ilTorinese

Giachino: a sinistra non è servita la Lezione del Principe de Curtis

Dopo che qualcuno la dava per dispersa ieri, guidata dal Prof. Garibaldi, ha fatto nuovamente capolino la Alleanza x Torino, la riedizione della lista che nel 1993 porto’ Castellani a vincere le elezioni comunali sconfiggendo Diego Novelli. Chi si aspettava dal Professore di Economia una Analisi del sangue della situazione economica della Città che per diversi decenni ha trainato la economia italiana e’ andato deluso. I Professori sono abituati a bocciare gli altri ma non accettano di farsi bocciare dagli altri. Eppure dal 1993 Castellani presento’ ben due piani strategici senza mai presentare un Bilanciò consuntivo così non si accorse che solo col turismo, la cultura e il loisir la economia torinese non pareggiava ciò che stava perdendo nell’industria dell’auto. Così non si è ancora accorto adesso che dal  2001 la economia torinese ha una crescita economica inferiore alla media nazionale . Così non si è accorto che oggi Torino è la Capitale della cassa integrazione e che il 75% dei giovani ha un lavoro precario. Negli ultimi venticinque anni si è parlato tanto di Olimpiadi senza capire che la cosa più importante era difendere l’industria dell’auto . Così quando Elkann ha venduto la grande azienda alla Peugeot ne’ la Appendino ne’ il governo giallorosso pensarono di mettere il golden power sulla capofila della filiera industriale più importante d’Italia. La crisi dell’auto,  e forse questo non l’ha neanche capito il governo Meloni, sta frenando l crescita della economia Italiana molto di più di quanto loro credano. In questa situazione , a un anno dalle elezioni comunali  Lo Russo pensa solo a rivincere e sa che questa volta il suo problema è a sinistra e lui ,origine DC, per convincere la Schlein ha detto che la sinistra deve fare la sinistra per cui da oltre un anno tratta con Askatasuna e si tiene buoni la sinistra di  AVS,  l’unica sinistra con cui dialogano i ragazzi carini di Aska. Al centro ci pensano quel che resta del Sistema Torino, quello che per avere un grattacielo ha regalato tuto a Milano , Castellani e i tanti consulenti consultati in questi 33 anni, che sono molto di più di un ventennio, e che non vogliono assolutamente perdere il Comune. A ciò si aggiunga il nuovo Piano regolatore che è uno strumento fatto apposta per discutere e trattare con i tanti interessi della Città, dai costruttori, ai capitalisti proprietari di immobili e terreni, ai commercianti e magari qualcuno legato a qualche consigliere di opposizione. Quando c’è una maggioranza così longeva gli oppositori non sono tutti puri e duri come un GIACHINO qualsiasi , qualcuno che non ha idee magari è stufo di stare alla opposizione. Chi ci rimette però è Torino a partire dalla sue periferie sempre più dimenticate e lasciate in balia della insicurezza e del degrado. Anche i giornali non sanno che pesci pigliare così oggi danno una pagina intera a una proposta poco più che banale fatta dagli amici di Castellani che ora non parlano più di turismo e puntano ad attrarre studenti universitari copiando da Bologna che anche in questo campo si è dimostrata molto più brava di Torino attraendo quelli della Johns Hopkins.
Solo che i professori della Lista di Alleanza non si sono chiesti quali posti di lavoro offrirà Torino a questi giovani studenti se non si difende di più e meglio l’industria l’unico settore che può offrire stipendi interessanti e competitivi con l’estero.
Certo non ci voleva il caso Delmastro così come ci vorrebbe qualcuno che apra  un confronto e un lavoro che coinvolga tutto il Centro Destra insieme .
I cattolici impegnati in politica questa volta dovranno partire dalla pesante situazione economica e  sociale per presentare un forte progetto complessivo per il rilancio di Torino , perché chi paga da trent’anni sulla propria pelle il declino economico e sociale della Città sono i più poveri, i senza lavoro e i precari quelli ai quali si dovrebbero maggiormente rivolgere i tanti che hanno studiato la Rerum Novarum frequentando le lezioni di Donat-Cattin, Bodrato, Picchioni, Calleri Botta e Arnaud.
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Mino GIACHINO 
Responsabile torinese UDC

Bonifica area Parco della Salute, dieci indagati

Sono dieci le persone indagate nell’ambito dell’inchiesta portata avanti dalla Direzione distrettuale antimafia di Torino insieme ai carabinieri del Noe. L’indagine riguarda le complesse operazioni di bonifica nell’area dell’ex Fiat Avio, destinata a diventare il futuro Parco della Salute. Secondo l’accusa, circa 200 mila tonnellate di terre e rocce, in gran parte contaminate da metalli e idrocarburi, sarebbero state gestite e trattate in modo illecito.

Nei giorni scorsi è stato disposto il sequestro di due impianti di trattamento rifiuti a Torino, un passaggio che si inserisce nel filone investigativo avviato con le perquisizioni del 2023. Al centro dell’indagine c’è un appalto che, stando agli inquirenti, sarebbe stato assegnato a condizioni economiche anomale alla società di bonifiche del gruppo Iren, per poi essere subappaltato a un’altra azienda. Il prezzo stabilito, pari a 7 euro a tonnellata per le operazioni di smaltimento e trattamento, risulterebbe infatti molto inferiore rispetto ai costi medi di mercato, generalmente compresi tra i 35 e i 60 euro a tonnellata.

Secondo quanto emerge dal decreto di perquisizione, la società subappaltatrice non avrebbe avuto le autorizzazioni necessarie per gestire materiali contaminati e avrebbe inoltre classificato le terre come “end of waste” senza sottoporle ai trattamenti richiesti. Tale sistema si sarebbe basato sulla predisposizione di documentazione amministrativa e analitica non veritiera, con l’obiettivo di eludere i controlli da parte di Arpa e Spresal. Tra gli indagati compare anche un consulente ambientale, sarebbe accusato di aver contribuito a ottenere autorizzazioni non coerenti con le attività effettivamente svolte dall’azienda.

“Ricami, merletti e tessuti d’artista” al Polo delle Rosine

270 anni di arti tessili, lavoro e autonomia

Torino celebra una storia lunga quasi tre secoli, che continua a parlare al presente, e lo fa con una mostra dal titolo “Ricami, merletti e tessuti d’artista. Dalle Rosine al presente: 270 anni di arti tessili, lavoro e autonomia”, che sarà aperta al pubblico l’11 e il 12 aprile prossimo negli spazi del Polo Artistico e Culturale Le Rosine.

Il 2026 segna infatti una anno altamente simbolico: ricorrono i 270 anni dall’insediamento torinese dell’Istituto, i 310 dalla nascita della fondatrice Rosa Govone e i 250 anni dalla sua morte. Si tratta di un triplice anniversario che diventa occasione per rileggere una storia pionieristica di emancipazione femminile attraverso il lavoro.

L’Opera delle Rosine venne fondata nel 1742 a Mondovì e si stabilì a Torino nel 1756. Nasceva da un’intuizione semplice quanto rivoluzionaria: offrire alle donne strumenti concreti per costruire la propria autonomia. Il motto “Vivrai dell’opera delle tue mani” sintetizza un modello educativo che unisce formazione, dignità e indipendenza, anticipando di fatto i principi dell’economia sociale contemporanea. All’interno dell’Istituto prende forma fin dall’inizio un vero e proprio opificio femminile, dove scuola, laboratorio e produzione convivono. Le giovani vengono formate alle arti tessili del ricamo, del merletto, della tessitura e della filatura, sviluppando competenze professionali che permettono loro di inserirsi nella società in autonomia. Non si trattava di semplici lavori manuali, ma di arti applicate di alto livello, riconosciute e premiate già all’epoca.

Oggi, a distanza di oltre due secoli, questo patrimonio torna al centro della quarta edizione della mostra itinerante “Ricami, merletti e tessuti d’artista”. L’esposizione riunisce opere antiche e contemporanee, creando un dialogo tra generazioni di artigiane, artiste e insegnanti.

Accanto alla mostra ci saranno dimostrazioni dal vivo e prove gratuite aperte ad adulti e bambini, che offriranno l’opportunità di avvicinarsi alle tecniche del ricamo e del merletto.

“L’evento dell’11 e 12 aprile sarà molto più di una celebrazione: un’occasione per riscoprire un sapere che attraversa i secoli e continua a generare futuro. Un filo, quello delle arti tessili, che unisce tradizione e innovazione, bellezza e lavoro, memoria e autonomia – dichiara il direttore generale, Massimo Striglia”.

L’iniziativa si inserisce anche nel contesto delle celebrazioni francescane dell’Ottavo centenario lungo il ‘Cammino di Pace e della Parola di San Francesco’, rafforzando il legame tra arte, spiritualità e comunità. A completare il programma, un convegno dedicato alle arti tessili contemporanee riunirà esperti del settore per riflettere sulle prospettive future di questi mestieri, oggi sempre più riconosciuti come patrimonio culturale immateriale.

L’istituto delle Rosine non è solo memoria perché, sotto la guida di Madre Ausilia Concas e del direttore generale Massimo Striglia, la Fondazione continua a operare attivamente sul territorio con progetti concreti a sostegno di donne e famiglie, dal “Punto di ascolto” ai percorsi di accompagnamento alla maternità fino all’attività di musico-terapia per bambini audiolesi in collaborazione con l’ospedale Martini.

La mostra si tiene l’11 e il 12 aprile dalle 10 alle 18, presso il Polo Artistico e  Culturale Le Rosine, in via Plana 8/C

Mara Martellotta

Finti artigiani, dal 7 aprile stop ai “furbetti”. Multe salate in arrivo

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Per chi usa la denominazione senza essere iscritto all’albo

Stop ai “furbetti” dell’artigianato; dal 7 aprile 2026 cambia una regola fondamentale del mercato, e le denominazioni di “artigianato” e “artigianale” non potranno essere più utilizzate in modo improprio. Entrerà, infatti, in vigore la legge annuale per le PMI che riserva l’uso di questi termini esclusivamente alle imprese iscritte all’albo delle imprese artigiane. Una svolta attesa da anni e sostenuta con determinazione da Confartigianato, che impone multe salate a chi viola la norma, sanzioni fino all’1% del fatturato con un minimo di 25 mila euro. Per Confartigianato Imprese Piemonte si tratta di un passaggio strategico non soltanto sul piano della concorrenza, ma anche della lotta al falso ‘Made in Italy’, che continua a sottrarre valore all’economia reale.

Nel 2024 l’analisi regionale del rapporto Iperico 2024 posiziona il Piemonte come quinta regione italiana con il più alto numero di merce sequestrata, con 6,3 milioni di pezzi e +553% rispetto al 2023. Un segnale d’allarme per il ‘Made in Italy’, che attraversa una fase delicata e si trova a dover rafforzare la trasparenza e la legalità lungo tutta la filiera produttiva. Nonostante un decennio difficile, che ha visto la chiusura di 128 mila aziende, l’artigianato italiano ha chiuso il 2025 all’insegna della resistenza: con 1,23 milioni di imprese attive, il settore mostra una stabilità che incoraggia, segnata da un saldo positivo tra aperture e chiusure di 187 unità.

“La norma segna un punto di svolta – sottolinea Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte – perché introduce finalmente un presidio giuridico contro pratiche ingannevoli che hanno alimentato per anni una concorrenza sleale. Difendere il termine ‘artigianale’ significa difendere un modello produttivo fatto di competenze, qualità e legame con il territorio”.

Nel solo Piemonte operano oltre 113 mila imprese artigiane, che rappresentano una componente essenziale del sistema economico regionale e contribuiscono in modo significativo all’export di qualità. La possibilità di distinguere in modo netto ciò che è artigiano da ciò che non lo è, rafforza la credibilità dell’intero sistema.

“È una tutela per i consumatori – conclude Giorgio Felici – che da oggi avranno una garanzia in più sulla veridicità di ciò che acquistano, ma anche un riconoscimento concreto del valore delle nostre imprese. Dopo anni di ambiguità, si chiude la stagione dei ‘furbetti’ e si apre una nuova fase di trasparenza e legalità del mercato”.

Mara Martellotta

Acqua pubblica e meno plastica: la proposta di legge di AVS in Consiglio Regionale

“L’acqua è un bene comune, non una merce. Con questa legge vogliamo fare un passo concreto per renderla davvero accessibile, riducendo sprechi, plastica e disuguaglianze nell’accesso a una risorsa essenziale.”

A pochi giorni dal 22 marzo, Giornata mondiale dell’acqua la consigliera regionale Giulia Marro (AVS) ha depositato in Consiglio regionale del Piemonte una proposta di legge che rimette al centro una questione cruciale: l’acqua come diritto e come bene pubblico.
La proposta – “Misure per promuovere l’utilizzo dell’acqua potabile di rubinetto” – interviene con un approccio sistemico, che tiene insieme ambiente, accesso ai servizi e riduzione dei rifiuti, partendo da un presupposto chiaro: incentivare l’uso dell’acqua di rete per ridurre drasticamente il consumo di plastica monouso legata alle bottiglie.
Nel concreto, la legge prevede innanzitutto l’adozione di un Piano strategico triennale regionale, che definisce obiettivi, priorità e strumenti per aumentare l’accesso all’acqua pubblica e promuoverne il consumo. Tra le azioni previste ci sono campagne di informazione sulla qualità dell’acqua di rubinetto, la realizzazione di una rete diffusa di punti di accesso gratuiti o a costo calmierato e la mappatura pubblica di questi punti sul territorio.
Un elemento centrale è proprio la fiducia: troppo spesso si consuma acqua in bottiglia per percezioni distorte o a causa del marketing delle aziende, nonostante l’acqua degli acquedotti – spesso proveniente dalle stesse vallate alpine da cui viene imbottigliata – sia già sottoposta a controlli rigorosi e continui. La legge interviene quindi anche sul piano culturale, promuovendo un cambiamento nelle abitudini quotidiane.
Accanto a questo, la proposta introduce strumenti concreti per ridurre l’uso della plastica. La Regione potrà finanziare i Comuni per l’installazione di fontane pubbliche e punti di ricarica per borracce, sostenere eventi e manifestazioni che garantiscono l’accesso all’acqua gratuita senza bottigliette e incentivare esercizi commerciali e soggetti del terzo settore che mettono a disposizione acqua di rete.
Un altro passaggio rilevante riguarda le istituzioni: Regione, enti strumentali e amministrazioni collegate saranno chiamati a utilizzare prioritariamente acqua di rubinetto, limitando l’acquisto di bottiglie di plastica ai soli casi strettamente necessari.
La legge prevede inoltre un sistema di contributi e premialità: dai finanziamenti ai Comuni per infrastrutture pubbliche fino a incentivi per chi riduce i rifiuti, anche attraverso possibili riduzioni della TARI per gli esercizi commerciali virtuosi.
“A quanti di voi è capitato di andare in Grecia o in Francia – ma potremmo dire in molti paesi europei – dove appena ti siedi in un bar o in un ristorante ti portano subito gratuitamente un bicchiere d’acqua del rubinetto? E quanti di voi si sono chiesti come mai da noi non succede? Ecco, questa legge vuole andare esattamente in quella direzione: rendere normale ciò che dovrebbe già esserlo. Lo facciamo anche sostenendo gli esercenti, perché offrire acqua pubblica non sia un costo ma una scelta incentivata.”
Dal punto di vista economico, l’intervento è strutturato su un investimento di circa 355.000 euro annui per il triennio 2026-2028, destinati a infrastrutture, comunicazione, incentivi e installazione di erogatori pubblici.Questa proposta si inserisce in un quadro più ampio: quello del riconoscimento dell’acqua come bene pubblico, già sancito dal referendum del 2011. In questo senso, è particolarmente significativo il riferimento al percorso avviato in provincia di Cuneo, che sta procedendo a tappe forzate verso la gestione pubblica del servizio idrico. La legge regionale si affianca e rafforza questo processo, agendo sul lato dell’accesso e dell’uso quotidiano.
Non si tratta quindi solo di una misura ambientale, ma di una scelta politica che incide su modelli di consumo, gestione delle risorse e giustizia sociale. Ridurre le bottigliette di plastica significa ridurre rifiuti, emissioni e costi; ma significa anche riaffermare che l’acqua non è un prodotto commerciale, bensì un diritto.
“L’acqua non è un brand, non è un business, non è una commodity: è un diritto fondamentale. Eppure oggi continuiamo a comprarla in bottiglia, pagando più volte la stessa risorsa e producendo tonnellate di plastica. È paradossale: in Piemonte abbiamo acqua di qualità straordinaria, che arriva dalle nostre montagne e dalle nostre vallate: la imbottigliamo e poi la ricompriamo al supermercato, dentro la plastica. Con questa legge diciamo una cosa semplice ma radicale: l’acqua deve tornare pubblica, accessibile e gratuita negli spazi della vita quotidiana”.

AVS Consiglio regionale del Piemonte

Incidente sulla bretella Ivrea-Santhià: ferito in elisoccorso

Un’auto finisce fuori strada e poi si ribalta: il conducente finisce in ospedale. È successo nel pomeriggio di ieri sulla bretella autostradale Ivrea-Santhià, nel territorio comunale di Settimo Rottaro. La vettura, una Toyota Prius, ha sbandato finendo fuori carreggiata, lasciando il conducente ferito.

Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 Azienda Zero, che lo hanno trasportato in elisoccorso all’ospedale di Ivrea. Fortunatamente, le sue condizioni non sono gravi.

Presenti anche gli agenti della polizia stradale per i rilievi del caso, gli ausiliari ITP per gestire la viabilità – senza conseguenze sul traffico – e i vigili del fuoco del distaccamento di Ivrea per la stabilizzazione del veicolo.

VI.G

Spaccio in via Nizza e piazza Bengasi, tre arresti

Continua l’attività della Polizia di Stato finalizzata al contrasto della compravendita di sostanze stupefacenti nell’area di Piazza Bengasi e delle vie adiacenti. Nell’arco della giornata, infatti, i pusher spesso si muovono verso altre aree del quartiere per concludere le cessioni di sostanza stupefacente, cambiando l’area di azione a seconda della fascia oraria, spesso con spostamenti a bordo di monopattini. Tuttavia, negli ultimi giorni, gli agenti del Commissariato Barriera Nizza hanno tratto in tre persone.

La prima è stata arrestata a Moncalieri non distante dal confine con Torino, dopo una cessione di sostanza stupefacente avvenuta sulla ciclopista del Sangone. Entrambe le persone venivano fermate dopo la compravendita di sostanza stupefacente risultata essere cocaina. Il venditore, un ventinovenne cittadino senegalese, è stato arrestato dagli agenti del Commissariato.

Un ventottenne cittadino gabonese è stato, invece, arrestato nei pressi dei giardini Battistini. Qui l’uomo è stato visto dagli agenti nascondere qualcosa nel terreno nei pressi di un albero e poi prendere posto su una panchina. Poco dopo, sul posto è giunta un’altra persona. Il ventinovenne, dopo aver interloquito con il nuovo arrivato, gli ha consegnato un involucro prelevato nei pressi dell’albero. Gli agenti hanno fermato il pusher, appurando che l’uomo aveva ceduto all’acquirente una dose di crack. Occultati sotto le foglie i poliziotti hanno rinvenuto altri 13 pezzi della stessa sostanza. L’uomo è stato trovato in possesso di 265 euro in contanti, verosimilmente provento dell’attività illecita.

Un terzo arresto è avvenuto nei confronti di un ventiduenne cittadino senegalese. Gli agenti lo hanno visto percorrere un tratto di strada a bordo di un monopattino fino a quando si è fermato e seduto accanto a una persona alla fermata dell’autobus. Dopo una breve conversazione i due si separavano e venivano fermati dagli agenti che appuravano l’avvenuta cessione di crack. Il cittadino senegalese, arrestato nei pressi dei giardini Italia 61, veniva trovato in possesso di 330 euro in contanti, verosimile provento dell’attività di spaccio.

Inoltre, nel corso di uno degli ultimi controlli straordinari del territorio ad alto impatto, coordinato dal personale del Commissariato di P.S. “Barriera Nizza”, è stata controllata l’area sud del quartiere Nizza Millefonti; nella circostanza sono state più di 100 le persone identificate e un cittadino senegalese di 21 anni è stato denunciato per resistenza a pubblico ufficiale. L’uomo, fermato per un controllo dagli agenti all’incrocio tra via Ventimiglia e Corso Marroncelli, ha lanciato il monopattino verso un operatore di polizia e si è dato alla fuga ma è stato bloccato poco dopo.

Un cittadino italiano di 54 anni, invece, è stato fermato perché doveva scontare una pena residua di 4 anni e 9 mesi, emessa dalla Procura Generale di Torino, per reati inerenti spaccio e riciclaggio.

Nel corso dell’attività sono stati controllati 4 esercizi commerciali e in uno, ubicato in via Nizza, gli agenti hanno riscontrato pessime condizioni igieniche dei locali e altre violazioni: mancata esposizione degli orari di apertura e chiusura; irregolare smaltimento degli oli esausti; mancato pagamento delle insegne; mancata esposizione relativo agli avvisi dei Prodotti ingredienti. Complessivamente l’esercizio è stato sanzionato per 5000 euro.

Nel corso dello stesso controllo straordinario del territorio, sono stati sanzionati a San Salvario altri 2 esercizi commerciali: il primo per 5164 euro dopo che la Polizia Locale ha accertato che l’attività di esercizio di vicinato era condotta senza autorizzazione; il secondo locale, invece, per 465 euro per scarsa igiene e per il mancato pagamento delle insegne.

Sempre a San Salvario, sono stati denunciati in stato di libertà due cittadini egiziani per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio. Nel complesso, sono stati sequestrati, anche a carico di ignoti, oltre 200 grammi di Hashish e 12 pastiglie di Lyrica, utilizzate non per scopi medici.

È l’Asti Docg il Vino piemontese dell’Anno 2026.

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 Cirio e Bongioanni: «Il vino piemontese più esportato nel mondo, un ambasciatore dell’Eccellenza Piemonte». A Vinitaly la presentazione e il debutto del cocktail Asti-Vermouth

È l’Asti Docg il Vino piemontese dell’anno 2026. Lo ha designato la Giunta regionale del Piemonte su proposta dell’assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e pesca, Parchi Paolo Bongioanni. L’Asti Docg raccoglie il testimone dall’Alta Langa Docg, Vino dell’anno 2025.

Il Vino dell’anno è il testimonial che accompagna le iniziative promozionali rivolte al grande pubblico e agli operatori quali fiere, borse, presentazioni, manifestazioni istituzionali che la Regione, anche in collaborazione con Consorzi di Tutela, Enti locali, Associazioni, aziende agricole e altri soggetti, dedica ai prodotti agroalimentari piemontesi di qualità certificata e che dal 2025 si possono fregiare del brand “Piemonte Is – Eccellenza Piemonte”.

Spiega il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio«Con una produzione annua di 100 milioni di bottiglie esportate per il 90%, l’Asti Docg nelle due tipologie Asti e Moscato d’Asti è il vino piemontese più diffuso nel mondo. Per questo può rappresentare un traino fortissimo per far conoscere le produzioni agroalimentari piemontesi, che per le loro caratteristiche qualitative, i metodi di produzione, la loro storia, e il legame con i rispettivi territori di coltivazione e lavorazione, offrono un alto valore aggiunto e sono parte fondamentale della nostra economia e del nostro export».

Sottolinea l’assessore Bongioanni«Il Piemonte si sta impegnando con energia per rimontare il gap storico fra un agroalimentare d’eccellenza, che da solo copre il 20% delle produzioni italiane a qualità certificata, e un’immagine che ancora non rende giustizia alle sue potenzialità. Associare all’immagine del Piemonte il nostro vino più esportato nel mondo è sicuramente una grande risorsa per mettere in moto quel volano virtuoso in grado di connettere produttori e filiere, aprire nuovi mercati, consumi e turismo e sviluppare nuove opportunità di crescita per il nostro territorio».

L’Asti Docg Vino dell’anno 2026 sarà presentato ufficialmente lunedì 13 aprile alle 15.45 nell’Auditorium dello Spazio Piemonte al Vinitaly 2026. E sempre lunedì 13 alle 18 nella lounge dello stand verrà lanciato il nuovo cocktail a base di Asti Docg Vermouth di Torino Igp, altro straordinario prodotto del Piemonte. Il nome del mix sarà scelto attraverso un contest organizzato dal Consorzio di Tutela in collaborazione con la Direzione agricoltura della Regione. Sarà possibile votare le 4 proposte sulla pagina Instagram @piemonteis_eccellenzapiemonte. Il nome prescelto sarà svelato dopo Vinitaly.

La rassegna dei libri del mese

Il libro più discusso tra i titoli presenti sul nostro gruppo FB nel mese appena concluso è Tre Nomi, di Florence Knapp che affronta il tema della violenza domestica e sta avendo riscontri estremamente positivi tra i membri della nostra community.

 

Con gli auguri per l’imminente Pasqua, la nostra redazione vi porta tra gli scaffali delle librerie per scegliere nuove letture con cui trascorrere il mese di aprile!

L’Odore Del Lupo (Ponte alle Grazie) dell’esordiente Maria Pacifico è un romanzo di formazione che ha tutte le caratteristiche per essere u nuovo caso letterario, poiché è appena uscito e già risulta molto apprezzato.

 

Le Ottanta Domande Di Atena Ferraris (Garzanti) è il più recente romanzo di Alce Basso e, siamo certi, ne sentiremo ancora parlare.

 

Ai giovani lettori suggeriamo  Mentre Cadono Le Stelle, di Barbara Tomborini (Salani), una delicata storia familiare che accompagna la crescita dei protagonisti.

 

 

Consigli per gli acquisti

 

Questa è la rubrica nella quale diamo spazio agli scrittori emergenti, agli editori indipendenti e ai prodotti editoriali che rimangono fuori dal circuito della grande distribuzione.

 

Risvegli, un romanzo di Laura Gronchi (Auto-pubblicazione, 2026), che coniuga un ritmo sostenuto a una trama ricca di colpi di scena nella quale non mancano le sfumature sentimentali.

 

Sarà Come Morire (Mursia, 2025) di Adriano Morosetti che ci riporta nella città del Festival più famoso d’Italia, in un nuovo romanzo che coniuga musica e tensione, con una formula che già il pubblico ha imparato ad apprezzare.

 

 

 

Incontri con gli autori

 

Abbiamo intervistato per voi gli autori più richiesti del momento: leggete le nostre interviste a Jacopo MariniAdriano MorosettiVanessa RoggeriMichele Catozzi

 

Il sacro dolore dello “Stabat Mater” di Vivaldi con Carlo Vistoli per la Pasqua dell’Orchestra Rai

Una profonda meditazione sul dolore sacro, quello della Vergine davanti alla morte di Gesù, è lo “Stabat Mater” RV 621 di Antonio Vivaldi, nucleo centrale del concerto di Pasqua dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, in programma in serata unica, fuori abbonamento, Venerdì Santo, il 3 aprile, alle 20.30, presso l’Auditorium Rai Arturo Toscanini di Torino. La serata è trasmessa in diretta su Radio 3 e, la mattina di Pasqua, domenica 5 aprile, alle 8, anche in prima TV su Rai 5.

Capolavoro di rara sensibilità, lo “Stabat Mater” fu scritto da Vivaldi nel 1712 per la chiesa di Santa Maria della Pace di Brescia, ed è il suo più antico lavoro conservato, capace ancora oggi di commuovere per la sua purezza spirituale. A interpretarlo è il controtenore romagnolo Carlo Vistoli, che l’ha recentemente anche inciso. Considerato uno dei controtenori più autorevoli della sua generazione ha costruito una carriera internazionale, folgorante, partendo dal debutto, nel 2012, con “Dido & Aeneas”. La sua ascesa è stata determinata dall’incontro con grandi maestri della musica antica, da William Christie, con “Le Jardin des Voix” nel 2015, a John Eliot Gardner, fino al sodalizio artistico con Cecilia Bartoli. Tra i suoi traguardi principali, il Premio Abbiati nel 2023, come miglior cantante dell’anno, l’Helpmann Award, in Australia, e il premio come Stella Emergente della San Francisco Opera del 2024. Protagonista della lirica come al teatro alla Scala, la Wiener Staatsoper, l’Opera di Roma, il festival di Salisburgo e la Royal Opera House di Londra, Vistoli si distingue per la sensibilità che va dal barocco di Vivaldi e Monteverdi, fino alla musica contemporanea. Lo scorso anno è stato tra i protagonisti della “prima” mondiale de “Il nome della rosa” di Francesco Filidei, alla Scala. Con l’Orchestra Rai è stato protagonista del concerto di Natale 2025, trasmesso su RAI 1 e in eurovisione dalla Basilica Superiore di San Francesco d’Assisi.

Sul podio Giuseppe Mengoli, classe 1993, che ha iniziato la sua carriera di direttore d’orchestra nel 2018, debuttando con la Gustav Mahler Jugend Orchester e della Filarmonica Toscanini, oltre che essere violinista, compositore e arrangiatore. In apertura di serata Mengoli propone “Fratres”(Fratelli) di Arvo Pärt, mistico del suono e ricercatore della trascendenza. Pärt è uno dei musicisti più originali a cavallo tra i due secoli. Nato in Estonia nel 1935, ha dato vita a un universo sonoro dove semplicità e purezza si fondono in un’intensità rarissima, capace di parlare direttamente all’anima dell’ascoltatore. La prima esecuzione assoluta di “Fratres” si tenne il 28 ottobre 1977 a Riga, affidata all’ensemble estone di musica antica Hortus Musicus, a cui l’opera è dedicata. Concepito originariamente per un quintetto d’archi e un quintetto di fiati, il brano ha dato vita a numerose rielaborazioni per diverse formazioni strumentali, tutte mantenendo il titolo originale. La prima di queste varianti è stata commissionata dal festival di Salisburgo nel 1980, e consisteva in una serie di variazioni per violino e pianoforte, interpretata dai dedicatari Gidon ed Elena Kremer. Da allora, l’opera è stata trascritta per svariati organici, tra cui archi e percussioni, con o senza solista, ottetto fiati e percussioni, quartetto d’archi e ottetto di violoncelli. Strutturalmente il tema di sei battute viene reiterato con un’enfasi minimalista su rigore ritmico, trasposto su diversi livelli tonali e arricchito da una linea melodica che si espande progressivamente.

Il concerto si chiude con la Sinfonia n.7 in la maggiore op.92 di Ludwig van Beethoven, che venne definita da Richard Wagner come “l’apoteosi della danza”, ponendo l’accento sulla predominanza dell’elemento ritmico che pervade l’intera partitura.

I biglietti per il concerto di Pasqua fuori abbonamento sono proposti a 10 e 15 euro, e sono in vendita online sul sito dell’OSN Rai, e presso la biglietteria dell’Auditorium Rai di Torino.

Auditorium Rai – piazza Rossaro

Info: 0118104653 – biglietteria.osn@rai.it

Mara Martellotta