamo alla vita, il significato profondo che attribuiamo al nostro tempo e la direzione che imprimiamo al nostro cammino. Il tutto mantenendo la cifra stilistica della leggerezza e della convivialità”.

Obiettivo primo, dunque, l’offerta, attraverso i vari eventi proposti, di “una percezione il più possibile complessa della realtà”. Che è poi l’obiettivo primo alla base della nascita della stessa Compagnia teatrale organizzatrice, “Lo Stagno di Goethe”, così definita, per l’appunto, prendendo spunto da una frase celebre di Johann Wolfgang von Goethe che paragonava il “teatro” ad uno “stagno”, che non è solo “acqua limpida” ma intrecci di melma, alghe, sporcizie e animaletti vari. Non belli a vedersi, ma pure “realtà di fatto”. Così, il “teatro”. Che ha da essere “intreccio culturale” in grado di accogliere tutte le “sfumature della vita” (il bello e il brutto) per essere davvero “utile e coinvolgente”. Ed è su questo principio di fondo che si muovono gli appuntamenti articolati in “Percorsi di senso”.

Programma prima settimana

La prima settimana di eventi si apre giovedì 9 luglioalle 21, al punto panoramico di Berzano San Pietro (Asti) con un “monologo itinerante”, da “ascoltare in cuffia”, tratto dal romanzo “Mosca-Petuški: poema ferroviario”, il libro del noto scrittore russo Venedikt Erofeev (1938-1990), diffusosi clandestinamente in Unione Sovietica negli anni ’70 e diventato simbolo di satira dissacrante e ribellione verso la burocrazia e le storture della vita quotidiana in URSS. Un’esperienza immersiva che darà il via ad un lungo weekend di incontri animato come sempre anche dal “Quadila Bar” ospitato nel suggestivo cortile dell’“Antica Canonica” di Albugnano (aperto il 10 e l’11 luglio dalle 19 e il 12 luglio dalle 17), e curato da “NessunIsola Aps” con il sostegno e la collaborazione dell’“Enoteca Regionale” di Albugnano e del progetto “Riviera Monferrato”. Il fine settimana, dopo l’apertura a Berzano San Pietro, si concentrerà ad Albugnano, dove, tra i tanti appuntamenti, segnaliamo sabato 11 luglioalle 21,30, il recital ospitato al “Belvedere”“La Signora Meraviglia” (ispirato all’omonimo romanzo) della scrittrice, cantante e attrice italo-somala Saba Anglana (Mogadiscio, 1970): un’opera  intensa (tra le dodici finaliste dello “Strega” nel 2025) arricchito da un fitto intreccio di voce e pianoforte, dove la musica fonde “scale pentatoniche blues” del Corno d’Africa, ritmi occidentali e sonorità sacre. In tutto questo, Saba Anglana, cantando in italiano, spagnolo, inglese, amarico e somalo tesse un dialogo appassionante tra Europa e Africa. Domenica 12 luglioalle 18 e in replica alle 22 con una suggestiva “versione notturna”, il cortile dell’“Antica Canonica” di Albugnano diventerà il luogo magico di un altro spettacolo teatrale con “ascolto in cuffia”, questa volta ispirato all’opera “Endgame” (“Finale di partita”) di Samuel Beckett, il famoso scrittore e drammaturgo irlandese di cui quest’anno ricorrono i 120 anni dalla nascita.

L’ingresso è gratuito per tutti gli appuntamenti, con possibilità di offerte libere a sostegno del “Festival”. Per info e programma dettagliato: “Lo Stagno di Goethe”, via Roma 4, Albugnano (Asti); tel. 335/4836854 o www.lostagnodigoethe.com

g.m.

Nelle foto: “La Signora Meraviglia”; Saba Anglana; “Quadila Bar”

NOVA RUN: il 20 settembre una 10km per festeggiare il primo anno della Nova Arena

Europa, raccolta firme di Azione Torino per la petizione sul superamento del diritto di veto

 

Torino, 3 luglio 2026 – Prosegue anche a Torino la raccolta firme promossa da Carlo Calenda per sostenere una riforma dell’Unione europea che consenta di superare il diritto di veto nelle decisioni strategiche, rafforzare la difesa comune europea e rilanciare la competitività del continente.

Nel corso del banchetto organizzato da Azione Torino, numerosi cittadini si sono fermati per confrontarsi sui temi europei e hanno scelto di sottoscrivere la petizione, partecipando attivamente al dibattito sul futuro dell’Europa.

«Il confronto diretto con le persone è sempre il modo migliore per fare politica – dichiara Sergio Bartoli, Coordinatore di Azione Torino –. Oggi abbiamo riscontrato interesse, partecipazione e la volontà di contribuire a un progetto europeo più forte e più efficace. Un’Europa capace di decidere rapidamente sulle questioni strategiche significa un’Europa più autorevole, più sicura e più competitiva, in grado di affrontare con maggiore efficacia le sfide internazionali.»

Bartoli ha inoltre ringraziato gli iscritti e i volontari di Azione Torino che hanno contribuito all’organizzazione dell’iniziativa e tutti i cittadini che, con la loro presenza e la loro firma, hanno voluto sostenere la proposta.

La raccolta firme proseguirà nei prossimi giorni con nuovi appuntamenti sul territorio, con l’obiettivo di coinvolgere un numero sempre maggiore di cittadini in un percorso di partecipazione e di rafforzamento del progetto europeo.

OIRM – Sant’Anna: approvato il Piano strategico 2027-2029

/

Il nuovo polo regionale e sovraregionale materno-infantile avvia il percorso verso la piena autonomia gestionale, l’equilibrio economico-finanziario e la candidatura a IRCCS pediatrico.

In data 30 giugno 2026 è stato approvato, con deliberazione n. 15, il Piano Strategico triennale 2027-2029 dell’Azienda Ospedaliera OIRM – Sant’Anna. Il documento rappresenta il primo atto di programmazione della nuova Azienda, nata dal ricongiungimento delle funzioni pediatriche, ostetrico-ginecologiche, neonatologiche e di salute della donna, e definisce la traiettoria di sviluppo del polo di riferimento regionale e sovraregionale per pediatria specialistica, medicina materno-infantile, continuum della nascita, ginecologia specialistica e oncologica, medicina della riproduzione e medicina di genere.

Il Piano non è un semplice bilancio previsionale, ma uno strumento integrato che collega identità clinica, assetto organizzativo, fabbisogni di personale, investimenti, ricerca e sostenibilità economica. Il 2026 resta l’anno di transizione amministrativa e contabile; dal 2027 si apre la fase di piena operatività gestionale della nuova Azienda, con il primo bilancio autonomo e con un programma di crescita selettiva nelle aree a maggiore complessità.

I principali dati di partenza

31.860

65,4 mln euro

53%

20,2-28,3 mln euro

2027

ricoveri 2025

valore ricoveri

ricoveri da fuori ASL Torino

investimenti stimati 2027-2029

primo bilancio autonomo

Le quattro direttrici del Piano

La strategia si sviluppa lungo quattro direttrici fra loro interdipendenti: eccellenza clinico-assistenziale, autonomia organizzativa e gestionale, equilibrio economico-finanziario, ricerca e innovazione in vista della candidatura IRCCS. L’eccellenza clinica punta a concentrare casistiche distintive e percorsi ad alta complessità in piattaforme integrate; l’autonomia organizzativa prevede la progressiva internalizzazione del nucleo direzionale, la definizione delle responsabilità aziendali e rapporti regolati con la Città della Salute e della Scienza; la sostenibilità economica viene perseguita attraverso il recupero di produzione qualificata, il governo dei costi e il sostegno regionale nella fase di avvio; la ricerca diventa infine una leva strutturale di sviluppo, con governance scientifica, Grant Office, biobanca, trial clinici e reti nazionali ed europee.

Sette piattaforme clinico-assistenziali strategiche

Le direttrici prendono forma in sette piattaforme operative: malattie rare in pediatria, con il consolidamento della genetica clinica pediatrica, del sequenziamento e del raccordo con le reti europee; oncoematologia pediatrica e terapie avanzate, con trapianti, terapie cellulari e terapia genica; neurochirurgia e cardiochirurgia pediatrica, alte specialità di rilevanza regionale e sovraregionale; neonatologia, TIN e continuum materno-neonatale, per il ruolo di hub regionale del percorso nascita, con oltre 4.000 parti l’anno e la presa in carico dei neonati gravemente immaturi; PMA, genetica medica e medicina della riproduzione, con procreazione medicalmente assistita di I, II e III livello e diagnosi preimpianto; ginecologia specialistica e oncologica; medicina di genere, dimensione trasversale a tutti i percorsi di cura, ricerca e formazione. Queste piattaforme orientano la programmazione clinica, gli investimenti, la crescita produttiva e la documentazione scientifica a supporto del percorso IRCCS.

Investimenti, conto economico e sostenibilità

Il piano degli investimenti 2027-2029 ammonta a una stima compresa tra 20,2 e 28,3 milioni di euro e si articola in quattro cluster: infrastrutture cliniche e capacità operatoria; tecnologie diagnostiche e cliniche; sistemi informativi e digitale per l’autonomia amministrativo-contabile; infrastrutture per la ricerca e la candidatura IRCCS, tra cui biobanca pediatrica e materno-neonatale, laboratorio di terapia cellulare e Clinical Trial Unit. Le fonti di finanziamento comprendono fondi regionali in conto capitale, risorse PNRR, bandi competitivi nazionali ed europei e fundraising.

Sul piano economico-finanziario, il documento prevede il pareggio per ciascuno dei tre esercizi 2027, 2028 e 2029. I ricavi complessivi salgono da 284,0 milioni nel 2027 a 292,9 milioni nel 2028 e 298,0 milioni nel 2029; i costi passano da 280,9 milioni a 289,8 milioni e quindi a 298,0 milioni. La crescita dei ricavi da produzione sanitaria è stimata al 7% annuo: i ricavi di produzione crescono da 136,4 milioni nel 2027 a 146,0 milioni nel 2028 e 156,2 milioni nel 2029, con la componente SDO da circa 103,0 a 118,0 milioni e ambulatoriale/file F da circa 33,4 a 38,2 milioni. Sul fronte dei costi, il Piano considera personale coerente con il fabbisogno, farmaci e dispositivi legati alla produzione ad alta complessità e un progressivo efficientamento degli altri costi operativi.

IRCCS, ricerca e fundraising

La candidatura a IRCCS per la specialità pediatrica costituisce l’orizzonte scientifico del triennio. La base di partenza è rappresentata dalle casistiche di alta complessità già espresse dall’OIRM – trapianto di midollo osseo, cardiochirurgia toracica pediatrica, craniotomia in età pediatrica, trapianto di cuore ed ECMO – e dalla piattaforma neonatologica del Sant’Anna, con oltre 180 neonati gravemente immaturi trattati ogni anno. Il Piano prevede la costruzione delle condizioni organizzative necessarie al dossier di candidatura: Grant Office per bandi europei e nazionali, obiettivo di finanziamenti attratti in crescita da 1,0 milione nel 2027 a 4,0 milioni nel 2029, biobanca pediatrica e materno-infantile, funzione fundraising strutturata e campagna permanente per il 5 per mille a partire dal 2027.

Con l’approvazione del Piano Strategico 2027-2029 dotiamo l’OIRM – Sant’Anna di una rotta chiara: consolidare l’eccellenza clinica, rendere pienamente autonoma la nuova Azienda, investire nelle piattaforme ad alta complessità e costruire un percorso credibile verso il riconoscimento IRCCS. È un progetto che mette insieme cura, ricerca, sostenibilità e responsabilità verso le famiglie che scelgono ogni giorno questo polo” dichiara Adriano Leli (Direttore generale AO OIRM – Sant’Anna).

Il Piano approvato il 30 giugno rafforza un presidio fondamentale per il Piemonte e per l’intero sistema sanitario nazionale. La Regione sostiene la crescita dell’OIRM – Sant’Anna come polo materno-infantile di eccellenza, capace di integrare assistenza, innovazione, ricerca e sostenibilità economica. La prospettiva IRCCS e il rafforzamento del fundraising sono leve decisive per attrarre competenze, risorse e progettualità a beneficio dei bambini, delle donne e delle famiglie” commenata Federico Riboldi (Assessore alla Sanità della Regione Piemonte)

CS

Vialattea // Bardo, investimenti, innovazione e visione per il futuro delle montagne olimpiche

/

“Mettere in connessione i due comprensori principali della nostra Città metropolitana è  un grande progetto, dal valore davvero inestimabile, e penso possa rappresentare anche un asse di sviluppo per il futuro, un rapporto autentico di partenariato tra istituzioni private e pubbliche. Il sistema Vialattea // Bardo e l’integrazione tra Vialattea e Bardonecchia rappresentano un asset strategico, perché valorizzano le specificità dei territori all’interno di una visione comune di sviluppo e ne accrescono l’attrattività. È fondamentale continuare a lavorare su una prospettiva di lungo periodo, puntando su investimenti, innovazione e destagionalizzazione, al fine di costruire una montagna sempre più viva tutto l’anno. Torino e le sue montagne sono un unico ecosistema. Ringrazio e saluto il mio collega e amico Alberto Cirio (Presidente della Regione Piemonte), che svolge un ruolo determinante nella locazione dei finanziamenti a supporto del ‘sistema neve’”.

Con queste parole del Sindaco della Città di Torino, Stefano Lo Russo, ha preso il via l’incontro, tenutosi a Palazzo Madama, dal titolo “Vialattea // Bardo. Tra investimenti, legame con il territorio e visione di lungo periodo”. Un progetto e una comunione d’intenti, quelli fra Vialattea e Bardonecchia, finalizzati a generare valore attraverso investimenti nelle infrastrutture e innovazione tecnologica, andando così a rafforzare uno dei maggiori comprensori sciistici europei, con ricadute positive su tutto il territorio in termini di turismo, economia e occupazione. A conferma dei numeri crescenti in questo senso, sono state le parole del Sindaco Lo Russo, che ha parlato di un incremento di arrivi all’aeroporto di Caselle, del tasso di occupazione delle camere d’albergo nella Città di Torino e dell’importanza di tutto il settore per l’economia del capoluogo piemontese, che va a generare posti di lavoro, ricchezza e visibilità internazionale.

Unite da una visione comune di sviluppo, Vialattea e Bardo rappresentano oggi uno dei poli turistici più attrattivi e importanti di tutto l’arco alpino, un progetto che unisce su un percorso comune istituzioni, amministratori, operatori e stakeholder per guardare insieme a un modello di sviluppo ancora più ampio e strutturato.

“Ringrazio gli assessori regionali della mia Giunta, nelle persone di Paolo Bongioanni, assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Postolimpico, Caccia e Pesca, Parchi; Marco Gallo, assessore alla Montagna e Sistema Neve, e l’assessore al Bilancio Andrea Tronzano per il grande lavoro e per essere qui con me oggi – ha dichiarato il Presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio – il Sindaco Lo Russo ha concluso il suo intervento citando la collaborazione fra pubblico e privato, e credo che questo rappresenti il segreto della bontà del lavoro che in Piemonte è stato fatto in funzione della montagna, basato su una visione di lungo periodo, sinergia fra territori, investimenti per completare il piano di potenziamento dell’innevamento programmato su tutto il comprensorio, interventi per destagionalizzare l’offerta e rendere permanente il boom della montagna estiva 2025, vera e propria sorpresa del turismo piemontese. Sono le caratteristiche per le quali il progetto pluriennale di Vialattea e Bardonecchia va esattamente nella direzione del modello di sviluppo che la Regione Piemonte sostiene con importanti stanziamenti a favore di tutti questi comparti: un modello fondato sull’innovazione, la qualità dell’offerta, l’integrazione fra turismo, commercio, sport, grandi eventi, valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche e la loro promozione nazionale e internazionale. Pubblico e privato lavorano in sinergia per rafforzare la competitività di questo importante bacino turistico del Piemonte e la sua capacità di intercettare i nuovi segmenti di domanda e mercati in profonda evoluzione, generando un’autentica crescita di valore e ricadute sulle nostre Terre Alte”.

“La nostra ambizione – ha dichiarato Massimo Feira, Presidente di Sestrieres S.p.A. – è consolidare il posizionamento di Vialattea // Bardo fra i poli turistici più importanti a livello internazionale. Crediamo, infatti, che la montagna possa e debba essere considerata un’infrastruttura strategica capace di generare valore economico, occupazione e sviluppo per l’intero territorio”.

Presenti all’evento anche Mauro Meneguzzi, Presidente Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea; Chiara Rossetti, Sindaco di Bardonecchia; Valeria Ghezzi, Presidente ANEF Nazionale e Gianpiero Orleoni, Presidente ARPIET Piemonte, i quali hanno espresso il loro supporto a un progetto di sviluppo che, dal 2022, ha potuto contare su 50 milioni di euro di investimenti, a cui si aggiungono i 6,6 stanziati in questo inizio estate 2026 per avviare una nuova fase di interventi concentrati sui collegamenti strategici e sulle aree prioritarie del comprensorio. La visione di lungo periodo non si ferma alla sola stagione sciistica: tra gli obiettivi da raggiungere vi è quello della destagionalizzazione, ovvero di trasformare progressivamente il sistema Vialattea // Bardo in una destinazione capace di generare valore durante gran parte dell’anno, affiancando agli attuali 130 giorni (di media) di attività invernale almeno 90 giorni di operatività estiva, per arrivare nel tempo a oltre 220 giorni complessivi di attività. Una strategia che intende ampliare l’offerta dedicata a trekking, mountain bike, golf, outdoor, eventi e turismo naturalistico, creando nuove opportunità economiche e occupazionali per il territorio, rafforzando di conseguenza il ruolo delle montagne olimpiche come destinazione turistica sempre più completa.

Per quanto riguarda l’offerta commerciale, prenderà il via sabato 4 luglio la campagna skipass 2026-2027.

Info:  vialattea.it e bardonecchiaski.com

Gian Giacomo Della Porta

Il Castello nascosto: patrimoni da riscoprire

“Tra autenticità storica e nuova architettura”, ecco lo spazio museale del domani

Presentato il progetto di rigenerazione della GAM

Era il 1959 quando, dopo otto anni di lavori, i giovani architetti Carlo Bassi e Goffredo Boschetti inaugurarono – negli spazi tra corso Galileo Ferraris e le vie Magenta e Vela – la Galleria civica d’arte moderna e contemporanea di Torino, per tutti in seguito più semplicemente e familiarmente quasi “la GAM”: che vide raccolte al suo interno, sui suoi due piani, per volere di Vittorio Viale, le collezioni che racchiudevano i nomi dei pittori e degli scultori più importanti degli ultimi due secoli – da Canova a Fontanesi, da Medardo Rosso a Cremona, da De Chirico a a Morandi, da Picasso a Calder a Pistoletto -, che chiuse negli anni Ottanta per la dichiarazione d’inagibilità e che, dopo una serie di restauri, venne riaperta nel luglio 1993. Si respirava aria di accesa vocazione sperimentale e d’innovazione circa settant’anni fa e la medesima aria la si è respirata pochi giorni fa, mentre tra le mura del teatro Regio è stata presentata la nuova veste, modernissima e sfavillante, quella che la GAM – pur ben ancorata in un passato che la rende la più antica Galleria civica di arte moderna e contemporanea in Italia, grandiosa nella sua collezione di 50.000 opere – sarà negli anni futuri. Grazie al fondamentale sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo – “tra i più importanti investimenti nazionali in ambito museale e più significativi a livello europeo”, è stato sottolineato durante la presentazione: in collaborazione con la Città di Torino e con il supporto della Fondazione per l’Architettura / Torino insieme al gruppo vincitore del Concorso Internazionale di Progettazione, MVRDV di Rotterdam, Balance Architettura ed EP&S Group di Torino -, il medesimo luogo vedrà nascere e svilupparsi il grandioso progetto da 27,5 milioni di euro, tutto questo in un tempo che visto dai più ottimisti dovrebbe concludersi entro un anno o che si prolungherà a quattro nella necessità da parte del Comune di dover reperire un luogo – il dismesso Museo Ettore Fico? la Biblioteca Civica di corso Palestro quando in autunno ci sarà il trasloco nei nuovi spazi di Torino Esposizioni? – pronto a contenere le cinquanta mila opere durante il lungo periodo dei lavori.

Mentre dal primo luglio sono in mostra anche i progetti finalisti che completano la cinquina – sulle 49 proposte di altrettanti studi d’architettura provenienti da tutto il mondo -, specchio della “volontà di cogliere le sfide contemporanee” che porta a “un importante percorso di trasformazione e di nuova partecipazione”, ci poniamo di fronte al vincitore di patria olandese che guarda a “una grande piazza civica, piattaforma culturale e luogo di incontro: la nuova GAM abbraccia un modello di museo contemporaneo e internazionale, pensato per le nuove generazioni, mettendo al centro una visione capace di coniugare innovazione architettonica e tecnologica, sostenibilità, accessibilità e partecipazione per una rinnovata fruizione culturale, nel solco della vocazione sperimentale che da sempre la caratterizza e nel rispetto della sua identità storica e architettonica.” A proporre e a firmare questo nuovissimo quanto efficace balzo verso il futuro, incontro alle prossime generazioni, in una ferma idea di coinvolgimento del pubblico che animerà le ancora inesplorate forme, erano presenti il Sindaco della città Stefano Lo Russo, il Presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo e Presidente della giuria Marco Gilli, il Presidente della Fondazione Torino Musei Massimo Broccio, con i rappresentati del team vincitore, Winy Maas e Bertrand Schippan per MVRDV, Alberto Lessan e Jacopo Bracco per Balance Architettura ed Elena Bo per EP&S.

Stefano Lo Russo ha sottolineato come “per la GAM è iniziato un percorso di rinnovamento che, anche attraverso il grande piano di riqualificazione architettonica che l’esito del concorso di progettazione sostenuto dalla Fondazione Compagnia di San Paolo permetterà di mettere in campo, la riporterà all’antico splendore, riprendendo quello spirito avanguardistico che caratterizzò la sua nascita arricchito di elementi nuovi e innovativi, per valorizzarne sempre di più il prestigio al livello nazionale ed internazionale” mentre Marco Gilli ha spiegato: “Come per il Museo Egizio e per la Cavallerizza Reale, crediamo che la valorizzazione del patrimonio debba misurarsi con le esigenze del presente e con le sfide del futuro. È un investimento sulla qualità della città, sulla sua capacità di attrarre talenti, generare conoscenza e offrire nuove opportunità di partecipazione culturale alle generazioni future”. Ha ribadito Massimo Broccio: “Il progetto affronta le principali sfide contemporanee legate alla evoluzione dei musei e dei luoghi di cultura: sostenibilità ambientale, risparmio energetico, innovazione architettonica e tecnologica, ma anche e soprattutto l’attuazione di nuovi modelli di fruizione museale orientati al pubblico di domani”; e Winy Maas, socio fondatore di MVRDV, ha dichiarato: “Per molti aspetti, il nostro progetto riprende le idee e l’ottimismo che hanno ispirato la realizzazione di questo edificio settant’anni fa; il nostro obiettivo è ripulire e rendere il più accessibile possibile questo edificio, creando un dialogo tra passato e futuro. Mi piace pensare che se Carlo Bassi e Goffredo Boschetti potessero vedere oggi la nostra proposta sarebbero colpiti da come le nuove tecnologie, i materiali e i valori contemporanei possano spingere le loro intuizioni progettuali ancora oltre rispetto a quanto fosse possibile negli anni Cinquanta.”

Parole che siglano un ulteriore successo dello studio di architettura fondato nel 1993, cresciuto negli anni grazie all’affermazione dei tanti progetti, non ultimi la sede dell’emittente pubblica olandese Dutch Public Broadcaster VPRO e il complesso residenziale per anziani WoZoCo di Amsterdam, che gli hanno permesso di divenire uno studio di fama internazionale, in cui operano oltre trecento persone e che s’avvale di quattro sedi satellite a Shanghai, Parigi, Berlino e New York, dove prevale “un metodo progettuale fortemente collaborativo, basato sulla ricerca e il coinvolgimento di esperti di ogni settore, clienti e stakeholder nella propria rigorosa indagine tecnica e creativa”. Allora, che cosa hanno “inventato” i vincitori? Non soltanto un’eccellenza nel panorama dei luoghi espositivi e di conservazione, ma un luogo di comunicazione e di scambio, di incontri attorno alla Grande Bellezza, che avrà la propria centralità in una nuova piazza civica per la città, in uno dei suoi cuori più elegante e pulsante, destinata a ospitare numerose iniziative all’aperto, uno sguardo ampio approfondito da generazioni e culture, una porzione di quotidianità infiltrata nella grande componente museale. All’eccellente valorizzazione dell’essenza dell’impianto originario, fatta di un occhio tutto contemporaneo, nell’inserimento totale di Storia e nuova architettura, si aggiungeranno aree verdi nuovamente disegnate, pronte ad accogliere opere d’arte poste in permanenza nel paesaggio urbano e oltremodo amplificate nella eliminazione della cancellata esterna, e un nuovo percorso pedonale – definito “Diagonale di luce” – a collegamento del centro del tessuto centrale e dei quartieri più recenti, fatto salvo il vecchio ingresso tra corso Galileo Ferraris e via Magenta.

Per quanto riguarda l’interno, il progetto vedrà il recupero della spazialità dovuta a Bassi e Boschetti, alleggerita delle stratificazioni successive, in una totale restituzione di “chiarezza e continuità”, nella valorizzazione della luce naturale, di una maggiore fluidità nei differenti percorsi, nella più facile delineazione degli spazi. Spazi che s’apriranno maggiormente fruibili al pubblico, ad iniziare dalla riordinata visibilità delle 50.000 opere custodite, non più nascoste nei depositi ma finalmente libere: mentre il piano interrato sarà predisposto alla trasformazione in un “Deposito vivente”, autentico luogo espositivo attivo. Al piano terra, gli spazi dell’accoglienza s’affiancheranno all’area educational, a un’altra per la ristorazione dotata di ingresso indipendente che non escluderà per il visitatore un tempo spaziato durante l’intero arco della giornata, ad un auditorium con foyer aperto, un angolo “pensato come spazio flessibile dedicato alle diverse espressioni formative dell’arte contemporanea”. Tra il primo e il secondo piano verranno distribuite le collezioni permanenti e le aree per le mostre temporanee, nella conclusione piena di suggestioni tra aperture e polifunzionalità. Il occasione dell’evento, è anche stato annunciato un ricco Public Program che accompagnerà la fase di cantierizzazione dell’edificio sino all’estate 2027: a seguire gli inizi e l’intero percorso che ridarà una veste davvero inattesa a quello che nulla vieta a definire il “monumento” torinese per eccellenza del nuovo millennio.

Elio Rabbione

Nelle immagini: GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, Progetto architettonico MVRDV + Balance, Credito fotografico MVRDV: in successione, “La diagonale di luce – Un attraversamento urbano all’interno del quartiere”, “La nuova dimensione dell’arte – Uno spazio pubblico in cui arte, didattica e società si incontrano”, “L’angolo civico – Dei nuovi ingressi al Centro Civico e all’Auditorium”, “”Le mostre temporanee – Un organismo vivente che evolve a seconda del contenuto”.